Archivio mensile:settembre 2015

Climb the step – Get the target – Smile – Repeat

“Il gradino di una scala non è mai stato concepito per riposare, ma solo per tenere il piede di una persona quanto basta a consentirgli di mettere l’altro un po’ più in alto.”
(Thomas Henry Huxley)

A consentirgli di mettere l’altro un po’ più in alto.
Ecco a cosa serve un gradino di una scala.
Se chiudo gli occhi e penso a quello che facciamo quotidianamente noi, mi viene in mente proprio questo.
Una sfilza di gradini da salire. Da salire!! Non per star fermi in uno di questi a riposare.
NO!
E immagino ci siano diverse scale da affrontare, una o più per ogni mansione svolta.

Quella sulla quale voglio concentrarmi in questo post è la mansione fondamentale del mio reparto: risolvere le segnalazioni dei nostri clienti.

Parminder ed io poniamo molta attenzione e massima importanza a come lavorare le segnalazioni che quotidianamente riceviamo.
Abbiamo detto che siamo un’azienda in crescita, sana, giovane e sorridente.
Non potremmo parlare di azienda in crescita se non avessimo delle problematiche da risolvere ma un’azienda non cresce in base alle segnalazioni che riceve, bensì in base a chi e come riceve e risolve le problematiche che si presentano quotidianamente.
Come se tu stessi per alzare il secondo piede verso il gradino un pò più in alto e TAC qualcuno vuole impedirtelo.
Ma la tua ambizione fa da scudo, ti fai carico della problematica e ci provi.

Ci prendiamo cura dei nostri clienti e noi, in primis, vogliamo che le loro problematiche siano risolte nel più breve tempo possibile; per questo ci adoperiamo a fare più domande possibili sugli apparati del cliente, sulla problematica che segnala facendoci fornire tracciati ed esempi al fine di avere subito il quadro più chiaro possibile per proseguire con le nostre verifiche.
Verifiche che spesso eseguiamo congiuntamente al cliente.

Ho accennato prima che ogni mansione ha una o più gradinate da salire.
Infatti non tutte le segnalazioni sono uguali, non tutte le risoluzioni prevedono le stesse verifiche.
A volte si tratta di configurazioni da controllare, riavvii da effettuare a volte sono un po’ più complesse.
Quando si tratta di problematiche più complesse, non dovute agli apparati del cliente, apriamo un ticket al nostro reparto tecnico fornendo tutti i dati in nostro possesso.
Saranno i tecnici ad eseguire le verifiche del caso. Segnalazione dopo segnalazione.

Ticket dopo ticket.

Per poter parlare di azienda sana e potersi definire tale quanti ticket aperti possiamo “accettare” di avere?
Ma più che altro, quanto tempo abbiamo per poter risolvere tutti i casi che ci vengono segnalati per riuscire a risolverli al meglio?
Possiamo parlare di tempistica in questo ambito?
Se io ho un problema di qualsiasi tipo, voglio sapere in quanto riesco o riescono a risolvermelo.
E’ la prima cosa a cui penso.
E’ infatti una delle prime domande fatidiche che ci vengono poste dai nostri clienti.
Purtroppo è una domanda a cui non è possibile dare risposta precisa perché ci sono diversi fattori a cui sottoporre la nostra attenzione e quella dei nostri tecnici.
Ma la gestione del reparto è quella che fa la differenza.
Gli obiettivi che ci poniamo fanno la differenza.
E fa davvero la differenza riuscire a raggiungere questi obiettivi.

Ma di quale obiettivo stiamo parlando?
Torniamo alle gradinate; tante gradinate quanti tipi di segnalazioni.
In ogni gradinata, ad ogni tot scalini c’è un obiettivo, stile bandierina a fine di ogni livello in Super Mario Bros.

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Il nostro obiettivo principale, nonostante le varie segnalazioni che arrivano, è quello di riuscire a risolverle tutte, ovviamente nel miglior modo possibile.
E quale può essere secondo voi uno dei gradini importanti da raggiungere?
Cosa può rappresentare una di queste bandierine che Mario afferra a fine livello?

Per noi ambiziosi, desiderosi di migliorarci sempre è quello di riuscire ad avere ZERO TICKET aperti al reparto tecnico.
Zero Ticket!!
Vuol dire aver raggiunto un importante obiettivo, afferrato una gran bella bandierina.
Zero Ticket vuol dire aver risolto tutte le segnalazioni, vuol dire che almeno una volta ogni bimestre non ci sono segnalazioni aperte, non ci sono clienti che lamentano momentanei disservizi.
Sei riuscito a salire il gradino e a raggiungere l’obiettivo.

Momentaneamente.

Perché il gradino di una scala non è MAI stato concepito per riposare.
E allora proseguiamo verso il prossimo.
Il nostro non è un lavoro meccanico, non è prevedibile, è sempre una scoperta nuova e proprio per questo non è facile riuscire a risolvere tutte le segnalazioni, ad avere zero ticket aperti.
Ma quando ci riesci non solo hai raggiunto il tuo obiettivo (cosa di non poca importanza) ma contribuisci a mantenere sana la tua azienda, contribuisci a farla crescere, sorridi e fai in modo che la tua azienda, per quanto seria e professionale sia in realtà, sorrida.

Parminder, io e tutti gli altri abbiamo anche questo obiettivo nel nostro reparto: risolvere tutte le segnalazioni almeno una volta ogni due mesi.
E ci riusciamo alla grande. Tutti i mesi.
E siamo soddisfatte, perché i nostri clienti sono soddisfatti.
Abbiamo un gradino solido che ci da sicurezza per poter appoggiare un piede e alzare l’altro verso quel gradino un po’ più in alto.
Perché l’obiettivo zero ticket c’è sempre. Tutti i mesi.
E stiamo crescendo.
Non solo l’azienda ma anche noi con lei.
E sorridiamo.

-Roberta Terrasi-

Informazioni: Roberta Terrasi e il servizio di CustomerCare di VoipVoice risponde ogni giorno lavorativo dalle ore 9,00 alle ore 18,00 oppure potete contattarlo tramite mail: customercare@voipvoice.it.

Intervista a Paolo Cremonesi di AudioCodes

Oggi andremo a conoscere un altro importante Vendor più in profondità. In occasione dei prossimi eventi  con AudioCodes, in collaborazione con VoipVoice, abbiamo intervistato Paolo Cremonesi, Sales Engineer presso AudioCodes, azienda leader nel mondo delle telecomunicazioni. Una persona che crede nella rivoluzione delle Comunicazioni e che cerca di orientare le Telecomunicazioni verso il mondo VoIP. Andiamo a conoscerlo.

Ciao Paolo, vorrei iniziare la nostra intervista  con una prima curiosità: come sei approdato al mondo ICT?

Il mio approdo al mondo ICT è stato relativamente “casuale”. Nel 2000 lavoravo per una grossa multinazionale (Philips) nella divisione “Digital networks”. Il core business era il mondo dei broadcaster televisivi con una posizione di leader a livello mondiale per la progettazione e realizzazione di sistemi di trasmissione MPEG2. Era un mondo “affascinante” che mi ha permesso di lavorare con clienti molto importanti nel panorama televisivo (SKY, Rai…). Qualcuno forse ricorderà il famosissimo “decoder unico” che nel 2001 ha permesso di unificare le tecnologie delle due reti satellitari Stream e Telepiù ? Ebbene….ho avuto la fortuna di partecipare in maniera attiva su questo progetto in quanto la tecnologia che all’epoca ha permesso questo processo era sviluppata da “noi”. La grande soddisfazione era quella di tornare a casa, accendere la TV e poter “vedere” il risultato del mio lavoro in “diretta” sul boquet dei nostri clienti ! Nel 2003 si presentò l’occasione di passare dal multimediale digitale ai sistemi di comunicazione per le aziende e, con il passaggio alla divisione di “Business Communication” sono entrato nel mondo delle telecomunicazioni in un contesto nuovo e diverso: il VOIPNel 2012, dopo aver approfondito la mia conoscenza sulle piattaforme telefoniche tradizionali, il mondo dei Contact Center ed il VoIP, ecco l’opportunità di far parte della famiglia Audiocodes.

Quali sono le differenze fra il mercato europeo e quello italiano in questo campo?

Le differenze tra il nostro mercato e quello Europeo sono molteplici. Ad oggi, alcune tipologie di connessione telefonica tradizionale (TDM), sono ancora molto diffuse in Italia, in Spagna, parzialmente in Francia e Germania, ma molto meno in altri paesi europei del nord Europa.  A questo dobbiamo aggiungere che, in Italia, il processo di migrazione verso il mondo “full VoIP” è più lento e graduale rispetto ad altri paesi, anche quelli che spesso consideriamo a torto essere tecnologicamente più “indietro”. Questo rende ancora molto “attuale”, anche per le grandi aziende ed i principali operatori telefonici italiani, tutto il mondo della telefonia tradizionale. Rispetto a paesi del nord Europa che prima di noi hanno avviato progetti di rinnovamento delle reti introducendo in modo capillare anche per l’utenza residenziale la larga banda, noi in Italia soffriamo ancora di una carenza strutturale che rende complicata e difficile l’innovazione. Paradossalmente anche paesi “emergenti” avendo di fatto “saltato” una generazione tecnologica nelle infrastrutture di rete si ritrovano oggi una situazioni più  adatta a introdurre nel mondo delle comunicazioni servizi a valore aggiunto di Unified communicationTuttavia sono fiducioso e che sarà solo questione di tempo e anche nel nostro Paese si potrà presto assistere ad una piccola rivoluzione nel mondo delle Telecomunicazioni: la migrazione verso IP di tutta la rete telefonica italiana!

Quali erano le tue aspirazioni fin da piccolo?

Ad essere sincero non mi sarei mai immaginato nel mondo delle telecomunicazioni, ma bensì in quello delle “comunicazioni”. Vi risparmio i sogni “tradizionali” come il calciatore o l’astronauta…Avevo una grossa attitudine per il mondo dello sport che mi ha portato ad essere un discreto giocatore di tennis in età molto giovane, ma sono stato “colpito” dal più classico dei luoghi comuni … il gomito del tennista!!! Crescendo e rassegnandomi ad abbandonare i sogni di gloria sportiva, mi vedevo nel mondo della pubblicità o più in generale in un ambiente lavorativo dove avere la possibilità di trasmettere alle altre persone “qualcosa”. Ma nonostante questa aspirazione ho seguito un percorso di studi diametralmente opposto, scegliendo la strada dell’informatica che negli anni 80/90 prometteva grandi cose per tutti. Oggi, analizzando il mio attuale impiego che mi porta molto spesso a confrontarmi con nuovi partner, clienti, operatori…. posso dire che il mio desiderio di poter “trasmettere” in parte si è realizzato.  

Cosa significa lavorare per un’azienda israeliana e che differenza c’è con una italiana?

Prima di tutto significa abituarsi a ricevere e qualche volta ad inviare mail di Domenica e sperare di non aver bisogno di informazioni urgenti da parte di HQ al venerdì!! A parte la battuta, non nascondo che all’inizio di questa avventura non avevo idea di cosa volesse dire far parte di una azienda con quartier generale in TelAviv: devo riconoscere che i miei colleghi Israeliani sono molto disponibili e vicini al nostro modo di essere e, per certi versi, ad una mentalita’ “mediterranea” che ci rende simili in tante cose. Dal punto di vista tecnologico posso dire che mi trovo di fronte ad un livello molto elevato di competenze, basti pensare che Audiocodes ha un dipartimento riservato alla produzione di microchip e schede utilizzate dalla maggioranza di vendor nel mondo VoIP. Spesso questa grande capacità di sviluppo ci ha permesso di riuscire ad implementare nuove feature e risolvere problemi in tempi brevissimi. Audiocodes è si un’azienda Israeliana, ma è soprattutto un’azienda globale con uffici e centri di sviluppo anche in altri paesi. E’ quindi inevitabile che le strategie di marketing e di sviluppo sono disegnate guardando al mercato mondiale: potete immaginare le differenze tra il mercato USA, quello italiano, l’area APAC, l’est Europa…..Questo a volte ci porta a dover spiegare le esigenze del nostro “piccolo” paese per convincere HQ a sviluppare prodotti e soluzioni che meglio incontrano le esigenze locali. Detto questo, confermo la grande disponibilità e professionalità che quotidianamente mi viene dimostrata dai colleghi e, nonostante le scontate differenze culturali, posso affermare di essere riuscito a creare degli ottimi rapporti personali. Una nota che esula dal contesto lavorativo: l’essere dipendente di un’azienda Israeliana mi ha permesso di visitare posti che diversamente….forse…non avrei mai avuto la possibilità di vedere come TelAviv, Gerusalemme, Jaffa. Quindi consiglio a tutti di venire a visitare Audiocodes, armandosi di tanta pazienza per affrontare i controlli di sicurezza dell’aeroporto!!

I gateway non sono in contrasto con il mercato del VoIP?

Assolutamente no! Ad oggi la modalità ancora più diffusa di realizzazioni di piattaforme VoIP prevede la collocazione di un Media gateway per l’interconnessione con gli operatori telefonici tradizionali. La possibilità inoltre di utilizzare un’apparato in modalità “ibrida”, ovvero in grado di lavorare contemporaneamente come Gateway ed SBC, permette di effettuare migrazioni graduali dal mondo tradizionale al mondo VoIP. Un’ulteriore elemento da considerare è la presenza ancora diffusa di FAX analogici che in alcuni ambiti operativi non possono essere rimossi e che, per poter essere integrati in infrastrutture VoIP richiedono necessariamente la presenza di Media Gateway. Spesso si considera il gateway solo come quel “pezzo” di tecnologia necessario per collegare un sistema VOIP ad una rete tradizionale o viceversa, dimenticando pero’ che il gateway, e soprattutto i gateways Audiocodes, anche in un sistema IP-IP possono introdurre elementi di sicurezza, flessibilita’ e demarcazione delle responsabilita’ e competenze tra il provider e l’azienda che diversamente un collegamento diretto non potrebbero fornire.

Domanda di rito: cosa succederà, secondo te, nei prossimi 5 anni nelll’ICT?

Sicuramente è evidente la tendenza a migrare verso il mondo VoIP, abbandonando gradualmente le tecnologie tradizionali, ma riuscire a prevedere come sarà il mondo ICT tra 5 anni e’ difficile e forse potremmo darci appuntamento per un’altra chiacchierata nel 2020. Certamente la grande disponibilità della rete dati consente anche una scelta molto ampia e in continua espansione ai clienti che, di conseguenza, non saranno più necessariamente vincolati ai grossi operatori, ma che potranno beneficiare di realtà più “snelle” (naturalmente come VoipVoice) ma altrettanto tecnologicamente all’avanguardia. Credo quindi che nei prossimi 5 anni assisteremo a cambiamenti significativi con l’introduzione di nuove tecnologie anche se ad una velocità forse inferiore alle aspettative. Il mondo ICT si sta evolvendo, sostituendo il tradizionale “hardware” con un approccio software, su ambienti virtuali, “in the cloud”. Sempre più spesso assisteremo alla sostituzione di centrali telefoniche tradizionali, a volte in grado di occupare un’intera sala apparati, con dei piccolo (ma potenti) server o addirittura con una semplice connessione dati verso gli operatori. Prenderanno sempre più piede concetti come il BYOD (Bring your own device) per diminuire i costi “fissi” per le aziende, come la mobilità che già oggi permette ad una percentuale sempre più alta di persone la possibilità di lavorare in qualunque posto avendo tutti i dati aziendali sempre a disposizione, come la tecnologia WebRTC che sposta la comunicazione audio/video sul browser, la velocità di innovazione nel mondo degli smartphone….ma ritengo comunque che continueremo a vedere ancora per diversi anni il classico telefono sulla scrivania, magari esteticamente diverso, magari con nuovi servizi e, perche’ no con la tecnologia ed il logo Audiocodes.

Quali sono le prossime novità che confermeranno la vostra posizione nel mercato?

Audiocodes da sempre è considerata un azienda leader nel mondo delle telecomunicazioni. Grazie a grossi investimenti in termini economici e di risorse (più del 40% dei miei colleghi in HQ lavorano nel dipartimento R&D) la nostra posizione a livello globale è sempre all’avanguardia. Audiocodes è stata tra le primissime aziende a sviluppare tecnologia per il mondo VoIP e forse la prima ad introdurre il concetto di E-SBC (Enterprise Session Border Controller), riuscendo quindi ad approcciare il mondo Enterprise con concetti da sempre “riservati” al mondo dei Service provider. Audiocodes inoltre nel suo portafoglio prodotti affianca ai consolidati media gateway ed SBC anche un suite di prodotti Software volti ad aiutare aziende ed operatori  a migliorare e semplificare l’introduzione del VoIP. Siamo pronti per affrontare i cambiamenti discussi nella domanda precedente, avendo introdotto per primi la possibilità di gestire WebRTC su tutti i nostri apparati inclusi i telefoni. Dal punto di vista del portafoglio prodotti Audiocodes è oggi l’unico vendor in grado di mettere a disposizione tutto il necessario per realizzare un progetto VoIP: dalla fase di analisi della rete, di progettazione, Media gateway, SBC (Hardware e Software), telefoni IP, Client SIP professionali su smartphone, applicazioni Software…affiancati da una consolidata struttura di supporto post-vendita. Tutto questo senza dimenticare il mondo tradizionale che ad oggi ci permette di mantenere la nostra posizione di assoluta importanza nel panorama delle telecomunicazioni.

Che cos’è per te il VoIP?

Anche se sembra una domanda banale in realtà la risposta non è semplice. Credo sia riduttivo limitarsi ad una mera descrizione “tecnica”. Occorre considerare i benefici delle nuove tecnologie VoIP, il risparmio economico che ne consegue, tutte le nuove funzionalità che questa tecnologia introduce…. Direi quindi che il VoIP è “un’opportunità” e come tale deve essere coltivata, analizzata, migliorata, ottimizzata da chi, come noi, occupa un posto strategico nel mercato mondiale. VoIP è l’evoluzione della telecomunicazione e, pensando a quante cose sono cambiate negli ultimi anni, potremmo sbilanciarci dicendo che è il futuro delle telecomunicazioni. E per il successo del VoIP diventa fondamentale l’enorme lavoro di analisi e sviluppo da parte di chi, come Audiocodes, contribuisce in prima persona ad alimentare quotidianamente questa rivoluzione.
È quello che ci auguriamo anche noi, che venga fatto un “salto avanti” nel mondo della tecnologia e che il VoIP si possa estendere a tutti, non solo alle aziende. Il VoIP, come ha detto Paolo Cremonesi è un’opportunità e va saputa cogliere. Ringraziamo Paolo Cremonesi che ci ha parlato della propria esperienza e dei progetti futuri in Audiocodes.

Intervista a cura di Serena Masoni

Ecco i prossimi eventi che vedranno la collaborazione di Audiocodes e VoipVoice:

29 settembre,  Roadshow UC & C | Architetture VoIP, Vimercate (MB)

6 ottovre, Roadshow UC & C | Architetture VoIP, Roma

8 ottobre, Roadshow UC & C | Architetture VoIP, Vigonza (PD)

28 ottobre, Roadshow UC & C | L’approccio verso soluzioni Lync e/o Skype for Business, Vimercate (MB)

Intervista a Alessandro Vitali di JABRA

 

Dopo un brevissimo periodo di pausa torna l’angolo dedicato alle interviste, a coloro che nel Alessandro Vitaliproprio lavoro svolgono un ruolo molto importante, sono i portavoce della “new generation technology“. E’ bello considerarli anche come “Pionieri tecnologici”, fieri del proprio lavoro e carichi di energia, girano l’Italia per lungo e per largo a incontrare chi, come loro, vive nel fantastico mondo dell’ICT.

Quest’oggi abbiamo voluto intervistare “Mr. Cuffia”, sto parlando di Alessandro Vitali, Channel Account Manager Italia di JABRA. Andiamo a conoscerlo.

Ciao Alessandro, inizierei subito col rompere il ghiaccio togliendomi la prima curiosità: come ti sei avvicinato al mondo delle TLC per poi entrare a far parte di JABRA?

È stato veramente un caso, lavoravo come venditore per un’azienda Italiana leader nella produzione e vendita di materiali plastici per imballaggio industriale e alimentare, un’azienda storica e molto solida, ma ancora nel 1998 molto “vecchia” e tecnologicamente indietro rispetto a come il mercato in generale stava evolvendo. Se vi ricordate infatti quelli erano più o meno gli anni del boom della rete mobile e dei cellulari, ma anche di internet e di molto altro. A quel punto ho sentito la necessità a 24 anni di esplorare nuovi settori, fare nuove esperienze, cercare di crescere professionalmente in un mondo più tecnologico ed in fase di sviluppo. Così grazie ad un amico (che poi è stato collega ed oggi concorrente…il mondo è piccolo…) ho approcciato in qualità di “sales engineer” una realtà Italiana che produceva e rivendeva strumenti per le telecomunicazioni e diversi altri prodotti particolari o di nicchia in quegli anni, come per esempio le Cuffie Telefoniche. Pensate la coincidenza, il Brand in questione che questa società rivendeva era ACS, una società americana che da li a pochissimo fu acquisita da GN Netcom, l’attuale multinazionale Danese per cui adesso lavoro e riconosciuta sul mercato con il Brand Jabra. Comunque dopo questa esperienza di circa un anno e mezzo il percorso di avvicinamento a Jabra è stato un classico, ho lavorato infatti quasi 5 anni come “area manager” per un Distributore/rivenditore Italiano molto specializzato nella proposizione di prodotti per le telecomunicazioni ed in particolare nella vendita delle Cuffie, da qui il salto direttamente dal Vendor.

Ognuno di noi da ragazzo sognava un futuro lavorativo da star, invece Alessandro Vitali cosa sognava di fare?

Bhè ma io sono la star delle Cuffie…!! Battute a parte, da piccolo sognavo di diventare un famoso tennista, ancora adesso mi piace praticare questo fantastico sport. Però come la maggior parte dei ragazzini mi sono ritrovato a giocare a calcio nella squadra di paese, con alla fine alle spalle un’anonima ma discreta carriera dilettantistica come portiere. Quindi ben presto il modello di star in termini di carriera lavorativa è diventato mio papà, che ha lavorato con molti riconoscimenti e soddisfazione come agente di commercio per 40 anni e che sicuramente mi ha insegnato tanto su come stare in mezzo alla gente, l’approccio commerciale e relazionale con le persone, l’onestà e la serietà con i clienti e molto altro. Nonostante i miei studi di estrazione economica, ho sempre avuto infatti un’indole puramente commerciale, già a scuola compagni e insegnanti mi dicevano che da grande sarei diventato un venditore o un politico, e siccome preferisco la concretezza, ho deciso di buttarmi nel mondo delle vendite seguendo la tradizione di famiglia.

JABRA è una multinazionale con sede in Danimarca. A Tuo parere, come viene visto il mercato italiano dall’estero?

Bella domanda. Dalla mia esperienza, frutto anche di numerosi confronti con altri “colleghi/Vendor” del settore, ho capito che la visione del mercato Italiano dall’estero è differente in base al paese che osserva e confronta, ma anche molto differente in base al tipo di prodotto/offerta di cui si parla. Sicuramente se guardiamo in generale il mondo delle TLC e ICT, il mercato italiano viene visto come un’opportunità ad ampio margine di crescita, credo anche dovuto al fatto che l’Italia è famosa per l’incidenza delle numerosissime piccole/medie Aziende rispetto ad altre Country come Francia, Germania e UK, dove invece si lavora essenzialmente con altre metriche. Anche parlando specificatamente del mondo delle Cuffie l’Italia viene vista come un’opportunità, il mercato dello SMB è infatti un riferimento sempre più importante, così come il Voip e le UC su cui tutti stiamo spingendo per uno sviluppo convergente del Business in progressiva e costante crescita. Non dimentichiamoci poi dei call center, il cui mercato in Italia è sempre stato parecchio florido sin dai tempi in cui si svilupparono i primi casi. Tant’è che negli ultimi due anni la delocalizzazione di questi servizi sta pian piano rientrando, capito infatti che la qualità e la formazione del personale italiano garantiscono un servizio che non può essere coperto dal solo risparmio nell’apertura di call center fuori nazione. Di certo però dall’estero è chiaro un fatto, che danneggia molto il mercato locale anche a in termini di qualità e servizio verso i clienti. Sto parlando delle molte piccole aziende locali che si improvvisano importatori di improbabili cuffie o re-brand, facendo sì di abbassare i prezzi medi dei prodotti Professionali e sminuendo il servizio di qualità alla base di società storiche e specializzate nel settore come Jabra. Ma ancor peggio, facendo sì che i clienti finali si ritrovino inconsapevolmente a paragonare prodotti che non hanno niente a che fare tra di loro, soprattutto in termini di affidabilità, qualità e design.

In questa evoluzione tecnologica che stiamo vivendo qual è il ruolo delle cuffie?

Il ruolo delle Cuffie è assolutamente fondamentale. L’adozione delle device audio come strumento di lavoro è importantissima per lo sviluppo e la convergenza di certe tecnologie, ripetendo di nuovo l’esempio lampante delle UC e del Voip. Ricordiamoci con umiltà che senza tutta l’infrastruttura alle nostre spalle, che sia un telefono o un PC, la Cuffia servirebbe veramente a poco. Da questo presupposto nasce la nostra grande esperienza e competenza che ha permesso a Jabra nel corso degli anni di migliorare costantemente ed ottimizzare a pieno le funzionalità, la qualità dei materiali e l’affidabilità, facendo dell’innovazione tecnologica il proprio motto identificativo. Come spesso diciamo, siamo “l’ultimo metro” dell’infrastruttura e della tecnologia a cui ci interfacciamo, quel pezzo che diventa imprescindibile se si vuole ottimizzare a pieno l’efficienza e la produttività dell’infrastruttura stessa, ma soprattutto di chi lavora. Senza tralasciare poi un altro importante aspetto su cui Jabra sta spingendo fortemente negli ultimi anni e per cui il mercato ci riconosce da sempre come un riferimento assoluto, il design. Infine parlando di questa evoluzione tecnologica oggetto della domanda, devo sottolineare anche la duttilità dei prodotti Jabra, che rende l’oggetto usufruibile da tutti gli utenti anche nei momenti e/o ambienti non lavorativi, dando la percezione di soddisfazione e qualità a 360° per qualsiasi tipo di utilizzo, dalle chiamate di lavoro a quelle personali, dalle conference call su PC all’ascolto della musica in qualità stereo HiFi su tablet & smartphone… insomma chi potrebbe fare a meno dei prodotti Jabra?

JABRA è un brand molto conosciuto, lo troviamo ovunque: in tutti i distributori, nei supermercati e anche su Amazon. Che differenza c’è tra questi canali e come si distingue?

Jabra ormai è un brand di riferimento per ogni tipo di utilizzo, sia nel mondo Business che in quello consumer. Nel nostro settore specifico, le Aziende che producono questo tipo di prodotti non possono non guardare con estrema attenzione all’aspettativa di tutti i tipi di utente, sempre più variegata ed esigente. La giusta pretesa di avere un ottimo rapporto qualità/prezzo con il massimo delle performance e funzionalità è diventata certamente la chiave per lo studio e lo sviluppo dei nuovi prodotti. Tant’è che Jabra ormai da anni ha diviso in due canali differenti la propria offerta, abbiamo quindi la divisione “Business” che si occupa delle produzione e commercializzazione dei prodotti Professionali per UC – Call Center & Office, a cui io faccio riferimento in qualità di Responsabile del Canale in Italia. Poi c’è la divisione “Mobile” che commercializza i prodotti per utilizzo più privato (musica e sport sono i fattori trainanti degli ultimi anni) nel mondo cunsumer e delle grande distribuzione. Il mercato online invece è un discorso molto complicato, oggetto di studio e continua valutazione da parte di aziende come la nostra, ma del tutto inevitabile al giorno d’oggi, dove internet e l’acquisto online sono diventati uno strumento diffusissimo. Quello che consigliamo ai nostri clienti in merito ai prodotti Professionali Jabra, è quello di rivolgersi ai canali autorizzati, che siano tradizionali o online, l’importante non è il risparmio di un euro ma bensì il servizio e l’attenzione che si possono ottenere e pretendere da un Partner Jabra competente e specializzato.

Un tuo parere, sincero, di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT?

Se devo essere sincero non saprei fare una previsione di cosa succederà di preciso nei prossimi anni nell’ICT, la cosa certa è che vedo impegno e volontà da parte di tutte le aziende coinvolte in questa continua evoluzione, fattori che sono certo aiuteranno a fare da traino per la definitiva uscita dal recente periodo di staticità, che nonostante tutto ha visto ugualmente questo settore tra i più attivi e propositivi a livello economico, tecnologico e innovativo. Le stime di settore relative alla crescita in ambito UC, così come le conseguenti stime di crescita a livello di vendite nel nostro settore specifico di accessori e strumenti a corredo delle UC, ci confortano e ci stimolano già da qualche anno, oltre ad essere sempre in costante aumento. Questo presuppone però investimenti ed impegno da parte di tutti (Vendor, Distributori, Rivenditori, End User e utilizzatori privati), sia in tecnologia che in risorse competenti che aiutino e supportino correttamente il processo, oltre ad una forte attenzione e reattività che spesso può fare la differenza quando dobbiamo valutare un’opportunità o affrontare una nuova sfida. Noi di Jabra siamo pronti, il mercato lo ha capito e ce lo riconosce, sia in termini di risultati numerici che di stima, e di questo ne siamo orgogliosi.

Per concludere questa intervista l’ultima domanda è chiedendoti cos’è per te il VoIP?

Il Voip è secondo me un concetto allargato, non può e non deve essere visto come un termine che identifica solo una tecnologia o servizio specifico. Il valore del Voip e l’utilità stessa che ne consegue devono essere percepiti come un fattore da supportare e promuovere, dato che la convergenza di tecnologie e prodotti in questo settore è ormai l’anima vera di uno sviluppo innovativo ed economico a cui tutti dobbiamo far riferimento con interesse ed attenzione. Sempre che si voglia stare al passo e puntare tutti sulla continua evoluzione del mercato delle TLC e dell’ICT. Noi di Jabra lo vogliamo fortemente ed il nostro impegno nella promozione e adozione di nuove tecnologie e strumenti ad esse connessi, ne sono un forte esempio.

Siamo piacevolmente soddisfatti di questa intervista. Alessandro in ogni punto ha dimostrato pienamente la sua professionalità con una preparazione invidiabile. Conosce il mercato e condivide gli obbiettivi ed il management dell’azienda. Sono persone così che ci fanno comprendere quanto sia bello e piacevole far parte, in ogni ruolo, di questa evoluzione tecnologica nel vasto mondo dell’ information communication technology.

intervista a cura di Samuel Lo Gioco

I PROSSIMI EVENTI DI JABRA SONO:

16 SETTEMBRE, PALERMO AL “VOIP EVENT” di ALLNET.ITALIA

8 OTTOBRE, MILANO AL “EVENTO PARTNER JABRA 2015”

VoIP GENERATION

“E.T. Telefono casa”.

Nel Film di fantascienza di Steven Spielberg E.T. L’Extraterrestre del 1982, uno dei film più visti nella storia del cinema, si narra le vicende di un piccolo Extra Terreste (E.T. appunto) che si è perso sul pianeta terra e che vorrebbe tornare a casa. Per mettersi in contatto con la sua astronave madre cerca di inventare un Telefono Interstellare.

Lavorando nel mondo della Telefonia IP mi fa sempre un certo effetto sentire il piccolo Extraterrestre che dice “E.T. Telefono Casa” e che vede il telefono come lo strumento che può fargli varcare lo spazio e farlo tornare sul suo pianeta di origine.
Rivedendolo oggi a distanza di 33 anni da quando è uscito questo film per bambini, fa tenerezza pensando a tutti gli effetti speciali con cui oggi sono costellati i film attuali: 3D, HD, computer grafica, digitalizzazione, etc.
Ma c’è una cosa che mi colpisce ancora di più nel film: la grande capacità che hanno i ragazzi nel capire questo essere spaziale, venuto non si sa da dove, capire la sua diversità, la sua modernità, ed accettarla.
Loro non hanno paura di quello che non conoscono, non hanno paura di accogliere nella propria camera un extraterrestre, gli sembra normale telefonare oltre le stelle, o addirittura nella scena più poetica del film, che Spielberg rubò a quel capolavoro di Vittorio De Sica, Miracolo a Milano, volare a bordo di una bicicletta con un Extraterrestre nel cesto di vimini e con una luna gigante come sfondo.
Ecco i giovani sono già pronti.
Quando arriva una nuova tecnologia sono già pronti ad usarla. Se arrivano le Chiamate VoIP su WhatsApp o Instagram cambia il sistema di messaggistica, o Google cambia il logo sono i primi ad accorgersene, ad usarle, a fare il passaparola. I giovani che lavorano nella mia azienda mi raccontano le novità e le aziende che collaborano con noi sono spessissimo fatte di giovani e ci trasmettono a noi scoperte del nostro stesso mondo.

Sono la generazione nativa digitale, la generazione che non ha paura dei cambiamenti e delle novità perché sono abituati ai cambiamenti, sono la generazione che trovano le risposte su internet, che le condividono, che aumentano la coscienza collettiva, sono la generazione che vivono già nel futuro e che spesso non capiscono le burocrazie e le procedure del mondo dei parrucconi.

Sono la GENERAZIONE VOIP.
Quella che al posto di far passare le chiamate in analogico come faceva Meucci lo fa attraverso l’Internet Protocol. In questo momento in Italia solo il 27% della telefonia passa dall’IP: quando questa nuova generazione, abituata a chat, videochiamate, social, sarà ai posti di comando, spazzerà via la vecchia telefonia, con un sorriso, perché è talmente evidente che il mondo deve essere IP che per loro sarà naturale.
voip-generation2
Noi, che non siamo abituati a stare a guardare cambiare il mondo senza cambiare anche noi, ci piace far parte di questa nuova generazione e stiamo lavorando a nuove idee e nuovi servizi. Il primo che vedrà la luce, sarà la connettività che lanceremo a breve. E non una tipologia di connettività vecchia ma quella di NUOVA GENERAZIONE, che sia su Fibra dove arriva la copertura, sia che sia su cavo, lanceremo ADSL ancora più performanti e stabili che aiuteranno la diffusione del mondo IP, del VoIP e della Generazione VoIP
I primi test hanno dato esito positivo e ora siamo pronti per lanciare il servizio in maniera definitiva.
Siamo convinti che saranno pronti anche i nostri partner che già sono abituati a volare su una bicicletta con un extraterrestre nel cesto di vimini, e con lo sfondo una luna gigantesca.

– Simone Terreni –

 E.T.

Note: Se volete avere informazioni sulle nostre nuove ADSL potete chiamare dal lunedì al Venerdì dalle ore 9 alle ore 13 e dalle 14 alle 18 il nostro reparto Commerciale allo 0550935400.
Video: Se volete vedere on line il film di E.T. L’Extraterrestre lo trovate a questo link E.T..