Archivio mensile:maggio 2016

Venti domande a…Guido Vanni Olivetti

Un cognome che, come ci dice la storia, fa rima con calcolo, elettronica e innovazione, e una passione sfrenata per i fuochi d’artificio. Testardo, determinato e di una simpatia travolgente. L’ha sempre vinta lui, “capperi” – l’intercalare tipico del biellese ha contagiato anche me- E’ un entusiasta della vita, se la vive in piena libertà là sulla “sua” montagna, dalla quale scende come fosse un super eroe se a valle ci fosse bisogno del suo intervento. Eccome se ce n’è.  Sogna ancora, Guido Vanni Olivetti: alla soglia dei 70 anni pensa a quel giro nello spazio che non è ancora riuscito a fare. E’ un personaggio tutto da scoprire: abbiamo provato a farlo ospitandolo nel nostro angolo delle interviste. Il botta e risposta, oggi, è tutto per te Guido.

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  1. Chi era Guido da piccolo?

Il “Guido da molto piccolo” seguiva il nonno, che era architetto e scultore di arte funeraria e abitazioni particolari. Realizzava cappelle cimiteriali, chiese e santuari in giro per l’Italia settentrionale.  Andavo dietro a mio nonno materno, insomma, gli davo una mano come potevo.

 

2. E che uomo è diventato adesso?

Sono sempre stato molto introverso, fino al 2000, l’anno della svolta. Prima non avevo neppure il coraggio di presentarmi in giro, parlare con gli altri. Dopo il mio ingresso in Croce Rossa qualcosa è cambiato. Sono partito come un razzo, parlo con chiunque anche se con l’italiano ogni tanto inciampo un po’. Se oggi sono un buon comunicatore, comunque lo devo anche a Simone Terreni dal quale mi piace prendere spunto…

3. Quali erano le tue aspirazioni?

Ho sempre pensato “Un giorno avanti”, questo potrebbe essere il mio motto. Pensavo una cosa, e poi la vedevo realizzata dai grandi network. Non a caso sono uno dei fondatori della prima tv libera in italia nel biellese, nel ‘72. Il mio cervello vive proiettato al domani; questo è il segreto per mantenersi vivi ed eternamente giovani.

4. Come sei approdato al mondo dell’ICT?

Nel ‘95 mi sono guardato intorno e ho visto che si parlava di internet come un qualcosa di lontano, quasi irraggiungibile. Mi sono buttato e ho iniziato a fornire internet (con niente) a tutto il biellese quando bastava solo una piccola connessione telefonica.

5. Ricordi la prima volta che hai navigato in internet?

Ero a casa mia, allora erano poche le cose che si consultavano sul web, non c’era granchè da seguire: la Nasa, la Casa Bianca, stop.  A proposito di prime volte, ricordo come fosse ora quando mi telefonò la Sede regionale della Regione Autonoma Valle d’Aosta per chiedermi una connessione. Era il ‘95:  posso dire con soddisfazione d’aver centrato l’obiettivo. Camminavo a un metro da terra.

6. E quando per la prima volta hai installato il VoIP? 

E’ un ricordo legato ad un mucchio di problemi (non era VoipVoice): chiedevo una cosa e passavano giorni prima che venisse risolta.

7. Come hai conosciuto VoipVoice?

L’ho scoperto tramite un vecchio rivenditore del Veneto: se hai problemi, parla con loro. Te li risolvono in un batter d’occhio”. E così è stato. Siamo partiti con piccole cose, ma il supporto è stato ottimo fin da subito. Incredibile: il sistema funzionava!

8. Chi è stato il primo cliente a cui hai istallato VoipVoice?

Mia moglie, in casa nostra. Quando devo fare un esperimento, passo sempre da lei. Prima di metterci la faccia coi clienti e di incasinarmi…

9. Una tua considerazione di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT

Se mi guardo intorno penso che non so quanto il VoIP potrà andare avanti. Con whatsApp, i-phone e i-pad, vedo che tutto corre veloce e la telefonia fissa si perderà per strada mentre la rete mobile farà  passi da gigante.

10. Quando è nata la tua azienda?

Nel ’75 ed è rimasta aperta fino al 2000. Sono partito lavorando per altri però.  Il mio grande maestro è stato Siemens, dalla Germania.  Il mio primo ripetitore (nel ’64) doveva portare la Rai in un piccolo comune della Valle Antrona dove non si vedeva nulla, dove il sole va via a novembre per ritornare a marzo. Quello che mi dà soddisfazione a distanza di 50 anni, è l’aver realizzato impianti tv ancora funzionanti e attivi.

11. Cosa fa?

Adesso, pensionato da circa 3 anni collaboro con la Botany srl, un’azienda locale che fa internet e telefonia. Nonostante l’età, io sono il cervello!

12. Dove opera?

In tutto il Piemonte

13. Cosa fai nel tempo libero?

Quando il tempo è bello io son libero, e organizzo lunghe passeggiate in montagna. Lavorando con le funivie giro per i monti, se poi han bisogno di me mi chiamano e torno a valle. Altrimenti mi diletto tra foto,riprese video e il volontariato alla Croce Rossa. Tenermi a freno è difficile, mi è sempre piaciuto il gusto della libertà.

14. Una cosa indispensabile per te?

Avere un po’ di salute e di serenità. Non i soldi, quelli non fanno la felicità e non è un luogo comune.

15. Cosa ti rende felice?

Quando riesco a raggiungere un obiettivo, di qualsiasi tipo. Come quella volta che organizzammo la diretta per la Sede Regionale del Piemonte: era il 25 aprile, non c’ era segnale in quel posto. Ma io mi dissi: “si può fare”.  Il tecnico  mi dette fiducia e facemmo una diretta perfetta dalla cima del Monte Camino (il Voip più alto d’Italia a 2440 metri). Non importa cosa, che sia un montaggio video o una connessione internet non mi sono mai fermato davanti a nulla. Sono tenace e caparbio, lo so.

16. Cosa ti fa arrabbiare?

La falsità delle persone…e te ne accorgi lontano un chilometro quando qualcuno fa buon viso a cattivo gioco. Non sopporto chi tenta di rubare le mie idee: “copiate pure quello che faccio, tanto quello che c’è dentro alla mia testa non l’avrete mai”.  Vinco sempre e comunque io.

17. Ti saresti mai immaginato nel ruolo che ricopri oggi?

No, tribolavo molto all’inizio: non ero furbo. Oggi mi sento arrivato da qualche parte, ma non arrivato del tutto. Ci sono sempre le sfide di domani, quelle di dopodomani…

18. Dove ti vedi fra cinque anni?

Il mio calendario si ferma tra 3, vista l’età (69 portati splendidamente, aggiungiamo noi). Mi vedo sempre qui, indaffarato nell’inventarmi qualcosa di nuovo.

19. Cosa è per te il VoIP?

Significa avere i numeri che voglio, dove voglio e farci quello che voglio. Altro che mamma Telecom: il VoIP è libertà di movimento.

20. Un obiettivo che ti sei dato per questo 2016?

Vedere il campionato mondiale dei fuochi d’artificio che si terrà a fine giugno nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola. Sono un grande appassionato di spettacoli pirotecnici, li ho scoperti per caso nel 2000 e oggi non me ne perdo uno. Me li sono goduti rischiando il vento, la grandine ma ne è sempre valsa la pena. Tra gli obiettivi più concreti? L’intenzione di portare ancora internet ad alta capacità laddove nessuno dei grandi è in grado (solo perché non conviene, ovvio!). 

Un medley, un misto di sensazioni, un miscuglio di emozioni diverse. Vita. Guido ha scelto il meglio degli Abba come colonna sonora alla sua intervista, “perchè al gruppo ci sono affezionato, di loro mi piace tutto” mi ha confessato con un pizzico di nostalgia per gli anni ’70. Anzi no, niente nostalgia. E’ uno che sta sempre un passo avanti lui. Il video è un concentrato di energia che rispecchia perfettamente il Guido che ho conosciuto io giusto il tempo di una chiacchierata. Quella stessa energia che gli auguro di cuore possa fargli compagnia per altri 100 anni ancora.

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti-

Guido Olivetti <http://www.bolisa.net/> è un Rivenditore Certificato VoipVoice Professor. Opera nella provincia di Biella e questi sono i suoi contatti:
Guido Olivetti
Botany (Professor)
voipvoice@gvobox.it
0159555444
3489026670
www.bolisa.net<http://www.bolisa.net/>
Via San Pietro, 25

3878Candelo (Biella)

Tutto è movimento: il salto!

“Volo! Zorba! So volare!” strideva euforica dal vasto cielo grigio. L’umano accarezzò il dorso del gatto. “Bene, gatto. Ci siamo riusciti!” disse sospirando. “Sì, sull’orlo del baratro ha capito la cosa più importante” miagolò Zorba. “Ah sì? E che cosa ha capito?” chiese l’umano.
“Che vola solo chi osa farlo” miagolò Zorba.

[Luis Sepulveda, Storia di una Gabbianella e del Gatto che le insegnò a volare]

Vi è mai capitato di buttarvi? Di fare un salto nel vuoto, prendere decisioni che agli occhi degli altri sembrano assurde, seguire il proprio istinto, fidarsi di una sensazione.

Per la prima volta nella mia vita, io l’ho fatto. E ho volato.
me

Mi chiamo Martina Giacomelli, ho 29 anni e da novembre 2015 sono Account Manager della VoipVoice. Il mio salto nel vuoto è stato quando di punto in bianco, un lunedì mattina, ho lasciato un posto sicuro per entrare in quella che ora è anche la mia azienda, la mia famiglia lavorativa. Questo lavoro l’ho fortemente voluto. Credevo di essere la persona giusta per la VoipVoice e la VoipVoice l’azienda giusta per me.

 

Ma non l’ho saputo fin dall’inizio.

Dopo una laurea in Studi Internazionali, un passato come addetta stampa, giornalista e speaker radiofonica, da un giorno all’altro mi sono ritrovata senza lavoro, ma con una grande passione: la comunicazione. Ho frequentato corsi di formazione, fatto colloqui, inviato CV. Niente. Nessun’azienda del territorio o dell’hinterland fiorentino cercava qualcuno “come me”. Ho più volte valutato la possibilità di trasferirmi ma, orgogliosa e testarda, non volevo gettare la spugna, qui c’erano la mia famiglia e i miei amici. Diventava fondamentale reinventarsi. Spinta da un’amica, decisi di partecipare alla seconda edizione della Bussola del Lavoro organizzata dal Comune di Empoli, avrei fatto colloqui per diverse postazioni di lavoro, anche se non erano esattamente per “il mio ruolo”.

Lì ci fu il mio primo contatto con la VoipVoice, esattamente un anno fa. “Hai firmato il tuo CV per il trattamento dei dati personali?” non mi ero ancora seduta che Samuel già mi aveva ripreso. “No scusi, lo faccio subito.” “Devo andare a spostare la macchina, mi scade il parchimetro.” lo seguì subito dopo Luigi. “Cominciamo bene – pensai dentro di me – guarda questi come sono interessati..”. Dopo una chiacchierata di circa quindici minuti mi rialzai con la convinzione che non mi avrebbero mai richiamata.

Il tempo mi ha smentita.
Dopo circa due mesi ho ricevuto infatti la telefonata che mi invitava ad andare a conoscere Simone, l’amministratore delegato della VoipVoice, lui mi avrebbe presentato le posizioni per le quali potevo candidarmi. Era un colloquio alla cieca ed io avevo da poco iniziato a lavorare per un’altra grande azienda, ma in quel nuovo ruolo non mi sentivo valorizzata, non ero felice. Dentro di me c’era una vocina che continuava a ripetere “vai, non rifiutare un’opportunità, che hai da perdere?!”. Cos’altro avrei potuto fare? Mi sono presentata al colloquio.

Man mano che parlavo con Simone e lui mi descriveva il tipo di persona che stava cercando, io mi interessavo sempre di più: le parole entravano dentro di me e mi colpivano, riflettevano il mio pensiero, riflettevano quello che stavo da tempo cercando. Uno “schiaffo” in pieno volto che mi ha risvegliata. Non dovevo accontentarmi del lavoro che stavo facendo, se io non ero felice dovevo cambiare, non dovevo rimanere lì solo per soddisfare gli altri, per il semplice fatto di dover essere una brava ragazza. Io dovevo diventare una brava professionista!

Volevo far parte della VoipVoice. Ho lasciato il lavoro che avevo e ho fatto il percorso di selezione, test e formazione e poi ancora un test.

Il primo giorno, tanto ero emozionata e contenta, mi sono presentata alla riunione con Simone e Luigi, il mio responsabile di reparto, senza un blocco, senza una matita. “E dove li segni te i tuoi obiettivi?”. “Eh?”.

Reparto CommercialeGià, obiettivi. Alla VoipVoice si lavora per obiettivi, che devono essere S.M.A.R.T. per inciso. Si lavora sapendo di avere obiettivi personali, di reparto e di squadra. Si lavora perché siamo fortemente attaccati all’azienda. C’è cura e premura.

Alla VoipVoice ho trovato persone che si sono messe a mia disposizione, mi hanno dato dei consigli, mi hanno insegnato a rapportarmi con i partner, come impostare una telefonata, come seguire le procedure e le metodologie, a lavorare insomma.

ragazzeOgnuno di loro, con il proprio carattere e professionalità, mi ha permesso non solo di affacciarmi dentro una nuova realtà, ma di sentirmi parte attiva di questa realtà, di sentirmi viva.

smauSono stata inserita fin da subito in un mondo nuovo, quello delle telecomunicazioni e dell’ICT. Dopo circa due settimane dal mio ingresso ho avuto modo infatti di partecipare alla tappa conclusiva del Roadshow SMAU 2015 a Napoli: incontrare professionisti, esperti di settore, vecchi e potenzialmente nuovi partner è stato affascinante e formativo.

teamMa l’evento più importante a cui sono felice di aver contribuito è sicuramente la Convention dei Dieci Anni della VoipVoice che si è svolta a febbraio al Museo Enzo Ferrari di Modena. A quell’evento erano presenti i partner storici, i produttori e i distributori, le persone che hanno contribuito a rendere la VoipVoice l’azienda che è oggi. La sensazione più bella è stata percepire il duro lavoro che è servito ad arrivare fino a quel momento, le emozioni trapelavano negli occhi e nelle parole di tutti e io lì mi sono sentita parte di una squadra, di un gruppo.

“Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita.” recita un aforisma di Confucio.

Non credevo che avrei trovato un lavoro che permettesse di dare voce alla mia persona, di esprimermi, di mettermi in gioco e soprattutto di crescere come professionista. Un lavoro che mi desse energia e che sfruttasse allo stesso tempo la mia, di energia.
Bisogna custodire dentro di sé un sogno, un progetto, un’ambizione: quando sarà il momento, salterà fuori e si presenterà con forza, ma dobbiamo avere il coraggio di scegliere e la follia di buttarci! La vita è a colori.

Venti Domande a… Thomas Cavinato di Computel

Venti domande. Venti curiosità per mettere a nudo i nostri partner e dare loro l’opportunità di raccontarsi…senza peli sulla lingua. L’angolo delle interviste è tornato, questa settimana con la novità di un botta e risposta tutto da scoprire, che cambierà forma e colore di volta in volta. Tra i premiati nel corso della Convention  di Modena per i dieci anni di VoipVoice (nella categoria Superstar) c’è la Computel di Thomas Cavinato. Consulente informatico per diverse aziende venete, è diventato con la sua realtà un punto di riferimento per gli enti pubblici e privati. 

491. Chi era Thomas da piccolo?

Una peste! Un vero Gian Burrasca, sempre pronto a combinarne di cotte e di crude.  Vengo da una famiglia di imprenditori e sono cresciuto a pane, discoteche e sale da ballo. L’esperienza non mi è mancata, ero un tipo vivace, ero quello che apriva la porta per far scappare le galline, per intendersi. Ne ho fatte di marachelle… ma quello che mi salvava sempre era il gran sorriso. Un sorriso e mi veniva perdonato tutto.

2.  E che uomo è diventato adesso?

Di quel Giamburrasca è rimasto tutto. Solo che oggi sono frenato dalla responsabilità di essere padre, marito e di gestire un’azienda con 6 persone. Ho la testa sulle spalle ma appena può, quel Gian Burrasca che è in me, trova il modo di uscire…

3. Quali erano le tue aspirazioni?

Non ne avevo di particolari, provenendo da un ambiente libero non ho mai avuto limiti. Certo, non sognavo di fare l’astronauta. Ma posso dirmi soddisfatto perché tutte le cose che mi andava di fare le facevo. Ed ero appagato. Così ho lavorato in radio come speaker, vocalist, dj  e ho vissuto con intensità tutto quello che mi capitava. Ho potuto contare sulla piena fiducia da parte della famiglia, che mi appoggiava seguendomi da lontano con sguardo severo. Senza risparmiare qualche ceffone, quando non se ne poteva fare a meno…

 4. Come sei approdato al mondo dell’ICT?

Ho studiato come perito informatico e ho cominciato a lavorare subito, arrangiandomi come grafico pubblicitario per la realizzazione dei biglietti da visita delle discoteche che frequentavo. Avevo dimestichezza con i pc e per questo sono stato presto assunto da un trio di ingegneri innovativi per l’epoca. Era il ’97, da ragazzino aprii la mia partita iva e una volta assorbita come una spugna tutta l’esperienza da chi ne aveva più di me, presi il portafoglio clienti e scappai via. Nel giro di due anni, poi, ho aperto la mia azienda.

5. Ricordi la prima volta che hai navigato in internet?

Eccome. Mi trovavo all’università di Padova, mandato dai soliti tre ingegneri a fare assistenza tecnica sui dispositivi dell’ateneo. Ho navigato seduto alla facoltà di psicologia, su un pc che aveva un browser che non esiste più, Netscape (a qualcuno sono sicuro che verrà giù la lacrimuccia, a pensarci). Il logo era una piccola collinetta col cielo azzurro; mette un po’ di nostalgia il ricordo.

6. E quando per la prima volta hai installato il VoIP?

Ero da solo e l’ho fatto per un’ azienda che si occupa di scavi e manutenzione stradale, la Ragazzo srl.

7. Come hai conosciuto VoipVoice? 

Lo zampino ce l’ha messo Andrea Frigo, un giovane imprenditore informatico che ci ha lasciato qualche anno fa, in seguito ad un tragico incidente stradale. Era partner di VoipVoice, un Gian Burrasca come me che credeva fortemente in quel tipo di tecnologia e che ha lasciato un vuoto enorme. Ma lo penso col sorriso.

8. Chi è stato il primo cliente a cui hai istallato VoipVoice?

La Ragazzo srl come già detto. L’impresa si era stancata del solito carrozzone Telecom, ci ha dato fiducia e insieme siamo andati avanti. Tutt’ora sono nostri clienti e partner.

9. Una tua considerazione di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT?

La odio questa parola, dice tutto e non dice niente. E’ difficile fare pronostici, se devo essere ottimista vedo una crescita esponenziale con l’ avvento della banda larga. Non ci sarà da temere, l’IT sarà d’aiuto alle aziende e alla pubblica amministrazione ma la strada è ancora lunga, è tutto in evoluzione.  Dalla nostra, stiamo cercando di sviluppare la fibra ottica che tutti vogliono ma che nessuno finanzia. Gli analisti, comunque, sono pieni di aspettative. Se lo dicono loro…

10. Quando è nata la tua azienda?

La Computel nasce nel ‘99 Si chiamava Net Solution, all’origine. Ho iniziato da solo, poi ho coinvolto mia moglie Valeria tra lacrime e sospiri dei suoceri e nel 2001 abbiamo aperto il negozio. E’ una realtà, oggi a conduzione familiare. Anche i dipendenti sono parte della famiglia ormai.

 11. Cosa fa?

E’ nato come negozio di informatica, telefonia e assistenza tecnica per le aziende e i privati. Nel 2007 abbiamo sperimentato il wifi a lunga distanza e da questa esperienza è nata la divisione telecomunicazioni di Computel che ha il marchio Mywifi. Ci siamo focalizzati su questo trend riscuotendo successo: l’ alta padovana è ricca d’imprese ma non può contare su banda larga e adsl. Così oggi abbiamo 2mila clienti collegati col nostro servizio wifi.

12. Dove opera?

Padova e provincia, le zone dell’alta padovana, nel camposampierese.

13. Cosa fai nel tempo libero?

Non ce l’ho ma me lo ritaglio. E allora corro a piedi in pausa pranzo, faccio lunghi giri in bici (arrivo a fare anche a 150 km sulla mia mountain bike). La due ruote è diventata  la mia grande passione dal 2012, mi diverto ed è un toccasana, combatte i frequenti mal di testa perché scarichi tutto lo stress.

14. Una cosa indispensabile per te?

La mia famiglia, essendo coinvolta totalmente nell’attività lavorativa. Il supporto morale dei miei cari è fondamentale.

15. Cosa ti rende felice ? 

Penso all’ultima volta che ho riso, ed è proprio ora, rilasciando questa intervista. Scherzi a parte, l’approvazione e la gratitudine da parte dei clienti, la classica pacca sulla spalla. Non sei solo fornitore ma anche amico e  il rapporto che si crea è la motivazione che ti fa andare avanti. Mi basta poco; è che i complimenti sono sempre più rari ma servono da stimolo a far meglio.

16. E cosa invece ti fa arrabbiare?

Non ce l’ho su con i giovani, premetto (e non potrei confessarlo proprio a VoipVoice che sulle risorse dei giovanissimi  scommette moltissimo). Ma mi fa arrabbiare il ragazzo arrendevole, che non prende l’iniziativa e non si sforza. Quello pessimista, che non ci crede abbastanza.  

17. Ti saresti mai immaginato nel ruolo che ricopri oggi?

No. Ma allo stesso tempo, se ci pensavo, ero convinto che ce l’avrei fatta, anche a ricoprire questo ruolo.  

18. Dove ti vedi fra cinque anni?

Qua tiriamo in ballo una rete d’imprese appena nata. Una nuova azienda, che unisce imprese che operano nello stesso settore per ridurre i costi, condividere infrastrutture, risorse umane e piano marketing. Corriamo tutti per tagliare lo stesso traguardo, senza farci la guerra. Sto parlando di ConnEtical: il futuro è questo, è già qui.

19. Infine la nostra domanda di rito. Cosa è per te il VoIP? 

Se penso al VoIP penso a … Simone Terreni (ride). Il VoIP è una grande opportunità tecnologica per le aziende, come risparmio economico ma soprattutto a livello di servizi. E’ lo strumento giusto per far breccia nel cuore dell’ azienda e stabilire un contatto.

20. Un obiettivo che ti sei dato per questo 2016?

Cambiare la macchina…E sviluppare una rete in fibra ottica con  ConnEtical. Ma qui forse, meglio guardare al 2017.

Trovare  il momento giusto per intervistarlo è stata un’impresa. Lo abbiamo rincorso telefonicamente, s’intende, mentre era sopra un tetto. Lo abbiamo inseguito in pausa pranzo… e per rispondere alle nostre domande il pranzo, lo ha saltato. Lo abbiamo raggiunto, alla fine, tra i mille imprevisti lavorativi. Con la simpatia e la spontaneità che lo contraddistinguono Thomas Cavinato è stato al gioco raccontandoci molto di sè. Una parola tira l’altra e tra un ricordo d’infanzia e un buon proposito per il futuro, il botta e risposta ha preso una piega inaspettata. Ne è nata una conversazione davvero ricca di spunti; un quadro pieno di colori, tutti vivaci che ritraggono al meglio il suo spirito libero e intraprendente. Mai canzone fu più azzeccata.

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti-

 Thomas Cavinato è un Rivenditore Certificato VoipVoice Superstar. Opera nella provincia di Padova e questi sono i suoi contatti:

Computel sas

Via Caltana 161
35011 (Padova)
Tel: 0495730564
Fax: 0499217470
Email: assistenza@mywifi.it
Web: www.mywifi.it

Osate Cambiare!

Nonostante i trenta anni di Internet in Italia, festeggiati la scorsa settimana, pochi utenti conoscono il dietro alle quinte dello sviluppo commerciale e tecnico delle modalità di connessione dal 1986 ad oggi. Se pensiamo che all’inizio, il massimo sfruttamento delle reti telematiche era quello di utilizzarle solamente per inviare delle semplici 10295196_10207325526684647_2771959550190811676_omail, arrivando ad essere oggi  uno strumento essenziale che permette alle aziende di essere collegate con tutto il mondo in tempo reale da una postazione in ufficio. Che ci sia stato un boom nel mondo tecnologico e delle telecomunicazioni è evidente e il suo percorso e stato messo alla prova dalla continua richiesta del mercato di velocizzare i processi comunicazione globale e, di pari passo, si sono sviluppati i servizi tecnici e commerciali del settore. Il lavoro iniziale di un agente di telefonia business (nel mio caso addirittura porta a porta!), era quello di fornire consulenza direttamente all’utente che più delle volte contrattava per il risparmio anziché per un servizio di prima classe. In quel periodo, e parlo di pochi anni fa, le aziende con cui mi interfacciavo non erano consapevoli delle loro reali esigenze, il che la maggior parte delle volte spingeva le decisioni contrattuali, per la fornitura di servizi telefonici e di reti, in direzione di un “falso risparmio” con proposte a pacchetto che tante volte non erano adatte alla loro realtà . Personalmente ho sempre combattuto contro questa linea di pensiero: mi sembrava cosi evidente che il futuro stesse andando sul binario della qualità dei servizi telematici ed era cosi assurdo rinunciare ad inseguire quella strada, specialmente quando la qualità dei servizi rappresenta più della resa che un determinato “prodotto” può dare, bensì, quello che nel complesso rende ottimale la gestione del prodotto stesso da parte del cliente. La formula è semplice: Consapevolezza della necessità aziendale + servizio/prodotto adatto = gestione ottimale = risparmio.

A questo proposito, dal punto di vista commerciale, posso citare come esempio la seconda trattativa a cui ho partecipato all’inizio della mia carriera: si trattava di una rinomata azienda della zona a me assegnata .Ci presentammo, io ed il responsabile che mi affiancava allora, parlammo con il rappresentante del reparto acquisti e con un buon gioco di squadra riuscimmo a fargli valutare la nostra proposta. Presi le fatture e mi garantii il secondo incontro, fissando immediatamente l’appuntamento successivo per presentare il preventivo. La seconda volta che ci siamo visti è stata importante, per me, per diversi motivi: sono riuscito a gestire la trattativa in autonomia, le sue obiezioni e soprattutto sono riuscito a concludere il mio primo contratto aziendale. Ma quello che mi ha stupito e che mi ha dato spunto per i molti altri affari successivi sono state le motivazioni per cui il cliente ha scelto me e l’azienda cui rappresentavo: per questo grande imprenditore contava il fatto di aver un solo referente per i servizi voce e connettività (consapevolezza della necessità aziendale), telefonate e connessione di qualità (prodotto adatto) e qualcuno da contattare in caso di necessità, la persona con cui si è interfacciato fino a prendere la sua decisione e non un call center (gestione ottimale). Lui, in quel momento, aveva trovato nella mia offerta tutto quello di cui aveva bisogno (risparmio).

Per quanto riguarda invece lo sviluppo tecnico delle reti, da quando ho iniziato ad oggi, sono cambiate le tecnologie: all’inizio le connettività erano 7/20 mega e HDSL, adesso abbiamo anche la possibilità di attivare FTTC 30/50 mega, questo aumento della velocità e il rinnovo delle infrastrutture della rete permetterà sempre di più al VoIP di prendere campo rispetto alla telefonia tradizionale andando così a rendere molto più flessibile e facilmente modificabile quella che è la struttura della rete di telecomunicazione aziendale. Fortunatamente la “vecchia realtà” sta cambiando e grazie agli installatori, che hanno le competenze tecniche di alto livello e che rappresentano “la persona” cui chiamare in caso di necessità, moltissime aziende si stanno avvicinando alle nuove tecnologie. C’è chi ancora utilizza linee RTG o ISDN, ma chi invece si è già avvicinato al mondo del VoIP, può usufruire delle implementazioni dei servizi e allo stesso tempo godere del tanto desiderato risparmio economico che inevitabilmente si trova con le soluzioni IP. Noi di VoipVoice abbiamo come obiettivo quello di rendere in maniera eccelsa i il servizio per cui ci siamo specializzati nel corso degli anni garantendo ai nostri partner il massimo del supporto, sia a livello tecnico che commerciale. Questa è la nostra formula vincente.

Non riesco a capire perché le persone siano spaventate dalle nuove idee. A me spaventano quelle vecchie. (John Cage)

A cura di – Matteo Martellacci –

Matteo Martellacci e tutto il Reparto Commerciale è a disposizione ogni giorno lavorativo dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 14,00 alle ore 18,00 allo 0550935400 oppure tramite mail a commerciale@voipvoice.it.

Intervista a Cristian Manoni, CEO di Nethesis

Primo maggio, festa del lavoro e dei lavoratori. Ma l’angolo delle interviste-  uno spazio speciale che a breve tornerà ricco di novità, ma per adesso non sveliamo di più- non riposa. E approfitta, anzi, proprio di questa giornata per celebrare chi della passione e della determinazione…ne ha fatto un mestiere. Come? Lo abbiamo chiesto al protagonista di oggi, Cristian Manoni, Ceo di Nethesis che nata 2003 rappresenta oggi uno dei principali attori della scena Open Source italiana.

manoni

Qualche domanda per conoscerti meglio. Quale è stato il percorso che ti ha portato in Nethesis? Da dove sei partito?

Mi sono laureato in ingegneria informatica a Bologna nel ‘97, con l’idea di partire subito assieme ad alcuni amici nel tentativo di trasformare la nostra passione per l’informatica in un mestiere. L’idea ha seguito percorsi diversi da come me li ero immaginati, ma assolutamente utili e importanti per la mia crescita. Dopo alcuni anni passati in TeamSystem, improvvisamente e inaspettatamente l’idea originale ha preso corpo con 2 nuovi amici e una sfida esaltante: semplificare e standardizzare progetti Open Source complessi, per creare prodotti alla portata di tutti, in un modello di business orientato al canale. Così nel 2003 con Filippo e Luca abbiamo creato Nethesis.

Quali erano le tue aspirazioni? Se non in questo settore, in che ruolo ti saresti immaginato?

Mi sarebbe piaciuto insegnare. L’insegnamento è un lavoro difficile ma bellissimo. Hai di fronte persone con cui metterti costantemente in gioco. L’insegnamento non è mai unidirezionale, non è passare una serie di nozioni, per quello basta leggere un libro. E’ un percorso, che porta sia il professore che l’alunno dove non immaginavano prima. Anche nel mio lavoro, incontrando tante persone a cui raccontiamo quello che facciamo, facendo presentazioni in università e scuole, corsi tecnici e commerciali… questo aspetto è assolutamente presente e la cosa mi diverte molto.

Tre qualità indispensabili nel tuo lavoro

Predisposizione a collaborare, apertura mentale, intraprendenza. Tutto ovviamente con tanta tanta passione per quello che si fa.

Se non sbaglio Nethesis è proprietaria della Community Open Source Netserver. Com’è nata l’idea di aprire una Community?

Nella domanda c’è un grave errore! Una Community per definizione non ha proprietari. Nethesis l’ha pensata e avviata, oggi è probabilmente il principale sviluppatore e sponsor, ma tutto è aperto e disponibile a chiunque. La Community è di chi la usa e contribuisce a farla crescere. L’Open Source stravolge le leggi della fisica. Ad esempio, III legge della dinamica “Ad ogni azione corrisponde una reazione pari e contraria”, con l’Open Source non è vero!  Condivisione idee, confronto, contributi, sviluppo, documentazione, test, visibilità, diffusione mondiale… quello che otteniamo dalla Community è enormemente di più rispetto a quello che diamo! Tornando alla domanda, i primi anni Nethesis ha usato, integrato e contribuito a distribuzioni linux e progetti Open Source esistenti, fino ad accorgersi nel 2010 che i tempi erano maturi per avviare una distribuzione unica come base open di tutti i nostri prodotti. Da qui NethServer. Come molte delle cose che facciamo la decisione è stata presa a tavola, durante un Camp aziendale sull’Appennino marchigiano.

Qual è il vantaggio che l’Open Source può offrire al mercato enterprise?

In parte ho risposto nella domanda precedente, non siamo noi a dirlo, ma tantissime ricerche internazionali (la più famosa North Bridge e Black Duck http://www.slideshare.net/blackducksoftware) che riporta i 3 motivi per cui si usa l’Open Source: 1 qualità, 2 completezza funzionale, 3 apertura e flessibilità. Ancora più interessanti sono i 3 vantaggi principali, nell’ordine: Assenza di vincoli del vendor, qualità, facilità di customizzazioni e fix. Abbiamo detto tutto. Dire che è free è probabilmente la cosa più sbagliata e soprattutto meno interessante.

Una caratteristica che risalta nella realtà di Nethesis è il suo modello di business, con un focus prevalentemente orientato, dalla parte commerciale a quella operativa, al “servizio”. Naturalmente oggi è stata una carta vincente, ma da dove nasce questa scelta?

Questo è il modello di business tipico dell’Open Source. Il valore non è l’oggetto ma l’uso che il cliente ne fa, il problema che risolve o il modo in cui migliora il modo di lavorare. Faccio mio un esempio di RedHat che paragona l’Open Source all’acqua. Ovviamente questa è gratis ed è un bene comune. Nonostante ciò la signora Maria continua ad acquistare una bottiglia d’acqua che venga consegnata a casa, che riporti sull’etichetta la provenienza e la composizione chimica, che sia addizionata con anidride carbonica, certificata come potabile….

Perché un System Integrator o Installatore deve cambiare il suo modello di business dove compra e rivende l’HW per sposare, come nel vostro caso, quello dei servizi?

La logica con cui ci muoviamo nel canale è win-win. Vinciamo se il partner vince. Mi spiego meglio: il nostro obiettivo non è vendere qualcosa al partner, Nethesis è un abilitatore di mercato, che fornisce strumenti affinchè il partner possa vendere servizi ai propri clienti. Se lui vince noi vinciamo. Spesso incontriamo partner che hanno smesso di fare gli imprenditori e si sono trasformati in responsabili acquisti, il cui unico obiettivo è quello di ottenere un punto percentuale in più di sconto nell’acquisto… Noi vogliamo lavorare con imprenditori, ai quali dare strumenti per ampliare il proprio mercato e soprattutto ricevere feedback per crescere insieme. Questa è la nostra idea di partnership bidirezionale.

Modena: Convention Ricomincio Da Dieci. Cosa ti sei portato dietro da quella giornata?

Una bella emozione, contagiosa. Bello vedere che ci sono tanti compagni di viaggio e sognatori come noi, che credono in quello che fanno e lo fanno con una sana passione.

Domanda di rito: cos’è per te il VoIP?

Il VoIP è uno degli esempi più belli ed efficaci di tecnologia disruptive. Si continua a “telefonare”, ma la comunicazione diventa unificata e, come ci piace raccontare ultimamente, smart.
Il VoIP in quanto tecnologia non ha valore in sé, ma è stato l’enabler di tanti servizi impensabili prima. Il VoIP ha liberato la fantasia di chi aveva qualcosa da dire. E siamo solo all’inizio….

E anche per questa volta, possiamo dirlo: missione compiuta. Cristian ci ha presi per mano e guidato nel suo mondo, condividendo con noi un po’ del suo trascorso, la sua visione e la sua esperienza nel settore dell’ICT. Professore mancato? Sognatore attento? Lavoratore appassionato! Di quelli che, oggi più che mai, hanno davvero molto da dire, e da insegnare.

ECCO I PROSSIMI EVENTI CON NETHESIS:

SHARE2GROW PALERMO 12 MAGGIO

SHARE2GROW CATANIA 13 MAGGIO

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti-