Archivi tag: lavoro

Venti Domande a…Maurizio Dozio di Dozio System

La sua storia nel mondo delle telecomunicazione parte da lontano, è una questione di dna. Tra telefoni e macchine per ufficio, Maurizio Dozio ci è cresciuto e crescendo, con determinazione, ha portato avanti l’azienda di famiglia. Arrivando ad oggi e facendo sua la Dozio System (di cui è direttore commerciale), raccogliendo il testimone e i buoni frutti di un lavoro iniziato a fine anni ’50. Diviso tra impegni lavorativi e familiari, Maurizio non rinuncia alle sue passioni più grandi. Da esperto di ICT , riposto il pc, l’informatico veste i panni di addestratore… di pastori tedeschi. Difesa e obbedienza al posto di VoIP e connettività. Torna il nostro angolo delle interviste e con lui tutte le curiosità sui partner VoipVoice. Oggi voliamo a Lecco.

1. Chi era Maurizio da piccolo?

  Un bambino curioso e intraprendente

2. E che uomo è diventato adesso?

Un felice padre di famiglia, marito premuroso, un piccolo -ma orgoglioso- imprenditore con diverse responsabilità. Peccherò di presunzione ma penso di essere stato in grado di risolvere sino ad ora un bel po’ di situazioni. Ho diverse persone che dipendono da me.

3. Quali erano le tue aspirazioni?

Volevo creare un’azienda che producesse componenti elettronici. Poi metter su famiglia ed essere in grado di fa vivere decorosamente me ed i miei cari.

4. Come sei approdato al mondo dell’ICT?

Questione di dna, ci sono nato. L’azienda è stata fondata da mio padre Giuseppe.

5. Ricordi la prima volta che hai navigato in internet?

Sì, certo.  Con modem a 14.4kBps PC386SX, con Win3.11. Eravamo a metà degli anni ’90.

6. E quando per la prima volta hai avuto a che fare col VoIP?

Nel 2006 con Messagenet e con vari provider gratuiti.

7. Come hai conosciuto VoipVoice?

Tramite 3CX. Ho conosciuto Simone Terreni e conservo ancora gelosamente la prima mail che ci siamo scambiati.

8. Chi è stato il primo cliente a cui hai istallato VoipVoice?

La Dozio System! Abbiamo giocato in casa. Tutto ciò che vendiamo, prima di proporlo ai clienti lo testiamo su di noi.

9. Quando è nata la tua azienda?

Dobbiamo guardare indietro, nel lontano 1959.

10. Cosa fa?

Sistemi, macchine e arredi per ufficio, noleggio e vendita di computer, server, software, fotocopiatrici, impianti telefonici VoIP, ma anche videosorveglianza IP, hardware e software per bar, ristoranti, hotel. E molto altro ancora.

11. Dove opera?

Lecco e provincia principalmente. Ma negli ultimi anni ci siamo allargati anche in altre Regioni come Piemonte, Veneto e anche la Svizzera.

12. Cosa fai nel tempo libero?

Mi diverto ad addestrare cani: obbedienza e difesa, in particolare sui pastori tedeschi. Non a caso sono Vicepresidente della Società Amatori Shaferhunde Longobarda. Oltre a questo, mi impegno nel sociale in qualità di organizzatore di eventi e feste popolari nel mio paese di residenza, Santa Maria Hoe’ sulle colline brianzole, 2200 anime. Mi diletto a coltivare l’orto e curare il giardino. Dopo un decennio, deluso, ho abbandonato la politica, altra mia passione.

13. Una cosa indispensabile per te?

La Famiglia.

14. Cosa ti rende felice ?

Sarò ripetitivo, lo so. Ma tornare a casa la sera e vedere i miei 3 figli, parlare con loro di quello che è successo durante la giornata, che sia bello o brutto e riuscire a dar loro consigli per affrontare la vita, mi appaga parecchio.

15. E cosa invece ti fa arrabbiare?

L’ipocrisia, l’opportunismo mascherato da amicizia, la demagogia.

16. Ti saresti mai immaginato nel ruolo che ricopri oggi?

Francamente sì.

17. Dove ti vedi fra cinque anni?

Nella stessa veste di oggi. Alla mia età è troppo tardi per cambiar mestiere. Sono comunque soddisfatto di quello che ho fatto fino ad ora.

18. Una tua considerazione di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT…

Diventerà un mercato sempre più competitivo, che ahimè, come già sta succedendo, sarà preda di tanti, troppi “millantatori”. Questo però non può far altro che spronarmi ancora di più, per offrire ai clienti soluzioni sempre più affidabili ed efficienti. Continuerò a farlo con la professionalità che ha distinto la mia azienda, i miei collaboratori e i miei fornitori, in oltre 50 anni di attività.

19. Infine la nostra domanda di rito. Cosa è per te il VoIP?

Oltre che un’opportunità di business è uno stimolo ad imparare, e mi ha permesso di conoscere delle belle persone!

20. Un obiettivo che ti sei dato per questo 2017?

Crescere e apprendere ancora, consolidare la mia azienda e renderla sempre più attenta e vicina al cliente.

Mai dimenticare da dove si viene… se si vuol capire meglio dove andare. La storia della famiglia Dozio merita un focus a parte. Se ci fosse un marchio distintivo, il loro sarebbe composto dalle iniziali MD. I fratelli Dozio sono Maurizio, Massimo e Monica. A separarli ci sono 7 anni di differenza. “I miei genitori – scherza Maurizio- erano dei calcolatori già ai tempi. Appena si avvicinava la crisi del settimo anno sistemavano le cose…a modo loro“.

La prima apparecchiatura per ufficio ad essere venduta (una macchina da scrivere) è ancora custodita come fosse un pezzo da museo. Forte delle sue origini la Dozio System è oggi attenta alle innovazioni tecnologiche di settore. L’elisir di lunga vita però è top secret.

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti

 

Dozio System è un Rivenditore Certificato VoipVoice Doctor.

Questi sono i suoi contatti:

C.so E. Filiberto, 8
23900 Lecco LC

Tel e fax: +39 0341 421836
Email: info@doziosystem.it
Web: www.doziosystem.it

 

Venti domande a…Federico Valenti di Hanlong Technology Co., Ltd

Anno nuovo, nuove interviste. Cambiano i protagonisti del nostro angolo del “botta e risposta” ma non lo spirito col quale VoipVoice invita i suoi partner a raccontarsi, mettersi a nudo, svelare aneddoti e curiosità. Il 2017 comincia con uno spazio riservato a Federico Valenti di Htek. Dalla passione per la cucina (e come dargli torto, in Sicilia non si scherza in quanto a cibo e golosità!) a quella per la musica, che lo ha portato a cimentarsi anche nel settore delle web radio, Federico ci parla di sè: del “monello” che era da bambino e del professionista che è diventato oggi. Un’occasione per affrontare tematiche legate al VoIP e non solo…


1. Chi era Federico da piccolo?

Ero un bambino molto vivace. Ti racconto un aneddoto: quando mi rimproveravano, correvo via rispondendo “non sono un bambino monello, ma sono un bambino veloce”.

2. Quali erano le tue aspirazioni?

Da bambino avevo idee fantasiose considerando che sarei voluto diventare babbo natale: essere famoso lavorando un solo giorno l’anno.
In realtà mi ha sempre affascinato la compravendita, molte volte quando ero solo a casa giocavo a fare il commerciante.

3. Come sei approdato al mondo dell’ICT?

Tradizioni di famiglia. Mio padre mi ha dato le basi e mio fratello mi ha fatto da mentore.

4. Ricordi la prima volta che hai navigato in internet?

Ora siamo praticamente sempre connessi ma un tempo non era così semplice, i miei genitori negli anni Novanta hanno creato una tra le prime scuole di informatica in Italia ed il pomeriggio dopo la scuola andavo in ufficio dai miei ed iniziavo a navigare su internet. Avevo creato anche un piccolo sito internet di 4 pagine relativo al noto manga Dragon ball.

5. E quando per la prima volta hai installato il VoIP?

In realtà non sono un installatore. Ho iniziato a lavorare nel settore amministrativo e poi ho scoperto la parte commerciale e marketing, anche se per vendere bene il VoIP devi conoscere anche gli aspetti tecnici. Ad ogni modo già nel 2009 seguivo i miei colleghi del reparto tecnico per capirne di più.

6. Come hai conosciuto VoipVoice?

E’ stato mio fratello Alessio ad instradarmi nel mondo del VoIP. Qualche anno addietro ha avviato una valutazione/ampliamento dei servizi offerti dalla società Info-Service s.r.l., che gestiamo insieme, facendola diventare Partner di VoipVoice. Ora che ricopro il ruolo di referente Htek per l’Italia non potevo non stabilire un rapporto di collaborazione tra Htek e VoipVoice.

7. Una tua considerazione di quello che succederà nei prossimi cinque anni
nell’ICT?

Ne vedremo delle belle sicuramente, si cercherà di spingere sulla maggiore connettività dati in mobilità cercando di abbassare i costi ed aumentare la velocità di navigazione.

8. Quando è nata la tua azienda?

Hanlong Technology Co., Ltd (Htek) è stata fondata a Nanchino in Cina nel 2005. Htek è focalizzata sul mercato dei terminali VoIP e produce telefoni IP, ATA e gateway per SMB da diversi anni, prodotti che sono venduti in più di 50 Paesi. Adesso Htek lavora direttamente con ISP(provider), system integrator e distributori in Europa, America e Asia.

9. Cosa fa?

È un produttore e designer di telefoni Ip. È l’unico produttore dispositivi VoIP in Cina ad utilizzare componenti Texas Instrument. Inoltre ha stretto importanti partnership con i protagonisti del settore come 3CX, Alcatel-Lucent, BroadSoft, Yeastar ed ora con un pizzico di orgoglio con Voip Voice.

10. Dove opera?

In tutto il mondo, la società ha un’ottima rete di distribuzione considerando che i nostri prodotti sono stati distribuiti in circa 80 Paesi. L’anno scorso Htek è stata presente nelle migliori fiere di settore del globo come Elastix World 2016 a Buenos Aires, GITEX TECHNOLOGY WEEK 2016 a Dubai, CeBIT 2016 ad Hannover, IT EXPO 2016 in Florida.

11. Cosa fai nel tempo libero?

Amo la musica. Mi piace ascoltarla e suonarla fin da quando avevo 7 anni. Ho imparato prima il pianoforte e poi il clarinetto ed insieme a degli amici ho creato anche una web radio chiamata “Lumia” (che in dialetto siciliano significa “limone”) dedicata alla nostra Sicilia. Ultimamente mi sono dedicato più al canto (probabilmente chi sta leggendo questa intervista dopo avermi ascoltato starà ridendo). L’altra mia grande passione è la cucina.

12.  Una cosa indispensabile per te?

La famiglia. Con la mia famiglia abbiamo sempre lavorato fianco a fianco ed infatti la società Info-Service s.r.l. di cui sono socio è nata con vocazione familiare.

13. Cosa ti rende felice?

Conoscere nuove persone, ascoltarle, apprezzarle e coglierne gli insegnamenti.

14. E cosa invece ti fa arrabbiare?

Vedere le persone rassegnarsi e non reagire alla difficoltà che si presentano.

15. Ti saresti mai immaginato nel ruolo che ricopri oggi?

No, è stato tutto molto veloce. In fondo da piccolo dicevo di essere veloce!!!

16. Dove ti vedi fra cinque anni?

Lascio la risposta alla prossima intervista, magari prima di 5 anni.

17. Infine la nostra domanda di rito. Cosa è per te il VoIP?

Il VoIP è una opportunità, il presente ed allo stesso tempo il futuro!!

18. Un obiettivo che ti sei dato per questo 2017?

Sicuramente far conoscere il più possibile il brand Htek, fare provare i prodotti, organizzare eventi e webinar in tutta Italia.

Affare fatto! VoipVoice e Htek hanno  appena ufficializzato la loro collaborazione. Per sancire questo “accordo” ci è sembrato interessante regalare a Federico la possibilità di aprirci in modo virtuale le porte della sua azienda. Sulle note di una delle sue canzoni preferite lo salutiamo, lo ringraziamo per la disponibilità e …per il prossimo Natale, sapremo a chi indirizzare la lunga lista dei desideri. Altro che Polo Nord!

Di seguito i contatti Htek

Sede Italiana Via L.Einaudi, 6- 96016 Lentini(SR)

Telefono +39095 8133233

info@htek.com

Support: support@htek.com

 

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti-

Don’t let me down

Buongiorno a tutti!

Oggi mi faccio rappresentante del mio reparto, Customercare e Assistenza Tecnica di Primo Livello, per parlarvi di una modifica che abbiamo voluto implementare al nostro orario lavorativo.

Come tutti sapete gli uffici VoipVoice sono aperti dal Lunedì al Venerdì dalle 09:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00 e come abbiamo sempre detto siamo un’azienda in crescita; questo vuol dire che aumentano i contatti, le attivazioni e per forza di cose le segnalazioni che riceviamo quotidianamente.

Negli ultimi tempi ci siamo imbattuti in contatti da parte dei nostri partner e clienti oltre l’orario “standard” di lavoro e allora ci siamo trovati felici di poterci migliorare anche in questo: l’orario di lavoro attuando un piano di reperibilità che vi permetta di avere un tempestivo feedback da parte nostra anche oltre quello che abbiamo indicato come “orario standard”.

Ma prima di spiegarvi maggiori dettagli voglio fare un esempio per evidenziare questa buona nuova, all’apparenza banale, ma che fa molta differenza ed è per noi fonte di grande soddisfazione.

Nel nostro settore, nel mio reparto, riceviamo principalmente segnalazioni di guasti e richieste di verifica del servizio da noi fornito ai nostri 6000 clienti e ovviamente siamo sempre pronti Parminder, io e i nostri tecnici a dare un feedback nel minor tempo possibile.

Ma mettere il caso che qualcuno abbia necessità di contattarci un venerdì sera alle 18:34?

Ecco cosa succedeva PRIMA:

0001

  • Il cliente chiama
  • Nessuno risponde
  • Il cliente non è contento e non è soddisfatto del servizio che ha scelto

Succede quindi che se il cliente ha bisogno di chiamarci, deve aspettare Lunedì alle 09:00 per poterlo fare.

La segnalazione, Lunedì alle 09:00, sarebbe stata gestita con più nervosismo da parte del cliente, se non peggio, con poca soddisfazione da parte sua per la scelta del suo operatore.

Noi avremmo gestito tutto al meglio ma si sa che per acquisire fiducia ci vogliono mesi, per perderla basta pochissimo.

E questo esempio può rappresentare questo intacco nel rapporto di fiducia tra il cliente e noi.

Noi amiamo il nostro lavoro, cerchiamo sempre di migliorarci: dal modo di porci, alle tempistiche, ai servizi sempre aggiornati e studiati su misura del singolo cliente.

Abbiamo immaginato la stessa situazione di prima pensandoci invece prontamente rintracciabili:

0002

Quindi:

  • Il cliente ha una segnalazione da farci
  • Noi siamo rintracciabili e procediamo subito con le verifiche
  • Il cliente è contento e soprattutto è soddisfatto del servizio che ha scelto

E allora ecco che abbiamo deciso di prolungare il nostro servizio operativo; siamo infatti reperibili all’indirizzo support@voipvoice.it:

  • dal Lunedì al Venerdì dalle ore 18:00 alle ore 22:00
  • Sabato dalle ore 09:30 alle ore 11:30 e dalle ore 14:30 alle ore 16:30
  • Domenica dalle ore 09:30 alle ore 11:30

Grazie per l’attenzione,

Roberta Terrasi.

Mi piace organizzare eventi… ma odio organizzarli!

Lo so, è un controsenso e tanti di voi adesso si staranno chiedendo “Ma come puoi odiare qualcosa che ti piace fare?”. Non è affatto semplice spiegarlo e proverò in questo articolo a presentarvi quello che odio del lavoro che faccio, ma che amo profondamente.

Quando si parlmarketing-trends4a di marketing spesso ci si
orienta all’idea di pubblicità, di grafici, di analisi di mercato e numeri. Qua alla VoipVoice non si tratta solo di questo, per noi il Marketing è Creatività, Innovazione, Coinvolgimento, Emozione. Quello che facciamo è cercare di coinvolgere i nostri partner a 360°.

Mi trovo qui adesso a fare un riepilogo di quanto fatto in questi 6 mesi, ma io non voglio parlare di analisi di mercato, né voglio annoiarvi con numeri e formule. Io voglio raccontarvi la parte organizzativa del reparto Marketing, voglio raccontarvi cosa sta dietro agli eventi a cui tanti di voi hanno partecipato. Come ben sapete VoipVoice non si ferma mai, viaggiamo per tutta Italia, presentando i nostri servizi, facendoci conoscere. La nostra agenda è sempre piena di impegni: Workshop, Training, Convention, Fiere e quando sembra che siamo fermi, anche in quel caso siamo attivi al 100% con i nostri Webinar e sui Social Network.

Questo anno siamo partiti con il Botto!

Il primo grande evento che abbiamo realizzato è stata la ConventionRicomincio da Die12804653_1089506521100119_4052201545602988496_nci” per festeggiare i 10 anni di VoipVoice che si è tenuta il 28 febbraio a Modena all’interno di una location di tutto rispetto: il Museo Casa Enzo Ferrari. Quando Simone ci ha comunicato il suo desiderio di realizzare questo tipo di evento, la prima domanda che mi è passata per la testa è stata: “Una Convention? E chi la sa realizzare una cosa del genere? Da dove si parte?”.  Avete idea di quante cose si deve pensare per realizzare una Convention? Era il momento di rimboccarsi le maniche, armarsi di tanta pazienza e voglia di fare e partire.

Primo Step: trovare la Location. Non devi cercare una location, devi cercare LA location. Deve essere inerente al messaggio che vuoi esprimere durante l’evento, deve essere bella, tanto da dare l’effetto WOW! La nostra scelta in questo caso ricadde sul Museo Casa Enzo Ferrari perché volevamo diffondere questo messaggio: come la Ferrari anche la VoipVoice sta crescendo e diventando una grande realtà italiana.

Secondo Step: una volta trovata la location era necessario organizzare TUTTO il resto: badge, cartelline, gadget, flyer, grafica dell’evento, inviti, convenzioni con gli hotel, liste dei partecipanti, sfondi per le foto, roll-up. Io e Martina stavamo affondando fra preventivi e scartoffie da compilare.

Terzo Step: la domanda qua è stata “come vuoi che l’evento si sviluppi?”. Dovevamo decidere l’agenda della giornata e metterci in contatto con il catering, decidere cosa offrire per il pranzo e cosa offrire per il welcome coffee.

Noi abbiamo voluto premiare i nostri Top Partner, per renderli ancora più partecipi, per coinvolgerli emozionalmente in prima persona. La cosa da fare è stata pensare con cosa premiarli e poi far realizzare i premi. Dovevamo lavorare affinché tutto fosse Perfetto! È questo che ci contraddistingue, la ricerca della perfezione. Cerchiamo di essere attenti e precisi in ogni dettaglio in modo tale da far vivere ai nostri partner delle esperienze positive.

Non è stato affatto semplice, ma visti i risultati ne è valsa la pena. La Convention è stata la conferma delle competenze che abbiamo sviluppato in questi anni organizzando eventi.

woman-hand-smartphone-desk-largeDopo questo grande evento abbiamo davvero iniziato a girare tutta Italia organizzando 20
eventi
che hanno visto la partecipazione di un totale di 450 partecipanti. Non crediate che gli eventi realizzati siano stati semplici da organizzare. Per questi tipi di eventi l’organizzazione è del tutto diversa: alcuni di essi sono eventi singoli, ma altri sono tour che toccano fino a 5 città in 5 date diverse.

Cosa fare in questo caso? Rimboccarsi le maniche ed armarsi di tanta pazienza. Anche qua devi seguire degli step.

Primo Step: mettersi d’accordo con il partner o con il cliente con cui o per cui devi organizzare l’evento, definire il format dell’evento e cosa importantissima, definire la o le date, che possano andare bene a tutti, perché alcuni di questi eventi vedono la partecipazione di più brand e trovare un accordo non è sempre facile.

Secondo Step: una volta decise le date parte la ricerca della location. A volte mi sono trovata ad inviare più di 30 richieste di preventivo ad hotel o sale meeting, trovandomi anche a dover parlare con delle persone non troppo socievoli o ad arrivare ad avere richieste impensabili!

Una volta ho richiesto un preventivo per una location su Milano, per un evento che aveva come format la mezza giornata, e mi hanno chiesto un prezzo di 8.000 euro per la sola sala meeting. Vabbé, ho premuto cancella e mi sono fatta una sana risata! Altre volte invece devi chiamare e richiamare più volte, perché alcuni non hanno nemmeno la decenza di risponderti. Devi essere pronta a contrattare, cercando di spillare il prezzo migliore!

Terzo Step: definire l’agenda dell’evento e il titolo. Definire l’agenda dell’evento non è semplicemente informare quando comincia e quando si conclude l’evento. È incastrare alla perfezione tutti i brand partecipanti, in modo tale che ognuno di loro abbia lo stesso tempo di intervento degli altri. Una volta pensato anche a questo puoi pensare all’invito.

Quarto Step: qua di solito siamo nei due giorni precedenti l’evento, il momento del Recall.
Il Recall è l’attività che ti permette di definire in modo preciso il numero di persone che parteciperanno all’evento, è il numero che comunicherai alla location per il servizio di catering. Quando vai a dare il numero definitivo di partecipanti, questo è un consiglio che il pexels-photo-mediummio collega Samuel Lo Gioco mi ha dato quando iniziai a lavorare alla VoipVoice, devi indicare almeno un 15-20% in meno di persone rispetto a quelli che ti daranno conferma. Devi tenere di conto delle persone che all’ultimo non si presenteranno per impegni lavorativi o personali. Quando vai a chiamare i singoli iscritti devi cercare di essere gentile, sorridente e disponibile alle domande che potrebbero fare. Alcuni magari non si ricordano dell’orario di inizio, altri non si ricordano la location. Io quando faccio il recall mi tengo sempre aperta la pagina di invito all’evento, in modo tale da essere pronta e veloce nel rispondere.

Non è detto che gli eventi riescano al 100%. È possibile che il giorno stesso dell’evento le persone che si presentano sono solo la metà di quelle che ti avevano confermato, o anche meno della metà. In questo caso devi fare un veloce Recall, capire chi verrà o no. Non tutti hanno l’accortezza di inviarti una mail per comunicarti che non si presenteranno. Quella è la volta che ti abbatti e pensi di aver sbagliato qualcosa. Cerchi di ragionare sul fatto che molto probabilmente poteva essere sbagliato il giorno e l’orario o che la città scelta fosse meno attraente rispetto ad altre. Sono cose che devi valutare bene, se non vuoi commettere altri errori. Questo è il momento in cui penso: “Eppure ci sono tante cose più semplici e meno stressanti da poter fare, perché continuo a cascarci?”. Io continuo a cascarci perché i risultati positivi sono stati tantissimi di più rispetto a quelli negativi. Vedere il partner o il cliente soddisfatto ti fa dire: “ok, sto facendo la cosa giusta. È quello che voglio fare”.

Poi ci sono le fiere. In questi sei mesi abbiamo partecipato a 7 Fiere. La Fiera è uno di quegli eventi che ti impegna a 360°. Io la vedo come un’arena in cui devi vestire i panni del leone. Non puoi essere passivo ed aspettare che la gente si fermi al tuo stand, devi essere attivo e fare in modo di fermare più persone possibili, perché è così che si creano contatti ed è così che ci si fa conoscere da quante più persone possibili.

voipvoice_premiazione_smauQuello che ci contraddistingue da altri espositori è il sorriso! Ed è per questo motivo e per aver utilizzato un approccio creativo e propositivo nell’attività di coinvolgimento del visitatore e per aver rafforzato la propria partecipazione attraverso l’utilizzo di strumenti di comunicazione innovativi, che siamo stati premiati, per il secondo anno consecutivo, come Best Exhibitor SMAU 2016! Anche per questo tipo di eventi la parte organizzativa è fondamentale e per niente rilassante. Lo stand ha un’importanza fondamentale. Quale posizione occuperai all’interno della Fiera? Quanto il tuo stand sa essere attrattivo? Devi pensare a come poter personalizzare lo stand (nel caso in cui te lo permettono), i roll-up da portare, i gadget da usare. Questo anno, al posto del caffè, serviamo del pop-corn. Abbiamo comprato una macchina professionale per pop-corn e ogni volta che partecipiamo ad una fiera ce la portiamo dietro, in modo da attirare ancora di più l’attenzione nella persona che passerà dal nostro stand. La nostra idea è farci ricordare.

LoGo Orizzontale INSIDE FACTORYAlla quarta tappa del Roadshow SMAU, che si è tenuta a Firenze il 7 e 8 luglio, abbiamo inaugurato Inside Factory, il nuovo Brand powered by VoipVoice.  Inside Factory è frutto di un’esperienza decennale nel campo degli eventi e si propone di essere il nuovo punto di riferimento per le aziende del settore ICT (e non solo) per l’organizzazione di Eventi, Corsi di Formazione, E-Learning e servizi Marketing. Quello che vogliamo fare è unire le competenze acquisite nel corso di questi anni con nuove idee in modo da coinvolgere emozionalmente coloro che si rivolgeranno a noi. Location fuori dagli schemi, Gadget personalizzati, Webinar su misura, Formazione innovativa: queste sono solo alcune delle caratteristiche che contraddistinguono i nostri servizi. Anche qua le energie spese per la realizzazione di questo progetto sono state tante, ma vederne la sua nascita è stata un’emozione grandissima e sono orgogliosa di fare parte di questo nuovo progetto.

Durante questi sei mesi abbiamo poi realizzato 21 sessioni di Webinar, ormai diventati un appuntamento importante e fisso,  che hanno avuto un totale di 2.341 iscritti. Abbiamo avuto la partecipazione di 17 importanti Brand e 12.382 visualizzazioni. Di volta in volta abbiamo trattato sempre nuovi argomenti Open Source, Landing Page e SMS, VoIP e Unified Communications, analisi tecnica su IP-PBX  e FreePBX, approfondimenti tecnici sui vari modem, router e gateway, utilizzo corretto di Linkedin, arte della vendita, essere efficaci sui Social Network, principi base per una corretta Leadership aziendale. Crediamo che formarsi, accrescere le proprie competenze e perseguire le proprie predisposizioni sia di fondamentale importanza, specialmente in un settore, quello ICT, dove i cambiamenti sono veloci e repentini. Per questo motivo abbiamo in programma ancora nuove sessioni di Webinar con temi interessanti.

E, a proposito di futuro, quali saranno i programmi di VoipVoice?

Intanto ci prediamo una meritata pausa estiva, perché è necessario ricaricare le energie per poter dare il massimo!

Ecco alcuni importanti appuntamenti che ci aspettano prossimamente:

Il 25-26-27 ottobre saremo a Milano per la quinta tappa del Roadshow SMAU 2016.

Il 29-30 novembre e l’1 dicembre parteciperemo a WPC 2016, la più grande conferenza italiana sulle tecnologie Microsoft, che si terrà sempre a Milano all’interno dell’NH Centro Congressi Milanofiori.

E poi ancora SMAU nei giorni 15 e 16 dicembre, per la sesta ed ultima tappa del Roadshow che si terrà nella splendida e calorosa Napoli!

TerminplanerInsomma, ancora tantissime cose da organizzare, ancora tanti capelli da perdere! Vedere il cliente soddisfatto cancella però tutto lo stress che può nascondersi dietro l’organizzazione di un evento, lasciando il posto alla felicità, all’orgoglio. E è questo che mi fa amare organizzare gli eventi, il fatto che alla fine, anche con tutta questa fatica e con tutto questo stress, puoi dire di aver realizzato una cosa bella e positiva.

Lo ripeto ancora: io odio organizzare eventi ma amo follemente organizzarli!

A cura di Serena Masoni.

Venti domande a… Alessandro Bertoldi di Elite Academy

La formazione è il suo mestiere: Alessandro Bertoldi lo ha capito subito che, lavorando su se stesso, avrebbe potuto migliorare il suo approccio nel modo di vivere, fare business, relazionarsi con la gente. E così, ha scelto di investire sulle best practices in ambito comportamentale e manageriale. Ne è nata Elite Academy, una scuola di formazione che punta all’eccellenza e che ha appena stretto un’importante collaborazione con Inside Factory, il nuovo brand powered by VoipVoice, fabbrica di idee al servizio del marketing, dell’organizzazione di eventi, workshop, training, convention, fiere, e-learning, corsi di formazione live, webinar e molto altro ancora. Sale in cattedra come docente di Elite Academy anche Simone Terreni, Managing Director VoipVoice e storyteller  che il 13 settembre a Firenze terrà il corso “BeSocial- Le 7 abitudini per essere altamente efficaci sui social network”. Ma torniamo all’ospite di oggi nel nostro angolo del “botta e risposta”. Eterno sognatore, appassionato di regate e SPA, Bertoldi ci parla dell’importanza della formazione portandoci nell’universo di Elite Academy.

foto alex bertoldi1. Chi era Alessandro da piccolo?

Un sognatore.

2. Quali erano le tue aspirazioni, i tuoi sogni?

Avrei voluto fare il politico, poi lavorare nell’azienda di famiglia.

3. Come è nata la passione per la formazione?

A 20 anni ero molto timido e impacciato, mi resi conto che per me era vitale cambiare e migliorare, specialmente nei rapporti interpersonali, così acquistai il primo corso di formazione e iniziai a leggere i primi libri legati all’auto-miglioramento. Era la fine anni ’80.

4. Che cos’è Elite Academy?

L’espressione di una idea imprenditoriale che ha, come obiettivo, quello di diffondere le best practices in ambito comportamentale e manageriale ed è rivolta ai professionisti, commercianti, artigiani e imprenditori che desiderano evolversi e migliorare.

5. Come è nata l’idea dell’azienda?

E’  nata dal cliente che mi ha elevato, negli ultimi 4 anni, come consulente di direzione: si tratta di Andrea Guarducci, Presidente di Enegan Spa che, ottenuti buoni risultati utilizzando alcuni dei nostri suggerimenti, ha deciso di spingermi a realizzare qualcosa di grande, che potesse incidere a livello nazionale sui tanti professionisti e imprenditori che oggi si trovano a operare in un mondo diverso rispetto a quello che hanno conosciuto, qualche anno fa. Un modo che necessita di nuovi ingredienti, per potere continuare a essere vincenti.

6. Dove opera?

Siamo partiti dalla Toscana, a settembre anche sul Lazio e Puglia e, da ottobre, sulla Lombardia. Da gennaio vediamo.

7. C’è stato un momento di svolta nel tuo percorso di vita o professionale?

Vari, ho avuto la fortuna o la necessità di lavorare, come consulente di direzione e formatore, in oltre 400 imprese dal 2002 a oggi. Di certo il cliente Enegan Spa è stato il maggiore punto di svolta, visto lo straordinario sviluppo che hanno conosciuto in un arco di tempo molto breve.

8. Perché fare corsi rivolti alla parte web e social delle aziende?

Per Micro e PMI il Social ed il Web sono l’ occasione per diventare grandi anche se partono da una dimensione locale.

9. Che cos’è la formazione per te?

Una grande opportunità di crescita e PR, non è da sottovalutare infatti, il valore di potere frequentare altre persone che desiderano crescere e migliorarsi.

10. E perché è importante come fattore di crescita e di miglioramento personale e del fatturato?

Aumentate competenze manageriali e comportamentali oggi sono i fattori che differenziano le imprese desiderose di produrre maggiori utili.

11. Cosa fai nel tempo libero?

Amo la mia famiglia, correre, le SPA e partecipare a qualche regata.

12. Una cosa indispensabile per te?

Sentirmi libero di scegliere chi frequentare, come vivere e di garantire il tenore di vita che ritengo opportuno a me e alla mia famiglia ed ai miei collaboratori.

13. Cosa ti rende felice ?

Aiutare le persone a crescere, decidere come vivere.

14. E cosa invece ti fa arrabbiare?

Me stesso quando non sono efficace nel portare a termine quanto ho previsto.

15. Ti saresti mai immaginato nel ruolo che ricopri oggi?

Da bambino si, immaginavo di avere un ruolo che prevedesse la gestione di persone e aree di business.

16. Dove ti vedi fra cinque anni?

Immagino di sentirmi ancora più libero di scegliere la mia vita, con un business che produce risultati anche in mia assenza, grazie all’efficace lavoro del mio staff e dei miei soci.

17. Torniamo al lavoro; aneddoti o casi di successo nei quali la formazione ha giocato un ruolo centrale nel risultato di un’azienda?

Enegan Spa è il caso più evidente, da 0 a 180ML/€ di fatturato in sei anni.

18. A cosa si deve la collaborazione con Inside Factory e con Simone Terreni?

Alla capacità di Simone di saper fare efficaci PR, utilizzando le nostre conoscenze comuni.

19. Quali sono le prossime attività di Elite Academy?

Apertura delle sedi formative di Roma, Bari e Milano, ma anche avviare l’attività di consulenza aziendale presso i clienti che richiedono il nostro intervento, creare la nostra rete di “Sviluppatori d’Impresa”, consulenti dedicati all’imprenditore, al supportarlo nelle corrette scelte legate alla formazione e consulenza d’impresa, mirate alla organizzazione, alla valorizzazione delle RU, alla gestione del Business.

20. Un obiettivo che ti sei dato per questo 2016?

Chiudere il primo anno fiscale senza debiti e con utile pre tasse di almeno il 10%, essere riconosciuti sul mercato come una delle aziende di riferimento in ambito formazione. E poi mettere in aula almeno 2.000 persone negli otto mesi di lavoro che abbiamo avuto a disposizione, creare le basi per realizzare  un grande evento formativo da svolgersi a marzo 2017: un evento mai svolto in Italia, del quale per il momento non parlo. Ma che sarà di certo ricordato come “differente e unico!”

Basta poco, a volte, per farsi capire un po’ meglio. Per scacciare via la timidezza, o al contrario sciogliere la freddezza che ci impedisce di trovare la formula giusta di comunicazione. Per riuscire ad essere chiari, efficaci e d’impatto quando ci si presenta, ci si racconta o si vende il proprio brand. Nulla però è scontato, e Bertoldi ce lo ha spiegato bene. Nella vita non si finisce mai di imparare, no? Seguire un corso di life management o, ad esempio, uno di comunicazione strategica non è altro che farsi un regalo. Cercare una guida, una regola utile da seguire nella vita così come nel lavoro; quel trucco, quel segreto che ci permette di migliorarci, sentirci a nostro agio nei confronti del mondo…e di noi stessi. Che è la cosa che conta di più.

Intervista a cura di Ylenia Cecchetti

CONTATTI

Elite Academy Srl
Via Spartaco Lavagnini, 20
50129 Firenze

Telephone:+39 342 5906461
E-mail: [eventi@elite-Academy.it]

Tutto è movimento: il salto!

“Volo! Zorba! So volare!” strideva euforica dal vasto cielo grigio. L’umano accarezzò il dorso del gatto. “Bene, gatto. Ci siamo riusciti!” disse sospirando. “Sì, sull’orlo del baratro ha capito la cosa più importante” miagolò Zorba. “Ah sì? E che cosa ha capito?” chiese l’umano.
“Che vola solo chi osa farlo” miagolò Zorba.

[Luis Sepulveda, Storia di una Gabbianella e del Gatto che le insegnò a volare]

Vi è mai capitato di buttarvi? Di fare un salto nel vuoto, prendere decisioni che agli occhi degli altri sembrano assurde, seguire il proprio istinto, fidarsi di una sensazione.

Per la prima volta nella mia vita, io l’ho fatto. E ho volato.
me

Mi chiamo Martina Giacomelli, ho 29 anni e da novembre 2015 sono Account Manager della VoipVoice. Il mio salto nel vuoto è stato quando di punto in bianco, un lunedì mattina, ho lasciato un posto sicuro per entrare in quella che ora è anche la mia azienda, la mia famiglia lavorativa. Questo lavoro l’ho fortemente voluto. Credevo di essere la persona giusta per la VoipVoice e la VoipVoice l’azienda giusta per me.

 

Ma non l’ho saputo fin dall’inizio.

Dopo una laurea in Studi Internazionali, un passato come addetta stampa, giornalista e speaker radiofonica, da un giorno all’altro mi sono ritrovata senza lavoro, ma con una grande passione: la comunicazione. Ho frequentato corsi di formazione, fatto colloqui, inviato CV. Niente. Nessun’azienda del territorio o dell’hinterland fiorentino cercava qualcuno “come me”. Ho più volte valutato la possibilità di trasferirmi ma, orgogliosa e testarda, non volevo gettare la spugna, qui c’erano la mia famiglia e i miei amici. Diventava fondamentale reinventarsi. Spinta da un’amica, decisi di partecipare alla seconda edizione della Bussola del Lavoro organizzata dal Comune di Empoli, avrei fatto colloqui per diverse postazioni di lavoro, anche se non erano esattamente per “il mio ruolo”.

Lì ci fu il mio primo contatto con la VoipVoice, esattamente un anno fa. “Hai firmato il tuo CV per il trattamento dei dati personali?” non mi ero ancora seduta che Samuel già mi aveva ripreso. “No scusi, lo faccio subito.” “Devo andare a spostare la macchina, mi scade il parchimetro.” lo seguì subito dopo Luigi. “Cominciamo bene – pensai dentro di me – guarda questi come sono interessati..”. Dopo una chiacchierata di circa quindici minuti mi rialzai con la convinzione che non mi avrebbero mai richiamata.

Il tempo mi ha smentita.
Dopo circa due mesi ho ricevuto infatti la telefonata che mi invitava ad andare a conoscere Simone, l’amministratore delegato della VoipVoice, lui mi avrebbe presentato le posizioni per le quali potevo candidarmi. Era un colloquio alla cieca ed io avevo da poco iniziato a lavorare per un’altra grande azienda, ma in quel nuovo ruolo non mi sentivo valorizzata, non ero felice. Dentro di me c’era una vocina che continuava a ripetere “vai, non rifiutare un’opportunità, che hai da perdere?!”. Cos’altro avrei potuto fare? Mi sono presentata al colloquio.

Man mano che parlavo con Simone e lui mi descriveva il tipo di persona che stava cercando, io mi interessavo sempre di più: le parole entravano dentro di me e mi colpivano, riflettevano il mio pensiero, riflettevano quello che stavo da tempo cercando. Uno “schiaffo” in pieno volto che mi ha risvegliata. Non dovevo accontentarmi del lavoro che stavo facendo, se io non ero felice dovevo cambiare, non dovevo rimanere lì solo per soddisfare gli altri, per il semplice fatto di dover essere una brava ragazza. Io dovevo diventare una brava professionista!

Volevo far parte della VoipVoice. Ho lasciato il lavoro che avevo e ho fatto il percorso di selezione, test e formazione e poi ancora un test.

Il primo giorno, tanto ero emozionata e contenta, mi sono presentata alla riunione con Simone e Luigi, il mio responsabile di reparto, senza un blocco, senza una matita. “E dove li segni te i tuoi obiettivi?”. “Eh?”.

Reparto CommercialeGià, obiettivi. Alla VoipVoice si lavora per obiettivi, che devono essere S.M.A.R.T. per inciso. Si lavora sapendo di avere obiettivi personali, di reparto e di squadra. Si lavora perché siamo fortemente attaccati all’azienda. C’è cura e premura.

Alla VoipVoice ho trovato persone che si sono messe a mia disposizione, mi hanno dato dei consigli, mi hanno insegnato a rapportarmi con i partner, come impostare una telefonata, come seguire le procedure e le metodologie, a lavorare insomma.

ragazzeOgnuno di loro, con il proprio carattere e professionalità, mi ha permesso non solo di affacciarmi dentro una nuova realtà, ma di sentirmi parte attiva di questa realtà, di sentirmi viva.

smauSono stata inserita fin da subito in un mondo nuovo, quello delle telecomunicazioni e dell’ICT. Dopo circa due settimane dal mio ingresso ho avuto modo infatti di partecipare alla tappa conclusiva del Roadshow SMAU 2015 a Napoli: incontrare professionisti, esperti di settore, vecchi e potenzialmente nuovi partner è stato affascinante e formativo.

teamMa l’evento più importante a cui sono felice di aver contribuito è sicuramente la Convention dei Dieci Anni della VoipVoice che si è svolta a febbraio al Museo Enzo Ferrari di Modena. A quell’evento erano presenti i partner storici, i produttori e i distributori, le persone che hanno contribuito a rendere la VoipVoice l’azienda che è oggi. La sensazione più bella è stata percepire il duro lavoro che è servito ad arrivare fino a quel momento, le emozioni trapelavano negli occhi e nelle parole di tutti e io lì mi sono sentita parte di una squadra, di un gruppo.

“Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita.” recita un aforisma di Confucio.

Non credevo che avrei trovato un lavoro che permettesse di dare voce alla mia persona, di esprimermi, di mettermi in gioco e soprattutto di crescere come professionista. Un lavoro che mi desse energia e che sfruttasse allo stesso tempo la mia, di energia.
Bisogna custodire dentro di sé un sogno, un progetto, un’ambizione: quando sarà il momento, salterà fuori e si presenterà con forza, ma dobbiamo avere il coraggio di scegliere e la follia di buttarci! La vita è a colori.

Intervista a Cristian Manoni, CEO di Nethesis

Primo maggio, festa del lavoro e dei lavoratori. Ma l’angolo delle interviste-  uno spazio speciale che a breve tornerà ricco di novità, ma per adesso non sveliamo di più- non riposa. E approfitta, anzi, proprio di questa giornata per celebrare chi della passione e della determinazione…ne ha fatto un mestiere. Come? Lo abbiamo chiesto al protagonista di oggi, Cristian Manoni, Ceo di Nethesis che nata 2003 rappresenta oggi uno dei principali attori della scena Open Source italiana.

manoni

Qualche domanda per conoscerti meglio. Quale è stato il percorso che ti ha portato in Nethesis? Da dove sei partito?

Mi sono laureato in ingegneria informatica a Bologna nel ‘97, con l’idea di partire subito assieme ad alcuni amici nel tentativo di trasformare la nostra passione per l’informatica in un mestiere. L’idea ha seguito percorsi diversi da come me li ero immaginati, ma assolutamente utili e importanti per la mia crescita. Dopo alcuni anni passati in TeamSystem, improvvisamente e inaspettatamente l’idea originale ha preso corpo con 2 nuovi amici e una sfida esaltante: semplificare e standardizzare progetti Open Source complessi, per creare prodotti alla portata di tutti, in un modello di business orientato al canale. Così nel 2003 con Filippo e Luca abbiamo creato Nethesis.

Quali erano le tue aspirazioni? Se non in questo settore, in che ruolo ti saresti immaginato?

Mi sarebbe piaciuto insegnare. L’insegnamento è un lavoro difficile ma bellissimo. Hai di fronte persone con cui metterti costantemente in gioco. L’insegnamento non è mai unidirezionale, non è passare una serie di nozioni, per quello basta leggere un libro. E’ un percorso, che porta sia il professore che l’alunno dove non immaginavano prima. Anche nel mio lavoro, incontrando tante persone a cui raccontiamo quello che facciamo, facendo presentazioni in università e scuole, corsi tecnici e commerciali… questo aspetto è assolutamente presente e la cosa mi diverte molto.

Tre qualità indispensabili nel tuo lavoro

Predisposizione a collaborare, apertura mentale, intraprendenza. Tutto ovviamente con tanta tanta passione per quello che si fa.

Se non sbaglio Nethesis è proprietaria della Community Open Source Netserver. Com’è nata l’idea di aprire una Community?

Nella domanda c’è un grave errore! Una Community per definizione non ha proprietari. Nethesis l’ha pensata e avviata, oggi è probabilmente il principale sviluppatore e sponsor, ma tutto è aperto e disponibile a chiunque. La Community è di chi la usa e contribuisce a farla crescere. L’Open Source stravolge le leggi della fisica. Ad esempio, III legge della dinamica “Ad ogni azione corrisponde una reazione pari e contraria”, con l’Open Source non è vero!  Condivisione idee, confronto, contributi, sviluppo, documentazione, test, visibilità, diffusione mondiale… quello che otteniamo dalla Community è enormemente di più rispetto a quello che diamo! Tornando alla domanda, i primi anni Nethesis ha usato, integrato e contribuito a distribuzioni linux e progetti Open Source esistenti, fino ad accorgersi nel 2010 che i tempi erano maturi per avviare una distribuzione unica come base open di tutti i nostri prodotti. Da qui NethServer. Come molte delle cose che facciamo la decisione è stata presa a tavola, durante un Camp aziendale sull’Appennino marchigiano.

Qual è il vantaggio che l’Open Source può offrire al mercato enterprise?

In parte ho risposto nella domanda precedente, non siamo noi a dirlo, ma tantissime ricerche internazionali (la più famosa North Bridge e Black Duck http://www.slideshare.net/blackducksoftware) che riporta i 3 motivi per cui si usa l’Open Source: 1 qualità, 2 completezza funzionale, 3 apertura e flessibilità. Ancora più interessanti sono i 3 vantaggi principali, nell’ordine: Assenza di vincoli del vendor, qualità, facilità di customizzazioni e fix. Abbiamo detto tutto. Dire che è free è probabilmente la cosa più sbagliata e soprattutto meno interessante.

Una caratteristica che risalta nella realtà di Nethesis è il suo modello di business, con un focus prevalentemente orientato, dalla parte commerciale a quella operativa, al “servizio”. Naturalmente oggi è stata una carta vincente, ma da dove nasce questa scelta?

Questo è il modello di business tipico dell’Open Source. Il valore non è l’oggetto ma l’uso che il cliente ne fa, il problema che risolve o il modo in cui migliora il modo di lavorare. Faccio mio un esempio di RedHat che paragona l’Open Source all’acqua. Ovviamente questa è gratis ed è un bene comune. Nonostante ciò la signora Maria continua ad acquistare una bottiglia d’acqua che venga consegnata a casa, che riporti sull’etichetta la provenienza e la composizione chimica, che sia addizionata con anidride carbonica, certificata come potabile….

Perché un System Integrator o Installatore deve cambiare il suo modello di business dove compra e rivende l’HW per sposare, come nel vostro caso, quello dei servizi?

La logica con cui ci muoviamo nel canale è win-win. Vinciamo se il partner vince. Mi spiego meglio: il nostro obiettivo non è vendere qualcosa al partner, Nethesis è un abilitatore di mercato, che fornisce strumenti affinchè il partner possa vendere servizi ai propri clienti. Se lui vince noi vinciamo. Spesso incontriamo partner che hanno smesso di fare gli imprenditori e si sono trasformati in responsabili acquisti, il cui unico obiettivo è quello di ottenere un punto percentuale in più di sconto nell’acquisto… Noi vogliamo lavorare con imprenditori, ai quali dare strumenti per ampliare il proprio mercato e soprattutto ricevere feedback per crescere insieme. Questa è la nostra idea di partnership bidirezionale.

Modena: Convention Ricomincio Da Dieci. Cosa ti sei portato dietro da quella giornata?

Una bella emozione, contagiosa. Bello vedere che ci sono tanti compagni di viaggio e sognatori come noi, che credono in quello che fanno e lo fanno con una sana passione.

Domanda di rito: cos’è per te il VoIP?

Il VoIP è uno degli esempi più belli ed efficaci di tecnologia disruptive. Si continua a “telefonare”, ma la comunicazione diventa unificata e, come ci piace raccontare ultimamente, smart.
Il VoIP in quanto tecnologia non ha valore in sé, ma è stato l’enabler di tanti servizi impensabili prima. Il VoIP ha liberato la fantasia di chi aveva qualcosa da dire. E siamo solo all’inizio….

E anche per questa volta, possiamo dirlo: missione compiuta. Cristian ci ha presi per mano e guidato nel suo mondo, condividendo con noi un po’ del suo trascorso, la sua visione e la sua esperienza nel settore dell’ICT. Professore mancato? Sognatore attento? Lavoratore appassionato! Di quelli che, oggi più che mai, hanno davvero molto da dire, e da insegnare.

ECCO I PROSSIMI EVENTI CON NETHESIS:

SHARE2GROW PALERMO 12 MAGGIO

SHARE2GROW CATANIA 13 MAGGIO

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti-

 

Intervista a Alberto Orsenigo, Sales Manager divisione Pro di Gigaset Italia

Pragmatico e schietto, come ama definirsi lui stesso. E’ un veterano nel mondo della telefonia, ma nonostante vanti 20 anni di esperienza nel settore nutre ancora la forte ambizione di crescere. Perchè di imparare, non si smette mai. E non è retorica. Non ha peli sulla lingua, Alberto Orsenigo; anche lui è caduto nella rete delle nostre interviste. Pillole di vita, lavoro e curiosità  del Sales Manager divisione Pro di Gigaset Italia,  società tedesca leader di mercato in Europa per la vendita e la produzione di cordless.

VDC_6486Facciamo un salto indietro nel tempo. Quali erano le tue aspirazioni da piccolo?Quale è stato il percorso che ti ha portato in Gigaset? E come ti sei affacciato al mondo dell’ICT?

Come spesso accade sono approdato nel mondo delle telecomunicazioni quasi per caso. Dopo il diploma in elettronica, decisi di proseguire gli studi e mi iscrissi alla facoltà di ingegneria aeronautica… ho sempre amato gli aerei e il volo in generale… ma la voglia di studiare a vent’anni era sicuramente meno di quella che ho oggi. Quindi mollai subito. Finito l’anno di leva iniziai a lavorare per una società con un portafoglio prodotti abbastanza variegato ma orientato al mondo degli installatori telefonici. E da lì, ormai vent’anni fa, è iniziato tutto.

Ti saresti mai immaginato nel ruolo che ricopri oggi?

Si e no. Nel senso che non ho mai dato troppa importanza al “ruolo” quanto alla possibilità di fare quello che mi piace, ovvero lavorare con gli installatori. Anche se oggi si chiamano Var o System Integrators , a me piace ancora chiamarli così.  La mia vera ambizione è imparare da loro ogni giorno. Il rapporto con gli installatori è continuo e continuare a crescere è il mio vero obiettivo.

Tre aggettivi che ti contraddistinguono

Sicuramente testardo, molto pragmatico e a volte troppo schietto.

Tre qualità indispensabili nel tuo lavoro

Massima disponibilità, totale trasparenza e imparare a dover di dire di no. Sembrano scontate, ma il mio lavoro non è vendere, piuttosto creare un rapporto con il cliente. Convincerlo a fidarsi di te e delle soluzioni che potrebbero migliorare il suo business. E se non c’è fiducia dal subito, non si va lontano. Ecco perché a volte è necessario dover dire di no. È più costruttiva una sana discussione che un falso servilismo.

La Germania, tra carriera e amore, era proprio scritta nel tuo destino…

Direi proprio di si, e ne sono felice. Ma guai a chi mi tocca il tricolore!

I punti forti della tua azienda?

Il primo, di sicuro è l’essere “made in Germany”. Sinonimo di qualità e affidabilità. Siamo rimasti uno dei pochissimi produttori che costruiscono le proprie soluzioni in Europa. E poi, la continua ricerca di innovazione. Prendi per esempio il nostro telefono IP Maxwell 10”. Siamo stati i primi a lanciare sul mercato un telefono IP con protocollo SIP basato su Android e con un display touch da 10 pollici.

Raccontaci un aneddoto o un ricordo particolare legato alle tue giornate in Gigaset

Ovviamente i ricordi più divertenti non si possono raccontare… scherzi a parte, nonostante l’età media sia un po’ più alta di quella di VoipVoice, uno degli aspetti che mi piacciono di Gigaset è il poter lavorare in un ambiente molto giovanile e informale.

Quali sono le differenze fra il mercato internazionale e quello italiano in questo campo?

Come Gigaset, in ambito business, stiamo cercando di avere un approccio europeo e non legato alla singola country. Le esigenze delle aziende sono più o meno simili in Francia in Germania o in Italia. Così come lo sono i problemi del mercato, anche se in altri paesi c’è forse un minor numero di competitors. Una delle maggiori differenze che si è evidenziata l’anno scorso è stato il tasso di crescita. I paesi del sud Europa come ad esempio Italia e Spagna,  sono cresciuti tanto rispetto ad altri paesi. E questo vuol dire che siamo sulla strada giusta per recuperare terreno. A volte basterebbe un pochino meno di pessimismo…

Quali sono le prossime novità che confermeranno la vostra posizione sul mercato?

Per quanto riguarda i cordless, abbiamo recentemente presentato il nostro modello di punta SL750H pro e altri nuovi modelli arriveranno sia in ambito pro che in ambito retail.   Stiamo lanciando invece proprio in questi giorni la nuova linea di telefoni IP SIP della famiglia Maxwell. I primi ad affiancare Maxwell 10” saranno Maxwell Basic, il nostro modello entry level ma già equipaggiato di doppia porta in Gbit, e Maxwell 3” con display a colori da 3,5” e bluetooth. A seguire arriveranno altri modelli che completeranno la gamma e che permetteranno di sfruttare tutte le funzionalità delle nostre centrali telefoniche T440 e T640 basate su Asterisk. La nostra soluzione di UC e altre novità arriveranno nella seconda metà dell’anno. Il 2016 sarà un anno intenso ma ci permetterà di consolidare il brand Gigaset nel mercato professionale e di raggiungere altri importanti traguardi.

Una tua considerazione di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT.

Qualche anno fa era molto più semplice fare previsioni a medio lungo termine in ambito “telefonia”. Oggi 5 anni sono tanti. Sicuramente si assisterà ad un consolidamento del VoIP non solo al livello di connettività ma, soprattutto, a livello del parco tecnologico installato. Ormai il SIP la sta facendo da padrone e questa tendenza continuerà nei prossimi anni. Anche tutte le soluzioni che possono essere accorpate sotto al titolo “Unified Communication” sono ormai una realtà e sempre più diffuse in ambito aziendale. Il difficile è quantificare il tasso di adozione di soluzioni IoT all’interno dell’ambito aziendale. Ci sono e ci saranno sicuramente soluzioni che verranno mutuate dall’ambito consumer. E qui troviamo un altro punto di forza di Gigaset, ovvero l’essere sempre al passo con i trend del mercato.

Prima della domanda di rito torniamo a Modena: Convention VoipVoice Ricomincio Da Dieci. Cosa ti sei portato dietro da quella giornata?

La conferma che una squadra di giovani non avrà tanta esperienza ma ha sicuramente tanta tanta voglia di fare. E questo si traduce in risultati importanti e tangibili. E poi devo ammettere che ho provato anche una punta di orgoglio. Essere stato invitato e premiato insieme a tanti altri amici del settore, poter “respirare” tutta l’azienda, mi ha fatto sentire in qualche modo parte del vostro successo.

Ecco la domanda di rito: cosa è per te il VoIP?

Il presente e il futuro delle telecomunicazioni

Intervistiamo Alberto in pieno clima “Be PRO- Partner Reaching Opportunities”.  Un evento dove Gigaset  e VoipVoice oltre a rinsaldare una partnership storica hanno affrontato insieme temi e argomenti attuali del mondo IP… con uno sguardo attento alle esigenze del mercato italiano.

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti-

 

Diario di bordo: Dieci anni di VoIP, dieci anni di noi

27 febbraio 2016, Modena, presso il Museo Enzo Ferrari

Silenzio in sala, le luci si spengono.
Gli sguardi si illuminano,  l’atmosfera  si fa intensa ed è un mix di emozioni. Ha inizio il film dei primi 10 anni di VoipVoice. Tutto intorno auto da brivido, pezzi d’epoca e da collezione che tolgono il fiato e regalano un tocco di magia in più. Oltre cento persone sono arrivate a Modena da tutta Italia e dall’estero per la nostra prima Convention aziendale. Sono arrivate per noi, per festeggiarci e per ascoltare quello che ci aspetterà nel prossimo futuro. Una storia italiana la nostra, che con quella di Enzo Ferrari – e lo diciamo senza presunzione –   ha davvero tanto in comune. E’ per questo che per tagliare un traguardo così importante abbiamo scelto di raccontarci nel tempio della velocità, dell’eleganza, della potenza. Una location esclusiva che rispecchia in pieno lo spirito che ci ha portato fino a qui. Sfide, sacrifici e scommesse vinte. Tra Testarossa fiammanti e modelli da red carpet, anche noi abbiamo avuto il nostro momento di gloria. E’ stata una giornata  all’insegna dell’emozioni e dell’energia, siamo tornati alle origini per guardare, poi, con ottimismo al domani. All’inizio VoipVoice era “solo” un progetto ma tanto ambizioso, un’idea vincente  che aveva bisogno di coraggio e determinazione per prendere forma nel tempo. Osare sempre, sognare, ce lo insegna Ferrari. Ci insegna che i sogni spesso sono contagiosi, e mai affermazione è stata più vera. E’ un mantra. Il nostro. A Simone Terreni, Manager Director VoipVoice, il compito di rompere il ghiaccio e allentare la tensione:  ci riporta indietro a quello strano anno, il 2006, quando stretti in uno sgabuzzino “si pensava in grande  credendo che un giorno saremmo diventati grandi davvero”. Tra un video e l’altro si ripercorrono le tappe di dieci anni di VoipVoice, i soci storici accanto alle nuove leve sul palco raccontano il proprio lavoro, a ognuno la sua storia che si intreccia indissolubilmente con quella dell’azienda. E’ il cuore che parla e l’emozione è difficile da contenere, ma va bene così. Perché non ci sono soltanto i numeri a fare la differenza. Prima delle premiazioni ancora un momento per gli aneddoti e i ricordi che ogni membro della “famiglia” ha cuciti addosso. Sorrisi ed entusiasmo, questa è la ricetta segreta. E intanto l’azienda cresce alla velocità di una Ferrari, e guarda al futuro. Il domani è già qui, per un obiettivo raggiunto ce ne sono altri cento da perseguire. C’è Inside Factory, il nuovo brand che VoipVoice lancerà, da inaugurare, e molto altro che scopriremo nei prossimi mesi. Le auto rosse dal cavallino rampante sono state la cornice perfetta per questa  festa, “il miglior modo per augurare a tutto il nostro settore e alle persone che ogni giorno lavorano con noi di essere sempre più veloci e mettere ancora più passione in quello che facciamo”. Velocità e voglia di innovarsi per vincere le prossime sfide che ci aspettano. Cento di questi giorni a VoipVoice.
Ricominciamo da noi, ricominciamo da qui.

Ylenia Cecchetti

Sotto, istantanee della nostra giornata:

_DSC1750 _DSC1965 _DSC2136 _DSC2255 _DSC2263 _DSC2317 _DSC7088 _DSC7155 _DSC7314 _DSC7326 _DSC2868

La Convention VoipVoice si è svolta presso il MUSEO ENZO FERRARI.
Ringraziamo tutto lo staff del Museo per l’ospitalità, la professionalità e la gentilezza con cui ci ha permesso di fare un grande evento per festeggiare il nostro compleanno.
Credits: photo by Andrea Corridori

Carpe Diem di Serena Masoni

RSerenaobin Williams nel celebre film L’Attimo Fuggente diceva: “Carpe Diem. Cogliete l’attimo, ragazzi. Rendete straordinarie le vostre vite.”
Mi chiamo Serena Masoni, ho 26 anni e da luglio 2015 sono la New entry del team VoipVoice. Mi occupo del reparto Marketing insieme a Samuel Lo Gioco.

Oggi vorrei raccontarvi qual è stato il percorso che mi ha portata fino a qua.
Ad Aprile mi sono laureata in Scienze della Comunicazione, presso l’Università di Firenze.  Appena concluso il percorso di studi la mia prima domanda è stata: “E Adesso?”. La mia paura più grande era quella di non riuscire a trovare il lavoro per cui avevo studiato.                                 Non mi sono buttata giù e sono partita da qualcosa che in un certo senso poteva essere vicino al mio percorso di studi.

La mia esperienza lavorativa parte con il Servizio Civile Regionale, nel Comune in cui abito. Questo mi ha permesso di rapportarmi con diverse persone, capire le dinamiche del rapporto comunicativo fra la Pubblica Amministrazione e i Cittadini, ma mancava qualcosa.
Sono stata contattata da Simone Terreni che mi ha chiesto di mandargli il mio curriculum.   Non me lo sono fatto ripetere due volte! Ho fatto il colloquio. Simone cercava una persona da inserire nel reparto Marketing, quale occasione migliore?                                                                 Mi sono detta: ”Serena, cogli l’attimo!!!”.                                                                                                   I miei genitori mi hanno sempre detto che i treni giusti passano una vola sola e che non puoi farteli scappare, perché potresti pentirtene.

Ho iniziato facendo il corso di formazione. Il primo giorno ho pensato: ” Ma cos’è questa roba?”. Il VoIP, un mondo a me sconosciuto! Chi l’avrebbe mai detto che sarei entrata in questo campo?Una volta finito il corso è arrivato il momento di fare ciò per cui  sono stata chiamata!

Il mio lavoro, e qua cito l’articolo di Samuel, La teoria dell’Armadio, è “analizzare il mercato foca
lizzando una posizione precisa, mettere in pratica una strategia di marketing per poi pianificare insieme al team
”.

All’inizio non è stato semplice, tante cose nuove e poco tempo per impararle tutte.

Pensi di uscire dall’Università ed essere pronto, ma alla fine puoi sapere quali sono le regole che determinano un tipo di comunicazione, puoi sapere quali sono le tecniche di marketing più efficaci, ma quello che ti manca è la pratica. All’inizio ero un disastro. Ho fatto tantissimi errori, ho avuto paura che forse non fosse il lavoro adatto a me. Ho messo in discussione tutto quello fatto in tre anni di facoltà. Ho sempre strinto i denti, tenuto duro, sempre con il sorriso sul volto.

Quando poi ho cominciato a vedere i primi risultati positivi, a potermi muovere da sola e riuscire positivamente a fare le cose che mi venivano richieste, allora ho capito che l’impegno messo non è stato vano e che sì, può essere la strada giusta, è il lavoro che voglio fare! Forse è stato davvero giusto salire su quel treno.

VoipVoice è una grande famiglia e io sono felice di farne parte!

-Serena Masoni-

Nota: Per qualsiasi informazioni il reparto Marketing e Serena Masoni sono disponibili dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00 contattando il n. 0550935400. Altrimenti scriveteci al indirizzo mail marketing@voipvoice.it.