Archivio mensile:dicembre 2014

Abbiamo sempre fatto così…

Esistono tre date fondamentali nella nostra storia dell’Italia Repubblicana.
19 Maggio 1956: Posa della prima pietra, a Milano.
3 dicembre 1960: Inaugurazione de tratto Bologna-Firenze.
4 Ottobre 1964: L’Opera viene completata a Napoli.
Di cosa stiamo parlando?
Della costruzione della AUTOSTRADA DEL SOLE, la principale autostrada d’Italia.
Con i suoi 755 Km di lunghezza, i 16 milioni di metri quadrati di pavimentazione, 853 ponti e viadotti, 2.500 tombini, 572 cavalcavia, 38 gallerie fu un’opera straordinaria per l’epoca costata 272 miliardi di lire. Ponti sui fiumi dalle forme architettoniche aveneristiche, Autogrill innovativi e moderni, opere collaterali incredibili come la Chiesa dell’Autostrada di Giovanni Michelucci: l’Autostrada del Sole è il simbolo della Motorizzazione di Massa, del boom economico dell’Italia degli anni cinquanta/sessanta, un’opera ingegneristica inaugurata 50 anni fa che ha unito l’Italia, l’ha modernizzata e rendendola un paese dinamico.
Quello che colpisce maggiormente oggi è che tale opera imponente fu fatta in soli 8 ANNI. Anzi fu consegnata 3 mesi prima e senza sforare il budget previsto.

Questi risultati potrebbero sembrare un caso isolato ma non era così nell’Italia dell’epoca.
Nel 1954, per esempio, cominciarono da parte dello stato anche le trasmissioni della RAI e la copertura nazionale del segnale televisivo. Anch’essa un’innovazione che unì tutti gli italiani. L’Autostrada del Sole stessa fu realizzata con la partecipazione di aziende italiane come AGIP, Fiat, Italcementi e Pirelli, contribuendo a quella modernizzazione della nostra economia, che primeggiando sui mercati, rese l’Italia una delle potenze mondiali .
Il paragone fra l’Autostrada del Sole degli anni 50/60 e le Autostrade Informatiche di oggi viene abbastanza naturale. Se negli anni del boom il nostro paese aveva bisogno di infrastrutture stradali in grado di reggere il crescente mercato automobilistico, nel 2014 l’Italia ha bisogno di infrastrutture telematiche in grado di favorire il crescente mercato online e i servizi legati a Internet.
Queste Autostrade Telematiche esistono già: fin dal 2004 i nostri Backbones di Telecomunicazioni, le nostre dorsali, sono state migrate in fibra e sono capaci di trasmettere i dati tra i principali snodi italiani a velocità di 10 Gbit/s!!
Tutte le chiamate che vengono fatte tra Milano e Napoli, in una sorta di Autostrada del Sole Cibernetica, sono tutte in VoIP. Quindi chi sostiene che il VoIP non è ancora una tecnologia affidabile e che se ne parlerà in futuro, non sa che che il Futuro in Italia è già qua.
Il problema resta la diffusione della Banda Larga nel cosidetto Ultimo Miglio, quella che in maniera capillare porta i dati e gli accessi alla rete nelle case e nelle aziende italiane.
Voip EverywhereRecentemente è uscita la Relazione del Governo chiamata “Strategia Italiana per la Banda Ultralarga“. 124 pagine dove viene fatta una fotografia di quella che è la situazione attuale in Italia della banda larga, dove si illustrano le strategie e gli obiettivi che saranno messi in atto nei prossimi anni, dove saranno reperite le risorse per creare queste autostrade informatiche.
L’obiettivo è quello di raggiungere entro il 2020 la copertura fino all’85% della
popolazione con una connettività di almeno 100 Mbps, che è l’unica a poter essere definita ultra fast broadband nell’accezione dell’Agenda Digitale Europea (banda ultralarga o ultrabroadband). Per il restante 15% della popolazione, invece, l’obiettivo è di garantire
servizi con velocità pari ad almeno 30 Mbps in download.
I dati esposti nella relazione però non sono incoraggianti: Il nostro Paese parte da una situazione molto svantaggiata (v. il cap. 1.3 della Relazione) che ci vede sotto la media europea di oltre il 40 punti percentuali nell’accesso a più di 30 Mbps e un ritardo di almeno 3 anni. Secondo i piani industriali degli operatori privati, solo nel 2016 si arriverà al 60% della popolazione coperta dal servizio a 30 Mbps, senza impegni oltre quella data. Inoltre, nessuno degli operatori ha alcun piano ufficiale per avviare un’opera di copertura estensiva a 100 Mbps, né entro il 2016 né oltre.
Siamo l’ultima nazione europea per copertura a banda ultralarga, come emerge dai dati della Commissione Europea (vedi Pagina 17 della relazione).
StrategiaA pagina 33 si legge chiaramente: “L’attore principale della presente strategia è il mercato che è chiamato a investire in un’infrastruttura ritenuta strategica per lo sviluppo del Paese. L’intervento pubblico è quindi solo sussidiario agli investimenti privati al fine di stimolarli.”
Questo significa che il nostro Settore, quello dell’Information Communication & Technology (ICT) dovrà nei prossimi 6 anni fare la sua parte. Sempre nel documento si legge: “Per raggiungere questo obiettivo c’è bisogno dell’impegno di tutti, non bastano i soli sforzi dell’Amministrazione Pubblica, centrale o locale. Serve uno sforzo da parte di tutto il settore ICT, delle imprese, delle associazioni e dei cittadini.”
E il nostro settore si sta dando da fare già da tempo coprendo spesso quelle lacune che l’intervento pubblico non sostiene (vedi le attività degli WISP) e contribuendo a quella Rivoluzione Informatica (IP Revolution) fondamentale per il Paese. Lo confermano i dati ISTAT: nel 2014 il 98,2% delle imprese con almeno 10 addetti dispone di una connessione a internet (96,8% nel 2013) e il 95% delle imprese è connesso a internet in banda larga fissa o mobile (94,8% nel 2013). Il 69,2% delle imprese con almeno 10 addetti (88,9% tra le imprese con almeno 250 addetti) dispone di un sito web (67,3% nel 2013). Il 31,8% delle imprese (51,9% tra quelle con almeno 250 addetti) utilizza un social media (24,7% nel 2013).
Abbiamo sempre fatto cosìC’è un cavernicolo che ha appena inventato la Ruota.
Tutto felice propone ai suoi amici la scoperta che cambierà la storia dell’uomo. I suoi amici però sono tutti indaffarati nel portare massi pesantissimi col loro vecchio metodo. Ringraziano gentili e dicono che sono troppo impegnati per ascoltarlo.
“ABBIAMO SEMPRE FATTO COSi’!!”
Quante volte questa frase è stata la scusa che ha impedito lo sviluppo e il progresso nel nostro Paese. Leggendo il lungo rapporto, spesso fatto di ripetizioni, di dati senza fonti e di una formattazione copia e incolla, sembra che ci troviamo di fronte all’ennesimo caso italiano in cui certi settori strategici sono lasciati completamente all’intrapendenza del mercato, dei privati e in cui il pubblico è affacciato alla finestra a vedere quello che succede e, quando va bene, a controllare che sia fatto con un certo criterio.
Invece non è vero: NON ABBIAMO SEMPRE FATTO COSI’!
La nostra storia anche recente è fatta di esempi in cui, con coraggio e forza, lo stato è stato in grado di anticipare e guidare le scelte strategiche che hanno reso l’Italia un paese moderno.
– Simone Terreni –

Bibliografia: I dati e le informazioni di questo post sono stati presi dalla puntata L’Autostrada del Sole nell’Italia del Boom tratta dalla trasmissione Tv “Il Tempo e la Storia

 

Hard Rock VoIP: Love All, Serve All

Quando il 14 Giugno 1971 i due americani Peter Morton e Isaac Tigrett
aprirono il primo Hard Rock Café a Londra c’erano solo 12 clienti nel loro locale. L’idea era semplice: portare nella città inglese un tipico ristorante con la cucina americana, arredandolo con tutta una serie di oggetti che ricordassero l’atmosfera tipica statunitense. Londra brulicava di ristoranti Italiani, Cinesi, Indiani ma un locale del genere mancava. In brevissimo tempo l’Hard Rock Café divenne un locale di moda e di tendenza: vecchie pubblicità di sigarette e targhe automobilistiche sparse alle pareti, menù con il “ketchup Heinz” e la salsa Campbell, famosa grazie ad Andy Warhol, gruppi e cantanti rock che si esibivano dal vivo. Le star del Rock cominciarono a frequentarlo: da Paul McCartney agli Wings che debuttarono nel locale, a Carole King che vi mangiò e scrisse una canzone dedicata all’Hard Rock, agli Eagles che vi suonarono.

La svolta arrivò in maniera del tutto casuale nel 1977, quando Eric Clapton regalò la sua chitarra, una Fender Lead II a Tigrett il quale, non sapendola suonare, chiese il permesso di appenderla nel suo locale. Due settimane dopo Pete Townshend degli Who mandò la sua, e Debbie Harry, la cantante dei Blondie, si tolse la maglietta, la firmò e la regalò ai fondatori. Anche questi cimeli furono appesi al muro. Erano i primi pezzi di quella che sarebbe diventata la più grande collezione di oggetti del rock and roll: le memorabilia dell’Hard Rock Café.
Con 50 milioni di visitatori l’anno, 164 locali sparsi in 53 paesi nel mondo, con una collezione di 85.000 pezzi unici legati al mondo della musica, 10 milioni di magliette vendute ogni anno e un fatturato annuale di 370 milioni di dollari oggi l’Hard Rock Café oltre che un marchio famoso è diventato un fulgido caso di successo nell’economia globalizzata. In Italia potete andare a mangiare le alette di pollo piccanti o i burger farciti dell’Hard Rock a Roma, Venezia e Firenze.
Hard Rock CaféI motivi di questo successo mondiale sono tre.
1. Ogni Hard Rock Café è diverso dall’altro. O meglio i reperti che sono esposti alle pareti o nelle teche sono tutti pezzi unici. Quindi ogni locale è diverso da tutti gli altri.  Quindi ogni volta è un’esperienza unica e i clienti, specialmente quando sono in vacanza all’estero, vanno a vedere quel specifico Hard Rock Café perché solo là troveranno quelle specifiche memorabilia. Certi studi hanno provato un considerevole aumento del flusso turistico quando apre un nuovo Hard Rock Café in una città.
2. Il Merchandaising. Cominciarono tenedole sotto il banco e regalandole ai clienti più fedeli, poi le misero in vendita all’interno dei ristoranti, oggi sono uno dei motivi principali per cui si entra dentro un Hard Rock Café: le famose magliette bianche con il logo e il nome della città dove è stata comprata. Prezzi modici, posizionate in maniera strategica all’ingresso del locale, una vera e propria mania che non conosce sosta, uno status symbol, un souvenir, un marchio legato al turismo. Non ditemi che nei vostri cassetti non ne avete almeno una?

3. Il motto. Il motivo però che più di tutti ha contribuito al successo di questa catena di locali è il motto che i due fondatori scelsero: Love All, Serve All!! (Ama tutti, Servi Tutti!). Ispirato dal guru indiano di Tigrett, Sathya Sai Baba, lo stesso dei Beatles, il motto era in netta contrapposizione a quello classico che andava di moda in quegli anni: “Ci riserviamo il diritto di rifiutare il servizio a chiunque“. Nessuna distinzione di razza e religione quindi, tutti potevano entrare all’Hard Rock Café. Non solo. Questo motto presto si è trasformato in un vero e proprio approccio particolare al cliente: per riuscire a fornire la migliore esperienza possibile per i clienti, vengono scelte le persone con una cura estrema, un personale attento che abbia la passione per la musica e il desiderio di servire. E questo entusiasmo del personale dell’Hard Rock Cafè porta a un totale coinvolgimento del cliente ed è uno dei motivi per cui la gente continua a tornare. Entrate in un qualsiasi Hard Rock e chiedete di raccontarvi di chi è quella chitarra appesa alla parete. Vedrete come gli occhi dei camerieri si illumineranno e sarete sommersi da un fiume parole.
Love
Abbiamo deciso di fare questo blog aziendale per raccontare in maniera diversa quello che la VoipVoice ogni giorno cerca di fare. Per questo mi è venuto spontaneo il paragone tra il motto che l’Hard Rock Café ha scelto tanti anni fa e la nostra filosofia aziendale. E’ indubbio che le aziende che perseguono una politica di Service Management puntando sulle persone come elemento per fare la differenza e per contraddistinguersi sono quelle che riescono a posizionarsi in maniera forte sul mercato. Vi deve essere la
necessità imprescindibile dell’azienda di avere un personale qualificato che faccia un “emotion work”, ovvero, oltre alla semplice vendita, puntare sulla trasmissione di emozioni positive che influenzeranno l’azione del partner. Per noi il Partner stesso è al centro delle scelte imprenditoriali e viene considerato il valore più importante della nostra azienda.
E non sono le solite frasi fatte.
Dalla cura con cui realizziamo gli eventi formativi, le certificazioni con i principali brand del mercato, gli accordi quadro con i più importanti distributori di hardware e software VoIP, passando per il nostro servizio di Customer Care, l’assistenza tecnica gratuita fornita da un personale specializzato, il supporto nella compilazione delle offerte commerciali, fino ad arrivare ai premi, i contest, le provvigioni, la sponsorizzazione di eventi o di altre attività di marketing: tutto ruota intorna al nostro canale dei Partners.
Tra essere il classico provider VoIP che tramite web vi chiede di quanto traffico prepagato volete ricaricare la vostra numerazione e noi, c’è una bella differenza!
Ogni scelta, ogni dettaglio è rivolta ai nostri partners, nel cercare di trasmettere loro l’importanza della diffusione del VoIP in Italia e nel costante miglioramento del nostro lavoro per diventare sempre più un punto di riferimento nel mercato delle TLC.
Certo abbiamo tanto da migliorare, ne siamo consapevoli, ma noi ogni giorno, soprattutto grazie a chi lavora con noi e va con la sua faccia a presentare la nostra azienda a giro per l’Italia, ce la stiamo mettendo davvero tutta.
Hard Rock VoIP!!

– Simone Terreni –

Curiosità: Morton e Tigrett si ispirarono all’album rock  Morrison Hotel dei Doors per dare il nome al loro locale. Oggi la catena degli Hard Rock Café è di proprietà della Tribù Seminole della Florida.
Bibliografia: I dati e le informazioni di questo post sono stati tratti dalla Tesi di Laurea di Giada Giachetti dal titolo:  Hard Rock Café e Marketing: il binomio di un successo mondiale.

VoIP Interstellare

Nell’ultimo film di fantascienza di Chistopher Nolan, Interstellar,
ambientato in un prossimo futuro dove le risorse alimentari si stanno esaurendo, il protagonista Matthew McConaughey  viene convocato dalla preside della scuola di sua figlia.  A differenza di quanto scritto sui testi scolastici autorizzati, la ragazza ha diffuso in giro l’informazione che un giorno qualcuno ha messo piede sulla Luna. I professori invece sostengono che l’allunaggio non fu altro che una mossa propagandistica degli Stati Uniti nei confronti dell’Unione sovietica. Una balla mediatica. E nella società del futuro diffondere la verità, contaminare le giovani menti con dubbi, idee, speranze, è estremamente pericoloso. Cooper, alias McConaughey, ex-astronauta e ingegnere che conserva a casa una libreria intera piena di libri che dicono il contrario, va veramente su tutte le furie. Ha insegnato lui quelle cose a sua figlia…


Il film prende spunto dalla Teoria del Complotto Lunare, secondo la quale le missioni del Programma Apollo non avrebbero realmente trasportato gli astronauti sulla Luna, e le prove degli allunaggi sarebbero state falsificate dalla NASA, realizzate con degli effetti speciali in studio. Ma naturalmente sono solo teorie e quegli sforzi scientifici che l’uomo realizzò oltre 40 anni fa per raggiungere la Luna stanno migliorando ancora oggi il nostro progresso.

Nel 1969  la storica frase  di Neil Armstorng «That’s one small step for (a) man, one giant leap for mankind» (trad. «Questo è un piccolo passo per l’uomo, un gigantesco balzo per l’umanità») fu pronunciata attraverso una cuffia Plantronics. Plantronics è un’azienda americana con sede in Santa Cruz in California, con oltre 3.000 dipendenti in tutti il mondo, e circa  683 milioni di dollari di fatturato (dati al 2010). Le cuffie Plantronics sono prodotti che supportano Unified Communications, la telefonia mobile, i giochi e la musica. Sono diventate il prodotto scelto per applicazioni mission-critical, come il controllo del traffico aereo, i salvataggi di emergenza del 911 e le operazioni del New York Stock Exchange.  Un’azienda in forte crescita, anche in Italia.

Plantronics

La scorsa settimana VoipVoice e Plantronics hanno annunciato la loro collaborazione.
Da anni troviamo Plantronics in tutti i luoghi in cui si parla di VoIP e di Unified Communications. Da tempo la seguiamo e ammiriamo la sua capacità di saper stare in un mercato costantemente in evoluzione. E’ impossibile negare la soddisfazione di essere riusciti, noi piccolo provider italiano, a collaborare con un’azienda leader che opera a livello mondiale.

Oggi Plantronics è particolarmente attenta alla filosofia Smarter Working.
Cosa significa “Smarter Working”?
L’ufficio tradizionale si sta evolvendo e le persone necessitano della libertà di lavorare in modo più efficace, comunicando in modo semplice, indipendentemente dalla propria ubicazione o dal mezzo utilizzato a casa, in ufficio, in viaggio. E’ in atto una rivoluzione dello spazio di lavoro fisico e le aziende stanno ripensando la loro organizzazione. I dipendenti trascorrono sempre più tempo lontani dalla scrivania. Mentre portiamo ai giardini la figlia possiamo rispondere alle mail, mentre facciamo un viaggio in treno stringiamo accordi al telefono, mentre stiamo nella nostra camera di un qualsiasi hotel nel mondo realizziamo preventivi e rispettiamo le scadenze. Ecco che l’Innovazione Tecnologica e i nuovi modelli di lavoro in mobilità permettono alle aziende di fornire ai propri collaboratori gli strumenti giusti, aumentando la produttività e favorendo il benessere e una migliore qualità della vita.

Nella costante ricerca scientifica dell’uomo ogni piccola evoluzione tecnologica, ogni cambio di metodo, può avere delle conseguenze inimmaginabili nella società futura. Per questo una piccola frase che attraversa tramite delle cuffie lo Spazio Interstellare nel 1969 sta cambiando oggi, in meglio, la nostra vita. Per questo l’innovazione che stiamo diffondendo oggi non sarà altro che l’inizio di una nuova era per l’umanità.

Ci siamo sempre contraddistinti per la capacità di superare l’impossibile.
E consideriamo quei momenti… quei momenti in cui osiamo puntare in alto, infrangere barriere, raggiungere le stelle, conoscere l’ignoto.
Consideriamo questi momenti come le nostre più gloriose conquiste, ma abbiamo perso tutto questo…
O forse abbiamo solo dimenticato, che siamo ancora pionieri e abbiamo appena iniziato.
E che le nostre maggiori conquiste non possono essere alle nostre spalle, che il nostro destino è sopra di noi.


Siamo ancora dei pionieri e abbiamo appena iniziato.

– Simone Terreni

Hello Voip!!

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Buon VoIP a tutti!

WebRTC is VoIP