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Le Fiere sono ciò che non ti aspetti

Le fiere sono un’opportunità o una spesa senza alcun ritorno tangibile?
In anni che partecipo a fiere di settore, insieme all’azienda che rappresento, ne ho sentite di tutti i colori. Ogni anno si gioca sempre al ribasso e sempre più spesso mi capita di sentire frasi come “quest’anno ha perso tanto. Gli anni passati c’era molta più gente!” E poi ci sono espositori che come i visitatori, parlano della Fiera denigrandola con frasi come “i visitatori non hanno niente a che fare con il mio target” e ancora “ogni anno ci sono sempre meno visitatori“.
Ora, dal mio punto di vista, se una parte dei visitatori non rispecchia il tuo target devi tenere conto che sia normale. Quando organizzi iniziative pubbliche ci sono sempre gli “imbucati“. Si tratta di quelle persone che, fingendo di essere un tuo potenziale cliente, si avvicinano al tuo stand con un obiettivo ben chiaro: ottenere i tuoi gadgets! Credimi, non è possibile evitare questo tipo di visitatore. Per quanto si possa fare un buon lavoro di selezione riescono SEMPRE a trovare il modo per imbucarsi.
Per quanto riguarda il numero in calo dei visitatori, anche questo è nella normalità. La colpa non è dell’organizzazione fieristica. Oggi, con l’avvento del Web, il 90% dei contenuti delle aziende sono reperibili ovunque con: video, informazioni dettagliate sui prodotti e nuovi mezzi di comunicazione diretta come la chat in realtime dal sito dell’azienda la quale, senza necessità di richiedere dati personali, puoi fornire qualsiasi informazione.
Ma credi veramente che le organizzazioni fieristiche, che da decenni organizzano Fiere, non se ne siano accorte? Pensi che ancora non abbiano messo a fuoco la strategia da mettere sul campo consapevoli di quanto specificato sopra?
Conosci le attività che un’organizzazione fieristica mette in pratica per organizzare una fiera?Te le dico io!
  • Forte investimento nella comunicazione: cartellonistica stradale, pubblicità su quotidiani cartacei locali, Social Promotion e creazione di contenuti per il Web.
  • Creazione di contenuti strategicamente studiati per suscitare interesse al target di riferimento.
  • Strategie di intrattenimento in Fiera (questo per far sì che il visitatore non scappi dopo il primo giro). Tra i vari intrattenimenti ci sono i workshop formativi e le interviste a specialisti di settore.
  • Forte investimento nella Brand Awareness: fondamentale! (associare il brand dell’organizzazione fieristica a un evento di riferimento in una determinata categoria).
  • Creazione di contenuti e intrattenimenti sul Web che diano seguito alla Fiera. Ad esempio con video interviste, articoli, Podcast, etc…
Ora, se hai mai avuto modo di mettere in pratica anche solo uno dei punti sopra indicati saprai bene quanto tutto questo sia difficile. In fondo è anche per questo che noi espositori ci affidiamo a loro, altrimenti lo avremmo fatto per conto nostro.
Ma purtroppo è più forte di noi, è nella nostra natura, quando qualcosa non porta i risultati aspettati siamo sempre pronti a scaricare la colpa. Purtroppo sono poche le persone che riescono a mettersi in discussione domandandosi “ma sono sicuro di aver dato il meglio di me per attrarre il visitatore che rispecchia le caratteristiche del mio target?
Per noi di VoipVoice le Fiere hanno sempre rappresentato un’opportunità per il Business dell’azienda e questo portando a casa SEMPRE dei risultati tangibili. Non a caso, avendo compreso la strategia migliore del Marketing di Fiera, siamo stati premiati da una di queste organizzazioni (SMAU Fiera) come “Miglior Espositore” per ben 2 anni di seguito.
Ti stai chiedendo come abbiamo fatto? Oggi voglio raccontartelo!
Sarò approssimativo perché riuscire a dettagliare ogni singola attività comprenderebbe scrivere pagine e pagine di contenuti, ma, se l’argomento ti interessa, puoi partecipare al Webinar gratuito che terrò il 7 novembre.
 Marketing di Fiera
LA PROMOZIONE:
Allora, innanzitutto per noi le attività di marketing iniziano prima, durante e dopo la Fiera.
[PRIMA] Circa due settimane prima iniziamo con la Social Promotion sui canali aziendali di Facebook, Twitter, LinkedIn, Google+ e Instagram. Questo invitando i nostri followers a venirci a trovare. Inoltre inviamo una newsletter a tutti i nostri contatti geolocalizzati nella regione dove si svolgerà la Fiera.
[DURANTE] Pubblichiamo in tempo reale foto dei visitatori e Partner che passano a visitarci al nostro stand.
[DOPO] Condividendo l’album delle foto e pubblicando un post sul Blog aziendale chiamato “diario di bordo“, dove raccontiamo dal punto di vista del visitatore e dell’espositore quello che abbiamo visto durante la Fiera.
Altri strumenti di nuova generazione che ritengo siano molto efficaci sono: SMS Marketing, Whatsapp, Telegram e Facebook Messenger. Ma questo te lo spiegherò durante il webinar 😉
Che tipo di vantaggi ci porta questa attività:
  1. La possibilità di invitare clienti e prospect.
  2. Dare ai clienti e prospect un’immagine dell’azienda presente sul territorio.
  3. La fidelizzazione dei clienti e fornitori.
  4. La creazione di contenuti sul Web.
COME STARE IN FIERA:
Questo aspetto è fondamentale. In Fiera ciò che devi fare più di tutto è DIVERTIRTI!
Quando una persona si applica nelle sue mansioni con divertimento trasmette POSITIVITA‘. E devi tener conto che le persone sono attratte da questa positività, poiché la felicità è contagiosa!
Ma per essere maggiormente efficaci è necessario anche applicare delle piccole regole quando si è in Fiera:
  1. Sorridere sempre!
  2. Mai stare seduti, al telefono o al PC.
  3. Mai dare le spalle ai visitatori che passano.
  4. Stare di fianco allo stand: perché il desk può rappresentare un muro tra l’espositore e il visitatore.
  5. Essere sempre gentili.
  6. Fare domande! (questo è utile per comprendere ciò che potrebbe interessare al visitatore)
Devi tenere presente che il visitatore non è lì per sentire il racconto completo della tua azienda e di tutti i servizi che offre, ma vuole sapere SOLTANTO ciò che gli interessa. Ricordati che dal momento in cui arriva il visitatore allo stand hai 15 secondi di tempo per capire l’argomento/servizio chiave, superato questo tempo, senza aver dato l’informazione che cerca, il visitatore entrerà in modalità “risposta automatica” perdendo così la sua attenzione.
IL GADGET:
Questo sarà la tua arma strategica di seduzione. Qui caro amico devi dare massima libertà alla fantasia!
Dietro al gadget ci deve essere però un attento studio per far sì che sia uno strumento per attirare l’attenzione del visitatore stimolandolo a passare al tuo stand. Anche qui ci sono delle regole base da rispettare:
  1. Deve creare curiosità.
  2. Deve saper creare viralità all’interno della fiera (così da divulgare il brand in tutta la Fiera).
  3. Deve essere strategico per conoscere il visitatore, ovvero deve darci il tempo di scambiare due parole mentre glielo offriamo.
  4. Deve essere in grado di creare ridondanza sui Social Network (questo per condividere i momenti durante la Fiera. Come accennato precedentemente).
Qui per farti capire meglio, durante il webinar del 7 novembre, avrò modo di presentarti alcuni esempi.
Bill Gates disse “Content is King“, oggi più che mai abbiamo preso coscienza di quanto sia vero. Solo che lui lo scrisse 20 anni fà con grande lungimiranza.
Ciò che oggi offre fama alle aziende di successo sono i contenuti di valore, ma su questo sono sicuro che non ti sto raccontando niente di nuovo. Però devi tenere presente che come me e te molti altri hanno appreso questo e oggi non basta soltanto creare il contenuto. Devi anche saper posizionarlo in un contesto preciso, e associarlo a quei canali che, come le organizzazioni fieristiche insegnano, siano canalizzati e associati a temi precisi. Inoltre, da buoni italiani, abbiamo bisogno di creare relazioni.
Per esperienza caro amico posso dimostrarti che partecipare alle Fiere di settore permette tutto questo. Grazie ad esse hai la possibilità di sviluppare contenuti e relazionarti con le persone, ottenendo così una Brand Awareness da Star!
Non ci credi? Bene, allora cerca VoipVoice e guarda quanti contenuti trovi 😉
Ah, dimenticavo! Se non ci credi posso sempre dimostrartelo il 7 novembre durante il webinar! Ma questo te lo avevo già detto…!? 😉
Per informazioni sui prossimi corsi di formazione o per organizzare un corso sul nostro canale potete contattarci allo 0550935400 oppure a marketing@voipvoice.it.

Io odio gli obiettivi, ma non posso vivere senza…

E’ proprio così, io e loro abbiamo un rapporto di amore e odio. Solo a pensarci ho le palpitazioni, ma quando non ci sono ne sento la mancanza.
Pensate, persino al di fuori del lavoro, non essendoci, sono sempre a cercarli. Per farvi un esempio, decido di andare in vacanza: bene, in una timeline precisa quali sono le tappe che voglio fare? Perfetto! Calcolo l’ora dei mezzi di trasporto, programmo l’orario da rispettare tappa per tappa, preventivamente verifico i tempi medi di percorrenza e così via.
E del budget!? Non ne parliamo, cerco i prezzi più convenienti su tutti i canali possibili, tratto per strappare il Obiettivi Marketingmiglior prezzo con tutti! Tassisti, parcheggiatori abusivi, ristoratori.
 
Ma come si calcolano gli obiettivi? Che caratteristiche devono avere?
 
Di base devono essere AMBIZIOSI. Un obiettivo modesto solitamente viene pianificato così: +30% dai risultati dell’anno precedente, incremento con almeno 3 attività aggiuntive e un colpo di classe. Tutto questo con la regola degli obiettivi “S.M.A.R.T.” (Specifici, Misurabili, Attuabili, Realistici, definiti nel Tempo).
 
Ti stai chiedendo quanto tutto questo si ripercuota sul mio lavoro? Beh, molto!
 
In VoipVoice vige una politica ben precisa: “qui si lavora per obiettivi!” Ogni reparto ha il suo obiettivo di gruppo, poi ogni singolo componente del gruppo ha i suoi obiettivi aziendali e poi, chi come me, ha anche degli obiettivi personali, ma questa è un’altra storia.
Il reparto marketing di VoipVoice è costituito da 2 persone: Serena Masoni e me.
Per noi è importante la piena condivisione, per questo, anche negli obiettivi, ci confrontiamo, li pianifichiamo e ci aiutiamo.
 
A inizio 2015, nel stabilire quelli che sono stati gli obiettivi, abbiamo voluto veramente azzardare, alzando la posta in gioco sulla base dei risultati ottenuti nell’anno 2014 (quando già avevamo ottenuto un ottimo risultato).
SOCIAL NETWORK AZIENDALI:

CANALE

Followers 2014 Followers 2015

CRESCITA

Facebook

694

1.046

+51%

LinkedIn

955

1.502

+58%

Twitter

652

1.037

+59%

EVENTI E WORKSHOP:

DETTAGLIO

2014 2015

CRESCITA

WORKSHOP/EVENTI

30

42

+40%

FIERE

1

10
WEBINAR

4

18

+350%

Le attività aggiunte:
1. Aprire il canale YouTube.
2. Aprire il Blog aziendale (1 post a settimana).
3. Partecipare a tutte le attività Fieristiche del settore ICT (SMAU, Festival ICT, WPC, Sicurezza, Disruptive Broadband).
E il colpo di classe?
Abbiamo intrapreso un nuovo percorso di attività, quella formativa, facendo nascere il Progetto E-learning con lo scopo di essere un punto di riferimento per la formazione professionale. I risultati ci sono, pensate che nell’ultima edizione ha raggiunto ben 937 iscritti!
Siamo pienamente soddisfatti di questo risultato che ci ha aiutato a crescere, una crescita che va oltre i numeri, e che riconosciamo orgogliosamente come Brand Awareness (notorietà del marchio dal pubblico di riferimento). 
 
Ripensando a questi ultimi anni, con tutte le difficoltà, gli investimenti e la paura di non farcela, mi sono tornate in mente, non so perchè, le prime volte che ti metti sopra un sellino di una bici con l’intento di pedalare , imparando ad andarci.
Esiste un detto che dice proprio l’opposto, com’è che non ricordo, ah si!
è semplice come andare in bicicletta!
Beh, scusate, ma veramente sono stato l’unico “bischero” che prima di imparare bene si è finito i gomiti e le ginocchia!?
Adesso sì, ho imparato a pedalare e questo sicuramente ha cambiato tanto la percezione delle insicurezze, e adesso, con molta più fiducia, andare in bici è un divertimento. Certo, la strada non può essere sempre dritta e asfaltata, ma il timore di andare avanti ora è sfidante e adrenalinico.
Ma andiamo avanti, arriviamo a gennaio 2016!
Chiusi in una stanza silenziosa, ognuno con il proprio blocchetto degli appunti ci siamo guardati negli occhi per un tempo infinito. L’intenzione era di uscire da quella stanza con quella che sarebbe stata, nel bene e nel male, la nostra pena: gli obiettivi 2016.
Il risultato: “bene ragazzi, facciamo doppietta! anche quest’anno potenziamo puntando al raddoppio!”
Ed ecco che escono i numeri:
SOCIAL NETWORK AZIENDALI:

CANALE

2015 2016

CRESCITA

Facebook

1.046

1.500

+44%

LinkedIn

1.502

2.000

+34%

Twitter

1.037

1.500

+45%

YouTube

YES

Creare video Tutorial
EVENTI E WORKSHOP:

CANALE

2015 2016

CRESCITA

WORKSHOP/EVENTI

42

63

+50%

FIERE

10

10

+0%

WEBINAR

18

50 +180%
Attività aggiuntive:
1. Abbiamo visto già che negli ultimi mesi dell’anno il Progetto E-learning iniziava a prendere una forma aerodinamica quindi l’obbiettivo che ci siamo posti è quello di farlo decollare!
2. Essere presenti anche su INSTAGRAM.
3. Introdurre delle attività comunicative e marketing su WHATSAPP.
Ma manca qualcosa se non sbaglio. Già, il “colpo di classe!?
Beh, questo mi dispiace ma non posso dirtelo, sarà una sorpresa… altrimenti dove sarebbe il divertimento 😉

– a cura di Samuel Lo Gioco –

Per informazioni sui prossimi corsi di formazione o per organizzare un corso sul nostro canale potete contattarci allo 0550935400 oppure a marketing@voipvoice.it.

John Draper un esempio per la formazione fuori dagli schemi

Da 0 a 100 quanto è stata importante nel vostro lavoro la formazione?

Per molti la risposta sono sicuro sfiori il punteggio più alto, ma purtroppo, per mancanza di tempo o per impegni, spesso questo aspetto viene trascurato.

Nel settore ICT la formazione non può essere trascurata, ma è pur vero che oggi dobbiamo cercare di ottimizzare al meglio tutte le attività facendo il possibile per non lasciare nulla al caso.

Quando penso alla formazione mi viene in mente la storia di John Draper, un folle genio che ha dedicato la sua vita alla ricerca e sviluppo solo ed esclusivamente per puro divertimento.John Draper

Lui nel settore TLC è diventato il Primo Hacker telefonico e questo grazie ad un semplice e banale fischietto trovato come regalo in una scatola di cereali. Da quel giorno è conosciuto come “Cap’n Crunch“, come il nome dei cereali.

Ti stai chiedendo come ci è riuscito?

Giusto per precisare, stiamo parlando del 1968, in quegli anni le trasmissioni delle chiamate avvenivano “in banda”, nel senso che avevano le stesse frequenze usate per la comunicazione vocale. Questo comportava un problema per tutte le compagnie telefoniche: se venivano inseriti, utilizzando un apparecchio vicino alla cornetta, dei segnali riconoscibili dal computer centrale, questo li interpretava come segnali provenienti da qualche centralina telefonica e faceva esattamente ciò che il phreaker diceva.

Draper un giorno, per puro caso, scoprì che, come regalo all’interno dei cereali Cap’n Crunch, trovavi un fischietto che, giustappunto, emetteva un suono con la stessa frequenza, quindi 2600Mhz, necessaria per il phreaking. Questo segnale di frequenza emulava lo stesso segnale che emetteva il telefono come se l’utente avesse agganciato la cornetta e la linea fosse libera, ma, in realtà, la conversazione non veniva interrotta e rimaneva sospesa e quindi libera. Di fatto, in bolletta e per il sistema, non era mai avvenuta.

Si narra che Draper e la sua banda di amici Hacker, in una delle loro intercettazioni, riuscirono a scoprire un numero riservato della Casa Bianca e, intercettando le chiamate in entrata e in uscita, un giorno avrebbero ascoltato un agente della C.I.A. parlare con, l’allora in carica presidente Richard Nixon, e sentirono che la password per parlare direttamente con il lui era Olympus. Chiamarono allora il numero riservato, e, con tono serio e convinto, comunicarono la parola segreta. La segreteria, senza far alcuna domanda, girò immediatamente la chiamata al presidente anticipando che era una linea diretta con la parola segreta. Il presidente Nixon, con tono preoccupato, sapendo che solitamente quando gli veniva girata una chiamata con quel codice significava qualcosa di importante, rispose:

<< che succede?>>

<< Signor Presidente, è in atto una crisi qui, a Los Angeles!>> disse Draper con tono preoccupato.

<<che tipo di crisi?>> chiese Nixon.

<<siamo senza carta igienica, Signor Presidente!>> e Draper attaccò la cornetta!

Purtroppo il genio di Draper non fu tanto compreso dalle forze dell’ordine, finendo arrestato per ben 2 volte, ma un lungimirante ed emergente imprenditore nel campo della tecnologia comprese la capacità di John e, una volta uscito di galera, lo assunse nella sua azienda. Sto parlando di Steve Jobs e la sua creatura Apple.

La follia di Draper lo ha portato a fare grandi cose e tutta la sua esperienza e conoscenza, generata soprattutto dalla passione nella tecnologia, ha reso il suo percorso formativo un divertimento.

Pensate, è scientificamente provato che i mezzi didattici, se affrontati in un contesto divertente, offrono un tasso di apprendimento nettamente superiore. E’ proprio con questa idea che abbiamo voluto realizzare la ICT Education, un progetto tutto orientato alla formazione nel settore ICT.

L’obbiettivo principale è creare un puro Network di Professionisti di settore che, in maniera dinamica, possano contribuire alla creazione di un piano editoriale preciso e, soprattutto, utile e pratico.

Come funziona:

La partecipazione è gratuita e rivolta a tutti gli operatori in ambito ICT. La piattaforma permette di partecipare al corso online anche in mobilità con smartphone o tablet grazie alla sua app.

Durante il corso gli utenti possono interagire tramite una chat o, muniti di cuffia e microfono, interagire con il relatore prendendo parola.

Inoltre c’è la possibilità, durante la presentazione, di poter fotografare le slides del relatore con estrema semplicità, così da allegare i propri appunti.

E per le persone iscritte che non hanno potuto partecipare?

Nessun problema, per loro sarà possibile rivedere la registrazione offline comodamente anche nei giorni successivi.

Poi, l’aspetto più importante, viene al termine di ogni edizione, quando, tramite l’apposito modulo feedback online, tutti gli iscritti possono contribuire lasciando le loro opinioni e suggerimenti per le prossime tematiche da affrontare nelle edizioni che seguiranno.

Oggi, più che mai, mi rendo conto di quanto sia importante, in ogni crescita professionale, far
parte di un di network o community da cui prendere esempio e poter condividere le proprie esperienze.

Ora conosciamo la strada giusta da seguire e, grazie a tutti quei progetti che portano lo stesso principio della ICT Education, abbiamo anche i mezzi.

Adesso La ricreazione è finita, è l’ora di tornare tutti in classe.

 – a cura di Samuel Lo Gioco – 

Per informazioni sui prossimi corsi di formazione o per organizzare un corso sul nostro canale potete contattarci allo 0550935400 oppure a marketing@voipvoice.it.

Intervista a Federico Lagni del Festival ICT

Mercoledì scorso, come l’anno precedente, abbiamo confermato la nostra partecipazione al Festival ICT svoltosi a Milano e, anche quest’anno possiamo dire che ne è valsa la pena. Il risultato è stato davvero ottimo: 1.250 visitatori, 57 sponsor, 74 workshop e un focus molto tecnico mirato a professionisti di settore.

Personalmente, dalla mia esperienza di marketing nel settore ICT, posso dire di essere rimasto piacevolmente colpito dal suo format molto “social oriented” così come dallo slogan che già ne anticipava il successo: “il nuovo palcoscenico ICT italiano”. Altro valore che ho potuto constatare è l’accuratezza dei contenuti per un pubblico di operatori di settore e specialisti.

In questa occasione abbiamo anche avuto il piacere di intervistare il fondatore di questa importante iniziativa fieristica, parlo di Federico Lagni:

 federico lagni

Ciao Federico, vorrei subito rompere il ghiaccio chiedendoti di raccontarci le origini ed il percorso che ti hanno portato a essere il Federico Lagni di oggi.

La risposta potrebbe cominciare con il classico “Appassionato di informatica fin da bambino, a scuola sotto il banco avevo le riviste di computer per poi, in quarta e quinta superiore, tenere qualche lezione di Sistemi ai miei compagni, al posto del professore”. Questo a parte, a sedici anni, nel 2003, fondo AreaNetworking.it, un portale dedicato – come suggerisce il nome – al networking ed ai temi strettamente legati (Datacenter, Infrastrutture, sistemistica, etc). Nel 2005 fondo il più grande Cisco Users Group italiano e, nel mentre, mi occupo prima di Infrastrutture Web e poi di Marketing in alcuni system integrator. Nel 2010 fondo il Tesla Club Italy, il club italiano di riferimento per i clienti e gli appassionati di Tesla Motors. Tra la fine del 2012 e l’inizio 2013, invece, penso che in Italia vi sia la necessità di un nuovo evento ICT. Da qui, la nascita del festival.

Oggi ti vediamo come fondatore del Festival ICT, un evento dedicato alle nuove e consolidate tecnologie con un format veramente verticale, ma come è nata questa idea e qual è il suo carattere che lo distingue?

L’idea è nata grazie all’esperienza con AreaNetworking.it. Quest’ultimo mi ha permesso di avere grandissima visibilità nel settore: una quantità enorme di contatti, possibilità di relazionare ogni giorno con nuove aziende: vendor, system integrator, grandi provider. La forte vicinanza al canale ha reso possibile sentire, conoscere ed ascoltare le loro visioni ed opinioni. Tra queste, anche le numerose “malinconie” rispetto agli eventi ICT italiani. Ecco perché spesso definisco il festival ICT come un evento nato letteralmente ascoltando “il mercato”, grazie anche – attività fatta negli ultimi mesi nel 2012 – a tantissimi incontri, chiacchierate più o meno informali e scambi di idee con un numero elevato di persone, in rappresentanza del settore, per cercare di cogliere nel dettaglio le esigenze.

Ogni iniziativa, soprattutto in questo settore, viene costruita per riuscire a portare un messaggio. Qual è il suo?

E’ corretto ed è vero in particolare per il festival ICT. La nostra tesi, che in effetti entrambe le edizioni fatte sostengono, è la grande importanza che ancora hanno gli eventi, se fatti con qualità, cognizione di causa e conoscenza del mercato. Per quanto tutto sia sempre più tecnologico, nulla è ancora sostituibile a una stretta di mano tra persone con interessi reciproci, all’interno di un evento professionale, business e ricco di contenuti.

Quali novità ci ha riservato quest’anno il Festival ICT?

Quest’anno, visto l’esito positivo anche della seconda edizione, abbiamo ricambiato location per spostarci, ancora, in una location più grande. Avremo, quindi, il doppio della superficie dell’edizione 2014, una sala speech ulteriore, più contenuti, l’aumento delle community ICT in Arena e l’area Web Advisor ovvero lo speed dating tra consulenti Web ed il pubblico. Per il resto… basta aver partecipato al festival ICT 😉

Guardando a un futuro prossimo, pensi che il Festival ICT avrà uno sviluppo territoriale che lo vedrà presente anche in altre città italiane o resterà consolidato a Milano?

La domanda riguarda un tema estremamente sensibile per un evento come il nostro. Abbiamo nella lista delle ipotesi vari potenziali sviluppi. Attualmente però è decisamente troppo presto per avere già decretato ciò. Resta certo che Milano è la capitale della tecnologia e dell’ICT quindi sicuramente per alcune altre edizioni non varieremo la città.

Sono anni che osservi da un punto di vista privilegiato la crescita di molte aziende nel settore ICT, che idea Ti sei fatto nell’approccio al mercato di questi protagonisti?

Penso sempre che l’ICT sia enorme e che le logiche che lo regolano siano davvero molte, tanto da rendere l’ICT addirittura – a volte – troppo vario e diverso al suo stesso interno. Ritengo che le aziende presenti nel nostro paese facciano un lavoro grandioso perché, indirettamente,
contribuiscono fortemente all’innovazione tecnologica e all’alfabetizzazione digitale. E non è esagerato, credo sia così realmente. Portare, spesso all’interno di piccole e medie imprese, determinate novità significa trainare il comparto verso l’aumento dell’efficienza in azienda: risparmi economici ma anche di tempo, ottimizzazioni, maggiore agilità e velocità di azione… tutte caratteristiche che rendono più competitive le imprese.

Una Tua considerazione di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT?

Io vedo due particolari sviluppi: il primo sul Cloud, il secondo sull’IoT. Il Cloud sarà sempre più pervasivo e riguarderà un numero crescente di software e applicazioni, da qui il forte sviluppo del SaaS. Tutto sarà sempre più su Cloud, non solo alcune limitate componenti del nostro lavoro quotidiano. Tutto più as a service, tutto più always on. L’IoT, invece, che promette forti sviluppi anche nel consumer, permetterà a molte aziende B2B di poter inizialmente raddoppiare il proprio lavoro, grazie all’enorme trasversalità che quel “things” rappresentata.

Infine, la domanda di rito: Cosa ne pensi del VoIP e cos’è per te il VoIP?

Il VoIP. Tutti dicono sia esploso agli inizi degli anni 2000. “La rivoluzione della voce su IP”. Io invece credo che tutto ciò debba ancora succedere. Dico questo perché il VoIP è una tecnologia che si integra fortemente con le componenti IT e TLC… componenti che 10 anni fa erano ancora assolutamente molto indipendenti. Oggi invece nell’ICT tutto è sempre più convergente (e lo dimostra anche il logo del festival ICT). E’ proprio in questo momento che le tecnologie VoIP, complice anche il miglioramento progressivo della situazione della banda larga, potrà avere il proprio vero esordio.

Bellissimo incontro, un punto di vista veramente interessante che ci aiuta a riflettere su quello che offrirà il futuro. Viene da pensare che lo slogan di questa nuova era tecnologica sarà “convergenza”. Un insieme di sistemi con intelligenza avanzata che vedrà come obiettivo semplificare i processi lavorativi.

Ascoltando le risposte di Federico mi viene in mente una frase storica del buon Steve Jobs dove lo stesso vedeva nella tecnologia “un’estensione naturale dell’individuo”. Questo è realtà, questo è lo splendido futuro che ci aspetta.

– Intervista a cura di Samuel Lo Gioco –

Ecco il nostro Diario Fotografico del Festival ICT:

collage festival ict montelupo_fibbiana_ict_voipvoice_02 montelupo_fibbiana_ict_voipvoice montelupo_fibbiana_ict

Intervista a Emiliano Papadopoulos di Allnet.Italia

Fino ad oggi abbiamo voluto giocare, per conoscere i nuovi pareri di coloro che della tecnologia ne sono i portavoce, con alcuni dei vendor che producono soluzioni IP-Voice a livello Emiliano Papadopoulosinternazionale. Oggi abbiamo voluto intervistare Emiliano Papadopoulos, CEO di Allnet.Italia, per conoscere un altro punto di vista in questo panorama IT, quello dei distributori. Andiamo a conoscerlo.

Ciao Emiliano, grazie innanzitutto per la tua disponibilità. Partirei con qualcosa di personale: come sei approdato al mondo dell’ICT?

Come tante storie precedenti alla nostra, la passione per l’ICT parte dai primi anni adolescenziali con l’approdo dei primi personal computer di cui allora l’Italia era protagonista. Nonostante una formazione di estrazione economica ed il fatto che i primi lavori fossero in ambiti completamente diversi, complice il boom di fine anni ‘90, abbiamo sempre cercato un’occasione per creare qualcosa nel mondo informatico. Essa si è presentata tramite una vecchia amicizia sin dagli anni ‘80 con il proprietario di ALLNET Gmbh.

Quali sono le relazioni con ALLNET Germania e quali i punti comuni nel modo di fare business?

ALLNET.ITALIA e ALLNET Gmbh sono due aziende indipendenti ed autonome l’una dall’altra. Tuttavia esiste una consolidata alleanza strategica declinata in diversi modi.  Italia e Germania sono due paesi molto distanti in termini culturali, economici e finanziari, per cui abbiamo subito intuito che avremmo dovuto trovare il nostro modello di business cercando di declinare le migliori caratteristiche della cultura tedesca adattandole al nostro contesto.  Abbiamo sempre ritenuto che la multiculturalità fosse un valore importante nel contesto europeo e che se fossimo riusciti a trovare un metodo tra paesi apparentemente distanti come la Germania e l’Italia avremmo potuto ottenere ottimi risultati fondendo il meglio delle due culture. È una relazione che funziona in modo bidirezionale per il bene comune.

Cos’è per te il VoIP?

Il concetto di VoIP, nonostante all’inizio fosse inteso per noi come tutte quelle tecnologie atte a sfruttare la rete IP per veicolare esclusivamente la voce, si sta ora evolvendo nelle Unified Communication dove vengono inglobati anche la messaggistica istantanea, il Video, la mobilità ecc. con più attori, diverse tecnologie e con schemi di architettura più o meno complessi.Allnet.Italia

Qual è il segreto che Vi ha fatto diventare leader in una categoria così articolata come il VoIP nella distribuzione di soluzioni?

Non credo ci siano segreti particolari nel successo di un’azienda se non un insieme di cose. Ci sono solo alcuni importanti ingredienti che sono universali. Il valore delle persone, la lealtà verso i partner, clienti e fornitori, alti valori etici, la passione per l’innovazione, principi finanziari sani ed un modello di business ragionato e implementato con meticolosità.  La BU VoIP o UC, come oggi viene definita in senso ampio, è stata aperta nel 2004 ed abbiamo subito compreso le potenzialità e l’effetto dirompente che avrebbe avuto nelle telecomunicazioni nelle sue varie declinazioni (Open, Legacy, Cloud ecc…). Una volta definito quali potessero essere gli sbocchi tecnologici, abbiamo stretto accordi con i vendor che, in termini di capacità innovativa e tecnologica, abbiamo ritenuto potessero essere vincenti nel futuro prossimo.

Quando si parla di distribuzione si cita sempre l’espressione “a valore aggiunto”, ma come definisce Allnet questo valore aggiunto?

Il valore aggiunto per noi, oltre i classici termini intesi come la logistica integrata, il supporto pre e post vendita, la formazione e certificazione per conto dei vendor ed il marketing, sta nella costante innovazione declinata in una metodologia per comprendere i trend tecnologici emergenti ed uno scouting continuo per individuare i protagonisti tecnologici del domani.  Il passo successivo è quello di lavorare insieme a loro per costruire soluzioni di successo. Nel fare questo diamo molta importanza alla sperimentazione preventiva delle tecnologie e la formazione del nostro personale.

Siete stati pionieri nel creare un vero e proprio “Evento VoIP” negli anni passati, quest’anno avete voluto dare una svolta portando a due giorni l’evento ed organizzando un’agenda piena di interventi con tematiche ben precise. Puoi raccontarci meglio il valore di ICT Solutions che si svolgerà il prossimo 12 e 13 maggio a Bologna?

ALLNET.ICT Solutions AllnetITALIA è un’azienda con 5 Business Unit di cui le UC sono solo una di essa. Le altre sono la SICUREZZA informatica e fisica, il NETWORKING, Wired e Wireless, I DATA Center ed il cloud ed infine “More” dove concentriamo le tecnologie emergenti come l’IoT ecc. Oggi per differenziarsi dal mercato è sempre più importante sapere costruire soluzioni. Molti dei nostri clienti come attività principale non hanno esclusivamente la telefonia, ma dovendo questa lavorare sopra un’infrastruttura di rete adeguata offrono anche gli apparati ed i servizi ad essi connessi. Del resto stiamo vivendo nell’era della convergenza e tutto passa sull’IP. Il valore del ICT solutions day è appunto quello di fornire una finestra di due giorni sulle tecnologie emergenti e lo stato dell’arte attuale.  Rappresenta inoltre un’occasione importante per fare rete e trarre spunto dal confronto tra settori tecnologici paralleli e convergenti con opportunità di ampliare il proprio business.

Un tuo parere, sincero, di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT?

In questa fase stiamo vivendo la terza rivoluzione industriale nella quale vediamo consolidarsi diversi trend. Il cloud, l’IoT, la mobilità sono solo alcuni trend che creeranno una serie di opportunità per chi saprà coglierle e costruirci un modello di business sostenibile. Indubbiamente ci sarà però nel canale anche una parziale disintermediazione modificando alcuni equilibri consolidati dovuto all’effetto dirompente del cloud. Il mondo futuro, a nostro parere, premierà quegli attori che avranno saputo costruirsi le giuste competenze ed avranno avuto un forte spirito innovatore oltre che costruito le partnership adatte per affrontare il mondo del domani. Vendor, distributori e clienti devono lavorare insieme per creare un ecosistema integrato adatto ad affrontare le sfide future. Il valore della squadra sarà come sempre quello premiante.

Silenzio. Un punto di riflessione nelle parole di Emiliano che, non so se avete notato, si esprime sempre con il “NOI”. Anche quando parla di sé mette sempre al suo pari tutto il suo gruppo. Ecco, guardando tutto il team di Allnet.Italia, dal reparto marketing, al commerciale fino ad arrivare agli specialisti della BU, capisco perché sono considerati tra i migliori esponenti a livello nazionale nella fornitura di soluzioni IT. Quando si dice “l’unione fa la forza!”, queste ne sono le prove. Sentirsi parte di un team e non un componente indipendente o superiore aiuta a realizzare un modello di Business vincente.

A cura di Samuel Lo Gioco

L’evento ICT Solutions di Allnet.Italia si svolgerà il 12 e 13 maggio a Bologna presso il Savoia Hotel Regency.

Per partecipare clicca QUI

Diario di bordo: seconda tappa SMAU | Torino 2015

SMAU Torino 2015Dopo l’esperienza di Padova è la volta di SMAU Torino.
 
La fiera si è svolta il 29 e 30 aprile all’interno di una delle più grandi strutture storiche industriali italiane che porta la leggenda del marchio automobilistico FIAT: Lingotto Fiere
Lingotto FIAT
Veramente impressionante, un edificio unico nel suo genere con la “pista di collaudo” sorta sopra il tetto dove proprio a Gianni Agnelli piaceva guardare sfrecciare le sue creazioni.
Un pezzo di storia che per quasi 60 anni, dal 1923 al 1982, ha sostenuto l’economia di migliaia di famiglie torinesi fino al suo crollo negli anni 80. Quel tremendo periodo lasciò un segno duro per il Piemonte, ma con grande impegno nella sinergia tra il Comune di Torino e la Regione Piemonte fu subito creata una consulta internazionale per guardare avanti e sfruttare l’imponente struttura non lasciandola decadere con il suo mito. Fu scelto, nel 1985, l’architetto Renzo Piano alla guida di questa rinascita. Con lui diventò quello che oggi è un centro multifunzionale tra i più grandi in Europaospitando manifestazioni mondiali come il Salone del Libro e il Salone del Gusto.
Personalmente credo che l’organizzazione di SMAU non potesse scegliere un luogo migliore come tappa piemontese. Erika Maiutto SMAU
Fin dal primo giorno risalta il forte afflusso dei partecipanti che, anche a questo giro, riempiono le sale dei workshop grazie ai contenuti interessanti.
Molte sono state le persone passate a trovarci al nostro stand contando ben 108 caffè serviti. 
Abbiamo visto una Regione molto attenta allo sviluppo delle proprie imprese rendendosi partecipe durante tutto l’evento dimostrando la sua crescita, una crescita che anche noi di VoipVoice abbiamo potuto constatare. Giusto per darvi un’idea dal 2010 al 2013 abbiamo raggiunto 23 nuove aziende partner, mentre dal 2014 a oggi, quindi in solo 1 anno e 1/2, un incremento di 18 ( +28%), portando a un totale di 41 partner e ben 614 clienti in tutta la regione.
Questi dati parlano chiaro. Il Piemonte sta riprendendo la sua competitività cavalcando l’onda delle nuove tecnologie. Il carattere deciso e determinato dei piemontesi sta facendo rinascere il territorio anche dopo il crollo della madre FIAT.
A cura di Samuel Lo Gioco
Ecco infine il nostro diario fotografico di questa tappa veneta.
SMAU TorinoSMAU TorinoSMAU TorinoSMAU TorinoSMAU TorinoSMAU TorinoSMAU TorinoSMAU TorinoSMAU TorinoSMAU Torino
Becooldrinkvoip Drink VoIP Lingotto Pascal Piemonte Pitch Siseco Sistemi Torino SMAU Torino Start Visitatore Voip allo SMAU Voip allo SMAU

Intervista a Pierantonio Macola di SMAU

L’Italia sta reagendo e nuovi mercati, che qualche anno fa non riscuotevano grande successo, adesso offrono nuove opportunità.

E’ proprio così, ed è con questa riflessione che abbiamo voluto intervistare un uomo che in Italia rappresenta una delle più grandi organizzazioni fieristiche che porta avanti il concetto di innovazione e opportunità. Sto parlando di Pierantonio Macola, AD di SMAUPierantonio Macola

Con la partecipazione al Roadshow 2015 abbiamo avuto modo di conoscerlo meglio e di capire il suo punto di vista; personalmente lo condivido a pieno, ma scopriamolo insieme!

Partirei con la prima domanda chiedendoti da dove nasce l’idea di SMAU e qual è la caratteristica che lo ha portato al successo nel corso degli anni?

Smau nasce nel 1964 con l’acronimo di Salone Macchine Attrezzature Ufficio: un’impronta decisamente business, già dalle sue origini, che si è confermata la formula vincente per accompagnare le diverse rivoluzioni nel nostro modo di lavorare: dalla macchina da scrivere al PC fino ad arrivare, oggi, al cloud computing, all’internet delle cose e ai sistemi di collaborazione e comunicazione avanzati che stanno guidando la digital transformation nelle imprese.

 

Ti conosciamo come promotore fieristico in ambito ICT, ma qual è stato il tuo percorso personale e professionale che ti ha portato oggi a essere AD di SMAU? 

La mia avventura alla guida di Smau inizia nel 2008, anno in cui accettai la sfida di portare lo storico evento milanese dedicato all’innovazione in giro per l’Italia: una scommessa importante, supportata da un bagaglio di esperienze derivanti da un evento che ho organizzato per diversi anni, Webbit: un vero e proprio hackmeeting che si svolgeva a Padova e rappresentava il punto di incontro della tribù digitale dei primi anni del terzo millennio. Oggi molti dei protagonisti di quell’evento sono i nostri relatori più seguiti nelle tappe del Roadshow Smau.

In questi ultimi anni abbiamo notato che SMAU porta un forte messaggio dando importanza al fenomeno delle StartUp. Ma in questa fase che ruolo hanno nella rinascita delle imprese italiane?

Il lavoro che Smau sta svolgendo negli ultimi anni è proprio orientato a far comprendere come le startup, e relativo ecosistema di incubatori e acceleratori, possono diventare il reparto di ricerca e sviluppo esterno a cui le imprese possono affidarsi per sviluppare nuovi prodotti e servizi e, quindi competere sui mercati. La nuova normativa sulle startup nata due anni fa va proprio in questa direzione, per cui il compito di Smau è quello di favorire l’incontro tra questi due mondi creando occasioni di networking e di contaminazione. Si chiama ‘Open Innovation’

SMAU

Sono anni che osservi da un punto di vista privilegiato la crescita di molte aziende nel settore ICT presenti in Italia, che idea Ti sei fatto nell’approccio al mercato di questi protagonisti? 

In un Paese in cui il sistema produttivo è rappresentato al 90% da PMI, sono convinto che il ruolo dei business partner italiani delle grandi multinazionali del settore ICT sia fondamentale. Sono loro che sanno interpretare al meglio le esigenze del mercato e cucire gli “abiti su misura” per le nostre imprese. A loro spetta un compito importante: quello di guidare la digital transformation nelle aziende della domanda. Un processo che vedrà sempre più coinvolte le diverse funzioni aziendali- non solo quindi gli IT manager- e che porterà ad una trasformazione di tutte le dimensioni del business per renderlo più competitivo e più aderente alle aspettative del proprio mercato grazie alle moderne tecnologie digitali. Le imprese del digital si trovano di fronte ad una grande occasione che devono saper cogliere per essere protagonisti di questo cambiamento. 

Negli ultimi anni abbiamo visto una forte evoluzione con SMAU, con molte tappe nel territorio nazionale toccando anche addirittura una EU con Berlino. Vedendo questa evoluzione ci viene da chiederti quali altre novità future ha in serbo l’organizzazione SMAU?

Roadshow SMAU 2015

La tappa di Berlino è stata un’esperienza molto importante che ci ha permesso di valorizzare l’innovazione  dei territori a livello internazionale in un momento in cui  il Made in Italy, grazie ad Expo, suscita un grande interesse  e di accendere i riflettori sull’evento Milanese di ottobre, Smau Milano, che si terrà in contemporanea con l’Esposizione Universale  e che sarà il più grande palcoscenico B2B dedicato all’innovazione proveniente da tutte le Regioni Italiane proprio attraverso gli Stati Generali dell’Innovazione Nazionale.

Un valore aggiunto che troviamo in SMAU sono gli workshop di professionisti di settore. Com’è nato l’interesse nel dare valore ai contenuti e quali sono quelli più gettonati? 

Come ho detto prima i workshop nascono proprio dall’esperienza di Webbit, in cui la formazione gratuita, e la condivisione delle esperienze, attraverso brevi pillole informative a cura dei “guru” del settore era l’elemento di maggior valore per i partecipanti. Tuttora i nostri workshop mantengono inalterata la formula di condivisione della conoscenza: sono gratuiti, durano 50 minuti e forniscono un’infarinatura sul tema. Al termine dell’evento lo scambio dei contatti e la visita allo stand è fondamentale per approfondire quanto detto nel workshop. Le tematiche sono le più diverse, ma sicuramente i temi di maggior interesse oggi sono i bandi e finanziamenti alle imprese, il marketing digitale e i social media per il business e, dalla tappa di Smau Padova, appena conclusa, abbiamo registrato il tutto esaurito nei workshop in cui si parla di digital manufacturing: un tema che affronteremo per tutto il 2015.smau-istituzionale

 

Una Tua considerazione di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT? 

Uno dei fenomeni che sicuramente esploderà nei prossimi cinque anni è proprio quello di cui ho parlato prima: la Digital Transformation. Le imprese stanno affrontando un momento di grande cambiamento che prevede un miglioramento dell’efficienza operativa, della customer experience, dell’innovazione dei prodotti/servizi. Esso è sperimentato, deciso e gestito con consapevolezza dalla direzione aziendale e determinato dall’impiego di nuove tecnologie e servizi digitali e dallo sviluppo di nuove competenze digitali.​ Un altro fenomeno sempre più rilevante che riguarda il mondo dell’innovazione è quello dell’Open Innovation: per rispondere adeguatamente ai bisogni di innovazione, ricerca e sviluppo delle nostre imprese è necessario facilitare le relazioni dirette con i nuovi protagonisti di questo ambito: startup, acceleratori, centri di ricerca, incubatori, spazi di co-working, ecc. In particolare, le startup e il relativo ecosistema di riferimento non vanno considerati un ‘settore’ della nostra economia, ma dei potenti ‘agenti di innovazione’ a disposizione delle imprese esistenti; per molte imprese questo approccio è già una realtà (Technogym, ilGruppo RCS, Telecom Italia/TIM, ma anche molti attori veneti, tra cui, ad esempio Came) ora tocca anche alle altre poter cogliere questa occasione.

Infine, noi siamo un’azienda che si occupa prettamente di VoIP. Cosa ne pensi del VoIP e cos’è per te il VoIP?

Con la maggiore mobilità delle risorse all’interno delle imprese, la dislocazione in sedi differenti, la necessità di ridurre i costi interni di trasferta, le imprese hanno sempre più l’esigenza di tecnologie digitali che le supportino nell’attività di comunicazione sia interna che esterna. Il VoIP sicuramente giocherà un ruolo fondamentale per soddisfare queste nuove esigenze e, per questo, sarà una delle tecnologie protagoniste della Digital Transformation di cui ho accennato prima.  

La Digital Trasformation. Una definizione evocata e sottolineata più volte da Pierantonio, come a farci intendere che oggi siamo pronti: le imprese italiane sentono l’esigenza di innovare i propri processi e trasformare  quei metodi consolidati da cattive abitudini per far crescere la produttività.

Tu, come Noi, sei portatore di questo movimento. Allo stesso modo, le aziende, hanno sempre più bisogno di partner qualificati che sappiano guidare, con professionalità, verso la strada dell’innovazione. Quindi coraggio!

– Intervista a cura di Samuel Lo Gioco

Diario di bordo: prima tappa SMAU | Padova 2015

SMAU Padova è stata la nostra prima partecipazione al RoadShow 2015 che ha fatto tappa in Veneto.  Tecnologia e innovazione in ambito VoIP i temi affrontati.SMAU 2015

L’impressione della manifestazione svoltasi il 1 e 2 Aprile è stata positiva. Soprattutto vedendo una regione così attenta a queste tematiche che si dimostra coinvolta e partecipe. Si, perché la Regione Veneto ha avuto un ruolo importante nell’organizzazione e pianificazione di tematiche inerenti lo sviluppo delle proprie imprese. Con un un’Arena dedicata alla Regione Veneto e ben 6 interventi su temi innovativi e digitali, ha dato un forte messaggio dimostrando alle aziende locali la sensibilità verso la loro crescita.
Una crescita che anche noi di VoipVoice abbiamo potuto constatare. Giusto per darvi qualche numero nel 2013 abbiamo avuto un incremento di 9 partner e 202 nuove aziende clienti, mentre il 2014 di 22 nuovi partner e 421 nuove aziende clienti! Con questi numeri possiamo affermare che il Veneto sta rinascendo con un’anima digitale.
Questi dati parlano chiaro. Il Veneto è, e sarà ancora per molto, un territorio fertile per l’implementazione di nuove tecnologie.
Nel complesso l’organizzazione di SMAU è stata veramente impeccabile. Abbiamo potuto conoscere giovani ragazzi che, ambiziosamente, hanno saputo emergere creando idee innovative partendo da una StartUp. Una tra queste che ci ha colpito particolarmente è stata l’invenzione di un dispositivo che permette di telefonare, anche con il proprio smartphone, ai non udenti. Vedere ragazzi così giovani con spirito imprenditoriale pronti a mettersi in gioco per realizzare le proprie idee, è fantastico, un bell’esempio.
 Abbiamo poi molto apprezzato i contenuti dei workshop. Le Arene erano colme ed il pubblico ha dimostrato una forte partecipazione. Tema principale il Marketing, in campo digitale e pratico, per far conoscere l’approccio giusto per essere attivi e non passivi in questo nuovo mercato digitale.
Abbiamo potuto contare più di 150 visitatori al nostro stand curiosi nel conoscere più a fondo, con un buon caffè alla mano (ne abbiamo offerti 107!!), quello che il VoIP può offrire alle aziende per migliorare il proprio Business.
 #BECOOLDRINKVOIP
Ecco infine il nostro diario fotografico di questa tappa veneta.
Smau18 SMAU Padova con Samuel Lo Gioco e Greta Tofani Smau15 Smau14 SMAU Padova con Samuel Lo Gioco, Greta Tofani, Sebastiano Cutrera Smau12 Smau11 Smau10 Smau9 Samuel Lo Gioco Smau7 VoipVoice con Samuel Lo Gioco, Edoardo Ventrelli, Greta Tofani Samuel Lo Gioco Samuel Lo Gioco Smau3 Smau2 Smau1 VoipVoice SMAU Padova
Ci vediamo il 29 e il 30 Aprile allo SMAU di Torino! Colonna Sonora: Ma quando torno a Padova di Umberto Marcato

La teoria dell’armadio di Samuel Lo Gioco

Non ci credo, ancora una volta mi chiedono “Samuel, dimmi cosa fai alla VoipVoice”.

Credetemi, questa è la domanda che più mi mette in difficoltà. Eh sì, perché se mi chiedete di Samuel Lo Giocospiegarvi cos’è VoipVoice o qualsiasi altro dettaglio saprei dirvelo con convinzione e in poche parole – allo SMAU ho descritto VoipVoice nello speed speech di 90 secondi – mentre quando mi trovo di fronte alla fatidica domanda “Samuel, ma cosa fai di lavoro? Qual è il tuo ruolo?” mi trovo sempre a fare esempi senza senso e come risultato finale ottengo un bel “……. Ok, cosa stavamo dicendo?”

 

Oggi però voglio essere efficace! Paragonerò quello che faccio ed il mio ruolo associandolo ad una cosa molto comune L’ARMADIO.

Innanzitutto un armadio è un contenitore che raccoglie tutte le vesti che rappresenteranno alpubblico la persona (o azienda). Perché il costume identifica le persone, come dice Coco Chanel ” La moda non è qualcosa che esiste soltanto negli abiti. La moda è nel cielo, nella strada, la modaha a che fare con le idee, il modo in cui viviamo, ciò che sta accadendo”.armadio

Avete ragione, c’è quel famoso detto (oramai fin troppo datato) che dice “l’abito non fa il Monaco”, ma scusate perché voi avete mai visto una persona vestita da monaco che NON lo sia veramente…?

Immaginate la scena classica di molte mattine quando ci si trova di fronte l’armadio per capire cosa mettere, dopo aver dato un’occhiata fuori dalla finestra, con gli occhi ancora abbottonati, per cercare aiuto dal tempo. Si, perché anche nel Marketing si SCEGLIE e molte di queste scelte sono condizionate da variabili, climatiche e non, che impongono dei paletti proprio come lo fa il tempo, le stagioni e la destinazione quando viene deciso l’abito adatto alla giornata.

Personalmente considero che dietro tutte quelle attività di marketing che vediamo ci siano prevalentemente persone che in parte le identifichino. Proprio come nell’abbigliamento.

Giusto per darvi qualche esempio:

imagesStile Classic: sono quelle persone che hanno studiato e sanno con precisione quelli che sono i processi e gli strumenti per un marketing didattico. Ebbene sì, sono quelle persone molto preparate: conoscono il giusto abbinamento mantenendo uno stile comune, per non dire casto. Ma non si capisce se questo modo di essere sia carente di fantasia o se sia semplicemente la paura di uscire fuori da quegli schemi didattici che l’istruzione insegna. Il risultato: passare nella mediocrità senza essere distinti nel mercato.

Casual: loro sono i più forti. Praticamente sono quelle persone che non decidono, o meglio, prendono le prime cose che trovano sotto mano e partono. Praticamente nel marketing sono le stesse persone che lavorano senza alcuna strategia o pianificazione. Scoprono un nuovo strumento o metodo, lo applicano finché non si stancano, dopodiché lo lasciano. Questa inconcludenza non porta mai a dei risultati tangibili nel tempo. Come in tutte le attività una strategia pianificata è indispensabile.

Trendy: adoro questo stile. Sono sempre aggiornati sull’ultimo trend in voga. In ambito lavorativo sono quelle persone che ti spiazzano: conoscono sempre l’ultimo approccio e metodo e ti fanno sentire come un bischero, del tipo “ma come! non sapevi che il metodo migliore è facendo…?”. L’unico piccolo difetto è che necessita saperlo applicare e, soprattutto, controllare per constatare che sia efficace. In questo dovrebbero imparare da chi si veste con uno stile classic.

Hippy: Sono FE NO ME NA LI! Giuro che non sto scherzando! Praticamente, con uno stile un po’ anarchico, vanno contro tendenza.

Uno si chiede: perché? Semplice, ciò che viene notato oltre all’ultima tendenza è la CONTRO tendenza!

Loro sì che sono persone preparate. Sanno pianificare una strategia molto affinata e la applicano con un controllo maniacale. Per farvi un esempio sono quelle attività che con uno scandalo ottengono audience e, di conseguenza, si fanno riconoscere. Dopodiché, per recuperare la cattiva reputazione (brand reputation), applicano un canale comunicativo riparatorio, facendo passare il brand come vittima da imitare moralmente.

Bohémien: Loro sono grandiosi. Praticamente sono quelle persone talmente superiori, che non portano bandiera. Li troviamo primi in classifica nella Hit Parade dei Guru del Marketing curando molto il Personal Branding (dove sono veramente dei professionisti senza uguali). Ognuno di loro porta avanti il proprio concetto di contest marketing e, per spezzare una lancia a loro favore, voglio dire che a mio parere trasmettono sempre concetti utili e validi. Personalmente li ammiro molto, perché, anche se non mi danno la giusta chiave di volta, prendo sempre ispirazione. Però bisogna vedere se sono bravi quanto nell’insegnamento anche nelle attività pratiche nelle aziende. Ma non ci vedrei niente di strano se non lo fosse, infondo è risaputo che chi è bravo nell’insegnare lo è meno nella pratica.

Quindi, per tornare alla famosa domanda “Samuel, ma cosa fai di lavoro? Qual è il tuo ruolo?” Ecco, il mio lavoro è analizzare il mercato focalizzando una posizione precisa, prendendo esempio da ognuno degli stili, mettere in pratica una strategia di marketing per poi pianificarla insieme al team.

Il mio stile punta molto sulla creatività, dove un abito, un dettaglio caratteristico crea la propria personalità. Questo, applicato nelle attività di Marketing mette in rilievo un carattere vivo dell’azienda, ma naturalmente deve essere dosato perché, come tutte le cose, altrimenti diventa estrosità eccentrica che anziché essere apprezzata diventa inopportuna.

Quindi la mattinata comune mi vede di fronte l’armadio, con le ante spalancate, pronto a SCEGLIERE. Fissando tutti gli abiti scelgo i migliori partner, lo sviluppo dei servizi che l’azienda offre (valore molto importante per un’azienda che lavora nel campo tecnologico), le strategie e, in fine, cosa mettermi 😉

– Samuel Lo Gioco –

Informazioni: Samuel Lo Gioco risponde ogni giorno lavorativo dalle ore 9,00 alle ore 18,00 oppure potete contattarlo tramite mail: marketing@voipvoice.it.