Archivio mensile:dicembre 2016

Diario di Bordo: sesta tappa SMAU | Napoli 2016

Si è concluso con la due giorni di Napoli il Roadshow SMAU 2016, un viaggio partito da Padova e proseguito per 5 città italiane, da Firenze a Bologna, da Torino a Milano, facendo tappa anche a Berlino.

Il 15 e 16 dicembre la Mostra d’Oltremare di Napoli ha ospitato la complessa macchina organizzativa di SMAU che ha portato esperti, professionisti e appassionati dell’Information & Communication Technologies ad incontrarsi.

Durante questi due giorni erano presenti oltre 50 aziende di cui 22 Startup  e PMI innovative. Le Startup partecipanti sono state selezionate attraverso una call lanciata nelle scorse settimane insieme a Sviluppo Campania, la società della Regione Campania che si occupa di promuovere e rafforzare la competitività e lo sviluppo del sistema territoriale regionale.

Sono stati oltre 50 i workshop che si sono tenuti durante SMAU Napoli, e che hanno affrontato tematiche come la domiotica low cost, macchine learning che possono prevedere i guasti dei dispositivi industriali, la realtà aumentata, il Cloud, e l’Internet of Things.

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SMAU 2016 è stato per noi un grande palcoscenico: abbiamo offerto più di 1000 popcorn, incontrato centinaia di partner e presentato la nostra azienda ed i nostri servizi a tutte le
persone che si fermavano al nostro stand.
foto-300x300Abbiamo avuto anche l’onore di essere stati premiati, per il secondo anno consecutivo, come Best Exhibitor dell’anno 2016“per aver utilizzato un approccio creativo e propositivo nell’attività di coinvolgimento del visitatore e per aver rafforzato la propria partecipazione attraverso l’utilizzo di strumenti di comunicazione innovativi”. Il premio ci è stato consegnato da Stefano Ciuoffo, l’Assessore alle Attività Produttive e al Commercio della Regione Toscana e da Pierantonio Macola, Amministratore Delegato di SMAU, durante la tappa di Firenze, del 7 e 8 luglio.

Vogliamo ringraziare coloro che ci hanno dedicato anche solo un minuto del loro tempo e gli organizzatori di SMAU che hanno reso possibile questo evento unico.

Arrivederci, ci vediamo nel 2017 con tante novità!

– Serena Masoni –

Ecco il nostro diario fotografico:

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Le Energie Colore

Rendi cosciente l’inconscio, altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino
C.G. Jung

Il sistema dello studio dello stile personale è solidamente fondato sulla teoria dei “tipi psicologici” di Carl Gustav Jung.
carl-gustav-jungCarl Gustav Jung è stato un celebre psichiatra, psicoanalista e antropologo svizzero.
La sua tecnica e teoria è chiamata “psicologia analitica” e “psicologia del mondo“. In essa egli avanzò delle personalità estroverse ed introverse e del potere dell’inconscio.
Jung sosteneva che la nostra personalità è formata dall’interazione di quattro funzioni psichiche principali: INTROVERSIONE, ESTROVERSIONE, PENSIERO e SENTIMENTO; ciò che rende un individuo unico è il modo in cui in ognuno si sbilanciano tali funzioni ed attitudini.
Combinandosi tra loro, queste funzioni danno vita a quattro dimensioni primarie o “energie colore“, che rappresentano quattro esempi di comportamenti osservabili:

  • BLU MARE: rappresenta una persona imparziale, obiettiva, distaccata.
  • ROSSO FUOCO: rappresenta una persona positiva, pragmatica, audace e sicura di sé.
  • VERDE NATURA: rappresenta una persona calma, tranquilla, rilassata e comprensiva.
  • GIALLO SOLE: rappresenta una persona allegra, incoraggiante, vivace ed ottimista.

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Ognuno di noi appartiene ad una delle aree sopra descritte, o meglio ognuno di noi ha una “energia colore prevalente” che influenza i nostri processi decisionali, il nostro benessere e le nostre relazioni. Proprio per questo ognuno ha una diversa rappresentazione della realtà, perché non vediamo il mondo per come è, ma per come noi siamo. Infatti, il nostro modo di agire trova la sua fonte nel modo in cui vediamo le cose.

Spesso succede che nella vita privata ci corrisponda una certa “energia colore“, mentre nell’ambito lavorativo ce ne corrisponde un’altra.

Perché?

Perché spesso il lavoro che svolgiamo richiede un certo comportamento, una determinata attenzione ed un determinato modo di porsi. Possiamo distinguere le varie energie colori anche all’interno di un’azienda: ogni reparto ha delle caratteristiche che fanno capo ad una specifica energia colore.

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Anche in VoipVoice possiamo associare ogni reparto ad una energia colore:

  • COMMERCIALE: rosso fuoco, in quanto è il reparto in cui si propone e si vende il prodotto/servizio e dobbiamo portare a casa più contratti possibile.
  • CUSTOMER CARE: verde natura, in quanto l’obiettivo è capire e comprendere il cliente, tranquillizzarlo in caso di problematiche e mantenere la calma.
  • MARKETING: giallo sole, in quanto è un reparto in cui non manca la creatività, essenziale nell’organizzazione di eventi e nel trovare le grafiche giuste e i gadget da distribuire.
  • AMMINISTRAZIONE: blu mare, in quanto viene svolto un lavoro di logica, di attenzione e di precisione.

Nel mio reparto, quello amministrativo, si predilige un’energia blu, perché la maggior parte delle mansioni svolte richiedono precisione, accuratezza ed attenzione: specialmente nell’inserimento dei contratti, nel processare le richieste di portabilità, nell’attivazione di nuovi numeri e di nuove linee ADSL e FIBRA e nei riepiloghi delle provvigioni da inviare ai nostri partners e collaboratori.

A volte però si può prediligere un’energia di colore rosso per quanto riguarda la gestione del recupero crediti, in quanto devo essere sì precisa, attenta e distaccata, ma anche decisa e ferma nel comunicare al cliente di coprire il debito, proponendo magari un piano di rientro e controllare poi che venga rispettato dal cliente. Allo stesso tempo però è necessario combinare l’energia verde, trasmettendo tranquillità e pacatezza, e l’energia gialla, trasmettendo talvolta vivacità.

Credo infatti che non ci sia un’unica energia colore che possa rappresentare ogni reparto: può essercene una prevalente, ma è necessario che ci siano anche le altre per poter affrontare ogni tipo di mansione e di attività.

Valentina Maionchi

Le Bandierine

“Ogni anno, 25 piloti prendono parte al campionato mondiale di Formula 1, e ogni anno due di noi perdono la vita. Chi può scegliere un lavoro simile? Non le persone normali, questo è sicuro. Ribelli. Pazzi. Sognatori. Persone che farebbero qualsiasi cosa per lasciare il segno e che sono disposti a morire pur di riuscirci.”

– Niki Lauda –

Correva l’anno 1976 e il mondo del Formula 1 divenne particolarmente interessante. Questo perché in pista c’erano due piloti che, al costo della loro vita, volevano vincere il titolo mondiale.

Loro due erano Niki Lauda, quello determinato, quello con rigore e attento ai dettagli, con il soprannome “il Computer“, e James Hunt, il ribelle, lo spericolato, pieno di vizi e soprannominato “lo Schianto”.

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Niki Lauda e James Hunt

16 gran premi da correre con un unico obiettivo: tagliare il traguardo per primi. Lauda al monoposto della Ferrari contro Hunt sull’abitacolo della Maclaren. Le prime 6 gare vennero vinte da Lauda con estrema facilità fino all’ottava gara dove cominciò a farsi vedere Hunt.

Quest’ultimo vinse le due successive gare posizionandosi davanti a Lauda.

Il pericolo imminente della morte era sempre presente sulle piste di questo sport. Infatti si manifestò con un brutto incidente per Lauda, nel nono gran premio disputato in Germania, dove si salvò per miracolo grazie all’aiuto di Arturo Merziario e altri piloti.

Lauda venne portato d’urgenza in ospedale dove rimase per diverse settimane con gravi ustioni sulla fronte. Lui vedeva vincere Hunt dal letto dell’ospedale e voleva assolutamente ritornare sulla pista per finire il campionato. Con gran fatica e nonostante il parere contrario dei medici dopo solo 6 settimane ritornò a correre sulla pista dell’Italia. Giunse quarto al traguardo.

Hunt nonostante la grande volontà di Lauda non si fermava e continuava a vincere avvicinandosi così all’avversario, all’ultimo gran premio, distaccato di soli 3 punti, .

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Sulla pista

Il gran premio di Giappone iniziò con la pioggia che non era favorevole per la corsa. Venne deciso comunque di far correre i piloti perché l’interesse pubblico per questo premio era altissimo.

La gara iniziò ma al secondo giro Lauda si ritirò perché non voleva rischiare per la seconda volta la sua vita e poteva solo sperare nel quarto posto di Hunt.  Lui però si piazzò al terzo vincendo così il suo primo ed unico titolo mondiale.

La rivalità tra i due ha fatto uscire le loro competenze e capacità per vincere e raggiungere i loro obbiettivi.

Vi racconto questa storia non tanto per le rivalità ma perché l’obbiettivo di questi due piloti era uno solo: vedere la bandiera a scacchi che annunciava la fine della corsa.

Quella bandiera che costava fatica, sudore e dedizione. Quella bandiera che dava importanza a quello che succedeva prima della fine corsa.

Tra i nostri reperti storici in questi giorni trovai delle bandierine che mettevamo sulla cartina italiana, che avevamo nel nostro ufficio, quando facevamo un rivenditore. Ogni bandiera era contrassegnata con il nome del rivenditore.

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Le Bandierine

Vedere riempire i spazi sulla cartina ci mostrava il nostro traguardo cioè quello di avere almeno un rivenditore in ogni regione Italiana, che avevamo in quel momento. Pian piano però non bastava più lo spazio sulla cartina, anzi per la regione Lombardia abbiamo dovuto stampare una cartina a parte 🙂

Vi chiederete cosa c’entra tutto questo con il reparto tecnico di cui faccio parte?

Semplice, noi dobbiamo far rimanere lì queste bandierine.

La nostra bandierina è una specie patto di fiducia che noi abbiamo stipulato con il nostro partner. Quando si presenta una segnalazione non necessariamente ci deve essere una soluzione immediata a questa ma ci deve essere uno scambio di comunicazione continuo che infonda sicurezza e che faccia capire al partner che stiamo prendendo cura della sua situazione.

Ciò che ci porta ogni anno al nostro traguardo finale è la nostra passione per il nostro lavoro dove ogni mese viene visto come un piccolo gran premio che dobbiamo sempre raggiungere per vedere anche noi la nostra bandiera finale portarci, oltre il sorriso, una grandissima soddisfazione.

Siamo i sognatori, i ribelli e i pazzi, di cui parla sopra Niki Lauda, pronti ad affrontare anche il campionato del 2017!

Parminder Kaur

Nota Bene:  Sulla rivalità di questi due grandissimi piloti vi consiglio il film Rush, di Ron Howard, che racconta il campionato del 1976.