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Venti domande a… Gianluca Dambrosio di Cicorella S.R.L

Prosegue con l’intervista a Gianluca Dambrosio la nostra “operazione 20 domande”. L’angolo del botta e risposta inaugura oggi un nuovo capitolo; altro giro, altra storia. Largo a Gianluca che ci racconta in pillole sogni, aspirazioni e obiettivi. Tutto ha inizio da bambino, da quella sana curiosità che lo portava a interagire con gli “aggeggi strani” che gli capitavano tra le mani. Da lì è nata e sbocciata la passione per la tecnologia.

1 Chi era Gianluca da piccolo?

Un ragazzo desideroso di imparare e di giocare con gli strumenti che nei primi anni novanta iniziavano a entrare nelle case di tutte le famiglie. Penso ai PC, i giochi Arcade e le prime tecnologie elettroniche multimediali.

2 E che uomo è diventato adesso?

Un uomo consapevole che quelle tecnologie erano, in realtà, solo il punto il punto di partenza di un universo ancora più vasto quale è diventato oggi l’IT in tutti i suoi aspetti.

3 Quali erano le tue aspirazioni?

Saper controllare e interagire con i dispositivi che si presentavano di volta in volta tra le mie mani.

4 Come sei approdato al mondo dell’ICT?

Ho iniziato a lavorare con l’ICT a seguito della mia esperienza informatica. Dopo aver capito che le telecomunicazioni influiscono significativamente sulla nostra vita quotidiana, ho iniziato ad esplorare le apparecchiature presenti in alcune aziende e a studiarne le funzionalità.

5 Ricordi la prima volta che hai navigato in internet?

La prima volta che ho utilizzato una connessione modem a 33,6Kbps per la navigazione internet avevo 9 anni, e ricordo con nostalgia i toni di composizione e l’attesa, che ora sembrerebbe infinita, fino alla comparsa del messaggio “Connessione stabilita”. Significava per me “Ora sei connesso con il mondo”, ed era un rituale a cui si partecipava almeno in 2 persone in casa. Un evento che richiedeva il supporto morale di un altro individuo; si centellinavano il tempo di utilizzo della connessione ed i relativi costi.

6 E quando per la prima volta hai installato il VoIP?

Ho utilizzato il VoIP per la prima volta su un PC per testarne le capacità e, come sempre per gioco e curiosità. Ricordo di essere rimasto positivamente colpito dalle potenzialità che ne potevano derivare.

7 Come hai conosciuto VoipVoice?

Ho conosciuto VoipVoice ad un corso presso un fornitore dell’azienda per cui lavoro, che riguardava alcuni prodotti VoIP della SNOM.

8 Chi è stato il primo cliente a cui hai istallato VoipVoice?

Il primo cliente a cui ho consigliato e installato VoipVoice è uno studio di consulenza fiscale, ed è tutt’ora nostro cliente.

9 Una tua considerazione di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT?

La strada che ha portato il settore ICT al livello di espansione attuale è stata dettata dalle tecnologie hardware e software soprattutto dei dispositivi mobile. Credo che si fortificherà l’integrazione di tali dispositivi con le apparecchiature convenzionali (centrali PBX e telefoni analogici e digitali) già presenti nelle aziende, e immagino che apriranno nuovi scenari nella comunicazione video su IP.

10 Quando è nata la tua azienda?

L’azienda in cui lavoro, Cicorella Srl  è nata nel 1983.

11 Cosa fa?

Si occupa da più di trent’anni di sicurezza e telecomunicazioni.

12 Dove opera?

Opera a livello nazionale, soprattutto in Puglia e Basilicata.

13 Cosa fai nel tempo libero?

Impegno il tempo libero con la musica: sono musicista e mi piace suonare con un gruppo di amici.

14 Una cosa indispensabile per te?

La mia famiglia e l’amicizia di pochi amici reali.

15 Cosa ti rende felice? 

Vedere mia figlia giocare e sorridere, prima di ogni altra cosa.

16 E cosa invece ti fa arrabbiare?

La presunzione e la mancanza di rispetto.

17 Ti saresti mai immaginato nel ruolo che ricopri oggi?

Ho sempre desiderato lavorare nel settore informatico che rimane nella mia vita la mia prima passione, Quindi sì, avrei sempre comunque seguito la mia aspirazione.

18 Dove ti vedi fra cinque anni?

Spero di continuare la mia esperienza nella mia azienda.

19 Infine la nostra domanda di rito. Cosa è per te il VoIP?

Il VoIP è un aspetto integrante delle telecomunicazioni, ed è destinato ad esserne il veicolo principale. Pertanto è dovere di ogni consulente IT prendere in considerazione proprio il VoIP per fornire soluzioni di telecomunicazioni valide e orientate al futuro per i propri clienti. Il VoIP, inoltre, può diventare un valore aggiunto ai propri servizi se lo si conosce e se lo si propone nel modo giusto.

20 Un obiettivo che ti sei dato per questo 2017?

Fortificare i rapporti commerciali con i nostri clienti e scoprire nuove tecnologie da testare e proporre.

Ancora una volta il VoIP e le sue mille opportunità raccontate dal punto di vista di un addetto ai lavori. Dalla prospettiva del bambino diventato esperto del settore ICT e che è stato testimone di un processo innovativo tutt’oggi in evoluzione. Dai ricordi più teneri agli scenari futuri, anche questo viaggio nel mondo del VoIP passando per le nostre 20 domande è terminato. Ringraziamo Gianluca per averci concesso questa intervista nonostante i tanti impegni.

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti

Cicorella è un Rivenditore Certificato VoipVoice Doctor e questi sono i suoi contatti:

Via Gravina, 28 – 70022 Altamura (Bari)
Tel. 080.3118800 r.a. – Fax 080.3118900

e-mail: info@cicorella.it

La Parola al Tecnico. Intervista a Mattia Sodi

Una parola tira l’altra e raccontarsi diventa un gioco. Quella che torniamo a proporre questa settimana è un’intervista insolita: pragmatica, diretta, d’impatto. Ospite di oggi della rubrica “La Parola al Tecnico” è Mattia Sodi di IBS Service. Sul piatto dieci parole che abbiamo scelto per conoscerlo meglio; a lui il compito di afferrarle al volo e… giocare la sua partita.

Fischio di inizio, avanti. La palla, anzi, la parola al tecnico.

Con un tecnico non possiamo che partire da INFORMATICA. Quanto è stata importante per te, nel tuo percorso lavorativo?

Su una scala da 1 a 10 sicuramente 10. Finiti gli studi iniziai a lavorare in un’azienda come assemblatore di pc e server aspettando il servizio militare, ed è lì che è cominciato tutto. In testa avevo l’idea di diventare promotore finanziario poi invece è scoccata la scintilla per l’informatica. La voglia di imparare e studiare cose sempre nuove hanno fatto il resto. Adesso dopo tanti anni sono sempre qui, a studiare e costruire!

Da INFORMATICA passiamo a TECNOLOGIA

La tecnologia mi porta alla parola cambiamento. Se penso a come ascoltavo la musica da bambino con cassette e dischi, oppure ai primi videogiochi, e mi guardo intorno adesso mi vengono i brividi. Se confronto il mio primo cellulare e lo smartphone che ho adesso tra le mani sembrano passate due vite intere. Qualche anno fa se non avevi gli sms illimitati era un problema. Oggi abbiamo a disposizione strumenti molto più veloci e ricchi di contenuti. Mi piace vedere l’espressione dei miei figli quando tiro fuori la tecnologia del passato. Provateci!

Se ti dico VoIP? Parola familiare…

Non sono un “giocatore” ma questa scommessa credo di averla vinta. Quando mi sono dedicato allo studio della tecnologia VoIP all’inizio era tutto difficile. I primi apparati erano molto indietro e nemmeno lontanamente paragonabili all’analogico…ma vidi subito che la direzione sarebbe stata quella. Sono serviti diversi anni ma adesso finalmente possiamo toccare con mano soluzioni affidabili, sicure e con molte possibilità in più. Oggi la mia attività professionale è in gran parte dedicata al VoIP. La prossima sfida quale sarà?

IBS SERVICE

Dico IBS Service e mi viene in mente la parola sogno. Penso ad un ragazzo di soli 22 anni che apre la partita iva e che pian piano costruisce qualcosa che poi è cresciuto nel tempo. Una realtà che oggi riesce a mantenere la famiglia, i collaboratori e che ogni giorno cerca soluzioni nuove per i propri clienti. Se mi guardo indietro in IBS Service penso alla gioia del primo cliente, penso alle difficoltà superate quando non mi conosceva nessuno, agli errori che fanno crescere. Inoltre penso a come è cambiata l’azienda negli anni. Inizialmente avevo l’idea di azienda di informatica a 360 gradi che potesse fornire ogni tipo di servizio, dal sito web al gestionale, dalla consulenza sistemistica allo sviluppo software. Poi mi sono reso conto che era necessario specializzarsi, stringere collaborazioni con aziende che rappresentavano il meglio nei vari settori. Ed è stato il salto.

OBIETTIVI

Un concetto che va di pari passo con organizzazione. Credo che per mandare avanti un’azienda al giorno d’oggi non siano sufficienti solo gli obiettivi e la capacità di rispettarli nei tempi. Bisogna avere competenza nei vari settori strategici quindi: una buona dose di competenze tecniche, capacità relazionali e marketing. Una buona dose di competenze legali e fiscali/amministrative…e molto altro! Serve un mix di ingredienti che fortunatamente si possono apprendere con lo studio.

Sulla scia dei ricordi, ti dico IERI

In realtà molto di ieri ho già detto. Credo che il passato di ogni persona sia importante per scegliere chi si vuol diventare domani. Se qualcosa non ci piace per migliorarla dobbiamo cambiarla, agire diversamente altrimenti il risultato sarà sempre lo stesso. Quindi “IERI” è il nostro miglior alleato per il “DOMANI”.

Da IERI passiamo ad OGGI

Penso ad oggi e la mente corre alla mia famiglia. Penso alla pazienza di mia moglie che mi sopporta anche durante le sere di lavoro o studio. Che mi ascolta e supporta in ogni mia nuova idea o voglia di creare qualcosa di diverso. E poi ci sono loro. Duccio e Sofia, i miei figli, che crescono, che mi sorridono, che imparano cose nuove ogni giorno e mi insegnano moltissimo! E’ uno scambio continuo!

INNOVAZIONE a cosa associ questa parola?

La associo alla parola visione e a tutti gli strumenti necessari per raggiungere un obiettivo, un cambiamento. In meglio ovviamente.

Futuro fa rima con CLOUD. Sei d’accordo?

Forse è questa la prossima scommessa da vincere. I servizi cloud sono già una realtà di mercato. Li proponiamo da qualche anno. Tutto si sta spostando sulla nuvola. Sicuramente l’aumento di banda a disposizione di ognuno di noi favorisce e favorirà sempre più il cloud. Credo però che a questa tecnologia si dovrà affiancare sempre di più la parola SICUREZZA che viene continuamente messa in secondo piano dai clienti e spesso anche dagli addetti del settore. Solitamente con le nuvole arriva la pioggia quindi se non vogliamo un futuro di alluvioni dobbiamo investire in cyber security.

Se dovessi scegliere tu una parola chiave che ti rappresenta?

Direi CURIOSITA’. Questo è sempre stato il filo conduttore che mi ha portato dove sono oggi e che traccia la strada per il mio domani. La curiosità mi spinge a cercare risposte alle domande, ad inventarmi il lavoro, a cercare di capire come migliorare sia professionalmente sia nei rapporti con le persone che ogni giorno ho la fortuna di incontrare.

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti

 

Mattia Sodi ci offre assistenza sui seguenti prodotti: 3CX, Patton, SPA 112 e 122, FRITZ!Box e Zyxell.

Per contatti e informazioni:

m.sodi@ibsservice.it,

www.ibsservice.it,

tel. 055661774.

 

La Parola al Tecnico. Intervista a Matteo Sala

L’angolo delle interviste cambia forma, formula, colore e… si rinnova ancora una volta.

Oggi giochiamo con le parole. Per conoscere meglio Matteo Sala (amministratore e responsabile tecnico di Eurylink) abbiamo deciso di sottoporlo ad un’intervista diversa dalle solite. Niente domande classiche: basta una parola e la conversazione prende vita. A parola “suggerita”, insomma, corrisponde una risposta. L’associazione di idee immediata e spontanea, guiderà un botta e risposta totalmente imprevedibile.

Grazie a Matteo per essersi prestato al gioco.

 

E ora, La Paola al Tecnico.

 Partiamo con TECNOLOGIA

E’ una costante che ha contraddistinto tutto il mio percorso. Tecnologia e lavoro sono sulla stessa strada, è un binomio giusto ma non quello che mi piace di più. Tecnologia uguale passione: questo funziona! E’ per passione che a 16 anni ho iniziato ad approcciarmi alle tecnologie. Oggi che ne ho 42 faccio ancora le notti sveglio a cercare, studiare, approfondire in ambito tecnologico. Non esiste una scuola di formazione nel settore del VoIP e della tecnologia, più in generale. Cambia tutto così velocemente che quello che studi oggi domani sarà già superato. E’ la passione che ti guida nelle scelte. E anche parlando di tecnologia, solo se ci metti la passione potrai combinare qualcosa di concreto. 

 

Se ti dico VoIP? Parola familiare…

Eh sì. E’ una parola che ho conosciuto intorno al 2000. Il VoIP mi ricorda tante cose. La nascita di Asterisk,  dei primi provider. Per loro ho lavorato  prima come blogger (scrivevo articoli tecnici), poi come collaboratore. Proseguendo sul filo del VoiP, fui contattato per gestire le centrali, quelle “fatte in casa”. Queste aziende poi sono fallite a causa della liberalizzazione di Telecom, la peggiore mai fatta in Italia. Ho vissuto il VoIP dell’anno zero, oggi il terreno è decisamente più fertile. E sempre il VoIP mi ricorda il primo incontro con Simone Terreni, qui in Lombardia, quando era ancora solo e non aveva un team. Ricordo la prima telefonata che gli feci…Tutta colpa -anzi merito- del VoIP. 

Sulla scia dei ricordi, ti dico IERI

Guardo ieri e mi vedo piccolo, ma comunque sempre interessato alle telecomunicazioni. A 15 anni si parlava di comunicazioni radio; amici più grandi di me mi coinvolsero in progetti che all’epoca erano per pochi. Pochi ma appassionati. Cominciarono i primi esperimenti, nel contesto liceale si parlava molto di questo.  La voce che passava tramite internet sembrava un’utopia. 

Da IERI passiamo ad OGGI

Oggi mi porto dietro tutta la storia delle telecomunicazioni che ho visto crescere, evolversi. Per capirne i problemi è fondamentale aver assistito alle fasi di transizione, cosa che non è permessa per ovvi motivi ai nativi digitali. A loro forse manca un pezzo. Chi come me usava il vinile per ascoltare la musica e oggi maneggia gli mp3, comprende facilmente cosa stia succedendo in ambito tecnologico. Non siamo ancora arrivati, questa è una fase confusionale dove i nostalgici tendono a riproporre un modello che ormai appartiene al passato mentre c’è chi cerca di guardare avanti, al futuro. Sarà il digitale a dominare ovviamente. L’analogico non potrà resistere ancora per molto. 

A proposito di futuro. CLOUD.

Il Cloud in realtà è il presente. Siamo solo agli inizi, in ritardo rispetto alla Germania o agli Stati Uniti. Questo ritardo è legato all’evoluzione dei canali di telecomunicazione in Italia. Nonostante negli ultimi due anni tante aziende siano migrate al Cloud, c’è ancora paura, diffidenza. Dagli ultimi mesi del 2016 come tecnologia sta comunque prendendo piede: si concretizzerà a pieno nel biennio  2017-2018 come modello che prevarrà su hardware, ferro e apparecchiature. Cloud è una parola chiave.  

SMART WORKING fa rima con?

Rivoluzione. E’ quello che vivo tutti i giorni, un concetto nuovo che dovrebbe appartenere soprattutto alle nuove generazioni. Significa non avere orari, gestirsi in maniera flessibile il proprio tempo, essere reperibile ovunque, il che può tradursi in vantaggio o svantaggio. Lo smart working non lo vedo lesivo della privacy. Il mercato del lavoro cambia, ci sono periodi di alta concentrazione di impegni e periodi morti. Devi saperti adeguare. Il classico modello delle 8 ore di impiego col timbro del cartellino sta per tramontare. Il lavoro oggi è dinamico, senza vincoli, in mobilità. Stimolante! 

COMUNICAZIONE, cosa ti suggerisce questa parola?

La comunicazione è la mia vita. Sono partito facendo il blogger, cercando di diffondere le mie conoscenze, quello che avevo appreso. Un buon metodo per comunicare efficacemente? Pensare prima di aprire la bocca. E non sempre dire quello che si pensa, ho imparato sulla mia pelle che è sempre meglio mediare, evitare di essere troppo schietti. Si rischia di venir fraintesi. 

Passiamo alle PRIORITA’

La famiglia è al primo posto, la passione personale al secondo e al terzo ci metto l’interesse pubblico. Nel senso che le scelte che faccio sono sempre disinteressate, non legate ad un ritorno economico ma necessariamente ad un ritorno sociale. Questo mi sta a cuore. 

Peschiamo dal cilindro la parola OBIETTIVO

Non li guardo ad oggi gli obiettivi, ma li proietto al domani, li fisso lì. Domani si parlerà tanto di fibra ottica, il mondo da tener d’occhio è quello: il 2017 e il 2018 saranno due anni legati tra loro dal punto di vista della transizione verso la fibra e il digitale. Saranno gli anni anche per noi del cambiamento, non dobbiamo farci trovare impreparati. Ma studiare, approfondire, anticipare i tempi.

Se dovessi scegliere tu una parola chiave che ti rappresenta e ti suscita emozioni?

Senza dubbio PASSIONE. E se avete letto con attenzione le risposte, capirete il perchè.

Esperimento riuscito.  E voi, che dite?

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti

Matteo Sala è amministratore e Responsabile Tecnico di Eurylink, azienda 3CX Gold Partner e 3CX Advanced Certified Professional con sede in Lombardia. E’ specialista tecnico di sistemi Voice over IP con oltre 20 anni di esperienza applicata nel settore specifico. E’ analista senior, progettista e technical trainer per sistemi VoIP 3CX e periferiche certificate, infrastrutture di networking e telecomunicazioni IP. Collabora con aziende installatrici e produttrici, VoIP provider e Pubbliche Amministrazioni per le quali segue personalmente la fase di analisi, sviluppo, implementazione.

Per contatti e informazioni:

Tel. 0399217423 – mail info@eurylink.com

Venti Domande a…Maurizio Dozio di Dozio System

La sua storia nel mondo delle telecomunicazione parte da lontano, è una questione di dna. Tra telefoni e macchine per ufficio, Maurizio Dozio ci è cresciuto e crescendo, con determinazione, ha portato avanti l’azienda di famiglia. Arrivando ad oggi e facendo sua la Dozio System (di cui è direttore commerciale), raccogliendo il testimone e i buoni frutti di un lavoro iniziato a fine anni ’50. Diviso tra impegni lavorativi e familiari, Maurizio non rinuncia alle sue passioni più grandi. Da esperto di ICT , riposto il pc, l’informatico veste i panni di addestratore… di pastori tedeschi. Difesa e obbedienza al posto di VoIP e connettività. Torna il nostro angolo delle interviste e con lui tutte le curiosità sui partner VoipVoice. Oggi voliamo a Lecco.

1. Chi era Maurizio da piccolo?

  Un bambino curioso e intraprendente

2. E che uomo è diventato adesso?

Un felice padre di famiglia, marito premuroso, un piccolo -ma orgoglioso- imprenditore con diverse responsabilità. Peccherò di presunzione ma penso di essere stato in grado di risolvere sino ad ora un bel po’ di situazioni. Ho diverse persone che dipendono da me.

3. Quali erano le tue aspirazioni?

Volevo creare un’azienda che producesse componenti elettronici. Poi metter su famiglia ed essere in grado di fa vivere decorosamente me ed i miei cari.

4. Come sei approdato al mondo dell’ICT?

Questione di dna, ci sono nato. L’azienda è stata fondata da mio padre Giuseppe.

5. Ricordi la prima volta che hai navigato in internet?

Sì, certo.  Con modem a 14.4kBps PC386SX, con Win3.11. Eravamo a metà degli anni ’90.

6. E quando per la prima volta hai avuto a che fare col VoIP?

Nel 2006 con Messagenet e con vari provider gratuiti.

7. Come hai conosciuto VoipVoice?

Tramite 3CX. Ho conosciuto Simone Terreni e conservo ancora gelosamente la prima mail che ci siamo scambiati.

8. Chi è stato il primo cliente a cui hai istallato VoipVoice?

La Dozio System! Abbiamo giocato in casa. Tutto ciò che vendiamo, prima di proporlo ai clienti lo testiamo su di noi.

9. Quando è nata la tua azienda?

Dobbiamo guardare indietro, nel lontano 1959.

10. Cosa fa?

Sistemi, macchine e arredi per ufficio, noleggio e vendita di computer, server, software, fotocopiatrici, impianti telefonici VoIP, ma anche videosorveglianza IP, hardware e software per bar, ristoranti, hotel. E molto altro ancora.

11. Dove opera?

Lecco e provincia principalmente. Ma negli ultimi anni ci siamo allargati anche in altre Regioni come Piemonte, Veneto e anche la Svizzera.

12. Cosa fai nel tempo libero?

Mi diverto ad addestrare cani: obbedienza e difesa, in particolare sui pastori tedeschi. Non a caso sono Vicepresidente della Società Amatori Shaferhunde Longobarda. Oltre a questo, mi impegno nel sociale in qualità di organizzatore di eventi e feste popolari nel mio paese di residenza, Santa Maria Hoe’ sulle colline brianzole, 2200 anime. Mi diletto a coltivare l’orto e curare il giardino. Dopo un decennio, deluso, ho abbandonato la politica, altra mia passione.

13. Una cosa indispensabile per te?

La Famiglia.

14. Cosa ti rende felice ?

Sarò ripetitivo, lo so. Ma tornare a casa la sera e vedere i miei 3 figli, parlare con loro di quello che è successo durante la giornata, che sia bello o brutto e riuscire a dar loro consigli per affrontare la vita, mi appaga parecchio.

15. E cosa invece ti fa arrabbiare?

L’ipocrisia, l’opportunismo mascherato da amicizia, la demagogia.

16. Ti saresti mai immaginato nel ruolo che ricopri oggi?

Francamente sì.

17. Dove ti vedi fra cinque anni?

Nella stessa veste di oggi. Alla mia età è troppo tardi per cambiar mestiere. Sono comunque soddisfatto di quello che ho fatto fino ad ora.

18. Una tua considerazione di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT…

Diventerà un mercato sempre più competitivo, che ahimè, come già sta succedendo, sarà preda di tanti, troppi “millantatori”. Questo però non può far altro che spronarmi ancora di più, per offrire ai clienti soluzioni sempre più affidabili ed efficienti. Continuerò a farlo con la professionalità che ha distinto la mia azienda, i miei collaboratori e i miei fornitori, in oltre 50 anni di attività.

19. Infine la nostra domanda di rito. Cosa è per te il VoIP?

Oltre che un’opportunità di business è uno stimolo ad imparare, e mi ha permesso di conoscere delle belle persone!

20. Un obiettivo che ti sei dato per questo 2017?

Crescere e apprendere ancora, consolidare la mia azienda e renderla sempre più attenta e vicina al cliente.

Mai dimenticare da dove si viene… se si vuol capire meglio dove andare. La storia della famiglia Dozio merita un focus a parte. Se ci fosse un marchio distintivo, il loro sarebbe composto dalle iniziali MD. I fratelli Dozio sono Maurizio, Massimo e Monica. A separarli ci sono 7 anni di differenza. “I miei genitori – scherza Maurizio- erano dei calcolatori già ai tempi. Appena si avvicinava la crisi del settimo anno sistemavano le cose…a modo loro“.

La prima apparecchiatura per ufficio ad essere venduta (una macchina da scrivere) è ancora custodita come fosse un pezzo da museo. Forte delle sue origini la Dozio System è oggi attenta alle innovazioni tecnologiche di settore. L’elisir di lunga vita però è top secret.

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti

 

Dozio System è un Rivenditore Certificato VoipVoice Doctor.

Questi sono i suoi contatti:

C.so E. Filiberto, 8
23900 Lecco LC

Tel e fax: +39 0341 421836
Email: info@doziosystem.it
Web: www.doziosystem.it

 

Venti domande a…Massimo Fraccon di Conesys

E’ una vita frenetica quella degli informatici, degli esperti di tecnologia, degli addetti ai lavori in ambito ICT, insomma: il telefono squilla all’impazzata e se non squilla ci sono le notifiche delle mail, e le chiamate perse, e un’azienda da gestire, e gli imprevisti da risolvere e…le interviste a cui rispondere 🙂 Le scadenze da rispettare e così via. Ma la cosa bella, un tema ricorrente nelle chiacchierate che mi è capitato di scambiare in questo mio primo anno di blog, è che non si perdono di vista i valori veri. Alla canonica domanda; “la cosa più importante per te”? La risposta che non mi stanco mai di registrare è sempre la stessa. “La famiglia“. E non è banale. “Una risposta da libro cuore”, scherza Massimo Fraccon. Ma anche lui, ospite di oggi nel nostro angolo delle interviste, non smentisce la mia teoria. Questi “strani signori tutti pc, tablet, mobile phone, e un miliardo di parole inglesi che si susseguono nei discorsi a volte difficilmente comprensibili” (è l’impressione che ho avuto le prime volte che mi sono affacciata a questo mondo) in realtà non sono robot. Non sono alieni. Non sono piovuti da Marte; e sì, mi sono detta, scrivendo le loro storie: hanno un cuore. Grande. E tante passioni sane, vere. Se non sono “connessi” cercano il contatto con la natura, trovano la libertà in una corsa all’aria aperta, la felicità in un bagno al mare al tramonto. Non c’è nulla di più autentico, di più umano. E anche oggi, in questa intervista ho avuto la mia conferma. Grazie, Massimo!

1. Chi eri da piccolo?

Un bambino irrequieto che non stava mai fermo.

2. E che uomo sei diventato adesso? 

L’età ed alcuni  by-pass mi hanno reso più tranquillo, anche se sono sempre aperto e disponibile ad affrontare nuove esperienze.

3. Quali erano le tue aspirazioni?  

Come molti bambini desideravo diventare un pompiere… e  poi anche capostazione per il fascino che i treni avevano su di me.

4. Come sei approdato al mondo dell’ICT? 

Per caso tanti anni fa. Un amico realizzò  un software per la gestione delle perizie in campo automobilistico e per me fu naturale cominciare ad occuparmi della commercializzazione di questo software a Roma.

5. Ricordi la prima volta che hai navigato in internet?

Non ricordo esattamente la data della mia prima volta …. Tanti anni fa con una BBS: ricordo però con tenerezza, ma senza rimpianti  lo stridìo dei modem e le lunghe attese davanti ad uno schermo con le pagine che si componevano piano piano.

6. E quando per la prima volta hai installato il VoIP ?

Ormai sono passati diversi anni, ma non ricordo nulla di particolare.

7. Come hai conosciuto VoipVoice? 

Un meeting di 3CX nel quale VoipVoice era lo sponsor.

8. Una tua considerazione su quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT

Il mondo ICT è in continua e rapida evoluzione e non è facile fare una previsione anche a breve termine; ritengo comunque che nel nostro lavoro continuerà a diminuire la percentuale di fatturato per “il ferro” mentre i servizi saranno una voce via via crescente.  Potremo continuare ad avere successo se saremo capaci di trasformarci in fornitori globali per i nostri clienti.

9. Quando è nata la tua azienda?

Mi occupo di informatica dal 1984 , più o meno

10. Cosa fa?

Conesys vende ed installa software pacchettizzati, tra gli altri Easylex gestionale  per avvocati; fornisce consulenza sistemistica a 360 gradi e si sta affermando sempre più come “VoIP integrator”

11. Dove opera?

Principalmente a Roma, ma siamo molto presenti anche in altre città.

12. Cosa fai nel tempo libero?

Lunghe camminate, qualche buona lettura, musica 

13. Una cosa indispensabile per te?

Risposta da libro cuore: la mia famiglia.

14. Cosa ti rende felice ? 

Trovare mia figlia quando a sera rientro a casa. Ma anche un bagno nel mare al tramonto.

15. E cosa invece ti fa arrabbiare? 

L’incapacità e la mala fede della nostra classe politica. E, aggiungerei,  la mancanza di senso civico di molti nostri concittadini.

16. Ti saresti mai immaginati nel ruolo che ricopri oggi?  

Direi di no. Sono approdato al mondo dell’informatica per caso, ma la passione (e la scintilla) è scoccata subito.

17. Dove ti vedi fra cinque anni?  

Su una spiaggia assolata.

18. La nostra domanda di rito. Cosa è per voi il VoIP? 

VoIP è certamente una grossa opportunità di lavoro e di crescita professionale. Nei prossimi anni se ne parlerà molto.

19. Un obiettivo che ti sei dato per questo 2017?

Incrementare il business, cercando di ottimizzare i nostri processi di lavoro  anche prendendo spunti da altre aziende di successo del settore.

20. E la cosa più bella (legata al lavoro si intende) che ti porti dietro dal 2016? 

La prima cosa che mi è venuta in mente è stata la festa per i dieci anni di VoipVoice: calorosa accoglienza e tanta simpatia.

Beh, che bello essere tra i ricordi migliori di qualcuno nel bilancio delle esperienze vissute nel corso di un anno intero. Sognando insieme a te quella spiaggia assolata dove il rumore delle onde del mare prenderà, un giorno, il posto del “driiiiiiiiiin”, ti ringraziamo Massimo per averci regalato un po’ del tuo tempo. E per aver scelto di salutarci, da Conesys,  con una delle dichiarazioni d’amore più  profonde di sempre…

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti

 

CONESYS di M. Fraccon

Via Giovanni Penta, 51

00157  Roma

Telefono: +39 064514855

Informazioni : conesys@conesys.it

www.conesys.it

Venti domande a…Federico Valenti di Hanlong Technology Co., Ltd

Anno nuovo, nuove interviste. Cambiano i protagonisti del nostro angolo del “botta e risposta” ma non lo spirito col quale VoipVoice invita i suoi partner a raccontarsi, mettersi a nudo, svelare aneddoti e curiosità. Il 2017 comincia con uno spazio riservato a Federico Valenti di Htek. Dalla passione per la cucina (e come dargli torto, in Sicilia non si scherza in quanto a cibo e golosità!) a quella per la musica, che lo ha portato a cimentarsi anche nel settore delle web radio, Federico ci parla di sè: del “monello” che era da bambino e del professionista che è diventato oggi. Un’occasione per affrontare tematiche legate al VoIP e non solo…


1. Chi era Federico da piccolo?

Ero un bambino molto vivace. Ti racconto un aneddoto: quando mi rimproveravano, correvo via rispondendo “non sono un bambino monello, ma sono un bambino veloce”.

2. Quali erano le tue aspirazioni?

Da bambino avevo idee fantasiose considerando che sarei voluto diventare babbo natale: essere famoso lavorando un solo giorno l’anno.
In realtà mi ha sempre affascinato la compravendita, molte volte quando ero solo a casa giocavo a fare il commerciante.

3. Come sei approdato al mondo dell’ICT?

Tradizioni di famiglia. Mio padre mi ha dato le basi e mio fratello mi ha fatto da mentore.

4. Ricordi la prima volta che hai navigato in internet?

Ora siamo praticamente sempre connessi ma un tempo non era così semplice, i miei genitori negli anni Novanta hanno creato una tra le prime scuole di informatica in Italia ed il pomeriggio dopo la scuola andavo in ufficio dai miei ed iniziavo a navigare su internet. Avevo creato anche un piccolo sito internet di 4 pagine relativo al noto manga Dragon ball.

5. E quando per la prima volta hai installato il VoIP?

In realtà non sono un installatore. Ho iniziato a lavorare nel settore amministrativo e poi ho scoperto la parte commerciale e marketing, anche se per vendere bene il VoIP devi conoscere anche gli aspetti tecnici. Ad ogni modo già nel 2009 seguivo i miei colleghi del reparto tecnico per capirne di più.

6. Come hai conosciuto VoipVoice?

E’ stato mio fratello Alessio ad instradarmi nel mondo del VoIP. Qualche anno addietro ha avviato una valutazione/ampliamento dei servizi offerti dalla società Info-Service s.r.l., che gestiamo insieme, facendola diventare Partner di VoipVoice. Ora che ricopro il ruolo di referente Htek per l’Italia non potevo non stabilire un rapporto di collaborazione tra Htek e VoipVoice.

7. Una tua considerazione di quello che succederà nei prossimi cinque anni
nell’ICT?

Ne vedremo delle belle sicuramente, si cercherà di spingere sulla maggiore connettività dati in mobilità cercando di abbassare i costi ed aumentare la velocità di navigazione.

8. Quando è nata la tua azienda?

Hanlong Technology Co., Ltd (Htek) è stata fondata a Nanchino in Cina nel 2005. Htek è focalizzata sul mercato dei terminali VoIP e produce telefoni IP, ATA e gateway per SMB da diversi anni, prodotti che sono venduti in più di 50 Paesi. Adesso Htek lavora direttamente con ISP(provider), system integrator e distributori in Europa, America e Asia.

9. Cosa fa?

È un produttore e designer di telefoni Ip. È l’unico produttore dispositivi VoIP in Cina ad utilizzare componenti Texas Instrument. Inoltre ha stretto importanti partnership con i protagonisti del settore come 3CX, Alcatel-Lucent, BroadSoft, Yeastar ed ora con un pizzico di orgoglio con Voip Voice.

10. Dove opera?

In tutto il mondo, la società ha un’ottima rete di distribuzione considerando che i nostri prodotti sono stati distribuiti in circa 80 Paesi. L’anno scorso Htek è stata presente nelle migliori fiere di settore del globo come Elastix World 2016 a Buenos Aires, GITEX TECHNOLOGY WEEK 2016 a Dubai, CeBIT 2016 ad Hannover, IT EXPO 2016 in Florida.

11. Cosa fai nel tempo libero?

Amo la musica. Mi piace ascoltarla e suonarla fin da quando avevo 7 anni. Ho imparato prima il pianoforte e poi il clarinetto ed insieme a degli amici ho creato anche una web radio chiamata “Lumia” (che in dialetto siciliano significa “limone”) dedicata alla nostra Sicilia. Ultimamente mi sono dedicato più al canto (probabilmente chi sta leggendo questa intervista dopo avermi ascoltato starà ridendo). L’altra mia grande passione è la cucina.

12.  Una cosa indispensabile per te?

La famiglia. Con la mia famiglia abbiamo sempre lavorato fianco a fianco ed infatti la società Info-Service s.r.l. di cui sono socio è nata con vocazione familiare.

13. Cosa ti rende felice?

Conoscere nuove persone, ascoltarle, apprezzarle e coglierne gli insegnamenti.

14. E cosa invece ti fa arrabbiare?

Vedere le persone rassegnarsi e non reagire alla difficoltà che si presentano.

15. Ti saresti mai immaginato nel ruolo che ricopri oggi?

No, è stato tutto molto veloce. In fondo da piccolo dicevo di essere veloce!!!

16. Dove ti vedi fra cinque anni?

Lascio la risposta alla prossima intervista, magari prima di 5 anni.

17. Infine la nostra domanda di rito. Cosa è per te il VoIP?

Il VoIP è una opportunità, il presente ed allo stesso tempo il futuro!!

18. Un obiettivo che ti sei dato per questo 2017?

Sicuramente far conoscere il più possibile il brand Htek, fare provare i prodotti, organizzare eventi e webinar in tutta Italia.

Affare fatto! VoipVoice e Htek hanno  appena ufficializzato la loro collaborazione. Per sancire questo “accordo” ci è sembrato interessante regalare a Federico la possibilità di aprirci in modo virtuale le porte della sua azienda. Sulle note di una delle sue canzoni preferite lo salutiamo, lo ringraziamo per la disponibilità e …per il prossimo Natale, sapremo a chi indirizzare la lunga lista dei desideri. Altro che Polo Nord!

Di seguito i contatti Htek

Sede Italiana Via L.Einaudi, 6- 96016 Lentini(SR)

Telefono +39095 8133233

info@htek.com

Support: support@htek.com

 

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti-

Intervista a Massimo Bargiacchi, CEO Meta System

L’espressione di tutta la conoscenza acquisita nel campo delle telecomunicazioni da Massimo Bargiacchi, fino ad oggi, si può riassumere con una parola chiave: Meta Telecomunicazione. Questa, la sua specialità. Esperto in telecomunicazione per vocazione familiare, Massimo si definisce “figlio d’arte“. E’ un destino segnato il suo. Cresciuto tra telefoni da smontare e rimontare come fossero giocattoli, naviga da sempre nel mare dell’ICT. Una curiosità? E’ stata la “delusione” per la mancanza di novità nel settore a fargli conoscere il VoIP.

E noi, ora, conosciamo lui…img_0224

Rompiamo il ghiaccio con qualcosa di personale: come sei approdato al mondo dell’ICT? 

Beh, per la verità non posso dire di esserci approdato… In realtà son figlio d’arte, e anche nipote se vogliamo.Mi spiego meglio. Mio padre aveva un’azienda con la quale fu uno dei protagonisti del settore telecomunicazioni a Roma nella metà degli anni ‘90. Da piccolo invece di giocare con i mattoncini della Lego mio padre mi faceva giocare con i telefoni. Li aprivo, li smontavo e ovviamente li distruggevo. Se prima li rompevo solamente, crescendo ho incominciato anche ad aggiustarli.
Con questa sorta di indottrinamento speciale, il mio destino era segnato. Quale lavoro potevo scegliere se non questo? Quindi non ci sono approdato casualmente, ma navigo da sempre in questo mare.

Quale è stato il percorso che ti ha portato in Yeastar? Da dove sei partito? 

Come si è capito ho vissuto diversi cambiamenti nelle telecomunicazioni: elettromeccaniche, elettroniche analogiche e anche elettroniche digitali. Arrivato a questo punto mi ero stancato. Ero deluso, stufo perché per tantissimo tempo non si vedeva niente di nuovo. E’ spinto da questo desiderio di novità che ho deciso di dedicarmi ad altro, un settore collaterale. Un giorno ricevo una mail dalla Cina (il tempo passa, saranno 7/8 anni fa!) in cui si parlava di un piccolo sistema telefonico denominato VoIP. Il VoIP in Italia stava muovendo i primi timidi passi ed era conosciuto esclusivamente dagli addetti ai lavori e da qualche grande organizzazione. Ma io essendo curioso ho voluto approfondire gli aspetti tecnici e le opportunità che offriva sul mercato delle Small Business e delle PMI. Quindi posso dire di essere partito da una delusione.
  
Quali erano le tue aspirazioni? Se non in questo settore, in che ruolo ti saresti immaginato? 

Mi sarei immaginato come si immaginano tutti gli adolescenti: pilota di Formula Uno se non di aerei, oppure medico. Poi crescendo ho rimesso i piedi per terra e mi sono reso conto che mi sarebbe piaciuto fare il lavoro di mio padre. Quindi ho studiato per questo e ho proseguito, fino ad arrivare qui.

Di cosa ti occupi esattamente? 

Nella mia azienda mi occupo esclusivamente del settore TLC, e lo faccio a 360°. Mi ritengo un consulente dei miei clienti, che sono esclusivamente installatori e operatori del settore. Per interfacciarsi con questo tipo di clientela ritengo sia necessaria una grande competenza tecnica. Solo così si possono soddisfare le varie richieste.

Raccontaci un aneddoto legato al tuo lavoro in Yeastar… 

Yeastar è in Cina… la Cina è molto lontana non solo come distanza fisica ma anche come cultura, quindi ti aspetti che il tuo operato sia valutato solo con i numeri delle vendite.
Invece sono rimasto favorevolmente colpito da quello che mi ha raccontato un Provider VoIP il quale volendo condividere le iniziative Marketing con un Brand di IP-PBX, ha scelto Yeastar. Inoltre Yeastar ha consigliato noi della Meta Telecomunicazioni come partner ideali per queste iniziative. 
Non nascondo la soddisfazione: ciò che facciamo e come lavoriamo ha superato le frontiere Italiane per arrivare addirittura in Cina. E chi si aspettava questo risultato?
  
I punti forti della tua azienda? 

Nel mio passato io sono stato un installatore di sistemi telefonici, è proprio questo background il punto forte della mia azienda. Conoscendo bene le problematiche che quotidianamente vivono gli installatori sul campo riesco a dare un’assistenza all’altezza delle aspettative. Il nostro punto di forza, insomma, è riassumibile in una parola: assistenza.

Quando e dove è nata Yeastar e dove opera? 

Yeastar ha la stessa età di VoipVoice, 10 anni. E come VoipVoice quest’anno ha spento le prime 10 candeline. La Yeastar opera in tutto il mondo con prevalenza sul mercato americano e russo, ma anche in Europa, Asia e ovviamente in Cina.

Quali sono le prossime novità che confermeranno la vostra posizione nel mercato?

Proprio quest’anno sono stati lanciati dei nuovi prodotti denominati S-Serie.
Questa è l’evoluzione degli, ormai famosi, MyPBX. Sono degli IP-PBX hardware che si integrano perfettamente nella realtà Italiana delle telecomunicazioni, specialmente in questo momento di transizione dal tradizionale al VoIP. Abbiamo iniziato a giugno il giro dei workshop per presentare questa gamma di centralini Yeastar.

E i prossimi eventi in programma? A breve partirà il tour con VoipVoice…

Le date sono molto vicine, il prossimo 22 novembre siamo a Bari e a seguire il 29 a Catania. Per il prossimo anno sono previste delle tappe anche nel Nord Italia.
  
Un tuo parere, sincero, di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT

Ritengo che la tecnologia VoIP prenderà il sopravvento sulle tecnologie TDM.
In questo ultimo periodo stiamo vivendo una vera rivoluzione in questo ambito.
Però penso anche che la naturale evoluzione di questa tecnologia sia la mobilità. Naturalmente passeremo attraverso i servizi virtualizzati (Centralini in Cloud) per poi approdare con il nostro smartphone su di una virtualizzazione ancora più spinta.

VoipVoice, come detto si appresta ad affrontare il tour con Yeastar: i due eventi in programma sono corsi tecnici gratuiti per installare e programmare il centralino telefonico Yeastar.

Per iscriversi alle due tappe:

BARI: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-jump-into-the-voip-bari-29253029599?aff=VoipVoice

CATANIA: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-jump-into-the-voip-catania-29266579126?aff=VoipVoice

Info su Yeastar: http://yeastar.it/home_ita/

 

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti-

Il compagno di viaggio, da sempre, di Massimo? Zucchero Fornaciari. “E’ un  po’ che facciamo la strada insieme. Contestatore, trasgressivo, profondo, il tutto nella giusta misura”.

E allora buon cammino e…buon ascolto.

Diario di bordo: quinta tappa SMAU | Milano 2016

Eccoci alla quinta e penultima tappa del Roadshow SMAU 2016.

Come ogni anno ad accoglierci nel periodo autunnale è stata la meravigliosa e frenetica Milano che ci ha visto presenti nei giorni 25-26-27 Ottobre all’interno del padiglione FieramilanoCity. Evento, luogo e città  che ogni imprenditore e lavoratore del settore ICT vede come “un punto di incontro per fare Business”.

A confermare questa mia teoria  è stata la grande affluenza di visitatori ma soprattutto di espositori.Aziende più o meno giovani che come VoipVoice hanno partecipato con grande professionalità ai tre intensissimi giorni di fiera. Nell’aria si percepiva quella piacevole sensazione di essere nel posto giusto al momento giusto. A rendere ancora più interessante il tutto,quest’anno  SMAU Miano , ha strutturato una dimensione dedicata esclusivamente al settore Information & Communication Technology , lo “SMAU ICT”. Come lo ha definito SMAU stesso, un vero e proprio “evento nell’evento” con contenuti studiati per rispondere alle esigenze di system integrator, operatori, vendor, Cloud ed Internet Provider, distributori e  società di consulenza. Il programma dei tre giorni ha visto ,infatti, un calendario ricco di workshop che, si sono svolti in tre arene dedicate  con brevi pillole da 50 minuti tenute da professionisti indipendenti, docenti, formatori specializzati e player del settore. Questi workshop hanno come l’obiettivo principale di fornire competenze tecniche su tematiche di forte attualità come Datacenter, Infrastrutture, soluzioni di Backup, Networking, Cloud Computing, Information Security, Unified Communication & Collaboration, IoT, Big Data, Cybercrime, Business Continuity e molto altro.

Ovviamente,VoipVoice non poteva mancare all’interno di tale dimensione!                                     Il nostro Managing Director  Simone Terreni ha fatto il tutto esaurito durante il primo workshop presso l’Arena Smart&Start ,dove ha raccontato quello che è stata l’evoluzione e la crescita della comunicazione durante la storia fino ai nostri giorni; come racconta all’interno del suo libro,  “Dai segnali di fumo ai social”;  e ha dato ai presenti 5 consigli su come comunicare efficacemente sui social . In seconda battuta, il terzo giorno di fiera ha mantenuto il tutto esaurito all’interno dell l’Arena Smau Academy con lo workshop intitolato “Snapchat vs. Instagram”; durante il quale ha messo in evidenza la moderna “faida” tra due della applicazioni più in voga al momento nel mondo dei Social Network.

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Mentre  Simone era impegnato ad intrattenere la folla presente ai vari workshop, allo stand D14, io (Edoardo Ventrelli)  e Alessia Rustichini , abbiamo accolto con sorriso, professionalità e del buon popcorn tutti coloro che sono passati a trovarci, offrendo 350 popcorn e presentando  quelle che sono le ultime novità all’interno dei listini VoipVoice : I nuovi Listini Combo e Listini Air ( Voce + Ultrabanda + Router AVM FRITZ, tutto incluso), la Flat 8 Unlimited ma soprattutto il collegamento in Fibra 100 Mega, l’importante novità di quest’anno! La cosa a mio parere molto positiva e stimolante della fiera e di eventi come SMAU è  la possibilità che si ha nel conoscere molte persone e professionisti , consolidando rapporti di partnership già in essere e farne dei nuovi. Posso dire di essere felice e soddisfatto di fare questo lavoro all’interno di VoipVoice ed essere stato presente e partecipe allo SMAU Milano per il secondo anno.

VoipVoice vi aspetta all’ultima tappa del Roadshow SMAU 2016 a Napoli!

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Articolo a cura di: Edoardo Ventrelli – Account Manager VoipVoice

Ed ora il nostro Album fotografico:

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Intervista a Daniele Domeniconi, direttore commerciale di Nextmedia

Il countdown è iniziato: mancano esattamente 5 giorni al grande evento annuale targato Nextmedia. E noi, per non farci mancare niente, abbiamo interrotto (tra un preparativo e l’altro) il regista del “Nextparty 2016“. A Cesenatico abbiamo “inchiodato” giusto il tempo di un’intervista Daniele Domeniconi che si è gentilmente prestato al gioco. Qualche domanda per conoscere meglio la storia, il presente e i progetti futuri di una azienda, tra le più forti, oggi, nella distribuzione di sistemi di telecomunicazione in Italia. E allora, entriamo nel backstage dell’evento per curiosare un po’…

sharePartiamo da dove tutto ha avuto inizio: come è nata Nextmedia?

Nextmedia è nata da un colloquio di lavoro; appena laureato in ingegneria delle telecomunicazioni, ho inviato una richiesta di assunzione (con cv allegato) ad alcune aziende del settore del cesenate. E presto, ho avuto un appuntamento; prima cosa strana? Un colloquio fissato alle 21,30 di sera… a casa mia. Ero un ragazzo di 22 anni che aspettava affacciato alla finestra con ansia e trepidazione “il personaggio misterioso” a bordo di una bella macchina extra lusso. Che però non arrivò mai. Ebbene sì; il mio primo datore di lavoro si presentò con un’ora e mezza di ritardo, su una scattante panda grigia ma con l’idea di metter su un’azienda di distribuzione. Era il 1997.  Il progetto c’era, mancavano i soci per poter partire e lanciarsi in una nuova avventura.  Ero giovane e a me la proposta piacque subito. Non avevo niente da perdere (tra l’altro, in quanto terzo figlio maschio ero milite esente) e fu così che l’affare andò in porto. Nextmedia nacque come start up, una cooperativa con 9 soci nella quale poi, riuscii a coinvolgere due carissimi amici; Gianni e Matteo, compagni di merende ai tempi dell’università. Siamo partiti con la distribuzione esclusiva di un brand tedesco. Stavamo incollati al telefono chiamando in tutto il mondo per strappare appuntamenti e far conoscere prodotti che in Italia, all’epoca, non conosceva nessuno. Questo è stato il nostro punto di forza.

Restare competitivi sul mercato, oggi, non è un gioco. Quali sono i punti comuni, nel modo di fare business, con i competitor? In cosa invece vi diversificate dagli altri distributori?

Il primo step importante è stato nel 2005; fino a quel momento eravamo distributori mono brand ma il mercato si stava evolvendo, andava verso una multi distribuzione. E’ in quel periodo che abbiamo fatto il salto di qualità; è iniziato il processo di inserimento di una trentina di brand nei settori networking, wifi, telefonia, videosorveglianza. Per tornare alla risposta, adattarsi al mercato per rispondere alle esigenze del momento è quello che ci ha accomunato agli altri, e che spero continuerà a fare la nostra fortuna. Quello che ci distingue? Il servizio pre e post vendita. Non siamo box mover ma abbiamo un valore aggiunto, ovvero il servizio di supporto dopo la vendita. Aiutiamo il cliente nella fase progettuale, ma anche in quella dell’istallazione. Non lo lasciamo mai solo. 

Qual è il target al quale vi rivolgete? In quale zona geografica operate?

Il target è quello degli installatori telefonici, system integrator, wifi, networking, videosorveglianza. La copertura è nazionale, abbiamo una rete di partner in tutta Italia, isole comprese.

Passiamo a Nextparty 2016, il più importante dei prossimi appuntamenti.  La Convention è un evento che genera grandi aspettative; come è nata l’idea? Quali saranno le caratteristiche della due giorni, in programma il 7 e l’8 ottobre?  Come si svolgerà l’iniziativa?

L’idea è nata per differenziarci dallo Smau. Quando siamo partiti con Nextmedia nel ’98, siamo stati immediatamente presenti in fiera con il nostro stand. Ma dato che Smau iniziava ad essere troppo consumer (pieno di ragazzini alla ricerca del gadget, per intendersi), abbiamo pensato di investire in un progetto innovativo. Nextparty è nato nel 2003 a Milano. La formula piuttosto anomala è quella di una due giorni, venerdì e sabato: un giorno di lavoro, e uno di break. Quell’anno decidemmo di partire la stessa settimana dello Smau regalando i biglietti per la visita del sabato, pagavamo noi la trasferta dato che il cliente era comunque già a Milano. Dal 2004, poi, l’ evento è stato spostato in Romagna. La fiera è bella per conoscere nuovi clienti, ma genera caos, il cliente visita te come tanti altri e se ne esce con una grande confusione in testa. Ci siamo così concentrati sul concetto di  fidelizzazione del partner, organizzando attività anche ludiche ma mirate alla creazione di un gruppo di partner fidelizzati che vedessero in noi un riferimento a 360 gradi. Formula che negli anni ha fruttato, ci ha fatti crescere. Quest’anno gli stand saranno circa 20, la collaborazione sempre più stretta nei confronti dei vendor; contiamo la presenza di oltre 200 aziende. I vendor sfruttano il nostro evento per presentare i loro prodotti, nuovi servizi e nuovi listini: tutti i fornitori propongono ai clienti una promo, è il momento per avere condizioni economiche migliori rispetto ad altri mesi dell’anno. Una novità?  Il salottino live. L’edizione 2016 del Nextparty non sarà solo occasione promozionale ma offrirà l’opportunità di parlare di tecnologia e confrontarsi su di un argomento oggi abbastanza importante come il Cloud: i pro e i contro di questo nuovo scenario, come si evolverà il mercato, dando spunti interessanti a chi ascolterà.

Quali sono le novità che presenterete?

Nexi, un nostro prodotto con marchio registrato, presenteremo la nuova piattaforma su Cloud…e non anticipiamo altro. Ci saranno belle sorprese!

Come è cambiato, come si è evoluto il rapporto con i brand che distribuite da anni?

Ho notato che è cambiato in positivo: anche il vendor apprezza la disponibilità del nostro team. Quando decidiamo di vendere un prodotto riusciamo a gestirlo internamente, siamo autonomi, abbiamo una formazione interna, sia tecnica che commerciale e grazie agli eventi itineranti in tutta Italia abbiamo creato un gruppo di amici coi vari fornitori, un team solido che ci ha permesso di rafforzare il rapporto; ci vedono come punto di riferimento professionale. Se i rapporti sono buoni, si cresce più velocemente…

Come sei approdato al mondo dell’ICT?

Avendo scelto ingegneria delle telecomunicazioni, avevo già la propensione verso questo mondo. Mi ha sempre affascinato. Ho intrapreso questa strada perché mi è sempre piaciuto fare qualcosa che mi portasse a comunicare e confrontarmi, stando in mezzo alla gente.

Se non in questo settore specifico, in quale altro ambito ti saresti immaginato?

Mi immagino tutt’ora dietro il bancone di un bar sulla spiaggia, o un pub. Un sogno questo, che penso realizzerò presto e in parallelo alla mia attività. Gestire un locale e godersi gli amici…chissà, magari c’è già qualcosa che bolle in pentola!

Un tuo parere di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT 

Sicuramente ci sarà un’evoluzione importante grazie alle tecnologie che stanno cambiando con il Cloud. Da sottolineare, poi, che finalmente  in Italia si sta investendo nelle infrastrutture. Con la banda larga, portando la fibra nelle città cambierà radicalmente l’utilizzo dei nostro apparati. I servizi legati al Cloud e alla rete cresceranno in modo esponenziale, lo smartphone non sarà utilizzato solo come apparato telefonico o per le foto ma come vero e proprio strumento di lavoro.

Infine, la domanda di rito: cos’è per te il VoIP?

Il VoIP è un’opportunità. Ha dato la possibilità di un cambio decisivo nel nostro settore specifico: oggi la telefonia tradizionale ha lasciato spazio a quella che non ha limiti. Il VoIP è una tecnologia che ha cambiato il modo di vedere le telecomunicazioni: servizi più evoluti a costi ridotti. 

Energia da vendere, una passione smisurata per il proprio lavoro e sogni che non resteranno certo chiusi in un cassetto ma sono, anzi, pronti a prendere la forma… di un irresistibile chiringuito da spiaggia. L’adrenalina è alle stelle e il “Guerriero” è pronto a scendere in battaglia. Lasciamo Daniele al suo lavoro, ringraziandolo per aver dedicato un po’ del suo tempo al nostro angolo delle interviste.

Nextparty è alle porte: in bocca al lupo, Nextmedia!

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti-

Ho preso appunti, vi racconto una storia. Ma stavolta è la mia.

“Scrivere un articolo di presentazione? Cioè, io che parlo di me? No. Non posso proprio farcela”. E invece eccomi qui. Alle prese con uno dei miei limiti più grandi, mettermi a nudo. Forse è anche per questo, inconsapevolmente, che ho scelto di seguire la strada del giornalismo e della scrittura in generale. Per arrivare, pagina dopo pagina a raccontare quello che a voce non esce. Si chiama comunicazione e io, 29 anni, in tasca una laurea in lingue e letterature straniere e all’attivo 4 anni (sudati ma appassionati) da giornalista pubblicista, manco a farlo apposta ho deciso di giocarmi proprio questa carta. Paradossale, no?img-20160219-wa0004

Mi chiamo Ylenia Cecchetti, fiutare nell’aria l’odore di una notizia e cercare di raccontarla al meglio è quello che faccio più o meno tutti i giorni. L’ho voluto o è capitato? A volte è la vita che sceglie per te, ma tutto, alla fine ritorna ad esser perfetto. E credo che il percorso intrapreso – con una buona dose di scetticismo iniziale, che poi ha lasciato spazio ad un entusiasmo travolgente – sia quello fatto per me. “Il bello di questo mestiere è che si affronta un esame ogni giorno” , parola di Montanelli. Ci sono prima l’adrenalina, poi un bel carico di responsabilità, e infine una valanga di limiti da superare,  a livello personale e professionale.

Parlare di giornalismo oggi significa pensare a nuove forme di racconto, di linguaggi e tecnologie diverse. E significa parlare di storytelling, una delle più antiche arti di comunicazione, ma anche il marchio di fabbrica di VoipVoice, il suo punto di forza; ecco cosa mi ha portato qui. Come da copione,  ho raccontato per lavoro la storia di un “menestrello 2.0” alla guida di un’azienda leader nel settore delle telecomunicazioni. Un ambiente giovane, dinamico dove si  fa  VoIP, si trattano le Unified Communications. Un mondo così lontano dal mio. Se la passione per le storie ha accomunato fin dal primo istante me e Simone Terreni, a dividerci un secondo dopo è stato il mio gap sul piano delle tecnologie.

VoIP, questo sconosciuto. Parliamo due lingue diverse, io carta e penna, Simone tutto smartphone e hi-tech. Io sono abituata a metterci la firma, lui la faccia. Io silenziosa, lui un fiume in piena. Io non ho orari, non ho schemi, rispetto le scadenze ma ci arrivo all’ultimo tuffo. Lui meticoloso, calcolatore, maestro della pianificazione e del time management. Un concetto astratto per una che si trova, spesso, a scrivere la notte. Ma l’affare è fatto e il mio (fresco) ingresso in VoipVoice è stato l’ennesimo limite da superare. Un atto di coraggio sul piano personale che tradotto significa “Convertiti al mondo degli hashtag, dei social che non sai nemmeno che esistono, mastica parole incomprensibili e impara una volta per tutte a capire questa benedetta tecnologia. Ah. Molla l’agenda, prenditi un pc di ultima generazione e vedi di farci amicizia”. E’ ancora tutto work in progress, ci stiamo lavorando ma… Sfida accettata.

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Da qualche mese mi occupo di Press & Communication per VoipVoice. Un impegno preso con l’affanno, l’ansia di chi si siede al banco il primo giorno di scuola e deve imparare l’abc.

Aforismi e massime non mi convincono, lo ammetto. Ma  sulla filosofia di Goethe del “Senza fretta ma senza sosta” mi sono dovuta ricredere. Io mi sento così. E’ così che si tagliano i traguardi più importanti. Poco incline ai cambiamenti drastici, non mi sono mai risparmiata sugli impegni presi, portati avanti con serietà, coscienza, costanza e determinazione.  Siccome non ci si conosce mai abbastanza (e di noi stessi ci si può sempre stupire) di recente ho maturato una consapevolezza: se sono troppo libera mi perdo. Se sono sotto pressione do il meglio di me. Per questo il patto stretto con VoipVoice va alla grande, una pioggia di stimoli nuovi. Circondata da un team eccellente e pronto a lanciare il salvagente ogni volta che annaspo in mare aperto, ho cominciato a seguire la comunicazione dei progetti per VoipVoice, uno dietro l’altro.  Realizzo comunicati stampa, reportage degli eventi, mi occupo delle interviste ai professionisti che ruotano attorno al settore Ict, curo la rassegna stampa e la creazione dei contenuti. E mi sembra un universo un po’ meno ostile, oggi.

Contraddizioni? Infinite.  Scrivo tanto e parlo poco, perché ad ogni singola parola do un grande peso. Sono viaggio-dipendente ma ancora (e da sempre) vado in crisi se si tratta di ripiegare in 4 le city map. Un futuro in questo ambito? Mai dire mai. Ci sono tanti limiti che non pensavo di superare, eppure è successo.  VoipVoice è un ottimo punto di partenza e il VoIP, come mi hanno confessato diversi manager intervistati in questi mesi, è una grande opportunità. Anche e perché no, La Mia.

-Ylenia Cecchetti-

Informazioni: Potete contattare Ylenia Cecchetti a ufficiostampa@voipvoice.it