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Venti domande a… Enzo Carolo di Blue Day

Un intervistato speciale per 20 domande “botta e risposta” che ci aiuteranno a conoscerlo meglio. Apriamo il nostro angolo delle interviste di oggi dando spazio ad Enzo Carolo che ci racconta chi è, chi è stato e quali sono gli obiettivi per il suo futuro lavorativo. Eccoci pronti a punzecchiarlo con i nostri 20 quesiti su vita privata, passioni, e, ovviamente, sul mondo delle telecomunicazioni. Facciamo un salto in Blue Day !

1. Chi era Enzo da piccolo?Da piccolo? Sono sempre stato appassionato di calcio e meccanica. A pensarci adesso, l’aspetto calcistico che mi entusiasmava così tanto non c’entra niente con l’ informatica che è poi diventata la mia professione.

2. E che uomo è diventato adesso?
Purtroppo un imprenditore con una valanga di casini da risolvere, ma che ha tanta voglia di crescere e che si porta dietro quella sana passione per l’informatica nata a 18 anni e viva ancora oggi più che mai. 

3. Quali erano le tue aspirazioni?
L’idea iniziale era quella di studiare meccanica poi ho cambiato strada: e a farmi prendere un’altra direzione fu l’utilizzo del primo Mac durante il periodo di servizio civile come obiettore di coscienza, a 18 anni. In quel preciso istante ho capito che il mio futuro sarebbe stato l’informatica.

4. Come sei approdato al mondo dell’ICT?
Ho iniziato a lavorare come tecnico informatico junior, mi sono fatto qualche anno di esperienza, ho lavorato in Abc Informatica, una catena di Apple. 

5. Ricordi la prima volta che hai navigato in internet?
Si, ed è stata una cosa assolutamente strana. Dovevo creare la mia casella postale @libero.it. Stiamo parlando di quasi 20 anni fa ma…sembra preistoria! 

6. E quando per la prima volta hai installato il VoIP?
Quello invece non è stato molto tempo fa; sono passati una decina di anni all’incirca. Ho installato uno dei primi sistemi Cisco per una grossa azienda.  

7. Come hai conosciuto VoipVoice?
Tramite uno dei meeting 3CX di Loris Saretta. Simone Terreni aveva tenuto la sua presentazione, così è nata la curiosità. Gli ho chiesto di fare dei test e da quel momento son partite delle telefonate fiume tra noi…

8. Chi è stato il primo cliente a cui hai istallato VoipVoice?
Il primo? Noi di Blue Day. Non vendiamo e non offriamo servizi se prima non li testiamo su di noi. Sono passati più o meno 7 anni. La prima mail con la quale Simone mi inviava i listini, eccola: risale al 26 gennaio 2011. 

9. Una tua considerazione di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT?Secondo me nei prossimi anni, tra 4 o 5, se migliorerà la connettività in generale (è il problema cardine in Italia) sarà esternalizzato tutto, ci sarà bisogno di tecnici e sistemisti con competenza medio alta in grado di gestire tutti quello che riguarda il Cloud. Oggi invece con i pc chiunque prova a metterci le mani, non c’è la necessità del tecnico esperto. 

10. Quando è nata la tua azienda?
La Blue Day srl è nata nel 2008 

11. Cosa fa?
Siamo un’azienda di consulenza informatica a 360° che segue il cliente dalla riparazione di un notebook alla creazione di un sito, tanto per rendere l’idea.  Facciamo tutto internamente, siamo 16 persone. 

12. Dove opera?
Operiamo in tutta la provincia di Vicenza

13. Cosa fai nel tempo libero?
Continuo a giocare a calcio. Faccio volontariato in paese, a Montecchio Precalcino, dove organizzo anche manifestazioni pubbliche. 

14. Una cosa indispensabile per te?
Sicuramente la mia famiglia, senza la quale non farei niente. Senza mia moglie e le mie due piccole che mi gestiscono letteralmente le giornate…Nulla sarebbe possibile.

15. Cosa ti rende felice?
Quando vedo tutto il mio team che collabora, comunica, parla e lavora in sinergia. E’ stata dura ma ci siamo arrivati!

16. E cosa invece ti fa arrabbiare?
I ritardi (lavorativi e sportivi) in generale e la mancanza di rispetto negli accordi. Chi non mantiene la parola data.

17. Ti saresti mai immaginato nel ruolo che ricopri oggi?
No, assolutamente. Piuttosto come un tecnico sempre in giro a risolvere problemi dei clienti.

18. Dove ti vedi fra cinque anni?
In una spiaggia dei Caraibi, e non scherzo! Mi vedo sempre a lavorare in questo ruolo, certamente, ma con molto più tempo libero da dedicare alla famiglia. 

19. Infine la nostra domanda di rito. Cosa è per te il VoIP?
Il VoIP all’inizio era una nuova tecnologia da sviluppare, un potenziale business. Ad oggi lo vedo come un servizio che aiuta i clienti a lavorare meglio (se configurato nel modo giusto).

20. Un obiettivo che ti sei dato per questo 2017?
Il trasferimento di sede. Dovremmo decidere entro qualche settimana, siamo in trattativa. Un passaggio importante per crescere: andremo ad ampliare gli spazi di 4 volte rispetto ai locali che ci ospitano oggi.

Come di consueto, chiediamo al protagonista della nostra rubrica di scegliere il titolo di una canzone che possa accompagnare l’intervista. Per Enzo non è stato semplice: “non sono un grande appassionato di musica e di film, non ho una canzone del cuore. Ma amo follemente il calcio. Se proprio dovessi sceglierne una, tornerei indietro ai Mondiali 2006. In Germania c’ero, e la musica in quell’occasione risuonava forte“. E si confondeva col battito di milioni di cuori tricolore che correvano all’impazzata.

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti-

Blue Day è un Rivenditore Certificato VoipVoice Doctor e questi sono i suoi contatti:

Blue Day srl
Via Preara, 38
36030 – Montecchio Precalcino (VI)
Telefono: 0445864521
Fax: 0445339391
Email: info@blueday.it

La Parola al Tecnico. Intervista a Mattia Sodi

Una parola tira l’altra e raccontarsi diventa un gioco. Quella che torniamo a proporre questa settimana è un’intervista insolita: pragmatica, diretta, d’impatto. Ospite di oggi della rubrica “La Parola al Tecnico” è Mattia Sodi di IBS Service. Sul piatto dieci parole che abbiamo scelto per conoscerlo meglio; a lui il compito di afferrarle al volo e… giocare la sua partita.

Fischio di inizio, avanti. La palla, anzi, la parola al tecnico.

Con un tecnico non possiamo che partire da INFORMATICA. Quanto è stata importante per te, nel tuo percorso lavorativo?

Su una scala da 1 a 10 sicuramente 10. Finiti gli studi iniziai a lavorare in un’azienda come assemblatore di pc e server aspettando il servizio militare, ed è lì che è cominciato tutto. In testa avevo l’idea di diventare promotore finanziario poi invece è scoccata la scintilla per l’informatica. La voglia di imparare e studiare cose sempre nuove hanno fatto il resto. Adesso dopo tanti anni sono sempre qui, a studiare e costruire!

Da INFORMATICA passiamo a TECNOLOGIA

La tecnologia mi porta alla parola cambiamento. Se penso a come ascoltavo la musica da bambino con cassette e dischi, oppure ai primi videogiochi, e mi guardo intorno adesso mi vengono i brividi. Se confronto il mio primo cellulare e lo smartphone che ho adesso tra le mani sembrano passate due vite intere. Qualche anno fa se non avevi gli sms illimitati era un problema. Oggi abbiamo a disposizione strumenti molto più veloci e ricchi di contenuti. Mi piace vedere l’espressione dei miei figli quando tiro fuori la tecnologia del passato. Provateci!

Se ti dico VoIP? Parola familiare…

Non sono un “giocatore” ma questa scommessa credo di averla vinta. Quando mi sono dedicato allo studio della tecnologia VoIP all’inizio era tutto difficile. I primi apparati erano molto indietro e nemmeno lontanamente paragonabili all’analogico…ma vidi subito che la direzione sarebbe stata quella. Sono serviti diversi anni ma adesso finalmente possiamo toccare con mano soluzioni affidabili, sicure e con molte possibilità in più. Oggi la mia attività professionale è in gran parte dedicata al VoIP. La prossima sfida quale sarà?

IBS SERVICE

Dico IBS Service e mi viene in mente la parola sogno. Penso ad un ragazzo di soli 22 anni che apre la partita iva e che pian piano costruisce qualcosa che poi è cresciuto nel tempo. Una realtà che oggi riesce a mantenere la famiglia, i collaboratori e che ogni giorno cerca soluzioni nuove per i propri clienti. Se mi guardo indietro in IBS Service penso alla gioia del primo cliente, penso alle difficoltà superate quando non mi conosceva nessuno, agli errori che fanno crescere. Inoltre penso a come è cambiata l’azienda negli anni. Inizialmente avevo l’idea di azienda di informatica a 360 gradi che potesse fornire ogni tipo di servizio, dal sito web al gestionale, dalla consulenza sistemistica allo sviluppo software. Poi mi sono reso conto che era necessario specializzarsi, stringere collaborazioni con aziende che rappresentavano il meglio nei vari settori. Ed è stato il salto.

OBIETTIVI

Un concetto che va di pari passo con organizzazione. Credo che per mandare avanti un’azienda al giorno d’oggi non siano sufficienti solo gli obiettivi e la capacità di rispettarli nei tempi. Bisogna avere competenza nei vari settori strategici quindi: una buona dose di competenze tecniche, capacità relazionali e marketing. Una buona dose di competenze legali e fiscali/amministrative…e molto altro! Serve un mix di ingredienti che fortunatamente si possono apprendere con lo studio.

Sulla scia dei ricordi, ti dico IERI

In realtà molto di ieri ho già detto. Credo che il passato di ogni persona sia importante per scegliere chi si vuol diventare domani. Se qualcosa non ci piace per migliorarla dobbiamo cambiarla, agire diversamente altrimenti il risultato sarà sempre lo stesso. Quindi “IERI” è il nostro miglior alleato per il “DOMANI”.

Da IERI passiamo ad OGGI

Penso ad oggi e la mente corre alla mia famiglia. Penso alla pazienza di mia moglie che mi sopporta anche durante le sere di lavoro o studio. Che mi ascolta e supporta in ogni mia nuova idea o voglia di creare qualcosa di diverso. E poi ci sono loro. Duccio e Sofia, i miei figli, che crescono, che mi sorridono, che imparano cose nuove ogni giorno e mi insegnano moltissimo! E’ uno scambio continuo!

INNOVAZIONE a cosa associ questa parola?

La associo alla parola visione e a tutti gli strumenti necessari per raggiungere un obiettivo, un cambiamento. In meglio ovviamente.

Futuro fa rima con CLOUD. Sei d’accordo?

Forse è questa la prossima scommessa da vincere. I servizi cloud sono già una realtà di mercato. Li proponiamo da qualche anno. Tutto si sta spostando sulla nuvola. Sicuramente l’aumento di banda a disposizione di ognuno di noi favorisce e favorirà sempre più il cloud. Credo però che a questa tecnologia si dovrà affiancare sempre di più la parola SICUREZZA che viene continuamente messa in secondo piano dai clienti e spesso anche dagli addetti del settore. Solitamente con le nuvole arriva la pioggia quindi se non vogliamo un futuro di alluvioni dobbiamo investire in cyber security.

Se dovessi scegliere tu una parola chiave che ti rappresenta?

Direi CURIOSITA’. Questo è sempre stato il filo conduttore che mi ha portato dove sono oggi e che traccia la strada per il mio domani. La curiosità mi spinge a cercare risposte alle domande, ad inventarmi il lavoro, a cercare di capire come migliorare sia professionalmente sia nei rapporti con le persone che ogni giorno ho la fortuna di incontrare.

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti

 

Mattia Sodi ci offre assistenza sui seguenti prodotti: 3CX, Patton, SPA 112 e 122, FRITZ!Box e Zyxell.

Per contatti e informazioni:

m.sodi@ibsservice.it,

www.ibsservice.it,

tel. 055661774.

 

Venti domande a…André Claude Benin CEO di ZucchinaTech

Dreams, Innovation, Passion“. Tre parole accostate al logo  ZucchinaTech ne riassumono lo spirito. Sotto alla “Tartaruga Marina”, mascotte aziendale, ci sono idee, innovazione e cuore. Una filosofia che André Claude ha fatto sua nel lavoro e nella vita. Abituato a osservare le cose da un’altra prospettiva (spesso dall’alto!), sogna in grande. Tra un volo in aliante e un’immersione subacquea dimostra ogni giorno a sé stesso e agli altri che se ci metti la passione nulla è impossibile. Perfino attraversare la galassia e ritrovarsi su Marte, sulla Luna…portando ovviamente innovazione e tecnologia! E allora buon viaggio. Allacciate le cinture, si vola alti in questa intervista: 20 domande per riuscire ad “afferrare” la storia di Zucchina Tech e del suo team.

 1.Chi era André Claude da piccolo?

Ho avuto un’infanzia molto felice e devo ringraziare la mia famiglia per questo. Sono stato sempre molto curioso, appassionato ad ogni nuovo oggetto che mi capitava tra le mani. Più che giocarci, dovevo capire come funzionava e come era costruito, quindi prima smontavo e poi rimontavo tutto. Adoravo infatti i Lego, i Meccano e i robot dei miei tempi. Un aneddoto? Il mio primo computer (un IBM 286) l’ho ricevuto a 4 anni, non sapevo ancora scrivere ma avevo imparato dal primo MS-Dos a digitare “cd pacman” e poi “pacman.exe”

2.E che uomo è diventato adesso?

La stessa persona curiosa e appassionata di anni e anni fa. Infatti oltre ad aver aperto Zucchina Technologies negli ultimi 15 anni ho corso in ambito automobilistico con monoposto guadagnando la licenza internazionale per guida su circuito. Ho anche acquisito il brevetto di sub, di pilota di parapendio e in questi mesi sto preparando l’esame per il brevetto come pilota di aliante. Oltre al mio lavoro nell’ambito ICT, mi piace spaziare in altri settori. Per acquisire conoscenze e competenze sempre nuove.

3.Quali erano le tue aspirazioni?

Il mio sogno era diventare pilota o collaudatore di aerei militari. Poi, magari, astronauta. Ma l’informatica ha avuto la meglio! Sono comunque molto felice di come sia andata.

4.Come sei approdato al mondo dell’ICT?

Concluse le scuole superiori ho iniziato l’università di Ingegneria Informatica, ma la voglia di andare sul campo è stata troppa e quindi dopo poco ho mollato e iniziato corsi di Cisco System (CCNA e CCNP), Sun Microsystems, Linux Red Hat Engineer e Microsoft. Dopo questo percorso di formazione ho iniziato a lavorare come tecnico e successivamente come responsabile di un’azienda con più sedi nel mondo.

5. Ricordi la prima volta che hai navigato in internet?

Certo! Modem da 1.200 baud con Floppy Disk di Italia OnLine acquistato dal giornalaio con qualche ora di internet. Primo sito visualizzato: Yahoo.com.

6. E quando per la prima volta hai installato il VoIP?

L’ho fatto per portare risparmi telefonici per l’azienda in cui lavoravo come responsabile. Era il 2005 e riuscii (con non poche difficoltà e ostruzionismo da parte di altri tecnici) a far accettare dalla direzione un nuovo progetto per sostituire  tutti i centralini telefonici tradizionali installati e montare nelle sedi di Roma e Milano due Call Manager Cisco Systems distribuendo in tutte le sedi (anche fuori dall’Italia) i primi telefoni IP Cisco Systems. Il progetto fu un successo e l’azienda risparmiò negli anni parecchie decine di migliaia di euro di chiamate internazionali.

7.Come hai conosciuto VoipVoice?

Ero ad uno dei primi corsi di 3CX in Italia con Loris Saretta, e si presentò Simone Terreni per proporre i numeri VoipVoice. La soluzione mi piacque così tanto fin da subito che durante le slides stavo già mandando la mail per la richiesta di iscrizione come partner.

8. Chi è stato il primo cliente a cui hai istallato VoipVoice?

Una struttura alberghiera in Valle d’Aosta nella quale stavamo realizzando tutta l’impiantistica nuova di rete e telefonica.

9. Una tua considerazione di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT…

Arriveremo alla dematerializzazione quasi totale degli apparati presso il cliente, si poseranno solo linee dati e antenne wifi. Tutto il resto sarà fornito sotto forma di servizi dai datacenter, come in parte accade già adesso.

10. Quando è nata la tua azienda?

Nel 2009 ho voluto dare una svolta. Ho terminato la collaborazione con l’azienda per la quale lavoravo e ho aperto pochi mesi dopo Zucchina Technologies con l’intento di sviluppare l’esperienza che avevo portato nell’altra realtà. Volevo farlo in maniera innovativa e differente da quello che offriva il mercato in quel momento.

11. Cosa fa?

Rispetto a quando abbiamo aperto siamo cresciuti molto e abbiamo introdotto i macchinari migliori, nuovi strumenti di lavoro a disposizione per il cliente in diversi ambiti. In Valle d’Aosta abbiamo una rete wireless dove distribuiamo internet nelle zone in cui manca il collegamento tradizionale via cavo. Stiamo ultimamente attrezzando e facendo accreditare delle abilitazioni per una nuova divisione “Droni” con la quale forniremo dei servizi innovativi in futuro.

12. Dove opera?

Non abbiamo un limite di area, alcuni impianti VoIP che gestiamo sono utilizzati in Cina, Stati Uniti e in tutta Europa.

13. Cosa fai nel tempo libero?

Negli ultimi 6 mesi mi sto dedicando al volo in aliante. La libertà e le possibilità del mezzo mi consentono di resettare la “cache” cerebrale e iniziare la settimana con la carica giusta.

14. Una cosa indispensabile per te?

Mia moglie e la mia famiglia. Sono la mia forza, la mia motivazione.

15. Cosa ti rende felice?

Viaggiare e non stare mai fermo.

16. E cosa invece ti fa arrabbiare?

Sentire persone o collaboratori che pongono dei limiti o portano problemi. Ci sono solo soluzioni.

17. Ti saresti mai immaginato nel ruolo che ricopri oggi?

Viaggio molto con l’immaginazione e mi piace a volte esagerare con i sogni. Quando ho deciso di aprire Zucchina Technologies il mio sogno era arrivare dove sono oggi, quindi la risposta è sì!

18. Dove ti vedi fra cinque anni?

A progettare il primo datacenter su Marte oppure sulla Luna. I dati di alcune aziende per motivi di sicurezza dovranno essere ricoverati anche su un altro pianeta in futuro.

19. Infine la nostra domanda di rito. Cosa è per te il VoIP?

Per me il Voip è VoipVoice! Un’azienda giovane come la nostra, un partner e degli amici con cui sviluppare opportunità e fornire servizi innovativi.

20. Un obiettivo che ti sei dato per questo 2017?

Riuscire a ritagliarmi un weekend per venire a trovarvi in sede a Montelupo Fiorentino. Simone dopo l’insistenza dei primi anni ci ha rinunciato ad invitarmi. Voglio dimostrargli che ce la posso fare!

E noi ti aspettiamo.

Non esistono problemi, solo soluzioni“. Una visione decisamente ottimista e costruttiva, quella che André Claude ha condiviso con noi. Viaggiare, non fermarsi mai, vivere di adrenalina e sogni e cercare “via terra o via mare” di realizzarli.  Il primo datacenter sulla Luna: un’utopia o semplicemente un progetto ambizioso. Tutto è relativo, è solo una questione di punti di vista. Giusto ricordare che i sogni, da sempre, hanno mosso il mondo.

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti

Di seguito, i riferimenti di ZucchinaTech:

Via Enrico Cosenz, 54
20158 Milano – MI
+39 02 87166508

info@zucchinatech.it

 

Venti Domande a…Maurizio Dozio di Dozio System

La sua storia nel mondo delle telecomunicazione parte da lontano, è una questione di dna. Tra telefoni e macchine per ufficio, Maurizio Dozio ci è cresciuto e crescendo, con determinazione, ha portato avanti l’azienda di famiglia. Arrivando ad oggi e facendo sua la Dozio System (di cui è direttore commerciale), raccogliendo il testimone e i buoni frutti di un lavoro iniziato a fine anni ’50. Diviso tra impegni lavorativi e familiari, Maurizio non rinuncia alle sue passioni più grandi. Da esperto di ICT , riposto il pc, l’informatico veste i panni di addestratore… di pastori tedeschi. Difesa e obbedienza al posto di VoIP e connettività. Torna il nostro angolo delle interviste e con lui tutte le curiosità sui partner VoipVoice. Oggi voliamo a Lecco.

1. Chi era Maurizio da piccolo?

  Un bambino curioso e intraprendente

2. E che uomo è diventato adesso?

Un felice padre di famiglia, marito premuroso, un piccolo -ma orgoglioso- imprenditore con diverse responsabilità. Peccherò di presunzione ma penso di essere stato in grado di risolvere sino ad ora un bel po’ di situazioni. Ho diverse persone che dipendono da me.

3. Quali erano le tue aspirazioni?

Volevo creare un’azienda che producesse componenti elettronici. Poi metter su famiglia ed essere in grado di fa vivere decorosamente me ed i miei cari.

4. Come sei approdato al mondo dell’ICT?

Questione di dna, ci sono nato. L’azienda è stata fondata da mio padre Giuseppe.

5. Ricordi la prima volta che hai navigato in internet?

Sì, certo.  Con modem a 14.4kBps PC386SX, con Win3.11. Eravamo a metà degli anni ’90.

6. E quando per la prima volta hai avuto a che fare col VoIP?

Nel 2006 con Messagenet e con vari provider gratuiti.

7. Come hai conosciuto VoipVoice?

Tramite 3CX. Ho conosciuto Simone Terreni e conservo ancora gelosamente la prima mail che ci siamo scambiati.

8. Chi è stato il primo cliente a cui hai istallato VoipVoice?

La Dozio System! Abbiamo giocato in casa. Tutto ciò che vendiamo, prima di proporlo ai clienti lo testiamo su di noi.

9. Quando è nata la tua azienda?

Dobbiamo guardare indietro, nel lontano 1959.

10. Cosa fa?

Sistemi, macchine e arredi per ufficio, noleggio e vendita di computer, server, software, fotocopiatrici, impianti telefonici VoIP, ma anche videosorveglianza IP, hardware e software per bar, ristoranti, hotel. E molto altro ancora.

11. Dove opera?

Lecco e provincia principalmente. Ma negli ultimi anni ci siamo allargati anche in altre Regioni come Piemonte, Veneto e anche la Svizzera.

12. Cosa fai nel tempo libero?

Mi diverto ad addestrare cani: obbedienza e difesa, in particolare sui pastori tedeschi. Non a caso sono Vicepresidente della Società Amatori Shaferhunde Longobarda. Oltre a questo, mi impegno nel sociale in qualità di organizzatore di eventi e feste popolari nel mio paese di residenza, Santa Maria Hoe’ sulle colline brianzole, 2200 anime. Mi diletto a coltivare l’orto e curare il giardino. Dopo un decennio, deluso, ho abbandonato la politica, altra mia passione.

13. Una cosa indispensabile per te?

La Famiglia.

14. Cosa ti rende felice ?

Sarò ripetitivo, lo so. Ma tornare a casa la sera e vedere i miei 3 figli, parlare con loro di quello che è successo durante la giornata, che sia bello o brutto e riuscire a dar loro consigli per affrontare la vita, mi appaga parecchio.

15. E cosa invece ti fa arrabbiare?

L’ipocrisia, l’opportunismo mascherato da amicizia, la demagogia.

16. Ti saresti mai immaginato nel ruolo che ricopri oggi?

Francamente sì.

17. Dove ti vedi fra cinque anni?

Nella stessa veste di oggi. Alla mia età è troppo tardi per cambiar mestiere. Sono comunque soddisfatto di quello che ho fatto fino ad ora.

18. Una tua considerazione di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT…

Diventerà un mercato sempre più competitivo, che ahimè, come già sta succedendo, sarà preda di tanti, troppi “millantatori”. Questo però non può far altro che spronarmi ancora di più, per offrire ai clienti soluzioni sempre più affidabili ed efficienti. Continuerò a farlo con la professionalità che ha distinto la mia azienda, i miei collaboratori e i miei fornitori, in oltre 50 anni di attività.

19. Infine la nostra domanda di rito. Cosa è per te il VoIP?

Oltre che un’opportunità di business è uno stimolo ad imparare, e mi ha permesso di conoscere delle belle persone!

20. Un obiettivo che ti sei dato per questo 2017?

Crescere e apprendere ancora, consolidare la mia azienda e renderla sempre più attenta e vicina al cliente.

Mai dimenticare da dove si viene… se si vuol capire meglio dove andare. La storia della famiglia Dozio merita un focus a parte. Se ci fosse un marchio distintivo, il loro sarebbe composto dalle iniziali MD. I fratelli Dozio sono Maurizio, Massimo e Monica. A separarli ci sono 7 anni di differenza. “I miei genitori – scherza Maurizio- erano dei calcolatori già ai tempi. Appena si avvicinava la crisi del settimo anno sistemavano le cose…a modo loro“.

La prima apparecchiatura per ufficio ad essere venduta (una macchina da scrivere) è ancora custodita come fosse un pezzo da museo. Forte delle sue origini la Dozio System è oggi attenta alle innovazioni tecnologiche di settore. L’elisir di lunga vita però è top secret.

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti

 

Dozio System è un Rivenditore Certificato VoipVoice Doctor.

Questi sono i suoi contatti:

C.so E. Filiberto, 8
23900 Lecco LC

Tel e fax: +39 0341 421836
Email: info@doziosystem.it
Web: www.doziosystem.it

 

Venti domande a…Massimo Fraccon di Conesys

E’ una vita frenetica quella degli informatici, degli esperti di tecnologia, degli addetti ai lavori in ambito ICT, insomma: il telefono squilla all’impazzata e se non squilla ci sono le notifiche delle mail, e le chiamate perse, e un’azienda da gestire, e gli imprevisti da risolvere e…le interviste a cui rispondere 🙂 Le scadenze da rispettare e così via. Ma la cosa bella, un tema ricorrente nelle chiacchierate che mi è capitato di scambiare in questo mio primo anno di blog, è che non si perdono di vista i valori veri. Alla canonica domanda; “la cosa più importante per te”? La risposta che non mi stanco mai di registrare è sempre la stessa. “La famiglia“. E non è banale. “Una risposta da libro cuore”, scherza Massimo Fraccon. Ma anche lui, ospite di oggi nel nostro angolo delle interviste, non smentisce la mia teoria. Questi “strani signori tutti pc, tablet, mobile phone, e un miliardo di parole inglesi che si susseguono nei discorsi a volte difficilmente comprensibili” (è l’impressione che ho avuto le prime volte che mi sono affacciata a questo mondo) in realtà non sono robot. Non sono alieni. Non sono piovuti da Marte; e sì, mi sono detta, scrivendo le loro storie: hanno un cuore. Grande. E tante passioni sane, vere. Se non sono “connessi” cercano il contatto con la natura, trovano la libertà in una corsa all’aria aperta, la felicità in un bagno al mare al tramonto. Non c’è nulla di più autentico, di più umano. E anche oggi, in questa intervista ho avuto la mia conferma. Grazie, Massimo!

1. Chi eri da piccolo?

Un bambino irrequieto che non stava mai fermo.

2. E che uomo sei diventato adesso? 

L’età ed alcuni  by-pass mi hanno reso più tranquillo, anche se sono sempre aperto e disponibile ad affrontare nuove esperienze.

3. Quali erano le tue aspirazioni?  

Come molti bambini desideravo diventare un pompiere… e  poi anche capostazione per il fascino che i treni avevano su di me.

4. Come sei approdato al mondo dell’ICT? 

Per caso tanti anni fa. Un amico realizzò  un software per la gestione delle perizie in campo automobilistico e per me fu naturale cominciare ad occuparmi della commercializzazione di questo software a Roma.

5. Ricordi la prima volta che hai navigato in internet?

Non ricordo esattamente la data della mia prima volta …. Tanti anni fa con una BBS: ricordo però con tenerezza, ma senza rimpianti  lo stridìo dei modem e le lunghe attese davanti ad uno schermo con le pagine che si componevano piano piano.

6. E quando per la prima volta hai installato il VoIP ?

Ormai sono passati diversi anni, ma non ricordo nulla di particolare.

7. Come hai conosciuto VoipVoice? 

Un meeting di 3CX nel quale VoipVoice era lo sponsor.

8. Una tua considerazione su quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT

Il mondo ICT è in continua e rapida evoluzione e non è facile fare una previsione anche a breve termine; ritengo comunque che nel nostro lavoro continuerà a diminuire la percentuale di fatturato per “il ferro” mentre i servizi saranno una voce via via crescente.  Potremo continuare ad avere successo se saremo capaci di trasformarci in fornitori globali per i nostri clienti.

9. Quando è nata la tua azienda?

Mi occupo di informatica dal 1984 , più o meno

10. Cosa fa?

Conesys vende ed installa software pacchettizzati, tra gli altri Easylex gestionale  per avvocati; fornisce consulenza sistemistica a 360 gradi e si sta affermando sempre più come “VoIP integrator”

11. Dove opera?

Principalmente a Roma, ma siamo molto presenti anche in altre città.

12. Cosa fai nel tempo libero?

Lunghe camminate, qualche buona lettura, musica 

13. Una cosa indispensabile per te?

Risposta da libro cuore: la mia famiglia.

14. Cosa ti rende felice ? 

Trovare mia figlia quando a sera rientro a casa. Ma anche un bagno nel mare al tramonto.

15. E cosa invece ti fa arrabbiare? 

L’incapacità e la mala fede della nostra classe politica. E, aggiungerei,  la mancanza di senso civico di molti nostri concittadini.

16. Ti saresti mai immaginati nel ruolo che ricopri oggi?  

Direi di no. Sono approdato al mondo dell’informatica per caso, ma la passione (e la scintilla) è scoccata subito.

17. Dove ti vedi fra cinque anni?  

Su una spiaggia assolata.

18. La nostra domanda di rito. Cosa è per voi il VoIP? 

VoIP è certamente una grossa opportunità di lavoro e di crescita professionale. Nei prossimi anni se ne parlerà molto.

19. Un obiettivo che ti sei dato per questo 2017?

Incrementare il business, cercando di ottimizzare i nostri processi di lavoro  anche prendendo spunti da altre aziende di successo del settore.

20. E la cosa più bella (legata al lavoro si intende) che ti porti dietro dal 2016? 

La prima cosa che mi è venuta in mente è stata la festa per i dieci anni di VoipVoice: calorosa accoglienza e tanta simpatia.

Beh, che bello essere tra i ricordi migliori di qualcuno nel bilancio delle esperienze vissute nel corso di un anno intero. Sognando insieme a te quella spiaggia assolata dove il rumore delle onde del mare prenderà, un giorno, il posto del “driiiiiiiiiin”, ti ringraziamo Massimo per averci regalato un po’ del tuo tempo. E per aver scelto di salutarci, da Conesys,  con una delle dichiarazioni d’amore più  profonde di sempre…

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti

 

CONESYS di M. Fraccon

Via Giovanni Penta, 51

00157  Roma

Telefono: +39 064514855

Informazioni : conesys@conesys.it

www.conesys.it

Intervista a Roberto Beneduci CEO di CoreTech S.r.l

 

La sua storia è iniziata come comincia, da copione, quella delle “grandi menti” americane; un luogo piccolo, intimo e per niente agevole dove sperimentare, fabbricare idee, mettersi alla prova. Scienziato? Magari. Le cose sono andate diversamente, ma la passione per l’elettronica è rimasta. Esperimento dopo esperimento, Roberto Beneduci – sempre in movimento come CoreTech, l’azienda che oggi rappresenta- ha creato il suo “laboratorio tecnologico” mantenendo viva la stessa curiosità che lo ispirava da piccolo. In questa intervista ci parla di sè, dei progetti aziendali e di quella volta che per “una missione impossibile” entrò addirittura negli Studi Mediaset. Ma non vi sveliamo di più.

Buona lettura

Quale è stato il percorso che ti ha portato in CoreTech? Da dove sei partito?

In America si parla spesso di aziende nate in un garage. Fortunati loro! Io non avevo nè una cameretta, nè tantomeno un garage. Nelle case popolari il “mio studio” era in un solaio piccolissimo, una rete metallica chiudeva il pertugio usato dai piccioni per entrare. In quel “garage” ho iniziato le mie prime attività inerenti l’elettronica. Abbandonato il Politecnico di Milano, subito dopo il servizio militare, iniziai a lavorare come sistemista. Ho studiato e mi sono certificato Microsoft. Poi ho lavorato per grandi aziende come Eni, Eds-HP, Infostrada. Ho fatto il sistemista nei data center della Lombardia dove ho imparato cos’è una web farm e come funziona. All’epoca non esisteva il termine Cloud Provider. Al massimo si parlava di Hosting. Lavoravo già come consulente in partita iva e da lì il passo per avviare la CoreTech è stato breve.

Quali erano le tue aspirazioni? In che ruolo ti saresti immaginato se non in quello che ricopri oggi? 

Da piccolo volevo diventare uno scienziato. Ero attratto da tutto, la curiosità e la smania di sapere mi portavano ad interessarmi di tante cose. Smontavo qualsiasi cosa, specialmente le apparecchiature elettroniche. Un giorno però durante un esperimento, in cui cercavo di capire se il vetro di una lampadina potesse sciogliersi, ho riportato ustioni anche gravi sul 30% del corpo. Avevo 14 anni e dopo questa esperienza ho dirottato la mia attenzione sull’elettronica: basta esperimenti!Già a 18 anni collaboravo con una rivista di elettronica che pubblicava i miei progetti (e mi pagavano!). Da lì la passione poi per l’informatica è stata un passo naturale.

Di cosa ti occupi esattamente? 

Mi piace molto informarmi su nuove tecnologie e soluzioni. Leggo tanto, ma generi diversi non solo tecnologia ! Però la cosa che adoro di più è costruire. Esattamente come facevo con l’elettronica, cerco di migliorare soluzioni esistenti ri progettandole di volta in volta. Oggi lavoro a stretto contatto con i nostri programmatori e sistemisti per realizzare soluzioni e prodotti dei quali sono molto orgoglioso. E se non sono immerso nel laboratorio creativo tecnologico, mi occupo del marketing. Mi siedo di fianco ai collaboratori e inizio a rompere le scatole su tutti i dettagli. Lungi da me ricercare la perfezione dato che sono una persona molto pragmatica. Ma non sono mai superficiale.

Qual è il target al quale vi rivolgete? In quale zona geografica operate?

Oggi lavoriamo prevalentemente sul mercato italiano, su tutto il territorio. Abbiamo una piccola parte di business anche con l’estero. Vogliamo scoprire il mondo e il cloud ci permette di portare la nostra offerta ovunque. Il nostro target è il canale. Ci rivolgiamo agli operatori IT, dai system integrator alle software house.

Raccontaci un aneddoto legato al tuo lavoro in CoreTech… 

La missione impossibile! IBM aveva il contratto quadro con Mediaset, ma non voleva fare l’intervento. Un’altra società sub appaltatrice, che non nomino, alle dipendenze di IBM, non voleva intervenire con le sue persone. Come quando la CIA si avvale di agenzie private a cui affidare lavori delicati da cui possono derivare grandi grane…insomma erano tutti alla ricerca di una testa di legno che potesse svolgere un compito il cui esito negativo avrebbe fatto rotolare delle teste. Non ricordo come arrivarono a noi, forse con un giro assurdo di telefonate. Sta di fatto che decido di svolgere personalmente questa attività critica su un cluster IBM, presso gli studi televisivi Mediaset di Cologno Monzese. Erano almeno le 10 di sera. Ricordo che quello era il primo giorno che Maurizio Belpietro metteva piede in Mediaset. Infatti allontanatomi dalla mia auto mentre mi dirigevo verso gli edifici, lui mi ferma e mi chiede indicazioni per gli studi televisivi. Ricordo che gli dissi che era la prima volta che andavo anche io lì…Solo che lui andò ai piani alti, io nei sotterranei dove c’era il temuto cluster. E la coincidenza è che lui probabilmente doveva parlare con Emilio Fede, mentre io dovevo intervenire sul cluster che serviva all’intera programmazione del TG4 che dirigeva il direttore. Venni a sapere proprio quando arrivai lì, che in passato Fede scatenò l’inferno con l’IT perchè quel cluster su cui dovevo operare si era bloccato mandando in tilt il tg. Effettivamente un pò di paura l’avevo, ma ormai era troppo tardi per tirarsi indietro. Lavorai tutta la notte fino alle 7 del mattino. Durante le pause mi aggiravo per gli studi televisivi; in quello di Striscia la notizia, notai che sui copioni dei conduttori c’è scritto proprio tutto, anche quando devono ridere. Nessuna testa dovette cadere, l’intervento ebbe successo.

I punti forti della tua azienda?

Siamo agili, sempre in movimento con nuove idee e iniziative. Abbiamo un’impronta più tecnica e questo ci fa apprezzare molto dal nostro target. Quando realizziamo un prodotto ci mettiamo passione e desideriamo che il cliente possa ottenere il meglio. La qualità che ricerchiamo non ci consente di essere sempre a buon mercato, ma c’è un detto  “dove c’è risparmio, non c’è guadagno”. Ed è vero.

Quando e dove è nata CoreTech?

La CoreTech nasce a Milano nel 2000.

Quali sono le prossime novità che confermeranno la vostra posizione nel mercato?

E’ da qualche anno che stiamo lavorando su una soluzione per noi eccezionale. Non ne esiste al momento una uguale nel mondo. Abbiamo realizzato una piattaforma, chiamata Sygma, che ridefinisce il modo in cui può lavorare chi opera nel mondo dell’ IT. Sygma è uno strumento potente che integra la gestione del work flow di un System Integrator, Software House, MSP e Service Provider con la potenza del Cloud in tutte le sue forme. E quando parliamo di Cloud, non consideriamo solo quello realizzato e gestito da noi, ma anche quello offerto dagli altri vendor. Oggi il Cloud non è uno solo e non si può ignorare che le esigenze dei clienti sono quelle di dover gestire una moltitudine di risorse sparse in giro per il mondo su provider differenti. In pratica chi utilizza Sygma può utilizzarla come piattaforma di gestione dei propri clienti. Utilizzando i servizi Cloud integrati in Sygma, chiunque può diventare Cloud Provider a sua volta. Ecco, questo, riassumendo, è Sygma.

E i prossimi eventi in programma?

Stiamo programmando eventi formativi dedicati ai Managed Service Provider. Oggi siamo arrivati alla 6° edizione. A breve pubblicheremo le prossime date. Dedicato al mondo MSP abbiamo realizzato un portale, mspitalia.com sul quale si possono trovare tutte le informazioni per avvicinarsi a questo modello di lavoro. Abbiamo in cantiere un altro evento formativo, ma fino a che non avremo lanciato l’iniziativa non possiamo parlarne. Quando con VoipVoice abbiamo realizzato il primo evento italiano dedicato a Cryptolocker, nel giro di qualche giorno siamo stai emulati da tutte le parti. Quel webinar fu un vero successo di pubblico! Il 5 maggio ci sarà la seconda edizione del CoreTech Partner Tech Summit.

Un salto nel futuro.  Cosa succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT?

Questa domanda ce la siamo posta molto tempo fa. La risposta è stata: “dobbiamo salvaguardare i nostri clienti, gli operatori IT”. Microsoft, Google, Amazon, insomma i grandi player, non fanno sconti a nessuno e passano come carri armati su chiunque si trovi sulla loro strada. Il predominio di questi big, può disintegrare il tessuto formato, appunto, da tutto il canale. E il cliente finale non gode realmente di un vantaggio da questa situazione. Per la legge dei grandi numeri se si conta economicamente poco, si vale poco agli occhi del fornitore. E se si vale poco, che cura ci si può aspettare dal proprio fornitore? E’ per questa ragione che abbiamo deciso di realizzare Sygma. La volontà è quella di mettere a disposizione del canale, uno strumento potente che consenta di affrontare questa nuova sfida. Inglobando i Cloud dei big, in una piattaforma che un Partner può fare sua, ha la possibilità di fornire al cliente finale sempre il servizio migliore “prelevandolo” dal provider più adatto per quel servizio. E può farlo salvaguardando la sua posizione agli occhi del cliente che godrà di due vantaggi. Il primo è che il suo fornitore sarà più vicino alle sue esigenze, non sarà il milionesimo cliente, come accadrebbe se andasse con Amazon o Google. Il secondo vantaggio è che in maniera trasparente potrà essere sicuro che il suo partner ha proposto il servizio migliore al prezzo migliore, perchè ha avuto la possibilità di scegliere tra diverse opzioni. Quindi quello che succederà nell’IT dipende molto da come il canale deciderà di muoversi. 

Infine, la domanda di rito: cos’è per te il VoIP?

Il VoIP è comunicazione. È oggi l’equivalente di quello che è stato il doppino telefonico per tantissimi anni. Penso che per almeno i prossimi 5 anni sarà una componente fondamentale della comunicazione anche se altre tecnologie orientate al web, come webrtc, stanno emergendo. Per quanto è vero che sempre nuove tecnologie emergono e possono prendere il predominio rispetto ad altre, c’è ancora parecchio lavoro da fare e parecchio business da sviluppare sulla strada del VoIP.

Una serie infinita di progetti ed eventi in cantiere, idee chiare e voglia di fare. Questa è CoreTech, questo è lo spirito col quale Roberto porta a termine le sue “missioni” e guarda al futuro. Dai primi passi mossi nel mondo dell’elettronica con la sana incoscienza di quando si è piccoli, alle grandi sfide di oggi e di domani, ecco la storia di un imprenditore di successo, “pragmatico e mai superficiale”, come si definisce lui. Non possiamo che confermare.

 

CORETECH SRL

Viale Ortles 13, 20139 Milano (MI) – Italy
Informazioni commerciali
Tel: +39 02 55 23 08 93
Email: commerciale@coretech.it

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti

 

Venti domande a…Federico Valenti di Hanlong Technology Co., Ltd

Anno nuovo, nuove interviste. Cambiano i protagonisti del nostro angolo del “botta e risposta” ma non lo spirito col quale VoipVoice invita i suoi partner a raccontarsi, mettersi a nudo, svelare aneddoti e curiosità. Il 2017 comincia con uno spazio riservato a Federico Valenti di Htek. Dalla passione per la cucina (e come dargli torto, in Sicilia non si scherza in quanto a cibo e golosità!) a quella per la musica, che lo ha portato a cimentarsi anche nel settore delle web radio, Federico ci parla di sè: del “monello” che era da bambino e del professionista che è diventato oggi. Un’occasione per affrontare tematiche legate al VoIP e non solo…


1. Chi era Federico da piccolo?

Ero un bambino molto vivace. Ti racconto un aneddoto: quando mi rimproveravano, correvo via rispondendo “non sono un bambino monello, ma sono un bambino veloce”.

2. Quali erano le tue aspirazioni?

Da bambino avevo idee fantasiose considerando che sarei voluto diventare babbo natale: essere famoso lavorando un solo giorno l’anno.
In realtà mi ha sempre affascinato la compravendita, molte volte quando ero solo a casa giocavo a fare il commerciante.

3. Come sei approdato al mondo dell’ICT?

Tradizioni di famiglia. Mio padre mi ha dato le basi e mio fratello mi ha fatto da mentore.

4. Ricordi la prima volta che hai navigato in internet?

Ora siamo praticamente sempre connessi ma un tempo non era così semplice, i miei genitori negli anni Novanta hanno creato una tra le prime scuole di informatica in Italia ed il pomeriggio dopo la scuola andavo in ufficio dai miei ed iniziavo a navigare su internet. Avevo creato anche un piccolo sito internet di 4 pagine relativo al noto manga Dragon ball.

5. E quando per la prima volta hai installato il VoIP?

In realtà non sono un installatore. Ho iniziato a lavorare nel settore amministrativo e poi ho scoperto la parte commerciale e marketing, anche se per vendere bene il VoIP devi conoscere anche gli aspetti tecnici. Ad ogni modo già nel 2009 seguivo i miei colleghi del reparto tecnico per capirne di più.

6. Come hai conosciuto VoipVoice?

E’ stato mio fratello Alessio ad instradarmi nel mondo del VoIP. Qualche anno addietro ha avviato una valutazione/ampliamento dei servizi offerti dalla società Info-Service s.r.l., che gestiamo insieme, facendola diventare Partner di VoipVoice. Ora che ricopro il ruolo di referente Htek per l’Italia non potevo non stabilire un rapporto di collaborazione tra Htek e VoipVoice.

7. Una tua considerazione di quello che succederà nei prossimi cinque anni
nell’ICT?

Ne vedremo delle belle sicuramente, si cercherà di spingere sulla maggiore connettività dati in mobilità cercando di abbassare i costi ed aumentare la velocità di navigazione.

8. Quando è nata la tua azienda?

Hanlong Technology Co., Ltd (Htek) è stata fondata a Nanchino in Cina nel 2005. Htek è focalizzata sul mercato dei terminali VoIP e produce telefoni IP, ATA e gateway per SMB da diversi anni, prodotti che sono venduti in più di 50 Paesi. Adesso Htek lavora direttamente con ISP(provider), system integrator e distributori in Europa, America e Asia.

9. Cosa fa?

È un produttore e designer di telefoni Ip. È l’unico produttore dispositivi VoIP in Cina ad utilizzare componenti Texas Instrument. Inoltre ha stretto importanti partnership con i protagonisti del settore come 3CX, Alcatel-Lucent, BroadSoft, Yeastar ed ora con un pizzico di orgoglio con Voip Voice.

10. Dove opera?

In tutto il mondo, la società ha un’ottima rete di distribuzione considerando che i nostri prodotti sono stati distribuiti in circa 80 Paesi. L’anno scorso Htek è stata presente nelle migliori fiere di settore del globo come Elastix World 2016 a Buenos Aires, GITEX TECHNOLOGY WEEK 2016 a Dubai, CeBIT 2016 ad Hannover, IT EXPO 2016 in Florida.

11. Cosa fai nel tempo libero?

Amo la musica. Mi piace ascoltarla e suonarla fin da quando avevo 7 anni. Ho imparato prima il pianoforte e poi il clarinetto ed insieme a degli amici ho creato anche una web radio chiamata “Lumia” (che in dialetto siciliano significa “limone”) dedicata alla nostra Sicilia. Ultimamente mi sono dedicato più al canto (probabilmente chi sta leggendo questa intervista dopo avermi ascoltato starà ridendo). L’altra mia grande passione è la cucina.

12.  Una cosa indispensabile per te?

La famiglia. Con la mia famiglia abbiamo sempre lavorato fianco a fianco ed infatti la società Info-Service s.r.l. di cui sono socio è nata con vocazione familiare.

13. Cosa ti rende felice?

Conoscere nuove persone, ascoltarle, apprezzarle e coglierne gli insegnamenti.

14. E cosa invece ti fa arrabbiare?

Vedere le persone rassegnarsi e non reagire alla difficoltà che si presentano.

15. Ti saresti mai immaginato nel ruolo che ricopri oggi?

No, è stato tutto molto veloce. In fondo da piccolo dicevo di essere veloce!!!

16. Dove ti vedi fra cinque anni?

Lascio la risposta alla prossima intervista, magari prima di 5 anni.

17. Infine la nostra domanda di rito. Cosa è per te il VoIP?

Il VoIP è una opportunità, il presente ed allo stesso tempo il futuro!!

18. Un obiettivo che ti sei dato per questo 2017?

Sicuramente far conoscere il più possibile il brand Htek, fare provare i prodotti, organizzare eventi e webinar in tutta Italia.

Affare fatto! VoipVoice e Htek hanno  appena ufficializzato la loro collaborazione. Per sancire questo “accordo” ci è sembrato interessante regalare a Federico la possibilità di aprirci in modo virtuale le porte della sua azienda. Sulle note di una delle sue canzoni preferite lo salutiamo, lo ringraziamo per la disponibilità e …per il prossimo Natale, sapremo a chi indirizzare la lunga lista dei desideri. Altro che Polo Nord!

Di seguito i contatti Htek

Sede Italiana Via L.Einaudi, 6- 96016 Lentini(SR)

Telefono +39095 8133233

info@htek.com

Support: support@htek.com

 

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti-

Intervista a Massimo Bargiacchi, CEO Meta System

L’espressione di tutta la conoscenza acquisita nel campo delle telecomunicazioni da Massimo Bargiacchi, fino ad oggi, si può riassumere con una parola chiave: Meta Telecomunicazione. Questa, la sua specialità. Esperto in telecomunicazione per vocazione familiare, Massimo si definisce “figlio d’arte“. E’ un destino segnato il suo. Cresciuto tra telefoni da smontare e rimontare come fossero giocattoli, naviga da sempre nel mare dell’ICT. Una curiosità? E’ stata la “delusione” per la mancanza di novità nel settore a fargli conoscere il VoIP.

E noi, ora, conosciamo lui…img_0224

Rompiamo il ghiaccio con qualcosa di personale: come sei approdato al mondo dell’ICT? 

Beh, per la verità non posso dire di esserci approdato… In realtà son figlio d’arte, e anche nipote se vogliamo.Mi spiego meglio. Mio padre aveva un’azienda con la quale fu uno dei protagonisti del settore telecomunicazioni a Roma nella metà degli anni ‘90. Da piccolo invece di giocare con i mattoncini della Lego mio padre mi faceva giocare con i telefoni. Li aprivo, li smontavo e ovviamente li distruggevo. Se prima li rompevo solamente, crescendo ho incominciato anche ad aggiustarli.
Con questa sorta di indottrinamento speciale, il mio destino era segnato. Quale lavoro potevo scegliere se non questo? Quindi non ci sono approdato casualmente, ma navigo da sempre in questo mare.

Quale è stato il percorso che ti ha portato in Yeastar? Da dove sei partito? 

Come si è capito ho vissuto diversi cambiamenti nelle telecomunicazioni: elettromeccaniche, elettroniche analogiche e anche elettroniche digitali. Arrivato a questo punto mi ero stancato. Ero deluso, stufo perché per tantissimo tempo non si vedeva niente di nuovo. E’ spinto da questo desiderio di novità che ho deciso di dedicarmi ad altro, un settore collaterale. Un giorno ricevo una mail dalla Cina (il tempo passa, saranno 7/8 anni fa!) in cui si parlava di un piccolo sistema telefonico denominato VoIP. Il VoIP in Italia stava muovendo i primi timidi passi ed era conosciuto esclusivamente dagli addetti ai lavori e da qualche grande organizzazione. Ma io essendo curioso ho voluto approfondire gli aspetti tecnici e le opportunità che offriva sul mercato delle Small Business e delle PMI. Quindi posso dire di essere partito da una delusione.
  
Quali erano le tue aspirazioni? Se non in questo settore, in che ruolo ti saresti immaginato? 

Mi sarei immaginato come si immaginano tutti gli adolescenti: pilota di Formula Uno se non di aerei, oppure medico. Poi crescendo ho rimesso i piedi per terra e mi sono reso conto che mi sarebbe piaciuto fare il lavoro di mio padre. Quindi ho studiato per questo e ho proseguito, fino ad arrivare qui.

Di cosa ti occupi esattamente? 

Nella mia azienda mi occupo esclusivamente del settore TLC, e lo faccio a 360°. Mi ritengo un consulente dei miei clienti, che sono esclusivamente installatori e operatori del settore. Per interfacciarsi con questo tipo di clientela ritengo sia necessaria una grande competenza tecnica. Solo così si possono soddisfare le varie richieste.

Raccontaci un aneddoto legato al tuo lavoro in Yeastar… 

Yeastar è in Cina… la Cina è molto lontana non solo come distanza fisica ma anche come cultura, quindi ti aspetti che il tuo operato sia valutato solo con i numeri delle vendite.
Invece sono rimasto favorevolmente colpito da quello che mi ha raccontato un Provider VoIP il quale volendo condividere le iniziative Marketing con un Brand di IP-PBX, ha scelto Yeastar. Inoltre Yeastar ha consigliato noi della Meta Telecomunicazioni come partner ideali per queste iniziative. 
Non nascondo la soddisfazione: ciò che facciamo e come lavoriamo ha superato le frontiere Italiane per arrivare addirittura in Cina. E chi si aspettava questo risultato?
  
I punti forti della tua azienda? 

Nel mio passato io sono stato un installatore di sistemi telefonici, è proprio questo background il punto forte della mia azienda. Conoscendo bene le problematiche che quotidianamente vivono gli installatori sul campo riesco a dare un’assistenza all’altezza delle aspettative. Il nostro punto di forza, insomma, è riassumibile in una parola: assistenza.

Quando e dove è nata Yeastar e dove opera? 

Yeastar ha la stessa età di VoipVoice, 10 anni. E come VoipVoice quest’anno ha spento le prime 10 candeline. La Yeastar opera in tutto il mondo con prevalenza sul mercato americano e russo, ma anche in Europa, Asia e ovviamente in Cina.

Quali sono le prossime novità che confermeranno la vostra posizione nel mercato?

Proprio quest’anno sono stati lanciati dei nuovi prodotti denominati S-Serie.
Questa è l’evoluzione degli, ormai famosi, MyPBX. Sono degli IP-PBX hardware che si integrano perfettamente nella realtà Italiana delle telecomunicazioni, specialmente in questo momento di transizione dal tradizionale al VoIP. Abbiamo iniziato a giugno il giro dei workshop per presentare questa gamma di centralini Yeastar.

E i prossimi eventi in programma? A breve partirà il tour con VoipVoice…

Le date sono molto vicine, il prossimo 22 novembre siamo a Bari e a seguire il 29 a Catania. Per il prossimo anno sono previste delle tappe anche nel Nord Italia.
  
Un tuo parere, sincero, di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT

Ritengo che la tecnologia VoIP prenderà il sopravvento sulle tecnologie TDM.
In questo ultimo periodo stiamo vivendo una vera rivoluzione in questo ambito.
Però penso anche che la naturale evoluzione di questa tecnologia sia la mobilità. Naturalmente passeremo attraverso i servizi virtualizzati (Centralini in Cloud) per poi approdare con il nostro smartphone su di una virtualizzazione ancora più spinta.

VoipVoice, come detto si appresta ad affrontare il tour con Yeastar: i due eventi in programma sono corsi tecnici gratuiti per installare e programmare il centralino telefonico Yeastar.

Per iscriversi alle due tappe:

BARI: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-jump-into-the-voip-bari-29253029599?aff=VoipVoice

CATANIA: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-jump-into-the-voip-catania-29266579126?aff=VoipVoice

Info su Yeastar: http://yeastar.it/home_ita/

 

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti-

Il compagno di viaggio, da sempre, di Massimo? Zucchero Fornaciari. “E’ un  po’ che facciamo la strada insieme. Contestatore, trasgressivo, profondo, il tutto nella giusta misura”.

E allora buon cammino e…buon ascolto.

Intervista a a Dario Roncelli, Sales Manager della divisione PBX di Panasonic Italia

Uno su 260mila. Non è facile fare la differenza. Ma lui, veterano nel settore delle telecomunicazioni, ha girato tutta l’esperienza maturata negli anni a suo favore, ricoprendo con successo, oggi, un ruolo che invece la differenza la fa. Eccome. Stringiamo la mano a Dario Roncelli e lo invitiamo a mettersi comodo…Di viaggi ne ha fatti tanti e continua a farne: questo, per raccontarci un po’ di se, è appena iniziato. Biglietto staccato. Si parte!

darioDario, raccontaci come sei approdato al mondo dell’ICT…

Ho studiato telecomunicazioni e sono sempre rimasto nel settore. Dopo gli studi e dopo il diploma di perito in telecomunicazioni infatti ho iniziato a lavorare in ambito commerciale per la vendita di strumenti di misura. Nel ’94 ho fatto il mio ingresso nell’ICT.

Quale è stato il percorso che ti ha portato in Panasonic? Da dove sei partito?

Dopo diversi anni di gavetta, tra tappe più o meno brevi e significative, è arrivato il 2007 e con lui il mio approdo in casa Panasonic. L’occasione occupazionale nel ramo commerciale è capitata per caso, senza cercarla. Tramite conoscenze; non avevo un’idea precisa di futuro in quel momento e così ho iniziato, e mi è piaciuto!

Quali erano le tue aspirazioni? Se non in questo settore, in che ruolo ti saresti immaginato?

Le idee chiare non le ho neppure adesso a 46 anni, figuriamoci da piccolo. Escluso il sogno del calciatore -non ho mai avuto interesse per il pallone- messo da parte quello di astronauta o di pilota di rally (sorride) mi è rimasta la grande passione per i viaggi. Ho sempre viaggiato fin da bambino coi miei genitori vivendo esperienze uniche; questo aspetto me lo sono ritrovato, anni dopo, nel lavoro perchè fare attività commerciale ti porta inevitabilmente a spostarti. Non ho mai pensato di fare qualcosa di diverso. Certo, il grande amore  per la fotografia, soprattutto quella naturalistica, mi ha fatto immaginare una volta fotoreporter, quella dopo fotografo di architettura, o addirittura di design. Ma per i troppi impegni ho dovuto abbandonare rullino e cavalletto, salvo poi riprendere in mano l’apparecchio un paio di anni fa.

Di cosa ti occupi esattamente?

Lo scopro ogni giorno, quando entro in ufficio. Durante il tragitto casa- scrivania ho degli schemi, dei programmi in testa che riesco a seguire solo nel pomeriggio inoltrato. Il job title sarebbe “Sales Manager della divisione PBX di Panasonic Italia“. La mia però non è solo un’attività legata alle vendite: seguo tutta la parte dei centralini telefonici, mi occupo dell’introduzione dei prodotti sul mercato, sono anche l’interfaccia tra l’Italia e i referenti europei. Curo i rapporti coi clienti che sono distributori e installatori telefonici e mi confronto con i colleghi in ambito europeo per uno scambio di informazioni costante sulla gestione del prodotto. Inoltre, seguo gli agenti dislocati sul territorio. Il mio lavoro implica spostamenti e contatti con le persone, non potevo chiedere di meglio. E’ come mettersi in gioco ogni volta.

Raccontaci un aneddoto legato al tuo lavoro in Panasonic…

Mi è capitato un episodio divertente di recente. Ho ricevuto la telefonata di un installatore tramite il centralino, che non sapeva chi fossi. Cercava informazioni sulla linea di prodotti raccontandomi di aver seguito la presentazione di una persona molto in gamba, competente e professionale. Voleva parlarci…e ci stava già parlando senza saperlo. Quella persona ero io. Non vi dico l’imbarazzo dietro la cornetta, misto ovviamente alla mia soddisfazione personale…

I punti forti della tua azienda?

La completezza delle soluzioni offerte. Panasonic contrariamente a quello che si pensa per l’ 80% è orientato su prodotti Business e non Consumer. Abbiamo un’offerta completa per le aziende, dalla videosorveglianza ai monitor, ai pc, agli scanner, alle stampanti.

Quando e dove è nata Panasonic? E dove opera?

Panasonic si occupa di elettronica a livello di Consumer e di prodotti sviluppati per le aziende. E’ nata nel 1918 in Giappone cominciando… dalle lampadine per le biciclette! Il fondatore, sua moglie e suo cognato hanno tirato su un impero che oggi conta sul lavoro di 260mila dipendenti sparsi in tutto il mondo, con filiali di vendita e produzione in tutti i Continenti.

I pro e i contro di far parte di un marchio così importante nel panorama mondiale dell’informatica e della tecnologia.

Essendo una società multinazionale così grande, l’aspetto negativo è che necessariamente la struttura deve essere burocratica, i processi che devono essere seguiti dal punto di vista commerciale e di produzione sono vincolanti, non c’è molto spazio di manovra. E’ una conseguenza della dimensione dell’azienda. Il vantaggio invece è sicuramente il brand conosciuto in tutto il mondo. Non ha bisogno di un biglietto da visita, basta pronunciare la parola magica…chi non ha avuto un prodotto Panasonic?

Quali sono le prossime novità che confermeranno la vostra posizione nel mercato? E quelle che presenterete al Roadshow Pbx Panasonic in partenza il 15 novembre da Milano?

Con il tour presenteremo la nuova famiglia di prodotti NSX , in ambito Enterprise: piattaforme telefoniche piuttosto ampie come funzionalità e capacità. Questo è il primo obiettivo. Poi ci sarà anche il lancio di un centralino più piccolo, l’ HTS, che ha funzionalità più semplici rivolte all’ambiente di Small Business.

E i prossimi eventi in programma?

Il Roadshow è il nostro tour istituzionale, lo facciamo tutti gli anni, le attività però non si fermano qui. Faremo eventi con i nostri distributori ma è ancora tutto da sviluppare. Nel corso degli ultimi anni comunque abbiamo sempre proposto novità, una ricerca continua e costante per lo sviluppo del prodotto. Basti pensare che io in 9 anni in Panasonic ho assistito all’introduzione di ben 5 nuove serie di prodotti in ambito Hardware.

Un salto avanti nel futuro. Cosa succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT?

Ci sarà un cambio tecnologico, la proposta si sposterà sempre più sul servizio orientandosi verso il Cloud. In poche parole, ad una diminuzione delle vendita di Hardware corrisponderà la crescita della vendita dei servizi.

Avete concretizzato da poco la certificazione con VoipVoice, qual è la spinta che vi porta ad avere questa visione nel VoIP?

E’ stato proprio questo cambiamento. Dobbiamo necessariamente proporre la nuova tecnologia, il VoIP permette di sviluppare determinati servizi su piattaforme telefoniche. Andare verso il mercato VoIP è stato un passo necessario, è una tecnologia in piena evoluzione.

Salutiamo Dario, lo ringraziamo e gli diamo appuntamento alla prima delle 4 tappe del Roadshow PBX Panasonic. Da Milano a Roma passando per Siena e Rimini, ogni occasione sarà buona per approfondire le tematiche inerenti al VoIP, e per presentare la nuova certificazione VoipVoice – Panasonic. Next Stop? Dopo l’Italia, ancora Germania.

Di seguito le date del tour e i link alla pagina di invito:

15 novembre Milano – https://goo.gl/lOmrVH

17 novembre Siena – https://goo.gl/hKjBnj

18 novembre Rimini – https://goo.gl/JRHZMf

25 novembre Roma – https://goo.gl/Ey8hnZ

 

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti

Una parentesi sulla scelta della canzone è d’obbligo vista la componente affettiva. “I Toto – confessa a fine intervista Dario– sono un gruppo americano che ho ascoltato per la prima volta all’età di 12 anni. Li ascolto sempre, mi hanno accompagnato dalle scuole medie a oggi. Il loro è stato il primo concerto live sentito in vita mia. A Milano…chi se lo scorda”.

 

Intervista a Daniele Domeniconi, direttore commerciale di Nextmedia

Il countdown è iniziato: mancano esattamente 5 giorni al grande evento annuale targato Nextmedia. E noi, per non farci mancare niente, abbiamo interrotto (tra un preparativo e l’altro) il regista del “Nextparty 2016“. A Cesenatico abbiamo “inchiodato” giusto il tempo di un’intervista Daniele Domeniconi che si è gentilmente prestato al gioco. Qualche domanda per conoscere meglio la storia, il presente e i progetti futuri di una azienda, tra le più forti, oggi, nella distribuzione di sistemi di telecomunicazione in Italia. E allora, entriamo nel backstage dell’evento per curiosare un po’…

sharePartiamo da dove tutto ha avuto inizio: come è nata Nextmedia?

Nextmedia è nata da un colloquio di lavoro; appena laureato in ingegneria delle telecomunicazioni, ho inviato una richiesta di assunzione (con cv allegato) ad alcune aziende del settore del cesenate. E presto, ho avuto un appuntamento; prima cosa strana? Un colloquio fissato alle 21,30 di sera… a casa mia. Ero un ragazzo di 22 anni che aspettava affacciato alla finestra con ansia e trepidazione “il personaggio misterioso” a bordo di una bella macchina extra lusso. Che però non arrivò mai. Ebbene sì; il mio primo datore di lavoro si presentò con un’ora e mezza di ritardo, su una scattante panda grigia ma con l’idea di metter su un’azienda di distribuzione. Era il 1997.  Il progetto c’era, mancavano i soci per poter partire e lanciarsi in una nuova avventura.  Ero giovane e a me la proposta piacque subito. Non avevo niente da perdere (tra l’altro, in quanto terzo figlio maschio ero milite esente) e fu così che l’affare andò in porto. Nextmedia nacque come start up, una cooperativa con 9 soci nella quale poi, riuscii a coinvolgere due carissimi amici; Gianni e Matteo, compagni di merende ai tempi dell’università. Siamo partiti con la distribuzione esclusiva di un brand tedesco. Stavamo incollati al telefono chiamando in tutto il mondo per strappare appuntamenti e far conoscere prodotti che in Italia, all’epoca, non conosceva nessuno. Questo è stato il nostro punto di forza.

Restare competitivi sul mercato, oggi, non è un gioco. Quali sono i punti comuni, nel modo di fare business, con i competitor? In cosa invece vi diversificate dagli altri distributori?

Il primo step importante è stato nel 2005; fino a quel momento eravamo distributori mono brand ma il mercato si stava evolvendo, andava verso una multi distribuzione. E’ in quel periodo che abbiamo fatto il salto di qualità; è iniziato il processo di inserimento di una trentina di brand nei settori networking, wifi, telefonia, videosorveglianza. Per tornare alla risposta, adattarsi al mercato per rispondere alle esigenze del momento è quello che ci ha accomunato agli altri, e che spero continuerà a fare la nostra fortuna. Quello che ci distingue? Il servizio pre e post vendita. Non siamo box mover ma abbiamo un valore aggiunto, ovvero il servizio di supporto dopo la vendita. Aiutiamo il cliente nella fase progettuale, ma anche in quella dell’istallazione. Non lo lasciamo mai solo. 

Qual è il target al quale vi rivolgete? In quale zona geografica operate?

Il target è quello degli installatori telefonici, system integrator, wifi, networking, videosorveglianza. La copertura è nazionale, abbiamo una rete di partner in tutta Italia, isole comprese.

Passiamo a Nextparty 2016, il più importante dei prossimi appuntamenti.  La Convention è un evento che genera grandi aspettative; come è nata l’idea? Quali saranno le caratteristiche della due giorni, in programma il 7 e l’8 ottobre?  Come si svolgerà l’iniziativa?

L’idea è nata per differenziarci dallo Smau. Quando siamo partiti con Nextmedia nel ’98, siamo stati immediatamente presenti in fiera con il nostro stand. Ma dato che Smau iniziava ad essere troppo consumer (pieno di ragazzini alla ricerca del gadget, per intendersi), abbiamo pensato di investire in un progetto innovativo. Nextparty è nato nel 2003 a Milano. La formula piuttosto anomala è quella di una due giorni, venerdì e sabato: un giorno di lavoro, e uno di break. Quell’anno decidemmo di partire la stessa settimana dello Smau regalando i biglietti per la visita del sabato, pagavamo noi la trasferta dato che il cliente era comunque già a Milano. Dal 2004, poi, l’ evento è stato spostato in Romagna. La fiera è bella per conoscere nuovi clienti, ma genera caos, il cliente visita te come tanti altri e se ne esce con una grande confusione in testa. Ci siamo così concentrati sul concetto di  fidelizzazione del partner, organizzando attività anche ludiche ma mirate alla creazione di un gruppo di partner fidelizzati che vedessero in noi un riferimento a 360 gradi. Formula che negli anni ha fruttato, ci ha fatti crescere. Quest’anno gli stand saranno circa 20, la collaborazione sempre più stretta nei confronti dei vendor; contiamo la presenza di oltre 200 aziende. I vendor sfruttano il nostro evento per presentare i loro prodotti, nuovi servizi e nuovi listini: tutti i fornitori propongono ai clienti una promo, è il momento per avere condizioni economiche migliori rispetto ad altri mesi dell’anno. Una novità?  Il salottino live. L’edizione 2016 del Nextparty non sarà solo occasione promozionale ma offrirà l’opportunità di parlare di tecnologia e confrontarsi su di un argomento oggi abbastanza importante come il Cloud: i pro e i contro di questo nuovo scenario, come si evolverà il mercato, dando spunti interessanti a chi ascolterà.

Quali sono le novità che presenterete?

Nexi, un nostro prodotto con marchio registrato, presenteremo la nuova piattaforma su Cloud…e non anticipiamo altro. Ci saranno belle sorprese!

Come è cambiato, come si è evoluto il rapporto con i brand che distribuite da anni?

Ho notato che è cambiato in positivo: anche il vendor apprezza la disponibilità del nostro team. Quando decidiamo di vendere un prodotto riusciamo a gestirlo internamente, siamo autonomi, abbiamo una formazione interna, sia tecnica che commerciale e grazie agli eventi itineranti in tutta Italia abbiamo creato un gruppo di amici coi vari fornitori, un team solido che ci ha permesso di rafforzare il rapporto; ci vedono come punto di riferimento professionale. Se i rapporti sono buoni, si cresce più velocemente…

Come sei approdato al mondo dell’ICT?

Avendo scelto ingegneria delle telecomunicazioni, avevo già la propensione verso questo mondo. Mi ha sempre affascinato. Ho intrapreso questa strada perché mi è sempre piaciuto fare qualcosa che mi portasse a comunicare e confrontarmi, stando in mezzo alla gente.

Se non in questo settore specifico, in quale altro ambito ti saresti immaginato?

Mi immagino tutt’ora dietro il bancone di un bar sulla spiaggia, o un pub. Un sogno questo, che penso realizzerò presto e in parallelo alla mia attività. Gestire un locale e godersi gli amici…chissà, magari c’è già qualcosa che bolle in pentola!

Un tuo parere di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT 

Sicuramente ci sarà un’evoluzione importante grazie alle tecnologie che stanno cambiando con il Cloud. Da sottolineare, poi, che finalmente  in Italia si sta investendo nelle infrastrutture. Con la banda larga, portando la fibra nelle città cambierà radicalmente l’utilizzo dei nostro apparati. I servizi legati al Cloud e alla rete cresceranno in modo esponenziale, lo smartphone non sarà utilizzato solo come apparato telefonico o per le foto ma come vero e proprio strumento di lavoro.

Infine, la domanda di rito: cos’è per te il VoIP?

Il VoIP è un’opportunità. Ha dato la possibilità di un cambio decisivo nel nostro settore specifico: oggi la telefonia tradizionale ha lasciato spazio a quella che non ha limiti. Il VoIP è una tecnologia che ha cambiato il modo di vedere le telecomunicazioni: servizi più evoluti a costi ridotti. 

Energia da vendere, una passione smisurata per il proprio lavoro e sogni che non resteranno certo chiusi in un cassetto ma sono, anzi, pronti a prendere la forma… di un irresistibile chiringuito da spiaggia. L’adrenalina è alle stelle e il “Guerriero” è pronto a scendere in battaglia. Lasciamo Daniele al suo lavoro, ringraziandolo per aver dedicato un po’ del suo tempo al nostro angolo delle interviste.

Nextparty è alle porte: in bocca al lupo, Nextmedia!

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti-