Archivi tag: Habitat 67

Non solo Expo 2015

Dice che il grande scrittore francese Honoré de Balzac cambiasse strada ogni volta che la vedeva. Non solo.
Anche Alexandre Dumas, l’autore de I Tre Moschettieri, non perdeva mai un’occasione per sparlare di lei. Non solo.
Grandi poeti come Mallarmé, Verlaine e Rimbaud firmarono una lettera aperta per impedirne la costruzione. Non solo.
Il massimo lo raggiunse Guy de Maupassant dando proprio a lei la colpa del suo esilio: “Ho abbandonato Parigi e persino la Francia, perché disturba troppo. Non solo la si vede dappertutto, ma la si trova dappertutto… incombente a tutte le finestre: incubo inevitabile e torturatore”.

I Parigini non presero bene la costruzione della Torre Eiffel.
Sembra impossibile che quella che oggi è considerata l’opera simbolo non solo della città ma della Francia stessa, visitata da milioni di turisti, icona moderna incontrastata e conosciuta da tutti, anche dai bambini più piccoli, venisse osteggiata, odiata, tacciata di cattivo gusto ancora prima della fine della sua realizzazione.
tour_eiffel_costruzioneNon solo.
Non erano solo i raffinati intellettuali a criticare questa torre realizzata con 8.000 tonnellate di ferro, alta 324 metri, costruita in poco più di due anni grazie a 132 operai e dal 1991 inserita dall’Unesco nella lista dei patrimoni mondiali dell’Umanità. Anche il popolo e i cittadini comuni si scagliarono contro questa opera “inutile e mostruosa”. Comitati, petizioni e aspre polemiche sui giornali continuarono per anni. Nel 1909 stava quasi per essere smantellata: a salvarla non fu la sua bellezza, ma il fatto che nel frattempo era diventata un’ottima antenna per le trasmissioni radio…

Il suo creatore, l’ingegnere Gustave Eiffel, che a quel tempo aveva 55 anni e aveva già costruito la Statua della Libertà di New York, aveva invece sempre creduto fortemente nella realizzazione di questa opera innovativa che andava ben oltre il gusto del tempo. Infischiandosene di tutte le polemiche il 31 marzo 1889, Eiffel inaugurò la sua opera: salì uno per uno i 1.710 scalini e issò il tricolore francese sulla punta più alta della torre.

Quel gesto non solo inaugurò uno dei monumenti più importanti del mondo.
Inaugurò anche l’EXPO 1889.

Quando sento tutte le polemiche che in questi giorni, a poche ore dall’inaugurazione dell’EXPO 2015 di Milano, impazzano sui media e i social media, mi viene sempre in mente la storia della Torre Eiffel.
Sberleffi, prese di giro, marce di protesta, condivisioni forsennate di errori sui social network, un senso di cinismo che gode nel vedere il bicchiere mezzo vuoto, giudizi frettolosi che non sanno neppure di cosa stanno parlando. Non mi sembra che dal 1889 al 2015 sia cambiato qualcosa.

Eppure lo sanno bene i francesi l’importanza di un’EXPO. E la loro Torre sta là a dimostrarlo.
Non solo.
Lo sanno i belgi che oggi non avrebbero l’Atomium, che nell’EXPO del 1958 omaggiò l’atomo.
Lo sanno gli abitanti di Seattle che oggi non avrebbero la Space Needle, inaugurata in occasione dell’EXPO del 1962.
Lo sanno i canadesi che oggi non avrebbero a Montreal l’Habitat 67.
Non solo. Lo dovremmo saperlo bene anche noi italiani, che senza l’Expo del 1992 a Genova, non avremmo mai avuto l’Acquario, il recupero del Porto Antico e il Bigo.

L’EXPO è un evento costoso e inutile.
Ma dove è stato ospitato ha sempre lasciato strutture o infrastrutture che altrimenti non sarebbero mai state realizzate.

Non solo.
Da sempre l’EXPO è il luogo ideale dove presentare le innovazioni tecnologiche e i prodotti che cambieranno poi il mercato negli anni a venire. Una vetrina mondiale, un palcoscenico che permette di avere l’occasione di far conoscere le ultime novità.
Alcuni esempi:
1851 EXPO di Londra: la gomma vulcanizzata, le prime dentiere e il Revolver di Samuel Colt.
1855 EXPO di Parigi: il sassofono e la prima macchina da cucire della Singer.
1876 EXPO di Filadelfia: la macchina da scrivere.
1878 EXPO di Parigi: il Megafono e il Fonografo di Edison.
1889 EXPO di Parigi: le auto a gasolio e il Grammofono.
1892 EXPO di Chicago: per l’Expo di Chicago venne costruita la prima Ruota Panoramica.
1906 EXPO di Milano: i primi sistemi ad aria condizionata.
1939 EXPO di New York: la Televisione e le Scale Mobili.
1970 EXPO di Osaka: il primo schermo Imax.

Non solo.
Durante l’EXPO sono state presentate opere d’arte eccezionali, realizzati esperimenti scientifici, affrontato tematiche controverse. Alcuni esempi:
1855 EXPO di Parigi: il Pendolo di Foucault.
1878 EXPO di Parigi: Victor Hugo parla per la prima volta di Proprietà Intellettuale e di Diritto d’Autore.
1937 EXPO di Parigi: Picasso presenta al mondo Guernica.

Non solo.
Visto che noi ci occupiamo di Voce su IP, quindi di Telecomunicazioni e Informatica, sono molti i casi in cui la storia dei nostri settori si sono intrecciati con i vari EXPO.
1876 EXPO di Philadelphia: Bell presenta il Telefono (Anche se noi sappiamo bene chi sia il vero inventore…)
1958 EXPO di Bruxelles: l’IBM presenta il 305 Ramac, il primo computer con disco rigido.
1962 EXPO di Seattle: viene presentato l’antenato del Fax.
1967 EXPO di Montreal: la AT&T presenta il primo video telefono.
1970 EXPO di Osaka: il cellulare ha la sua prima visibilità mondiale.

147 paesi esteri, 20/30 milioni di visitatori previsti in sei mesi, 110 ettari di esposizione: Venerdì prossimo, il 1° Maggio, si inaugura EXPO2015.

EXPO 2015 non è una fiera.
Non è un luogo adatto per i Business Men.
EXPO 2015 è un grande Parco Tematico adatto alle famiglie con bambini, stile Disneyland, dove una nazione ospitante una volta ogni cento anni mostra le sue capacità.
EXPO 2015 è un evento lussuoso, inutile e costoso e non cambierà il mondo.
Ma è un’occasione unica per mostrare quello che il nostro paese sa fare e confrontarsi con il resto del mondo.
Non solo.

Simone Terreni

VoipVoice sarà presente ad EXPO 2015.
VoipVoice è stata selezionata per partecipare ad EXPO 2015 all’interno del Progetto Rise2UP della Cascina Triulzia, il Padiglione dedicato alla Società Civile. Il tema di questa edizione milanese è: Nutrire il pianeta, energia per la vita. Ma all’interno dell’Esposizione Universale non si parlerà solo prettamente di Cibo, ma anche di Stili di vita, modi, metodi e tecnologie che possono migliorare la qualità della vita delle persone.
Per questo VoipVoice, grazie alla diffusione delle Unified Communications, al VoIP e al concetto di Smart Working come azienda è risultata portatrice di buone pratiche (Best Practices), attraverso la tecnologia e l’innovazione su IP, nel mondo delle aziende.
Il 28 Agosto VoipVoice presenterà le sue Best Practices in un Seminario sul WEB 2.0 e a fine Ottobre sarà premiata.