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Venti Motivi per passare al VoIP

  1. RISPARMIO: Il VoIP permette di risparmiare sulle tariffe telefoniche specialmente verso l’estero.
  2. RIDUZIONE COSTI: Il VoIP permette di ridurre i costi dei canoni telefonici. Un numero VoIP costa molto meno di una linea tradizionale analogica o ISDN.
  3. INVESTIMENTO: Il VoIP permette di riprendere dopo pochi mesi i soldi spesi per acquistare un’infrastruttura che possa permettere di fare chiamate in digitale.
  4. FLESSIBILITÀ: Il materiale Hardware standard SIP come server, gateway, telefoni possono essere riutilizzati anche successivamente.
  5. AFFIDABILITÀ: Col servizio di Backup (quando va giù l’ADSL e il numero non è registrato) le chiamate possono essere deviate su qualsiasi altro numero cellulare o fisso che sia, senza perdere nessuna chiamata.
  6. NON CAMBIA NULLA: Col VoIP possono essere mantenuti tutti i numeri della telefonia tradizionale (Portability) e tutti i servizi quali la Selezione Passante o il GNR (il Gruppo Numerazione Ridotta).
  7. SENZA PENSIERI: Con le offerte flat, che riguardano sia i canoni, sia il traffico, sia eventuali apparati, il cliente sa esattamente cosa spende ogni mese senza brutte sorprese.
  8. DAL PICCOLO AL GRANDE E VICEVERSA: Il numero di canali di un numero VoIP può variare senza cambiare il costo e senza fare nuove installazioni. Se l’azienda è piccola e cresce o se è grande e deve ottimizzare non ci sono né oneri né modifiche.
  9. MOBILITÀ: Un numero VoIP lo porti ovunque, su dispositivi mobili come tablet e smartphone, sul treno, in hotel, all’estero. Il VoIP è la soluzione perfetta per lo Smart Worker.
  10. INTEGRAZIONE: Il VoIP si integra perfettamente, tramite degli apparati come i Gateway, a qualsiasi situazione analogica di un’azienda.
  11. SUPER PARTES: Il VoIP va bene con qualsiasi tipo di Connettività, non importa sostituire tutta l’infrastruttura del cliente se i collegamenti sono adeguati.
  12. NUOVI IMPIANTI: Il VoIP è perfetto per chi cambia sede o crea un nuovo ufficio dal nulla. I Centralini IP costano meno di quelli tradizionali e danno molti più servizi.
  13. MULTISEDE: Il VoIP è perfetto per i clienti che hanno più sedi. Con il VoIP si telefona Gratis per sempre tra le sedi.
  14. INNOVAZIONE: Chi installa il VoIP innova non solo la propria azienda ma decide di passare dall’analogico al digitale innovando tutto il paese.
  15. CONVERGENZA: Il VoIP permette di avere un unico referente per i dati e la fonia.
  16. VERSATILITÀ: Con il VoIP è possibile cambiare impostazioni o da remoto o con dei semplici pannelli, adattando le esigenze molte velocemente senza la necessità di un tecnico.
  17. PRIVACY: Le telefonate VoIP sono sicure e possono essere criptate senza avere il timore di intercettazioni.
  18. FUTURO: Il VoIP è il futuro delle TLC, non solo per i servizi ma per un obbligo di legge che costringe tutti gli operatori a fare l’interconnessione alla rete IP. La rete Telefonica Italiana è già tutta in VoIP.
  19. UNIFIED COMMUNICATION: Tutta la comunicazione di un’Azienda (Comunicazione Unificata) grazie al VoIP può passare da un’unica piattaforma integrata: chiamate, chat, video chiamate, fax, mail, social, sms, etc.
  20. PRODUTTIVITÀ: Grazie ai nuovi servizi, grazie al VoIP tutto diventa più semplice, più efficace, si può monitorare tutto, si può essere più produttivi permettendo alle aziende di rimanere al passo con i tempi e rimanere competivi sul mercato.

Prova il VoIP

 

Che cos’è il VoIP?


Il 22 ottobre 1950 i più grandi registi cinematografici americani erano tutti riuniti al Beverly Hotel di Los Angels.
Erano gli anni del Maccartismo.
Il senatore repubblicano Mc Carthy e la sua commissione avevano stilato una “lista nera” di personalità, intellettuali, attori e cineasti accusandoli di antiamericanismo o di simpatie filo comuniste. Questa raccapricciante “Caccia alle Streghe” provocò vittime illustri come Charlie Chaplin, che fu costretto a passare gli ultimi anni della sua vita in esilio in Svizzera.
La riunione del 22 ottobre era stata indetta da Cecil B. De Mille, il più potente allora regista hollywoodiano, autore di kolossal come I Dieci Comandamenti. Il suo scopo era quello di far dimettere da presidente della Directors Guild, l’Associazione dei Registi Americani, Joseph L. Mankienwicz perché era, a detta sua, comunista.  De Mille e i suoi alleati da circa sette ore stavano attaccando a colpi di retorica l’autore di capolavori come Eva contro Eva e Cleopatra.
Dopo il roboante discorso di De Mille, un signore anziano con un cappello da baseball in testa, scarpe da ginnastica e una benda nera stile pirata sull’occhio sinistro, perduto durante la seconda guerra mondiale, alza la mano per chiedere la parola.
Nel silenzio generale si alza in piedi e lentamente si presenta:

“Mi chiamo John Ford, faccio Western.”

Dopo una breve pausa, Ford continuò:
Credo che non ci sia nessuno in questa stanza che sappia meglio di Cecil B. De Mille quello che il pubblico americano vuole, e che sappia accontentarlo meglio. Ma…” e lo guardò dritto negli occhi “… tu non mi piaci, C. B. e non mi piace nulla di quello che hai detto stasera. Perciò, propongo che rinnoviamo il nostro voto di fiducia a Joe, e che ce ne andiamo finalmente tutti a casa a dormire!
L’Assemblea votò, Mankiewicz fu confermato alla presidenza e tutti se ne andarono.

John Ford è forse il più grande regista americano di tutti i tempi.
Nel 1950 aveva già vinto tre dei quattro Oscar, record tutt’ora imbattuto. Aveva realizzato capolavori come Ombre Rosse, Furore, I Cavalieri del Nord Ovest e reso immortale lo skyline della Monument Valley. Ammirato da registi come Martin Scorsese, Clint Eastwood e Sergio Leone, quando chiesero a Orson Welles quali fossero i suoi tre registi preferiti rispose: “John Ford, John Ford, John Ford”.
Si capisce quindi che quel suo modo di presentarsi dicendo solo “Mi chiamo John Ford, faccio western”, con la sinteticità e la semplicità moderna di un tweet, conteneva una buona dose di sicurezza e di modestia allo stesso tempo.

John Ford alla Monument Valley

John Ford alla Monument Valley

Quando mi chiedono quale sia il mio lavoro, mi viene in mente questo piccolo aneddoto su John Ford e rispondo sempre:

“Faccio VoIP.”

Dopo succedono tre tipi di reazioni.
La prima reazione è un silenzio imbarazzato. Di solito la conversazione termina.
Nella seconda reazione il mio interlocutore fa un piccolo segno di assenso e continua la conversazione come se niente fosse, cambiando naturalmente argomento.
La terza reazione è la fatidica domanda: “Cioé? Che cos’è il VoIP?”
A quel punto sono io che ho tre tipi di risposte standard.

Se l’interlocutore è abbastanza giovane abbozzo una definizione che penso sia alla sua portata: “Hai presente Skype? Ecco noi facciamo telefonate tramite internet come Skype, solo che Skype fornisce il servizio ai privati, invece noi diamo sistemi di telefonia IP professionali alle aziende…”
Se invece la persona ha dai quaranta ai sessant’anni rispondo laconicamente: “E’ qualcosa che ha a che fare con i computer, i telefoni, l’informatica. E’ un mercato che tira in questo momento…”
Se invece ho davanti un signore anziano sintetizzo: “E’ una cosa moderna, faccio risparmiare le aziende sulle telefonate…”

Dopo aver risposto sembra che tutti abbiano capito, fanno l’espressione seria e si complimentano per il mio lavoro, che ai loro occhi deve sembrare una cosa estremamente difficile e complicata. Purtroppo la conversazione finisce qua. Sempre.
Non ho ancora trovato qualcuno, che non fosse del mio stesso settore, che avesse voglia di approfondire l’argomento. Vi assicuro che non è per niente facile, se sei a un ristorante o in un vagone ferroviario, intavolare una conversazione sul mio lavoro con degli sconosciuti.
Cos'è il voipNon esiste una scuola dove ti insegnano il VoIP.
E neppure un’Università.
Nel mio percorso accademico, Ingegneria Informatica, su trenta esami scritti e orale, ho incontrato il VoIP solo nell’esame di Reti di Calcolatori. Il libro di testo di quell’esame era appunto “Reti di Calcolatori” di Andrew S. Tanenbaum.
In un volume di ben 892 pagine il VoIP è trattato in sole sette paginette!!!
Spero che nell’Università questa situazione sia cambiata negli ultimi anni.
A Ingegneria di Pisa, ad esempio, sono state fatte alcune tesi di laurea che come argomento avevano il VoIP e successivamente sono nate alcune aziende spin-off dell’Università come la Netresults, con la quale collaboriamo da anni.
Ma l’impressione è che il mondo accademico ignori completamente un settore in crescita come il nostro, che da lavoro ad aziende come la nostra, a molti produttori e distributori di soluzioni VoIP, o permette a tanti piccoli installatori o system integrators sparsi per l’Italia di creare un business remunerativo.
E se l’Università snobba questo settore non è che esistano momenti formativi alternativi nel privato: la maggior parte dei corsi tecnici sono fatti dai vari vendor per spiegare il funzionamento del proprio IP-PBX trasmettendo pochi rudimenti sul VoIP.
Per questo impieghiamo tanto tempo e tante risorse per formare i nostri partners. Più bravi sono loro, meno problemi avremo noi e, soprattutto, più il VoIP si diffonderà.
TanebaumLa domanda comunque resta.
Che cos’è il VoIP?

Una prima risposta, wikipediana, potrebbe essere questa: “In telecomunicazioni e informatica con Voice over IP (Voce tramite protocollo Internet), acronimo VoIP, si intende una tecnologia che rende possibile effettuare una conversazione telefonica sfruttando una connessione Internet o una qualsiasi altra rete dedicata a commutazione di pacchetto che utilizzi il protocollo IP senza connessione per il trasporto dati.”

Nei corsi commerciali invece ripeto sempre lo stesso mantra: IL VoIP E’ UN INVESTIMENTO!
A parte abbattere il costo delle chiamate, a parte abbattere il costo dei canoni, a parte migliorare la produttività di un’azienda perché cambia il modo di comunicare, il VoIP è una delle poche tecnologie che in poco tempo, dopo aver speso i soldi per installarlo, non solo si ripaga da solo, ma poi si comincia a risparmiare e a rimanere al passo con i tempi.

Però se dovessi veramente spiegare cosa sia il Voip direi che: IL VoIP E’ UN’OPPORTUNITA’!
Una delle tante che esistono, certo, ma che può rendere il nostro paese più moderno, cavalcando la Rivoluzione IP che sta cambiando il nostro pianeta.

C’è ancora tanta strada da fare ma spero che un giorno, come John Ford, non debba più spiegare il mio lavoro e basti dire: Faccio VoIP.

– Simone Terreni –

Bibliografia: Ho trovato le informazioni su John Ford nel bel libro “Il Cinema Secondo John Ford” di Peter Bogdanovich e nel saggio “Le Maschere della Malinconia: John Ford tra Shakespeare e Hollywood” di Fabio Troncarelli.