Archivio mensile:maggio 2015

Le Chiamate VoIP tramite WhatsApp sono davvero Gratis?

What’s up?
Come va? Che succede?
Quando Jan Koum nel febbraio del 2009 creò una nuova App che aveva la funzione di comunicare lo status del proprio cellulare (come ad esempio “sono in palestra” oppure sono “occupato”) a tutti i contatti che aveva in rubrica e che in breve tempo è diventato il programma di messaggistica istantanea che ha mandato in pensione gli SMS, non ebbe dubbi sul nome.
WhatsApp!!
E di cose a Jan Koum, che oggi a soli 39 anni è secondo Forbes uno dei cento uomini più ricchi del mondo, ne sono successe eccome.Jan Koum

Nato in Ucraina in una famiglia povera, emigrò in cerca di fortuna a Mountain View in California, insieme a sua madre e a sua nonna, quando aveva poco più di 16 anni. Sua madre si portò dietro in valigia un enorme numero di taccuini sovietici e penne per fornire il materiale scolastico al figlio e poter così risparmiare. Suo padre invece non si trasferì mai. Arrivati in America la madre sbarcava il lunario facendo la baby sitter mentre Jan si mise a fare lavori umili come spazzare in una bottega d’alimentari. Sua madre si ammalò poco dopo di cancro e cominciarono a vivere grazie all’assegno di invalidità di lei. Ricevettero per fortuna un piccolo appartamento con due camere grazie a un programma di un’Agenzia di Sostegno Sociale. Jan si iscrisse all’Università di San José University facendo un secondo lavoro come collaudatore di sicurezza, ma odiava la scuola e la sua grande passione era l’informatica che imparava in maniera autodidatta. Prendeva in prestito manuali di informatica da una bancarella di libri usati, e li riportava dopo averli letti. Si iscrisse in un gruppo di hacker chiamato w00w00 e si intrufolò nei server della Silicon Valley arrivando perfino a chattare con Shwan Fanning, il co-fondatore di Napster.

Persona irrequieta, rissosa e turbolenta, non riusciva ad inserirsi nella società americana, e tanto meno ad avere buoni rapporti con le donne: nel 1996 ricevette perfino un ordine restrittivo dal tribunale di San José che gli impediva di avvicinarsi a una sua ex che aveva verbalmente e fisicamente minacciato.

La svolta ci fu quando dopo aver fatto un colloquio con Yahoo! alcuni giorni dopo fu chiamato direttamente da David Filo: “Dove sei?” “Sono in aula” rispose Koum cercando di non farsi sentire dal prof che stava spiegando. “Che cazzo stai facendo in classe?”, disse Filo. “Alza il culo e vai in ufficio”. Il professore che si accorse della telefonata si arrabbiò tantissimo e redarguì lo studente. Ma dopo due secondi di esitazione, tra le urla del docente e lo stupore dei compagni, Jan Koum si alzò e se ne andò. Fu l’ultimo giorno che mise piede in un aula universitaria.

Alla Yahoo! però dopo nove anni di lavoro le cose non stavano andando come sperava. Il suo carattere irrequieto mal si conciliava al lavoro di dipendente. Conobbe là però il collega Brian Action, una persona che lo aveva aiutato quando sua madre morì nel 2000 e col quale si trovava molto bene. Decisero di licenziarsi: prima si presero un anno sabbatico per girare il Sud America, poi furono scartati entrambi da Facebook, infine decisero di fare un’azienda tutta loro.
L’idea era quella di approfittare del nuovo mercato che la Apple aveva lanciato tramite le APP e l’Apple Store. Koum vedeva in questo settore e nella mobilità un campo di applicazione importante. Infatti a differenza di Facebook o di altri social network che ti chiedono una marea di dati per poterti profilare e successivamente propinarti pubblicità, lui voleva che solo tramite il tuo numero di cellulare potevi rimanere in contatto con tutto il resto del mondo. Dire che sei a lavoro, oppure sei fuori, o in palestra, insomma applicare gli status delle chat, che erano già molto diffuse sul web, al cellulare, in modo da poter risparmiare tempo e batteria.

La società WhatsApp fu creata a febbraio del 2009: Jan Koum passò giornate intere a costruire il codice utilizzando i taccuini che sua madre aveva portato dall’Ucraina, a studiare i prefissi telefonici tramite Wikipedia e anche se l’App spesso andava in crash non mollava.
Quando la Apple lanciò il sistema delle notifiche nel giugno del 2009 il gioco era fatto: ogni volta che uno cambiava stato poteva avvertire il proprio network, in tempo reale e gratuitamente.
Ehi come va? Io sono a lavoro!
Qualcuno cominciò a rispondere ai vari stati e Koum si rese conto che aveva involontariamente sviluppato un sistema di messaggistica potente che poteva raggiungere chiunque avesse uno smartphone. A quei tempi c’era anche il sistema di chat del BlackBerry, Skype, G-Talk ma l’unico basato solo sui numeri telefonici era WhatsApp. Geniale!
Koum rilasciò la versione 2.0 di WhatsApp che implementava la parte di messaggistica e conteneva anche la famosa spunta di visualizzazione del messaggio e in brevissimo tempo, senza nessun tipo di lancio né tanto meno pubblicità, ma solo basandosi sul passaparola l’App ebbe un successo strepitoso.

La pubblicità è sempre stato il punto sul quale non volevano cedere.
Sapevano perfettamente che le altre compagnie della New Economy, come Google, Facebook, e la stessa Yahoo per la quale avevano lavorato, campavano prettamente dai proventi della pubblicità.
Sia Koum che Action non volevano assolutamente cedere a questa filosofia e misero l’App, dopo un periodo di prova gratuita, a pagamento. Ma tutt’oggi non trovate uno straccio di pubblicità su WhatsApp e loro stessi nel Blog WhatsApp con una citazione da un film cult con Brad Pitt:

La pubblicità ci fa inseguire le macchine e i vestiti, fare lavori che odiamo per comprare cazzate che non ci servono!
– Tyler Durden in Fight Club

Il 19 febbraio 2014 Mark Zuckerberg di Facebook, annuncia l’acquisizione di WhatsApp per 19 miliardi di dollari. I motivi di questa scelta sono abbastanza semplici da individuare: quanto costano 600 milioni di numeri di telefono (e il database è in costante aumento) in giro per il mondo, perfettamente profilati, per contatti, luogo, tipo di cellulare, orari, etc.?
Jan Koum ha deciso di firmare questo accordo milionario proprio davanti all’Agenzia di Servizi Sociali che aveva aiutato in passato sua madre e lui ad andare avanti in un momento di difficoltà, in perfetto stile americano dove ognuno può avere un’opportunità.
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Una delle novità più potenti del 2015 di WhatsApp sono le chiamate VoIP.
Tra i vari tastini in alto è comparso quello della cornetta telefonica. Potete chiamare qualsiasi contatto di WhatsApp, ma invece di passare dalla rete GSM, passate dalla rete dati, non spendendo un solo centesimo delle tariffe dei vari operatori col quale avete il contratto della SIM.
Ovvero…
Al posto di spendere per le chiamate avviene il consumo dati.
Quindi non è vero che le chiamate di WhatsApp sono gratis, ma sono subordinate all’effettivo consumo di banda che noi del VoIP sappiamo bene cosa comporti.
Prima di tutto se chiamate tramite 3G o 4G state consumando i Giga che avete a disposizione in base al contratto che avete sottoscritto con l’operatore di telefonia mobile.
Se invece chiamate dal Wi-fi di casa vostra un abbonamento a internet lo state già pagando. E più roba fate passare dalla vostra adsl e più essa deve essere potente, adeguata, stabile, costosa…
Se invece siete comodamente seduti a Starbucks all’estero e fate le vostre chiamate a un amico in Italia, il caffè che state bevendo lo state pagando, come la camera dell’albergo all’estero che avete scelto proprio per la connessione Wi-fi free, come il biglietto aereo nell’aeroporto che vi fornisce un’ora di internet gratis.

La domanda successiva è: quanto consuma WhatsApp?
In rete trovate diversi articoli che trattano questo argomento, basta fare una ricerca su Google.
Comunque dagli articoli che ho letto io la media sono circa 350KB in trasmissione e 350KB in ricezione per un totale di 700KB per una chiamata di un minuto. Se il vostro piano tariffario prevede, che ne so, 1 Giga al mese come il mio, se ogni Giga sono 1.024 MegaByte o 1.048.576 KiloByte, riuscirete a fare circa 1.500 minuti di chiamate prima di esaurire il credito.
Considerate infine che fare 1.500 minuti di chiamate con una numerazione VoIP con una tariffa neppure tanto bassa, ce ne sono di migliori, costa circa 15€…
Fatevi i vostri conti e ditemi se secondo voi le chiamate di WhatsApp sono gratuite.

E voi? Avete già fatto una chiamata con WhatsApp? Com’è la qualità? Dopo aver distrutto il mercato degli SMS riuscirà a stravolgere anche il mercato delle chiamate vocali?

Credo che Jan Koum, leggendo le vostre risposte, continuerà a segnarsele sui Taccuini Sovietici che sua madre si portò dietro quando lasciarono la loro terra in cerca di fortuna.

– Simone Terreni  –

P.S.: Non cercatemi su WhatsApp. Non mi troverete.

News: Giovedì 4 Giugno- ore 10:00, terrò un Workshop della durata di 50 minuti allo SMAU di Bologna
HAI GIA’ FATTO UNA CHIAMATA CON WHATSAPP?
La Rivoluzione IP nelle TLC, tra Social Network e Smart Working
BolognaFiere Arena Digital Champions – Pad.33
Clicca qui per iscriverti al Workshop

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Note: Ho trovato la storia di Jan Koum e di WhatsApp su questo Articolo di Forbes

Dieci modi in cui pensiamo il Lavoro alla VoipVoice

Ho sempre pensato che la cosa più preziosa che un uomo abbia sia il proprio tempo.
Quindi per me è inconcepibile che il tempo passato al lavoro sia tempo sprecato. Lavoro e vita si mischiano. Amo profondamente il mio lavoro e ho la fortuna di lavorare con delle persone che come me mettono tutta la loro passione in quello che fanno. Oggi un’azienda è un soggetto sociale del territorio, che non crea solo posti di lavoro ma benessere. Per questo deve essere tutelata e i lavoratori coinvolti nelle scelte e negli obiettivi.

La nostra è un’azienda innovativa non solo perché lavora in un settore innovativo come il VoIP ma soprattutto perché utilizza metodi innovativi nella propria organizzazione.
Ecco i dieci modi in cui pensiamo il lavoro alla VoipVoice.Cipputi

  1. Lavoratore a KM ZERO: Passiamo molto tempo a scegliere le persone da inserire nel nostro organico. Uno dei requisiti fondamentali è la vicinanza al posto di lavoro. Vivere a cinque minuti di auto, poter tornare a casa nella pausa pranzo, staccare alle 18 e avere la possibilità di essere dopo pochi minuti in palestra: sono cose che aumentano la qualità della vita e la soddisfazione del lavoratore.
  2. Smart Worker: Se qualcuno però abita lontano perché farlo venire in ufficio? Si lavora così bene da casa. Oggi con un PC, una cuffia e un interno remoto del centralino PBX collegato in VoIP è come stare in ufficio. Cambia il concetto del lavoro. Si viene pagati per il raggiungimento degli obiettivi e non per il tempo che ci dedichi. Certo prevede una certa fiducia nel collaboratore esterno e una buona capacità organizzativa da parte del lavoratore stesso. Ma spesso i risultati sono superiori a quelli ottenuti in sede. Qualità della vita, ottimizzazione dei costi, attenzione verso l’ambiente sono altri vantaggi di questo nuovo modo moderno di intendere il lavoro.cervelli
  3. Life Long Learning: Normalmente uno prima finisce il percorso di studi poi comincia a lavorare. Da noi è il contrario: quando entri a lavorare cominci il tuo percorso di studi. Prima di tutto il corso di Consulente in TLC, perché non esiste una scuola che insegna come si tratta il VoIP. Poi con corsi continui, sia interni che esterni. Chiunque lavori alla VoipVoice pratica varie ore di formazione mensili. Che non è MAI tempo sottratto al lavoro ma uno strumento per rimanere competitivi e al passo coi tempi.
  4. Nativi Digitali: Un altro requisito che cerchiamo nei collaboratori è l’estrema confidenza con le moderne tecnologie. Le persone che entrano in azienda devono essere abituate a vivere con i computer, le tastiere, internet. Insomma devono essere native digitali, che non è solo il fatto di essere la generazione nata e cresciuta con il personal computer, ma un vero e proprio atteggiamento mentale che rende i giovani d’oggi più pronti ai cambiamenti.stipendio
  5. Facebook Obbligatorio: In azienda da noi i Social Network sono obbligatori, le richieste tra i reparti vengono fatte chattando, la condivisione del nostro modo di lavorare deve essere la trasparenza che ci contraddistingue. Abbiamo oltre 500 partner sparsi in tutta Italia, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia. Come pensate che sia possibile rimanere costantemente in contatto con loro? I Social Network accorciano le distanze, permettono di comunicare in maniera più efficace il nostro lavoro, riescono a darci visibilità. Che sia Linkedin, Twitter, Facebook o Google plus, se vuoi lavorare da noi devi essere Social.cercare
  6. Lavorare con la Musica: Cerchiamo di essere il più professionali possibile, ma cerchiamo di rendere il nostro lavoro anche piacevole e leggero. Lavorare con la musica è solo uno dei tanti modi per cercare di trovare un giusto impegno tra impegno e qualità dell’ambiente di lavoro. Gare interne, pranzi e cene extralavoro, momenti conviviali, outdoor.
  7. Obiettivi su Obiettivi: Sapete cosa sono gli obiettivi SMART? Ogni nostra attività è suddivisa in obiettivi chiari e precisi, settimanali, mensili, annuali, triennali. E ogni scadenza diventa una questione di vita o di morte. Ma la cosa bella è lavorare in una squadra che questi obiettivi li raggiunge sempre.
  8. Meritocrazia: Gli obiettivi una volta raggiunti devono essere riconosciuti e premiati. E non si tratta solo di premi economici, ma anche la possibilità di migliorare la qualità del proprio lavoro e aumentare la propria professionalità. E’ una parola strana quella della Meritocrazia, usata poco nel nostro paese, ma se non avessimo applicato questo concetto non avremmo ottenuto i risultati di questi anni.Altan
  9. Flessibilità: ferie ed orari sono decisi in piena autonomia da parte del lavoratore. Ogni reparto ha la propria autonomia. I vari  colleghi si danno il cambio tra di loro e garantiscono la continuità del servizio.
  10. Team Building: Un Team non è un gruppo di persone che lavora insieme. Un Team è un gruppo di persone che si fidano l’uno dell’altro. Ogni singolo obiettivo viene scelto insieme, sia che sia aziendale, sia che sia di reparto, sia che sia personale. Quando si assume una persona non si assumono solo due braccia ma anche un cervello che può contribuire, con idee nuove, a migliorare il nostro lavoro.

Credo che il lavoro sia un patto tra l’azienda e il lavoratore.
Credo che senza le persone che lavorano per la VoipVoice la VoipVoice sarebbe niente.
Ricevere i complimenti per la disponibilità che i miei colleghi mettono nel relazionarsi con clienti e partners è una delle cose più belle del mio lavoro.
Per questo ringrazio sempre le persone che lavorano per l’impegno e il tempo che dedicano a questo progetto. Il Tempo, in fondo è la cosa più preziosa che una persona possa avere.

– Simone Terreni   –

News: VoipVoice dal 26 al 27 maggio parteciperà alla Bussola del Lavoro a Empoli (Fi).
Ecco il comunicato stampa:

VoipVoice per la prima volta alla Bussola del Lavoro

VoipVoice parteciperà alla seconda edizione della Bussola del Lavoro, la manifestazione che si svolgerà martedì 26 e mercoledì 27 maggio prossimi dalle 10.00 alle 18.30 al Chiostro degli Agostiniani in Via dei Neri, 15 a Empoli (Fi). L’azienda di Montelupo Fiorentino, specializzata nel VoIP e nei sistemi  di Unified Communications, è da sempre attenta alle tematiche del lavoro e sempre alla ricerca di metodi innovativi per migliorare la qualità dell’organizzazione aziendale.
Le ragioni di questa partecipazione, oltre ad avere l’opportunità di confrontarsi con le altre aziende del Circondario Empolese-Valdelsa, sono tre:

Presentazione del Progetto DILAB: www.dilab.eu
Dilab è un laboratorio per Start-Up, una divisione dove le idee si trasformano in Impresa.
Se avete un’idea nuova che vi sembra vincente, se avete la voglia di sviluppare un progetto innovativo ecco che vengono messe a vostra disposizione competenze, esperienza e, perché no, qualche finanziamento. Così una giovane azienda può  entrare direttamente nel mercato senza rischiare di fare errori ed ottenere il successo meritato.

Presentazione del Progetto Formativo nel Settore ICT.
Il settore delle telecomunicazioni è uno dei pochi settori che non conosce la crisi. Numerose opportunità sia per giovani in cerca di prima occupazione, sia per professionisti in cerca di una ricollocazione. VoipVoice è diventata un punto di riferimento per il settore dell’Information Communication & Technology. All’interno della manifestazione sarà presentato un corso per Consulenti in TLC e l’innovativa attività di E-Learning.

Creazione di un Database di Curriculum per opportunità future:
Lavoratori a KM ZERO, Nativi Digitali, Conoscenza dei Social Media, età inferiore ai 25 anni. Ecco alcuni requisiti con i quali vengono scelti i collaboratori di VoipVoice. Se siete fortemente motivati e avete voglia di mettersi in gioco passate al nostro stand a lasciare il vostro Curriculum.

Martedì 26 Maggio alle ore 11:00 il Managing Director VoipVoice, l’ing. Simone Terreni sarà presente alla tavola Rotonda La selezione del personale, incontro con i responsabili del personale delle aziende del territorio Empolese – Valdelsa a cura di Fiordirisorse.

Chi è VoipVoice: www.voipvoice.it
L’idea di VoipVoice nasce nel 2004 quando alcune realtà aziendali Italiane con esperienze pluriennali nel campo dei servizi informatici, del software e delle telecomunicazioni VoIP, si fondono insieme con il preciso obiettivo di fornire servizi professionali VoIP per le aziende. VoipVoice oggi è il primo Business VoIP Provider  e è  diffusa su tutto il territorio nazionale: vanta circa 8.000 clienti, 514 Rivenditori su tutto il territorio nazionale, importanti. Certificazioni con le aziende leader del mercato del VoIP, italiane e straniere. Ogni mese circa 3 milioni e mezzo di telefonate in VoIP passano dalla piattaforma di VoipVoice.
A luglio del 2014 è stata premiata allo SMAU di Firenze.

Cos’è la Bussola del Lavoro
: http://www.asev.it/doc/depliant_bussola_2015.pdf
L’iniziativa si svolgerà presso il Chiostro degli Agostiniani nel centro di Empoli nei giorni 26 e 27 maggio prossimi dalle ore 10.00 alle 19.00 con l’allestimento di una serie di stand dove i responsabili delle risorse umane di importanti aziende del territorio ed esperti e professionisti del Centro per l’Impiego di Empoli e di Agenzie di orientamento saranno a disposizione per fornire informazioni, consulenza e offerte di lavoro. Inoltre sono previsti seminari e incontri sui diversi temi che hanno a che fare con il lavoro: dalla creazione di impresa, alla selezione del personale, dalla ricerca di lavoro sul web al lavoro all’estero.
Staino

Telecom va in pensione. E voi cosa fate?

Chi legge questo blog sarà molto probabilmente al corrente che da qualche giorno a questa parte il marchio Telecom, il principale operatore di telefonia in Italia, ha chiuso la sua decennale storia ed è confluito in TIM, la nuova società che unificherà sotto questo marchio sia la telefonia mobile che fissa.

In rete si possono trovare centinaia di notizie su questo passaggio perché effettivamente riguarda direttamente milioni e milioni di utenti che da un giorno ad un altro si sono trovati con nuovi canoni e a dover pagare le loro bollette ad una nuova società. Sono convinto che questa cosa non abbia tolto il sonno a nessuno (se non forse agli azionisti…) ma allo stesso tempo mi immagino anche che per molti italiani, tartassati fin dall’infanzia dagli spot pubblicitari Telecom e dai suoi famosissimi testimonial (solo per citarne alcuni: dai miti Gandhi, Marlon Brando e Woody Allen, passando per Michelle Hunziker e John Travolta. Dal comico “radiato” Daniele Luttazzi, alla meteora, vincitrice di X Factor, Chiara Galiazzo. Dal presentatore Nicola Savino, fino all’ultimo Pif che proprio in questi giorni sta girando tutti i campetti di calcio delle periferie italiane), possa aver fatto un certo effetto.

Questo passaggio va dietro a quello che è anche un cambiamento della società; con l’avvento dei cellulari prima e degli smartphone dopo, la telefonia tradizionale è passata in secondo piano e quindi la scelta di unificare i due rami di azienda sotto il marchio che da molti anni rappresenta la parte “mobile” dell’azienda è stata semplice e penso immediata.

Ma questa non è la prima volta…

Se io scrivo SIP, trovandoci nel blog di un Provider VoIP, la gran parte dei lettori assocerà SIP alla sua definizione più immediata, cioè “Session Internet Protocol”, in parole semplici la parte iniziale della chiamata che serve per instaurare la segnalazione dal chiamante al chiamato. Ma per alcuni di voi SIP riporta alla mente un’altra cosa: Società Italiana Per l’esercizio delle telecomunicazioni.

SIP

Chi ha letto il mio primo post su questo blog sa che, pur lavorando in un’azienda profondamente orientata verso il futuro e le nuove tecnologie, mi piace avere uno spazio dove poter raccontare con calma e un po’ di nostalgia quello che ci siamo lasciati dietro le spalle, che molti hanno vissuto ma a cui molti raramente dedicano un ricordo, e che forse in molti neanche conoscono.

Vi voglio raccontare di un tempo in cui se non eri in casa non potevi essere rintracciato, di un tempo in cui se in casa c’era un ragazzo adolescente, i genitori dovevano comprare una lunghissima prolunga che dalla presa tripolare della cucina attraverso il corridoio e il soggiorno arrivava fino alla cameretta del figlio e, a meno che nessuno ci inciampasse sopra staccandola, permetteva al giovane di parlare in intimità per ore con la fidanzatina conosciuta l’estate prima al mare.

Se in quegli anni ti trovavi fuori casa e volevi telefonare a qualcuno l’unica soluzione possibile era quella di recarsi in un bar riempendoti le tasche di pesantissimi gettoni telefonici o chiedendo al barista di azzerarti il contascatti. Se la telefonata richiedeva privacy, potevi optare per una delle numerosissime cabine telefoniche, perennemente impregnate dal fumo di centinaia e centinaia di sigarette, che si potevano trovare un po’ ovunque; dovevi solo sperare che prima di te qualcuno non avesse scambiato la cabina per un bagno pubblico perché altrimenti l’atmosfera romantica che la situazione richiedeva andava a farsi benedire e, con una scusa, dovevi tagliare il discorso il più in fretta possibile.

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Un enorme passo avanti fu fatto con l’avvento delle schede telefoniche prepagate. Potevi tenerle comodamente riposte nel portafoglio e, soprattutto d’estate, non ti obbligavano ad andare in giro con pesantissimi portamonete che non sapevi mai dove mettere. L’introduzione di questa comodissima innovazione non fu fatta per alleviare gli utenti dal fardello dei gettoni telefonici ma fu fatta soprattutto perché lo scasso dei portamonete delle cabine, per rubarne il contenuto, era diventato un malcostume molto diffuso. Queste schede furono anche la fortuna dei collezionisti perché avevano stampate sul retro immagini pubblicitarie di ogni tipo e le più rare ancora oggi possono arrivare ad un valore superiore ai 3000€!

Carta

Anche le pubblicità di allora erano molto diverse e riflettevano quell’Italia un po’ spensierata e “caciarona” che oggi, purtroppo, sembra così lontana. Non serviva scomodare grandi guru spirituali o attori da Premio Oscar, ma bastava un grande comico come Massimo Lopez per dire che “Una telefonata allunga la vita”. I messaggi potevano benissimo essere lanciati dalla ragazzina della porta accanto, che col suo “Mi ami? Ma quanto mi ami?” poteva influenzare gli usi e i costumi di un’intera Nazione, ma anche dalla tipica famiglia italiana che cominciava a creare nei clienti la necessità di attivare in casa una seconda linea.

Ma torniamo ai nostri giorni. Ha fatto molto scalpore la notizia che con il cambio di Ragione Sociale ci sarebbe stato anche un adeguamento dei listini dei clienti Telecom Italia. Questa non è poi quell’enorme novità e chi lavora nel mercato delle Telecomunicazioni sa che molto spesso sia SIP che Telecom sono andate a pescare inaspettatamente nelle tasche dei propri clienti per finanziare operazioni di marketing o nuovi investimenti. Nel 1986, sebbene la SIP avesse messo a bilancio un utile del 25% in più rispetto all’anno precedente ci fu un doppio aumento delle tariffe, uno a gennaio e uno a marzo, per venire incontro all’aumento del canone di concessione che lo Stato le richiedeva; tale aumento portò le bollette ad un incremento che, secondo la UIL, andò da un minimo del 12% fino ad un massimo del 20%!

Guardiamo attentamente cosa TIM ha comunicato ai propri clienti e come questo potrebbe creare un’opportunità per tutti quei System Integrator che riescono ad offrire ai propri clienti un’alternativa moderna e professionale come la telefonia VoIP. TIM ha comunicato, sia sulle bollette che sul loro sito internet, che, a partire dal 1° Maggio 2015, le bollette da bimestrali diverranno mensili e che le tariffe domestiche sarebbero tutte state modificate su due nuovi tagli: “Tutto Voce” e “Tutto”. “Tutto Voce” prevede la possibilità di avere la sola linea telefonica, senza Adsl, con chiamate illimitate verso tutti i numeri, sia fissi che mobili, al prezzo di 29 Euro al mese; “Tutto”, oltre alle chiamate illimitate prevede anche il servizio di connettività Adsl al prezzo di 44,90 Euro al mese. Questa “manovra” di TIM non è piaciuta al Garante che ha immediatamente inviato una diffida; tale diffida riguarda soprattutto il fatto che, i clienti del cosiddetto “Servizio Universale”, cioè quei clienti che non avevano servizi supplementari oltre al normale canone a consumo, vedranno in automatico attivata l’offerta “Tutto Voce” con un rincaro mensile di circa 10 Euro.

TIM è corsa al riparo, dando la possibilità a chi lo volesse di poter cambiare operatore senza nessun costo fino al 30 Giugno 2015, o altresì di poter aderire entro il 31 Ottobre 2015 all’offerta “Voce” che prevede un costo mensile di 19 Euro ma con chiamate a consumo al costo di 10 Centesimi al minuto con scatti anticipati di 60 secondi.

Il punto della situazione è questo: in quanti oggi fanno un uso costante e giornaliero della linea telefonica di casa? Se analizziamo la tariffa standard “Tutto Voce” possiamo facilmente capire che, a meno che non si effettuino due telefonate per almeno 5 minuti al giorno, con la nuova tariffa i clienti andranno a spendere molto più di prima; infatti se il costo fisso fino al 1° Maggio era di 18,54 Euro, oggi tale costo è schizzato a 29 Euro!

Chi lavora con noi sa che VoipVoice è un Provider Business e quindi questo argomento potrebbe sembrare un po’ fuori luogo ma in realtà non lo è; anche se il nostro core business riguarda le aziende e lavoriamo soltanto attraverso i nostri Partners, niente ci vieta, in quanto Provider, di attivare numerazioni VoIP anche ai privati. Questo passaggio può creare un’opportunità per tutti quei System Integrator che sono in grado di offrire una connettività concorrenziale ed alternativa a quella proposta da TIM; un numero VoipVoice ha un costo di soli 3 Euro al mese e le chiamate verso i numeri fissi hanno un costo di 1 centesimo al minuto, non 10 centesimi! In quanti che sul telefono di casa ricevono solo le telefonate dai call center che provano a vendergli nuovi contratti di energia, gas, telefonia o bottiglie di vino e libri direbbero di no? Che ne dite? Proviamo a cercare nuovi mercati? Basta un’Adsl, un normalissimo cordless IP e il gioco è fatto.

Se qualcuno fosse interessato ad approfondire questo argomento può inviare una mail con i suoi recapiti al nostro reparto commerciale all’indirizzo commerciale@voipvoice.it; sarà nostra cura contattarvi nel minor tempo possibile.

“L’occasione arriva solo a colui che è ben preparato.” Baruch Spinoza

– Luigi Poli –

Intervista a Emiliano Papadopoulos di Allnet.Italia

Fino ad oggi abbiamo voluto giocare, per conoscere i nuovi pareri di coloro che della tecnologia ne sono i portavoce, con alcuni dei vendor che producono soluzioni IP-Voice a livello Emiliano Papadopoulosinternazionale. Oggi abbiamo voluto intervistare Emiliano Papadopoulos, CEO di Allnet.Italia, per conoscere un altro punto di vista in questo panorama IT, quello dei distributori. Andiamo a conoscerlo.

Ciao Emiliano, grazie innanzitutto per la tua disponibilità. Partirei con qualcosa di personale: come sei approdato al mondo dell’ICT?

Come tante storie precedenti alla nostra, la passione per l’ICT parte dai primi anni adolescenziali con l’approdo dei primi personal computer di cui allora l’Italia era protagonista. Nonostante una formazione di estrazione economica ed il fatto che i primi lavori fossero in ambiti completamente diversi, complice il boom di fine anni ‘90, abbiamo sempre cercato un’occasione per creare qualcosa nel mondo informatico. Essa si è presentata tramite una vecchia amicizia sin dagli anni ‘80 con il proprietario di ALLNET Gmbh.

Quali sono le relazioni con ALLNET Germania e quali i punti comuni nel modo di fare business?

ALLNET.ITALIA e ALLNET Gmbh sono due aziende indipendenti ed autonome l’una dall’altra. Tuttavia esiste una consolidata alleanza strategica declinata in diversi modi.  Italia e Germania sono due paesi molto distanti in termini culturali, economici e finanziari, per cui abbiamo subito intuito che avremmo dovuto trovare il nostro modello di business cercando di declinare le migliori caratteristiche della cultura tedesca adattandole al nostro contesto.  Abbiamo sempre ritenuto che la multiculturalità fosse un valore importante nel contesto europeo e che se fossimo riusciti a trovare un metodo tra paesi apparentemente distanti come la Germania e l’Italia avremmo potuto ottenere ottimi risultati fondendo il meglio delle due culture. È una relazione che funziona in modo bidirezionale per il bene comune.

Cos’è per te il VoIP?

Il concetto di VoIP, nonostante all’inizio fosse inteso per noi come tutte quelle tecnologie atte a sfruttare la rete IP per veicolare esclusivamente la voce, si sta ora evolvendo nelle Unified Communication dove vengono inglobati anche la messaggistica istantanea, il Video, la mobilità ecc. con più attori, diverse tecnologie e con schemi di architettura più o meno complessi.Allnet.Italia

Qual è il segreto che Vi ha fatto diventare leader in una categoria così articolata come il VoIP nella distribuzione di soluzioni?

Non credo ci siano segreti particolari nel successo di un’azienda se non un insieme di cose. Ci sono solo alcuni importanti ingredienti che sono universali. Il valore delle persone, la lealtà verso i partner, clienti e fornitori, alti valori etici, la passione per l’innovazione, principi finanziari sani ed un modello di business ragionato e implementato con meticolosità.  La BU VoIP o UC, come oggi viene definita in senso ampio, è stata aperta nel 2004 ed abbiamo subito compreso le potenzialità e l’effetto dirompente che avrebbe avuto nelle telecomunicazioni nelle sue varie declinazioni (Open, Legacy, Cloud ecc…). Una volta definito quali potessero essere gli sbocchi tecnologici, abbiamo stretto accordi con i vendor che, in termini di capacità innovativa e tecnologica, abbiamo ritenuto potessero essere vincenti nel futuro prossimo.

Quando si parla di distribuzione si cita sempre l’espressione “a valore aggiunto”, ma come definisce Allnet questo valore aggiunto?

Il valore aggiunto per noi, oltre i classici termini intesi come la logistica integrata, il supporto pre e post vendita, la formazione e certificazione per conto dei vendor ed il marketing, sta nella costante innovazione declinata in una metodologia per comprendere i trend tecnologici emergenti ed uno scouting continuo per individuare i protagonisti tecnologici del domani.  Il passo successivo è quello di lavorare insieme a loro per costruire soluzioni di successo. Nel fare questo diamo molta importanza alla sperimentazione preventiva delle tecnologie e la formazione del nostro personale.

Siete stati pionieri nel creare un vero e proprio “Evento VoIP” negli anni passati, quest’anno avete voluto dare una svolta portando a due giorni l’evento ed organizzando un’agenda piena di interventi con tematiche ben precise. Puoi raccontarci meglio il valore di ICT Solutions che si svolgerà il prossimo 12 e 13 maggio a Bologna?

ALLNET.ICT Solutions AllnetITALIA è un’azienda con 5 Business Unit di cui le UC sono solo una di essa. Le altre sono la SICUREZZA informatica e fisica, il NETWORKING, Wired e Wireless, I DATA Center ed il cloud ed infine “More” dove concentriamo le tecnologie emergenti come l’IoT ecc. Oggi per differenziarsi dal mercato è sempre più importante sapere costruire soluzioni. Molti dei nostri clienti come attività principale non hanno esclusivamente la telefonia, ma dovendo questa lavorare sopra un’infrastruttura di rete adeguata offrono anche gli apparati ed i servizi ad essi connessi. Del resto stiamo vivendo nell’era della convergenza e tutto passa sull’IP. Il valore del ICT solutions day è appunto quello di fornire una finestra di due giorni sulle tecnologie emergenti e lo stato dell’arte attuale.  Rappresenta inoltre un’occasione importante per fare rete e trarre spunto dal confronto tra settori tecnologici paralleli e convergenti con opportunità di ampliare il proprio business.

Un tuo parere, sincero, di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT?

In questa fase stiamo vivendo la terza rivoluzione industriale nella quale vediamo consolidarsi diversi trend. Il cloud, l’IoT, la mobilità sono solo alcuni trend che creeranno una serie di opportunità per chi saprà coglierle e costruirci un modello di business sostenibile. Indubbiamente ci sarà però nel canale anche una parziale disintermediazione modificando alcuni equilibri consolidati dovuto all’effetto dirompente del cloud. Il mondo futuro, a nostro parere, premierà quegli attori che avranno saputo costruirsi le giuste competenze ed avranno avuto un forte spirito innovatore oltre che costruito le partnership adatte per affrontare il mondo del domani. Vendor, distributori e clienti devono lavorare insieme per creare un ecosistema integrato adatto ad affrontare le sfide future. Il valore della squadra sarà come sempre quello premiante.

Silenzio. Un punto di riflessione nelle parole di Emiliano che, non so se avete notato, si esprime sempre con il “NOI”. Anche quando parla di sé mette sempre al suo pari tutto il suo gruppo. Ecco, guardando tutto il team di Allnet.Italia, dal reparto marketing, al commerciale fino ad arrivare agli specialisti della BU, capisco perché sono considerati tra i migliori esponenti a livello nazionale nella fornitura di soluzioni IT. Quando si dice “l’unione fa la forza!”, queste ne sono le prove. Sentirsi parte di un team e non un componente indipendente o superiore aiuta a realizzare un modello di Business vincente.

A cura di Samuel Lo Gioco

L’evento ICT Solutions di Allnet.Italia si svolgerà il 12 e 13 maggio a Bologna presso il Savoia Hotel Regency.

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Diario di bordo: seconda tappa SMAU | Torino 2015

SMAU Torino 2015Dopo l’esperienza di Padova è la volta di SMAU Torino.
 
La fiera si è svolta il 29 e 30 aprile all’interno di una delle più grandi strutture storiche industriali italiane che porta la leggenda del marchio automobilistico FIAT: Lingotto Fiere
Lingotto FIAT
Veramente impressionante, un edificio unico nel suo genere con la “pista di collaudo” sorta sopra il tetto dove proprio a Gianni Agnelli piaceva guardare sfrecciare le sue creazioni.
Un pezzo di storia che per quasi 60 anni, dal 1923 al 1982, ha sostenuto l’economia di migliaia di famiglie torinesi fino al suo crollo negli anni 80. Quel tremendo periodo lasciò un segno duro per il Piemonte, ma con grande impegno nella sinergia tra il Comune di Torino e la Regione Piemonte fu subito creata una consulta internazionale per guardare avanti e sfruttare l’imponente struttura non lasciandola decadere con il suo mito. Fu scelto, nel 1985, l’architetto Renzo Piano alla guida di questa rinascita. Con lui diventò quello che oggi è un centro multifunzionale tra i più grandi in Europaospitando manifestazioni mondiali come il Salone del Libro e il Salone del Gusto.
Personalmente credo che l’organizzazione di SMAU non potesse scegliere un luogo migliore come tappa piemontese. Erika Maiutto SMAU
Fin dal primo giorno risalta il forte afflusso dei partecipanti che, anche a questo giro, riempiono le sale dei workshop grazie ai contenuti interessanti.
Molte sono state le persone passate a trovarci al nostro stand contando ben 108 caffè serviti. 
Abbiamo visto una Regione molto attenta allo sviluppo delle proprie imprese rendendosi partecipe durante tutto l’evento dimostrando la sua crescita, una crescita che anche noi di VoipVoice abbiamo potuto constatare. Giusto per darvi un’idea dal 2010 al 2013 abbiamo raggiunto 23 nuove aziende partner, mentre dal 2014 a oggi, quindi in solo 1 anno e 1/2, un incremento di 18 ( +28%), portando a un totale di 41 partner e ben 614 clienti in tutta la regione.
Questi dati parlano chiaro. Il Piemonte sta riprendendo la sua competitività cavalcando l’onda delle nuove tecnologie. Il carattere deciso e determinato dei piemontesi sta facendo rinascere il territorio anche dopo il crollo della madre FIAT.
A cura di Samuel Lo Gioco
Ecco infine il nostro diario fotografico di questa tappa veneta.
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