Archivio mensile:marzo 2015

Telefonari vs. Spippolatori

Ester se ne stava distesa al secondo piano.
L’artrite non la lasciava in pace un attimo costringendola inferma a letto. Suo marito che lavorava nello scantinato del loro cottage a New york, non riusciva a stare tranquillo. Purtroppo gli affari della loro fabbrica di candele non andavano bene. Non potevano permettersi qualcuno che desse assistenza ad Ester e lui non poteva certo fare avanti indietro per le scale.
Ma se Ester avesse avuto bisogno di lui? Se voleva un bicchier d’acqua o se si fosse sentita sola e avesse avuto bisogno di parlare un po’.
Già… parlare a distanza, essere lontani e riuscire a comunicare, trasmettere la voce perché la voce riesce a trasmettere immediatamente le emozioni. E’ una sua vecchia ossessione questa. Ne parlava spesso quando a casa sua e nella sua fabbrica di candele aveva ospitato e fatto lavorare l’esule e patriota come lui, Giuseppe Garibaldi.
Gli tornano in mente i primi esperimenti fatti al Teatro La Pergola di Firenze, dove conobbe Ester, quando lui macchinista, cercava di comunicare da un capo all’altro del sipario; o si ricorda dei tubi vuoti nel Gran Teatro a L’Avana in cui faceva passare la voce comunicando da dietro le quinte col regista che stava davanti al palco.
Per anni si dedica a questo progetto, ossessionato nella sua ricerca. Sua moglie sarebbe rimasta inferma fino alla morte e lui voleva starle sempre accanto. Si interessa all’elettricità e sostituisce i tubi vuoti con cavi elettrici di rame, prova smonta e rifa oltre trenta modelli. Poi trova quello funzionante: una bobina elettrica, una scatola di metallo di sapone, un diaframma di metallo e due cornette.
Antonio Santi Meucci, da San Frediano Firenze aveva finalmente inventato il Telefono.

Casa di Meucci

Casa di Meucci

Il 28 dicembre 1871 Meucci depositò presso l’Ufficio Brevetti statunitense, a Washington, il Antonio_Meuccicaveat n. 3335 dal titolo “Sound Telegraph” in cui descriveva la sua invenzione. Lui lo chiamava Telettrofo. Purtroppo la sua situazione economica non gli permetteva di spendere i 270 dollari per depositare un brevetto regolare. La fabbrica di candele era fallita e lui andava avanti a forza di prestiti. Riesce solo a depositare un brevetto temporaneo da venti dollari e ogni anno deve rinnovarlo con dieci dollari.
Comincia a cercare soldi e inizia proprio dall’Italia, dai suoi amici patrioti, ma l’invenzione non viene capita e i soldi non arrivano. Allora comincia a cercarli in America. Porta i suoi disegni al Vice Presidente Mr. Edward B. Grant dell’American District Telegraph Co. di New York. Dopo due anni in cui Grant con varie scuse tergiversava rimandando la decisione, l’orgoglioso Meucci glieli richiede indietro. Ma i disegni, dicono, sono stati persi.
Un altro anno passa e deve di nuovo pagare il rinnovo, ma Meucci i dieci dollari stavolta proprio non ce li ha.
Casualmente appena scaduto il brevetto temporaneo lo scozzese Alexandre Graham Bell presentò il brevetto di un Telegrafo Sonoro, che lui chiamerà Telefono. I principi però erano i medesimi dell’apparecchio di Meucci.
Sempre casualmente Alexandre Bell era stato, negli anni precedenti, consulente proprio alla District Telegraph, dove i disegni di Meucci erano stati “persi”.
Scoperta la cosa il focoso Meucci intenta una causa contro Bell Telecom Company, che finirà su tutti i giornali dell’epoca.
Però non ce la fa contro la potenza economica e la schiera di avvocati di Bell, che da quando muore Meucci, nel 1889, fino al 2002 resta a tutti gli effetti il padre riconosciuto del Telefono.
L’11 giugno 2002, infatti, il Congresso degli Stati Uniti d’America proclamò come unico inventore del telefono Antonio Meucci.

Doodle di Google dedicato a Meucci

Doodle di Google dedicato a Meucci

L’unica grande rivoluzione tecnologica avvenuta dai tempi di Meucci ad oggi nella telefonia fissa è il VoIP.
Considerate che ancora oggi i principi con cui funzionano molti telefoni nel mondo sono gli stessi che Meucci utilizzò per parlare con sua moglie inferma nel 1800.
Al VoIP si arriva da due mondi ben distinti: da quello informatico, dai System Integrator, io amo definirli Spippolatori, quelli che hanno magari scoperto il VoIP tramite asterisk o versioni free, e che cercano un servizio informatico in più da fornire ai propri clienti, che studiano di notte la soluzione più efficace, che cercano e sviluppano.
Oppure al VoIP si arriva dal mondo della telefonia classica, dagli installatori telefonici, elettricisti e impiantisti. Io li chiamo Telefonari. Sono quelli che magari fino a un paio di anni fa avevano la licenza ministeriale per l’allaccio di apparecchiature elettriche alla rete. Da un paio di anni il patentino è stato abolito però queste aziende continuano a lavorare come hanno fatto per tanto tempo, magari con canoni di manutenzione esosi. Approdano al VoIP perché la casa madre del prodotto che installano produce un aggiornamento in IP o perché il figlio del titolare vuole rinnovare e metterci del suo.

Noi da sempre abbiamo come target i primi, gli Spippolatori e non riusciamo a sfondare coi secondi che sono ancorati alla loro tradizione.
Però il grosso mercato degli impianti telefonici è ancora in mano ai Telefonari. E’ impossibile avere dei dati certi ma la sensazione è che il VoIP occupi ancora una minima parte, dieci/venti per cento del mercato. In compenso sta “rubando” fette di mercato consistenti. E ci sono praterie di sviluppo e di crescita per gli anni a venire.
Per questo quando a volte sento qualificati operatori del settore che fanno capricci per un ordinativo IP perso che va ad un competitor mi viene sempre da pensare che il vero nemico del nostro mondo non sono gli altri provider o un altro produttore di centralini VoIP ma sono quelli che sono ancorati alla telefonia tradizionale che è grosso modo uguale a quella di Meucci e Bell. Compito nostro è quello di informatizzare, educare e innovare il paese e le aziende.
Anzi, conoscendo bene il carattere irrequieto e innovativo di questo nostro padre, sono convinto che oggi anche Antonio Santi Meucci da San Frediano Firenze starebbe spippolando sul VoIP.
– Simone Terreni –

Bibliografia: Il processo di Meucci contro Bell è riportato in uno sceneggiato televisivo in bianco e nero della Rai con Paolo Stoppa. SuperQuark ha dedicato uno speciale alla storia di Meucci utilizzando ampi brani di un altro sceneggiato Tv della Rai con Massimo Ghini. La storia narrata in questo post è inspirata a una puntata di Carlo Lucarelli di DeeGiallo.

Squadra che vince non si cambia!

DSC02746Sono Edoardo Ventrelli,  ho 22 anni  e a Novembre 2014 sono entrato a far parte della squadra VoipVoice, il così detto “ultimo arrivato”.

Prima di parlare del mio attuale lavoro e delle mansioni che svolgo all’interno della VoipVoice, vorrei raccontarvi il percorso che mi ha portato oggi a far parte di quest’azienda leader nel settore delle telecomunicazioni su IP.

Il mio percorso inizia esattamente a Marzo del 2013, quando tramite l’ASEV, agenzia formativa dell’Empolese Val D’Elsa, ero giunto al termine di un corso di 500 ore inerente il marketing e l’organizzazione alla vendita.

Il corso prevedeva alla fine delle 500 ore di lezione un tirocinio formativo di 300 ore presso una realtà aziendale del Circondario Empolese, la quale mi desse la possibilità di mettere a frutto le varie tematiche apprese durante le lezioni. Ed è qui, dopo un colloquio andato a buon fine, che VoipVoice e il mondo delle telecomunicazioni sono entrati a far parte della mia realtà quotidiana, catapultandomi a 20 anni in quella che è stata la mia prima esperienza nell’arduo mondo del lavoro.

Nei tre mesi successivi all’interno della VoipVoice mi sono occupato principalmente di svolgere azioni di telemarketing e organizzare eventi con i nostri partner, ai quali con grande entusiasmo sono riuscito anche a partecipare.

Posso dire ad oggi che anche se il VoIP e la telefonia erano argomenti assolutamente distanti dalla mia precedente realtà e a me totalmente sconosciuti, credo che l’impegno messo in quel che si fa, le costanti motivazioni e l’umiltà dimostrata sul posto di lavoro, prima o poi in un modo o in un altro ripaghino sempre! Dico questo perché alla fine del tirocinio formativo in VoipVoice, quella che era una “bozza” della mia figura professionale non era in quel momento indispensabile all’azienda, però, mi fu prospettata una scelta; cosa che ad oggi non capita proprio tutti i giorni!

La scelta era quella di continuare un’esperienza di lavoro tramite un’altra azienda del gruppo, oppure tornare alla mia vita da ventenne alla ricerca di una così detta “strada da intraprendere”; beh, non ci pensai due volte e ringraziando per la possibilità che mi era stata data, cominciai a lavorare per un’altra azienda del gruppo che opera nel settore della telefonia tradizionale.

Tale esperienza mi ha dato la possibilità di crescere e conoscere l’infinito mercato delle telecomunicazioni, una sorta di gavetta indispensabile secondo me per poter lavorare nel settore TLC.

Ho lavorato come consulente commerciale/trottola per i successivi 10 mesi, girovagando per la Toscana; acquisendo pian piano esperienza nel settore, esperienza commerciale, clientela, e cosa più importante una grande fiducia e sicurezza in me stesso e nelle mie capacità; una sicurezza tale che io e i miei colleghi la mattina dopo un buon caffè e la giusta canzone che ci caricasse, partivamo con la convinzione di conquistare il mondo contratto dopo contratto.

Ma come tutti i lavori ci sono stati alti e bassi, nel settore commerciale capita molto spesso, e ogni tanto quella grande fiducia che acquisivi sembrava sparire e dissolversi nel nulla.

Ho sempre cercato di dare il massimo e di non abbattermi mai, motivandomi e confrontandomi con i miei simili tutti i giorni; posso dire che dagli altri, interni ed esterni alla realtà lavorativa si può imparare veramente molto

Oggi, sono assunto ufficialmente, faccio parte del reparto commerciale della VoipVoice, sono un così detto account manager a tutti gli effetti!

Tramite azioni di telemarketing svolgo un lavoro di vendita e consulenza commerciale, interfacciandomi con il target dei System Integrator proponendogli una collaborazione con la nostra azienda, dopo di che vado ad occuparmi di tutta la parte inerente offerte, preventivi, e account di prova per i nostri clienti. Io, il mio computer e il mio telefono siamo oramai diventati inseparabili!

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VoipVoice come ho già ripetuto è una squadra, tutti i reparti collaborano per fornire ai nostri partner e ai nostri clienti la professionalità, la qualità e la tempestività richiesta dal mercato.

Grazie a questa fortissima squadra, “la bozza” di cui parlavo qualche riga più in alto, si sta trasformando in un disegno ben preciso, la mia figura professionale e la mia esperienza aumentano ogni giorno grazie ai miei colleghi, ai nostri partner e alle varie dinamiche affrontate quotidianamente.

Se io cresco, VoipVoice cresce!
Questo frase rimasta oggi molto impressa in me è quello che mi sono sentito ripetere negli ultimi mesi, e posso dire che non ci sia stimolo e incentivo più forte per dare il massimo.

Vedere la crescita di un’azienda in base alla propria crescita professionale, oggi, all’ età di 22 anni è sicuramente una delle mie più grandi soddisfazioni.

Squadra che vince non si cambia!

Una squadra che vince aumenta il numero dei giocatori…!

Informazioni: Edoardo Ventrelli e il Reparto Commerciale di VoipVoice risponde ogni giorno lavorativo dalle ore 9,00 alle ore 18,00 oppure potete contattarlo tramite mail: commerciale@voipvoice.it.

Intervista a Flavio Patria di AVM

Eccoci nuovamente nell’angolo in cui più che parlare ascoltiamo ed oggi, proprio in prossimità del primo Webinar tecnico dell’anno sui prodotti FRITZ!Box di giovedì 19 marzo, in collaborazione con la stessa AVM e Alias SpA (distributore ufficiale FRITZ!Box), abbiamo voluto intervistare uno dei pochi portavoce italiani del fenomeno VoIP: Flavio Patria, Presales Engineer at AVM. Andiamo a conoscerlo.

Ciao Flavio, grazie della tua disponibilità. 
Giusto per iniziare parlaci un po’ di te. Qual è stato il percorso che ti ha portato all’AVM? 

Ciao Samuel, innanzi tutto grazie a voi di Flavio Patriaquesta opportunità e per l’interesse verso AVM. 
Per quanto mi riguarda, il mio percorso professionale è iniziato nel 2005 proprio a partire dalla mia tesi di laurea sul VoIP, che mi ha dato subito dopo l’opportunità di cominciare la mia carriera come ingegnere  in Enterprise Digital Architects (uno spin-off di Ericsson) lavorando proprio su questa tecnologia. 
Il VoIP è stato un po’ il comune denominatore della mia crescita professionale che mi ha portato successivamente in Noverca e poi per completare in AVM, azienda per cui lavoro da oltre 3 anni e dove sono entrato quasi per caso rispondendo ad un annuncio online. Ovviamente conoscevo già il brand FRITZ! dalle mie precedenti esperienze e avevo utilizzato i prodotti nelle mie attività, apprezzandone la qualità e l’unicità di molte soluzioni, per cui è stato piuttosto stimolante accettare la sfida professionale che mi si era presenta davanti. 

Ma da piccolo sognavi di lavorare nel mondo dell’IP Telephony o aspiravi ad altro?

Da piccolo sognavo tante cose, tra cui fare il calciatore o l’ingegnere nelle telecomunicazioni: ha prevalso la seconda, anche se il calcio e la Sampdoria in particolare restano una delle mie più grandi passioni. Ovviamente quando ero ragazzo la telefonia su Internet non esisteva: a dire il vero non esisteva neanche Internet, come lo conosciamo oggi. Ma quando nel corso degli studi ho avuto l’opportunità di approfondire la conoscenza di questa tecnologia ne sono rimasto subito affascinato, tanto che subito dopo aver completato gli studi ho iniziato a scriverne come blogger sul portale html.it.  Oggi mi piace twitter e ricordo che già qualche anno fa assieme a VoipVoice fummo tra i primi a lanciare iniziative con hashtag del tipo #fritzrisponde .

Una domanda che da anni mi faccio: com’è nato il nome FRITZ? 

Bella domanda, me la faccio ancora anche io. Ci sono diverse “leggende” su come sia nato il brand: una tra le più accreditate è che i tre soci fondatori (attuali shareholders dell’azienda) ascoltavano una radio molto famosa all’epoca – prima metà degli anni 80 – chiamata appunto Radio FRITZ!Radio FRITZ!
In realtà credo che il nome sottolineasse al tempo una forte identificazione con Berlino, dove è nata AVM e dove ancora oggi vengono sviluppati i prodotti FRITZ!. 
Questa visione si è poi evoluta nel tempo ed oggi possiamo affermare che AVM è un brand dalla forte dimensione europea e che fa della prossimità ai mercati di riferimento – come quello italiano –  uno degli aspetti che più caratterizzano la mission aziendale.

Che effetto fa essere in tutti i grandi magazzini come MediaWorld? 

Questa domanda mi da l’occasione per sottolineare come la continua crescita di AVM in Italia ha determinato negli ultimi tempi anche l’ampliamento del team di persone che operano sul territorio e che seguono da vicino i diversi mercati. 
In Italia l’esperienza con MediaWorld è partita diversi mesi fa ormai mentre in Germania in particolare, ma anche in altri paesi, siamo presenti sul mercato retail da diverso tempo: la risposta dei clienti italiani è stata eccezionale ed  il trend su questo come su gli altri canali è in costante aumento . Un aspetto che mi preme sottolineare è che forse siamo tra i pochi produttori di dispositivi per la banda larga con una doppia anima: lo stesso prodotto presente sullo scaffale trova spazio anche nel portafoglio prodotti di provider e Telco, perché le sue caratteristiche avanzate e la semplicità di utilizzo lo rendono adatto per ogni tipo di esigenza.

Quali novità presenterete al CeBIT quest’anno? 

Ci sarà un focus sull’innovazione tecnologica, in particolare ispirata al tema dell’accesso rapido CeBITalla banda ultra-larga ed al collegamento wireless ultra-veloce.
Con l’occasione saranno presentati nuovi modelli di FRITZ!Box come il 4080, equipaggiato con la più recente tecnologia Wireless AC Wave 2 e l’innovativo sistema Multi-User MIMO che consente di raggiungere i 2,5 Gbit/s, e il 7430, con il supporto per connessioni VDSL/ADSL e Telefonia VoIP con base DECT integrata e collegamento senza fili fino a 450Mbit/s. 
Le altre principali novità riguardano poi: il  4020, il più piccolo FRITZ!Box di sempre, un router compatto ad alte prestazioni wireless grazie al supporto della tecnologia MIMO 3×3, e  il FRITZ!Box LTE 6820, che  permetterà poi di sfruttare in maniera flessibile gli standard 4G e 3G per essere sempre connessi alle reti mobili veloci. 
Altre novità riguarderanno poi il sistema operativo, il FRITZ!OS, ma preferiamo non svelarvi ancora tutto!

Che differenze ci sono tra il mercato italiano e quello tedesco? 

In Germania c’è sicuramente una maggiore attenzione alle tecnologie che ruotano intorno ad Internet, probabilmente favorita anche da una maggior disponibilità di banda. 
Per quanto riguarda l’Italia, uno dei vantaggi che abbiamo oggi è che AVM nasce dalla telefonia, per cui sui nostri access gateway integriamo la connettività con soluzioni che offrono un valore aggiunto alla telecomunicazione fissa e VoIP, senza disdegnare l’integrazione con il mondo mobile attraverso una suite di app. 
Questo aspetto convergente unito alla qualità dei prodotti ci rende particolarmente apprezzati anche su un mercato come quello Italiano, dove spesso si sottovaluta l’importanza di avere un router in grado di fornire le prestazioni necessarie per garantire l’accesso ad Internet a tutti i cellulari che usiamo.

Un tuo parere di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT? 

Il mondo dell’ICT è in continua e rapida evoluzione, per cui cinque anni possono rappresentare a volte anche più di uno step generazionale. L’agenda digitale ha delle prospettive ambiziose, che però devono a mio giudizio passare necessariamente dallo sviluppo della banda ultra-larga e di tecnologie di accesso alla rete sempre più avanzate. Inoltre in futuro mi auguro che tutti potremo finalmente apprezzare il processo  di convergenza delle reti telematiche attualmente in corso, con maggiori benefici in termini di integrazioni e servizi e con Internet come comune denominatore.

Infine: cos’è il VoIP? 

Forse qualche tempo fa, senza andare troppo indietro, avrei risposto a questa domanda dicendo che il VoIP è la tecnologia per le telecomunicazioni del futuro. 
Oggi ti rispondo dicendo che il VoIP è il presente delle telecomunicazioni, anche se probabilmente non ancora con la consapevolezza di tutti. Per questo penso che  “VoIP” in questo momento rappresenti un termine adatto ad indicare il “cambiamento” e che noi dobbiamo essere i migliori attori ad interpretare questa sfida.

Non so Voi ma per me è stata una vera scoperta questa intervista. Flavio è il vero “UOMO VoIP”. Una persona talmente affascinata di questo movimento tecnologico che ne ha fatto letteralmente uno stile di vita. Infondo è proprio questo lato di ognuno di noi che ci distingue facendoci emergere e si chiama “passione!”. Personalmente prenderò esempio dal suo racconto e Voi?

Vi lascio pensare con la colonna sonora scelta da Flavio che rappresenta un periodo memorabile per la Germania dei fine anni 80′ che anticipò il “cambiamento” che avrebbe finalmente riunificato, politica e popolo, dopo 28 anni divisi da 106 km di muro. Ecco gli Scorpions in Wind Of Change.

– Samuel Lo Gioco –

La voce femminile di Roberta Terrasi

“Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede un tale coraggio, una sfida, che non finisce mai.” Oriana Fallacighgh

Mi chiamo Roberta Terrasi e faccio parte del bellissimo gruppo di persone che rappresentano la VoipVoice che, come già detto nei precedenti post dei miei colleghi, è un’azienda giovane e curiosa nell’inseguire quelle che sono le nuove frontiere della tecnologia.

Sempre sulla cresta dell’onda; pronti a nuove sfide. Sia per me e le mie colleghe donne che per i colleghi maschietti.

Ricordo bene, però, al mio primo colloquio qui, prima che io entrassi a far parte del team, mi dissero : “Lo so che questa è un’azienda prettamente maschile. Abbiamo a che fare con tecnici, sistemisti, partners e di donne poco o nulla ma questo per me non è un limite, anzi! Ti faccio un esempio: quando ho un problema e mi rivolgo a chi può risolvermelo mi sento già più coccolato se al centro assistenza o semplicemente dall’altra parte del telefono sento una voce di donna. Un voce gentile ed educata. Mi fa sentire rassicurato. E quindi credo sia importante che chiunque ci contatti si senta così come mi sento io in questi casi.”

Lì per lì mi fece piacere sentire queste parole e mi sentii in qualche modo importante nel mio essere femmina, essere dolce e rassicurante ma non ci detti tanta importanza.

Ed è proprio vero che le cose le capisci con il tempo. Quando il mio essere gentile, educata e rassicurante viene ripagato con unmail grazie

semplicemente perché mi sono presa “cura” di quello che, in quel momento, per lui era IL problema.

Io faccio parte del reparto di Supporto Tecnico insieme alla mia collega Parminder Kaur. Non siamo veri e propri tecnici ma ci facciamo carico delle segnalazioni e in base alla nostra bravura ed esperienza riusciamo a capire di cosa si tratta e a chi dei nostri tecnici affidarci per una risoluzione rapida e di qualità. In poche parole siamo la Facciata.

Capita spesso, nelle nostre giornate lavorative, parlo per il mio reparto, che si arrivi ad un non indifferente livello di stress ma le soddisfazioni che riceviamo in primis dai colleghi stessi ma non meno importante, anzi, dai nostri partner e clienti sono qualcosa che ci spingono giorno per giorno a fare sempre meglio. E’ una sfida con noi stesse, che appunto non finisce mai.

Non ho scritto questo post lodando le donne perché esseri superiori agli uomini.Credo piuttosto che uomini e donne si compensino in qualsiasi circostanza vi venga in mente.

Ma essendo oggi la nostra “festa” mi sono permessa di focalizzarmi su di noi, in particolare sulle donne della VoipVoice :

donne voipvoice post 8 marzo

Oggi, 8 marzo, ricorre la Giornata Internazionale della donna.

Giornata dedicata alla memoria delle conquiste sociali, delle conquiste politiche ed economiche delle donne. Ricordando e lottando contro le discriminazioni e le violenze di cui siamo ancora bersaglio in molte parti del mondo.

La prima celebrazione è riconoscibile agli Stati Uniti nel 1909 e in Italia nel 1922 ma celebrata effettivamente in tutta l’Italia nel 1946 con la fine della guerra. Legato a questa ricorrenza è riconducibile il simbolo della mimosa, pianta che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo.

E allora oggi, ma sempre, un pensiero va a tutte le donne, che possano essere fortunate come me!

– Roberta Terrasi –

Informazioni: Roberta Terrasi e il Supporto Tecnico di VoipVoice rispondono ogni giorno lavorativo dalle ore 9,00 alle ore 18,00 oppure potete contattarlo tramite mail: support@voipvoice.it.

La teoria dell’armadio di Samuel Lo Gioco

Non ci credo, ancora una volta mi chiedono “Samuel, dimmi cosa fai alla VoipVoice”.

Credetemi, questa è la domanda che più mi mette in difficoltà. Eh sì, perché se mi chiedete di Samuel Lo Giocospiegarvi cos’è VoipVoice o qualsiasi altro dettaglio saprei dirvelo con convinzione e in poche parole – allo SMAU ho descritto VoipVoice nello speed speech di 90 secondi – mentre quando mi trovo di fronte alla fatidica domanda “Samuel, ma cosa fai di lavoro? Qual è il tuo ruolo?” mi trovo sempre a fare esempi senza senso e come risultato finale ottengo un bel “……. Ok, cosa stavamo dicendo?”

 

Oggi però voglio essere efficace! Paragonerò quello che faccio ed il mio ruolo associandolo ad una cosa molto comune L’ARMADIO.

Innanzitutto un armadio è un contenitore che raccoglie tutte le vesti che rappresenteranno alpubblico la persona (o azienda). Perché il costume identifica le persone, come dice Coco Chanel ” La moda non è qualcosa che esiste soltanto negli abiti. La moda è nel cielo, nella strada, la modaha a che fare con le idee, il modo in cui viviamo, ciò che sta accadendo”.armadio

Avete ragione, c’è quel famoso detto (oramai fin troppo datato) che dice “l’abito non fa il Monaco”, ma scusate perché voi avete mai visto una persona vestita da monaco che NON lo sia veramente…?

Immaginate la scena classica di molte mattine quando ci si trova di fronte l’armadio per capire cosa mettere, dopo aver dato un’occhiata fuori dalla finestra, con gli occhi ancora abbottonati, per cercare aiuto dal tempo. Si, perché anche nel Marketing si SCEGLIE e molte di queste scelte sono condizionate da variabili, climatiche e non, che impongono dei paletti proprio come lo fa il tempo, le stagioni e la destinazione quando viene deciso l’abito adatto alla giornata.

Personalmente considero che dietro tutte quelle attività di marketing che vediamo ci siano prevalentemente persone che in parte le identifichino. Proprio come nell’abbigliamento.

Giusto per darvi qualche esempio:

imagesStile Classic: sono quelle persone che hanno studiato e sanno con precisione quelli che sono i processi e gli strumenti per un marketing didattico. Ebbene sì, sono quelle persone molto preparate: conoscono il giusto abbinamento mantenendo uno stile comune, per non dire casto. Ma non si capisce se questo modo di essere sia carente di fantasia o se sia semplicemente la paura di uscire fuori da quegli schemi didattici che l’istruzione insegna. Il risultato: passare nella mediocrità senza essere distinti nel mercato.

Casual: loro sono i più forti. Praticamente sono quelle persone che non decidono, o meglio, prendono le prime cose che trovano sotto mano e partono. Praticamente nel marketing sono le stesse persone che lavorano senza alcuna strategia o pianificazione. Scoprono un nuovo strumento o metodo, lo applicano finché non si stancano, dopodiché lo lasciano. Questa inconcludenza non porta mai a dei risultati tangibili nel tempo. Come in tutte le attività una strategia pianificata è indispensabile.

Trendy: adoro questo stile. Sono sempre aggiornati sull’ultimo trend in voga. In ambito lavorativo sono quelle persone che ti spiazzano: conoscono sempre l’ultimo approccio e metodo e ti fanno sentire come un bischero, del tipo “ma come! non sapevi che il metodo migliore è facendo…?”. L’unico piccolo difetto è che necessita saperlo applicare e, soprattutto, controllare per constatare che sia efficace. In questo dovrebbero imparare da chi si veste con uno stile classic.

Hippy: Sono FE NO ME NA LI! Giuro che non sto scherzando! Praticamente, con uno stile un po’ anarchico, vanno contro tendenza.

Uno si chiede: perché? Semplice, ciò che viene notato oltre all’ultima tendenza è la CONTRO tendenza!

Loro sì che sono persone preparate. Sanno pianificare una strategia molto affinata e la applicano con un controllo maniacale. Per farvi un esempio sono quelle attività che con uno scandalo ottengono audience e, di conseguenza, si fanno riconoscere. Dopodiché, per recuperare la cattiva reputazione (brand reputation), applicano un canale comunicativo riparatorio, facendo passare il brand come vittima da imitare moralmente.

Bohémien: Loro sono grandiosi. Praticamente sono quelle persone talmente superiori, che non portano bandiera. Li troviamo primi in classifica nella Hit Parade dei Guru del Marketing curando molto il Personal Branding (dove sono veramente dei professionisti senza uguali). Ognuno di loro porta avanti il proprio concetto di contest marketing e, per spezzare una lancia a loro favore, voglio dire che a mio parere trasmettono sempre concetti utili e validi. Personalmente li ammiro molto, perché, anche se non mi danno la giusta chiave di volta, prendo sempre ispirazione. Però bisogna vedere se sono bravi quanto nell’insegnamento anche nelle attività pratiche nelle aziende. Ma non ci vedrei niente di strano se non lo fosse, infondo è risaputo che chi è bravo nell’insegnare lo è meno nella pratica.

Quindi, per tornare alla famosa domanda “Samuel, ma cosa fai di lavoro? Qual è il tuo ruolo?” Ecco, il mio lavoro è analizzare il mercato focalizzando una posizione precisa, prendendo esempio da ognuno degli stili, mettere in pratica una strategia di marketing per poi pianificarla insieme al team.

Il mio stile punta molto sulla creatività, dove un abito, un dettaglio caratteristico crea la propria personalità. Questo, applicato nelle attività di Marketing mette in rilievo un carattere vivo dell’azienda, ma naturalmente deve essere dosato perché, come tutte le cose, altrimenti diventa estrosità eccentrica che anziché essere apprezzata diventa inopportuna.

Quindi la mattinata comune mi vede di fronte l’armadio, con le ante spalancate, pronto a SCEGLIERE. Fissando tutti gli abiti scelgo i migliori partner, lo sviluppo dei servizi che l’azienda offre (valore molto importante per un’azienda che lavora nel campo tecnologico), le strategie e, in fine, cosa mettermi 😉

– Samuel Lo Gioco –

Informazioni: Samuel Lo Gioco risponde ogni giorno lavorativo dalle ore 9,00 alle ore 18,00 oppure potete contattarlo tramite mail: marketing@voipvoice.it.