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Le Bandierine

“Ogni anno, 25 piloti prendono parte al campionato mondiale di Formula 1, e ogni anno due di noi perdono la vita. Chi può scegliere un lavoro simile? Non le persone normali, questo è sicuro. Ribelli. Pazzi. Sognatori. Persone che farebbero qualsiasi cosa per lasciare il segno e che sono disposti a morire pur di riuscirci.”

– Niki Lauda –

Correva l’anno 1976 e il mondo del Formula 1 divenne particolarmente interessante. Questo perché in pista c’erano due piloti che, al costo della loro vita, volevano vincere il titolo mondiale.

Loro due erano Niki Lauda, quello determinato, quello con rigore e attento ai dettagli, con il soprannome “il Computer“, e James Hunt, il ribelle, lo spericolato, pieno di vizi e soprannominato “lo Schianto”.

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Niki Lauda e James Hunt

16 gran premi da correre con un unico obiettivo: tagliare il traguardo per primi. Lauda al monoposto della Ferrari contro Hunt sull’abitacolo della Maclaren. Le prime 6 gare vennero vinte da Lauda con estrema facilità fino all’ottava gara dove cominciò a farsi vedere Hunt.

Quest’ultimo vinse le due successive gare posizionandosi davanti a Lauda.

Il pericolo imminente della morte era sempre presente sulle piste di questo sport. Infatti si manifestò con un brutto incidente per Lauda, nel nono gran premio disputato in Germania, dove si salvò per miracolo grazie all’aiuto di Arturo Merziario e altri piloti.

Lauda venne portato d’urgenza in ospedale dove rimase per diverse settimane con gravi ustioni sulla fronte. Lui vedeva vincere Hunt dal letto dell’ospedale e voleva assolutamente ritornare sulla pista per finire il campionato. Con gran fatica e nonostante il parere contrario dei medici dopo solo 6 settimane ritornò a correre sulla pista dell’Italia. Giunse quarto al traguardo.

Hunt nonostante la grande volontà di Lauda non si fermava e continuava a vincere avvicinandosi così all’avversario, all’ultimo gran premio, distaccato di soli 3 punti, .

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Sulla pista

Il gran premio di Giappone iniziò con la pioggia che non era favorevole per la corsa. Venne deciso comunque di far correre i piloti perché l’interesse pubblico per questo premio era altissimo.

La gara iniziò ma al secondo giro Lauda si ritirò perché non voleva rischiare per la seconda volta la sua vita e poteva solo sperare nel quarto posto di Hunt.  Lui però si piazzò al terzo vincendo così il suo primo ed unico titolo mondiale.

La rivalità tra i due ha fatto uscire le loro competenze e capacità per vincere e raggiungere i loro obbiettivi.

Vi racconto questa storia non tanto per le rivalità ma perché l’obbiettivo di questi due piloti era uno solo: vedere la bandiera a scacchi che annunciava la fine della corsa.

Quella bandiera che costava fatica, sudore e dedizione. Quella bandiera che dava importanza a quello che succedeva prima della fine corsa.

Tra i nostri reperti storici in questi giorni trovai delle bandierine che mettevamo sulla cartina italiana, che avevamo nel nostro ufficio, quando facevamo un rivenditore. Ogni bandiera era contrassegnata con il nome del rivenditore.

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Le Bandierine

Vedere riempire i spazi sulla cartina ci mostrava il nostro traguardo cioè quello di avere almeno un rivenditore in ogni regione Italiana, che avevamo in quel momento. Pian piano però non bastava più lo spazio sulla cartina, anzi per la regione Lombardia abbiamo dovuto stampare una cartina a parte 🙂

Vi chiederete cosa c’entra tutto questo con il reparto tecnico di cui faccio parte?

Semplice, noi dobbiamo far rimanere lì queste bandierine.

La nostra bandierina è una specie patto di fiducia che noi abbiamo stipulato con il nostro partner. Quando si presenta una segnalazione non necessariamente ci deve essere una soluzione immediata a questa ma ci deve essere uno scambio di comunicazione continuo che infonda sicurezza e che faccia capire al partner che stiamo prendendo cura della sua situazione.

Ciò che ci porta ogni anno al nostro traguardo finale è la nostra passione per il nostro lavoro dove ogni mese viene visto come un piccolo gran premio che dobbiamo sempre raggiungere per vedere anche noi la nostra bandiera finale portarci, oltre il sorriso, una grandissima soddisfazione.

Siamo i sognatori, i ribelli e i pazzi, di cui parla sopra Niki Lauda, pronti ad affrontare anche il campionato del 2017!

Parminder Kaur

Nota Bene:  Sulla rivalità di questi due grandissimi piloti vi consiglio il film Rush, di Ron Howard, che racconta il campionato del 1976.

Intervista a Alessandro Vitali di JABRA

 

Dopo un brevissimo periodo di pausa torna l’angolo dedicato alle interviste, a coloro che nel Alessandro Vitaliproprio lavoro svolgono un ruolo molto importante, sono i portavoce della “new generation technology“. E’ bello considerarli anche come “Pionieri tecnologici”, fieri del proprio lavoro e carichi di energia, girano l’Italia per lungo e per largo a incontrare chi, come loro, vive nel fantastico mondo dell’ICT.

Quest’oggi abbiamo voluto intervistare “Mr. Cuffia”, sto parlando di Alessandro Vitali, Channel Account Manager Italia di JABRA. Andiamo a conoscerlo.

Ciao Alessandro, inizierei subito col rompere il ghiaccio togliendomi la prima curiosità: come ti sei avvicinato al mondo delle TLC per poi entrare a far parte di JABRA?

È stato veramente un caso, lavoravo come venditore per un’azienda Italiana leader nella produzione e vendita di materiali plastici per imballaggio industriale e alimentare, un’azienda storica e molto solida, ma ancora nel 1998 molto “vecchia” e tecnologicamente indietro rispetto a come il mercato in generale stava evolvendo. Se vi ricordate infatti quelli erano più o meno gli anni del boom della rete mobile e dei cellulari, ma anche di internet e di molto altro. A quel punto ho sentito la necessità a 24 anni di esplorare nuovi settori, fare nuove esperienze, cercare di crescere professionalmente in un mondo più tecnologico ed in fase di sviluppo. Così grazie ad un amico (che poi è stato collega ed oggi concorrente…il mondo è piccolo…) ho approcciato in qualità di “sales engineer” una realtà Italiana che produceva e rivendeva strumenti per le telecomunicazioni e diversi altri prodotti particolari o di nicchia in quegli anni, come per esempio le Cuffie Telefoniche. Pensate la coincidenza, il Brand in questione che questa società rivendeva era ACS, una società americana che da li a pochissimo fu acquisita da GN Netcom, l’attuale multinazionale Danese per cui adesso lavoro e riconosciuta sul mercato con il Brand Jabra. Comunque dopo questa esperienza di circa un anno e mezzo il percorso di avvicinamento a Jabra è stato un classico, ho lavorato infatti quasi 5 anni come “area manager” per un Distributore/rivenditore Italiano molto specializzato nella proposizione di prodotti per le telecomunicazioni ed in particolare nella vendita delle Cuffie, da qui il salto direttamente dal Vendor.

Ognuno di noi da ragazzo sognava un futuro lavorativo da star, invece Alessandro Vitali cosa sognava di fare?

Bhè ma io sono la star delle Cuffie…!! Battute a parte, da piccolo sognavo di diventare un famoso tennista, ancora adesso mi piace praticare questo fantastico sport. Però come la maggior parte dei ragazzini mi sono ritrovato a giocare a calcio nella squadra di paese, con alla fine alle spalle un’anonima ma discreta carriera dilettantistica come portiere. Quindi ben presto il modello di star in termini di carriera lavorativa è diventato mio papà, che ha lavorato con molti riconoscimenti e soddisfazione come agente di commercio per 40 anni e che sicuramente mi ha insegnato tanto su come stare in mezzo alla gente, l’approccio commerciale e relazionale con le persone, l’onestà e la serietà con i clienti e molto altro. Nonostante i miei studi di estrazione economica, ho sempre avuto infatti un’indole puramente commerciale, già a scuola compagni e insegnanti mi dicevano che da grande sarei diventato un venditore o un politico, e siccome preferisco la concretezza, ho deciso di buttarmi nel mondo delle vendite seguendo la tradizione di famiglia.

JABRA è una multinazionale con sede in Danimarca. A Tuo parere, come viene visto il mercato italiano dall’estero?

Bella domanda. Dalla mia esperienza, frutto anche di numerosi confronti con altri “colleghi/Vendor” del settore, ho capito che la visione del mercato Italiano dall’estero è differente in base al paese che osserva e confronta, ma anche molto differente in base al tipo di prodotto/offerta di cui si parla. Sicuramente se guardiamo in generale il mondo delle TLC e ICT, il mercato italiano viene visto come un’opportunità ad ampio margine di crescita, credo anche dovuto al fatto che l’Italia è famosa per l’incidenza delle numerosissime piccole/medie Aziende rispetto ad altre Country come Francia, Germania e UK, dove invece si lavora essenzialmente con altre metriche. Anche parlando specificatamente del mondo delle Cuffie l’Italia viene vista come un’opportunità, il mercato dello SMB è infatti un riferimento sempre più importante, così come il Voip e le UC su cui tutti stiamo spingendo per uno sviluppo convergente del Business in progressiva e costante crescita. Non dimentichiamoci poi dei call center, il cui mercato in Italia è sempre stato parecchio florido sin dai tempi in cui si svilupparono i primi casi. Tant’è che negli ultimi due anni la delocalizzazione di questi servizi sta pian piano rientrando, capito infatti che la qualità e la formazione del personale italiano garantiscono un servizio che non può essere coperto dal solo risparmio nell’apertura di call center fuori nazione. Di certo però dall’estero è chiaro un fatto, che danneggia molto il mercato locale anche a in termini di qualità e servizio verso i clienti. Sto parlando delle molte piccole aziende locali che si improvvisano importatori di improbabili cuffie o re-brand, facendo sì di abbassare i prezzi medi dei prodotti Professionali e sminuendo il servizio di qualità alla base di società storiche e specializzate nel settore come Jabra. Ma ancor peggio, facendo sì che i clienti finali si ritrovino inconsapevolmente a paragonare prodotti che non hanno niente a che fare tra di loro, soprattutto in termini di affidabilità, qualità e design.

In questa evoluzione tecnologica che stiamo vivendo qual è il ruolo delle cuffie?

Il ruolo delle Cuffie è assolutamente fondamentale. L’adozione delle device audio come strumento di lavoro è importantissima per lo sviluppo e la convergenza di certe tecnologie, ripetendo di nuovo l’esempio lampante delle UC e del Voip. Ricordiamoci con umiltà che senza tutta l’infrastruttura alle nostre spalle, che sia un telefono o un PC, la Cuffia servirebbe veramente a poco. Da questo presupposto nasce la nostra grande esperienza e competenza che ha permesso a Jabra nel corso degli anni di migliorare costantemente ed ottimizzare a pieno le funzionalità, la qualità dei materiali e l’affidabilità, facendo dell’innovazione tecnologica il proprio motto identificativo. Come spesso diciamo, siamo “l’ultimo metro” dell’infrastruttura e della tecnologia a cui ci interfacciamo, quel pezzo che diventa imprescindibile se si vuole ottimizzare a pieno l’efficienza e la produttività dell’infrastruttura stessa, ma soprattutto di chi lavora. Senza tralasciare poi un altro importante aspetto su cui Jabra sta spingendo fortemente negli ultimi anni e per cui il mercato ci riconosce da sempre come un riferimento assoluto, il design. Infine parlando di questa evoluzione tecnologica oggetto della domanda, devo sottolineare anche la duttilità dei prodotti Jabra, che rende l’oggetto usufruibile da tutti gli utenti anche nei momenti e/o ambienti non lavorativi, dando la percezione di soddisfazione e qualità a 360° per qualsiasi tipo di utilizzo, dalle chiamate di lavoro a quelle personali, dalle conference call su PC all’ascolto della musica in qualità stereo HiFi su tablet & smartphone… insomma chi potrebbe fare a meno dei prodotti Jabra?

JABRA è un brand molto conosciuto, lo troviamo ovunque: in tutti i distributori, nei supermercati e anche su Amazon. Che differenza c’è tra questi canali e come si distingue?

Jabra ormai è un brand di riferimento per ogni tipo di utilizzo, sia nel mondo Business che in quello consumer. Nel nostro settore specifico, le Aziende che producono questo tipo di prodotti non possono non guardare con estrema attenzione all’aspettativa di tutti i tipi di utente, sempre più variegata ed esigente. La giusta pretesa di avere un ottimo rapporto qualità/prezzo con il massimo delle performance e funzionalità è diventata certamente la chiave per lo studio e lo sviluppo dei nuovi prodotti. Tant’è che Jabra ormai da anni ha diviso in due canali differenti la propria offerta, abbiamo quindi la divisione “Business” che si occupa delle produzione e commercializzazione dei prodotti Professionali per UC – Call Center & Office, a cui io faccio riferimento in qualità di Responsabile del Canale in Italia. Poi c’è la divisione “Mobile” che commercializza i prodotti per utilizzo più privato (musica e sport sono i fattori trainanti degli ultimi anni) nel mondo cunsumer e delle grande distribuzione. Il mercato online invece è un discorso molto complicato, oggetto di studio e continua valutazione da parte di aziende come la nostra, ma del tutto inevitabile al giorno d’oggi, dove internet e l’acquisto online sono diventati uno strumento diffusissimo. Quello che consigliamo ai nostri clienti in merito ai prodotti Professionali Jabra, è quello di rivolgersi ai canali autorizzati, che siano tradizionali o online, l’importante non è il risparmio di un euro ma bensì il servizio e l’attenzione che si possono ottenere e pretendere da un Partner Jabra competente e specializzato.

Un tuo parere, sincero, di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT?

Se devo essere sincero non saprei fare una previsione di cosa succederà di preciso nei prossimi anni nell’ICT, la cosa certa è che vedo impegno e volontà da parte di tutte le aziende coinvolte in questa continua evoluzione, fattori che sono certo aiuteranno a fare da traino per la definitiva uscita dal recente periodo di staticità, che nonostante tutto ha visto ugualmente questo settore tra i più attivi e propositivi a livello economico, tecnologico e innovativo. Le stime di settore relative alla crescita in ambito UC, così come le conseguenti stime di crescita a livello di vendite nel nostro settore specifico di accessori e strumenti a corredo delle UC, ci confortano e ci stimolano già da qualche anno, oltre ad essere sempre in costante aumento. Questo presuppone però investimenti ed impegno da parte di tutti (Vendor, Distributori, Rivenditori, End User e utilizzatori privati), sia in tecnologia che in risorse competenti che aiutino e supportino correttamente il processo, oltre ad una forte attenzione e reattività che spesso può fare la differenza quando dobbiamo valutare un’opportunità o affrontare una nuova sfida. Noi di Jabra siamo pronti, il mercato lo ha capito e ce lo riconosce, sia in termini di risultati numerici che di stima, e di questo ne siamo orgogliosi.

Per concludere questa intervista l’ultima domanda è chiedendoti cos’è per te il VoIP?

Il Voip è secondo me un concetto allargato, non può e non deve essere visto come un termine che identifica solo una tecnologia o servizio specifico. Il valore del Voip e l’utilità stessa che ne consegue devono essere percepiti come un fattore da supportare e promuovere, dato che la convergenza di tecnologie e prodotti in questo settore è ormai l’anima vera di uno sviluppo innovativo ed economico a cui tutti dobbiamo far riferimento con interesse ed attenzione. Sempre che si voglia stare al passo e puntare tutti sulla continua evoluzione del mercato delle TLC e dell’ICT. Noi di Jabra lo vogliamo fortemente ed il nostro impegno nella promozione e adozione di nuove tecnologie e strumenti ad esse connessi, ne sono un forte esempio.

Siamo piacevolmente soddisfatti di questa intervista. Alessandro in ogni punto ha dimostrato pienamente la sua professionalità con una preparazione invidiabile. Conosce il mercato e condivide gli obbiettivi ed il management dell’azienda. Sono persone così che ci fanno comprendere quanto sia bello e piacevole far parte, in ogni ruolo, di questa evoluzione tecnologica nel vasto mondo dell’ information communication technology.

intervista a cura di Samuel Lo Gioco

I PROSSIMI EVENTI DI JABRA SONO:

16 SETTEMBRE, PALERMO AL “VOIP EVENT” di ALLNET.ITALIA

8 OTTOBRE, MILANO AL “EVENTO PARTNER JABRA 2015”

Intervista a Emiliano Papadopoulos di Allnet.Italia

Fino ad oggi abbiamo voluto giocare, per conoscere i nuovi pareri di coloro che della tecnologia ne sono i portavoce, con alcuni dei vendor che producono soluzioni IP-Voice a livello Emiliano Papadopoulosinternazionale. Oggi abbiamo voluto intervistare Emiliano Papadopoulos, CEO di Allnet.Italia, per conoscere un altro punto di vista in questo panorama IT, quello dei distributori. Andiamo a conoscerlo.

Ciao Emiliano, grazie innanzitutto per la tua disponibilità. Partirei con qualcosa di personale: come sei approdato al mondo dell’ICT?

Come tante storie precedenti alla nostra, la passione per l’ICT parte dai primi anni adolescenziali con l’approdo dei primi personal computer di cui allora l’Italia era protagonista. Nonostante una formazione di estrazione economica ed il fatto che i primi lavori fossero in ambiti completamente diversi, complice il boom di fine anni ‘90, abbiamo sempre cercato un’occasione per creare qualcosa nel mondo informatico. Essa si è presentata tramite una vecchia amicizia sin dagli anni ‘80 con il proprietario di ALLNET Gmbh.

Quali sono le relazioni con ALLNET Germania e quali i punti comuni nel modo di fare business?

ALLNET.ITALIA e ALLNET Gmbh sono due aziende indipendenti ed autonome l’una dall’altra. Tuttavia esiste una consolidata alleanza strategica declinata in diversi modi.  Italia e Germania sono due paesi molto distanti in termini culturali, economici e finanziari, per cui abbiamo subito intuito che avremmo dovuto trovare il nostro modello di business cercando di declinare le migliori caratteristiche della cultura tedesca adattandole al nostro contesto.  Abbiamo sempre ritenuto che la multiculturalità fosse un valore importante nel contesto europeo e che se fossimo riusciti a trovare un metodo tra paesi apparentemente distanti come la Germania e l’Italia avremmo potuto ottenere ottimi risultati fondendo il meglio delle due culture. È una relazione che funziona in modo bidirezionale per il bene comune.

Cos’è per te il VoIP?

Il concetto di VoIP, nonostante all’inizio fosse inteso per noi come tutte quelle tecnologie atte a sfruttare la rete IP per veicolare esclusivamente la voce, si sta ora evolvendo nelle Unified Communication dove vengono inglobati anche la messaggistica istantanea, il Video, la mobilità ecc. con più attori, diverse tecnologie e con schemi di architettura più o meno complessi.Allnet.Italia

Qual è il segreto che Vi ha fatto diventare leader in una categoria così articolata come il VoIP nella distribuzione di soluzioni?

Non credo ci siano segreti particolari nel successo di un’azienda se non un insieme di cose. Ci sono solo alcuni importanti ingredienti che sono universali. Il valore delle persone, la lealtà verso i partner, clienti e fornitori, alti valori etici, la passione per l’innovazione, principi finanziari sani ed un modello di business ragionato e implementato con meticolosità.  La BU VoIP o UC, come oggi viene definita in senso ampio, è stata aperta nel 2004 ed abbiamo subito compreso le potenzialità e l’effetto dirompente che avrebbe avuto nelle telecomunicazioni nelle sue varie declinazioni (Open, Legacy, Cloud ecc…). Una volta definito quali potessero essere gli sbocchi tecnologici, abbiamo stretto accordi con i vendor che, in termini di capacità innovativa e tecnologica, abbiamo ritenuto potessero essere vincenti nel futuro prossimo.

Quando si parla di distribuzione si cita sempre l’espressione “a valore aggiunto”, ma come definisce Allnet questo valore aggiunto?

Il valore aggiunto per noi, oltre i classici termini intesi come la logistica integrata, il supporto pre e post vendita, la formazione e certificazione per conto dei vendor ed il marketing, sta nella costante innovazione declinata in una metodologia per comprendere i trend tecnologici emergenti ed uno scouting continuo per individuare i protagonisti tecnologici del domani.  Il passo successivo è quello di lavorare insieme a loro per costruire soluzioni di successo. Nel fare questo diamo molta importanza alla sperimentazione preventiva delle tecnologie e la formazione del nostro personale.

Siete stati pionieri nel creare un vero e proprio “Evento VoIP” negli anni passati, quest’anno avete voluto dare una svolta portando a due giorni l’evento ed organizzando un’agenda piena di interventi con tematiche ben precise. Puoi raccontarci meglio il valore di ICT Solutions che si svolgerà il prossimo 12 e 13 maggio a Bologna?

ALLNET.ICT Solutions AllnetITALIA è un’azienda con 5 Business Unit di cui le UC sono solo una di essa. Le altre sono la SICUREZZA informatica e fisica, il NETWORKING, Wired e Wireless, I DATA Center ed il cloud ed infine “More” dove concentriamo le tecnologie emergenti come l’IoT ecc. Oggi per differenziarsi dal mercato è sempre più importante sapere costruire soluzioni. Molti dei nostri clienti come attività principale non hanno esclusivamente la telefonia, ma dovendo questa lavorare sopra un’infrastruttura di rete adeguata offrono anche gli apparati ed i servizi ad essi connessi. Del resto stiamo vivendo nell’era della convergenza e tutto passa sull’IP. Il valore del ICT solutions day è appunto quello di fornire una finestra di due giorni sulle tecnologie emergenti e lo stato dell’arte attuale.  Rappresenta inoltre un’occasione importante per fare rete e trarre spunto dal confronto tra settori tecnologici paralleli e convergenti con opportunità di ampliare il proprio business.

Un tuo parere, sincero, di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT?

In questa fase stiamo vivendo la terza rivoluzione industriale nella quale vediamo consolidarsi diversi trend. Il cloud, l’IoT, la mobilità sono solo alcuni trend che creeranno una serie di opportunità per chi saprà coglierle e costruirci un modello di business sostenibile. Indubbiamente ci sarà però nel canale anche una parziale disintermediazione modificando alcuni equilibri consolidati dovuto all’effetto dirompente del cloud. Il mondo futuro, a nostro parere, premierà quegli attori che avranno saputo costruirsi le giuste competenze ed avranno avuto un forte spirito innovatore oltre che costruito le partnership adatte per affrontare il mondo del domani. Vendor, distributori e clienti devono lavorare insieme per creare un ecosistema integrato adatto ad affrontare le sfide future. Il valore della squadra sarà come sempre quello premiante.

Silenzio. Un punto di riflessione nelle parole di Emiliano che, non so se avete notato, si esprime sempre con il “NOI”. Anche quando parla di sé mette sempre al suo pari tutto il suo gruppo. Ecco, guardando tutto il team di Allnet.Italia, dal reparto marketing, al commerciale fino ad arrivare agli specialisti della BU, capisco perché sono considerati tra i migliori esponenti a livello nazionale nella fornitura di soluzioni IT. Quando si dice “l’unione fa la forza!”, queste ne sono le prove. Sentirsi parte di un team e non un componente indipendente o superiore aiuta a realizzare un modello di Business vincente.

A cura di Samuel Lo Gioco

L’evento ICT Solutions di Allnet.Italia si svolgerà il 12 e 13 maggio a Bologna presso il Savoia Hotel Regency.

Per partecipare clicca QUI