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Venti Domande a…Maurizio Dozio di Dozio System

La sua storia nel mondo delle telecomunicazione parte da lontano, è una questione di dna. Tra telefoni e macchine per ufficio, Maurizio Dozio ci è cresciuto e crescendo, con determinazione, ha portato avanti l’azienda di famiglia. Arrivando ad oggi e facendo sua la Dozio System (di cui è direttore commerciale), raccogliendo il testimone e i buoni frutti di un lavoro iniziato a fine anni ’50. Diviso tra impegni lavorativi e familiari, Maurizio non rinuncia alle sue passioni più grandi. Da esperto di ICT , riposto il pc, l’informatico veste i panni di addestratore… di pastori tedeschi. Difesa e obbedienza al posto di VoIP e connettività. Torna il nostro angolo delle interviste e con lui tutte le curiosità sui partner VoipVoice. Oggi voliamo a Lecco.

1. Chi era Maurizio da piccolo?

  Un bambino curioso e intraprendente

2. E che uomo è diventato adesso?

Un felice padre di famiglia, marito premuroso, un piccolo -ma orgoglioso- imprenditore con diverse responsabilità. Peccherò di presunzione ma penso di essere stato in grado di risolvere sino ad ora un bel po’ di situazioni. Ho diverse persone che dipendono da me.

3. Quali erano le tue aspirazioni?

Volevo creare un’azienda che producesse componenti elettronici. Poi metter su famiglia ed essere in grado di fa vivere decorosamente me ed i miei cari.

4. Come sei approdato al mondo dell’ICT?

Questione di dna, ci sono nato. L’azienda è stata fondata da mio padre Giuseppe.

5. Ricordi la prima volta che hai navigato in internet?

Sì, certo.  Con modem a 14.4kBps PC386SX, con Win3.11. Eravamo a metà degli anni ’90.

6. E quando per la prima volta hai avuto a che fare col VoIP?

Nel 2006 con Messagenet e con vari provider gratuiti.

7. Come hai conosciuto VoipVoice?

Tramite 3CX. Ho conosciuto Simone Terreni e conservo ancora gelosamente la prima mail che ci siamo scambiati.

8. Chi è stato il primo cliente a cui hai istallato VoipVoice?

La Dozio System! Abbiamo giocato in casa. Tutto ciò che vendiamo, prima di proporlo ai clienti lo testiamo su di noi.

9. Quando è nata la tua azienda?

Dobbiamo guardare indietro, nel lontano 1959.

10. Cosa fa?

Sistemi, macchine e arredi per ufficio, noleggio e vendita di computer, server, software, fotocopiatrici, impianti telefonici VoIP, ma anche videosorveglianza IP, hardware e software per bar, ristoranti, hotel. E molto altro ancora.

11. Dove opera?

Lecco e provincia principalmente. Ma negli ultimi anni ci siamo allargati anche in altre Regioni come Piemonte, Veneto e anche la Svizzera.

12. Cosa fai nel tempo libero?

Mi diverto ad addestrare cani: obbedienza e difesa, in particolare sui pastori tedeschi. Non a caso sono Vicepresidente della Società Amatori Shaferhunde Longobarda. Oltre a questo, mi impegno nel sociale in qualità di organizzatore di eventi e feste popolari nel mio paese di residenza, Santa Maria Hoe’ sulle colline brianzole, 2200 anime. Mi diletto a coltivare l’orto e curare il giardino. Dopo un decennio, deluso, ho abbandonato la politica, altra mia passione.

13. Una cosa indispensabile per te?

La Famiglia.

14. Cosa ti rende felice ?

Sarò ripetitivo, lo so. Ma tornare a casa la sera e vedere i miei 3 figli, parlare con loro di quello che è successo durante la giornata, che sia bello o brutto e riuscire a dar loro consigli per affrontare la vita, mi appaga parecchio.

15. E cosa invece ti fa arrabbiare?

L’ipocrisia, l’opportunismo mascherato da amicizia, la demagogia.

16. Ti saresti mai immaginato nel ruolo che ricopri oggi?

Francamente sì.

17. Dove ti vedi fra cinque anni?

Nella stessa veste di oggi. Alla mia età è troppo tardi per cambiar mestiere. Sono comunque soddisfatto di quello che ho fatto fino ad ora.

18. Una tua considerazione di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT…

Diventerà un mercato sempre più competitivo, che ahimè, come già sta succedendo, sarà preda di tanti, troppi “millantatori”. Questo però non può far altro che spronarmi ancora di più, per offrire ai clienti soluzioni sempre più affidabili ed efficienti. Continuerò a farlo con la professionalità che ha distinto la mia azienda, i miei collaboratori e i miei fornitori, in oltre 50 anni di attività.

19. Infine la nostra domanda di rito. Cosa è per te il VoIP?

Oltre che un’opportunità di business è uno stimolo ad imparare, e mi ha permesso di conoscere delle belle persone!

20. Un obiettivo che ti sei dato per questo 2017?

Crescere e apprendere ancora, consolidare la mia azienda e renderla sempre più attenta e vicina al cliente.

Mai dimenticare da dove si viene… se si vuol capire meglio dove andare. La storia della famiglia Dozio merita un focus a parte. Se ci fosse un marchio distintivo, il loro sarebbe composto dalle iniziali MD. I fratelli Dozio sono Maurizio, Massimo e Monica. A separarli ci sono 7 anni di differenza. “I miei genitori – scherza Maurizio- erano dei calcolatori già ai tempi. Appena si avvicinava la crisi del settimo anno sistemavano le cose…a modo loro“.

La prima apparecchiatura per ufficio ad essere venduta (una macchina da scrivere) è ancora custodita come fosse un pezzo da museo. Forte delle sue origini la Dozio System è oggi attenta alle innovazioni tecnologiche di settore. L’elisir di lunga vita però è top secret.

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti

 

Dozio System è un Rivenditore Certificato VoipVoice Doctor.

Questi sono i suoi contatti:

C.so E. Filiberto, 8
23900 Lecco LC

Tel e fax: +39 0341 421836
Email: info@doziosystem.it
Web: www.doziosystem.it

 

Venti domande a…Massimo Fraccon di Conesys

E’ una vita frenetica quella degli informatici, degli esperti di tecnologia, degli addetti ai lavori in ambito ICT, insomma: il telefono squilla all’impazzata e se non squilla ci sono le notifiche delle mail, e le chiamate perse, e un’azienda da gestire, e gli imprevisti da risolvere e…le interviste a cui rispondere 🙂 Le scadenze da rispettare e così via. Ma la cosa bella, un tema ricorrente nelle chiacchierate che mi è capitato di scambiare in questo mio primo anno di blog, è che non si perdono di vista i valori veri. Alla canonica domanda; “la cosa più importante per te”? La risposta che non mi stanco mai di registrare è sempre la stessa. “La famiglia“. E non è banale. “Una risposta da libro cuore”, scherza Massimo Fraccon. Ma anche lui, ospite di oggi nel nostro angolo delle interviste, non smentisce la mia teoria. Questi “strani signori tutti pc, tablet, mobile phone, e un miliardo di parole inglesi che si susseguono nei discorsi a volte difficilmente comprensibili” (è l’impressione che ho avuto le prime volte che mi sono affacciata a questo mondo) in realtà non sono robot. Non sono alieni. Non sono piovuti da Marte; e sì, mi sono detta, scrivendo le loro storie: hanno un cuore. Grande. E tante passioni sane, vere. Se non sono “connessi” cercano il contatto con la natura, trovano la libertà in una corsa all’aria aperta, la felicità in un bagno al mare al tramonto. Non c’è nulla di più autentico, di più umano. E anche oggi, in questa intervista ho avuto la mia conferma. Grazie, Massimo!

1. Chi eri da piccolo?

Un bambino irrequieto che non stava mai fermo.

2. E che uomo sei diventato adesso? 

L’età ed alcuni  by-pass mi hanno reso più tranquillo, anche se sono sempre aperto e disponibile ad affrontare nuove esperienze.

3. Quali erano le tue aspirazioni?  

Come molti bambini desideravo diventare un pompiere… e  poi anche capostazione per il fascino che i treni avevano su di me.

4. Come sei approdato al mondo dell’ICT? 

Per caso tanti anni fa. Un amico realizzò  un software per la gestione delle perizie in campo automobilistico e per me fu naturale cominciare ad occuparmi della commercializzazione di questo software a Roma.

5. Ricordi la prima volta che hai navigato in internet?

Non ricordo esattamente la data della mia prima volta …. Tanti anni fa con una BBS: ricordo però con tenerezza, ma senza rimpianti  lo stridìo dei modem e le lunghe attese davanti ad uno schermo con le pagine che si componevano piano piano.

6. E quando per la prima volta hai installato il VoIP ?

Ormai sono passati diversi anni, ma non ricordo nulla di particolare.

7. Come hai conosciuto VoipVoice? 

Un meeting di 3CX nel quale VoipVoice era lo sponsor.

8. Una tua considerazione su quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT

Il mondo ICT è in continua e rapida evoluzione e non è facile fare una previsione anche a breve termine; ritengo comunque che nel nostro lavoro continuerà a diminuire la percentuale di fatturato per “il ferro” mentre i servizi saranno una voce via via crescente.  Potremo continuare ad avere successo se saremo capaci di trasformarci in fornitori globali per i nostri clienti.

9. Quando è nata la tua azienda?

Mi occupo di informatica dal 1984 , più o meno

10. Cosa fa?

Conesys vende ed installa software pacchettizzati, tra gli altri Easylex gestionale  per avvocati; fornisce consulenza sistemistica a 360 gradi e si sta affermando sempre più come “VoIP integrator”

11. Dove opera?

Principalmente a Roma, ma siamo molto presenti anche in altre città.

12. Cosa fai nel tempo libero?

Lunghe camminate, qualche buona lettura, musica 

13. Una cosa indispensabile per te?

Risposta da libro cuore: la mia famiglia.

14. Cosa ti rende felice ? 

Trovare mia figlia quando a sera rientro a casa. Ma anche un bagno nel mare al tramonto.

15. E cosa invece ti fa arrabbiare? 

L’incapacità e la mala fede della nostra classe politica. E, aggiungerei,  la mancanza di senso civico di molti nostri concittadini.

16. Ti saresti mai immaginati nel ruolo che ricopri oggi?  

Direi di no. Sono approdato al mondo dell’informatica per caso, ma la passione (e la scintilla) è scoccata subito.

17. Dove ti vedi fra cinque anni?  

Su una spiaggia assolata.

18. La nostra domanda di rito. Cosa è per voi il VoIP? 

VoIP è certamente una grossa opportunità di lavoro e di crescita professionale. Nei prossimi anni se ne parlerà molto.

19. Un obiettivo che ti sei dato per questo 2017?

Incrementare il business, cercando di ottimizzare i nostri processi di lavoro  anche prendendo spunti da altre aziende di successo del settore.

20. E la cosa più bella (legata al lavoro si intende) che ti porti dietro dal 2016? 

La prima cosa che mi è venuta in mente è stata la festa per i dieci anni di VoipVoice: calorosa accoglienza e tanta simpatia.

Beh, che bello essere tra i ricordi migliori di qualcuno nel bilancio delle esperienze vissute nel corso di un anno intero. Sognando insieme a te quella spiaggia assolata dove il rumore delle onde del mare prenderà, un giorno, il posto del “driiiiiiiiiin”, ti ringraziamo Massimo per averci regalato un po’ del tuo tempo. E per aver scelto di salutarci, da Conesys,  con una delle dichiarazioni d’amore più  profonde di sempre…

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti

 

CONESYS di M. Fraccon

Via Giovanni Penta, 51

00157  Roma

Telefono: +39 064514855

Informazioni : conesys@conesys.it

www.conesys.it

Venti domande a…Federico Valenti di Hanlong Technology Co., Ltd

Anno nuovo, nuove interviste. Cambiano i protagonisti del nostro angolo del “botta e risposta” ma non lo spirito col quale VoipVoice invita i suoi partner a raccontarsi, mettersi a nudo, svelare aneddoti e curiosità. Il 2017 comincia con uno spazio riservato a Federico Valenti di Htek. Dalla passione per la cucina (e come dargli torto, in Sicilia non si scherza in quanto a cibo e golosità!) a quella per la musica, che lo ha portato a cimentarsi anche nel settore delle web radio, Federico ci parla di sè: del “monello” che era da bambino e del professionista che è diventato oggi. Un’occasione per affrontare tematiche legate al VoIP e non solo…


1. Chi era Federico da piccolo?

Ero un bambino molto vivace. Ti racconto un aneddoto: quando mi rimproveravano, correvo via rispondendo “non sono un bambino monello, ma sono un bambino veloce”.

2. Quali erano le tue aspirazioni?

Da bambino avevo idee fantasiose considerando che sarei voluto diventare babbo natale: essere famoso lavorando un solo giorno l’anno.
In realtà mi ha sempre affascinato la compravendita, molte volte quando ero solo a casa giocavo a fare il commerciante.

3. Come sei approdato al mondo dell’ICT?

Tradizioni di famiglia. Mio padre mi ha dato le basi e mio fratello mi ha fatto da mentore.

4. Ricordi la prima volta che hai navigato in internet?

Ora siamo praticamente sempre connessi ma un tempo non era così semplice, i miei genitori negli anni Novanta hanno creato una tra le prime scuole di informatica in Italia ed il pomeriggio dopo la scuola andavo in ufficio dai miei ed iniziavo a navigare su internet. Avevo creato anche un piccolo sito internet di 4 pagine relativo al noto manga Dragon ball.

5. E quando per la prima volta hai installato il VoIP?

In realtà non sono un installatore. Ho iniziato a lavorare nel settore amministrativo e poi ho scoperto la parte commerciale e marketing, anche se per vendere bene il VoIP devi conoscere anche gli aspetti tecnici. Ad ogni modo già nel 2009 seguivo i miei colleghi del reparto tecnico per capirne di più.

6. Come hai conosciuto VoipVoice?

E’ stato mio fratello Alessio ad instradarmi nel mondo del VoIP. Qualche anno addietro ha avviato una valutazione/ampliamento dei servizi offerti dalla società Info-Service s.r.l., che gestiamo insieme, facendola diventare Partner di VoipVoice. Ora che ricopro il ruolo di referente Htek per l’Italia non potevo non stabilire un rapporto di collaborazione tra Htek e VoipVoice.

7. Una tua considerazione di quello che succederà nei prossimi cinque anni
nell’ICT?

Ne vedremo delle belle sicuramente, si cercherà di spingere sulla maggiore connettività dati in mobilità cercando di abbassare i costi ed aumentare la velocità di navigazione.

8. Quando è nata la tua azienda?

Hanlong Technology Co., Ltd (Htek) è stata fondata a Nanchino in Cina nel 2005. Htek è focalizzata sul mercato dei terminali VoIP e produce telefoni IP, ATA e gateway per SMB da diversi anni, prodotti che sono venduti in più di 50 Paesi. Adesso Htek lavora direttamente con ISP(provider), system integrator e distributori in Europa, America e Asia.

9. Cosa fa?

È un produttore e designer di telefoni Ip. È l’unico produttore dispositivi VoIP in Cina ad utilizzare componenti Texas Instrument. Inoltre ha stretto importanti partnership con i protagonisti del settore come 3CX, Alcatel-Lucent, BroadSoft, Yeastar ed ora con un pizzico di orgoglio con Voip Voice.

10. Dove opera?

In tutto il mondo, la società ha un’ottima rete di distribuzione considerando che i nostri prodotti sono stati distribuiti in circa 80 Paesi. L’anno scorso Htek è stata presente nelle migliori fiere di settore del globo come Elastix World 2016 a Buenos Aires, GITEX TECHNOLOGY WEEK 2016 a Dubai, CeBIT 2016 ad Hannover, IT EXPO 2016 in Florida.

11. Cosa fai nel tempo libero?

Amo la musica. Mi piace ascoltarla e suonarla fin da quando avevo 7 anni. Ho imparato prima il pianoforte e poi il clarinetto ed insieme a degli amici ho creato anche una web radio chiamata “Lumia” (che in dialetto siciliano significa “limone”) dedicata alla nostra Sicilia. Ultimamente mi sono dedicato più al canto (probabilmente chi sta leggendo questa intervista dopo avermi ascoltato starà ridendo). L’altra mia grande passione è la cucina.

12.  Una cosa indispensabile per te?

La famiglia. Con la mia famiglia abbiamo sempre lavorato fianco a fianco ed infatti la società Info-Service s.r.l. di cui sono socio è nata con vocazione familiare.

13. Cosa ti rende felice?

Conoscere nuove persone, ascoltarle, apprezzarle e coglierne gli insegnamenti.

14. E cosa invece ti fa arrabbiare?

Vedere le persone rassegnarsi e non reagire alla difficoltà che si presentano.

15. Ti saresti mai immaginato nel ruolo che ricopri oggi?

No, è stato tutto molto veloce. In fondo da piccolo dicevo di essere veloce!!!

16. Dove ti vedi fra cinque anni?

Lascio la risposta alla prossima intervista, magari prima di 5 anni.

17. Infine la nostra domanda di rito. Cosa è per te il VoIP?

Il VoIP è una opportunità, il presente ed allo stesso tempo il futuro!!

18. Un obiettivo che ti sei dato per questo 2017?

Sicuramente far conoscere il più possibile il brand Htek, fare provare i prodotti, organizzare eventi e webinar in tutta Italia.

Affare fatto! VoipVoice e Htek hanno  appena ufficializzato la loro collaborazione. Per sancire questo “accordo” ci è sembrato interessante regalare a Federico la possibilità di aprirci in modo virtuale le porte della sua azienda. Sulle note di una delle sue canzoni preferite lo salutiamo, lo ringraziamo per la disponibilità e …per il prossimo Natale, sapremo a chi indirizzare la lunga lista dei desideri. Altro che Polo Nord!

Di seguito i contatti Htek

Sede Italiana Via L.Einaudi, 6- 96016 Lentini(SR)

Telefono +39095 8133233

info@htek.com

Support: support@htek.com

 

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti-

Intervista a Massimo Bargiacchi, CEO Meta System

L’espressione di tutta la conoscenza acquisita nel campo delle telecomunicazioni da Massimo Bargiacchi, fino ad oggi, si può riassumere con una parola chiave: Meta Telecomunicazione. Questa, la sua specialità. Esperto in telecomunicazione per vocazione familiare, Massimo si definisce “figlio d’arte“. E’ un destino segnato il suo. Cresciuto tra telefoni da smontare e rimontare come fossero giocattoli, naviga da sempre nel mare dell’ICT. Una curiosità? E’ stata la “delusione” per la mancanza di novità nel settore a fargli conoscere il VoIP.

E noi, ora, conosciamo lui…img_0224

Rompiamo il ghiaccio con qualcosa di personale: come sei approdato al mondo dell’ICT? 

Beh, per la verità non posso dire di esserci approdato… In realtà son figlio d’arte, e anche nipote se vogliamo.Mi spiego meglio. Mio padre aveva un’azienda con la quale fu uno dei protagonisti del settore telecomunicazioni a Roma nella metà degli anni ‘90. Da piccolo invece di giocare con i mattoncini della Lego mio padre mi faceva giocare con i telefoni. Li aprivo, li smontavo e ovviamente li distruggevo. Se prima li rompevo solamente, crescendo ho incominciato anche ad aggiustarli.
Con questa sorta di indottrinamento speciale, il mio destino era segnato. Quale lavoro potevo scegliere se non questo? Quindi non ci sono approdato casualmente, ma navigo da sempre in questo mare.

Quale è stato il percorso che ti ha portato in Yeastar? Da dove sei partito? 

Come si è capito ho vissuto diversi cambiamenti nelle telecomunicazioni: elettromeccaniche, elettroniche analogiche e anche elettroniche digitali. Arrivato a questo punto mi ero stancato. Ero deluso, stufo perché per tantissimo tempo non si vedeva niente di nuovo. E’ spinto da questo desiderio di novità che ho deciso di dedicarmi ad altro, un settore collaterale. Un giorno ricevo una mail dalla Cina (il tempo passa, saranno 7/8 anni fa!) in cui si parlava di un piccolo sistema telefonico denominato VoIP. Il VoIP in Italia stava muovendo i primi timidi passi ed era conosciuto esclusivamente dagli addetti ai lavori e da qualche grande organizzazione. Ma io essendo curioso ho voluto approfondire gli aspetti tecnici e le opportunità che offriva sul mercato delle Small Business e delle PMI. Quindi posso dire di essere partito da una delusione.
  
Quali erano le tue aspirazioni? Se non in questo settore, in che ruolo ti saresti immaginato? 

Mi sarei immaginato come si immaginano tutti gli adolescenti: pilota di Formula Uno se non di aerei, oppure medico. Poi crescendo ho rimesso i piedi per terra e mi sono reso conto che mi sarebbe piaciuto fare il lavoro di mio padre. Quindi ho studiato per questo e ho proseguito, fino ad arrivare qui.

Di cosa ti occupi esattamente? 

Nella mia azienda mi occupo esclusivamente del settore TLC, e lo faccio a 360°. Mi ritengo un consulente dei miei clienti, che sono esclusivamente installatori e operatori del settore. Per interfacciarsi con questo tipo di clientela ritengo sia necessaria una grande competenza tecnica. Solo così si possono soddisfare le varie richieste.

Raccontaci un aneddoto legato al tuo lavoro in Yeastar… 

Yeastar è in Cina… la Cina è molto lontana non solo come distanza fisica ma anche come cultura, quindi ti aspetti che il tuo operato sia valutato solo con i numeri delle vendite.
Invece sono rimasto favorevolmente colpito da quello che mi ha raccontato un Provider VoIP il quale volendo condividere le iniziative Marketing con un Brand di IP-PBX, ha scelto Yeastar. Inoltre Yeastar ha consigliato noi della Meta Telecomunicazioni come partner ideali per queste iniziative. 
Non nascondo la soddisfazione: ciò che facciamo e come lavoriamo ha superato le frontiere Italiane per arrivare addirittura in Cina. E chi si aspettava questo risultato?
  
I punti forti della tua azienda? 

Nel mio passato io sono stato un installatore di sistemi telefonici, è proprio questo background il punto forte della mia azienda. Conoscendo bene le problematiche che quotidianamente vivono gli installatori sul campo riesco a dare un’assistenza all’altezza delle aspettative. Il nostro punto di forza, insomma, è riassumibile in una parola: assistenza.

Quando e dove è nata Yeastar e dove opera? 

Yeastar ha la stessa età di VoipVoice, 10 anni. E come VoipVoice quest’anno ha spento le prime 10 candeline. La Yeastar opera in tutto il mondo con prevalenza sul mercato americano e russo, ma anche in Europa, Asia e ovviamente in Cina.

Quali sono le prossime novità che confermeranno la vostra posizione nel mercato?

Proprio quest’anno sono stati lanciati dei nuovi prodotti denominati S-Serie.
Questa è l’evoluzione degli, ormai famosi, MyPBX. Sono degli IP-PBX hardware che si integrano perfettamente nella realtà Italiana delle telecomunicazioni, specialmente in questo momento di transizione dal tradizionale al VoIP. Abbiamo iniziato a giugno il giro dei workshop per presentare questa gamma di centralini Yeastar.

E i prossimi eventi in programma? A breve partirà il tour con VoipVoice…

Le date sono molto vicine, il prossimo 22 novembre siamo a Bari e a seguire il 29 a Catania. Per il prossimo anno sono previste delle tappe anche nel Nord Italia.
  
Un tuo parere, sincero, di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT

Ritengo che la tecnologia VoIP prenderà il sopravvento sulle tecnologie TDM.
In questo ultimo periodo stiamo vivendo una vera rivoluzione in questo ambito.
Però penso anche che la naturale evoluzione di questa tecnologia sia la mobilità. Naturalmente passeremo attraverso i servizi virtualizzati (Centralini in Cloud) per poi approdare con il nostro smartphone su di una virtualizzazione ancora più spinta.

VoipVoice, come detto si appresta ad affrontare il tour con Yeastar: i due eventi in programma sono corsi tecnici gratuiti per installare e programmare il centralino telefonico Yeastar.

Per iscriversi alle due tappe:

BARI: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-jump-into-the-voip-bari-29253029599?aff=VoipVoice

CATANIA: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-jump-into-the-voip-catania-29266579126?aff=VoipVoice

Info su Yeastar: http://yeastar.it/home_ita/

 

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti-

Il compagno di viaggio, da sempre, di Massimo? Zucchero Fornaciari. “E’ un  po’ che facciamo la strada insieme. Contestatore, trasgressivo, profondo, il tutto nella giusta misura”.

E allora buon cammino e…buon ascolto.

Diario di bordo: quinta tappa SMAU | Milano 2016

Eccoci alla quinta e penultima tappa del Roadshow SMAU 2016.

Come ogni anno ad accoglierci nel periodo autunnale è stata la meravigliosa e frenetica Milano che ci ha visto presenti nei giorni 25-26-27 Ottobre all’interno del padiglione FieramilanoCity. Evento, luogo e città  che ogni imprenditore e lavoratore del settore ICT vede come “un punto di incontro per fare Business”.

A confermare questa mia teoria  è stata la grande affluenza di visitatori ma soprattutto di espositori.Aziende più o meno giovani che come VoipVoice hanno partecipato con grande professionalità ai tre intensissimi giorni di fiera. Nell’aria si percepiva quella piacevole sensazione di essere nel posto giusto al momento giusto. A rendere ancora più interessante il tutto,quest’anno  SMAU Miano , ha strutturato una dimensione dedicata esclusivamente al settore Information & Communication Technology , lo “SMAU ICT”. Come lo ha definito SMAU stesso, un vero e proprio “evento nell’evento” con contenuti studiati per rispondere alle esigenze di system integrator, operatori, vendor, Cloud ed Internet Provider, distributori e  società di consulenza. Il programma dei tre giorni ha visto ,infatti, un calendario ricco di workshop che, si sono svolti in tre arene dedicate  con brevi pillole da 50 minuti tenute da professionisti indipendenti, docenti, formatori specializzati e player del settore. Questi workshop hanno come l’obiettivo principale di fornire competenze tecniche su tematiche di forte attualità come Datacenter, Infrastrutture, soluzioni di Backup, Networking, Cloud Computing, Information Security, Unified Communication & Collaboration, IoT, Big Data, Cybercrime, Business Continuity e molto altro.

Ovviamente,VoipVoice non poteva mancare all’interno di tale dimensione!                                     Il nostro Managing Director  Simone Terreni ha fatto il tutto esaurito durante il primo workshop presso l’Arena Smart&Start ,dove ha raccontato quello che è stata l’evoluzione e la crescita della comunicazione durante la storia fino ai nostri giorni; come racconta all’interno del suo libro,  “Dai segnali di fumo ai social”;  e ha dato ai presenti 5 consigli su come comunicare efficacemente sui social . In seconda battuta, il terzo giorno di fiera ha mantenuto il tutto esaurito all’interno dell l’Arena Smau Academy con lo workshop intitolato “Snapchat vs. Instagram”; durante il quale ha messo in evidenza la moderna “faida” tra due della applicazioni più in voga al momento nel mondo dei Social Network.

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Mentre  Simone era impegnato ad intrattenere la folla presente ai vari workshop, allo stand D14, io (Edoardo Ventrelli)  e Alessia Rustichini , abbiamo accolto con sorriso, professionalità e del buon popcorn tutti coloro che sono passati a trovarci, offrendo 350 popcorn e presentando  quelle che sono le ultime novità all’interno dei listini VoipVoice : I nuovi Listini Combo e Listini Air ( Voce + Ultrabanda + Router AVM FRITZ, tutto incluso), la Flat 8 Unlimited ma soprattutto il collegamento in Fibra 100 Mega, l’importante novità di quest’anno! La cosa a mio parere molto positiva e stimolante della fiera e di eventi come SMAU è  la possibilità che si ha nel conoscere molte persone e professionisti , consolidando rapporti di partnership già in essere e farne dei nuovi. Posso dire di essere felice e soddisfatto di fare questo lavoro all’interno di VoipVoice ed essere stato presente e partecipe allo SMAU Milano per il secondo anno.

VoipVoice vi aspetta all’ultima tappa del Roadshow SMAU 2016 a Napoli!

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Articolo a cura di: Edoardo Ventrelli – Account Manager VoipVoice

Ed ora il nostro Album fotografico:

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Intervista a Daniele Domeniconi, direttore commerciale di Nextmedia

Il countdown è iniziato: mancano esattamente 5 giorni al grande evento annuale targato Nextmedia. E noi, per non farci mancare niente, abbiamo interrotto (tra un preparativo e l’altro) il regista del “Nextparty 2016“. A Cesenatico abbiamo “inchiodato” giusto il tempo di un’intervista Daniele Domeniconi che si è gentilmente prestato al gioco. Qualche domanda per conoscere meglio la storia, il presente e i progetti futuri di una azienda, tra le più forti, oggi, nella distribuzione di sistemi di telecomunicazione in Italia. E allora, entriamo nel backstage dell’evento per curiosare un po’…

sharePartiamo da dove tutto ha avuto inizio: come è nata Nextmedia?

Nextmedia è nata da un colloquio di lavoro; appena laureato in ingegneria delle telecomunicazioni, ho inviato una richiesta di assunzione (con cv allegato) ad alcune aziende del settore del cesenate. E presto, ho avuto un appuntamento; prima cosa strana? Un colloquio fissato alle 21,30 di sera… a casa mia. Ero un ragazzo di 22 anni che aspettava affacciato alla finestra con ansia e trepidazione “il personaggio misterioso” a bordo di una bella macchina extra lusso. Che però non arrivò mai. Ebbene sì; il mio primo datore di lavoro si presentò con un’ora e mezza di ritardo, su una scattante panda grigia ma con l’idea di metter su un’azienda di distribuzione. Era il 1997.  Il progetto c’era, mancavano i soci per poter partire e lanciarsi in una nuova avventura.  Ero giovane e a me la proposta piacque subito. Non avevo niente da perdere (tra l’altro, in quanto terzo figlio maschio ero milite esente) e fu così che l’affare andò in porto. Nextmedia nacque come start up, una cooperativa con 9 soci nella quale poi, riuscii a coinvolgere due carissimi amici; Gianni e Matteo, compagni di merende ai tempi dell’università. Siamo partiti con la distribuzione esclusiva di un brand tedesco. Stavamo incollati al telefono chiamando in tutto il mondo per strappare appuntamenti e far conoscere prodotti che in Italia, all’epoca, non conosceva nessuno. Questo è stato il nostro punto di forza.

Restare competitivi sul mercato, oggi, non è un gioco. Quali sono i punti comuni, nel modo di fare business, con i competitor? In cosa invece vi diversificate dagli altri distributori?

Il primo step importante è stato nel 2005; fino a quel momento eravamo distributori mono brand ma il mercato si stava evolvendo, andava verso una multi distribuzione. E’ in quel periodo che abbiamo fatto il salto di qualità; è iniziato il processo di inserimento di una trentina di brand nei settori networking, wifi, telefonia, videosorveglianza. Per tornare alla risposta, adattarsi al mercato per rispondere alle esigenze del momento è quello che ci ha accomunato agli altri, e che spero continuerà a fare la nostra fortuna. Quello che ci distingue? Il servizio pre e post vendita. Non siamo box mover ma abbiamo un valore aggiunto, ovvero il servizio di supporto dopo la vendita. Aiutiamo il cliente nella fase progettuale, ma anche in quella dell’istallazione. Non lo lasciamo mai solo. 

Qual è il target al quale vi rivolgete? In quale zona geografica operate?

Il target è quello degli installatori telefonici, system integrator, wifi, networking, videosorveglianza. La copertura è nazionale, abbiamo una rete di partner in tutta Italia, isole comprese.

Passiamo a Nextparty 2016, il più importante dei prossimi appuntamenti.  La Convention è un evento che genera grandi aspettative; come è nata l’idea? Quali saranno le caratteristiche della due giorni, in programma il 7 e l’8 ottobre?  Come si svolgerà l’iniziativa?

L’idea è nata per differenziarci dallo Smau. Quando siamo partiti con Nextmedia nel ’98, siamo stati immediatamente presenti in fiera con il nostro stand. Ma dato che Smau iniziava ad essere troppo consumer (pieno di ragazzini alla ricerca del gadget, per intendersi), abbiamo pensato di investire in un progetto innovativo. Nextparty è nato nel 2003 a Milano. La formula piuttosto anomala è quella di una due giorni, venerdì e sabato: un giorno di lavoro, e uno di break. Quell’anno decidemmo di partire la stessa settimana dello Smau regalando i biglietti per la visita del sabato, pagavamo noi la trasferta dato che il cliente era comunque già a Milano. Dal 2004, poi, l’ evento è stato spostato in Romagna. La fiera è bella per conoscere nuovi clienti, ma genera caos, il cliente visita te come tanti altri e se ne esce con una grande confusione in testa. Ci siamo così concentrati sul concetto di  fidelizzazione del partner, organizzando attività anche ludiche ma mirate alla creazione di un gruppo di partner fidelizzati che vedessero in noi un riferimento a 360 gradi. Formula che negli anni ha fruttato, ci ha fatti crescere. Quest’anno gli stand saranno circa 20, la collaborazione sempre più stretta nei confronti dei vendor; contiamo la presenza di oltre 200 aziende. I vendor sfruttano il nostro evento per presentare i loro prodotti, nuovi servizi e nuovi listini: tutti i fornitori propongono ai clienti una promo, è il momento per avere condizioni economiche migliori rispetto ad altri mesi dell’anno. Una novità?  Il salottino live. L’edizione 2016 del Nextparty non sarà solo occasione promozionale ma offrirà l’opportunità di parlare di tecnologia e confrontarsi su di un argomento oggi abbastanza importante come il Cloud: i pro e i contro di questo nuovo scenario, come si evolverà il mercato, dando spunti interessanti a chi ascolterà.

Quali sono le novità che presenterete?

Nexi, un nostro prodotto con marchio registrato, presenteremo la nuova piattaforma su Cloud…e non anticipiamo altro. Ci saranno belle sorprese!

Come è cambiato, come si è evoluto il rapporto con i brand che distribuite da anni?

Ho notato che è cambiato in positivo: anche il vendor apprezza la disponibilità del nostro team. Quando decidiamo di vendere un prodotto riusciamo a gestirlo internamente, siamo autonomi, abbiamo una formazione interna, sia tecnica che commerciale e grazie agli eventi itineranti in tutta Italia abbiamo creato un gruppo di amici coi vari fornitori, un team solido che ci ha permesso di rafforzare il rapporto; ci vedono come punto di riferimento professionale. Se i rapporti sono buoni, si cresce più velocemente…

Come sei approdato al mondo dell’ICT?

Avendo scelto ingegneria delle telecomunicazioni, avevo già la propensione verso questo mondo. Mi ha sempre affascinato. Ho intrapreso questa strada perché mi è sempre piaciuto fare qualcosa che mi portasse a comunicare e confrontarmi, stando in mezzo alla gente.

Se non in questo settore specifico, in quale altro ambito ti saresti immaginato?

Mi immagino tutt’ora dietro il bancone di un bar sulla spiaggia, o un pub. Un sogno questo, che penso realizzerò presto e in parallelo alla mia attività. Gestire un locale e godersi gli amici…chissà, magari c’è già qualcosa che bolle in pentola!

Un tuo parere di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT 

Sicuramente ci sarà un’evoluzione importante grazie alle tecnologie che stanno cambiando con il Cloud. Da sottolineare, poi, che finalmente  in Italia si sta investendo nelle infrastrutture. Con la banda larga, portando la fibra nelle città cambierà radicalmente l’utilizzo dei nostro apparati. I servizi legati al Cloud e alla rete cresceranno in modo esponenziale, lo smartphone non sarà utilizzato solo come apparato telefonico o per le foto ma come vero e proprio strumento di lavoro.

Infine, la domanda di rito: cos’è per te il VoIP?

Il VoIP è un’opportunità. Ha dato la possibilità di un cambio decisivo nel nostro settore specifico: oggi la telefonia tradizionale ha lasciato spazio a quella che non ha limiti. Il VoIP è una tecnologia che ha cambiato il modo di vedere le telecomunicazioni: servizi più evoluti a costi ridotti. 

Energia da vendere, una passione smisurata per il proprio lavoro e sogni che non resteranno certo chiusi in un cassetto ma sono, anzi, pronti a prendere la forma… di un irresistibile chiringuito da spiaggia. L’adrenalina è alle stelle e il “Guerriero” è pronto a scendere in battaglia. Lasciamo Daniele al suo lavoro, ringraziandolo per aver dedicato un po’ del suo tempo al nostro angolo delle interviste.

Nextparty è alle porte: in bocca al lupo, Nextmedia!

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti-

Ho preso appunti, vi racconto una storia. Ma stavolta è la mia.

“Scrivere un articolo di presentazione? Cioè, io che parlo di me? No. Non posso proprio farcela”. E invece eccomi qui. Alle prese con uno dei miei limiti più grandi, mettermi a nudo. Forse è anche per questo, inconsapevolmente, che ho scelto di seguire la strada del giornalismo e della scrittura in generale. Per arrivare, pagina dopo pagina a raccontare quello che a voce non esce. Si chiama comunicazione e io, 29 anni, in tasca una laurea in lingue e letterature straniere e all’attivo 4 anni (sudati ma appassionati) da giornalista pubblicista, manco a farlo apposta ho deciso di giocarmi proprio questa carta. Paradossale, no?img-20160219-wa0004

Mi chiamo Ylenia Cecchetti, fiutare nell’aria l’odore di una notizia e cercare di raccontarla al meglio è quello che faccio più o meno tutti i giorni. L’ho voluto o è capitato? A volte è la vita che sceglie per te, ma tutto, alla fine ritorna ad esser perfetto. E credo che il percorso intrapreso – con una buona dose di scetticismo iniziale, che poi ha lasciato spazio ad un entusiasmo travolgente – sia quello fatto per me. “Il bello di questo mestiere è che si affronta un esame ogni giorno” , parola di Montanelli. Ci sono prima l’adrenalina, poi un bel carico di responsabilità, e infine una valanga di limiti da superare,  a livello personale e professionale.

Parlare di giornalismo oggi significa pensare a nuove forme di racconto, di linguaggi e tecnologie diverse. E significa parlare di storytelling, una delle più antiche arti di comunicazione, ma anche il marchio di fabbrica di VoipVoice, il suo punto di forza; ecco cosa mi ha portato qui. Come da copione,  ho raccontato per lavoro la storia di un “menestrello 2.0” alla guida di un’azienda leader nel settore delle telecomunicazioni. Un ambiente giovane, dinamico dove si  fa  VoIP, si trattano le Unified Communications. Un mondo così lontano dal mio. Se la passione per le storie ha accomunato fin dal primo istante me e Simone Terreni, a dividerci un secondo dopo è stato il mio gap sul piano delle tecnologie.

VoIP, questo sconosciuto. Parliamo due lingue diverse, io carta e penna, Simone tutto smartphone e hi-tech. Io sono abituata a metterci la firma, lui la faccia. Io silenziosa, lui un fiume in piena. Io non ho orari, non ho schemi, rispetto le scadenze ma ci arrivo all’ultimo tuffo. Lui meticoloso, calcolatore, maestro della pianificazione e del time management. Un concetto astratto per una che si trova, spesso, a scrivere la notte. Ma l’affare è fatto e il mio (fresco) ingresso in VoipVoice è stato l’ennesimo limite da superare. Un atto di coraggio sul piano personale che tradotto significa “Convertiti al mondo degli hashtag, dei social che non sai nemmeno che esistono, mastica parole incomprensibili e impara una volta per tutte a capire questa benedetta tecnologia. Ah. Molla l’agenda, prenditi un pc di ultima generazione e vedi di farci amicizia”. E’ ancora tutto work in progress, ci stiamo lavorando ma… Sfida accettata.

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Da qualche mese mi occupo di Press & Communication per VoipVoice. Un impegno preso con l’affanno, l’ansia di chi si siede al banco il primo giorno di scuola e deve imparare l’abc.

Aforismi e massime non mi convincono, lo ammetto. Ma  sulla filosofia di Goethe del “Senza fretta ma senza sosta” mi sono dovuta ricredere. Io mi sento così. E’ così che si tagliano i traguardi più importanti. Poco incline ai cambiamenti drastici, non mi sono mai risparmiata sugli impegni presi, portati avanti con serietà, coscienza, costanza e determinazione.  Siccome non ci si conosce mai abbastanza (e di noi stessi ci si può sempre stupire) di recente ho maturato una consapevolezza: se sono troppo libera mi perdo. Se sono sotto pressione do il meglio di me. Per questo il patto stretto con VoipVoice va alla grande, una pioggia di stimoli nuovi. Circondata da un team eccellente e pronto a lanciare il salvagente ogni volta che annaspo in mare aperto, ho cominciato a seguire la comunicazione dei progetti per VoipVoice, uno dietro l’altro.  Realizzo comunicati stampa, reportage degli eventi, mi occupo delle interviste ai professionisti che ruotano attorno al settore Ict, curo la rassegna stampa e la creazione dei contenuti. E mi sembra un universo un po’ meno ostile, oggi.

Contraddizioni? Infinite.  Scrivo tanto e parlo poco, perché ad ogni singola parola do un grande peso. Sono viaggio-dipendente ma ancora (e da sempre) vado in crisi se si tratta di ripiegare in 4 le city map. Un futuro in questo ambito? Mai dire mai. Ci sono tanti limiti che non pensavo di superare, eppure è successo.  VoipVoice è un ottimo punto di partenza e il VoIP, come mi hanno confessato diversi manager intervistati in questi mesi, è una grande opportunità. Anche e perché no, La Mia.

-Ylenia Cecchetti-

Informazioni: Potete contattare Ylenia Cecchetti a ufficiostampa@voipvoice.it

Mi piace organizzare eventi… ma odio organizzarli!

Lo so, è un controsenso e tanti di voi adesso si staranno chiedendo “Ma come puoi odiare qualcosa che ti piace fare?”. Non è affatto semplice spiegarlo e proverò in questo articolo a presentarvi quello che odio del lavoro che faccio, ma che amo profondamente.

Quando si parlmarketing-trends4a di marketing spesso ci si
orienta all’idea di pubblicità, di grafici, di analisi di mercato e numeri. Qua alla VoipVoice non si tratta solo di questo, per noi il Marketing è Creatività, Innovazione, Coinvolgimento, Emozione. Quello che facciamo è cercare di coinvolgere i nostri partner a 360°.

Mi trovo qui adesso a fare un riepilogo di quanto fatto in questi 6 mesi, ma io non voglio parlare di analisi di mercato, né voglio annoiarvi con numeri e formule. Io voglio raccontarvi la parte organizzativa del reparto Marketing, voglio raccontarvi cosa sta dietro agli eventi a cui tanti di voi hanno partecipato. Come ben sapete VoipVoice non si ferma mai, viaggiamo per tutta Italia, presentando i nostri servizi, facendoci conoscere. La nostra agenda è sempre piena di impegni: Workshop, Training, Convention, Fiere e quando sembra che siamo fermi, anche in quel caso siamo attivi al 100% con i nostri Webinar e sui Social Network.

Questo anno siamo partiti con il Botto!

Il primo grande evento che abbiamo realizzato è stata la ConventionRicomincio da Die12804653_1089506521100119_4052201545602988496_nci” per festeggiare i 10 anni di VoipVoice che si è tenuta il 28 febbraio a Modena all’interno di una location di tutto rispetto: il Museo Casa Enzo Ferrari. Quando Simone ci ha comunicato il suo desiderio di realizzare questo tipo di evento, la prima domanda che mi è passata per la testa è stata: “Una Convention? E chi la sa realizzare una cosa del genere? Da dove si parte?”.  Avete idea di quante cose si deve pensare per realizzare una Convention? Era il momento di rimboccarsi le maniche, armarsi di tanta pazienza e voglia di fare e partire.

Primo Step: trovare la Location. Non devi cercare una location, devi cercare LA location. Deve essere inerente al messaggio che vuoi esprimere durante l’evento, deve essere bella, tanto da dare l’effetto WOW! La nostra scelta in questo caso ricadde sul Museo Casa Enzo Ferrari perché volevamo diffondere questo messaggio: come la Ferrari anche la VoipVoice sta crescendo e diventando una grande realtà italiana.

Secondo Step: una volta trovata la location era necessario organizzare TUTTO il resto: badge, cartelline, gadget, flyer, grafica dell’evento, inviti, convenzioni con gli hotel, liste dei partecipanti, sfondi per le foto, roll-up. Io e Martina stavamo affondando fra preventivi e scartoffie da compilare.

Terzo Step: la domanda qua è stata “come vuoi che l’evento si sviluppi?”. Dovevamo decidere l’agenda della giornata e metterci in contatto con il catering, decidere cosa offrire per il pranzo e cosa offrire per il welcome coffee.

Noi abbiamo voluto premiare i nostri Top Partner, per renderli ancora più partecipi, per coinvolgerli emozionalmente in prima persona. La cosa da fare è stata pensare con cosa premiarli e poi far realizzare i premi. Dovevamo lavorare affinché tutto fosse Perfetto! È questo che ci contraddistingue, la ricerca della perfezione. Cerchiamo di essere attenti e precisi in ogni dettaglio in modo tale da far vivere ai nostri partner delle esperienze positive.

Non è stato affatto semplice, ma visti i risultati ne è valsa la pena. La Convention è stata la conferma delle competenze che abbiamo sviluppato in questi anni organizzando eventi.

woman-hand-smartphone-desk-largeDopo questo grande evento abbiamo davvero iniziato a girare tutta Italia organizzando 20
eventi
che hanno visto la partecipazione di un totale di 450 partecipanti. Non crediate che gli eventi realizzati siano stati semplici da organizzare. Per questi tipi di eventi l’organizzazione è del tutto diversa: alcuni di essi sono eventi singoli, ma altri sono tour che toccano fino a 5 città in 5 date diverse.

Cosa fare in questo caso? Rimboccarsi le maniche ed armarsi di tanta pazienza. Anche qua devi seguire degli step.

Primo Step: mettersi d’accordo con il partner o con il cliente con cui o per cui devi organizzare l’evento, definire il format dell’evento e cosa importantissima, definire la o le date, che possano andare bene a tutti, perché alcuni di questi eventi vedono la partecipazione di più brand e trovare un accordo non è sempre facile.

Secondo Step: una volta decise le date parte la ricerca della location. A volte mi sono trovata ad inviare più di 30 richieste di preventivo ad hotel o sale meeting, trovandomi anche a dover parlare con delle persone non troppo socievoli o ad arrivare ad avere richieste impensabili!

Una volta ho richiesto un preventivo per una location su Milano, per un evento che aveva come format la mezza giornata, e mi hanno chiesto un prezzo di 8.000 euro per la sola sala meeting. Vabbé, ho premuto cancella e mi sono fatta una sana risata! Altre volte invece devi chiamare e richiamare più volte, perché alcuni non hanno nemmeno la decenza di risponderti. Devi essere pronta a contrattare, cercando di spillare il prezzo migliore!

Terzo Step: definire l’agenda dell’evento e il titolo. Definire l’agenda dell’evento non è semplicemente informare quando comincia e quando si conclude l’evento. È incastrare alla perfezione tutti i brand partecipanti, in modo tale che ognuno di loro abbia lo stesso tempo di intervento degli altri. Una volta pensato anche a questo puoi pensare all’invito.

Quarto Step: qua di solito siamo nei due giorni precedenti l’evento, il momento del Recall.
Il Recall è l’attività che ti permette di definire in modo preciso il numero di persone che parteciperanno all’evento, è il numero che comunicherai alla location per il servizio di catering. Quando vai a dare il numero definitivo di partecipanti, questo è un consiglio che il pexels-photo-mediummio collega Samuel Lo Gioco mi ha dato quando iniziai a lavorare alla VoipVoice, devi indicare almeno un 15-20% in meno di persone rispetto a quelli che ti daranno conferma. Devi tenere di conto delle persone che all’ultimo non si presenteranno per impegni lavorativi o personali. Quando vai a chiamare i singoli iscritti devi cercare di essere gentile, sorridente e disponibile alle domande che potrebbero fare. Alcuni magari non si ricordano dell’orario di inizio, altri non si ricordano la location. Io quando faccio il recall mi tengo sempre aperta la pagina di invito all’evento, in modo tale da essere pronta e veloce nel rispondere.

Non è detto che gli eventi riescano al 100%. È possibile che il giorno stesso dell’evento le persone che si presentano sono solo la metà di quelle che ti avevano confermato, o anche meno della metà. In questo caso devi fare un veloce Recall, capire chi verrà o no. Non tutti hanno l’accortezza di inviarti una mail per comunicarti che non si presenteranno. Quella è la volta che ti abbatti e pensi di aver sbagliato qualcosa. Cerchi di ragionare sul fatto che molto probabilmente poteva essere sbagliato il giorno e l’orario o che la città scelta fosse meno attraente rispetto ad altre. Sono cose che devi valutare bene, se non vuoi commettere altri errori. Questo è il momento in cui penso: “Eppure ci sono tante cose più semplici e meno stressanti da poter fare, perché continuo a cascarci?”. Io continuo a cascarci perché i risultati positivi sono stati tantissimi di più rispetto a quelli negativi. Vedere il partner o il cliente soddisfatto ti fa dire: “ok, sto facendo la cosa giusta. È quello che voglio fare”.

Poi ci sono le fiere. In questi sei mesi abbiamo partecipato a 7 Fiere. La Fiera è uno di quegli eventi che ti impegna a 360°. Io la vedo come un’arena in cui devi vestire i panni del leone. Non puoi essere passivo ed aspettare che la gente si fermi al tuo stand, devi essere attivo e fare in modo di fermare più persone possibili, perché è così che si creano contatti ed è così che ci si fa conoscere da quante più persone possibili.

voipvoice_premiazione_smauQuello che ci contraddistingue da altri espositori è il sorriso! Ed è per questo motivo e per aver utilizzato un approccio creativo e propositivo nell’attività di coinvolgimento del visitatore e per aver rafforzato la propria partecipazione attraverso l’utilizzo di strumenti di comunicazione innovativi, che siamo stati premiati, per il secondo anno consecutivo, come Best Exhibitor SMAU 2016! Anche per questo tipo di eventi la parte organizzativa è fondamentale e per niente rilassante. Lo stand ha un’importanza fondamentale. Quale posizione occuperai all’interno della Fiera? Quanto il tuo stand sa essere attrattivo? Devi pensare a come poter personalizzare lo stand (nel caso in cui te lo permettono), i roll-up da portare, i gadget da usare. Questo anno, al posto del caffè, serviamo del pop-corn. Abbiamo comprato una macchina professionale per pop-corn e ogni volta che partecipiamo ad una fiera ce la portiamo dietro, in modo da attirare ancora di più l’attenzione nella persona che passerà dal nostro stand. La nostra idea è farci ricordare.

LoGo Orizzontale INSIDE FACTORYAlla quarta tappa del Roadshow SMAU, che si è tenuta a Firenze il 7 e 8 luglio, abbiamo inaugurato Inside Factory, il nuovo Brand powered by VoipVoice.  Inside Factory è frutto di un’esperienza decennale nel campo degli eventi e si propone di essere il nuovo punto di riferimento per le aziende del settore ICT (e non solo) per l’organizzazione di Eventi, Corsi di Formazione, E-Learning e servizi Marketing. Quello che vogliamo fare è unire le competenze acquisite nel corso di questi anni con nuove idee in modo da coinvolgere emozionalmente coloro che si rivolgeranno a noi. Location fuori dagli schemi, Gadget personalizzati, Webinar su misura, Formazione innovativa: queste sono solo alcune delle caratteristiche che contraddistinguono i nostri servizi. Anche qua le energie spese per la realizzazione di questo progetto sono state tante, ma vederne la sua nascita è stata un’emozione grandissima e sono orgogliosa di fare parte di questo nuovo progetto.

Durante questi sei mesi abbiamo poi realizzato 21 sessioni di Webinar, ormai diventati un appuntamento importante e fisso,  che hanno avuto un totale di 2.341 iscritti. Abbiamo avuto la partecipazione di 17 importanti Brand e 12.382 visualizzazioni. Di volta in volta abbiamo trattato sempre nuovi argomenti Open Source, Landing Page e SMS, VoIP e Unified Communications, analisi tecnica su IP-PBX  e FreePBX, approfondimenti tecnici sui vari modem, router e gateway, utilizzo corretto di Linkedin, arte della vendita, essere efficaci sui Social Network, principi base per una corretta Leadership aziendale. Crediamo che formarsi, accrescere le proprie competenze e perseguire le proprie predisposizioni sia di fondamentale importanza, specialmente in un settore, quello ICT, dove i cambiamenti sono veloci e repentini. Per questo motivo abbiamo in programma ancora nuove sessioni di Webinar con temi interessanti.

E, a proposito di futuro, quali saranno i programmi di VoipVoice?

Intanto ci prediamo una meritata pausa estiva, perché è necessario ricaricare le energie per poter dare il massimo!

Ecco alcuni importanti appuntamenti che ci aspettano prossimamente:

Il 25-26-27 ottobre saremo a Milano per la quinta tappa del Roadshow SMAU 2016.

Il 29-30 novembre e l’1 dicembre parteciperemo a WPC 2016, la più grande conferenza italiana sulle tecnologie Microsoft, che si terrà sempre a Milano all’interno dell’NH Centro Congressi Milanofiori.

E poi ancora SMAU nei giorni 15 e 16 dicembre, per la sesta ed ultima tappa del Roadshow che si terrà nella splendida e calorosa Napoli!

TerminplanerInsomma, ancora tantissime cose da organizzare, ancora tanti capelli da perdere! Vedere il cliente soddisfatto cancella però tutto lo stress che può nascondersi dietro l’organizzazione di un evento, lasciando il posto alla felicità, all’orgoglio. E è questo che mi fa amare organizzare gli eventi, il fatto che alla fine, anche con tutta questa fatica e con tutto questo stress, puoi dire di aver realizzato una cosa bella e positiva.

Lo ripeto ancora: io odio organizzare eventi ma amo follemente organizzarli!

A cura di Serena Masoni.

Ti presento Inside Factory, il nuovo Brand powered by VoipVoice

Ecco quindi che quando Andy Warhol si trovava in ospedale nel 1968 dopo che la femminista radicale Valerie Solanas gli aveva sparato, si accorse di una cosa fantastica. Il suo staff dentro la sua Factory posta al 33 di Union Square a New York stava continuando a produrre le sue opere d’arte, le serigrafie per le quali era diventato famoso. I volti di Mao, Marylin Monroe, Che Guevara, la Coca Cola, la zuppa Campbell’s. E queste opere venivano vendute senza che lui facesse niente intascando un mucchio di soldi. Insomma capì di essere un’imprenditore e che al posto di uno studio d’arte aveva un’azienda.

Ecco quindi che la Factory divenne il primo laboratorio di industrializzazione dell’arte. L’arte usciva dai tristi musei e veniva messa in mezzo alla gente, diventava popolare (Pop Art), si mescolava con la pubblicità e diventava consumo, traendo ispirazione dalla quotidianità. Ma Warhol sapeva benissimo che il consumo, l’acquisto, la vendita è un’attività emozionale prima che fisica. Si compra per diventare migliore, per colmare il divario da dove siamo a dove vorremmo essere e quindi, se si doveva comprare un’arte, massificata certo, doveva comunque emozionare e permettere di socializzare. E quale grammatica più appropriata da utilizzare se non i colori che da sempre comunicano emozioni? Se ci pensate il nostro immaginario collettivo è fatto di colori e lo stesso soggetto se lo riproduci con i vari colori provocherà emozioni diverse. Dentro ognuno di noi.

Inside Factory Start

Inside Factory Start

Ecco quindi che quando dovevamo scegliere il nome del nuovo brand che VoipVoice ha lanciato in questi giorni mi capitò di vedere un documentario sulla Factory di Andy Warhol. Un luogo pazzesco, che ha avuto varie sedi, ma la prima e più famosa era ubicata al quinto piano in 231 East 47th street di New York: un edificio che precedentemente aveva ospitato una vecchia fabbrica di cappelli con scritto sopra Factory, per l’appunto. Nel corso degli anni nella Factory di Warhol passarono artisti come Lou Reed, Bob Dylan, Truman Capote, Mick Jagger, Jim Morrison, Salvador Dalì, Allen Ginsberg, Basquiat. Ditemi che li conoscete. Immensa fu l’influenza che questo luogo esercitò nella cultura americana e mondiale. Ancora oggi molti modi di pensare, di concepire l’arte di produrre emozioni e messaggi sono figli di quel concentrato di provocazioni e idee innovative. Factory: quale miglior nome per cercare di spiegare quello che avevamo intenzione di fare? Un laboratorio innovativo per realizzare eventi e formazione. Ma non bastava. Factory da solo non bastava, non rendeva abbastanza l’idea.

Ecco quindi che immediatamente parlando di emozioni e di colori mi venne in mente il bellissimo film della Disney/Pixar Inside Out. Nel film si racconta quello che avviene nella mente di Riley, una bambina di undici anni, dove vivono cinque emozioni: Gioia, Disgusto, Paura, Rabbia e Tristezza. Emozioni che ognuno di noi ha dentro di se. E ognuna di esse è connotata da un colore ben preciso. Industrializzazione degli eventi e della formazione certo, creare dei formati collaudati e funzionali come no, ma che possano, come i colori delle emozioni, arrivare dentro, dritti alla parte emotiva dei partecipanti.
Inside Factory!!!!!! 
Bingo!

Ecco quindi che la domanda successiva diventa: come è possibile allora realizzare una cosa del genere? Come si può riuscire a fare marketing, formazione, eventi in maniera standardizzata e professionale ma allo stesso tempo riuscendo a provocare delle emozioni? Ecco la risposta è molto semplice. Raccontando storie!!
Fin dalla preistoria l’uomo intorno al falò riviveva le emozioni della giornata e raccontava la storia delle cose che aveva fatto e in questo modo trasmetteva conoscenza ed esperienze senza averle vissute direttamente. Poi è arrivata la parola scritta, il teatro, la poesia, il canto e la musica, la pittura, la scultura, l’architettura, il cinema. E in ogni opera d’arte l’uomo ha raccontato storie, provocato l’immedesimazione in chi fruisce l’opera e trasmessa ad altri. Creando emozioni. Solo le emozioni possono far ricordare quello che si legge, solo le emozioni possono far cambiare le persone, solo le emozioni sono il motore con cui una persona cresce e si evolve. Le emozioni sono il motore stesso della vita.

Ecco quindi che io amo le storie. Ascoltarle, scoprirle, raccontarle. A volte quando trovo una storia che mi emoziona sono in grado di passarci ore, giornate, settimane, mesi e approfondirla, capirla, farla mia. E mi piacciono le storie che parlano di racconti di vita di persone reali. Spesso nella realtà, nel passato dell’uomo, negli avvenimenti di tutti i giorni si celano delle storie fantastiche e io per primo rimango sorpreso, spiazzato. Anche nel mio libro Dai Segnali di Fumo ai Social racconto storie. Anche quando vado in giro per l’Italia racconto storie. Anche quando faccio corsi di formazione racconto storie. Lo Storytelling è uno strumento potentissimo. Parte dal Contenuto (Content Marketing) ma lo sfrutta al massimo per influire sulle Emozioni del Cervello (Neuromarketing). Questo metodo mi ha portato nel tempo a raggiungere alcuni ottimi risultati sia nel lavoro che nella vita personale. Ed è questo quello che faremo noi. È questa la nostra Mucca Viola, dove ci differenzieremo da tutti gli altri. Abbiamo creato inizialmente una Business Unit di VoipVoice col nome di Inside Factory, un nuovo brand, per creare un nuovo modo di fare eventi e formazione, utilizzando soprattutto la nostra grande capacità Social. Perché la condivisione delle emozioni è il nostro principale scopo, come Andy Warhol. Obiettivo per il 2017, dopo un periodo di incubazione, creare una nuova azienda che possa camminare con le proprie gambe e che diventi un punto di riferimento per il settore ICT e non solo.

Ecco quindi sono lieto di presentarvi i membri della nostra Business Unit Inside Factory (sotto trovate anche le foto):

Simone Terreni: Founder, Storyteller, Formatore
Samuel Lo Gioco: Managing Director, Marketing Strategist, Formatore.
Martina Giacomelli: Marketing Junior, Organizzatrice di Eventi.
Serena Masoni: Social Media Manager.
Ylenia Cecchetti: Giornalista, Moderatrice, Traduttrice.
Greta Tofani: Responsabile Amministrativa.

Ecco quindi che all’occorrenza abbiamo anche un Servizio Hostess fatto da ragazze in gamba e professionali abituate a realizzare eventi e a stare in fiera nel modo giusto: Parminder Kaur, Roberta Terrasi, Alessia Rustichini, Valentina Maionchi.

Ecco quindi i Servizi Classici in ambito di Organizzazione Eventi che siamo in grado di fare:

Workshop – Presenta i Prodotti/Servizi del tuo Brand
Training – Conosci, Insegni, Certifichi
Corso Live – La Formazione Specifica per il Mondo Business
Keynote – Lo Speech su Misura per Te
Fiera – Esponi il tuo Brand nelle Manifestazioni di Settore
Convention – Il Convegno Collettivo che Mostra l’Azienda al Meglio

Ecco quindi i Servizi Innovativi che siamo in grado di erogare:

Webinar Identity – Il tuo Webinar Chiavi in Mano
Inside E-Learning – La Formazione per il Settore ICT
DEM (Direct E-Mail Marketing) – La tua DEM pronta all’Uso
Press & Communication – L’Ufficio Stampa professionale per il Settore ICT
Blog Aziendale – La Gestione del tuo Blog Aziendale tramite Articoli e Interviste
Servizio Hostess – Supporto e Affiancamento di Hostess per il tuo Evento
Social Promotion – Come fare Promozione del Brand sui Social
Social Management – La Gestione Strategica dei Social Media Aziendali
Advertising Web – Promozione, Visibilità, Pubblicità Online

Ecco quindi i Corsi di Formazione che siamo in grado di tenere:

CLASSIC
La Customer Care – Prendersi Cura dei Propri Clienti
Arte della Vendita – Tecniche di Vendita di 1° Livello
Arte della Vendita: Corso Avanzato – Tecniche di Vendita di 2°Livello
Gestire una Riunione in Azienda – Organizzare e Condurre un Incontro di Lavoro
Il Comportamento Telefonico Professionale – Tecniche di Gestione del Cliente col Telefono
Come Delegare, Cosa Delegare – Principi e Basi della Leadership Aziendale
Motivare i Propri Collaboratori – Leadership Aziendale 2° Livello
Time Management – Tecniche Efficaci per Imparare a Gestire il Proprio Tempo in Azienda
Public Speaking – Conquistare la Platea e Portarla al Cambiamento
Comunicare Efficacemente – Cosa Dire, Quando Dirlo, Come Dirlo
Personal Branding – La Tua Immagine Conta
Team Building – Credere nel Gruppo

DIGITAL
Le Relazioni Sono Importanti – Utilizzare Correttamente LinkedIn ai Fini Aziendali
Facebook: non solo Amici – Utilizzare Correttamente Facebook ai Fini Aziendali
Con un Cinguettio – Utilizzare Correttamente Twitter ai Fini Aziendali
Insta Business: il Potere delle Immagini – Utilizzare Correttamente Instagram ai Fini Aziendali
WhatsApp: Direct Marketing – Utilizzare Correttamente WhatsApp ai Fini Aziendali
Business Blog – Realizzare un Blog Aziendale di Successo
La Customer Care nell’Era dei Social Network – Prendersi Cura dei Propri Clienti sul Web
Personal Branding sul Web – La Tua Immagine Conta, soprattutto sul Web!
Content Marketing – Come i Contenuti Creano Valore nel Marketing

NEW
BeSocial – Le Sette Abitudini per Essere Altamente Efficaci sui Social Network
Aristotele e i Social Network – Cinque Caratteristiche di un Social Leader
StoryTelling – Il Marketing Attraverso le Storie
Web Writing – La Scrittura Creativa per il Web

Ecco quindi che faremo tutto questo in Location particolari, suggestive, fuori dagli schemi come Musei, Teatri, Cantine, Enoteche, Caffè Storici, Locali di Tendenza, Spazi Espositivi.

Ecco quindi che vi aspettiamo a Inside Factory. Con la concretezza di Format collaudati (Factory) e la passione delle Emozioni (Inside). Sono convinto che vi divertirete con noi.

“Non pensare di fare arte, falla e basta. Lascia che siano gli altri a decidere se è buona o cattiva, se gli piace o gli fa schifo. Intanto mentre gli altri sono lì a decidere tu fai ancora più arte.”
– Andy Warhol

post a cura di
Simone Terreni

Simone Terreni: Founder, Storyteller, Formatore.

Simone Terreni: Founder, Storyteller, Formatore.

Samuel Lo Gioco: Managing Director, Marketing Strategist, Formatore.

Samuel Lo Gioco: Managing Director, Marketing Strategist, Formatore.

Martina Giacomelli: Marketing Junior, Organizzatrice di Eventi.

Martina Giacomelli: Marketing Junior, Organizzatrice di Eventi.

Serena Masoni: Social Media Manager.

Serena Masoni: Social Media Manager.

Ylenia Cecchetti: Giornalista, Moderatrice, Traduttrice.

Ylenia Cecchetti: Giornalista, Moderatrice, Traduttrice.

Greta Tofani: Responsabile Amministrativa.

Greta Tofani: Responsabile Amministrativa.

Inside Factory è il nuovo brand powered by VoipVoice
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Diario di bordo: quarta tappa SMAU | Firenze 2016

Si è tenuta nella bellissima e caldissima Firenze, giovedì 7 e venerdì 8 luglio, la quarta tappa del Roadshow SMAU 2016.

 

La sede dell’evento è stato il padiglione Cavaniglia, alla Fortezza da Basso e noi eravamo presenti allo stand B1.

 

Anche a Firenze, come nelle altre tappe, molte erano le Start Up presenti, con tantissime nuove idee, pronte a scoprire le opportunità derivanti dall’avvio di progetti di innovazione, ad avere nuovi contatti e ad incontrare potenziali partner con i quali instaurare rapporti di collaborazione.

Come potevamo non essere presenti con le nostre novità?

 

A tutti coloro che si sono fermati al nostro stand, abbiamo presentato l’Opzione Router: il cliente che attiva il nostro servizio di connettività, ha la possibilità di avere
in comodato d’uso un router già configurato nella stessa fattura.

Non solo!

 

Abbiamo presentato anche il nuovo Brand powered by VoipVoice, già lanciato nella tappa SMAU di Torino: Inside Factory.
Tantissime le persone interessate a questo nuovo modo di concepire la Formazione, gli Eventi ed il Marketing.
Al suo interno potete trovare numerosi servizi fra cui: Eventi, Workshop, Training, Convention, Fiere, E-Learning, Corsi di Formazione Live, Webinar e molto altro ancora.

Al nostro stand era presente anche Elite Academy, una scuola di formazione manageriale che punta all’eccellenza, ideata e strutturata in modo da soddisfare le diverse esigenze che le persone possono avere nel loro percorso di crescita.

Sono state tante le persone, tra cui amici e partners, che si sono fermate al nostro stand e noi li abbiamo accolti con il nostro sorriso, che da sempre ci contraddistingue, con il nostro buonissimo popcorn al gusto di VoIP: in due giorni abbiamo offerto più di 90 popcorn.

La tappa di Firenze è stata una tappa molto importante per VoipVoice principalmente per due motivi: il primo, perché si è svolta “a casa”, nella nostra meravigliosa terra: la Toscana, nella quale contiamo più di 60 partners; il secondo, perché per il secondo anno consecutivo siamo stati premiati come Best Exhibitor.

FotoE’ andato a noi questo premio “per aver utilizzato un approccio creativo e propositivo nell’attività di coinvolgimento del visitatore e per aver rafforzato la propria partecipazione attraverso l’utilizzo di strumenti di comunicazione innovativi”.

Il premio ci è stato consegnato da Stefano Ciuoffo, l’Assessore alle Attività Produttive e al Commercio della Regione Toscana e da Pierantonio Macola, Amministratore Delegato di SMAU.

 

Questa è stata la mia prima volta a SMAU; è stata una esperienza bellissima, perché sono entrata in contatto con molte persone ed alcuni partners; ma al tempo stesso emozionante soprattutto nel momento in cui ci hanno consegnato il premio.

Aspettiamo la prossima tappa, quella Milano!

Valentina Maionchi

Ecco il nostro album fotografico:

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