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La Parola al Tecnico. Intervista a Matteo Sala

L’angolo delle interviste cambia forma, formula, colore e… si rinnova ancora una volta.

Oggi giochiamo con le parole. Per conoscere meglio Matteo Sala (amministratore e responsabile tecnico di Eurylink) abbiamo deciso di sottoporlo ad un’intervista diversa dalle solite. Niente domande classiche: basta una parola e la conversazione prende vita. A parola “suggerita”, insomma, corrisponde una risposta. L’associazione di idee immediata e spontanea, guiderà un botta e risposta totalmente imprevedibile.

Grazie a Matteo per essersi prestato al gioco.

 

E ora, La Paola al Tecnico.

 Partiamo con TECNOLOGIA

E’ una costante che ha contraddistinto tutto il mio percorso. Tecnologia e lavoro sono sulla stessa strada, è un binomio giusto ma non quello che mi piace di più. Tecnologia uguale passione: questo funziona! E’ per passione che a 16 anni ho iniziato ad approcciarmi alle tecnologie. Oggi che ne ho 42 faccio ancora le notti sveglio a cercare, studiare, approfondire in ambito tecnologico. Non esiste una scuola di formazione nel settore del VoIP e della tecnologia, più in generale. Cambia tutto così velocemente che quello che studi oggi domani sarà già superato. E’ la passione che ti guida nelle scelte. E anche parlando di tecnologia, solo se ci metti la passione potrai combinare qualcosa di concreto. 

 

Se ti dico VoIP? Parola familiare…

Eh sì. E’ una parola che ho conosciuto intorno al 2000. Il VoIP mi ricorda tante cose. La nascita di Asterisk,  dei primi provider. Per loro ho lavorato  prima come blogger (scrivevo articoli tecnici), poi come collaboratore. Proseguendo sul filo del VoiP, fui contattato per gestire le centrali, quelle “fatte in casa”. Queste aziende poi sono fallite a causa della liberalizzazione di Telecom, la peggiore mai fatta in Italia. Ho vissuto il VoIP dell’anno zero, oggi il terreno è decisamente più fertile. E sempre il VoIP mi ricorda il primo incontro con Simone Terreni, qui in Lombardia, quando era ancora solo e non aveva un team. Ricordo la prima telefonata che gli feci…Tutta colpa -anzi merito- del VoIP. 

Sulla scia dei ricordi, ti dico IERI

Guardo ieri e mi vedo piccolo, ma comunque sempre interessato alle telecomunicazioni. A 15 anni si parlava di comunicazioni radio; amici più grandi di me mi coinvolsero in progetti che all’epoca erano per pochi. Pochi ma appassionati. Cominciarono i primi esperimenti, nel contesto liceale si parlava molto di questo.  La voce che passava tramite internet sembrava un’utopia. 

Da IERI passiamo ad OGGI

Oggi mi porto dietro tutta la storia delle telecomunicazioni che ho visto crescere, evolversi. Per capirne i problemi è fondamentale aver assistito alle fasi di transizione, cosa che non è permessa per ovvi motivi ai nativi digitali. A loro forse manca un pezzo. Chi come me usava il vinile per ascoltare la musica e oggi maneggia gli mp3, comprende facilmente cosa stia succedendo in ambito tecnologico. Non siamo ancora arrivati, questa è una fase confusionale dove i nostalgici tendono a riproporre un modello che ormai appartiene al passato mentre c’è chi cerca di guardare avanti, al futuro. Sarà il digitale a dominare ovviamente. L’analogico non potrà resistere ancora per molto. 

A proposito di futuro. CLOUD.

Il Cloud in realtà è il presente. Siamo solo agli inizi, in ritardo rispetto alla Germania o agli Stati Uniti. Questo ritardo è legato all’evoluzione dei canali di telecomunicazione in Italia. Nonostante negli ultimi due anni tante aziende siano migrate al Cloud, c’è ancora paura, diffidenza. Dagli ultimi mesi del 2016 come tecnologia sta comunque prendendo piede: si concretizzerà a pieno nel biennio  2017-2018 come modello che prevarrà su hardware, ferro e apparecchiature. Cloud è una parola chiave.  

SMART WORKING fa rima con?

Rivoluzione. E’ quello che vivo tutti i giorni, un concetto nuovo che dovrebbe appartenere soprattutto alle nuove generazioni. Significa non avere orari, gestirsi in maniera flessibile il proprio tempo, essere reperibile ovunque, il che può tradursi in vantaggio o svantaggio. Lo smart working non lo vedo lesivo della privacy. Il mercato del lavoro cambia, ci sono periodi di alta concentrazione di impegni e periodi morti. Devi saperti adeguare. Il classico modello delle 8 ore di impiego col timbro del cartellino sta per tramontare. Il lavoro oggi è dinamico, senza vincoli, in mobilità. Stimolante! 

COMUNICAZIONE, cosa ti suggerisce questa parola?

La comunicazione è la mia vita. Sono partito facendo il blogger, cercando di diffondere le mie conoscenze, quello che avevo appreso. Un buon metodo per comunicare efficacemente? Pensare prima di aprire la bocca. E non sempre dire quello che si pensa, ho imparato sulla mia pelle che è sempre meglio mediare, evitare di essere troppo schietti. Si rischia di venir fraintesi. 

Passiamo alle PRIORITA’

La famiglia è al primo posto, la passione personale al secondo e al terzo ci metto l’interesse pubblico. Nel senso che le scelte che faccio sono sempre disinteressate, non legate ad un ritorno economico ma necessariamente ad un ritorno sociale. Questo mi sta a cuore. 

Peschiamo dal cilindro la parola OBIETTIVO

Non li guardo ad oggi gli obiettivi, ma li proietto al domani, li fisso lì. Domani si parlerà tanto di fibra ottica, il mondo da tener d’occhio è quello: il 2017 e il 2018 saranno due anni legati tra loro dal punto di vista della transizione verso la fibra e il digitale. Saranno gli anni anche per noi del cambiamento, non dobbiamo farci trovare impreparati. Ma studiare, approfondire, anticipare i tempi.

Se dovessi scegliere tu una parola chiave che ti rappresenta e ti suscita emozioni?

Senza dubbio PASSIONE. E se avete letto con attenzione le risposte, capirete il perchè.

Esperimento riuscito.  E voi, che dite?

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti

Matteo Sala è amministratore e Responsabile Tecnico di Eurylink, azienda 3CX Gold Partner e 3CX Advanced Certified Professional con sede in Lombardia. E’ specialista tecnico di sistemi Voice over IP con oltre 20 anni di esperienza applicata nel settore specifico. E’ analista senior, progettista e technical trainer per sistemi VoIP 3CX e periferiche certificate, infrastrutture di networking e telecomunicazioni IP. Collabora con aziende installatrici e produttrici, VoIP provider e Pubbliche Amministrazioni per le quali segue personalmente la fase di analisi, sviluppo, implementazione.

Per contatti e informazioni:

Tel. 0399217423 – mail info@eurylink.com

Chi VoIP mangia le Mele

INSPIRATION: Nel 1969 la Piaggio realizzò lo spot che rivoluzionò la pubblicità in Italia. Il pubblicitario fiorentino Gilberto Filippetti, ebbe l’idea di uno slogan guardando i giovani che nel  68 stavano contestando il grigio mondo degli adulti. “Chi Vespa mangia le mele, chi non Vespa NO!” In pratica chi andava in Vespa trasgrediva, cambiava le regole, un modo per far sentire ai giovani di condividere le loro istanze ed essere dalla loro parte, introducendo un linguaggio nuovo. Oliviero Toscani lo ha definito un colpo di genio che i creativi inseguono ancora; il disegnatore di fumetti Guido Crepax fece dire al suo personaggio Valentina: Chi Valentina mangia le mele; Vasco Rossi cita esattamente lo slogan nella canzone Bollicine: coca cola chi/coca cola chi vespa mangia le mele/coca cola chi?!?/coca chi non vespa più e mangia le pere…Qualcuno sostiene che la mela stilizzata con un morso perfettamente rotondo realizzata da Filippetti sia stata essa stessa di ispirazione per il logo della Apple. In fondo l’azienda di Steve Jobs nacque sette anni dopo.

CONCEPT: Il Video vuol essere un omaggio allo spot della Piaggio degli anni 60. Una mela diventa la terra, un fascio luminoso ci porta sulla terra, primo piano di tutti i componenti di VoipVoice che mangiano una mela, un fascio luminoso unisce tutti personaggi, ad ognuna una scritta differente che rappresenta una scelta, un modo di essere, un vantaggio. Chi sceglie il VoIP sceglie queste cose. Il fascio torna nello spazio e la terra diventa una mela mangiata.

CLAIMS: Scegli l’Innovazione. Scegli il Risparmio. Scegli di Trasgredire. Scegli di essere Efficace. Scegli di essere Te Stesso. Scegli la Mobilità. Scegli di superare i tuoi Limiti. Scegli il Futuro. Scegli l’Affidabilità. Scegli il Cambiamento. Scegli la Convergenza. Scegli la Flessibilità. Scegli di essere Smart. Scegli di cambiare le Regole. Scegli il VoIP. Chi VoIP mangia le mele.

CREDITS
Realizzazione video: PROFESSIONAL VIDEO EMPOLI

Attori: Simone Terreni, Parminder Kaur, Alessia Rustichini, Valentina Maionchi, Roberta Terrasi, Serena Masoni, Matteo Martellacci, Edoardo Ventrelli, Luigi Poli, Martina Giacomelli, Samuel Lo Gioco, Ylenia Cecchetti, Gabriele Nannotti, Linda Mezzotero e Alberto degli Alessandri.

Location: VoipVoice Srl

Music from SoundCloud: James Carter x Levi Remix [Shape of You – Ed Sheeran]

Buona Visione, Buon VoIP

Intervista ad Andrea Scacchioli, Business Development Manager-Italy beroNet

Eccoci di nuovo qua. Reduci dalla convention dei primi 10 anni di VoipVoice, con l’adrenalina ancora alle stelle torniamo ad occuparci del nostro angolo interviste. La chiacchierata di oggi servirà a conoscere meglio Andrea Scacchioli di beroNet, impresa tedesca fondata nel 2002 da tre intraprendenti ingegneri, con la quale abbiamo di recente stretto una nuova partnership. Una riconosciuta esperienza nelle tecnologie VoIP, passione e determinazione: tutti elementi che ci accomunano.  La casa tedesca ricopre una posizione di leadership nella produzione di Gateways VoIP,Telephony Appliance e schede PCI(e). Voliamo a Berlino e bussiamo alla porta dell’ufficio di Andrea…

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Cominciamo da dove ci siamo lasciati. Modena, convention “Ricomincio da Dieci”: un bilancio della giornata. Il momento che ti ha divertito e interessato di più…
Una giornata davvero piacevole. Conoscere di persona il team VoipVoice e confrontarsi con i vari players del mercato è stato molto interessante e stimolante.
Cosa dire della location . . . perfetta! Il tempio della velocità, un ambiente dove si respira l’eccellenza dell’imprenditoria italiana, rappresenta un esempio che può solo incoraggiare imprese di successo come VoipVoice a fare sempre meglio e non porsi alcun limite.
Il momento più interessante e allo stesso tempo divertente della giornata è stato durante la Convention. Sono fermamente convinto che il capitale umano sia di gran lunga la risorsa più importante all’interno di qualsiasi azienda. Ogni individuo, con le proprie competenze e, soprattutto, carattere, determina il successo dell’impresa. Ascoltare la voce delle persone che hanno costruito questa realtà, capire cosa fanno tutti i giorni e vederle di persona mi ha incuriosito, divertito e, allo stesso tempo, ha risposto alla mia domanda: “Come è possibile in soli 10 anni raggiungere un tale successo?”.

Parlaci di te. Qual è stato il percorso che ti ha portato a beroNet?
Il mio percorso inizia con la laurea in Scienze del Turismo. La mentalità maturata grazie a questa tipologia di studi mi ha spinto a viaggiare, confrontarmi con diverse culture, conoscere nuove persone e maturare un elevato spirito di adattamento e flessibilità.
Prima di approdare in Germania ho vissuto e lavorato in diversi Paesi: Spagna, Australia, USA e, in particolare, UK. Ho ricoperto diversi ruoli e ho continuato ad investire tempo e risorse sulla formazione frequentando corsi, workshops e Master. Negli ultimi due anni mi sono appassionato al commercio estero (import/export); questo mi ha portato a lavorare come Export Consultant per diverse PMI italiane e viaggiare spesso per ricerche di mercato.

Hai sempre sognato di lavorare nel mondo dell’ICT o è una strada che hai imboccato per caso?
Il mio unico e vero sogno è sempre stato quello di diventare un cantante professionista. Studio canto rock da più di dieci anni. Tuttavia, conoscendo le difficoltà di questo mondo, sono sempre rimasto con i piedi per terra e ho coltivato contemporaneamente altre passioni, come quella per il Marketing, International Trade e Sales.
Sentivo il bisogno di fare una nuova esperienza all’estero che mi desse l’opportunità di vivere in un contesto internazionale e sviluppare le mie idee professionali. Per questo ho iniziato a cercare un nuovo lavoro e sostenere colloqui in diversi Paesi.
L’offerta di beroNet è stata senza dubbio la più interessante e stimolante, si tratta di una vera e propria sfida: sviluppare i canali di vendita in Italia, un mercato dove i nostri competitors sono realtà molto strutturate e attive sul mercato da più tempo rispetto a noi.
Mi occupo anche dello sviluppo di altri Paesi come Malesia e Australia ma il mercato italiano resta quello principale, al quale dedico più tempo ed energie.
Se non a Berlino, in che parte del mondo (e in quale veste) ti saresti immaginato?
Nonostante sia un percorso davvero lungo e ostico, avrei provato a tornare negli USA (in città come Atlanta, Nashville, Cleveland) dove ho lavorato come consulente export per due mesi e mi sono trovato benissimo per lo stile di vita, il clima e la mentalità delle persone del posto. In USA vi sono numerose sedi e/o branch di imprese del Made in Italy; probabilmente avrei cercato di ricoprire lo stesso ruolo in una realtà del genere.

Che differenze ci sono tra il mercato italiano e quello tedesco? 
Dopo sei mesi trascorsi in questa realtà, l’impressione che ho maturato è che il mercato tedesco è più dinamico e si adatta più velocemente al cambiamento tecnologico rispetto a quello italiano. I clienti sono sempre alla ricerca di soluzioni di settore innovative e hanno meno paura del cambiamento. Tuttavia, i clienti tedeschi sono molto fedeli alle soluzioni che adottano ed è molto difficile convincerli a provare soluzioni alternative. Per intenderci, conta più la Brand Awareness rispetto al Word of mouth. Di conseguenza, occorre più tempo per essere riconosciuti. Il cliente italiano, al contrario, è leggermente più aperto al cambiamento ed è importantissimo avere una buona reputazione per “rassicurare” i clienti ad utilizzare soluzioni innovative e originali come le nostre. Fortunatamente abbiamo un prodotto unico nel suo genere e delle ottime partnership tecnologiche che ci stanno aiutando molto in tal senso.

Cosa significa lavorare per un’azienda tedesca e che differenza c’è con una italiana?
Lavorare per un’azienda tedesca vuol dire iniziare la giornata e sapere con esattezza come e cosa fare nelle prossime ore, giorni. L’organizzazione tedesca non è un mito ma pura realtà. Nulla viene lasciato al caso e raramente vi sono degli imprevisti. I tedeschi sono molto puntuali e organizzati nella vita personale quanto in quella professionale. Non voglio assolutamente generalizzare, ma spesso in Italia siamo paralizzati e ci sentiamo impotenti perchè non ci viene richiesto e/o consentito di pensare out of the box … per vari e noti motivi. Sono davvero poche le realtà dove avviene il contrario. Le aziende tedesche danno invece molto più spazio alle idee innovative e investono maggiormente sul capitale umano, in particolare sui giovani, credendo fortemente sui principi meritocratici.
Una cosa in cui le aziende italiane sono superiori? Sicuramente l’elevato livello di flessibilità che consente alle nostre imprese di differenziarsi non solo a livello produttivo, ma anche operative, rispondendo alle esigenze del cliente più in fretta e con un approccio al problem solving senza eguali.

Lavori e vivi in Germania. Cosa ti manca di “casa” e cosa invidi allo stile di vita tedesco?
Essere italiani e vivere all’estero non è affatto facile perchè non esiste un paese al mondo più bello dell’Italia: clima, tradizione culinaria, paesaggi, il concetto di famiglia e amicizia sono aspetti e valori che definirei pilastri per un italiano. Vivere a Berlino è bellissimo perchè ogni giorno si scopre qualcosa di nuovo e si è esposti ad un continuo e costruttivo confronto culturale. Adoro Berlino per la sua organizzazione e soprattutto perchè è una metropoli con ritmi provinciali. Il ritmo di vita quotidiano è tranquillo, rilassante. Le persone sono molto gentili e rispettose.
Berlino non può essere paragonata alle altre città della Germania. Anche i tedeschi ammettono che è una realtà completamente diversa rispetto alle altre; un pò come Londra in UK. Berlino è multiculturale, anticonformista, libertaria e molto trasgressiva.
Il fatto che mi sia amibientato mi aiuta a vivere serenamente e intensamente le giornate; resta comunque la nostalgia per l’Italia. Per questo, ogni volta che torno nel Bel Paese – per motivi di lavoro o vacanze – è sempre una gioia immensa.
Raccontaci un aneddoto legato al tuo lavoro in beroNet… 
Spesso dopo il lavoro restiamo nella nostra living room per bere birre in compagnia e giocare a calcio balilla. Mi odiano tutti perchè ancora non riescono a battermi….a calcio balilla!
Quali sono le prossime novità che confermeranno la vostra posizione nel mercato?
Stiamo intensificando le nostre partnership tecnologiche con 3CX e snom. Inoltre abbiamo stretto nuove partnership con VoipVoice e KalliopePBX. Siamo davvero felici di consolidare tali collaborazioni e aver raggiunto nuovi accordi con dei players di rilievo anche a livello internazionale. L’ICT è un settore molto dinamico, in continuo cambiamento, e beroNet raccoglie questa sfida rispondendo con delle soluzioni originali e innovative.
Un esempio è la nostra Nuova Telphony Appliance 2.0: si tratta di una piattaforma di telecomunicazione unica nel suo genere in quanto è dotata di un gateway modulare e di un Hypervisor che consente di installare ed eseguire più applicazioni e sistemi operativi simultaneamente, il tutto gestibile via Cloud. Non a caso, durante il VoIP2day di Madrid, è stata premiata dalla giuria come migliore Appliance dell’evento.
E non finisce qui, stiamo lavorando alla progettazione e sviluppo di nuove soluzioni . . .
Un tuo parere di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT…
Non è facile fare una previsione su cosa accadrà nei prossimi 5 anni nell’ICT. Solo di una cosa sono sicuro, ci sarà una maggiore presenza e utilizzo del Cloud e un graduale affermarsi dell’idea IoT. I segnali sono chiari, infatti il Cloud (+37%) e l’IoT (+13%) sono i segmenti ICT che nel 2015 hanno fatto registrare il maggior livello di crescita.
In un settore così dinamico e technology-driven sarà fondamentale non farsi cogliere impreparati. Vendors, distributori e integratori di sistema dovranno collaborare intensamente per essere pronti a raccogliere le sfide future.
Cos’è il VoIP per te?
Il VoIP è una rivoluzione: basta un collegamento ad internet e, virtualmente, possiamo metterci in comunicazione con chiunque. Grazie al VoIP nasce un modo di comunicare più veloce ed efficace che, nella maggior parte dei casi, consente di risparmiare tempo e denaro.

In una parola, globetrotter. Andrea è instancabile, ha girato il mondo alla ricerca di stimoli e sfide sempre nuove da vincere. E ancora non si è fermato. Lo ringraziamo per averci aperto le porte del suo mondo, e per aver condiviso con noi una parte della sua storia. Che diventi cantante rock o che insegua il sogno americano, un in bocca al lupo di cuore per un futuro ricco di soddisfazioni.

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti-

VoipVoice at EXPO 2015 in Rise2UP

Dal 1° Agosto al 31 Ottobre 2015 VoipVoice sarà presente ad EXPO 2015.
VoipVoice è stata selezionata per partecipare ad EXPO 2015, l’Esposizione Universale che quest’anno si svolge a Milano. L’azienda che si occupa di VoIP di Montelupo Fiorentino è stata scelta all’interno del Progetto Rise2UP della Cascina Triulza, il Padiglione dedicato alla Società Civile.

Il tema di questa edizione milanese è: Nutrire il pianeta, energia per la vitaMa all’interno dell’Esposizione Universale non si parlerà solo prettamente di Cibo, ma anche di Stili di vita, modi, metodi e tecnologie che possono migliorare la qualità della vita delle persone.
Per questo VoipVoice, grazie alla diffusione delle Unified Communications, al VoIP e al concetto di Smart Working, come azienda è risultata portatrice di buone pratiche (Best Practices), attraverso la tecnologia e l’innovazione su IP, nel mondo delle aziende.
In anteprima ecco il Video, realizzato da Rise2UP presso la nostra sede, in occasione di EXPO 2015, e che sarà proiettato presso la Cascina Triulza, all’interno dell’EXPO 2015, tutti i giorni.


Il 28 Agosto Simone Terreni, Amministratore Delegato di VoipVoice, presenterà le Best Practices dell’azienda leader nel campo VoIP, in un Seminario sul “WEB 2.0” proprio presso la Cascina Triulza, a pochi passi dal Decumano di EXPO 2015.

Il 26 Ottobre 2015, insieme alle altre aziende portatrici di Best Practices, sarà premiata sempre alla Cascina Triulza.

camaleonte+logoexpo (5)Ecco il testo del video che sarà proiettato ad EXPO, con la versione inglese.

Da sempre crediamo che la tecnologia migliori la qualità della vita. 
Per questo dal 2006, quando abbiamo fondato un’azienda di telecomunicazione, insieme con altri soci, abbiamo sempre cercato di stare attenti a quelle che fossero le evoluzioni del mercato che andasse in questa direzione.
Prima ci siamo aperti al campo delle unified communications, ossia l’integrazione di servizi real-time di comunicazione. Poi, finalmente, abbiamo introdotto il Voip, una tecnologia che oggi può davvero cambiare in meglio la vita delle persone.
È nato così VoipVoice, il primo provider italiano di telefonia VoIP orientato solo verso le aziende. 
Il nostro lavoro si basa sulla qualità e sul rapporto diretto con clienti e fornitori per soddisfare le loro esigenze.
La nostra sede si trova a Montelupo Fiorentino, un piccolo comune adagiato in riva all’Arno. Rivendichiamo con forza il fatto di restare in questo posto, lontano dalle grandi città e anche dalla maggior parte dei nostri clienti.
Forse è questa la dimostrazione più lampante che oggi, grazie alle tecnologie, le distanze non sono poi così importanti.
Il Voip è una tecnologia che permette sì di risparmiare ma anche di lavorare dove si vuole. È il concetto di smart working, una modalità di lavoro innovativa basata su un forte elemento di flessibilità, in modo particolare di orari e di sede 
Facciamo un esempio: in azienda arriva una telefonata per una persona che al momento non è in sede.
Con il Voip l’operatrice inoltra la chiamata alla persona cercata, anche mentre questa sta portando a spasso il cane. Si possono anche visualizzare sul cellulare i dati del cliente e quindi rispondere avendo ben chiare tutte le informazioni che servono.
La rivoluzione VoiP è in corso in tutto il mondo e anche noi, grazie a VoipVoice, stiamo contribuendo a diffonderla in Italia.

We have always believed that technology enhances the quality of life.
It is for this reason, that since the founding of this telecommunications company along with other partners in 2006, we have made sure to seize the continuous evolution of this sector.
We first engaged in the field of unified communications, which is to say the integration of the real-time communication services. We then finally introduced the Voip service, a technology that can better the life of people.
This is how VoipVoice came to be, the first Italian Voip phone provider directed solely to companies.
Our work is based on quality and on the direct relationship with our customers and providers in order to best meet their needs.
We are based in Montelupo Fiorentino, a small town along the Arno river. We are proud of being located in this small town, away from big cities but also away from most of our customers.
This is perhaps the clearest proof that today, thanks to technology, distances are not so important after all.
Voip is a technology that not only allows people to save money, but also to work from whatever location they wish. 
This can be defined as the smart working concept, a new and innovative way of working, which is based on the fundamental components of flexibility related to both working hours and location.
For example: the company receives a phone call for a person who is not currently at the office.
By using Voip technology the operator can put the phone call through to the intended person, even whilst he is walking his dog.
The phone call receiver will also have the possibility to see the client’s data on his mobile phone, giving him all the necessary information needed.
VoiP revolution is under way around the world and we, thanks to VoipVoice, are helping to divulge this service in Italy as well.

VoipVoice è presente anche sul portale Extended Expo di Tim.

Fonte: Ufficio Stampa VoipVoice

Dieci modi in cui pensiamo il Lavoro alla VoipVoice

Ho sempre pensato che la cosa più preziosa che un uomo abbia sia il proprio tempo.
Quindi per me è inconcepibile che il tempo passato al lavoro sia tempo sprecato. Lavoro e vita si mischiano. Amo profondamente il mio lavoro e ho la fortuna di lavorare con delle persone che come me mettono tutta la loro passione in quello che fanno. Oggi un’azienda è un soggetto sociale del territorio, che non crea solo posti di lavoro ma benessere. Per questo deve essere tutelata e i lavoratori coinvolti nelle scelte e negli obiettivi.

La nostra è un’azienda innovativa non solo perché lavora in un settore innovativo come il VoIP ma soprattutto perché utilizza metodi innovativi nella propria organizzazione.
Ecco i dieci modi in cui pensiamo il lavoro alla VoipVoice.Cipputi

  1. Lavoratore a KM ZERO: Passiamo molto tempo a scegliere le persone da inserire nel nostro organico. Uno dei requisiti fondamentali è la vicinanza al posto di lavoro. Vivere a cinque minuti di auto, poter tornare a casa nella pausa pranzo, staccare alle 18 e avere la possibilità di essere dopo pochi minuti in palestra: sono cose che aumentano la qualità della vita e la soddisfazione del lavoratore.
  2. Smart Worker: Se qualcuno però abita lontano perché farlo venire in ufficio? Si lavora così bene da casa. Oggi con un PC, una cuffia e un interno remoto del centralino PBX collegato in VoIP è come stare in ufficio. Cambia il concetto del lavoro. Si viene pagati per il raggiungimento degli obiettivi e non per il tempo che ci dedichi. Certo prevede una certa fiducia nel collaboratore esterno e una buona capacità organizzativa da parte del lavoratore stesso. Ma spesso i risultati sono superiori a quelli ottenuti in sede. Qualità della vita, ottimizzazione dei costi, attenzione verso l’ambiente sono altri vantaggi di questo nuovo modo moderno di intendere il lavoro.cervelli
  3. Life Long Learning: Normalmente uno prima finisce il percorso di studi poi comincia a lavorare. Da noi è il contrario: quando entri a lavorare cominci il tuo percorso di studi. Prima di tutto il corso di Consulente in TLC, perché non esiste una scuola che insegna come si tratta il VoIP. Poi con corsi continui, sia interni che esterni. Chiunque lavori alla VoipVoice pratica varie ore di formazione mensili. Che non è MAI tempo sottratto al lavoro ma uno strumento per rimanere competitivi e al passo coi tempi.
  4. Nativi Digitali: Un altro requisito che cerchiamo nei collaboratori è l’estrema confidenza con le moderne tecnologie. Le persone che entrano in azienda devono essere abituate a vivere con i computer, le tastiere, internet. Insomma devono essere native digitali, che non è solo il fatto di essere la generazione nata e cresciuta con il personal computer, ma un vero e proprio atteggiamento mentale che rende i giovani d’oggi più pronti ai cambiamenti.stipendio
  5. Facebook Obbligatorio: In azienda da noi i Social Network sono obbligatori, le richieste tra i reparti vengono fatte chattando, la condivisione del nostro modo di lavorare deve essere la trasparenza che ci contraddistingue. Abbiamo oltre 500 partner sparsi in tutta Italia, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia. Come pensate che sia possibile rimanere costantemente in contatto con loro? I Social Network accorciano le distanze, permettono di comunicare in maniera più efficace il nostro lavoro, riescono a darci visibilità. Che sia Linkedin, Twitter, Facebook o Google plus, se vuoi lavorare da noi devi essere Social.cercare
  6. Lavorare con la Musica: Cerchiamo di essere il più professionali possibile, ma cerchiamo di rendere il nostro lavoro anche piacevole e leggero. Lavorare con la musica è solo uno dei tanti modi per cercare di trovare un giusto impegno tra impegno e qualità dell’ambiente di lavoro. Gare interne, pranzi e cene extralavoro, momenti conviviali, outdoor.
  7. Obiettivi su Obiettivi: Sapete cosa sono gli obiettivi SMART? Ogni nostra attività è suddivisa in obiettivi chiari e precisi, settimanali, mensili, annuali, triennali. E ogni scadenza diventa una questione di vita o di morte. Ma la cosa bella è lavorare in una squadra che questi obiettivi li raggiunge sempre.
  8. Meritocrazia: Gli obiettivi una volta raggiunti devono essere riconosciuti e premiati. E non si tratta solo di premi economici, ma anche la possibilità di migliorare la qualità del proprio lavoro e aumentare la propria professionalità. E’ una parola strana quella della Meritocrazia, usata poco nel nostro paese, ma se non avessimo applicato questo concetto non avremmo ottenuto i risultati di questi anni.Altan
  9. Flessibilità: ferie ed orari sono decisi in piena autonomia da parte del lavoratore. Ogni reparto ha la propria autonomia. I vari  colleghi si danno il cambio tra di loro e garantiscono la continuità del servizio.
  10. Team Building: Un Team non è un gruppo di persone che lavora insieme. Un Team è un gruppo di persone che si fidano l’uno dell’altro. Ogni singolo obiettivo viene scelto insieme, sia che sia aziendale, sia che sia di reparto, sia che sia personale. Quando si assume una persona non si assumono solo due braccia ma anche un cervello che può contribuire, con idee nuove, a migliorare il nostro lavoro.

Credo che il lavoro sia un patto tra l’azienda e il lavoratore.
Credo che senza le persone che lavorano per la VoipVoice la VoipVoice sarebbe niente.
Ricevere i complimenti per la disponibilità che i miei colleghi mettono nel relazionarsi con clienti e partners è una delle cose più belle del mio lavoro.
Per questo ringrazio sempre le persone che lavorano per l’impegno e il tempo che dedicano a questo progetto. Il Tempo, in fondo è la cosa più preziosa che una persona possa avere.

– Simone Terreni   –

News: VoipVoice dal 26 al 27 maggio parteciperà alla Bussola del Lavoro a Empoli (Fi).
Ecco il comunicato stampa:

VoipVoice per la prima volta alla Bussola del Lavoro

VoipVoice parteciperà alla seconda edizione della Bussola del Lavoro, la manifestazione che si svolgerà martedì 26 e mercoledì 27 maggio prossimi dalle 10.00 alle 18.30 al Chiostro degli Agostiniani in Via dei Neri, 15 a Empoli (Fi). L’azienda di Montelupo Fiorentino, specializzata nel VoIP e nei sistemi  di Unified Communications, è da sempre attenta alle tematiche del lavoro e sempre alla ricerca di metodi innovativi per migliorare la qualità dell’organizzazione aziendale.
Le ragioni di questa partecipazione, oltre ad avere l’opportunità di confrontarsi con le altre aziende del Circondario Empolese-Valdelsa, sono tre:

Presentazione del Progetto DILAB: www.dilab.eu
Dilab è un laboratorio per Start-Up, una divisione dove le idee si trasformano in Impresa.
Se avete un’idea nuova che vi sembra vincente, se avete la voglia di sviluppare un progetto innovativo ecco che vengono messe a vostra disposizione competenze, esperienza e, perché no, qualche finanziamento. Così una giovane azienda può  entrare direttamente nel mercato senza rischiare di fare errori ed ottenere il successo meritato.

Presentazione del Progetto Formativo nel Settore ICT.
Il settore delle telecomunicazioni è uno dei pochi settori che non conosce la crisi. Numerose opportunità sia per giovani in cerca di prima occupazione, sia per professionisti in cerca di una ricollocazione. VoipVoice è diventata un punto di riferimento per il settore dell’Information Communication & Technology. All’interno della manifestazione sarà presentato un corso per Consulenti in TLC e l’innovativa attività di E-Learning.

Creazione di un Database di Curriculum per opportunità future:
Lavoratori a KM ZERO, Nativi Digitali, Conoscenza dei Social Media, età inferiore ai 25 anni. Ecco alcuni requisiti con i quali vengono scelti i collaboratori di VoipVoice. Se siete fortemente motivati e avete voglia di mettersi in gioco passate al nostro stand a lasciare il vostro Curriculum.

Martedì 26 Maggio alle ore 11:00 il Managing Director VoipVoice, l’ing. Simone Terreni sarà presente alla tavola Rotonda La selezione del personale, incontro con i responsabili del personale delle aziende del territorio Empolese – Valdelsa a cura di Fiordirisorse.

Chi è VoipVoice: www.voipvoice.it
L’idea di VoipVoice nasce nel 2004 quando alcune realtà aziendali Italiane con esperienze pluriennali nel campo dei servizi informatici, del software e delle telecomunicazioni VoIP, si fondono insieme con il preciso obiettivo di fornire servizi professionali VoIP per le aziende. VoipVoice oggi è il primo Business VoIP Provider  e è  diffusa su tutto il territorio nazionale: vanta circa 8.000 clienti, 514 Rivenditori su tutto il territorio nazionale, importanti. Certificazioni con le aziende leader del mercato del VoIP, italiane e straniere. Ogni mese circa 3 milioni e mezzo di telefonate in VoIP passano dalla piattaforma di VoipVoice.
A luglio del 2014 è stata premiata allo SMAU di Firenze.

Cos’è la Bussola del Lavoro
: http://www.asev.it/doc/depliant_bussola_2015.pdf
L’iniziativa si svolgerà presso il Chiostro degli Agostiniani nel centro di Empoli nei giorni 26 e 27 maggio prossimi dalle ore 10.00 alle 19.00 con l’allestimento di una serie di stand dove i responsabili delle risorse umane di importanti aziende del territorio ed esperti e professionisti del Centro per l’Impiego di Empoli e di Agenzie di orientamento saranno a disposizione per fornire informazioni, consulenza e offerte di lavoro. Inoltre sono previsti seminari e incontri sui diversi temi che hanno a che fare con il lavoro: dalla creazione di impresa, alla selezione del personale, dalla ricerca di lavoro sul web al lavoro all’estero.
Staino

Non solo Expo 2015

Dice che il grande scrittore francese Honoré de Balzac cambiasse strada ogni volta che la vedeva. Non solo.
Anche Alexandre Dumas, l’autore de I Tre Moschettieri, non perdeva mai un’occasione per sparlare di lei. Non solo.
Grandi poeti come Mallarmé, Verlaine e Rimbaud firmarono una lettera aperta per impedirne la costruzione. Non solo.
Il massimo lo raggiunse Guy de Maupassant dando proprio a lei la colpa del suo esilio: “Ho abbandonato Parigi e persino la Francia, perché disturba troppo. Non solo la si vede dappertutto, ma la si trova dappertutto… incombente a tutte le finestre: incubo inevitabile e torturatore”.

I Parigini non presero bene la costruzione della Torre Eiffel.
Sembra impossibile che quella che oggi è considerata l’opera simbolo non solo della città ma della Francia stessa, visitata da milioni di turisti, icona moderna incontrastata e conosciuta da tutti, anche dai bambini più piccoli, venisse osteggiata, odiata, tacciata di cattivo gusto ancora prima della fine della sua realizzazione.
tour_eiffel_costruzioneNon solo.
Non erano solo i raffinati intellettuali a criticare questa torre realizzata con 8.000 tonnellate di ferro, alta 324 metri, costruita in poco più di due anni grazie a 132 operai e dal 1991 inserita dall’Unesco nella lista dei patrimoni mondiali dell’Umanità. Anche il popolo e i cittadini comuni si scagliarono contro questa opera “inutile e mostruosa”. Comitati, petizioni e aspre polemiche sui giornali continuarono per anni. Nel 1909 stava quasi per essere smantellata: a salvarla non fu la sua bellezza, ma il fatto che nel frattempo era diventata un’ottima antenna per le trasmissioni radio…

Il suo creatore, l’ingegnere Gustave Eiffel, che a quel tempo aveva 55 anni e aveva già costruito la Statua della Libertà di New York, aveva invece sempre creduto fortemente nella realizzazione di questa opera innovativa che andava ben oltre il gusto del tempo. Infischiandosene di tutte le polemiche il 31 marzo 1889, Eiffel inaugurò la sua opera: salì uno per uno i 1.710 scalini e issò il tricolore francese sulla punta più alta della torre.

Quel gesto non solo inaugurò uno dei monumenti più importanti del mondo.
Inaugurò anche l’EXPO 1889.

Quando sento tutte le polemiche che in questi giorni, a poche ore dall’inaugurazione dell’EXPO 2015 di Milano, impazzano sui media e i social media, mi viene sempre in mente la storia della Torre Eiffel.
Sberleffi, prese di giro, marce di protesta, condivisioni forsennate di errori sui social network, un senso di cinismo che gode nel vedere il bicchiere mezzo vuoto, giudizi frettolosi che non sanno neppure di cosa stanno parlando. Non mi sembra che dal 1889 al 2015 sia cambiato qualcosa.

Eppure lo sanno bene i francesi l’importanza di un’EXPO. E la loro Torre sta là a dimostrarlo.
Non solo.
Lo sanno i belgi che oggi non avrebbero l’Atomium, che nell’EXPO del 1958 omaggiò l’atomo.
Lo sanno gli abitanti di Seattle che oggi non avrebbero la Space Needle, inaugurata in occasione dell’EXPO del 1962.
Lo sanno i canadesi che oggi non avrebbero a Montreal l’Habitat 67.
Non solo. Lo dovremmo saperlo bene anche noi italiani, che senza l’Expo del 1992 a Genova, non avremmo mai avuto l’Acquario, il recupero del Porto Antico e il Bigo.

L’EXPO è un evento costoso e inutile.
Ma dove è stato ospitato ha sempre lasciato strutture o infrastrutture che altrimenti non sarebbero mai state realizzate.

Non solo.
Da sempre l’EXPO è il luogo ideale dove presentare le innovazioni tecnologiche e i prodotti che cambieranno poi il mercato negli anni a venire. Una vetrina mondiale, un palcoscenico che permette di avere l’occasione di far conoscere le ultime novità.
Alcuni esempi:
1851 EXPO di Londra: la gomma vulcanizzata, le prime dentiere e il Revolver di Samuel Colt.
1855 EXPO di Parigi: il sassofono e la prima macchina da cucire della Singer.
1876 EXPO di Filadelfia: la macchina da scrivere.
1878 EXPO di Parigi: il Megafono e il Fonografo di Edison.
1889 EXPO di Parigi: le auto a gasolio e il Grammofono.
1892 EXPO di Chicago: per l’Expo di Chicago venne costruita la prima Ruota Panoramica.
1906 EXPO di Milano: i primi sistemi ad aria condizionata.
1939 EXPO di New York: la Televisione e le Scale Mobili.
1970 EXPO di Osaka: il primo schermo Imax.

Non solo.
Durante l’EXPO sono state presentate opere d’arte eccezionali, realizzati esperimenti scientifici, affrontato tematiche controverse. Alcuni esempi:
1855 EXPO di Parigi: il Pendolo di Foucault.
1878 EXPO di Parigi: Victor Hugo parla per la prima volta di Proprietà Intellettuale e di Diritto d’Autore.
1937 EXPO di Parigi: Picasso presenta al mondo Guernica.

Non solo.
Visto che noi ci occupiamo di Voce su IP, quindi di Telecomunicazioni e Informatica, sono molti i casi in cui la storia dei nostri settori si sono intrecciati con i vari EXPO.
1876 EXPO di Philadelphia: Bell presenta il Telefono (Anche se noi sappiamo bene chi sia il vero inventore…)
1958 EXPO di Bruxelles: l’IBM presenta il 305 Ramac, il primo computer con disco rigido.
1962 EXPO di Seattle: viene presentato l’antenato del Fax.
1967 EXPO di Montreal: la AT&T presenta il primo video telefono.
1970 EXPO di Osaka: il cellulare ha la sua prima visibilità mondiale.

147 paesi esteri, 20/30 milioni di visitatori previsti in sei mesi, 110 ettari di esposizione: Venerdì prossimo, il 1° Maggio, si inaugura EXPO2015.

EXPO 2015 non è una fiera.
Non è un luogo adatto per i Business Men.
EXPO 2015 è un grande Parco Tematico adatto alle famiglie con bambini, stile Disneyland, dove una nazione ospitante una volta ogni cento anni mostra le sue capacità.
EXPO 2015 è un evento lussuoso, inutile e costoso e non cambierà il mondo.
Ma è un’occasione unica per mostrare quello che il nostro paese sa fare e confrontarsi con il resto del mondo.
Non solo.

Simone Terreni

VoipVoice sarà presente ad EXPO 2015.
VoipVoice è stata selezionata per partecipare ad EXPO 2015 all’interno del Progetto Rise2UP della Cascina Triulzia, il Padiglione dedicato alla Società Civile. Il tema di questa edizione milanese è: Nutrire il pianeta, energia per la vita. Ma all’interno dell’Esposizione Universale non si parlerà solo prettamente di Cibo, ma anche di Stili di vita, modi, metodi e tecnologie che possono migliorare la qualità della vita delle persone.
Per questo VoipVoice, grazie alla diffusione delle Unified Communications, al VoIP e al concetto di Smart Working come azienda è risultata portatrice di buone pratiche (Best Practices), attraverso la tecnologia e l’innovazione su IP, nel mondo delle aziende.
Il 28 Agosto VoipVoice presenterà le sue Best Practices in un Seminario sul WEB 2.0 e a fine Ottobre sarà premiata.

VoIP Interstellare

Nell’ultimo film di fantascienza di Chistopher Nolan, Interstellar,
ambientato in un prossimo futuro dove le risorse alimentari si stanno esaurendo, il protagonista Matthew McConaughey  viene convocato dalla preside della scuola di sua figlia.  A differenza di quanto scritto sui testi scolastici autorizzati, la ragazza ha diffuso in giro l’informazione che un giorno qualcuno ha messo piede sulla Luna. I professori invece sostengono che l’allunaggio non fu altro che una mossa propagandistica degli Stati Uniti nei confronti dell’Unione sovietica. Una balla mediatica. E nella società del futuro diffondere la verità, contaminare le giovani menti con dubbi, idee, speranze, è estremamente pericoloso. Cooper, alias McConaughey, ex-astronauta e ingegnere che conserva a casa una libreria intera piena di libri che dicono il contrario, va veramente su tutte le furie. Ha insegnato lui quelle cose a sua figlia…


Il film prende spunto dalla Teoria del Complotto Lunare, secondo la quale le missioni del Programma Apollo non avrebbero realmente trasportato gli astronauti sulla Luna, e le prove degli allunaggi sarebbero state falsificate dalla NASA, realizzate con degli effetti speciali in studio. Ma naturalmente sono solo teorie e quegli sforzi scientifici che l’uomo realizzò oltre 40 anni fa per raggiungere la Luna stanno migliorando ancora oggi il nostro progresso.

Nel 1969  la storica frase  di Neil Armstorng «That’s one small step for (a) man, one giant leap for mankind» (trad. «Questo è un piccolo passo per l’uomo, un gigantesco balzo per l’umanità») fu pronunciata attraverso una cuffia Plantronics. Plantronics è un’azienda americana con sede in Santa Cruz in California, con oltre 3.000 dipendenti in tutti il mondo, e circa  683 milioni di dollari di fatturato (dati al 2010). Le cuffie Plantronics sono prodotti che supportano Unified Communications, la telefonia mobile, i giochi e la musica. Sono diventate il prodotto scelto per applicazioni mission-critical, come il controllo del traffico aereo, i salvataggi di emergenza del 911 e le operazioni del New York Stock Exchange.  Un’azienda in forte crescita, anche in Italia.

Plantronics

La scorsa settimana VoipVoice e Plantronics hanno annunciato la loro collaborazione.
Da anni troviamo Plantronics in tutti i luoghi in cui si parla di VoIP e di Unified Communications. Da tempo la seguiamo e ammiriamo la sua capacità di saper stare in un mercato costantemente in evoluzione. E’ impossibile negare la soddisfazione di essere riusciti, noi piccolo provider italiano, a collaborare con un’azienda leader che opera a livello mondiale.

Oggi Plantronics è particolarmente attenta alla filosofia Smarter Working.
Cosa significa “Smarter Working”?
L’ufficio tradizionale si sta evolvendo e le persone necessitano della libertà di lavorare in modo più efficace, comunicando in modo semplice, indipendentemente dalla propria ubicazione o dal mezzo utilizzato a casa, in ufficio, in viaggio. E’ in atto una rivoluzione dello spazio di lavoro fisico e le aziende stanno ripensando la loro organizzazione. I dipendenti trascorrono sempre più tempo lontani dalla scrivania. Mentre portiamo ai giardini la figlia possiamo rispondere alle mail, mentre facciamo un viaggio in treno stringiamo accordi al telefono, mentre stiamo nella nostra camera di un qualsiasi hotel nel mondo realizziamo preventivi e rispettiamo le scadenze. Ecco che l’Innovazione Tecnologica e i nuovi modelli di lavoro in mobilità permettono alle aziende di fornire ai propri collaboratori gli strumenti giusti, aumentando la produttività e favorendo il benessere e una migliore qualità della vita.

Nella costante ricerca scientifica dell’uomo ogni piccola evoluzione tecnologica, ogni cambio di metodo, può avere delle conseguenze inimmaginabili nella società futura. Per questo una piccola frase che attraversa tramite delle cuffie lo Spazio Interstellare nel 1969 sta cambiando oggi, in meglio, la nostra vita. Per questo l’innovazione che stiamo diffondendo oggi non sarà altro che l’inizio di una nuova era per l’umanità.

Ci siamo sempre contraddistinti per la capacità di superare l’impossibile.
E consideriamo quei momenti… quei momenti in cui osiamo puntare in alto, infrangere barriere, raggiungere le stelle, conoscere l’ignoto.
Consideriamo questi momenti come le nostre più gloriose conquiste, ma abbiamo perso tutto questo…
O forse abbiamo solo dimenticato, che siamo ancora pionieri e abbiamo appena iniziato.
E che le nostre maggiori conquiste non possono essere alle nostre spalle, che il nostro destino è sopra di noi.


Siamo ancora dei pionieri e abbiamo appena iniziato.

– Simone Terreni