Archivi tag: marketing

Play With VoipVoice!

Penso che la gamification sia semplicemente il riflesso del nostro innato desiderio, in quanto umani, di venir riconosciuti.

Dave McDermott, Direttore vendite, Kelly Services.


Conoscete il termine Gamification?
Con questo termine si intendono quelle soluzioni o strategie che utilizzano le dinamiche dei giochi o dei videogiochi per creare soluzioni in grado di creare un vantaggio per le aziende e per i brand.

Il termine Gamification è stato introdotto per la prima volta in pubblico nel febbraio 2010 da Jesse Schell, un famoso game-designer americano, alla “Dice Conference” di Las Vegas.

Il principio base che sta alla base di questa strategia di marketing è quello di utilizzare le dinamiche e meccaniche del gioco:

  • Punti
  • Livelli
  • Ricompense
  • Distintivi
  • Doni

per stimolare alcuni istinti primari di un essere umano: competizione, status sociale, compensi e successo.

Gli obiettivi della Gamification sono molti tra i quali:

  • Fedeltà
  • Creare Reclutamento
  • Divertire e Coinvolgere

Sono tantissime le aziende che hanno applicato il principio della Gamification per creare engagement; Heineken, per esempio, è uno dei brand che più si avvale di queste tecniche per il
successo delle sue campagne pubblicitarie. Nel 2014 ha lanciato Crack The US Open,
campagna che assegnava i biglietti gratuiti per il torneo di tennis con una sorta di caccia al tesoro su Instagram. Il gioco consisteva nel trovare gli indizi, da reperire grazie ad appositi indovinelli, in un mosaico in cui apparivano gli spettatori particolari e stravaganti del torneo. Un “Indovina Chi” virtuale che ha portato il 20% di follower in più sulla pagina.

Altro esempio è quello relativo al brand Coca-Cola. Nel 2011 uscì il gioco online The Impossible Man, in cui, chi superava diversi livelli del digital game e portava con sé più amici sul sito web per farli iscrivere e giocare, poteva vincere i premi in palio.

Anche VoipVoice, come tantissime altre aziende, utilizzano la tecnica della Gamification come fonte di engagement e di fidelizzazione del Partner. Il nostro gioco è molto semplice: abbiamo creato 8 Badge o distintivi che corrispondono ad un determinato livello da raggiungere. Ogni volta che un nostro Partner raggiunge un determinato livello passa di badge e questo gli permette di avere una serie di Benefit o premi.

Ma quali sono le regole del gioco?                                                                                                       Ogni nostro Partner ha una scheda che riporta il numero di clienti attivi e le variazioni di Badge fatte durante l’anno. Il calcolo dei Badge lo facciamo in base al numero dei clienti che hanno attivato nuove numerazioni VoIP o nuovi servizi ADSL. In caso di Subentro o di Clienti già presenti nella scheda Partner il numero rimane invariato. Nel caso, invece, di una disdetta totale dei nostri servizi il numero va a calare e il Partner può tornare al precedente Badge.

Le regole le abbiamo capite, adesso andiamo a vedere quali sono i Benefit per ognuno di questi badge.


Primo Livello: NEWBIE                                                                        

Si diventa Newbie quando si stipula il primo contratto con VoipVoice.

BENEFIT:

  • Inserimento nel nostro Database Partner
  • Inserimento nella nostra Mailing List
  • Inserimento della notizia della nuova partnership all’interno dei nostri Social Network
  • Supporto Tecnico e Commerciale
  • Analisi di fattura e documentazioni dei clienti gratuite
  • Test Gratuito per ogni cliente del Partner comprensivo di una settimana di traffico VoIP
    illimitato

Secondo Livello: JUNIOR

Si diventa Junior quando si raggiunge il primo cliente contrattualizzato.

BENEFIT:

  • Listino VoIP Partner, come offerta dedicata
  • Erogazione delle Provvigioni

Terzo Livello: SENIOR

Si diventa Senior quando si raggiungono i tre clienti contrattualizzati

BENEFIT:

  • Accesso all’Area Riservata di VoipVoice,
  • Attivazione della scontistica degli accordi quadro con i Distributori
  • Attivazione dei benefit con Segreterie Telefoniche e Segreteria VoIP.

Quarto Livello: CERTIFIED

Si diventa Certified quando si raggiungono i cinque clienti contrattualizzati.

BENEFIT:

  • Pubblicazione sul nostro sito nella sezione Rivenditori
  • Segnalazione dei clienti in base all’area geografica
  • Omaggio VoipVoice

Quinto Livello: EXPERT

Si diventa Expert quando si raggiungono i dieci clienti contrattualizzati.

BENEFIT:

  • Applicazione del nostro miglior listino
  • Assistenza prioritaria
  • Materiale Marketing VoipVoice

Sesto Livello: DOCTOR

Si diventa Doctor quanto si raggiungono i venti clienti contrattualizzati.

BENEFIT:

  • Aumento delle provvigioni
  • Bonus  spendere in attività Marketing di Inside Factory
  • Gadget VoipVoice
  • Premio

Settimo Livello: PROFESSOR

Si diventa Professor quando si raggiungono i cinquanta clienti contrattualizzati.

BENEFIT:

  • Aumento delle Provvigioni
  • Bonus per le attività Marketing di Inside Factory
  • Viaggio Premio

Ottavo Livello: SUPERSTAR

Si diventa, infine, Superstar quando si raggiungono i 100 clienti contrattualizzati.

BENEFIT:

  • Bonus da spendere nelle attività Marketing di Inside Factory
  • Viaggio Premio all’Estero

Non è semplicemente voler seguire una moda o voler cavalcare l’onda. Per noi questo è uno strumento che permette di far crescere i nostri Partner e allo stesso tempo ci aiuta a crescere.

Che dire?!

PLAY WITH VOIPVOICE!

 – Serena Masoni –

Il sorriso di Fahlman, l’inventore delle Emoticons

“Suggerisco di utilizzare la seguente sequenza di caratteri come indicatore di uno scherzo : – ) . Leggetelo di lato. In realtà, faremmo prima a contrassegnare le cose che non sono uno scherzo, date le tendenze attuali. Per queste, possiamo usare : – ( .”

Attraverso questo semplice messaggio lasciato in una delle prime BBS (Bullettin Board System – le antesignane dei forum group) della Carnegie Mellon University di Pittsburgh nel 1982, Scott Fahlman, all’epoca giovane ricercatore di AI (Artificial Intelligence – la scienza che cerca di far compiere ai computer scelte/azioni come se fossero dettate dalla mente umana), aveva codificato lo Smiley, dando origine a tutti quei simboli che sono stati poi identificati nelle Emoticons prima e nelle Emojii dopo.

primo-messaggioLa sequenza grafica proposta da Fahlman era costituita da tre caratteri: i due punti, il segno del meno e la parentesi ) per “marcatore dello scherzo”, la parentesi ( per indicare le cose serie.

Ma perché c’era bisogno di un Joke-Marker, di un indicatore dello scherzo?

arpanet-1974

ARPANET – 1974

Alla fine degli anni ’70, la Carnegie Mellow University era inserita tra le università statunitensi collegate da ARPANET, la prima rete di computer basata sulla Commutazione a Pacchetti, e i computer a disposizione erano dei grandi terminali, molto lenti, dove si poteva solo scrivere un testo, senza la possibilità di inserire né foto, né immagini né tantomeno video. Una tecnologia completamente diversa rispetto quella a cui siamo abituati oggi.

Per scambiarsi informazioni venivano utilizzate le mail e le BBS, due sistemi di comunicazione che possono essere considerati gli antenati dei Social Network odierni poiché lì vi si affrontavano non solo argomenti seri ed importanti, ma anche questioni private e venivano spesso fatte battute o scherzi, generando il più delle volte incomprensioni.

Fahlman ha ricordato, durante il suo recente intervento al Wired Next Fest 2016 a Firenze, che qualche giorno prima che proponesse lo Smiley come Joke-Marker, c’erano stati non pochi problemi tra docenti e rettore universitario dovuti ad uno scambio di mail sulla possibile perdita di mercurio qualora uno degli ascensori dell’università fosse dovuto andare in caduta libera schiantandosi al suolo: lo scherzo paragonava la discesa/salita dell’ascensore ad un termometro che misurava la febbre. Chiaramente stiamo parlando di un puro umorismo tech-nerd, proprio degli utilizzatori dei computer dell’epoca.

Prima della proposta di Fahlman, c’era stato chi aveva suggerito di inserire l’asterisco * accanto alle frasi scherzose, tuttavia il simbolo * poteva essere utilizzato anche come marcatore di qualcosa che doveva essere approfondito, che aveva bisogno di una specifica ulteriore e questo avrebbe creato inevitabilmente confusione. Oppure chi come Kevin MacKenzie aveva ipotizzato di utilizzare questa punteggiatura )- come simbolo di una linguaccia, dello scherzo appunto, ma la sua idea non trovò seguito e venne presto abbandonata.

La sequenza : – ) ribattezzata fin da subito come Smiley, sorriso, è nata quindi per indicare ciò che non doveva essere preso sul serio, come una frase divertente, e, analogamente, la sequenza : – ( creata per indicare “guarda, non sto scherzando, sono serio” è diventata ben presto il simbolo di qualcosa di triste o di negativo.

Scott Fahlman

Scott Fahlman

Attraverso il suo messaggio, Fahlman ha proposto una codifica del linguaggio testuale grazie ad un simbolo di chiara ed immediata comprensione, il volto umano.

Quello di cui non si era reso conto era l’assoluta viralità della sua idea: Fahlman pensava che il clamore iniziale si sarebbe esaurito nel giro di un paio di mesi, ma così non è stato. Con l’avvento di Internet e la diffusione del WWW grazie a Tim Berners-Lee, i computer iniziarono a circolare non solo nelle università e nelle aziende ma anche nelle case private: chiunque entrasse in contatto con le mail, i forum o i vari messaggi molto spesso includeva il simbolo 🙂 oppure 🙁 per accompagnare le sue parole.

emoticons

Elenco di Emoticons

: – ) è stato identificato fin da subito non solo come marcatore dello scherzo ma proprio come espressione dell’emozione umana della gioia, della felicità e della positività. Lo Smiley era diventato Emoticon Emotion Icon, un modo facile e intuitivo di esprimere le emozioni umane attraverso una sequenza grafica, l’icona appunto. Il termine Emoticon viene tradotto in italiano con la parola “faccina”, proprio a voler rimarcare quello che è il forte collegamento tra il volto umano e quelle sequenze grafiche che di lui vogliono esprimere le emozioni.

Faccina arrabbiata, piangente, stupore, bacio, sorriso a 24 denti, dispiacere: per moltissime emozioni umane è stato creato un simbolo preciso. Tante anche le varianti che si sono sviluppate: dall’abbreviazione dei caratteri togliendo il trattino del meno centrale : ) e : ( (Fahlman è solito definire questi simboli con disprezzo perché gli ricordano il volto di una rana), passando poi per le Kamoji, le Emoticons giapponesi così rappresentabili (*_*).

Emojii

Emojii

Partendo dall’analisi delle Emoticons e del ruolo che avevano nella comunicazione web, Shigetaka Kurita ha dato vita alle Emoji, dei simboli pittografici che hanno iniziato a diffondersi prima in Giappone alla fine degli anni ’90 e poi nel resto del mondo: il suo scopo era creare nuove icone che permettessero ai giovani di esprimersi utilizzando meno caratteri possibili di quelli permessi per l’invio di un messaggio.  Dalle faccine tonde e colorate, arricchite da espressioni sempre più bizzarre, siamo poi passati a simboli rappresentativi di persone, città, cibi, animali, stagioni, bandiere etc.

Facebook Reactions

Facebook Reactions

Facebook Reactions, introdotte ad inizio 2016, sono un’altra testimonianza di quanto sia importante per ogni individuo esprimere la propria emozione nel mondo Web e dei Social Network. Dal classico “Mi Piace” adesso è possibile dire se quel post/foto/video/link mi piace, ne sono innamorata, mi fa ridere, mi rende triste oppure arrabbiata.

Io insieme a Scott Fahlman al Wired Next Fest 2016

Io insieme a Scott Fahlman al Wired Next Fest 2016

 

Il 19 settembre 2016 è ricorso il 34 compleanno dello Smiley e, anche se il suo significato è cambiato rispetto all’inizio, il sorriso di Fahlman ha aperto le porte alla diffusione delle emozioni sul Web e sui Social Network.

 

Anche noi vogliamo fare la nostra parte! Con Inside Factory, il Brand powered by VoipVoice che si occupa di Formazione, E-Learning, Marketing e Organizzazione di Eventi, lavoriamo proprio sulle emozioni umane cercando di rappresentare un valore aggiunto per chi ci sceglie. Vogliamo emozionarci prima noi, guardandoci dentro, e attraverso la scelta di immagini e parole giuste, location fuori dagli schemi, la costruzione di una storia e lo StoryTelling, provare a regalare un’emozione anche agli altri, un sorriso extra-ordinario, perché “un sorriso è immediatamente riconoscibile da qualsiasi persona nel mondo, a prescindere dalla cultura”.

a cura di Martina Giacomelli 

Mi piace organizzare eventi… ma odio organizzarli!

Lo so, è un controsenso e tanti di voi adesso si staranno chiedendo “Ma come puoi odiare qualcosa che ti piace fare?”. Non è affatto semplice spiegarlo e proverò in questo articolo a presentarvi quello che odio del lavoro che faccio, ma che amo profondamente.

Quando si parlmarketing-trends4a di marketing spesso ci si
orienta all’idea di pubblicità, di grafici, di analisi di mercato e numeri. Qua alla VoipVoice non si tratta solo di questo, per noi il Marketing è Creatività, Innovazione, Coinvolgimento, Emozione. Quello che facciamo è cercare di coinvolgere i nostri partner a 360°.

Mi trovo qui adesso a fare un riepilogo di quanto fatto in questi 6 mesi, ma io non voglio parlare di analisi di mercato, né voglio annoiarvi con numeri e formule. Io voglio raccontarvi la parte organizzativa del reparto Marketing, voglio raccontarvi cosa sta dietro agli eventi a cui tanti di voi hanno partecipato. Come ben sapete VoipVoice non si ferma mai, viaggiamo per tutta Italia, presentando i nostri servizi, facendoci conoscere. La nostra agenda è sempre piena di impegni: Workshop, Training, Convention, Fiere e quando sembra che siamo fermi, anche in quel caso siamo attivi al 100% con i nostri Webinar e sui Social Network.

Questo anno siamo partiti con il Botto!

Il primo grande evento che abbiamo realizzato è stata la ConventionRicomincio da Die12804653_1089506521100119_4052201545602988496_nci” per festeggiare i 10 anni di VoipVoice che si è tenuta il 28 febbraio a Modena all’interno di una location di tutto rispetto: il Museo Casa Enzo Ferrari. Quando Simone ci ha comunicato il suo desiderio di realizzare questo tipo di evento, la prima domanda che mi è passata per la testa è stata: “Una Convention? E chi la sa realizzare una cosa del genere? Da dove si parte?”.  Avete idea di quante cose si deve pensare per realizzare una Convention? Era il momento di rimboccarsi le maniche, armarsi di tanta pazienza e voglia di fare e partire.

Primo Step: trovare la Location. Non devi cercare una location, devi cercare LA location. Deve essere inerente al messaggio che vuoi esprimere durante l’evento, deve essere bella, tanto da dare l’effetto WOW! La nostra scelta in questo caso ricadde sul Museo Casa Enzo Ferrari perché volevamo diffondere questo messaggio: come la Ferrari anche la VoipVoice sta crescendo e diventando una grande realtà italiana.

Secondo Step: una volta trovata la location era necessario organizzare TUTTO il resto: badge, cartelline, gadget, flyer, grafica dell’evento, inviti, convenzioni con gli hotel, liste dei partecipanti, sfondi per le foto, roll-up. Io e Martina stavamo affondando fra preventivi e scartoffie da compilare.

Terzo Step: la domanda qua è stata “come vuoi che l’evento si sviluppi?”. Dovevamo decidere l’agenda della giornata e metterci in contatto con il catering, decidere cosa offrire per il pranzo e cosa offrire per il welcome coffee.

Noi abbiamo voluto premiare i nostri Top Partner, per renderli ancora più partecipi, per coinvolgerli emozionalmente in prima persona. La cosa da fare è stata pensare con cosa premiarli e poi far realizzare i premi. Dovevamo lavorare affinché tutto fosse Perfetto! È questo che ci contraddistingue, la ricerca della perfezione. Cerchiamo di essere attenti e precisi in ogni dettaglio in modo tale da far vivere ai nostri partner delle esperienze positive.

Non è stato affatto semplice, ma visti i risultati ne è valsa la pena. La Convention è stata la conferma delle competenze che abbiamo sviluppato in questi anni organizzando eventi.

woman-hand-smartphone-desk-largeDopo questo grande evento abbiamo davvero iniziato a girare tutta Italia organizzando 20
eventi
che hanno visto la partecipazione di un totale di 450 partecipanti. Non crediate che gli eventi realizzati siano stati semplici da organizzare. Per questi tipi di eventi l’organizzazione è del tutto diversa: alcuni di essi sono eventi singoli, ma altri sono tour che toccano fino a 5 città in 5 date diverse.

Cosa fare in questo caso? Rimboccarsi le maniche ed armarsi di tanta pazienza. Anche qua devi seguire degli step.

Primo Step: mettersi d’accordo con il partner o con il cliente con cui o per cui devi organizzare l’evento, definire il format dell’evento e cosa importantissima, definire la o le date, che possano andare bene a tutti, perché alcuni di questi eventi vedono la partecipazione di più brand e trovare un accordo non è sempre facile.

Secondo Step: una volta decise le date parte la ricerca della location. A volte mi sono trovata ad inviare più di 30 richieste di preventivo ad hotel o sale meeting, trovandomi anche a dover parlare con delle persone non troppo socievoli o ad arrivare ad avere richieste impensabili!

Una volta ho richiesto un preventivo per una location su Milano, per un evento che aveva come format la mezza giornata, e mi hanno chiesto un prezzo di 8.000 euro per la sola sala meeting. Vabbé, ho premuto cancella e mi sono fatta una sana risata! Altre volte invece devi chiamare e richiamare più volte, perché alcuni non hanno nemmeno la decenza di risponderti. Devi essere pronta a contrattare, cercando di spillare il prezzo migliore!

Terzo Step: definire l’agenda dell’evento e il titolo. Definire l’agenda dell’evento non è semplicemente informare quando comincia e quando si conclude l’evento. È incastrare alla perfezione tutti i brand partecipanti, in modo tale che ognuno di loro abbia lo stesso tempo di intervento degli altri. Una volta pensato anche a questo puoi pensare all’invito.

Quarto Step: qua di solito siamo nei due giorni precedenti l’evento, il momento del Recall.
Il Recall è l’attività che ti permette di definire in modo preciso il numero di persone che parteciperanno all’evento, è il numero che comunicherai alla location per il servizio di catering. Quando vai a dare il numero definitivo di partecipanti, questo è un consiglio che il pexels-photo-mediummio collega Samuel Lo Gioco mi ha dato quando iniziai a lavorare alla VoipVoice, devi indicare almeno un 15-20% in meno di persone rispetto a quelli che ti daranno conferma. Devi tenere di conto delle persone che all’ultimo non si presenteranno per impegni lavorativi o personali. Quando vai a chiamare i singoli iscritti devi cercare di essere gentile, sorridente e disponibile alle domande che potrebbero fare. Alcuni magari non si ricordano dell’orario di inizio, altri non si ricordano la location. Io quando faccio il recall mi tengo sempre aperta la pagina di invito all’evento, in modo tale da essere pronta e veloce nel rispondere.

Non è detto che gli eventi riescano al 100%. È possibile che il giorno stesso dell’evento le persone che si presentano sono solo la metà di quelle che ti avevano confermato, o anche meno della metà. In questo caso devi fare un veloce Recall, capire chi verrà o no. Non tutti hanno l’accortezza di inviarti una mail per comunicarti che non si presenteranno. Quella è la volta che ti abbatti e pensi di aver sbagliato qualcosa. Cerchi di ragionare sul fatto che molto probabilmente poteva essere sbagliato il giorno e l’orario o che la città scelta fosse meno attraente rispetto ad altre. Sono cose che devi valutare bene, se non vuoi commettere altri errori. Questo è il momento in cui penso: “Eppure ci sono tante cose più semplici e meno stressanti da poter fare, perché continuo a cascarci?”. Io continuo a cascarci perché i risultati positivi sono stati tantissimi di più rispetto a quelli negativi. Vedere il partner o il cliente soddisfatto ti fa dire: “ok, sto facendo la cosa giusta. È quello che voglio fare”.

Poi ci sono le fiere. In questi sei mesi abbiamo partecipato a 7 Fiere. La Fiera è uno di quegli eventi che ti impegna a 360°. Io la vedo come un’arena in cui devi vestire i panni del leone. Non puoi essere passivo ed aspettare che la gente si fermi al tuo stand, devi essere attivo e fare in modo di fermare più persone possibili, perché è così che si creano contatti ed è così che ci si fa conoscere da quante più persone possibili.

voipvoice_premiazione_smauQuello che ci contraddistingue da altri espositori è il sorriso! Ed è per questo motivo e per aver utilizzato un approccio creativo e propositivo nell’attività di coinvolgimento del visitatore e per aver rafforzato la propria partecipazione attraverso l’utilizzo di strumenti di comunicazione innovativi, che siamo stati premiati, per il secondo anno consecutivo, come Best Exhibitor SMAU 2016! Anche per questo tipo di eventi la parte organizzativa è fondamentale e per niente rilassante. Lo stand ha un’importanza fondamentale. Quale posizione occuperai all’interno della Fiera? Quanto il tuo stand sa essere attrattivo? Devi pensare a come poter personalizzare lo stand (nel caso in cui te lo permettono), i roll-up da portare, i gadget da usare. Questo anno, al posto del caffè, serviamo del pop-corn. Abbiamo comprato una macchina professionale per pop-corn e ogni volta che partecipiamo ad una fiera ce la portiamo dietro, in modo da attirare ancora di più l’attenzione nella persona che passerà dal nostro stand. La nostra idea è farci ricordare.

LoGo Orizzontale INSIDE FACTORYAlla quarta tappa del Roadshow SMAU, che si è tenuta a Firenze il 7 e 8 luglio, abbiamo inaugurato Inside Factory, il nuovo Brand powered by VoipVoice.  Inside Factory è frutto di un’esperienza decennale nel campo degli eventi e si propone di essere il nuovo punto di riferimento per le aziende del settore ICT (e non solo) per l’organizzazione di Eventi, Corsi di Formazione, E-Learning e servizi Marketing. Quello che vogliamo fare è unire le competenze acquisite nel corso di questi anni con nuove idee in modo da coinvolgere emozionalmente coloro che si rivolgeranno a noi. Location fuori dagli schemi, Gadget personalizzati, Webinar su misura, Formazione innovativa: queste sono solo alcune delle caratteristiche che contraddistinguono i nostri servizi. Anche qua le energie spese per la realizzazione di questo progetto sono state tante, ma vederne la sua nascita è stata un’emozione grandissima e sono orgogliosa di fare parte di questo nuovo progetto.

Durante questi sei mesi abbiamo poi realizzato 21 sessioni di Webinar, ormai diventati un appuntamento importante e fisso,  che hanno avuto un totale di 2.341 iscritti. Abbiamo avuto la partecipazione di 17 importanti Brand e 12.382 visualizzazioni. Di volta in volta abbiamo trattato sempre nuovi argomenti Open Source, Landing Page e SMS, VoIP e Unified Communications, analisi tecnica su IP-PBX  e FreePBX, approfondimenti tecnici sui vari modem, router e gateway, utilizzo corretto di Linkedin, arte della vendita, essere efficaci sui Social Network, principi base per una corretta Leadership aziendale. Crediamo che formarsi, accrescere le proprie competenze e perseguire le proprie predisposizioni sia di fondamentale importanza, specialmente in un settore, quello ICT, dove i cambiamenti sono veloci e repentini. Per questo motivo abbiamo in programma ancora nuove sessioni di Webinar con temi interessanti.

E, a proposito di futuro, quali saranno i programmi di VoipVoice?

Intanto ci prediamo una meritata pausa estiva, perché è necessario ricaricare le energie per poter dare il massimo!

Ecco alcuni importanti appuntamenti che ci aspettano prossimamente:

Il 25-26-27 ottobre saremo a Milano per la quinta tappa del Roadshow SMAU 2016.

Il 29-30 novembre e l’1 dicembre parteciperemo a WPC 2016, la più grande conferenza italiana sulle tecnologie Microsoft, che si terrà sempre a Milano all’interno dell’NH Centro Congressi Milanofiori.

E poi ancora SMAU nei giorni 15 e 16 dicembre, per la sesta ed ultima tappa del Roadshow che si terrà nella splendida e calorosa Napoli!

TerminplanerInsomma, ancora tantissime cose da organizzare, ancora tanti capelli da perdere! Vedere il cliente soddisfatto cancella però tutto lo stress che può nascondersi dietro l’organizzazione di un evento, lasciando il posto alla felicità, all’orgoglio. E è questo che mi fa amare organizzare gli eventi, il fatto che alla fine, anche con tutta questa fatica e con tutto questo stress, puoi dire di aver realizzato una cosa bella e positiva.

Lo ripeto ancora: io odio organizzare eventi ma amo follemente organizzarli!

A cura di Serena Masoni.

Ti presento Inside Factory, il nuovo Brand powered by VoipVoice

Ecco quindi che quando Andy Warhol si trovava in ospedale nel 1968 dopo che la femminista radicale Valerie Solanas gli aveva sparato, si accorse di una cosa fantastica. Il suo staff dentro la sua Factory posta al 33 di Union Square a New York stava continuando a produrre le sue opere d’arte, le serigrafie per le quali era diventato famoso. I volti di Mao, Marylin Monroe, Che Guevara, la Coca Cola, la zuppa Campbell’s. E queste opere venivano vendute senza che lui facesse niente intascando un mucchio di soldi. Insomma capì di essere un’imprenditore e che al posto di uno studio d’arte aveva un’azienda.

Ecco quindi che la Factory divenne il primo laboratorio di industrializzazione dell’arte. L’arte usciva dai tristi musei e veniva messa in mezzo alla gente, diventava popolare (Pop Art), si mescolava con la pubblicità e diventava consumo, traendo ispirazione dalla quotidianità. Ma Warhol sapeva benissimo che il consumo, l’acquisto, la vendita è un’attività emozionale prima che fisica. Si compra per diventare migliore, per colmare il divario da dove siamo a dove vorremmo essere e quindi, se si doveva comprare un’arte, massificata certo, doveva comunque emozionare e permettere di socializzare. E quale grammatica più appropriata da utilizzare se non i colori che da sempre comunicano emozioni? Se ci pensate il nostro immaginario collettivo è fatto di colori e lo stesso soggetto se lo riproduci con i vari colori provocherà emozioni diverse. Dentro ognuno di noi.

Inside Factory Start

Inside Factory Start

Ecco quindi che quando dovevamo scegliere il nome del nuovo brand che VoipVoice ha lanciato in questi giorni mi capitò di vedere un documentario sulla Factory di Andy Warhol. Un luogo pazzesco, che ha avuto varie sedi, ma la prima e più famosa era ubicata al quinto piano in 231 East 47th street di New York: un edificio che precedentemente aveva ospitato una vecchia fabbrica di cappelli con scritto sopra Factory, per l’appunto. Nel corso degli anni nella Factory di Warhol passarono artisti come Lou Reed, Bob Dylan, Truman Capote, Mick Jagger, Jim Morrison, Salvador Dalì, Allen Ginsberg, Basquiat. Ditemi che li conoscete. Immensa fu l’influenza che questo luogo esercitò nella cultura americana e mondiale. Ancora oggi molti modi di pensare, di concepire l’arte di produrre emozioni e messaggi sono figli di quel concentrato di provocazioni e idee innovative. Factory: quale miglior nome per cercare di spiegare quello che avevamo intenzione di fare? Un laboratorio innovativo per realizzare eventi e formazione. Ma non bastava. Factory da solo non bastava, non rendeva abbastanza l’idea.

Ecco quindi che immediatamente parlando di emozioni e di colori mi venne in mente il bellissimo film della Disney/Pixar Inside Out. Nel film si racconta quello che avviene nella mente di Riley, una bambina di undici anni, dove vivono cinque emozioni: Gioia, Disgusto, Paura, Rabbia e Tristezza. Emozioni che ognuno di noi ha dentro di se. E ognuna di esse è connotata da un colore ben preciso. Industrializzazione degli eventi e della formazione certo, creare dei formati collaudati e funzionali come no, ma che possano, come i colori delle emozioni, arrivare dentro, dritti alla parte emotiva dei partecipanti.
Inside Factory!!!!!! 
Bingo!

Ecco quindi che la domanda successiva diventa: come è possibile allora realizzare una cosa del genere? Come si può riuscire a fare marketing, formazione, eventi in maniera standardizzata e professionale ma allo stesso tempo riuscendo a provocare delle emozioni? Ecco la risposta è molto semplice. Raccontando storie!!
Fin dalla preistoria l’uomo intorno al falò riviveva le emozioni della giornata e raccontava la storia delle cose che aveva fatto e in questo modo trasmetteva conoscenza ed esperienze senza averle vissute direttamente. Poi è arrivata la parola scritta, il teatro, la poesia, il canto e la musica, la pittura, la scultura, l’architettura, il cinema. E in ogni opera d’arte l’uomo ha raccontato storie, provocato l’immedesimazione in chi fruisce l’opera e trasmessa ad altri. Creando emozioni. Solo le emozioni possono far ricordare quello che si legge, solo le emozioni possono far cambiare le persone, solo le emozioni sono il motore con cui una persona cresce e si evolve. Le emozioni sono il motore stesso della vita.

Ecco quindi che io amo le storie. Ascoltarle, scoprirle, raccontarle. A volte quando trovo una storia che mi emoziona sono in grado di passarci ore, giornate, settimane, mesi e approfondirla, capirla, farla mia. E mi piacciono le storie che parlano di racconti di vita di persone reali. Spesso nella realtà, nel passato dell’uomo, negli avvenimenti di tutti i giorni si celano delle storie fantastiche e io per primo rimango sorpreso, spiazzato. Anche nel mio libro Dai Segnali di Fumo ai Social racconto storie. Anche quando vado in giro per l’Italia racconto storie. Anche quando faccio corsi di formazione racconto storie. Lo Storytelling è uno strumento potentissimo. Parte dal Contenuto (Content Marketing) ma lo sfrutta al massimo per influire sulle Emozioni del Cervello (Neuromarketing). Questo metodo mi ha portato nel tempo a raggiungere alcuni ottimi risultati sia nel lavoro che nella vita personale. Ed è questo quello che faremo noi. È questa la nostra Mucca Viola, dove ci differenzieremo da tutti gli altri. Abbiamo creato inizialmente una Business Unit di VoipVoice col nome di Inside Factory, un nuovo brand, per creare un nuovo modo di fare eventi e formazione, utilizzando soprattutto la nostra grande capacità Social. Perché la condivisione delle emozioni è il nostro principale scopo, come Andy Warhol. Obiettivo per il 2017, dopo un periodo di incubazione, creare una nuova azienda che possa camminare con le proprie gambe e che diventi un punto di riferimento per il settore ICT e non solo.

Ecco quindi sono lieto di presentarvi i membri della nostra Business Unit Inside Factory (sotto trovate anche le foto):

Simone Terreni: Founder, Storyteller, Formatore
Samuel Lo Gioco: Managing Director, Marketing Strategist, Formatore.
Martina Giacomelli: Marketing Junior, Organizzatrice di Eventi.
Serena Masoni: Social Media Manager.
Ylenia Cecchetti: Giornalista, Moderatrice, Traduttrice.
Greta Tofani: Responsabile Amministrativa.

Ecco quindi che all’occorrenza abbiamo anche un Servizio Hostess fatto da ragazze in gamba e professionali abituate a realizzare eventi e a stare in fiera nel modo giusto: Parminder Kaur, Roberta Terrasi, Alessia Rustichini, Valentina Maionchi.

Ecco quindi i Servizi Classici in ambito di Organizzazione Eventi che siamo in grado di fare:

Workshop – Presenta i Prodotti/Servizi del tuo Brand
Training – Conosci, Insegni, Certifichi
Corso Live – La Formazione Specifica per il Mondo Business
Keynote – Lo Speech su Misura per Te
Fiera – Esponi il tuo Brand nelle Manifestazioni di Settore
Convention – Il Convegno Collettivo che Mostra l’Azienda al Meglio

Ecco quindi i Servizi Innovativi che siamo in grado di erogare:

Webinar Identity – Il tuo Webinar Chiavi in Mano
Inside E-Learning – La Formazione per il Settore ICT
DEM (Direct E-Mail Marketing) – La tua DEM pronta all’Uso
Press & Communication – L’Ufficio Stampa professionale per il Settore ICT
Blog Aziendale – La Gestione del tuo Blog Aziendale tramite Articoli e Interviste
Servizio Hostess – Supporto e Affiancamento di Hostess per il tuo Evento
Social Promotion – Come fare Promozione del Brand sui Social
Social Management – La Gestione Strategica dei Social Media Aziendali
Advertising Web – Promozione, Visibilità, Pubblicità Online

Ecco quindi i Corsi di Formazione che siamo in grado di tenere:

CLASSIC
La Customer Care – Prendersi Cura dei Propri Clienti
Arte della Vendita – Tecniche di Vendita di 1° Livello
Arte della Vendita: Corso Avanzato – Tecniche di Vendita di 2°Livello
Gestire una Riunione in Azienda – Organizzare e Condurre un Incontro di Lavoro
Il Comportamento Telefonico Professionale – Tecniche di Gestione del Cliente col Telefono
Come Delegare, Cosa Delegare – Principi e Basi della Leadership Aziendale
Motivare i Propri Collaboratori – Leadership Aziendale 2° Livello
Time Management – Tecniche Efficaci per Imparare a Gestire il Proprio Tempo in Azienda
Public Speaking – Conquistare la Platea e Portarla al Cambiamento
Comunicare Efficacemente – Cosa Dire, Quando Dirlo, Come Dirlo
Personal Branding – La Tua Immagine Conta
Team Building – Credere nel Gruppo

DIGITAL
Le Relazioni Sono Importanti – Utilizzare Correttamente LinkedIn ai Fini Aziendali
Facebook: non solo Amici – Utilizzare Correttamente Facebook ai Fini Aziendali
Con un Cinguettio – Utilizzare Correttamente Twitter ai Fini Aziendali
Insta Business: il Potere delle Immagini – Utilizzare Correttamente Instagram ai Fini Aziendali
WhatsApp: Direct Marketing – Utilizzare Correttamente WhatsApp ai Fini Aziendali
Business Blog – Realizzare un Blog Aziendale di Successo
La Customer Care nell’Era dei Social Network – Prendersi Cura dei Propri Clienti sul Web
Personal Branding sul Web – La Tua Immagine Conta, soprattutto sul Web!
Content Marketing – Come i Contenuti Creano Valore nel Marketing

NEW
BeSocial – Le Sette Abitudini per Essere Altamente Efficaci sui Social Network
Aristotele e i Social Network – Cinque Caratteristiche di un Social Leader
StoryTelling – Il Marketing Attraverso le Storie
Web Writing – La Scrittura Creativa per il Web

Ecco quindi che faremo tutto questo in Location particolari, suggestive, fuori dagli schemi come Musei, Teatri, Cantine, Enoteche, Caffè Storici, Locali di Tendenza, Spazi Espositivi.

Ecco quindi che vi aspettiamo a Inside Factory. Con la concretezza di Format collaudati (Factory) e la passione delle Emozioni (Inside). Sono convinto che vi divertirete con noi.

“Non pensare di fare arte, falla e basta. Lascia che siano gli altri a decidere se è buona o cattiva, se gli piace o gli fa schifo. Intanto mentre gli altri sono lì a decidere tu fai ancora più arte.”
– Andy Warhol

post a cura di
Simone Terreni

Simone Terreni: Founder, Storyteller, Formatore.

Simone Terreni: Founder, Storyteller, Formatore.

Samuel Lo Gioco: Managing Director, Marketing Strategist, Formatore.

Samuel Lo Gioco: Managing Director, Marketing Strategist, Formatore.

Martina Giacomelli: Marketing Junior, Organizzatrice di Eventi.

Martina Giacomelli: Marketing Junior, Organizzatrice di Eventi.

Serena Masoni: Social Media Manager.

Serena Masoni: Social Media Manager.

Ylenia Cecchetti: Giornalista, Moderatrice, Traduttrice.

Ylenia Cecchetti: Giornalista, Moderatrice, Traduttrice.

Greta Tofani: Responsabile Amministrativa.

Greta Tofani: Responsabile Amministrativa.

Inside Factory è il nuovo brand powered by VoipVoice
Info at info@insidefactory.it or 0550763100
or follow us on
LinkedIn
Facebook
Twitter
Google Plus
SCARICA L’ELENCO COMPLETO DEI NOSTRI SERVIZI

SCARICA L’ELENCO COMPLETO DEI NOSTRI CORSI DI FORMAZIONE

Venti domande a… Alessandro Bertoldi di Elite Academy

La formazione è il suo mestiere: Alessandro Bertoldi lo ha capito subito che, lavorando su se stesso, avrebbe potuto migliorare il suo approccio nel modo di vivere, fare business, relazionarsi con la gente. E così, ha scelto di investire sulle best practices in ambito comportamentale e manageriale. Ne è nata Elite Academy, una scuola di formazione che punta all’eccellenza e che ha appena stretto un’importante collaborazione con Inside Factory, il nuovo brand powered by VoipVoice, fabbrica di idee al servizio del marketing, dell’organizzazione di eventi, workshop, training, convention, fiere, e-learning, corsi di formazione live, webinar e molto altro ancora. Sale in cattedra come docente di Elite Academy anche Simone Terreni, Managing Director VoipVoice e storyteller  che il 13 settembre a Firenze terrà il corso “BeSocial- Le 7 abitudini per essere altamente efficaci sui social network”. Ma torniamo all’ospite di oggi nel nostro angolo del “botta e risposta”. Eterno sognatore, appassionato di regate e SPA, Bertoldi ci parla dell’importanza della formazione portandoci nell’universo di Elite Academy.

foto alex bertoldi1. Chi era Alessandro da piccolo?

Un sognatore.

2. Quali erano le tue aspirazioni, i tuoi sogni?

Avrei voluto fare il politico, poi lavorare nell’azienda di famiglia.

3. Come è nata la passione per la formazione?

A 20 anni ero molto timido e impacciato, mi resi conto che per me era vitale cambiare e migliorare, specialmente nei rapporti interpersonali, così acquistai il primo corso di formazione e iniziai a leggere i primi libri legati all’auto-miglioramento. Era la fine anni ’80.

4. Che cos’è Elite Academy?

L’espressione di una idea imprenditoriale che ha, come obiettivo, quello di diffondere le best practices in ambito comportamentale e manageriale ed è rivolta ai professionisti, commercianti, artigiani e imprenditori che desiderano evolversi e migliorare.

5. Come è nata l’idea dell’azienda?

E’  nata dal cliente che mi ha elevato, negli ultimi 4 anni, come consulente di direzione: si tratta di Andrea Guarducci, Presidente di Enegan Spa che, ottenuti buoni risultati utilizzando alcuni dei nostri suggerimenti, ha deciso di spingermi a realizzare qualcosa di grande, che potesse incidere a livello nazionale sui tanti professionisti e imprenditori che oggi si trovano a operare in un mondo diverso rispetto a quello che hanno conosciuto, qualche anno fa. Un modo che necessita di nuovi ingredienti, per potere continuare a essere vincenti.

6. Dove opera?

Siamo partiti dalla Toscana, a settembre anche sul Lazio e Puglia e, da ottobre, sulla Lombardia. Da gennaio vediamo.

7. C’è stato un momento di svolta nel tuo percorso di vita o professionale?

Vari, ho avuto la fortuna o la necessità di lavorare, come consulente di direzione e formatore, in oltre 400 imprese dal 2002 a oggi. Di certo il cliente Enegan Spa è stato il maggiore punto di svolta, visto lo straordinario sviluppo che hanno conosciuto in un arco di tempo molto breve.

8. Perché fare corsi rivolti alla parte web e social delle aziende?

Per Micro e PMI il Social ed il Web sono l’ occasione per diventare grandi anche se partono da una dimensione locale.

9. Che cos’è la formazione per te?

Una grande opportunità di crescita e PR, non è da sottovalutare infatti, il valore di potere frequentare altre persone che desiderano crescere e migliorarsi.

10. E perché è importante come fattore di crescita e di miglioramento personale e del fatturato?

Aumentate competenze manageriali e comportamentali oggi sono i fattori che differenziano le imprese desiderose di produrre maggiori utili.

11. Cosa fai nel tempo libero?

Amo la mia famiglia, correre, le SPA e partecipare a qualche regata.

12. Una cosa indispensabile per te?

Sentirmi libero di scegliere chi frequentare, come vivere e di garantire il tenore di vita che ritengo opportuno a me e alla mia famiglia ed ai miei collaboratori.

13. Cosa ti rende felice ?

Aiutare le persone a crescere, decidere come vivere.

14. E cosa invece ti fa arrabbiare?

Me stesso quando non sono efficace nel portare a termine quanto ho previsto.

15. Ti saresti mai immaginato nel ruolo che ricopri oggi?

Da bambino si, immaginavo di avere un ruolo che prevedesse la gestione di persone e aree di business.

16. Dove ti vedi fra cinque anni?

Immagino di sentirmi ancora più libero di scegliere la mia vita, con un business che produce risultati anche in mia assenza, grazie all’efficace lavoro del mio staff e dei miei soci.

17. Torniamo al lavoro; aneddoti o casi di successo nei quali la formazione ha giocato un ruolo centrale nel risultato di un’azienda?

Enegan Spa è il caso più evidente, da 0 a 180ML/€ di fatturato in sei anni.

18. A cosa si deve la collaborazione con Inside Factory e con Simone Terreni?

Alla capacità di Simone di saper fare efficaci PR, utilizzando le nostre conoscenze comuni.

19. Quali sono le prossime attività di Elite Academy?

Apertura delle sedi formative di Roma, Bari e Milano, ma anche avviare l’attività di consulenza aziendale presso i clienti che richiedono il nostro intervento, creare la nostra rete di “Sviluppatori d’Impresa”, consulenti dedicati all’imprenditore, al supportarlo nelle corrette scelte legate alla formazione e consulenza d’impresa, mirate alla organizzazione, alla valorizzazione delle RU, alla gestione del Business.

20. Un obiettivo che ti sei dato per questo 2016?

Chiudere il primo anno fiscale senza debiti e con utile pre tasse di almeno il 10%, essere riconosciuti sul mercato come una delle aziende di riferimento in ambito formazione. E poi mettere in aula almeno 2.000 persone negli otto mesi di lavoro che abbiamo avuto a disposizione, creare le basi per realizzare  un grande evento formativo da svolgersi a marzo 2017: un evento mai svolto in Italia, del quale per il momento non parlo. Ma che sarà di certo ricordato come “differente e unico!”

Basta poco, a volte, per farsi capire un po’ meglio. Per scacciare via la timidezza, o al contrario sciogliere la freddezza che ci impedisce di trovare la formula giusta di comunicazione. Per riuscire ad essere chiari, efficaci e d’impatto quando ci si presenta, ci si racconta o si vende il proprio brand. Nulla però è scontato, e Bertoldi ce lo ha spiegato bene. Nella vita non si finisce mai di imparare, no? Seguire un corso di life management o, ad esempio, uno di comunicazione strategica non è altro che farsi un regalo. Cercare una guida, una regola utile da seguire nella vita così come nel lavoro; quel trucco, quel segreto che ci permette di migliorarci, sentirci a nostro agio nei confronti del mondo…e di noi stessi. Che è la cosa che conta di più.

Intervista a cura di Ylenia Cecchetti

CONTATTI

Elite Academy Srl
Via Spartaco Lavagnini, 20
50129 Firenze

Telephone:+39 342 5906461
E-mail: [eventi@elite-Academy.it]

Diario di Bordo: Terza Tappa SMAU | Torino 2016

Innovazione che Passione!

Potremmo definirla così la terza tappa del Roadshow SMAU 2016 che, dopo Padova e Bologna, approda a Torino.

FullSizeRenderSede dell’evento, il Padiglione Fiere del Lingotto, un enorme complesso di vetro, cemento e metallo cromato oro, ex sede storica della Fiat dal 1922 al 1982, al cui piano superiore si trova la celebre pista di collaudo delle automobili dell’omonima industria, scenario dell’inseguimento automobilistico del film “The Italian Job” di Peter Collinson.

Ad accogliere professionisti ed appassionati del settore ICT, che nella due giorni torinese hanno visitato i vari stand, tante Start Up e Aziende che presentavano i loro progetti, prodotti e servizi.

SMAU si riconferma ancora una volta un grande palcoscenico di Networking che favorisce l’incontro tra tutte quelle realtà che credono dell’Innovazione Tecnologica e nel suo sviluppo.

standVoipVoice, che vanta in Piemonte circa 60 partners, non poteva certo mancare questo appuntamento!

“Armati” del nostro #POPVOIP, abbiamo distribuito più di 160 Popcorn, accogliendo tutti coloro che si presentavano al nostro stand con la gentilezza e il sorriso che da sempre ci contraddistinguono.

In questa occasione vogliamo ringraziare tutti i partner che sono passati a trovarci: incontrare le persone con le quali ci confrontiamo quotidianamente per telefono è stato bello e gratificante.

SMAU Torino ci ha portato a conoscere però nuovi professionisti dell’Information and Communication Technology che si sono fermati a parlare con noi perché interessati ai nostri servizi e pronti ad intraprendere un percorso lavorativo insieme.

workshopTante anche le persone che hanno partecipato al Workshop di Simone Terreni “Dai Segnali di Fumo a WhatsApp: Sette Storie e Cinque Consigli per Comunicare Efficacemente nell’Era dei Social Networks” che ha registrato il tutto esaurito.

 

pitch

Sia durante gli Speed Pitch, sia allo stand, SMAU Torino è stata l’occasione giusta per portare all’attenzione del pubblico due grandi progetti targati VoipVoice, a partire dall’Opzione Router – la possibilità per l’utente finale di avere in fattura non solo una nostra connettività ma anche un router  in comodato d’uso che arriverà direttamente presso la sua azienda.

Una vera e propria rivoluzione per VoipVoice che, per la prima volta, da azienda di Servizi, inizia a fornire anche Hardware e, precisamente, i Router AVM FRITZ!Box 7430 e 7490.

La grande novità di Torino è stata però il lancio di INSIDE FACTORY, il nuovo brand di VoipVoice.

Inside

INSIDE FACTORY è Events, E-Learning & Emotions, una fabbrica di idee al servizio del Marketing, dell’Organizzazione di Eventi e della Formazione, che si sviluppa grazie ad un nuovo metodo di lavoro: appassionante, coinvolgente e social.

Cosa Facciamo: Eventi, Workshop, Training, Convention, Fiere, E-Learning, Corsi di Formazione Live, Webinar.

Inoltre Facciamo: Press & Communication, Social Management, Advertising Web, Blog Aziendale, Social Promotion, Servizio Hostess, E-Mail Marketing.

velaIl nome stesso, INSIDE FACTORY, trae ispirazione da due concetti molto diversi: la Factory di Andy Warhol, punto di ritrovo di artisti, musicisti e attori (tra cui Lou Reed e i Velvet Underground, Bob Dylan, Mick Jagger, Salvador Dalì e il fotografo Billy Name) che vuole rappresentare la “fabbrica di idee“, la “nascita di nuovi progetti“, e il film della Disney/Pixar “Inside Out” dove vengono descritte le emozioni base dell’uomo (Gioia, Disgusto, Rabbia, Paura e Tristezza).

Se da un lato vogliamo poggiare la nostra professionalità su format specifici forti delle nostre idee (Factory), dall’altro siamo pronti ad innovare ulteriormente aprendo le porte alle emozioni (Inside).

Ciò che ci proponiamo di ottenere è la rottura degli schemi convenzionali di Marketing, Organizzazione di Eventi e Formazione in favore di un adattamento “personale”, “emozionale” e “su misura” per ogni Brand che vorrà avvalersi dei nostri servizi.

Torino mi ha regalato tante emozioni: riporto a lavoro i complimenti dei partner a tutti i colleghi, i sorrisi delle persone, l’adrenalina dei miei primi Speed Pitch e la soddisfazione di aver contribuito alla nascita di un nuovo progetto.

Appuntamento alla prossima settimana con SMAU Firenze dove “giocheremo in casa” e, state sicuri, non mancheranno sorprese!

Martina Giacomelli

 

Come di consueto, ecco il nostro Album Fotografico #POPVOIP.

IMG_1888

IMG_1889

IMG_1890

IMG_1891

IMG_1892

IMG_1893

IMG_1894IMG_1900

IMG_1895

IMG_1896

IMG_1899

IMG_1897

IMG_1898IMG_1901

Io odio gli obiettivi, ma non posso vivere senza…

E’ proprio così, io e loro abbiamo un rapporto di amore e odio. Solo a pensarci ho le palpitazioni, ma quando non ci sono ne sento la mancanza.
Pensate, persino al di fuori del lavoro, non essendoci, sono sempre a cercarli. Per farvi un esempio, decido di andare in vacanza: bene, in una timeline precisa quali sono le tappe che voglio fare? Perfetto! Calcolo l’ora dei mezzi di trasporto, programmo l’orario da rispettare tappa per tappa, preventivamente verifico i tempi medi di percorrenza e così via.
E del budget!? Non ne parliamo, cerco i prezzi più convenienti su tutti i canali possibili, tratto per strappare il Obiettivi Marketingmiglior prezzo con tutti! Tassisti, parcheggiatori abusivi, ristoratori.
 
Ma come si calcolano gli obiettivi? Che caratteristiche devono avere?
 
Di base devono essere AMBIZIOSI. Un obiettivo modesto solitamente viene pianificato così: +30% dai risultati dell’anno precedente, incremento con almeno 3 attività aggiuntive e un colpo di classe. Tutto questo con la regola degli obiettivi “S.M.A.R.T.” (Specifici, Misurabili, Attuabili, Realistici, definiti nel Tempo).
 
Ti stai chiedendo quanto tutto questo si ripercuota sul mio lavoro? Beh, molto!
 
In VoipVoice vige una politica ben precisa: “qui si lavora per obiettivi!” Ogni reparto ha il suo obiettivo di gruppo, poi ogni singolo componente del gruppo ha i suoi obiettivi aziendali e poi, chi come me, ha anche degli obiettivi personali, ma questa è un’altra storia.
Il reparto marketing di VoipVoice è costituito da 2 persone: Serena Masoni e me.
Per noi è importante la piena condivisione, per questo, anche negli obiettivi, ci confrontiamo, li pianifichiamo e ci aiutiamo.
 
A inizio 2015, nel stabilire quelli che sono stati gli obiettivi, abbiamo voluto veramente azzardare, alzando la posta in gioco sulla base dei risultati ottenuti nell’anno 2014 (quando già avevamo ottenuto un ottimo risultato).
SOCIAL NETWORK AZIENDALI:

CANALE

Followers 2014 Followers 2015

CRESCITA

Facebook

694

1.046

+51%

LinkedIn

955

1.502

+58%

Twitter

652

1.037

+59%

EVENTI E WORKSHOP:

DETTAGLIO

2014 2015

CRESCITA

WORKSHOP/EVENTI

30

42

+40%

FIERE

1

10
WEBINAR

4

18

+350%

Le attività aggiunte:
1. Aprire il canale YouTube.
2. Aprire il Blog aziendale (1 post a settimana).
3. Partecipare a tutte le attività Fieristiche del settore ICT (SMAU, Festival ICT, WPC, Sicurezza, Disruptive Broadband).
E il colpo di classe?
Abbiamo intrapreso un nuovo percorso di attività, quella formativa, facendo nascere il Progetto E-learning con lo scopo di essere un punto di riferimento per la formazione professionale. I risultati ci sono, pensate che nell’ultima edizione ha raggiunto ben 937 iscritti!
Siamo pienamente soddisfatti di questo risultato che ci ha aiutato a crescere, una crescita che va oltre i numeri, e che riconosciamo orgogliosamente come Brand Awareness (notorietà del marchio dal pubblico di riferimento). 
 
Ripensando a questi ultimi anni, con tutte le difficoltà, gli investimenti e la paura di non farcela, mi sono tornate in mente, non so perchè, le prime volte che ti metti sopra un sellino di una bici con l’intento di pedalare , imparando ad andarci.
Esiste un detto che dice proprio l’opposto, com’è che non ricordo, ah si!
è semplice come andare in bicicletta!
Beh, scusate, ma veramente sono stato l’unico “bischero” che prima di imparare bene si è finito i gomiti e le ginocchia!?
Adesso sì, ho imparato a pedalare e questo sicuramente ha cambiato tanto la percezione delle insicurezze, e adesso, con molta più fiducia, andare in bici è un divertimento. Certo, la strada non può essere sempre dritta e asfaltata, ma il timore di andare avanti ora è sfidante e adrenalinico.
Ma andiamo avanti, arriviamo a gennaio 2016!
Chiusi in una stanza silenziosa, ognuno con il proprio blocchetto degli appunti ci siamo guardati negli occhi per un tempo infinito. L’intenzione era di uscire da quella stanza con quella che sarebbe stata, nel bene e nel male, la nostra pena: gli obiettivi 2016.
Il risultato: “bene ragazzi, facciamo doppietta! anche quest’anno potenziamo puntando al raddoppio!”
Ed ecco che escono i numeri:
SOCIAL NETWORK AZIENDALI:

CANALE

2015 2016

CRESCITA

Facebook

1.046

1.500

+44%

LinkedIn

1.502

2.000

+34%

Twitter

1.037

1.500

+45%

YouTube

YES

Creare video Tutorial
EVENTI E WORKSHOP:

CANALE

2015 2016

CRESCITA

WORKSHOP/EVENTI

42

63

+50%

FIERE

10

10

+0%

WEBINAR

18

50 +180%
Attività aggiuntive:
1. Abbiamo visto già che negli ultimi mesi dell’anno il Progetto E-learning iniziava a prendere una forma aerodinamica quindi l’obbiettivo che ci siamo posti è quello di farlo decollare!
2. Essere presenti anche su INSTAGRAM.
3. Introdurre delle attività comunicative e marketing su WHATSAPP.
Ma manca qualcosa se non sbaglio. Già, il “colpo di classe!?
Beh, questo mi dispiace ma non posso dirtelo, sarà una sorpresa… altrimenti dove sarebbe il divertimento 😉

– a cura di Samuel Lo Gioco –

Per informazioni sui prossimi corsi di formazione o per organizzare un corso sul nostro canale potete contattarci allo 0550935400 oppure a marketing@voipvoice.it.

Carpe Diem di Serena Masoni

RSerenaobin Williams nel celebre film L’Attimo Fuggente diceva: “Carpe Diem. Cogliete l’attimo, ragazzi. Rendete straordinarie le vostre vite.”
Mi chiamo Serena Masoni, ho 26 anni e da luglio 2015 sono la New entry del team VoipVoice. Mi occupo del reparto Marketing insieme a Samuel Lo Gioco.

Oggi vorrei raccontarvi qual è stato il percorso che mi ha portata fino a qua.
Ad Aprile mi sono laureata in Scienze della Comunicazione, presso l’Università di Firenze.  Appena concluso il percorso di studi la mia prima domanda è stata: “E Adesso?”. La mia paura più grande era quella di non riuscire a trovare il lavoro per cui avevo studiato.                                 Non mi sono buttata giù e sono partita da qualcosa che in un certo senso poteva essere vicino al mio percorso di studi.

La mia esperienza lavorativa parte con il Servizio Civile Regionale, nel Comune in cui abito. Questo mi ha permesso di rapportarmi con diverse persone, capire le dinamiche del rapporto comunicativo fra la Pubblica Amministrazione e i Cittadini, ma mancava qualcosa.
Sono stata contattata da Simone Terreni che mi ha chiesto di mandargli il mio curriculum.   Non me lo sono fatto ripetere due volte! Ho fatto il colloquio. Simone cercava una persona da inserire nel reparto Marketing, quale occasione migliore?                                                                 Mi sono detta: ”Serena, cogli l’attimo!!!”.                                                                                                   I miei genitori mi hanno sempre detto che i treni giusti passano una vola sola e che non puoi farteli scappare, perché potresti pentirtene.

Ho iniziato facendo il corso di formazione. Il primo giorno ho pensato: ” Ma cos’è questa roba?”. Il VoIP, un mondo a me sconosciuto! Chi l’avrebbe mai detto che sarei entrata in questo campo?Una volta finito il corso è arrivato il momento di fare ciò per cui  sono stata chiamata!

Il mio lavoro, e qua cito l’articolo di Samuel, La teoria dell’Armadio, è “analizzare il mercato foca
lizzando una posizione precisa, mettere in pratica una strategia di marketing per poi pianificare insieme al team
”.

All’inizio non è stato semplice, tante cose nuove e poco tempo per impararle tutte.

Pensi di uscire dall’Università ed essere pronto, ma alla fine puoi sapere quali sono le regole che determinano un tipo di comunicazione, puoi sapere quali sono le tecniche di marketing più efficaci, ma quello che ti manca è la pratica. All’inizio ero un disastro. Ho fatto tantissimi errori, ho avuto paura che forse non fosse il lavoro adatto a me. Ho messo in discussione tutto quello fatto in tre anni di facoltà. Ho sempre strinto i denti, tenuto duro, sempre con il sorriso sul volto.

Quando poi ho cominciato a vedere i primi risultati positivi, a potermi muovere da sola e riuscire positivamente a fare le cose che mi venivano richieste, allora ho capito che l’impegno messo non è stato vano e che sì, può essere la strada giusta, è il lavoro che voglio fare! Forse è stato davvero giusto salire su quel treno.

VoipVoice è una grande famiglia e io sono felice di farne parte!

-Serena Masoni-

Nota: Per qualsiasi informazioni il reparto Marketing e Serena Masoni sono disponibili dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00 contattando il n. 0550935400. Altrimenti scriveteci al indirizzo mail marketing@voipvoice.it.

Diario di bordo: prima tappa SMAU | Padova 2015

SMAU Padova è stata la nostra prima partecipazione al RoadShow 2015 che ha fatto tappa in Veneto.  Tecnologia e innovazione in ambito VoIP i temi affrontati.SMAU 2015

L’impressione della manifestazione svoltasi il 1 e 2 Aprile è stata positiva. Soprattutto vedendo una regione così attenta a queste tematiche che si dimostra coinvolta e partecipe. Si, perché la Regione Veneto ha avuto un ruolo importante nell’organizzazione e pianificazione di tematiche inerenti lo sviluppo delle proprie imprese. Con un un’Arena dedicata alla Regione Veneto e ben 6 interventi su temi innovativi e digitali, ha dato un forte messaggio dimostrando alle aziende locali la sensibilità verso la loro crescita.
Una crescita che anche noi di VoipVoice abbiamo potuto constatare. Giusto per darvi qualche numero nel 2013 abbiamo avuto un incremento di 9 partner e 202 nuove aziende clienti, mentre il 2014 di 22 nuovi partner e 421 nuove aziende clienti! Con questi numeri possiamo affermare che il Veneto sta rinascendo con un’anima digitale.
Questi dati parlano chiaro. Il Veneto è, e sarà ancora per molto, un territorio fertile per l’implementazione di nuove tecnologie.
Nel complesso l’organizzazione di SMAU è stata veramente impeccabile. Abbiamo potuto conoscere giovani ragazzi che, ambiziosamente, hanno saputo emergere creando idee innovative partendo da una StartUp. Una tra queste che ci ha colpito particolarmente è stata l’invenzione di un dispositivo che permette di telefonare, anche con il proprio smartphone, ai non udenti. Vedere ragazzi così giovani con spirito imprenditoriale pronti a mettersi in gioco per realizzare le proprie idee, è fantastico, un bell’esempio.
 Abbiamo poi molto apprezzato i contenuti dei workshop. Le Arene erano colme ed il pubblico ha dimostrato una forte partecipazione. Tema principale il Marketing, in campo digitale e pratico, per far conoscere l’approccio giusto per essere attivi e non passivi in questo nuovo mercato digitale.
Abbiamo potuto contare più di 150 visitatori al nostro stand curiosi nel conoscere più a fondo, con un buon caffè alla mano (ne abbiamo offerti 107!!), quello che il VoIP può offrire alle aziende per migliorare il proprio Business.
 #BECOOLDRINKVOIP
Ecco infine il nostro diario fotografico di questa tappa veneta.
Smau18 SMAU Padova con Samuel Lo Gioco e Greta Tofani Smau15 Smau14 SMAU Padova con Samuel Lo Gioco, Greta Tofani, Sebastiano Cutrera Smau12 Smau11 Smau10 Smau9 Samuel Lo Gioco Smau7 VoipVoice con Samuel Lo Gioco, Edoardo Ventrelli, Greta Tofani Samuel Lo Gioco Samuel Lo Gioco Smau3 Smau2 Smau1 VoipVoice SMAU Padova
Ci vediamo il 29 e il 30 Aprile allo SMAU di Torino! Colonna Sonora: Ma quando torno a Padova di Umberto Marcato

La teoria dell’armadio di Samuel Lo Gioco

Non ci credo, ancora una volta mi chiedono “Samuel, dimmi cosa fai alla VoipVoice”.

Credetemi, questa è la domanda che più mi mette in difficoltà. Eh sì, perché se mi chiedete di Samuel Lo Giocospiegarvi cos’è VoipVoice o qualsiasi altro dettaglio saprei dirvelo con convinzione e in poche parole – allo SMAU ho descritto VoipVoice nello speed speech di 90 secondi – mentre quando mi trovo di fronte alla fatidica domanda “Samuel, ma cosa fai di lavoro? Qual è il tuo ruolo?” mi trovo sempre a fare esempi senza senso e come risultato finale ottengo un bel “……. Ok, cosa stavamo dicendo?”

 

Oggi però voglio essere efficace! Paragonerò quello che faccio ed il mio ruolo associandolo ad una cosa molto comune L’ARMADIO.

Innanzitutto un armadio è un contenitore che raccoglie tutte le vesti che rappresenteranno alpubblico la persona (o azienda). Perché il costume identifica le persone, come dice Coco Chanel ” La moda non è qualcosa che esiste soltanto negli abiti. La moda è nel cielo, nella strada, la modaha a che fare con le idee, il modo in cui viviamo, ciò che sta accadendo”.armadio

Avete ragione, c’è quel famoso detto (oramai fin troppo datato) che dice “l’abito non fa il Monaco”, ma scusate perché voi avete mai visto una persona vestita da monaco che NON lo sia veramente…?

Immaginate la scena classica di molte mattine quando ci si trova di fronte l’armadio per capire cosa mettere, dopo aver dato un’occhiata fuori dalla finestra, con gli occhi ancora abbottonati, per cercare aiuto dal tempo. Si, perché anche nel Marketing si SCEGLIE e molte di queste scelte sono condizionate da variabili, climatiche e non, che impongono dei paletti proprio come lo fa il tempo, le stagioni e la destinazione quando viene deciso l’abito adatto alla giornata.

Personalmente considero che dietro tutte quelle attività di marketing che vediamo ci siano prevalentemente persone che in parte le identifichino. Proprio come nell’abbigliamento.

Giusto per darvi qualche esempio:

imagesStile Classic: sono quelle persone che hanno studiato e sanno con precisione quelli che sono i processi e gli strumenti per un marketing didattico. Ebbene sì, sono quelle persone molto preparate: conoscono il giusto abbinamento mantenendo uno stile comune, per non dire casto. Ma non si capisce se questo modo di essere sia carente di fantasia o se sia semplicemente la paura di uscire fuori da quegli schemi didattici che l’istruzione insegna. Il risultato: passare nella mediocrità senza essere distinti nel mercato.

Casual: loro sono i più forti. Praticamente sono quelle persone che non decidono, o meglio, prendono le prime cose che trovano sotto mano e partono. Praticamente nel marketing sono le stesse persone che lavorano senza alcuna strategia o pianificazione. Scoprono un nuovo strumento o metodo, lo applicano finché non si stancano, dopodiché lo lasciano. Questa inconcludenza non porta mai a dei risultati tangibili nel tempo. Come in tutte le attività una strategia pianificata è indispensabile.

Trendy: adoro questo stile. Sono sempre aggiornati sull’ultimo trend in voga. In ambito lavorativo sono quelle persone che ti spiazzano: conoscono sempre l’ultimo approccio e metodo e ti fanno sentire come un bischero, del tipo “ma come! non sapevi che il metodo migliore è facendo…?”. L’unico piccolo difetto è che necessita saperlo applicare e, soprattutto, controllare per constatare che sia efficace. In questo dovrebbero imparare da chi si veste con uno stile classic.

Hippy: Sono FE NO ME NA LI! Giuro che non sto scherzando! Praticamente, con uno stile un po’ anarchico, vanno contro tendenza.

Uno si chiede: perché? Semplice, ciò che viene notato oltre all’ultima tendenza è la CONTRO tendenza!

Loro sì che sono persone preparate. Sanno pianificare una strategia molto affinata e la applicano con un controllo maniacale. Per farvi un esempio sono quelle attività che con uno scandalo ottengono audience e, di conseguenza, si fanno riconoscere. Dopodiché, per recuperare la cattiva reputazione (brand reputation), applicano un canale comunicativo riparatorio, facendo passare il brand come vittima da imitare moralmente.

Bohémien: Loro sono grandiosi. Praticamente sono quelle persone talmente superiori, che non portano bandiera. Li troviamo primi in classifica nella Hit Parade dei Guru del Marketing curando molto il Personal Branding (dove sono veramente dei professionisti senza uguali). Ognuno di loro porta avanti il proprio concetto di contest marketing e, per spezzare una lancia a loro favore, voglio dire che a mio parere trasmettono sempre concetti utili e validi. Personalmente li ammiro molto, perché, anche se non mi danno la giusta chiave di volta, prendo sempre ispirazione. Però bisogna vedere se sono bravi quanto nell’insegnamento anche nelle attività pratiche nelle aziende. Ma non ci vedrei niente di strano se non lo fosse, infondo è risaputo che chi è bravo nell’insegnare lo è meno nella pratica.

Quindi, per tornare alla famosa domanda “Samuel, ma cosa fai di lavoro? Qual è il tuo ruolo?” Ecco, il mio lavoro è analizzare il mercato focalizzando una posizione precisa, prendendo esempio da ognuno degli stili, mettere in pratica una strategia di marketing per poi pianificarla insieme al team.

Il mio stile punta molto sulla creatività, dove un abito, un dettaglio caratteristico crea la propria personalità. Questo, applicato nelle attività di Marketing mette in rilievo un carattere vivo dell’azienda, ma naturalmente deve essere dosato perché, come tutte le cose, altrimenti diventa estrosità eccentrica che anziché essere apprezzata diventa inopportuna.

Quindi la mattinata comune mi vede di fronte l’armadio, con le ante spalancate, pronto a SCEGLIERE. Fissando tutti gli abiti scelgo i migliori partner, lo sviluppo dei servizi che l’azienda offre (valore molto importante per un’azienda che lavora nel campo tecnologico), le strategie e, in fine, cosa mettermi 😉

– Samuel Lo Gioco –

Informazioni: Samuel Lo Gioco risponde ogni giorno lavorativo dalle ore 9,00 alle ore 18,00 oppure potete contattarlo tramite mail: marketing@voipvoice.it.