Archivio mensile:ottobre 2016

Diario di bordo: quinta tappa SMAU | Milano 2016

Eccoci alla quinta e penultima tappa del Roadshow SMAU 2016.

Come ogni anno ad accoglierci nel periodo autunnale è stata la meravigliosa e frenetica Milano che ci ha visto presenti nei giorni 25-26-27 Ottobre all’interno del padiglione FieramilanoCity. Evento, luogo e città  che ogni imprenditore e lavoratore del settore ICT vede come “un punto di incontro per fare Business”.

A confermare questa mia teoria  è stata la grande affluenza di visitatori ma soprattutto di espositori.Aziende più o meno giovani che come VoipVoice hanno partecipato con grande professionalità ai tre intensissimi giorni di fiera. Nell’aria si percepiva quella piacevole sensazione di essere nel posto giusto al momento giusto. A rendere ancora più interessante il tutto,quest’anno  SMAU Miano , ha strutturato una dimensione dedicata esclusivamente al settore Information & Communication Technology , lo “SMAU ICT”. Come lo ha definito SMAU stesso, un vero e proprio “evento nell’evento” con contenuti studiati per rispondere alle esigenze di system integrator, operatori, vendor, Cloud ed Internet Provider, distributori e  società di consulenza. Il programma dei tre giorni ha visto ,infatti, un calendario ricco di workshop che, si sono svolti in tre arene dedicate  con brevi pillole da 50 minuti tenute da professionisti indipendenti, docenti, formatori specializzati e player del settore. Questi workshop hanno come l’obiettivo principale di fornire competenze tecniche su tematiche di forte attualità come Datacenter, Infrastrutture, soluzioni di Backup, Networking, Cloud Computing, Information Security, Unified Communication & Collaboration, IoT, Big Data, Cybercrime, Business Continuity e molto altro.

Ovviamente,VoipVoice non poteva mancare all’interno di tale dimensione!                                     Il nostro Managing Director  Simone Terreni ha fatto il tutto esaurito durante il primo workshop presso l’Arena Smart&Start ,dove ha raccontato quello che è stata l’evoluzione e la crescita della comunicazione durante la storia fino ai nostri giorni; come racconta all’interno del suo libro,  “Dai segnali di fumo ai social”;  e ha dato ai presenti 5 consigli su come comunicare efficacemente sui social . In seconda battuta, il terzo giorno di fiera ha mantenuto il tutto esaurito all’interno dell l’Arena Smau Academy con lo workshop intitolato “Snapchat vs. Instagram”; durante il quale ha messo in evidenza la moderna “faida” tra due della applicazioni più in voga al momento nel mondo dei Social Network.

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Mentre  Simone era impegnato ad intrattenere la folla presente ai vari workshop, allo stand D14, io (Edoardo Ventrelli)  e Alessia Rustichini , abbiamo accolto con sorriso, professionalità e del buon popcorn tutti coloro che sono passati a trovarci, offrendo 350 popcorn e presentando  quelle che sono le ultime novità all’interno dei listini VoipVoice : I nuovi Listini Combo e Listini Air ( Voce + Ultrabanda + Router AVM FRITZ, tutto incluso), la Flat 8 Unlimited ma soprattutto il collegamento in Fibra 100 Mega, l’importante novità di quest’anno! La cosa a mio parere molto positiva e stimolante della fiera e di eventi come SMAU è  la possibilità che si ha nel conoscere molte persone e professionisti , consolidando rapporti di partnership già in essere e farne dei nuovi. Posso dire di essere felice e soddisfatto di fare questo lavoro all’interno di VoipVoice ed essere stato presente e partecipe allo SMAU Milano per il secondo anno.

VoipVoice vi aspetta all’ultima tappa del Roadshow SMAU 2016 a Napoli!

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Articolo a cura di: Edoardo Ventrelli – Account Manager VoipVoice

Ed ora il nostro Album fotografico:

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Le Fiere sono ciò che non ti aspetti

Le fiere sono un’opportunità o una spesa senza alcun ritorno tangibile?
In anni che partecipo a fiere di settore, insieme all’azienda che rappresento, ne ho sentite di tutti i colori. Ogni anno si gioca sempre al ribasso e sempre più spesso mi capita di sentire frasi come “quest’anno ha perso tanto. Gli anni passati c’era molta più gente!” E poi ci sono espositori che come i visitatori, parlano della Fiera denigrandola con frasi come “i visitatori non hanno niente a che fare con il mio target” e ancora “ogni anno ci sono sempre meno visitatori“.
Ora, dal mio punto di vista, se una parte dei visitatori non rispecchia il tuo target devi tenere conto che sia normale. Quando organizzi iniziative pubbliche ci sono sempre gli “imbucati“. Si tratta di quelle persone che, fingendo di essere un tuo potenziale cliente, si avvicinano al tuo stand con un obiettivo ben chiaro: ottenere i tuoi gadgets! Credimi, non è possibile evitare questo tipo di visitatore. Per quanto si possa fare un buon lavoro di selezione riescono SEMPRE a trovare il modo per imbucarsi.
Per quanto riguarda il numero in calo dei visitatori, anche questo è nella normalità. La colpa non è dell’organizzazione fieristica. Oggi, con l’avvento del Web, il 90% dei contenuti delle aziende sono reperibili ovunque con: video, informazioni dettagliate sui prodotti e nuovi mezzi di comunicazione diretta come la chat in realtime dal sito dell’azienda la quale, senza necessità di richiedere dati personali, puoi fornire qualsiasi informazione.
Ma credi veramente che le organizzazioni fieristiche, che da decenni organizzano Fiere, non se ne siano accorte? Pensi che ancora non abbiano messo a fuoco la strategia da mettere sul campo consapevoli di quanto specificato sopra?
Conosci le attività che un’organizzazione fieristica mette in pratica per organizzare una fiera?Te le dico io!
  • Forte investimento nella comunicazione: cartellonistica stradale, pubblicità su quotidiani cartacei locali, Social Promotion e creazione di contenuti per il Web.
  • Creazione di contenuti strategicamente studiati per suscitare interesse al target di riferimento.
  • Strategie di intrattenimento in Fiera (questo per far sì che il visitatore non scappi dopo il primo giro). Tra i vari intrattenimenti ci sono i workshop formativi e le interviste a specialisti di settore.
  • Forte investimento nella Brand Awareness: fondamentale! (associare il brand dell’organizzazione fieristica a un evento di riferimento in una determinata categoria).
  • Creazione di contenuti e intrattenimenti sul Web che diano seguito alla Fiera. Ad esempio con video interviste, articoli, Podcast, etc…
Ora, se hai mai avuto modo di mettere in pratica anche solo uno dei punti sopra indicati saprai bene quanto tutto questo sia difficile. In fondo è anche per questo che noi espositori ci affidiamo a loro, altrimenti lo avremmo fatto per conto nostro.
Ma purtroppo è più forte di noi, è nella nostra natura, quando qualcosa non porta i risultati aspettati siamo sempre pronti a scaricare la colpa. Purtroppo sono poche le persone che riescono a mettersi in discussione domandandosi “ma sono sicuro di aver dato il meglio di me per attrarre il visitatore che rispecchia le caratteristiche del mio target?
Per noi di VoipVoice le Fiere hanno sempre rappresentato un’opportunità per il Business dell’azienda e questo portando a casa SEMPRE dei risultati tangibili. Non a caso, avendo compreso la strategia migliore del Marketing di Fiera, siamo stati premiati da una di queste organizzazioni (SMAU Fiera) come “Miglior Espositore” per ben 2 anni di seguito.
Ti stai chiedendo come abbiamo fatto? Oggi voglio raccontartelo!
Sarò approssimativo perché riuscire a dettagliare ogni singola attività comprenderebbe scrivere pagine e pagine di contenuti, ma, se l’argomento ti interessa, puoi partecipare al Webinar gratuito che terrò il 7 novembre.
 Marketing di Fiera
LA PROMOZIONE:
Allora, innanzitutto per noi le attività di marketing iniziano prima, durante e dopo la Fiera.
[PRIMA] Circa due settimane prima iniziamo con la Social Promotion sui canali aziendali di Facebook, Twitter, LinkedIn, Google+ e Instagram. Questo invitando i nostri followers a venirci a trovare. Inoltre inviamo una newsletter a tutti i nostri contatti geolocalizzati nella regione dove si svolgerà la Fiera.
[DURANTE] Pubblichiamo in tempo reale foto dei visitatori e Partner che passano a visitarci al nostro stand.
[DOPO] Condividendo l’album delle foto e pubblicando un post sul Blog aziendale chiamato “diario di bordo“, dove raccontiamo dal punto di vista del visitatore e dell’espositore quello che abbiamo visto durante la Fiera.
Altri strumenti di nuova generazione che ritengo siano molto efficaci sono: SMS Marketing, Whatsapp, Telegram e Facebook Messenger. Ma questo te lo spiegherò durante il webinar 😉
Che tipo di vantaggi ci porta questa attività:
  1. La possibilità di invitare clienti e prospect.
  2. Dare ai clienti e prospect un’immagine dell’azienda presente sul territorio.
  3. La fidelizzazione dei clienti e fornitori.
  4. La creazione di contenuti sul Web.
COME STARE IN FIERA:
Questo aspetto è fondamentale. In Fiera ciò che devi fare più di tutto è DIVERTIRTI!
Quando una persona si applica nelle sue mansioni con divertimento trasmette POSITIVITA‘. E devi tener conto che le persone sono attratte da questa positività, poiché la felicità è contagiosa!
Ma per essere maggiormente efficaci è necessario anche applicare delle piccole regole quando si è in Fiera:
  1. Sorridere sempre!
  2. Mai stare seduti, al telefono o al PC.
  3. Mai dare le spalle ai visitatori che passano.
  4. Stare di fianco allo stand: perché il desk può rappresentare un muro tra l’espositore e il visitatore.
  5. Essere sempre gentili.
  6. Fare domande! (questo è utile per comprendere ciò che potrebbe interessare al visitatore)
Devi tenere presente che il visitatore non è lì per sentire il racconto completo della tua azienda e di tutti i servizi che offre, ma vuole sapere SOLTANTO ciò che gli interessa. Ricordati che dal momento in cui arriva il visitatore allo stand hai 15 secondi di tempo per capire l’argomento/servizio chiave, superato questo tempo, senza aver dato l’informazione che cerca, il visitatore entrerà in modalità “risposta automatica” perdendo così la sua attenzione.
IL GADGET:
Questo sarà la tua arma strategica di seduzione. Qui caro amico devi dare massima libertà alla fantasia!
Dietro al gadget ci deve essere però un attento studio per far sì che sia uno strumento per attirare l’attenzione del visitatore stimolandolo a passare al tuo stand. Anche qui ci sono delle regole base da rispettare:
  1. Deve creare curiosità.
  2. Deve saper creare viralità all’interno della fiera (così da divulgare il brand in tutta la Fiera).
  3. Deve essere strategico per conoscere il visitatore, ovvero deve darci il tempo di scambiare due parole mentre glielo offriamo.
  4. Deve essere in grado di creare ridondanza sui Social Network (questo per condividere i momenti durante la Fiera. Come accennato precedentemente).
Qui per farti capire meglio, durante il webinar del 7 novembre, avrò modo di presentarti alcuni esempi.
Bill Gates disse “Content is King“, oggi più che mai abbiamo preso coscienza di quanto sia vero. Solo che lui lo scrisse 20 anni fà con grande lungimiranza.
Ciò che oggi offre fama alle aziende di successo sono i contenuti di valore, ma su questo sono sicuro che non ti sto raccontando niente di nuovo. Però devi tenere presente che come me e te molti altri hanno appreso questo e oggi non basta soltanto creare il contenuto. Devi anche saper posizionarlo in un contesto preciso, e associarlo a quei canali che, come le organizzazioni fieristiche insegnano, siano canalizzati e associati a temi precisi. Inoltre, da buoni italiani, abbiamo bisogno di creare relazioni.
Per esperienza caro amico posso dimostrarti che partecipare alle Fiere di settore permette tutto questo. Grazie ad esse hai la possibilità di sviluppare contenuti e relazionarti con le persone, ottenendo così una Brand Awareness da Star!
Non ci credi? Bene, allora cerca VoipVoice e guarda quanti contenuti trovi 😉
Ah, dimenticavo! Se non ci credi posso sempre dimostrartelo il 7 novembre durante il webinar! Ma questo te lo avevo già detto…!? 😉
Per informazioni sui prossimi corsi di formazione o per organizzare un corso sul nostro canale potete contattarci allo 0550935400 oppure a marketing@voipvoice.it.

Formare e Formarsi: i nuovi orizzonti dell’apprendimento

Ho quasi “ (e soltanto) 30 anni ma se mi guardo indietro e penso ai tempi della scuola… sembra passato un secolo. Ci faccio caso, con un pizzico di nostalgia tutte le volte che mi capita, per lavoro, di tornare sui banchi delle elementari, o del liceo per raccontare iniziative meritevoli di uno o dell’altro istituto, autogestioni e storie di successi, di progetti rivoluzionari, o per denunciare problemi e disagi legati all’edilizia scolastica. Ed ogni volta che varco la soglia di un’aula senza zaino e senza grembiule blu, rifletto. Le mura sono le stesse, così come i corridoi o i distributori degli snack ma dentro c’è un mondo che è cambiato ed è quello dei modelli di apprendimento. Via lavagna nera, gessetti e cimose, tutti seduti intorno allo stesso tavolo con una postazione multimediale dalla quale si può interagire con il pc o la Lim dell’insegnante.

corsi-in-azienda1La cartella è alleggerita, il quaderno oggi è un tablet di ultima generazione, l’apprendimento 2.0 è un concetto nuovo che io, 15 anni fa, non avrei saputo immaginare neppure lontanamente. E mi sento un’aliena. Disorientata, anche quando si parla di “apprendimento capovolto”, di pratiche didattiche volte alla sperimentazione e alla definizione di linee guida europee. In poche parole, i ragazzi oggi possono studiare le diverse materie a casa seguendo le dritte delle insegnanti mentre a scuola si esercitano, confrontano e svolgono attività sulle materie di studio. L’approccio rispetto all’insegnamento tradizionale cambia radicalmente, incentiva e stimola l’autonomia degli studenti e nel contempo li abitua a lavorare con gli altri, utilizzando strumenti alternativi come ad esempio i video tutorial.

Il cambiamento spaventa ma cambiare per crescere e migliorarsi stando al passo coi tempi, specialmente se di modelli educativi si parla, è un toccasana. E lo è anche nel settore lavorativo. 

Impazza in questi giorni il dibattito sull’efficacia del “metodo finlandese”: che sia un giusto modello di riferimento? Compiti a casa: favorevoli o contrari? Giocare e divertirsi di più abbinando la parte emotiva a quella educativa oppure no? Esiste una ricetta perfetta per imparare e per educare? Forse no, ma ci sono tanti piccoli segreti per provare a formare e formarsi adattandosi ai tempi mutevoli in cui viviamo. VoipVoice lo ha capito bene e subito, scegliendo di scommettere sul nuovo brand Inside Factory che si gioca tutto sul concetto di formazione, nel caso specifico, rivolta alle aziende.

Se oggi è importante fare corsi dedicati alla parte web e social delle aziende è perché per Micro e PMI il social ed il web sono l’ occasione per diventare grandi anche partendo da una dimensione locale. Parola di esperto. La formazione, d’altronde, è un’opportunità. Un’adeguata e costante formazione – da non sottovalutare-  determina il fattore di crescita e di miglioramento personale ma anche del fatturato aziendale. Aumentate competenze manageriali e comportamentali oggi sono i fattori che differenziano le imprese desiderose di produrre maggiori utili.

Di questo VoipVoice parlerà a Formare e Formarsi, un grande evento annuale dove confrontarsi sullo stato generale della formazione. bannerformareeformarsi

Il convegno si terrà il 19 ottobre a Milano e vedrà riunite  circa 200 persone attorno al tema della formazione. Il programma  prevede l’alternarsi di contributi provenienti dal mondo accademico, da manager dell’area HR e Formazione di aziende. Un onore per Inside Factory fare in questa cornice il suo debutto presentando un’offerta formativa di valore e di qualità. Da un a parte ci sono i corsi live, dove le persone si incontrano in aula e dove le competenze si trasmettono attraverso le emozioni. Dall’altra ci sono i corsi on line, pillole formative per lezioni innovative, che puoi seguire da qualsiasi parte del mondo. In treno, sul tuo smartphone. Insomma, due facce della stessa medaglia. Otto corsi live  (sulle tecniche di vendita, il comportamento telefonico professionale, il personal branding e i social network) e 9 webinar (gli argomenti interessano il settore ICT) compongono l’offerta che sarà presentata a Formare e Formarsi. senza-titolo-2

Un calendario denso di appuntamenti che da novembre a dicembre girerà l’Italia da Nord a Sud e frutto di preziose collaborazioni con altre realtà come Elite Academy, Confindustria Firenze e Start Up Italia. L’antipasto di un 2017 ancora più ricco di occasioni per formarsi, per farlo nel modo giusto, e…per sentirsi un po’ meno alieni e un po’ meno nostalgici davanti ai nuovi modelli di apprendimento.

-A cura di Ylenia Cecchetti

“Posso farvi una domanda?”

Se vi dico “squadra” qual è la prima cosa che vi viene in mente?

Mi è venuto spontaneo chiederlo a chi, con me, ne forma una.

Mi hanno risposto così: coraggio, sacrificio, unione, condivisione, stimoli, sincronia. Qualcuno penserà alla propria squadra del cuore, allo sport in generale, qualcun’altro al suo team di lavoro o in maniera bizzarra al “righello” che si usava alle scuole medie per fare i disegni tecnici; altri invece mi hanno detto: supporto, fiducia, collaborazione, forza, legame, famiglia.

Penso che la parola “squadra” le racchiuda tutte, ma se la domanda fosse stata posta a me, avrei risposto: unione, impegno, adattamento ed armonia, soprattutto armonia.

Si. Perché quando si fa parte di una squadra siamo uniti dalla gioia di una vittoria al dolore di una sconfitta, dalla passione agli obbiettivi che ci siamo posti; dall’impegno per raggiungerli, per migliorarsi, per supportare chi è con noi. Ed infine, ciò che distingue e rende più forte una squadra, l’armonia .

Gioco a pallavolo dell’età di 8 anni e in questo strano sport, sono strettamente unita alle mie compagne. Non posso toccare la palla due volte di seguito, sennò è punto per l’avversario. Per fare punto dobbiamo mettere nelle migliori condizioni le attaccanti e per evitare di farcelo fare le nostre posizioni di difesa sono strettamente coordinate.

Sicuramente, Mauro Berruto, ex CT della Nazionale Maschile, nel suo articolo “Cari Genitori” vi spiega meglio cosa intendo.

La domanda che sorge spontanea è: cosa c’entra tutto questo con il mio lavoro?

Semplice. Io, insieme ai miei colleghi siamo una squadra, la VoipVoice.

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Greta Tofani, Valentina Maionchi ed io facciamo parte del reparto amministravo, e come ben sapete: ci occupiamo di processare le richieste, nuove o portate, delle numerazioni VoIP e ADSL. Di inserire i nuovi rivenditori e i contratti, gestiamo gli insoluti e le provvigioni, attiviamo e disattiviamo le deviazioni e rispondiamo ad ogni vostra richiesta amministrativa.

Ma come quando un giocatore entra in campo dalla panchina, io, quando ce n’è la necessità aiuto il nostro reparto tecnico. Naturalmente, non sono competente come chi lo forma, ma mi stanno allenando.

La mia formazione è iniziata circa un anno fa, le mie colleghe mi hanno introdotto al loro reparto spiegandomi le “basi” e come risolvere le segnalazioni più frequenti.

La nostra priorità è riuscire a risolvere nel più breve tempo possibile e nel miglior dei modi la problematica riscontrata. Ed è per questo motivo che quando una delle mie colleghe è fuori per eventi, ad esempio, che io mi dedico completamente a prendere le segnalazioni e a gestire quelle di mia competenza. In questo modo, chi affianco è agevolato a risolvere le situazioni più complicate.

Un giocatore che si rispetti, si allena costantemente. Ed è perciò che, periodicamente, tengo dei corsi di aggiornamento con Parminder Kaur o Roberta Terrasi ed insieme ne seguiamo degli altri, per migliorare le nostre competenze.

Un perfetto gioco di squadra, dove chi ha bisogno di supporto viene aiutato e chi si ritrova con un giocatore in meno, riadatta il suo assetto.

Mi presento per chi, ancora, non mi conosce. Mi chiamo Alessia Rustichini, ho 20 anni e faccio parte del reparto amministrativo, all’occorrenza, del supporto tecnico.14593749_10153985812432218_2082478138_n

Sono sempre più convinta di quello che ho scritto nel mio primo articolo:

Mi viene in mente quel proverbio che dice “tutti sono utili, ma nessuno è indispensabile “. Sono arrivata alla conclusione che si, in alcuni casi può rivelarsi vero, ma nella nostra squadra è assolutamente inappropriato, sbagliato.

Siamo tutti indispensabili, dei miei colleghi del reparto commerciale a quello del marketing, dal reparto tecnico a quello amministrativo, a chi collabora con noi.

Che armonia quando giochiamo!

“Non c’è nessuno che può schiacciare se non c’è un altro che alza, nessuno che può alzare se non c’è un altro che ha ricevuto la battuta avversaria.”     Mauro Berruto

– Alessia Rustichini-

 

Il servizio di Provisioning e il Reparto Tecnico di VoipVoice rispondono ogni giorno lavorativo dalle ore 9,00 alle ore 18,00 o tramite mail agli indirizzi provisioning@voipvoice.it – customercare@voipvoice.it.

Intervista a Daniele Domeniconi, direttore commerciale di Nextmedia

Il countdown è iniziato: mancano esattamente 5 giorni al grande evento annuale targato Nextmedia. E noi, per non farci mancare niente, abbiamo interrotto (tra un preparativo e l’altro) il regista del “Nextparty 2016“. A Cesenatico abbiamo “inchiodato” giusto il tempo di un’intervista Daniele Domeniconi che si è gentilmente prestato al gioco. Qualche domanda per conoscere meglio la storia, il presente e i progetti futuri di una azienda, tra le più forti, oggi, nella distribuzione di sistemi di telecomunicazione in Italia. E allora, entriamo nel backstage dell’evento per curiosare un po’…

sharePartiamo da dove tutto ha avuto inizio: come è nata Nextmedia?

Nextmedia è nata da un colloquio di lavoro; appena laureato in ingegneria delle telecomunicazioni, ho inviato una richiesta di assunzione (con cv allegato) ad alcune aziende del settore del cesenate. E presto, ho avuto un appuntamento; prima cosa strana? Un colloquio fissato alle 21,30 di sera… a casa mia. Ero un ragazzo di 22 anni che aspettava affacciato alla finestra con ansia e trepidazione “il personaggio misterioso” a bordo di una bella macchina extra lusso. Che però non arrivò mai. Ebbene sì; il mio primo datore di lavoro si presentò con un’ora e mezza di ritardo, su una scattante panda grigia ma con l’idea di metter su un’azienda di distribuzione. Era il 1997.  Il progetto c’era, mancavano i soci per poter partire e lanciarsi in una nuova avventura.  Ero giovane e a me la proposta piacque subito. Non avevo niente da perdere (tra l’altro, in quanto terzo figlio maschio ero milite esente) e fu così che l’affare andò in porto. Nextmedia nacque come start up, una cooperativa con 9 soci nella quale poi, riuscii a coinvolgere due carissimi amici; Gianni e Matteo, compagni di merende ai tempi dell’università. Siamo partiti con la distribuzione esclusiva di un brand tedesco. Stavamo incollati al telefono chiamando in tutto il mondo per strappare appuntamenti e far conoscere prodotti che in Italia, all’epoca, non conosceva nessuno. Questo è stato il nostro punto di forza.

Restare competitivi sul mercato, oggi, non è un gioco. Quali sono i punti comuni, nel modo di fare business, con i competitor? In cosa invece vi diversificate dagli altri distributori?

Il primo step importante è stato nel 2005; fino a quel momento eravamo distributori mono brand ma il mercato si stava evolvendo, andava verso una multi distribuzione. E’ in quel periodo che abbiamo fatto il salto di qualità; è iniziato il processo di inserimento di una trentina di brand nei settori networking, wifi, telefonia, videosorveglianza. Per tornare alla risposta, adattarsi al mercato per rispondere alle esigenze del momento è quello che ci ha accomunato agli altri, e che spero continuerà a fare la nostra fortuna. Quello che ci distingue? Il servizio pre e post vendita. Non siamo box mover ma abbiamo un valore aggiunto, ovvero il servizio di supporto dopo la vendita. Aiutiamo il cliente nella fase progettuale, ma anche in quella dell’istallazione. Non lo lasciamo mai solo. 

Qual è il target al quale vi rivolgete? In quale zona geografica operate?

Il target è quello degli installatori telefonici, system integrator, wifi, networking, videosorveglianza. La copertura è nazionale, abbiamo una rete di partner in tutta Italia, isole comprese.

Passiamo a Nextparty 2016, il più importante dei prossimi appuntamenti.  La Convention è un evento che genera grandi aspettative; come è nata l’idea? Quali saranno le caratteristiche della due giorni, in programma il 7 e l’8 ottobre?  Come si svolgerà l’iniziativa?

L’idea è nata per differenziarci dallo Smau. Quando siamo partiti con Nextmedia nel ’98, siamo stati immediatamente presenti in fiera con il nostro stand. Ma dato che Smau iniziava ad essere troppo consumer (pieno di ragazzini alla ricerca del gadget, per intendersi), abbiamo pensato di investire in un progetto innovativo. Nextparty è nato nel 2003 a Milano. La formula piuttosto anomala è quella di una due giorni, venerdì e sabato: un giorno di lavoro, e uno di break. Quell’anno decidemmo di partire la stessa settimana dello Smau regalando i biglietti per la visita del sabato, pagavamo noi la trasferta dato che il cliente era comunque già a Milano. Dal 2004, poi, l’ evento è stato spostato in Romagna. La fiera è bella per conoscere nuovi clienti, ma genera caos, il cliente visita te come tanti altri e se ne esce con una grande confusione in testa. Ci siamo così concentrati sul concetto di  fidelizzazione del partner, organizzando attività anche ludiche ma mirate alla creazione di un gruppo di partner fidelizzati che vedessero in noi un riferimento a 360 gradi. Formula che negli anni ha fruttato, ci ha fatti crescere. Quest’anno gli stand saranno circa 20, la collaborazione sempre più stretta nei confronti dei vendor; contiamo la presenza di oltre 200 aziende. I vendor sfruttano il nostro evento per presentare i loro prodotti, nuovi servizi e nuovi listini: tutti i fornitori propongono ai clienti una promo, è il momento per avere condizioni economiche migliori rispetto ad altri mesi dell’anno. Una novità?  Il salottino live. L’edizione 2016 del Nextparty non sarà solo occasione promozionale ma offrirà l’opportunità di parlare di tecnologia e confrontarsi su di un argomento oggi abbastanza importante come il Cloud: i pro e i contro di questo nuovo scenario, come si evolverà il mercato, dando spunti interessanti a chi ascolterà.

Quali sono le novità che presenterete?

Nexi, un nostro prodotto con marchio registrato, presenteremo la nuova piattaforma su Cloud…e non anticipiamo altro. Ci saranno belle sorprese!

Come è cambiato, come si è evoluto il rapporto con i brand che distribuite da anni?

Ho notato che è cambiato in positivo: anche il vendor apprezza la disponibilità del nostro team. Quando decidiamo di vendere un prodotto riusciamo a gestirlo internamente, siamo autonomi, abbiamo una formazione interna, sia tecnica che commerciale e grazie agli eventi itineranti in tutta Italia abbiamo creato un gruppo di amici coi vari fornitori, un team solido che ci ha permesso di rafforzare il rapporto; ci vedono come punto di riferimento professionale. Se i rapporti sono buoni, si cresce più velocemente…

Come sei approdato al mondo dell’ICT?

Avendo scelto ingegneria delle telecomunicazioni, avevo già la propensione verso questo mondo. Mi ha sempre affascinato. Ho intrapreso questa strada perché mi è sempre piaciuto fare qualcosa che mi portasse a comunicare e confrontarmi, stando in mezzo alla gente.

Se non in questo settore specifico, in quale altro ambito ti saresti immaginato?

Mi immagino tutt’ora dietro il bancone di un bar sulla spiaggia, o un pub. Un sogno questo, che penso realizzerò presto e in parallelo alla mia attività. Gestire un locale e godersi gli amici…chissà, magari c’è già qualcosa che bolle in pentola!

Un tuo parere di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT 

Sicuramente ci sarà un’evoluzione importante grazie alle tecnologie che stanno cambiando con il Cloud. Da sottolineare, poi, che finalmente  in Italia si sta investendo nelle infrastrutture. Con la banda larga, portando la fibra nelle città cambierà radicalmente l’utilizzo dei nostro apparati. I servizi legati al Cloud e alla rete cresceranno in modo esponenziale, lo smartphone non sarà utilizzato solo come apparato telefonico o per le foto ma come vero e proprio strumento di lavoro.

Infine, la domanda di rito: cos’è per te il VoIP?

Il VoIP è un’opportunità. Ha dato la possibilità di un cambio decisivo nel nostro settore specifico: oggi la telefonia tradizionale ha lasciato spazio a quella che non ha limiti. Il VoIP è una tecnologia che ha cambiato il modo di vedere le telecomunicazioni: servizi più evoluti a costi ridotti. 

Energia da vendere, una passione smisurata per il proprio lavoro e sogni che non resteranno certo chiusi in un cassetto ma sono, anzi, pronti a prendere la forma… di un irresistibile chiringuito da spiaggia. L’adrenalina è alle stelle e il “Guerriero” è pronto a scendere in battaglia. Lasciamo Daniele al suo lavoro, ringraziandolo per aver dedicato un po’ del suo tempo al nostro angolo delle interviste.

Nextparty è alle porte: in bocca al lupo, Nextmedia!

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti-