Archivio mensile:febbraio 2015

Non dite a mia madre che faccio VoIP…Lei mi crede pianista in un bordello


Quando il più grande pubblicitario francese, Jacques Séguéla, scrisse la sua prima biografia utilizzò questa frase provocatoria per intitolare il proprio libro: “Non dite a mia madre che faccio il pubblicitario… Lei mi crede pianista in un bordello”. Con ironia e passione il suo scopo era quello di difendere il proprio lavoro, troppo spesso bistrattato e offeso dall’opinione pubblica, che vede i pubblicitari come una specie di venditori di fumo.
Oggi VoipVoice compie nove anni.
Proprio il 22 febbraio del 2006 si costituì la nostra società.
Per raccontare la nostra storia, quello che abbiamo fatto in questi anni e, perché no, festeggiare questo piccolo traguardo mi è venuto in mente il titolo di Séguéla.
Nove anni

Il VoIP per tanti anni, in Italia, è stato venduto male.
I primi tempi veniva promesso che era tutto gratis, confondendolo con le chiamate Voip-to-Voip. Quando poi arrivavano bollette alte e spese non previste erano dolori.
Risultato: il VoIP era caro.
Poi hanno cominciato a installare il VoIP senza avere un’ adsl idonea, sapere come era cablata l’azienda, che prodotti usava per connettersi alla rete. Quando poi si andava a chiamare la qualità era pessima e per niente paragonabile alla telefonia tradizionale.
Risultato: il VoIP non funzionava.
Poi sono arrivate le frodi informatiche. Loschi figuri entrano dentro il vostro centralino, si autenticano su un interno e compiono telefonate verso paesi esteri esotici a tariffe costosissime.
Risultato: il VoIP non era sicuro.
Dopo hanno cominciato a installare i centralini IP senza farli uscire su numerazioni VoIP. Utilizzando gateway e ATA hanno realizzato delle infrastrutture moderne nelle sedi ma interconnesse in analogico verso l’esterno.
Risultato: molte aziende hanno centralini pronti per il VoIP ma non usano il VoIP.
Infine negli ultimi anni, specialmente i grandi operatori, hanno cominciato a installare soluzioni VoIP senza neppure dirlo ai clienti. Così avendo un po’ di esperienza quando entri in un negozio, in un ristorante o dal parrucchiere, gli chiedi: ma lo sai che stai usando una soluzione VoIP? Ti guardano come se li avessi offesi e ti dicono, cambiando argomento, che loro non ne vogliono sapere nulla e che a loro basta risparmiare.
Risultato: moltissime aziende oggi hanno il VoIP e neppure sanno di averlo.

Il VoIP: truffaldino, mal funzionante, inutile, rischioso, timido.
Per tanto tempo se facevi solo VoIP venivi visto come uno che lo tirava in tasca al proprio prossimo, un poco di buono, un lavoro di cui vergognarsi, quasi da serie B, rispetto alla serie A delle Telecomunicazioni, che col loro bel doppino di rame, seguiva il modello splendido e splendente di Telecom.
Per questo in questi anni hanno ho sempre chiesto alle persone con cui lavoravo di non dire a mia madre che facevo VoIP. Lavorare come pianista in un bordello era una professione sicuramente più rispettabile…
Le GirlsI Boys

Invece noi in questi nove anni abbiamo continuato a credere nel VoIP.
Ci crediamo perché lo abbiamo scritto ben chiaro nel nostro nome, VoipVoice.
Ci crediamo perché la convergenza su IP è inevitabilmente il futuro.
Ci crediamo perché da tempo diffondiamo la cultura del VoIP e crediamo, visti i risultati che stiamo ottenendo ultimamente, di aver seminato bene.
Abbiamo educato i nostri partner al VoIP, siamo stati al loro fianco, abbiamo insegnato a installare e soprattutto a vendere il VoIP, abbiamo fatto corsi e formazione, mostrato quello che era il modello giusto, quello fatto di cinque condizioni:
1. Il Provider VoIP serio.
2. La Connettività idonea.
3. La Rete Aziendale a norma.
4. Il Centralino IP o l’Apparato VoIP performante
5. Gli Apparati per il Routing come il Firewall e il Router configurati correttamente.
In certi momenti abbiamo preferito non vendere quando ci rendevamo conto che il VoIP non era la soluzione giusta, passando anche da “Bischeri”. Ma siamo stati promotori di sinergie tra installatori, providers, produttori, distributori e tecnici.
Abbiamo fatto rete e creato opportunità.
La SquadraPerché siamo riusciti a fare questo?
Perché per fare VoIP devi possedere due cose: l’Informatica e le Telecomunicazioni.
E noi abbiamo avuto la fortuna di averle entrambe all’interno del nostro Gruppo.

La Promos è un’azienda informatica che dal 1991 offre in Toscana soluzioni informatiche evolute, sia per la parte gestionale, sia per la parte sistemistica. Hanno fatto parte della rivoluzione della new economy e oggi sono una solida realtà con una storia fatta di affidabilità e Promosflessibilità. Sono dei “sarti informatici” capaci di “cucire” addosso ai loro clienti la soluzione idonea. È stato grazie ai ragazzi di Promos che abbiamo potuto sviluppare in casa un gestionale per fatturare i milioni di chiamate fatte in questi anni e adattarlo a ogni nuova necessità dettata dal mercato.

La Digitel Italia Spa invece è uno dei principali operatori telefonici italiani. Fin dalLogo2014 digitel 1999 hanno saputo sfruttare la liberalizzazione del mercato delle TLC e hanno saputo dotarsi di un Know-How proprio. Sono afferenti direttamente al Milan Internet eXchange e sono stati in grado in tutti questi anni di avere una propria identità. Anche loro sono dei “sarti in telecomunicazione”, capaci di “cucire addosso” ai propri partner la soluzione più idonea.

Ecco chi c’è dietro la VoipVoice.
Anche se vi sembra di entrare in contatto sempre con le stesse persone dietro noi c’è una struttura fatta da una cinquantina di persone e un gruppo di aziende sane e moderne con una lunga esperienza alle spalle.

Il mondo delle Telecomunicazioni Informatiche è un bel mondo.
C’è una solidarietà pazzesca tra di noi. Capita spesso che un nostro partner di Milano aiuti uno di Roma a trovare la configurazione giusta. Tutto gratis naturalmente.
Un mondo meritocratico fatto di tecnici in gamba e basato sullo scambio libero di informazioni difficile da trovare in Italia.

Ed è in questo senso che va anche l’ultimo progetto di Digitel Italia: il DILAB.
Dilab è un laboratorio per Start-Up, una divisione dove le idee si trasformano in Impresa.
Se avete un’idea nuova che vi sembra vincente, se avete la voglia di sviluppare un progetto innovativo ecco che vengono messe a vostra disposizione competenze, esperienza e, perché no, un pò di soldi. Così che possiate entrare direttamente nel mercato senza rischiare di fare errori ed ottenere il successo meritato.
La storia di VoipVoice, nata proprio “sfruttando” le competenze di chi già da tempo aveva sviluppato la propria impresa, è il miglior esempio di questo modello vincente.
DilabPer chiudere questo piccolo momento celebrativo voglio ricordare la Signora Valeria.
Proprio in questi giorni è scomparso Michele Ferrero, il papà della Nutella, grande imprenditore e innovatore. In una delle sue poche testimonianze parlava del segreto del suo successo:

«Il mio segreto? Fare sempre diverso dagli altri, avere fede, tenere duro e mettere ogni giorno al centro la Valeria». La Valeria? «La Valeria è la padrona di tutto, l’amministratore delegato, colei che può decidere del tuo successo o della tua fine, quella che devi rispettare, che non devi mai tradire ma Michele Ferrerocapire fino in fondo». Lo guardo stupito e ripeto la domanda: «Mi scusi signor Michele, ma chi è la Valeria?». «La Valeria è la mamma che fa la spesa, la nonna, la zia, è il consumatore che decide cosa si compra ogni giorno. È lei che decide che Wal-Mart sia il più grande supermercato del mondo, che decreta il successo di un’idea e di un prodotto e se un giorno cambia idea e non viene più da te e non ti compra più, allora sei rovinato. Sei finito senza preavviso, perché non ti manda una lettera dell’avvocato per avvisare che taglia il contratto, semplicemente ha deciso di andare da un’altra parte, di non comprarti più». Michele Ferrero parla con voce allegra ha sempre gli occhiali da sole, fatica a sentire ma non interrompe mai gli altri, fedele alla sua regola di una vita, il rispetto dei consumatori: «La Valeria è sacra, devi studiarla a fondo, con attenzione e non improvvisare mai. Bisogna avere fiuto ma anche fare tante ricerche motivazionali». 

Anche noi abbiamo il nostro Signor Valerio.
Sono gli installatori, i system integrators, i nostri partners, gli spippolatori del VoIP. In questi nove anni abbiamo sempre cercato di immedesimarci in loro, senza mai improvvisare, li abbiamo rispettati e cercato di essere a loro fianco. Forse è stata la cosa più dura e difficile. Ma è stata l’unica cosa che ci ha portato fin qua. E continueremo a farlo.
Happy Birthaday VoipVoice!!

– Simone Terreni –

Nota: Il Libro di Jacques Séguéla “Non dite a mia madrea che faccio il pubblicitario…lei pensa che sia un pianista in un bordello” è edito nelle Edizioni Lupetti, ed è molto difficile da trovare.

Intervista a Loris Saretta di 3CX


Il mercato delle TLC si sta evolvendo. Si parla di un settore che dieci anni fa era consolidato da macchine fisiche senza alcun sistema di aggregazione con altri sistemi seguito da una categoria che veniva chiamata “installatori telefonici”. Da qualche anno a questa parte non è più così, adesso i referenti sono chiamati System Integrator, sono quelle figure informaticamente sviluppate che scelgono soluzioni aperte e flessibili, mostrando competenze a 360°.Loris Saretta

Quando si parla di queste soluzioni la prima azienda a cui pensiamo è la 3CX.
Per noi di VoipVoice la soluzione IP-PBX di 3CX è stata la prima certificazione e tutt’oggi, dopo ormai quasi 6 anni, il loro brand si posiziona, nel nostro canale partner, primo in classifica.

Questa settimana abbiamo voluto intervistare proprio lui, Loris Saretta, Sales Manager 3CX Italia. Per chi conosce le loro soluzioni sa che Loris è l’uomo 3CX in Italia. Andiamo a conoscerlo dietro le quinte.

Loris, ti conosciamo oramai dal 2009 come Uomo 3CX, ma qual è stato il percorso per arrivarci?
La mia competenza nel settore IT è iniziata nel campo delle vendite molti anni fa, e devo dire che l’esperienza di venditore di prodotti software per la protezione dei server aziendali e della posta elettronica è stata formativa, poiché è dall’area vendite che si comprende l’importanza della persuasione del cliente e del valore del prodotto che si propone. Il passaggio alla 3CX è stato naturale, dato che mi sono sempre interessato delle tecnologie per la comunicazione, ed ho trovato nella 3CX un’azienda giovane, focalizzata sulla comunicazione aziendale, totalmente rivolta all’innovazione della telefonia, e recentemente anche alla video conferenza.3CX

So che sei un grande appassionato di musica, quindi immagino che questa ti abbia fatto compagnia durante tutto il tuo percorso formativo e lavorativo, dunque una curiosità: che ruolo occupa oggi la musica nella tua vita?
Oggi la musica occupa sempre un posto molto importante nella mia vita, non appena posso stacco dal lavoro per entrare nel mondo musicale e parto (si fa per dire dato che lo faccio via internet dal mio PC) alla ricerca di vinili rari o nuove produzioni che abbiano un richiamo allo stile che più mi piace, che è quello degli anni 70. Sono anche appassionato di musica elettronica, forse perché sono attratto dai suoni che la tecnologia può creare, sempre dalla genialità dell’artista, che deve essere non solo un ottimo musicista, ma anche un profondo conoscitore delle varie componenti hardware per produrre quel genere musicale.

Da Malta gestisci la direzione commerciale di tutte le nazioni con lingua ispanica e il canale italiano diretto e indiretto. Sembra un lavoro immane per un’unica persona, ma qual è il tuo segreto?
Attualmente non mi occupo più del mercato del centro e sud america. Me ne sono occupato dal 2011 al 2013, per avviare quei mercati emergenti che avevano la potenzialità di usare la tecnologia VoIP, che stava prendendo piede in tutto il continente latino american, e quindi potevano trarre un grosso vantaggio in termini di risparmio dei costi telefonici rispetto alle ormai superate tecnologie analogiche o ISDN. Oggi posso affermare che è stato un impegno estenuante, anche per la differenza di fuso orario con Malta, che mi impegnava per molte ore durante la giornata, però è stato gratificante, perché realizzare una rete di distribuzione e vendita dal nulla è una bella soddisfazione. Attualmente, oltre a gestire il mercato italiano e maltese per la 3CX, gestisco anche la Goldbolt Software, un’azienda che sviluppa uno dei migliori fax server, totalmente integrabile con il centralino 3CX ed in grado di sfruttare le linee FoIP (Fax over IP). Il trucco è quindi “solo” l’impegno e la dedizione che si impiega quando si vuole raggiungere una meta ed ottenere quei risultati che all’inizio sembravano difficili da raggiungere.Goldbolt

In ogni crescita professionale c’è sempre una figura, un libro o altro che viene considerata come propria ispirazione, qual è stata la tua?
A dire la verità, non ho qualcuno o qualcosa in particolare che mi abbia ispirato, e fornito una sorta di via da seguire. Nella vita si fanno moltissime esperienze, tutte utili, anche quelle negative, che forse insegnano di più. Per realizzare le proprie aspirazioni bisogna avere una giusta attitudine mentale che lasci da parte la paura di sbagliare, altrimenti si resta immobili nella propria incapacità di agire.

Ti conosciamo dal 2009, anno in cui nacque la partnership tra VoipVoice e 3CX, e da allora abbiamo visto una fortissima crescita, se pur in un’Italia in crisi, delle vostre soluzioni. Addirittura avete aperto di recente una sede qui in Italia! Quindi ritenete che sia ancora un mercato fertile?
La crisi è innegabile, ed attanaglia molti campi lavorativi, la recessione non è ancora stata superata, però il settore della telefonia IP risente meno la situazione attuale. La gamma di prodotti che proponiamo è tutta designata per la riduzione dei costi aziendali, offrendo una maggiore scalabilità e soprattutto mobilità, introducendo il concetto del numero aziendale unico. Credo quindi che il settore della telefonia VoIP sia uno dei pochi che, grazie alla continua innovazione, possono ritenere che esista un mercato fertile con margini continui di espansione.

Si sente molto parlare dell’Open Source e molti piccoli e medi sviluppatori si divertono a programmare su base Asterisk, qual è la tua opinione di questo mercato di cui si sente parlare tanto?
Asterisk è una soluzione Linux, che utilizza l’Open Source. Per utilizzare questa soluzione bisogna avere una profonda conoscenza di Linux, dato che se non si ha familiarità, bisognerà investire molto nella formazione. L’amministratore di rete dovrà capire come funziona la distribuzione Linux, essere in grado di applicare gli aggiornamenti di sicurezza (che è fondamentale per un PBX per proteggersi dalle frodi telefoniche), collegarlo alla rete aziendale di Windows, imparare come integrarlo con le applicazioni server di Windows, ed infine, imparare a monitorarlo. Se si somma tutto questo, il costo totale di un sistema basato su Asterisk sarà molto superiore a quello di un sistema telefonico 3CX basato su Windows, che è molto facile da usare ed è pre-configurato per l’utilizzo con molti telefoni IP, gateway e provider VoIP. Le aziende che utilizzano nei loro server e workstation Microsoft Windows, non vogliono investire tempo e denaro solo per poter installare un sistema telefonico basato su Linux. Vogliono un sistema facile da installare e semplice da gestire con la conoscenza di Windows che già possiedono.

Un tuo parere, sincero, di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT?
In un mondo che cambia alla velocità della luce è difficile immaginare come sarà il nostro futuro, ci vorrebbe una sfera di cristallo per prevederlo, ma credo che i prossimi anni vedranno un costante aumento degli investimenti nel settore dell’ITC, perché la tecnologia dovrà essere il traino della ripresa economica. Se ci sarà il potenziamento dell’infrastruttura IT, questa inevitabilmente porterà a generare delle nuove tecnologie, come la nuova tecnologia WebRTC che sarà il riferimento per le video conferenze per i prossimi anni, e che aprirà delle possibilità tecnologiche che oggi sono solo delle idee in fase di evoluzione nei laboratori. Se si pensa a cinque anni fa, per esempio, il Cloud Computing era solo un termine poco conosciuto dalla massa, oggi è una realtà che qualsiasi azienda utilizza; chiunque utilizzi uno smartphone o un tablet o un PC ha la possibilità di condividere documenti, file, foto, musica e molto altro con altri utenti a loro volta collegati alla “nuvola” aziendale o privata. Sicuramente il futuro ci riserverà delle belle sorprese, magari l’implementazione del 3D in internet, il potenziamento della telemedicina, ma sicuramente un incremento dell’Unified Communication.

Infine: cos’è per te il VoIP?
Per me, il VoIP non è solo la semplice trasmissione della voce attraverso il protocollo di internet. Le tecnologie VoIP sono ormai ampiamente mature e le infrastrutture informatiche su cui poggiano sono molto più sicure ed efficienti di una volta, permettendo a telefoni e tutti gli altri dispositivi che possono comunicare via IP di avere un’interazione che prima non era possibile. Con il centralino telefonico della 3CX, per restare nel mio campo, potrei rispondere al citofono ed aprire la porta dell’ufficio anche se fossi a centinaia di chilometri usando il mio smartphone ed ovviamente la tecnologia VoIP, questo era possibile farlo con le tradizionali centrali telefoniche. Lo stesso potrei farlo per i sistemi di sorveglianza, e tutto questo grazie al VoIP! Quindi per me il VoIP è l’uovo di Colombo che ha permesso di rendere ancora più globale l’integrazione tra tutti i dispositivi IP.

Che dire di questa intervista. Il messaggio da prendere è chiaro: per avere successo serve passione!

Come dice Loris “La crisi è innegabile, ed attanaglia molti campi lavorativi”. Il mercato non perdona; un cliente che non paga, il prodotto che non funziona, la concorrenza che si presenta sempre con un prezzo che è la metà del vostro. Niente di falso in tutto questo, ma c’è una soluzione per scappare da questa influenza con quattro strumenti gratuiti: PASSIONE, CAPACITA’ DI DIVERSIFICARE, IMPEGNO e COLLABORAZIONE.

Non siate vittime del mercato ma persecutori con spirito pionieristico. Alan Kay dice l’unico modo per predire il futuro è inventarlo!Adesso tocca a Voi…<

– Intervista a cura di Samuel Lo Gioco

Prossimi Appuntamenti con 3CX: VoipVoice in collaborazione con 3CX, EDSLAN, snom e Plantronics organizzano il ROADSHOW VoIP, un tour commerciale sul VoIP per l’Italia.  Il 23 Febbraio a Bari, il 24 a Livorno, il 25 a Padova. Partecipazione gratuita.
Roadshow VoIP

 

Curva dopo Curva di Luigi Poli


Sono Luigi Poli, responsabile commerciale VoipVoice.

Ho 38 anni e questo mi fa essere il “fratello maggiore” di tutti i miei colleghi; ho infatti la fortuna di lavorare in un’azienda molto giovane, dove l’età media non arriva ai 25 anni. Ritengo Luigi Poliquesta cosa uno dei valori che hanno permesso a VoipVoice di crescere molto negli anni perché l’impegno e l’energia che i miei colleghi riescono a mettere tutti i giorni nelle loro mansioni si coniuga alla perfezione con l’esperienza e la pazienza di chi, come me, ha ormai diversi anni di esperienze lavorative alle spalle.

Alcune volte succedono cose strane che mi fanno capire come gli anni di differenza tra me e loro non si misurino solo con i ciuffi bianchi tra i capelli o le rughe di espressione attorno agli occhi. Qualche giorno fa sono trasalito quando ho scoperto che molti di loro non hanno mai visto un film di Francesco Nuti! Francesco Nuti per noi giovani toscani che eravamo bambini negli anni ottanta e adolescenti negli anni novanta è stato un guru, un punto di riferimento e anche oggi, a distanza di oltre venti anni, ogni tanto mi trovo a riguardare per l’ennesima volta una delle sue pellicole, ridendo e commuovendomi come la prima volta.

Uno dei miei film preferiti è “Caruso Pascoski di padre polacco”. Sicuramente chi ha visto il film non può non ricordarsi l’incipit dove Francesco Nuti, in pochi minuti, fa percorrere allo spettatore tutta la vita di Caruso, da bambino, a ragazzino, ad adolescente fino a vederlo diventare uomo. Tutto lo scorrere degli anni ha un unico comune denominatore: Giulia, l’eterno amore di Caruso.

Se come Caruso, ad oggi, dovessi guardarmi indietro e cercare un qualcosa, una parola, una sensazione che mi abbia accompagnato negli anni, mi viene in mente una sola cosa: curve, su curve, dopo curve. La parola “curva” ha molte accezioni; la curva è di per sé una cosa misteriosa: la devi affrontare, superare, spesso senza sapere cosa nasconde dietro.

Tutte le curve della mia vita mi hanno lasciato qualcosa e, curva dopo curva, hanno contribuito a farmi diventare la persona che sono oggi.

Le curve della collina su cui è appoggiato il mio paese natale; affrontCollineate mille e mille volte, prima in bicicletta, poi sullo skateboard (quello “stretto”, non quello “largo”) e poi col motorino. Cosa mi porto dietro di questo ricordo? Oltre a una piccola cicatrice sul ginocchi sinistro, la valutazione del rischio e un pizzico di incoscienza.

Le curve “nascoste”. La moda dei primi anni novanta era ben lontana da quella odierna; spiegare ad un giovane di oggi quanto fosse difficile cercare di immaginare cosa fosse nascosto sotto una felpa della Best Company, dentro un paio di jeans Roy Roger’s o dentro un bomber Avirex non è cosa semplice. Anni 80Per non parlare della televisione! Le vallette dei programmi in fascia pre-telegiornale serale di oggi sono molto più scoperte e attillate di quelle che in quegli anni si aggiravano sui canali regionali dopo la mezzanotte. Cosa può aver lasciato in me tutto questo? La curiosità, il gusto della scoperta e una fervente immaginazione.

La curva di San Siro. San Siro è considerato La Scala del calcio e vi assicuro che assistere ad una partita con oltre 80.000 persone che urlano, imprecano, esultano, piangono ha un fascino incredibile. Ma se dovessi pensare alla cosa che più mi ricordo con affetto e nostalgia, allora devo tornare ad una insulsa partita di fine campionato dove mi trovai ad entrare in curva tra i primi. Lo stadio era completamente vuoto, solo i giardinieri stavano facendo il loro lavoro; la curva di San Siro ha una visuale perfetta sul campo. Mi affacciai dalla balaustra e, se ben a molti metri di altezza, riuscii a sentire distintamente l’odore dell’erba tagliata, e, con grande stuSan Siropore, mi accorsi che era lo stesso odore del campetto del mio paese. Anche se può sembrare strano questo vivere intensamente una passione mi ha lasciato qualcosa: il senso di appartenenza ad un gruppo e il credere che tramite il gioco di squadra si possa raggiungere qualsiasi risultato; ma soprattutto che non è l’apparenza che conta (lo stadio) ma la sostanza (il campo).

La curva che senza dubbio però ha segnato più delle altre la mia vita è stata quella che la storia ha poi messo in un angolo, sovrastata da un’altra curva maledetta. Era un caldissimo 30 aprile, l’anno era il 1994. Non ancora diciottenne stavo assistendo eccitatissimo alle prove del Gran Premio di San Marino dalla Curva Tosa; le macchine sfilavano veloci cercando di strappare il miglior tempo possibile. All’improvviso uno schianto terribile che ancora oggi riecheggia nei miei ricordi. Davanti ai miei occhi vidi un giovane pilota austriaco, Roland Ratzenberger, affrontare la curva intitolata a Gilles Villeneuve ad oltre 300 km/h, la sua macchina andò a sbattere contro il muretto e, dopo infinite carambole, venne a fermarsi proprio sotto la tribuna della Tosa.Roland Ratzenberger Il casco del pilota si appoggiò lentamente sull’abitacolo dell’auto e, in quel modo innaturale di reclinare la testa, tutti capimmo che Roland aveva perso la vita inseguendo quello che amava fare: correre e frenare il più tardi possibile. Il giorno successivo, solo qualche curva prima, troverà la morte uno dei più grandi piloti di tutti i tempi, Ayrton Senna, relegando la tragedia di Roland ad un evento secondario. Inseguire i propri sogni e le proprie ambizioni, costi quel che costi; questo è quello che oggi porto con me di quel giorno.

Oggi sono un uomo, ho una splendida compagna che mi ha regalato una bellissima bambina, ho un lavoro che mi piace e che affronto ogni giorno con impegno e dedizione. Ma le curve non mi hanno abbandonato!

Oggi le curve che osservo sono quelle che illustrano in Excel l’andamento di VoipVoice.

Non voglio stancare chi ha avuto la pazienza di leggere queste mie riflessioni malinconiche con una serie di grafici complicati e una sfilza di dati; mi preme farvi conoscere la curva che più delle altre può illustrare ciò che VoipVoice ha fatto per diventare quello che è oggi.

La curva di cui vi voglio parlare è quella che riguarda direttamente il lavoro del mio reparto e cioè quella che illustra come il numero dei System Integrators che hanno scelto di proporre VoipVoice ai loro clienti è andato aumentando nel corso degli anni:
Curva VoipVoice

Questa crescita esponenziale di professionisti del settore ICT che hanno scelto di attivare numerazioni VoipVoice sugli apparati IP dei loro clienti è per noi un vanto e un orgoglio.

VoipVoice non ha un call center che risponde alle telefonate. I nostri partners sanno che per qualsiasi necessità possono rivolgersi ad una persona che ha un nome, un cognome, un interno telefonico ed un indirizzo e-mail. Chi lavora con noi sa bene che riusciamo ad attivare un numero di prova gratuito in pochi minuti; sa che il nostro reparto commerciale è sempre disponibile a fornire preventivi per i loro clienti e a trovare il listino più idoneo alle esigenze delle aziende. Siamo in grado di fornire un numero VoIP funzionante dopo circa tre ore dal ricevimento della modulistica; effettuiamo la Number Portability da tutti gli operatori nazionali. I nostri partner hanno accesso ad una scontistica a loro riservata presso i maggiori distributori nazionali e sanno che possono ricevere assistenza tecnica sugli apparati certificati da VoipVoice.

Questi e molti altri sono i nostri punti di forza, ma quello che sicuramente ci distingue sul mercato è che VoipVoice è formata da persone. Persone con storie ed esperienze, passioni e attitudini che, come questo blog dimostra, non cercano di nascondersi dietro un numero di matricola o un risponditore automatico ma anzi, desiderano farsi conoscere e far crescere l’azienda e tutte le persone che ad essa si affidano cercando serietà, disponibilità e professionalità.

Informazioni: Luigi Poli e il Reparto Commerciale di VoipVoice risponde ogni giorno lavorativo dalle ore 9,00 alle ore 18,00 oppure potete contattarlo tramite mail: commerciale@voipvoice.it.

Intervista a Fabio Albanini di snom


Molti di noi sono sommersi dalle più articolate informazioni su prodotti e servizi, ma troviamo sempre ben poco riguardo le persone che sono dietro tanti successi. Noi di VoipVoice fin dal 2006 abbiamo sempre avuto in azienda telefoni snom IP senza mai accusare un problema, ma qual è la loro ricetta del loro successo e chi sono i protagonisti?
E’ per rispondere a queste domande che abbiamo voluto intervistare Fabio Albanini, Managing Director snom Italia, per conoscerlo meglio e capire il suo punto di vista. Sentiamo cosa ci racconta.Fabio Albanini

Da piccolo sognavi di vendere Telefoni IP? E Come mai sei finito in questo settore?

Beh, diciamo che da piccolo il mio sogno era quello di fare il calciatore, poi, come tutti gli adolescenti, ti trovi a dover scegliere un indirizzo di studio, la curiosità mi spinse a diplomarmi in Elettronica e Telecomunicazioni. Da quel giorno, come gran parte delle mie scelte, chinai la testa impegnandomi a ottenere buoni risultati prima a scuola e, successivamente, negli impieghi lavorativi, per poi trovarmi ad alzare la testa dopo 15 anni e vedermi Managing Director di una multinazionale tedesca e a gestire il mercato di alcuni paesi del Sud Europa tra cui Italia, Grecia, Israele e Turchia. E del sogno di diventare calciatore sono rimasti solo due allenamenti alla settimana e una partita la domenica. Purtroppo è così, il mondo delle TLC è affascinante e ti appassiona talmente tanto che mette in discussione i sogni adolescenziali.

E com’è che sei approdato a snom?

Per quanto il mercato TLC possa sembrare grande trovi sempre volti conosciuti. Nell’ultima esperienza, prima di arrivare a snom, lavoravo per JABRA come Sales Channel Manager. Conoscevo già da tempo snom e nel 2009 cercavano una figura che rispecchiava molto le mie competenze, quindi mi feci avanti!

Com’è stato il tuo primo giorno in snom?

Uno al primo giorno di lavoro si aspetta di conoscere il suo ufficio, i suoi colleghi, ma per me non è stato così. Il mio primo giorno di lavoro mi sono trovato su un treno diretto a Genova per visitare un possibile cliente importante per una trattativa.

Ma dai! Ti sei trovato in difficoltà? Com’è andata?

Per niente! Anzi, pensa che tutt’oggi è un cliente snom.

La nostra azienda ha sempre avuto telefoni snom: non si rompono mai! Ma per Voi è difficile vendere dei prodotti così “Eterni”? 

Come nella vita anche nel lavoro sei tu che scegli il valore della tua reputazione. snom ha scelto di rendere i propri prodotti di alta qualità, facendone una politica aziendale. snom_logo_gray_60Questo prestando attenzione a tutta la filiera di produzione, scegliendo la migliore qualità di ogni singolo componente e valorizzando lo sviluppo dei sistemi. E per far vedere ai propri clienti che snom è la prima a credere nell’affidabilità dei propri prodotti, dal 2013 abbiamo deciso di estendere la garanzia a 24 mesi. Una bella conferma, no?

L’Italia è un mercato facile o difficile? Come va rispetto ad altre nazioni europee?

Non esiste un mercato facile o difficile, tutto dipende ed è fortemente condizionato dalle scelte che facciamo. Osservare, conoscere e interpretare il mercato aiuta a trovare il giusto approccio con cui porsi. Sin dall’apertura della filiale in Italia, nel 2009, il nostro obiettivo è quello di supportare quotidianamente e a 360° i nostri distributori e, soprattutto, i nostri rivenditori sia dal punto di vista commerciale sia tecnico. Nel 2009 abbiamo lanciato un programma partner che oggi si basa su 2 livelli (la certificazione SCE e la certificazione SCT) e che oggi conta oltre 300 partner certificati. In una visione Europea, se pur con una congiuntura economica non favorevole dettata dalla crisi, l’Italia si attesta 4° in classifica. Non male!

Tra smartphone sempre più evoluti e cuffie collegabili direttamente ai PC, perché un’azienda oggi ha ancora bisogno dell’apparecchio telefonico?

Per gran parte delle aziende il telefono fisso risulta ancora un investimento tangibile. Prodotti come cuffie non sono soluzioni dinamiche, bensì legate a un sistema desktop che ne limita l’indipendenza. Mentre per gli smartphone, oltre ad avere vita breve e costi elevati, non sono percepiti come soluzione professionale al 100% essendo anche uno strumento di intrattenimento che spesso altera la produttività dei dipendenti con continue distrazioni. Il telefono fisso (cordeless o cablato) risulta  tutt’oggi e per i prossimi cinque anni, lo strumento di comunicazione più usato nelle aziende.

Cosa succederà nei prossimi 5 anni nell’ICT?

Le TLC nel mercato dell’ICT saranno sempre più protagoniste con rafforzamento delle soluzioni VoIP Oriented al loro interno. Saranno gli anni ricordati con una parola: convergenza. Vedremo l’integrazione con sistemi fissi, mobili ed altro ancora. Prevedere un futuro con precisione credo sia impossibile in campo tecnologico. Una cosa è certa, la crescita vissuta in questi ultimi 10 anni ci ha stupito anno dopo anno sfidando le fantasie di ognuno di noi e nei prossimi anni ci regalerà altre grandi emozioni, lasciandoci a bocca aperta.

Infine: cos’è il VoIP?

Il VoIP è il presente e il futuro delle telecomunicazioni. L’associazione del VoIP con i servizi che abbattono i costi delle bollette è un concetto affermato, in futuro la partita del VoIP si giocherà sulla definizione di convergenza ed i benefici della stessa per gli utenti

Un intervista molto schietta e diretta. Fabio Albanini ci invita a guardare oltre e perseguire con tenacia i propri obbiettivi. Il mercato è in costante mutamento ma questo non significa un crollo totale del lavoro, basta solo essere lungimiranti e pronti a cambiare adattandosi al mercato. Ci sono settori in difficoltà, ma altri, come la stessa snom, emergenti che offrono spazio a tutti. Come dice Fabio Albanini “basta solo saper ascoltare e fare le scelte giuste, convinti”.

– Samuel Lo Gioco –

PROSSIMI APPUNTAMENTI con snom:
Giovedì 5 Febbraio VoipVoice in collaborazione con snom organizza un webinar dal titolo “Un Provisioning a Prova di Intruso.” Per maggiori informazioni e scoprire l’agenda clikka qua. Iscrizione Gratuita.

VoipVoice promuove i corsi di Certificazione di snom. Ecco le prossime date:
– 19/20 Febbraio
– 21/22 Maggio
– 24/25 Settembre
– 26/27 Novembre
Maggiori info su: http://www.snomchannel.it/index.php/sce-training-date/
webinar snom