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VoIP Academy E-Learning | La Formazione On Line di VoipVoice

Curiosità e passione per il proprio lavoro sono due leve fondamentali per crescere e svilupparsi come professionista. Lo sono in generale nella vita ma soprattutto nel mondo business. E come si può appagare il senso di curiosità continua che imperversa la mente?!

Solo in un modo: studiando, formandosi. La non conoscenza, la ricerca, la voglia di crescere, costringe a mettersi in discussione e a studiare. Quest’anno VoipVoice ha investito tantissimo nella formazione per i suoi partner con la VoIP Academy, la formazione in aula per i partner con i Corsi di Certificazione che hanno sempre riscosso il tutto esaurito (si tiene domani l’ultimo corso del 2018), e con la VoIP Academy E-Learning, la formazione a distanza tramite Webinar rivolta a partner System Integrator, Installatori ma anche professionisti del settore ICT e appassionati di tecnologia.

Quest’ultima tipologia di formazione rappresenta un nuovo modo di trasmettere le competenze tramite (e grazie) ad internet e fa da corollario ai corsi in aula. Con l’E-Learning possiamo infatti moderare un Webinar qui, dalla nostra sede di Montelupo Fiorentino, con il relatore che parla da Milano, Roma o Palermo ad esempio, e interagire con centinaia di persone sparse in tutto il territorio italiano che possono collegarsi tramite ogni device, dal pc al tablet allo smartphone. Comodo, pratico, funzionale. Ci si forma, con un click!

Ciascun Webinar consiste in una vera e propria pillola formativa gratuita di 45 minuti dedicata ad una tematica precisa per il settore ICT, argomenti che cerchiamo sempre di proporre il più tecnici e specifici possibile, in modo da soddisfare la curiosità e l’interesse reale dei partecipanti.

All’edizione invernale della VoIP Academy E-Learning, conclusasi lo scorso venerdì, hanno partecipato oltre 300 persone. Oltre 300 professionisti che, per cinque giorni, alle 14:30, tramite link si sono collegati al Webinar che era in programma per seguire la lezione proposta dal docente. E, per coloro che si erano iscritti ai Webinar ma non hanno potuto seguire la diretta, è disponibile la registrazione video, fruibile in qualsiasi momento, basta mandare una mail a marketing@voipvoice.it facendone richiesta.

Dalle tecniche di vendita per il VoIP al ruolo svolto dai gateway per assicurare la continuità dei servizi voce, dalla giusta scelta del centralino in base alle esigenze dell’azienda cliente alla creazione dei messaggi con sintesi vocale text – to – speech, fino alle novità dei servizi voce e connettività VoipVoice: questi gli argomenti che abbiamo affrontato in questa edizione.

Abbiamo ricevuto molti feedback positivi da parte dei partecipanti sia proprio sui temi sia sulle capacità di esposizione dei docenti/esperti. E è proprio ad alcuni di loro che abbiamo voluto chiedere perché, secondo il loro punto di vista, è importante fare formazione on line.

“La formazione dei partner è un punto fondamentale del nostro business, possiamo raggiungere velocemente una platea ampia e diffondere informazioni chiave in poco tempo. Con l’aiuto di VoipVoice e dei loro servizi di E-Learning tutto è più semplice e gestito con la massima professionalità e competenza.” Fabio Massimo Carnevale, Direttore Commerciale Sintel

“Ho avuto il piacere di dare delle nozioni sulle tecnologie vocali durante la VoIP Academy E-Learning organizzata da VoipVoice. Il Webinar è un sistema molto interessante per poter realizzare in poco tempo una formazione o miniformazione a distanza e quindi il pubblico partecipante non ha bisogno di affrontare un viaggio o organizzarsi in modo complicato. Credo che l’E-Learning rappresenti non solo il presente ma anche il futuro di parte della formazione.” Fiore Soldi, Indipendent Sales Manager CodeFactory

Come distributore a valore aggiunto operiamo su tutto il territorio nazionale, con clienti che vanno dal Trentino alla Sicilia. Far confluire tutti i nostri partner a Milano per realizzare dei corsi  in presenza non è solo oneroso ma anche complicato. Tramite l’E-Learning riusciamo a raggiungere tutti loro fornendo spunti e nozioni non solo tecniche ma anche commerciali. I Webinar sono quindi un ottimo strumento per fare formazione e anche per sviluppare nuove collaborazioni e partnership.Rocco Gerace, CEO Distrilan

La possibilità di comunicare con molte persone contemporaneamente, creare momenti di confronto con gli esperti, apprendere senza spostarsi dal proprio ufficio sono solo alcuni dei vantaggi offerti dall’E-Learning, una modalità formativa flessibile, pratica e disponibile everywhere!

Chi lavora nel nostro settore sa che deve necessariamente formarsi: le tecnologie evolvono rapidamente, il mercato muta e si ampliano le possibilità. Per essere sempre competitivi è necessario essere professionisti preparati, competenti e soprattutto aggiornati. Per questo, nel 2019, VoipVoice punterà ancora di più sulla formazione, sia in aula che on line.

Abbiamo in serbo tante nuove attività per la VoIP Academy, stay tuned & see!

Martina Giacomelli, Communication & Digital PR Manager VoipVoice

Il sorriso di Fahlman, l’inventore delle Emoticons

“Suggerisco di utilizzare la seguente sequenza di caratteri come indicatore di uno scherzo : – ) . Leggetelo di lato. In realtà, faremmo prima a contrassegnare le cose che non sono uno scherzo, date le tendenze attuali. Per queste, possiamo usare : – ( .”

Attraverso questo semplice messaggio lasciato in una delle prime BBS (Bullettin Board System – le antesignane dei forum group) della Carnegie Mellon University di Pittsburgh nel 1982, Scott Fahlman, all’epoca giovane ricercatore di AI (Artificial Intelligence – la scienza che cerca di far compiere ai computer scelte/azioni come se fossero dettate dalla mente umana), aveva codificato lo Smiley, dando origine a tutti quei simboli che sono stati poi identificati nelle Emoticons prima e nelle Emojii dopo.

primo-messaggioLa sequenza grafica proposta da Fahlman era costituita da tre caratteri: i due punti, il segno del meno e la parentesi ) per “marcatore dello scherzo”, la parentesi ( per indicare le cose serie.

Ma perché c’era bisogno di un Joke-Marker, di un indicatore dello scherzo?

arpanet-1974

ARPANET – 1974

Alla fine degli anni ’70, la Carnegie Mellow University era inserita tra le università statunitensi collegate da ARPANET, la prima rete di computer basata sulla Commutazione a Pacchetti, e i computer a disposizione erano dei grandi terminali, molto lenti, dove si poteva solo scrivere un testo, senza la possibilità di inserire né foto, né immagini né tantomeno video. Una tecnologia completamente diversa rispetto quella a cui siamo abituati oggi.

Per scambiarsi informazioni venivano utilizzate le mail e le BBS, due sistemi di comunicazione che possono essere considerati gli antenati dei Social Network odierni poiché lì vi si affrontavano non solo argomenti seri ed importanti, ma anche questioni private e venivano spesso fatte battute o scherzi, generando il più delle volte incomprensioni.

Fahlman ha ricordato, durante il suo recente intervento al Wired Next Fest 2016 a Firenze, che qualche giorno prima che proponesse lo Smiley come Joke-Marker, c’erano stati non pochi problemi tra docenti e rettore universitario dovuti ad uno scambio di mail sulla possibile perdita di mercurio qualora uno degli ascensori dell’università fosse dovuto andare in caduta libera schiantandosi al suolo: lo scherzo paragonava la discesa/salita dell’ascensore ad un termometro che misurava la febbre. Chiaramente stiamo parlando di un puro umorismo tech-nerd, proprio degli utilizzatori dei computer dell’epoca.

Prima della proposta di Fahlman, c’era stato chi aveva suggerito di inserire l’asterisco * accanto alle frasi scherzose, tuttavia il simbolo * poteva essere utilizzato anche come marcatore di qualcosa che doveva essere approfondito, che aveva bisogno di una specifica ulteriore e questo avrebbe creato inevitabilmente confusione. Oppure chi come Kevin MacKenzie aveva ipotizzato di utilizzare questa punteggiatura )- come simbolo di una linguaccia, dello scherzo appunto, ma la sua idea non trovò seguito e venne presto abbandonata.

La sequenza : – ) ribattezzata fin da subito come Smiley, sorriso, è nata quindi per indicare ciò che non doveva essere preso sul serio, come una frase divertente, e, analogamente, la sequenza : – ( creata per indicare “guarda, non sto scherzando, sono serio” è diventata ben presto il simbolo di qualcosa di triste o di negativo.

Scott Fahlman

Scott Fahlman

Attraverso il suo messaggio, Fahlman ha proposto una codifica del linguaggio testuale grazie ad un simbolo di chiara ed immediata comprensione, il volto umano.

Quello di cui non si era reso conto era l’assoluta viralità della sua idea: Fahlman pensava che il clamore iniziale si sarebbe esaurito nel giro di un paio di mesi, ma così non è stato. Con l’avvento di Internet e la diffusione del WWW grazie a Tim Berners-Lee, i computer iniziarono a circolare non solo nelle università e nelle aziende ma anche nelle case private: chiunque entrasse in contatto con le mail, i forum o i vari messaggi molto spesso includeva il simbolo 🙂 oppure 🙁 per accompagnare le sue parole.

emoticons

Elenco di Emoticons

: – ) è stato identificato fin da subito non solo come marcatore dello scherzo ma proprio come espressione dell’emozione umana della gioia, della felicità e della positività. Lo Smiley era diventato Emoticon Emotion Icon, un modo facile e intuitivo di esprimere le emozioni umane attraverso una sequenza grafica, l’icona appunto. Il termine Emoticon viene tradotto in italiano con la parola “faccina”, proprio a voler rimarcare quello che è il forte collegamento tra il volto umano e quelle sequenze grafiche che di lui vogliono esprimere le emozioni.

Faccina arrabbiata, piangente, stupore, bacio, sorriso a 24 denti, dispiacere: per moltissime emozioni umane è stato creato un simbolo preciso. Tante anche le varianti che si sono sviluppate: dall’abbreviazione dei caratteri togliendo il trattino del meno centrale : ) e : ( (Fahlman è solito definire questi simboli con disprezzo perché gli ricordano il volto di una rana), passando poi per le Kamoji, le Emoticons giapponesi così rappresentabili (*_*).

Emojii

Emojii

Partendo dall’analisi delle Emoticons e del ruolo che avevano nella comunicazione web, Shigetaka Kurita ha dato vita alle Emoji, dei simboli pittografici che hanno iniziato a diffondersi prima in Giappone alla fine degli anni ’90 e poi nel resto del mondo: il suo scopo era creare nuove icone che permettessero ai giovani di esprimersi utilizzando meno caratteri possibili di quelli permessi per l’invio di un messaggio.  Dalle faccine tonde e colorate, arricchite da espressioni sempre più bizzarre, siamo poi passati a simboli rappresentativi di persone, città, cibi, animali, stagioni, bandiere etc.

Facebook Reactions

Facebook Reactions

Facebook Reactions, introdotte ad inizio 2016, sono un’altra testimonianza di quanto sia importante per ogni individuo esprimere la propria emozione nel mondo Web e dei Social Network. Dal classico “Mi Piace” adesso è possibile dire se quel post/foto/video/link mi piace, ne sono innamorata, mi fa ridere, mi rende triste oppure arrabbiata.

Io insieme a Scott Fahlman al Wired Next Fest 2016

Io insieme a Scott Fahlman al Wired Next Fest 2016

 

Il 19 settembre 2016 è ricorso il 34 compleanno dello Smiley e, anche se il suo significato è cambiato rispetto all’inizio, il sorriso di Fahlman ha aperto le porte alla diffusione delle emozioni sul Web e sui Social Network.

 

Anche noi vogliamo fare la nostra parte! Con Inside Factory, il Brand powered by VoipVoice che si occupa di Formazione, E-Learning, Marketing e Organizzazione di Eventi, lavoriamo proprio sulle emozioni umane cercando di rappresentare un valore aggiunto per chi ci sceglie. Vogliamo emozionarci prima noi, guardandoci dentro, e attraverso la scelta di immagini e parole giuste, location fuori dagli schemi, la costruzione di una storia e lo StoryTelling, provare a regalare un’emozione anche agli altri, un sorriso extra-ordinario, perché “un sorriso è immediatamente riconoscibile da qualsiasi persona nel mondo, a prescindere dalla cultura”.

a cura di Martina Giacomelli