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Intervista a Federico Lagni del Festival ICT

Mercoledì scorso, come l’anno precedente, abbiamo confermato la nostra partecipazione al Festival ICT svoltosi a Milano e, anche quest’anno possiamo dire che ne è valsa la pena. Il risultato è stato davvero ottimo: 1.250 visitatori, 57 sponsor, 74 workshop e un focus molto tecnico mirato a professionisti di settore.

Personalmente, dalla mia esperienza di marketing nel settore ICT, posso dire di essere rimasto piacevolmente colpito dal suo format molto “social oriented” così come dallo slogan che già ne anticipava il successo: “il nuovo palcoscenico ICT italiano”. Altro valore che ho potuto constatare è l’accuratezza dei contenuti per un pubblico di operatori di settore e specialisti.

In questa occasione abbiamo anche avuto il piacere di intervistare il fondatore di questa importante iniziativa fieristica, parlo di Federico Lagni:

 federico lagni

Ciao Federico, vorrei subito rompere il ghiaccio chiedendoti di raccontarci le origini ed il percorso che ti hanno portato a essere il Federico Lagni di oggi.

La risposta potrebbe cominciare con il classico “Appassionato di informatica fin da bambino, a scuola sotto il banco avevo le riviste di computer per poi, in quarta e quinta superiore, tenere qualche lezione di Sistemi ai miei compagni, al posto del professore”. Questo a parte, a sedici anni, nel 2003, fondo AreaNetworking.it, un portale dedicato – come suggerisce il nome – al networking ed ai temi strettamente legati (Datacenter, Infrastrutture, sistemistica, etc). Nel 2005 fondo il più grande Cisco Users Group italiano e, nel mentre, mi occupo prima di Infrastrutture Web e poi di Marketing in alcuni system integrator. Nel 2010 fondo il Tesla Club Italy, il club italiano di riferimento per i clienti e gli appassionati di Tesla Motors. Tra la fine del 2012 e l’inizio 2013, invece, penso che in Italia vi sia la necessità di un nuovo evento ICT. Da qui, la nascita del festival.

Oggi ti vediamo come fondatore del Festival ICT, un evento dedicato alle nuove e consolidate tecnologie con un format veramente verticale, ma come è nata questa idea e qual è il suo carattere che lo distingue?

L’idea è nata grazie all’esperienza con AreaNetworking.it. Quest’ultimo mi ha permesso di avere grandissima visibilità nel settore: una quantità enorme di contatti, possibilità di relazionare ogni giorno con nuove aziende: vendor, system integrator, grandi provider. La forte vicinanza al canale ha reso possibile sentire, conoscere ed ascoltare le loro visioni ed opinioni. Tra queste, anche le numerose “malinconie” rispetto agli eventi ICT italiani. Ecco perché spesso definisco il festival ICT come un evento nato letteralmente ascoltando “il mercato”, grazie anche – attività fatta negli ultimi mesi nel 2012 – a tantissimi incontri, chiacchierate più o meno informali e scambi di idee con un numero elevato di persone, in rappresentanza del settore, per cercare di cogliere nel dettaglio le esigenze.

Ogni iniziativa, soprattutto in questo settore, viene costruita per riuscire a portare un messaggio. Qual è il suo?

E’ corretto ed è vero in particolare per il festival ICT. La nostra tesi, che in effetti entrambe le edizioni fatte sostengono, è la grande importanza che ancora hanno gli eventi, se fatti con qualità, cognizione di causa e conoscenza del mercato. Per quanto tutto sia sempre più tecnologico, nulla è ancora sostituibile a una stretta di mano tra persone con interessi reciproci, all’interno di un evento professionale, business e ricco di contenuti.

Quali novità ci ha riservato quest’anno il Festival ICT?

Quest’anno, visto l’esito positivo anche della seconda edizione, abbiamo ricambiato location per spostarci, ancora, in una location più grande. Avremo, quindi, il doppio della superficie dell’edizione 2014, una sala speech ulteriore, più contenuti, l’aumento delle community ICT in Arena e l’area Web Advisor ovvero lo speed dating tra consulenti Web ed il pubblico. Per il resto… basta aver partecipato al festival ICT 😉

Guardando a un futuro prossimo, pensi che il Festival ICT avrà uno sviluppo territoriale che lo vedrà presente anche in altre città italiane o resterà consolidato a Milano?

La domanda riguarda un tema estremamente sensibile per un evento come il nostro. Abbiamo nella lista delle ipotesi vari potenziali sviluppi. Attualmente però è decisamente troppo presto per avere già decretato ciò. Resta certo che Milano è la capitale della tecnologia e dell’ICT quindi sicuramente per alcune altre edizioni non varieremo la città.

Sono anni che osservi da un punto di vista privilegiato la crescita di molte aziende nel settore ICT, che idea Ti sei fatto nell’approccio al mercato di questi protagonisti?

Penso sempre che l’ICT sia enorme e che le logiche che lo regolano siano davvero molte, tanto da rendere l’ICT addirittura – a volte – troppo vario e diverso al suo stesso interno. Ritengo che le aziende presenti nel nostro paese facciano un lavoro grandioso perché, indirettamente,
contribuiscono fortemente all’innovazione tecnologica e all’alfabetizzazione digitale. E non è esagerato, credo sia così realmente. Portare, spesso all’interno di piccole e medie imprese, determinate novità significa trainare il comparto verso l’aumento dell’efficienza in azienda: risparmi economici ma anche di tempo, ottimizzazioni, maggiore agilità e velocità di azione… tutte caratteristiche che rendono più competitive le imprese.

Una Tua considerazione di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT?

Io vedo due particolari sviluppi: il primo sul Cloud, il secondo sull’IoT. Il Cloud sarà sempre più pervasivo e riguarderà un numero crescente di software e applicazioni, da qui il forte sviluppo del SaaS. Tutto sarà sempre più su Cloud, non solo alcune limitate componenti del nostro lavoro quotidiano. Tutto più as a service, tutto più always on. L’IoT, invece, che promette forti sviluppi anche nel consumer, permetterà a molte aziende B2B di poter inizialmente raddoppiare il proprio lavoro, grazie all’enorme trasversalità che quel “things” rappresentata.

Infine, la domanda di rito: Cosa ne pensi del VoIP e cos’è per te il VoIP?

Il VoIP. Tutti dicono sia esploso agli inizi degli anni 2000. “La rivoluzione della voce su IP”. Io invece credo che tutto ciò debba ancora succedere. Dico questo perché il VoIP è una tecnologia che si integra fortemente con le componenti IT e TLC… componenti che 10 anni fa erano ancora assolutamente molto indipendenti. Oggi invece nell’ICT tutto è sempre più convergente (e lo dimostra anche il logo del festival ICT). E’ proprio in questo momento che le tecnologie VoIP, complice anche il miglioramento progressivo della situazione della banda larga, potrà avere il proprio vero esordio.

Bellissimo incontro, un punto di vista veramente interessante che ci aiuta a riflettere su quello che offrirà il futuro. Viene da pensare che lo slogan di questa nuova era tecnologica sarà “convergenza”. Un insieme di sistemi con intelligenza avanzata che vedrà come obiettivo semplificare i processi lavorativi.

Ascoltando le risposte di Federico mi viene in mente una frase storica del buon Steve Jobs dove lo stesso vedeva nella tecnologia “un’estensione naturale dell’individuo”. Questo è realtà, questo è lo splendido futuro che ci aspetta.

– Intervista a cura di Samuel Lo Gioco –

Ecco il nostro Diario Fotografico del Festival ICT:

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Telecom va in pensione. E voi cosa fate?

Chi legge questo blog sarà molto probabilmente al corrente che da qualche giorno a questa parte il marchio Telecom, il principale operatore di telefonia in Italia, ha chiuso la sua decennale storia ed è confluito in TIM, la nuova società che unificherà sotto questo marchio sia la telefonia mobile che fissa.

In rete si possono trovare centinaia di notizie su questo passaggio perché effettivamente riguarda direttamente milioni e milioni di utenti che da un giorno ad un altro si sono trovati con nuovi canoni e a dover pagare le loro bollette ad una nuova società. Sono convinto che questa cosa non abbia tolto il sonno a nessuno (se non forse agli azionisti…) ma allo stesso tempo mi immagino anche che per molti italiani, tartassati fin dall’infanzia dagli spot pubblicitari Telecom e dai suoi famosissimi testimonial (solo per citarne alcuni: dai miti Gandhi, Marlon Brando e Woody Allen, passando per Michelle Hunziker e John Travolta. Dal comico “radiato” Daniele Luttazzi, alla meteora, vincitrice di X Factor, Chiara Galiazzo. Dal presentatore Nicola Savino, fino all’ultimo Pif che proprio in questi giorni sta girando tutti i campetti di calcio delle periferie italiane), possa aver fatto un certo effetto.

Questo passaggio va dietro a quello che è anche un cambiamento della società; con l’avvento dei cellulari prima e degli smartphone dopo, la telefonia tradizionale è passata in secondo piano e quindi la scelta di unificare i due rami di azienda sotto il marchio che da molti anni rappresenta la parte “mobile” dell’azienda è stata semplice e penso immediata.

Ma questa non è la prima volta…

Se io scrivo SIP, trovandoci nel blog di un Provider VoIP, la gran parte dei lettori assocerà SIP alla sua definizione più immediata, cioè “Session Internet Protocol”, in parole semplici la parte iniziale della chiamata che serve per instaurare la segnalazione dal chiamante al chiamato. Ma per alcuni di voi SIP riporta alla mente un’altra cosa: Società Italiana Per l’esercizio delle telecomunicazioni.

SIP

Chi ha letto il mio primo post su questo blog sa che, pur lavorando in un’azienda profondamente orientata verso il futuro e le nuove tecnologie, mi piace avere uno spazio dove poter raccontare con calma e un po’ di nostalgia quello che ci siamo lasciati dietro le spalle, che molti hanno vissuto ma a cui molti raramente dedicano un ricordo, e che forse in molti neanche conoscono.

Vi voglio raccontare di un tempo in cui se non eri in casa non potevi essere rintracciato, di un tempo in cui se in casa c’era un ragazzo adolescente, i genitori dovevano comprare una lunghissima prolunga che dalla presa tripolare della cucina attraverso il corridoio e il soggiorno arrivava fino alla cameretta del figlio e, a meno che nessuno ci inciampasse sopra staccandola, permetteva al giovane di parlare in intimità per ore con la fidanzatina conosciuta l’estate prima al mare.

Se in quegli anni ti trovavi fuori casa e volevi telefonare a qualcuno l’unica soluzione possibile era quella di recarsi in un bar riempendoti le tasche di pesantissimi gettoni telefonici o chiedendo al barista di azzerarti il contascatti. Se la telefonata richiedeva privacy, potevi optare per una delle numerosissime cabine telefoniche, perennemente impregnate dal fumo di centinaia e centinaia di sigarette, che si potevano trovare un po’ ovunque; dovevi solo sperare che prima di te qualcuno non avesse scambiato la cabina per un bagno pubblico perché altrimenti l’atmosfera romantica che la situazione richiedeva andava a farsi benedire e, con una scusa, dovevi tagliare il discorso il più in fretta possibile.

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Un enorme passo avanti fu fatto con l’avvento delle schede telefoniche prepagate. Potevi tenerle comodamente riposte nel portafoglio e, soprattutto d’estate, non ti obbligavano ad andare in giro con pesantissimi portamonete che non sapevi mai dove mettere. L’introduzione di questa comodissima innovazione non fu fatta per alleviare gli utenti dal fardello dei gettoni telefonici ma fu fatta soprattutto perché lo scasso dei portamonete delle cabine, per rubarne il contenuto, era diventato un malcostume molto diffuso. Queste schede furono anche la fortuna dei collezionisti perché avevano stampate sul retro immagini pubblicitarie di ogni tipo e le più rare ancora oggi possono arrivare ad un valore superiore ai 3000€!

Carta

Anche le pubblicità di allora erano molto diverse e riflettevano quell’Italia un po’ spensierata e “caciarona” che oggi, purtroppo, sembra così lontana. Non serviva scomodare grandi guru spirituali o attori da Premio Oscar, ma bastava un grande comico come Massimo Lopez per dire che “Una telefonata allunga la vita”. I messaggi potevano benissimo essere lanciati dalla ragazzina della porta accanto, che col suo “Mi ami? Ma quanto mi ami?” poteva influenzare gli usi e i costumi di un’intera Nazione, ma anche dalla tipica famiglia italiana che cominciava a creare nei clienti la necessità di attivare in casa una seconda linea.

Ma torniamo ai nostri giorni. Ha fatto molto scalpore la notizia che con il cambio di Ragione Sociale ci sarebbe stato anche un adeguamento dei listini dei clienti Telecom Italia. Questa non è poi quell’enorme novità e chi lavora nel mercato delle Telecomunicazioni sa che molto spesso sia SIP che Telecom sono andate a pescare inaspettatamente nelle tasche dei propri clienti per finanziare operazioni di marketing o nuovi investimenti. Nel 1986, sebbene la SIP avesse messo a bilancio un utile del 25% in più rispetto all’anno precedente ci fu un doppio aumento delle tariffe, uno a gennaio e uno a marzo, per venire incontro all’aumento del canone di concessione che lo Stato le richiedeva; tale aumento portò le bollette ad un incremento che, secondo la UIL, andò da un minimo del 12% fino ad un massimo del 20%!

Guardiamo attentamente cosa TIM ha comunicato ai propri clienti e come questo potrebbe creare un’opportunità per tutti quei System Integrator che riescono ad offrire ai propri clienti un’alternativa moderna e professionale come la telefonia VoIP. TIM ha comunicato, sia sulle bollette che sul loro sito internet, che, a partire dal 1° Maggio 2015, le bollette da bimestrali diverranno mensili e che le tariffe domestiche sarebbero tutte state modificate su due nuovi tagli: “Tutto Voce” e “Tutto”. “Tutto Voce” prevede la possibilità di avere la sola linea telefonica, senza Adsl, con chiamate illimitate verso tutti i numeri, sia fissi che mobili, al prezzo di 29 Euro al mese; “Tutto”, oltre alle chiamate illimitate prevede anche il servizio di connettività Adsl al prezzo di 44,90 Euro al mese. Questa “manovra” di TIM non è piaciuta al Garante che ha immediatamente inviato una diffida; tale diffida riguarda soprattutto il fatto che, i clienti del cosiddetto “Servizio Universale”, cioè quei clienti che non avevano servizi supplementari oltre al normale canone a consumo, vedranno in automatico attivata l’offerta “Tutto Voce” con un rincaro mensile di circa 10 Euro.

TIM è corsa al riparo, dando la possibilità a chi lo volesse di poter cambiare operatore senza nessun costo fino al 30 Giugno 2015, o altresì di poter aderire entro il 31 Ottobre 2015 all’offerta “Voce” che prevede un costo mensile di 19 Euro ma con chiamate a consumo al costo di 10 Centesimi al minuto con scatti anticipati di 60 secondi.

Il punto della situazione è questo: in quanti oggi fanno un uso costante e giornaliero della linea telefonica di casa? Se analizziamo la tariffa standard “Tutto Voce” possiamo facilmente capire che, a meno che non si effettuino due telefonate per almeno 5 minuti al giorno, con la nuova tariffa i clienti andranno a spendere molto più di prima; infatti se il costo fisso fino al 1° Maggio era di 18,54 Euro, oggi tale costo è schizzato a 29 Euro!

Chi lavora con noi sa che VoipVoice è un Provider Business e quindi questo argomento potrebbe sembrare un po’ fuori luogo ma in realtà non lo è; anche se il nostro core business riguarda le aziende e lavoriamo soltanto attraverso i nostri Partners, niente ci vieta, in quanto Provider, di attivare numerazioni VoIP anche ai privati. Questo passaggio può creare un’opportunità per tutti quei System Integrator che sono in grado di offrire una connettività concorrenziale ed alternativa a quella proposta da TIM; un numero VoipVoice ha un costo di soli 3 Euro al mese e le chiamate verso i numeri fissi hanno un costo di 1 centesimo al minuto, non 10 centesimi! In quanti che sul telefono di casa ricevono solo le telefonate dai call center che provano a vendergli nuovi contratti di energia, gas, telefonia o bottiglie di vino e libri direbbero di no? Che ne dite? Proviamo a cercare nuovi mercati? Basta un’Adsl, un normalissimo cordless IP e il gioco è fatto.

Se qualcuno fosse interessato ad approfondire questo argomento può inviare una mail con i suoi recapiti al nostro reparto commerciale all’indirizzo commerciale@voipvoice.it; sarà nostra cura contattarvi nel minor tempo possibile.

“L’occasione arriva solo a colui che è ben preparato.” Baruch Spinoza

– Luigi Poli –