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Intervista a Frank Gao, Product Manager Fanvil

Una crescita costante quella intrapresa da Fanvil, società fondata nel 2002 con lo scopo di sviluppare piattaforme innovative per le comunicazioni IP, che negli ultimi anni ha preso sempre più piede anche in Europa e nel mercato italiano.

VoipVoice ha recentemente certificato l’interoperabilità tecnica delle linee voce sui loro IP Phone e, per farvi conoscere la loro realtà, abbiamo fatto qualche domanda a Frank Gao, Product Manager Fanvil

Ciao Frank, piacere di conoscerti! Parlaci un po’ di te!

Ciao, piacere mio! Ben volentieri! Sono Frank Gao, Product Manager Fanvil: per l’azienda mi occupo di dirigere lo sviluppo tecnico del prodotto stesso, lavoro qui dal 2003 e ho ricoperto nel tempo varie posizioni e ruoli che mi hanno permesso di crescere sempre di più. Potremmo dire che fino ad oggi ho dedicato tutta la mia carriera al VoIP

Più di quindici anni di relazione diretta con il VoIP fanno di te un esperto del settore! Ma qual è il tuo rapporto con la tecnologia in generale?

La tecnologia è un elemento essenziale della mia vita, non potrei fare a meno di studiare l’evoluzione del VoIP stesso, sia da un punto di vista tecnico che di crescita aziendale. Avendo un background professionale nel reparto sviluppo prodotto e ancor prima nella sezione test delle funzionalità dello stesso, mi è semplice comprendere le esigenze dei clienti, andargli incontro e prevenire eventuali problemi. Questo mi permette di aiutare Fanvil a migliorare i propri prodotti e ottenere sempre più feedback positivi dai clienti. 

Parliamo un po’ di Fanvil, un’azienda cinese in forte espansione. Com’è nata?

Fanvil è stata creata nel 2002 da Robbing Feng e da James Liu, due (futuri) imprenditori cinesi che credevano che l’IP avrebbe rappresentato la tecnologia del futuro per tutte le aziende, il mondo business in generale. Per questo, hanno iniziato come “casa di moda” per molte soluzioni IP. E solo due anni dopo, nel 2004, ha messo sul mercato tutta una serie di terminali VoIP-based. Nel 2012 c’è stata la svolta che ha portato alla costruzione del brand “Fanvil”. Ad oggi Fanvil conta infatti più di 200 dipendenti, oltre 75 distributori nel mondo e due centri di sviluppo e produzione in Cina. 

In questo momento stiamo annunciando l’interoperabilità tra Fanvil e VoipVoice: cosa ne pensi?

La società attuale è una società di cooperazione. Solo instaurando delle relazioni infatti possiamo inserirci in una logica win-win, dove vinciamo entrambi. La partnership con VoipVoice inoltre è una manifestazione concreta dell’idea cinese “one belt, one road”, come dire che insieme, con la stessa cintura, percorriamo la medesima strada. Così come con i partner già attivi abbiamo intrapreso un percorso di successo, siamo sicuri che la collaborazione con VoipVoice porterà i suoi frutti. Grazie all’interoperabilità infatti, anche i partner System Integrators e Installatori VoipVoice potranno conoscere Fanvil e la qualità dei suoi prodotti. 

Sappiamo che questo è un modo per voi per poter entrare ancora più in contatto con il mercato italiano. Noti delle differenze o somiglianze rispetto al mercato cinese?

Differenze:

  1. L’Italia è una nazione sviluppata, mentre la Cina è un paese in via di sviluppo. Il PIL in Italia è guidato dalla domanda dei consumatori, in Cina da quella degli investitori. Qui i consumatori, i nostri clienti, preferiscono avere il meglio del meglio dei telefoni IP, sono più concentrati sulle funzionalità, il costo non è il primo fattore che prendono in considerazione. In Cina invece il costo è ancora l’elemento più importante. 
  2. Il mercato del VoIP in italia è un mercato aperto, in Cina ancora non lo è completamente. Tuttavia questa situazione è destinata a cambiare perchè ci sono degli ampi margini di sviluppo verso una totale apertura e noi, grazie agli anni di esperienza nel settore, saremo pronti in prima linea. 

Similitudini:

  1. La dimensione delle aziende! Le PMI italiane rappresentano circa il 98% del totale delle aziende sul territorio. E anche in Cina la proporzione si equivale, toccando circa il 99%. Questo è uno dei motivi per cui siamo sempre molto concentrati nel realizzare e rivolgere le nostre soluzioni alle PMI. 
  2. L’Italia è una nazione divisa in regioni, in cui ognuna di essa mantiene le proprie abitudini, origini, tradizioni, storie, coltura, tradizioni del cibo e abitudini. Allo stesso modo accade in Cina e questo comunque interferisce sulla proposta di determinati prodotti piuttosto che altri. 

Dopo che ci hai raccontato come si differenziano e allo stesso tempo siano simili i nostri mercati, domanda di rito: VoIP – cosa vuol dire per te?!

VoIP è l’acronimo di Voice Over Internet Protocol, una tecnologia utilizzabile in molteplici servizi e prodotti. E lo scopo di Fanvil è raggiungere la reale messa in atto delle Comunicazioni Unificate insieme con i nostri partner, perchè noi crediamo nel VoIP e le Unified Communications definiscono e delineano il futuro delle aziende che vogliono stare al passo con i tempi!

Una mission precisa quella presentata da Frank Gao, una mission di cui anche noi ci sentiamo responsabili e per la quale siamo pronti a fare la nostra parte!

Intervista a cura di Martina Giacomelli

 

 

Intervista a Klaus Wallnofer, Country Manager Italia Innovaphone

Ha visto diffondersi il VoIP e cambiare completamente il mercato delle Telecomunicazioni, per questo crede fortemente che in questo settore non appena si possiede una competenza ci siano già nuove cose da assimilare! Si presenta così Klaus Wallnofer, Country Manager Italia di innovaphone. Innovaphone è stato inserito recentemente nell’elenco dei prodotti certificati VoipVoice, soluzioni IP sulle quali abbiamo testato l’interoperabilità delle nostre linee. Conosciamolo!

Klaus, a te la parola! Raccontaci chi sei e il tuo ruolo in innovaphone!

Ciao, piacere mio avviare questa collaborazione con voi. Mi presento velocemente per dare un’idea di chi sono e da dove vengo. Posso definirmi un over 50 molto giovane, con ormai molti anni di esperienza, sviluppata in particolare nel settore delle telecomunicazioni. La mia expertise non riguarda però solo il settore TLC, ma anche altri settori tecnologici, in cui per lunghi periodi mi sono divertito. Ad oggi sono Country Manager di Innovaphone Italia e seguo il mercato italiano dalla nostra filiale di Verona, assieme ad un team di persone specializzate ed esperte.

Che rapporto hai con la tecnologia?

Sono stato sempre interessato alla tecnologia e, in particolare, all’elettronica e alla telecomunicazione. Ma parliamo di altri tempi, un mondo dove non esistevano cellulari come potete immaginare, quindi parliamo del medioevo tecnologico. Non c’era il VoIP, ma nemmeno l’IP: incredibile ma vero, in quegli anni un indirizzo era qualcosa esclusivo del settore edile. Ho toccato con mano il VoIP solamente nel 2003 quando ho iniziato a lavorare per innovaphone. Sono stato subito incuriosito, ma anche perplesso, e mi sono reso conto di dover recuperare e imparare molte cose nuove. Essendo curioso di natura non mi è stato difficile, tuttavia ancora oggi ho spesso l’impressione di trovarmi al punto di partenza, perché non appena si possiede una competenza, sono già maturate nuove cose da assimilare. Anche in questo istante, mentre scrivo queste righe, il nostro reparto tecnico sviluppa qualcosa di nuovo e, come loro, migliaia di ingegneri in tutto il mondo. E’ vero che questo accade in tutti i settori, ma con velocità diverse!

Come si inserisce innovaphone nel settore delle UCC? 

Il portafoglio di prodotti innovaphone copre in pratica tutta la Unified Communication. La particolarità, dal punto di vista tecnico, è che tutti i prodotti sono sviluppati internamente. Non si tratta quindi del “copia e incolla” di un software freeware con un layout attraente: in innovaphone sviluppiamo effettivamente tutti i nostri prodotti da zero, anche il sistema operativo. Questo ci permette di garantire massima affidabilità, flessibilità e performance delle soluzioni innovaphone, doti riconosciute da tutto il mercato. Nonostante innovaphone sia un costruttore di piccole dimensioni, siamo in costante competizione con i grandi player mondiali e riusciamo molto bene in ambienti medio alti, “enterprise” e “mission critical”. Grazie all’architettura e struttura hardware e software, identica su tutti i nostri prodotti, possiamo offriamo gli stessi servizi anche in installazioni piccole, dalla micro impresa in su. Un’ulteriore peculiarità è l’integrazione in ambienti diversi, non solo in termini di tipologia, ma anche in utenti diversi che utilizzano l’innovazione con differenti modalità. Noi offriamo a ciascun utente soluzioni su misura, assolutamente flessibili e personalizzabili che non impongono nulla.

E in questo contesto, che ruolo svolge il VoIP? Qual è il rapporto tra Innovaphone e il VoIP?

Un tempo considerato un concetto innovativo, il VoIP è oggi sinonimo di comunicazione moderna in tutte le sue forme. Lo sviluppo di innovaphone sta già andando oltre a questi concetti: la nostra piattaforma attuale è (anche) una piattaforma app di cui il VoIP PBX costituisce solo una componente. innovaphone è nata nel 1997 sviluppando da zero un gateway e poi PBX VoIP puro. Possiamo considerarci quindi pionieri del VoIP, ma non ci siamo mai seduti sugli allori e la società, nata allora in un garage, conta oggi oltre 100 dipendenti. A differenza di ciò che spesso avviene nei grandi gruppi, la crescita di innovaphone è il risultato esclusivo della forza dei propri prodotti; quindi senza strategie di “Merge&Acquisition”, operazioni tipiche per aziende quotate in borsa e non. Una crescita solida e concreta, sempre a due cifre, in un contesto di fiducia e tranquillità per partner e utenti finali, che non riserva brutte sorprese.

Come pensi che possa strutturarsi la collaborazione tra Innovaphone e VoipVoice?

VoipVoice è un provider certificato, questo significa che vengono testate ciclicamente in modo automatico le connessioni per ogni nuovo build del nostro software. Eventuali problemi dovuti a una nuova release nostra o di VoipVoice, sono rilevati ancora prima che un installatore si scontri sul campo con il problema. Il secondo punto interessante è che nel nostro firmware VoipVoice è inserita come scelta precompilata, selezionandola anche i campi elencati nei menu avranno la stessa nomenclatura utilizzata da VoipVoice. Tutto questo permette all’installatore di essere certo che il servizio funzioni dal punto di vista di interfacciamento logico. 

Il settore delle TLC cambia da Italia a Europa? Che percezione hai?

Ovviamente sì, ma dipende da dove e cosa si guarda. Noi conosciamo molto bene il nostro mercato di riferimento che è l’Europa, mentre sappiamo meno per esempio sui mercati asiatici che non seguiamo attivamente. La questione sicurezza, la cifratura e la privacy è un punto importante dove abbiamo un prodotto praticamente unico. Mentre all’estero queste questioni sono considerate importanti, addirittura vitali, noto che sono argomenti non molto sentiti in Italia. “Tanto non ho niente da nascondere” o “intercettano comunque tutto” sono argomenti tipici che invece lasciano a bocca aperta all’estero; un tale ragionamento viene considerato “superficiale” e molto pericoloso.

Un altro aspetto diverso son le linee. Nei paesi nordici (Svezia, Norvegia ecc.) già da diversi anni esistono solo Provider VoIP e  il “Fiber To The Home” si trova praticamente dovunque. In Germania l’ISDN è stato abbandonato adesso su larga scala: non esistono mezze misure e non si montano Gateway dal cliente, se il PBX è capace si fanno linee VoIP, altrimenti si sostituisce in toto il centralino.

Parlando del VoIP, inteso come linee e operatori, bisogna sapere che all’estero le linee passanti si potevano avere da sempre anche con una solo linea ISDN (in Italia minimo 3 accesi base e quindi 6 linee), l’ADSL funziona anche sulle linee ISDN (in Italia solo su linee analogiche) e pagando si può escludere il “clip no screening” (in modo da vedere il numero del chiamante anche in caso di deviazione del numero di ufficio per esempio su un cellulare), concetto vietato in Italia. E non esistono linee “VoIP” semplicemente perché è tutto VoIP. Quindi le aspettative e implementazioni sono diverse: per esempio all’estero, un centralino senza selezione passante praticamente non esiste.

In Italia, nella comunicazione professionale, viene dato più peso al cellulare e al risparmio sui costi, che all’estero. All’estero il driver di acquisto principale non è il risparmio, ma quello di avere vantaggi sui competitor avendo servizi migliori a disposizione. Si parte dal concetto che per sopravvivere bisogna avere gli attrezzi  migliori, e che un risparmio, soprattutto se piccolo, non dà il vantaggio necessario per potere battere la concorrenza.

Noto anche che all’estero l’impiego di client CTI, UC e UCC è diffuso già da molti anni, in Italia interessa sempre, ma alla fine in tanti casi la soluzione si riduce ad avere un impianto VoIP per telefonare e basta. All’estero fare un investimento tecnologico per avere qualcosa in più e non utilizzarne i vantaggi non esiste come idea imprenditoriale.

Sguardo al futuro: cosa ti aspetti per i prossimi anni per il mercato UCC?

La UCC per il nostro reparto di sviluppo oggi è una cosa vecchia e superata. Il termine lo è di sicuro, ormai inflazionato e utilizzato da tutti, anche da chi in realtà offre solo un dettaglio e non una vera e propria soluzione completa di UCC. La cosa di cui rendersi conto è la velocità che ha preso questo settore, dove prima ci volevano tanti anni ora per un piccolo sviluppo, e oggi invece in un paio di anni si rivoluziona completamente il sistema e non un suo singolo dettaglio. Questi nuovi servizi permettono ad un cliente di utilizzare per l’intera comunicazione innovaphone; la parola chiave è “permettono” e non “costringono”, dicasi che sono possibili anche le coesistenze. Cosa vuol dire “intera comunicazione” per innovaphone? Semplice: tutta nel senso più ampio del termine, dove la voce diventa solo uno dei tanti canali. E si risolvono problemi molto attuali come i troppi canali di comunicazione e informazioni, miscelazione del privato e professionale, l’utilizzo improprio di mezzi aziendali e privati, canali non adatti per il mondo del lavoro , sicurezza molto limitata o dubbiosa ecc. Curiosi?  Un primo assaggio di tutto questo arriverà già nel 2018 e si chiama “Versione 13”.

Curiosi di scoprire l'”intera comunicazione” di innovaphone, ringraziamo Klaus per averci dato la sua percezione del mercato e per aver presentato le peculiarità dei prodotti innovaphone.

A cura di Martina Giacomelli

  • Per maggiori informazioni sui prodotti Innovaphone e sull’interoperabilità con le linee voce VoipVoice, scrivere a marketing@voipvoice.it

 

Intervista a Andrea Recupero, Business Development Manager Polycom

Appassionato di tecnologia fin da piccolo, anche grazie alla Formula 1, da più di 10 anni si occupa di VoIP. Fortemente convinto che per essere sempre più competitive, le aziende di UCC dovranno far convergere le tecnologie possibili al fine di migliorare la User Experience, conosciamo Andrea Recupero, Business Development Manager di Polycom, un Brand di rilievo internazionale ma anche uno dei nuovi brand recentemente certificati con le linee VoipVoice.

Ciao Andrea,  qui in VoipVoice siamo tutti felici di fare la tua conoscenza! Ti va di raccontarci chi sei?

Certo, con piacere. Laureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni presso il Politecnico di Milano, mi occupo da più di 10 anni di VoIP ed in generale del mondo UC. Ho seguito progetti internazionali a livello EMEA (Southern Europe e Middle-East) sia APAC su tecnologie di collaborazione unificata (convergenza Voce, Video e Conferencing) per il mercato dei Service Providers ed il mondo Enterprise. Nel tempo libero sono appassionato di nuove tecnologie, scacchi e karate.

Di cosa ti occupi per Polycom?

Dopo aver ricoperto per diversi anni il ruolo di Solution Architect per Polycom, ora parte di Plantronics, sono attualmente Business Development Manager per i Service Providers per il mercato EMEA con un focus particolare per le regions South, Eastern Europe e Balcani.

Avevi fin da piccolo dimostrato interesse per la tecnologia? Se no, come è nata questa passione?

Direi di sì soprattutto grazie alla Formula 1 che da sempre è stata una mia grande passione che mi ha portato ad approfondire nel tempo l’interesse per la tecnologia in generale.

Come si inserisce Polycom nel settore delle UCC? Quali sono i plus dei vostri prodotti?

Polycom si inserisce come leader nel settore delle UCC da più di 25 anni attraverso un portafoglio completo di soluzioni che includono la Voce e la collaborazione Video. I plus sono molteplici: dall’approccio Open Standard in grado di garantire la protezione dell’investimento attraverso un’ampia interoperabilità delle soluzioni Polycom su ecosistemi tecnologici differenti, la qualità dei prodotti a livello hardware e software, l’innovazione audio con l’HD Voice Polycom come must su tutta la linea dai telefoni alle audioconferenze e le nuove innovazioni da un punto di vista tecnologico come l’Acoustic Fence ed il Noiseblock. On top a tutto questo un tema che pensiamo sia fondamentale nell’adozione della tecnologia è sicuramente una User Experience semplice e allineata dalla telefonia all’audioconferencing.

Smartphone sempre più evoluti e cuffie collegabili al pc: perché le aziende hanno ancora bisogno di telefoni fisici?

Le aziende hanno bisogno di agevolare i propri dipendenti nello svolgimento dell’attività lavorativa quotidiana (dai millennials alla forza di lavoro esistente), il telefono è un elemento fondamentale e diventa a tutti gli effetti un valore aggiunto attraverso l’integrazione con i tool aziendali (su tutti il Calendar) ed i softclients presenti sul PC (scenario Click-to-Call) e risulta essere un device complementare all’utilizzo degli smartphone ed headset.

Domanda di rito: cos’è il VoIP per te?

Il VoIP è un eccellente abilitatore tecnologico in grado di offrire una suite di servizi che fino a poco tempo fa sembravano impensabili. Oltre a questo è un’opportunità per le imprese per semplificare i processi, ridurre i costi operativi e di gestione attraverso tools di troubleshooting.

Qual è il rapporto tra Polycom e il VoIP?

Il VoIP rappresenta un core business sia a livello IP Desktop sia Audioconferencing essendo un punto di forza e strategico per la società. Dall’analogico all’IP (H323 e SIP) abbiamo seguito un percorso di crescita che ci ha portato alla leadership del mercato collaborando anche con un ampio ecosistema di partner tecnologici essendo l’approccio Open Standard uno dei driver principali.

Come si differenzia il mercato italiano rispetto a quello estero? Le dinamiche del canale sono le stesse oppure noti delle differenze?

Il mercato italiano è fortemente legato all’ SMB rispetto ad esempio ad alcune nazioni estere dove si nota una maggior presenza della Large Enterprise. Inoltre il passaggio dall’analogico all’IP è sicuramente un differenziatore ancora presente e come Polycom abbiamo politiche di canale allineate a livello EMEA con programmi ad-hoc pensati per venire incontro alle esigenze dei nostri partners e clienti finali.

Evoluzione: cosa ti aspetti per i prossimi anni per il mercato UCC?

La parola chiave dal mio punto di vista è convergenza grazie alla quale risulterà fondamentale un’interoperabilità completa con isole tecnologiche differenti. In parallelo il tema della User Experience risulterà fondamentale per l’adozione della tecnologia a 360° dai millenials alla forza di lavoro esistente nella speranza che questo possa ulteriormente contribuire allo sviluppo di politiche di Smart Working a livello enterprise.

Salutiamo Andrea e lo ringraziamo per averci presentato Polycom e l’importante ruolo che il VoIP svolge per questo Brand! Con Polycom ci diamo appuntamento per le prossime iniziative formative e di marketing!

 

A cura di Martina Giacomelli

  • Per ricevere informazioni su Polycom e sull’interoperabilità raggiunta con le linee VoipVoice, scrivere a marketing@voipvoice.it