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VoipVoice: Aperti per Ferie!

Il VoIP non si ferma mai.
VoipVoice non può andare in ferie.
Ci sono clienti come Hotel, Ristoranti e Bed & Breakfast che lavorano d’estate e specialmente d’agosto il telefono diventa indispensabile.
Non solo. Molti nostri partners spesso riescono a vendere impianti VoIP ai loro clienti prima delle ferie e approfittano del mese di agosto per installarli.
Non solo. Grazie al VoIP basta una connessione qualsiasi e tu sei sempre raggiungibile. In pratica è come se fossi in ufficio, anche se in verità sei sotto un ombrellone di Riccione o della Versilia. Il VoIP è perfetto per lo Smart Working. Insomma il mese di Agosto, da anni, è per noi un momento forse un pò più calmo, ma comunque importante dove vengono realizzati bei progetti e pianificate le attività dell’ultima parte dell’anno.

Quest’anno però c’è un altro motivo che ci impedisce di chiudere:

LA NUOVA SEDE DI VOIPVOICE!!

La Rete Metallica = Internet

Ormai ci siamo quasi!!

I Lavori sono in una fase avanzata e Agosto diventa fondamentale per decidere gli ultimi dettagli. A breve la nostra nuova casa sarà una realtà.

Molti lo sanno già, qualcuno è stato a visitare il nostro cantiere, recentemente è uscito anche un articolo sulla stampa locale. VoipVoice è cresciuta tanto in questi anni e quindi abbiamo deciso di fare un investimento importante: una nuova sede che sia all’altezza delle sfide che ci aspettano nei prossimi anni.

La nuova sede si troverà in via del Lavoro a Montelupo Fiorentino, nella zona industriale, ancora il numero civico non ci è stato assegnato. Il progetto architettonico è stato affidato allo Studio di Architetti LDA.iMdA architetti associati di San Miniato in provincia di Pisa.

Ecco il lavoro che abbiamo impostato con gli Architetti per realizzare la nostra nuova sede:

PRINCIPI ISPIRATORI:
Rapporti
Connessioni
Relazioni
Architettura
Emozioni
Eventi
Trasparenza
Arte
Connettività
Passione
Rigore
Riferimento
Cromie

FILOSOFIA DELLA TRASPARENZA —> Rapporto con il Contesto Urbano

RAPPPORTO COMMITTENTE/ARCHITETTO:
Si segnala VoipVoice come committente aperto all’Architettura per i seguenti motivi:

1_ Per la riattivazione di un sito complesso dal punto di vista urbano all’interno di una zona artigianale produttiva parzialmente edificata con criteri costruttivi e tipologie insediative ormai desuete;

2_ Per l’approccio multidisciplinare: sono stati messi allo stesso tavolo di lavoro: architetti, urban designer, ingegneri, geologi, artisti;

3_ Per aver accettato e condiviso soluzioni architettoniche innovative come l’uso della facciata in lamiera stirata di alluminio;

4_ Per aver condiviso scelte progettuali tese alla massima compenetrazione dello spazio pubblico e di quello privato;

5_ Per aver creduto nella sostenibilità dell’opera: la particolare collocazione consolida quel processo di delocalizzazione del sistema economico rispetto alle polarità urbane che potrebbe rafforzare la riconversione di pezzi di città ormai non più adatti al sistema contemporaneo della produzione.

OPERA:
Il progetto VoipVoice, situato in una zona artigianale produttiva di un comune dell’hinterland fiorentino nei pressi di Empoli, si inserisce in quel filone di ricerca teso a riattivare circuiti relazionali in zone produttive parzialmente attuate che hanno arrestato il loro processo di completamento a causa della crisi edilizia iniziata nel 2008. Gli aspetti che si è costretti ad affrontare di fatto superano il cerchio ristretto dell’Architettura intesa come risposta disciplinare circoscritta e proiettano il progetto su temi che sono più intimamente legati alla città ed al suo sviluppo contemporaneo. Col progetto VoipVoice si è voluto introdurre un elemento significativamente innovativo, compatibilmente con lo stato dei luoghi in cui la nuova attività si inserisce.

Il progetto, per punti significativi di seguito riassunti, si pone i seguenti obiettivi:

1_ Interrompere il rapporto di chiusura con lo spazio pubblico aprendo lo spazio antistante all’edificio alla “città”. La relazionalità cercata è quella della compenetrazione pubblico-privato che mira a interrompere le cesure urbane spesso incomprensibili;

2_ Al piano terra una fascia continua in vetro accentua la volontà di apertura dello spazio architettonico, area accoglienza nella parte antistante, ed incubatore nella parte retrostante, dove si fa ricerca e si indaga nel mondo delle net company;

3_ Al piano primo, sede degli uffici operativi VoipVoice, l’elemento di delimitazione tra interno ed esterno è costituito da una lamiera stirata in alluminio anodizzato tinto lucido con un duplice scopo: quello di filtrare ma non di nascondere il lavoro di comunicazione, organizzazione, commercializzazione e ricerca che vi si svolge; in secondo luogo, la lamiera stirata richiama metaforicamente la rete digitale, elemento motore dell’attività di VoipVoice, ma anche motore di sviluppo  della società contemporanea;

4_ L’open space e l’altezza esistente del piano primo, dovuta all’originaria funzione artigianale, consentono di poter traguardare i fabbricati circostanti a favore di coni visivi verso la bellezza del paesaggio delle colline circostanti;

5_ Innovazione, come innovativa è il tipo di attività che vi si svolge, commercializzazione, comunicazione e ricerca di servizi di rete come il VoIP.

Realizzare una nuova sede non è solo avere uffici più grandi e una nuova moquette. Significa ripensare i processi, reimpostare l’organizzazione e trovare nuove soluzioni. Significa innovare e rimanere al passo con i tempi. È un’occasione importante che non va sprecata.
E noi ci proveremo.

Per questo anche ad Agosto siamo APERTI PER FERIE!

Buone vacanze a tutti!

Simone Terreni 
– Managing Director VoipVoice

P.S.: Un ringraziamento e speciale sentito va a Maurizio Bonifazi, direttore del nostro cantiere, per la cura, la pazienza e la professionalità che sta mettendo in questi mesi per realizzare il nostro sogno.

I Nostri Architetti

Le Bandierine

“Ogni anno, 25 piloti prendono parte al campionato mondiale di Formula 1, e ogni anno due di noi perdono la vita. Chi può scegliere un lavoro simile? Non le persone normali, questo è sicuro. Ribelli. Pazzi. Sognatori. Persone che farebbero qualsiasi cosa per lasciare il segno e che sono disposti a morire pur di riuscirci.”

– Niki Lauda –

Correva l’anno 1976 e il mondo del Formula 1 divenne particolarmente interessante. Questo perché in pista c’erano due piloti che, al costo della loro vita, volevano vincere il titolo mondiale.

Loro due erano Niki Lauda, quello determinato, quello con rigore e attento ai dettagli, con il soprannome “il Computer“, e James Hunt, il ribelle, lo spericolato, pieno di vizi e soprannominato “lo Schianto”.

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Niki Lauda e James Hunt

16 gran premi da correre con un unico obiettivo: tagliare il traguardo per primi. Lauda al monoposto della Ferrari contro Hunt sull’abitacolo della Maclaren. Le prime 6 gare vennero vinte da Lauda con estrema facilità fino all’ottava gara dove cominciò a farsi vedere Hunt.

Quest’ultimo vinse le due successive gare posizionandosi davanti a Lauda.

Il pericolo imminente della morte era sempre presente sulle piste di questo sport. Infatti si manifestò con un brutto incidente per Lauda, nel nono gran premio disputato in Germania, dove si salvò per miracolo grazie all’aiuto di Arturo Merziario e altri piloti.

Lauda venne portato d’urgenza in ospedale dove rimase per diverse settimane con gravi ustioni sulla fronte. Lui vedeva vincere Hunt dal letto dell’ospedale e voleva assolutamente ritornare sulla pista per finire il campionato. Con gran fatica e nonostante il parere contrario dei medici dopo solo 6 settimane ritornò a correre sulla pista dell’Italia. Giunse quarto al traguardo.

Hunt nonostante la grande volontà di Lauda non si fermava e continuava a vincere avvicinandosi così all’avversario, all’ultimo gran premio, distaccato di soli 3 punti, .

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Sulla pista

Il gran premio di Giappone iniziò con la pioggia che non era favorevole per la corsa. Venne deciso comunque di far correre i piloti perché l’interesse pubblico per questo premio era altissimo.

La gara iniziò ma al secondo giro Lauda si ritirò perché non voleva rischiare per la seconda volta la sua vita e poteva solo sperare nel quarto posto di Hunt.  Lui però si piazzò al terzo vincendo così il suo primo ed unico titolo mondiale.

La rivalità tra i due ha fatto uscire le loro competenze e capacità per vincere e raggiungere i loro obbiettivi.

Vi racconto questa storia non tanto per le rivalità ma perché l’obbiettivo di questi due piloti era uno solo: vedere la bandiera a scacchi che annunciava la fine della corsa.

Quella bandiera che costava fatica, sudore e dedizione. Quella bandiera che dava importanza a quello che succedeva prima della fine corsa.

Tra i nostri reperti storici in questi giorni trovai delle bandierine che mettevamo sulla cartina italiana, che avevamo nel nostro ufficio, quando facevamo un rivenditore. Ogni bandiera era contrassegnata con il nome del rivenditore.

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Le Bandierine

Vedere riempire i spazi sulla cartina ci mostrava il nostro traguardo cioè quello di avere almeno un rivenditore in ogni regione Italiana, che avevamo in quel momento. Pian piano però non bastava più lo spazio sulla cartina, anzi per la regione Lombardia abbiamo dovuto stampare una cartina a parte 🙂

Vi chiederete cosa c’entra tutto questo con il reparto tecnico di cui faccio parte?

Semplice, noi dobbiamo far rimanere lì queste bandierine.

La nostra bandierina è una specie patto di fiducia che noi abbiamo stipulato con il nostro partner. Quando si presenta una segnalazione non necessariamente ci deve essere una soluzione immediata a questa ma ci deve essere uno scambio di comunicazione continuo che infonda sicurezza e che faccia capire al partner che stiamo prendendo cura della sua situazione.

Ciò che ci porta ogni anno al nostro traguardo finale è la nostra passione per il nostro lavoro dove ogni mese viene visto come un piccolo gran premio che dobbiamo sempre raggiungere per vedere anche noi la nostra bandiera finale portarci, oltre il sorriso, una grandissima soddisfazione.

Siamo i sognatori, i ribelli e i pazzi, di cui parla sopra Niki Lauda, pronti ad affrontare anche il campionato del 2017!

Parminder Kaur

Nota Bene:  Sulla rivalità di questi due grandissimi piloti vi consiglio il film Rush, di Ron Howard, che racconta il campionato del 1976.