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La Parola al Tecnico. Intervista a Matteo Sala

L’angolo delle interviste cambia forma, formula, colore e… si rinnova ancora una volta.

Oggi giochiamo con le parole. Per conoscere meglio Matteo Sala (amministratore e responsabile tecnico di Eurylink) abbiamo deciso di sottoporlo ad un’intervista diversa dalle solite. Niente domande classiche: basta una parola e la conversazione prende vita. A parola “suggerita”, insomma, corrisponde una risposta. L’associazione di idee immediata e spontanea, guiderà un botta e risposta totalmente imprevedibile.

Grazie a Matteo per essersi prestato al gioco.

 

E ora, La Paola al Tecnico.

 Partiamo con TECNOLOGIA

E’ una costante che ha contraddistinto tutto il mio percorso. Tecnologia e lavoro sono sulla stessa strada, è un binomio giusto ma non quello che mi piace di più. Tecnologia uguale passione: questo funziona! E’ per passione che a 16 anni ho iniziato ad approcciarmi alle tecnologie. Oggi che ne ho 42 faccio ancora le notti sveglio a cercare, studiare, approfondire in ambito tecnologico. Non esiste una scuola di formazione nel settore del VoIP e della tecnologia, più in generale. Cambia tutto così velocemente che quello che studi oggi domani sarà già superato. E’ la passione che ti guida nelle scelte. E anche parlando di tecnologia, solo se ci metti la passione potrai combinare qualcosa di concreto. 

 

Se ti dico VoIP? Parola familiare…

Eh sì. E’ una parola che ho conosciuto intorno al 2000. Il VoIP mi ricorda tante cose. La nascita di Asterisk,  dei primi provider. Per loro ho lavorato  prima come blogger (scrivevo articoli tecnici), poi come collaboratore. Proseguendo sul filo del VoiP, fui contattato per gestire le centrali, quelle “fatte in casa”. Queste aziende poi sono fallite a causa della liberalizzazione di Telecom, la peggiore mai fatta in Italia. Ho vissuto il VoIP dell’anno zero, oggi il terreno è decisamente più fertile. E sempre il VoIP mi ricorda il primo incontro con Simone Terreni, qui in Lombardia, quando era ancora solo e non aveva un team. Ricordo la prima telefonata che gli feci…Tutta colpa -anzi merito- del VoIP. 

Sulla scia dei ricordi, ti dico IERI

Guardo ieri e mi vedo piccolo, ma comunque sempre interessato alle telecomunicazioni. A 15 anni si parlava di comunicazioni radio; amici più grandi di me mi coinvolsero in progetti che all’epoca erano per pochi. Pochi ma appassionati. Cominciarono i primi esperimenti, nel contesto liceale si parlava molto di questo.  La voce che passava tramite internet sembrava un’utopia. 

Da IERI passiamo ad OGGI

Oggi mi porto dietro tutta la storia delle telecomunicazioni che ho visto crescere, evolversi. Per capirne i problemi è fondamentale aver assistito alle fasi di transizione, cosa che non è permessa per ovvi motivi ai nativi digitali. A loro forse manca un pezzo. Chi come me usava il vinile per ascoltare la musica e oggi maneggia gli mp3, comprende facilmente cosa stia succedendo in ambito tecnologico. Non siamo ancora arrivati, questa è una fase confusionale dove i nostalgici tendono a riproporre un modello che ormai appartiene al passato mentre c’è chi cerca di guardare avanti, al futuro. Sarà il digitale a dominare ovviamente. L’analogico non potrà resistere ancora per molto. 

A proposito di futuro. CLOUD.

Il Cloud in realtà è il presente. Siamo solo agli inizi, in ritardo rispetto alla Germania o agli Stati Uniti. Questo ritardo è legato all’evoluzione dei canali di telecomunicazione in Italia. Nonostante negli ultimi due anni tante aziende siano migrate al Cloud, c’è ancora paura, diffidenza. Dagli ultimi mesi del 2016 come tecnologia sta comunque prendendo piede: si concretizzerà a pieno nel biennio  2017-2018 come modello che prevarrà su hardware, ferro e apparecchiature. Cloud è una parola chiave.  

SMART WORKING fa rima con?

Rivoluzione. E’ quello che vivo tutti i giorni, un concetto nuovo che dovrebbe appartenere soprattutto alle nuove generazioni. Significa non avere orari, gestirsi in maniera flessibile il proprio tempo, essere reperibile ovunque, il che può tradursi in vantaggio o svantaggio. Lo smart working non lo vedo lesivo della privacy. Il mercato del lavoro cambia, ci sono periodi di alta concentrazione di impegni e periodi morti. Devi saperti adeguare. Il classico modello delle 8 ore di impiego col timbro del cartellino sta per tramontare. Il lavoro oggi è dinamico, senza vincoli, in mobilità. Stimolante! 

COMUNICAZIONE, cosa ti suggerisce questa parola?

La comunicazione è la mia vita. Sono partito facendo il blogger, cercando di diffondere le mie conoscenze, quello che avevo appreso. Un buon metodo per comunicare efficacemente? Pensare prima di aprire la bocca. E non sempre dire quello che si pensa, ho imparato sulla mia pelle che è sempre meglio mediare, evitare di essere troppo schietti. Si rischia di venir fraintesi. 

Passiamo alle PRIORITA’

La famiglia è al primo posto, la passione personale al secondo e al terzo ci metto l’interesse pubblico. Nel senso che le scelte che faccio sono sempre disinteressate, non legate ad un ritorno economico ma necessariamente ad un ritorno sociale. Questo mi sta a cuore. 

Peschiamo dal cilindro la parola OBIETTIVO

Non li guardo ad oggi gli obiettivi, ma li proietto al domani, li fisso lì. Domani si parlerà tanto di fibra ottica, il mondo da tener d’occhio è quello: il 2017 e il 2018 saranno due anni legati tra loro dal punto di vista della transizione verso la fibra e il digitale. Saranno gli anni anche per noi del cambiamento, non dobbiamo farci trovare impreparati. Ma studiare, approfondire, anticipare i tempi.

Se dovessi scegliere tu una parola chiave che ti rappresenta e ti suscita emozioni?

Senza dubbio PASSIONE. E se avete letto con attenzione le risposte, capirete il perchè.

Esperimento riuscito.  E voi, che dite?

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti

Matteo Sala è amministratore e Responsabile Tecnico di Eurylink, azienda 3CX Gold Partner e 3CX Advanced Certified Professional con sede in Lombardia. E’ specialista tecnico di sistemi Voice over IP con oltre 20 anni di esperienza applicata nel settore specifico. E’ analista senior, progettista e technical trainer per sistemi VoIP 3CX e periferiche certificate, infrastrutture di networking e telecomunicazioni IP. Collabora con aziende installatrici e produttrici, VoIP provider e Pubbliche Amministrazioni per le quali segue personalmente la fase di analisi, sviluppo, implementazione.

Per contatti e informazioni:

Tel. 0399217423 – mail info@eurylink.com

Intervista a Angelo Dottore di GTI

Tutto è cominciato in un garage come tante delle più grandi aziende del settore delle telecomunicazioni. C’è la passione ma non ci sono i mezzi, c’è l’ingegno ma ancora non ci sono gli strumenti per crescere, sfondare. Oggi, alla soglia dei trent’anni GTI srl di Modena vanta un team di 22 persone che lavorano per marchi prestigiosi così come per enti pubblici. Attiva nella telefonia, videoconferenza, networking e data center, l’azienda è partita da lontano. Ci racconta la sua storia il direttore commerciale Angelo Dottore

Parlaci di te. Come sei approdato al mondo dell’ICT?

Ho fatto studi di telecomunicazioni a Modena, diplomato nell’86, sono poi partito per il militare. Al mio rientro ho trovato un lavoro quasi per caso, attraverso amici comuni. All’epoca l’istituto scolastico che ho frequentato era di pregio, sfornava “tecnici ” che poi andavano a servire la Rai, tanto per dirne una. Ho fatto colloqui con grandi aziende, con la Sip ma poi son rimasto colpito da una persona che lavorava… in un garage. Non avevo mai visto una cosa più brutta.

E qui è iniziato il  percorso che ti ha portato in GTI?

Esatto. Rimasi folgorato dalla passione che animava la persona che mi stava offrendo il lavoro. Niente uffici galattici e sedie in pelle…uscii con il contratto firmato tra matasse di cavo e tavole di legno al posto delle scrivanie. Era un’azienda microscopica che istallava centralini telefonici. Non ho mai fatto l’ università, ma io, giovane fresco di diploma,  rappresentavo l’avanguardia tecnologica in quella situazione. Un anno dopo fondai la mia azienda, diventando socio di quello che era stato il mio titolare. Nell’88 la compagine sociale era la stessa di oggi.

Il prossimo anno spegnerete 30 candeline. Com’è cambiata nel tempo l’azienda?

Siamo nati in concorrenza con chi si occupava a fine anni ’80 dei centralini telefonici per le aziende, nei periodi in cui era appena nata la liberalizzazione. Eravamo delle mosche bianche, ci veniva perfino chiesto se fosse legale ciò che facevamo perché era ancora forte il concetto di monopolio. Dal garage il passo è stato breve. Non mi vedo caratterialmente in situazioni già costituite,  ruoli già definiti. Gli spazi chiusi o confinati non fanno per me. Prendendomi dei rischi, prediligo la libertà. E’ il mio mantra.  Nel tempo ci ha contraddistinto la crescita sempre a due cifre, abbiamo inserite persone in organico, nel nostro dna c’è l’innovazione. Abbiamo vissuto tutte le evoluzioni possibili partendo tra i primissimi  in Emilia con le soluzioni IT: abbiamo visto l’analogico, il digitale, toccato con mano tutte le tecnologie ed è stata la nostra fortuna. Tutta esperienza che abbiamo messo a disposizione dei nostri 2500 clienti.

In quale zona geografica operate?

E’ un’area ristretta dal punto di vista operativo. Siamo presenti nelle province di Reggio Emilia, Modena, Mantova e Bologna. Abbiamo anche clienti internazionali ma il 90% del nostro mercato è basato sul rapporto col territorio.

E’ un legame viscerale quello col vostro territorio di appartenenza… 

La conoscenza degli imprenditori è fondamentale, la vicinanza alle aziende ci permette tempestività di intervento. Anche dal punto di vista sociale cerchiamo di dare valore al territorio del quale facciamo parte.

Collezionate però diversi esempi di successo. I più significativi?

GTI opera sul mercato per imprese di medie- grandi dimensioni. Tra queste la Lamborghini, per cui curiamo il centralino telefonico  e il nuovo call center  (1800 interni, 90 linee aziendali), gestiamo il cablaggio del nuovo polo logistico di 40mila metri quadrati della Grandi Salumifici Italiani, 12 sedi in Italia e migliaia di interni. Poi c’è la Ricci Casa con 300 interni e 8 sedi.

Se non in questo settore specifico, in quale altro ambito ti saresti immaginato?

Un piano b c’è ed è sempre nel cassetto. Sono così  tecnologico in azienda che poi in realtà, quando stacco, amo tornare alla manualità, alle origini. La mia passione sono gli amplificatori a valvole, sono un auto costruttore: nel tempo libero ho uno spazio mio nel quale gioco con il legno e con le saldature. Sono appassionato di musica, il mondo dell’hi fi legato alla qualità del suono mi affascina. Ma no, non so suonare nessun strumento e questo forse lo rimpiango.

Il vostro rapporto con Nextmedia?

E’ di lunga durata.  Siamo diventati loro clienti per un piccolissimo centralino tedesco, eravamo giovani entrambi io e Daniele Domeniconi, accomunati dalla passione nel proporre prodotti effettivamente innovativi rispetto al mercato del momento. Partimmo con un grosso lavoro, poi la stima è rimasta negli anni.

Ed è nato Nexi. Ci racconti come?

Ci stavamo già lavorando, da almeno 5 anni, su una piattaforma che chiamavamo Open GTI e che non volevamo distribuire ma tenere per noi. Poi è arrivata la richiesta di Daniele: conoscendo la forza del reparto tecnico di Nextmedia,  che li ha sempre distinti dagli altri distributori mi convinsi che erano il partner giusto.  Creammo un brand ad hoc. Lavorando insieme definimmo nome e linee guida. Tutt’ora siamo distributori unici in Italia di Nexi.

Un tuo parere di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT 

Penso che l’Unified Collaboration, ad oggi sempre troppo legato ai mezzi che siano pc o smartphone avrà molti ostacoli da superare. Dovremmo arrivare ad avere hardware trasparenti, utilizzare strumenti molto semplici dove con un clic posso vedere, parlare, condividere informazioni con le persone nel mondo. Ma ancora oggi siamo legati più all’oggetto e meno alle applicazioni. Le infrastrutture dati ancora non ci permettono questo salto, ci sono molte limitazioni in certe aree. Ma qualcosa si sta sbloccando. 

Cos’è per te il VoIP?

E’ quella tecnologia che annulla le distanze, ci svincola  dalle connessioni fisiche e ci  permette di essere raggiungibili da qualunque parte mantenendo le abitudini di utilizzo. E’ , in una parola, libertà.

Lamborghini non ha certo bisogno di presentazioni. Eppure la collaborazione è nata così, per caso. “Andai in azienda per accompagnare dei clienti, mentre loro discutevano nel data center io in disparte iniziai a parlare uno dei manager. Capimmo a pelle che potevamo lavorare insieme. Oggi Lamborghini è uno dei clienti più importanti”. Un aneddoto che fa capire che la meritocrazia unita ad un pizzico di fortuna, certo, esiste. E che stoffa, talento e determinazione se ce li hai…ti portano davvero lontano.

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti

Anche Nexi sarà presente al Roadshow Nextmedia 2017.

Di seguito i link con le varie tappe del Tour:

15 marzo > Padova

16 marzo > Cattolica

21 marzo > Torino

22 marzo > Milano

28 marzo > Roma

29 marzo > Firenze

4 aprile > Bari

5 aprile > Napoli

Per info su GTI: www.gti.it 

 

Undici anni di VoIP

2006

Febbraio: il 22 Febbraio 2006 nasce VoipVoice da un’idea di due aziende Sysmic e Promos. Il core business della neonata azienda sono i numeri voip e il traffico VoIP. La prima sede è in via Spartaco Lavagnini a Firenze.
Marzo: VoipVoice lancia VoipPbx un centralino su base Asterisk.
Giugno: VoipVoice apre il suo ufficio in via Urbania 12 a Montelupo.
Luglio: VoipVoice lancia il Voipy, un piccolo router/centralino per lo Small Office.

2007

Aprile: la Digitel Italia Spa entra in società.
Maggio: nascono i primi partners VoipVoice.

2008

L’azienda a causa di una grossa crisi è sull’orlo della chiusura. Vengono terminate le produzioni dei prodotti VoipPbx e Voipy. VoipVoice diventa un’azienda prettamente di servizi.

2009

Giugno: Simone Terreni entra in società rilevando le quote della Sysmic e ne assume la guida.
Luglio: VoipVoice diventa il primo provider VoIP Business Oriented.
Settembre: VoipVoice lancia il nuovo sito.
Dicembre: VoipVoice certifica la soluzione IP di 3CX.

2010

Febbraio: nasce la collaborazione con l’Asev di Empoli per l’assunzione dei primi collaboratori tramite Corsi di Formazione mirati.
Marzo: Parte il primo Tour con 3CX.
Maggio: VoipVoice apre i primi canali Social Aziendali.
Ottobre: VoipVoice certifica i router AVM FritzBox!
Novembre: VoipVoice certifica i gateway Patton.

2011

Gennaio: VoipVoice sigla l’accordo con il distributore Allnet.
Giugno: VoipVoice partecipa con il primo speech all’Over Ip di Milano.
Dicembre: VoipVoice certifica la soluzione IP di Voismart.

2012

Marzo: VoipVoice certifica la soluzione ip di Kerio.
Maggio: VoipVoice certifica Voispeed.
Giugno: VoipVoice sigla l’accordo con il distributore CDC.

2013

Gennaio: Gigaset inserisce VoipVoice tra i provider certificati.
Febbraio: VoipVoice sigla l’accordo con il distributore EDSLAN.
Marzo: VoipVoice lancia la Gamification per coinvolgere i propri partner.
Luglio: VoipVoice certifica i gateway Aethra.
Dicembre: VoipVoice inaugura la sua prima sede in via del Piano a Fibbiana, Montelupo.

2014

Marzo: VoipVoice certifica la soluzione IP di Alcatel.
Giugno: VoipVoice diventa fornitore per le Pubbliche Amministrazioni e viene inserito in Acquisti in Rete PA.
Luglio: VoipVoice viene premiata a SMAU Firenze con il premio Costruire Comunità Digitali.
Ottobre: VoipVoice partecipa a SMAU Milano come espositore.
Novembre: VoipVoice certifica le cuffie Plantronics.

2015

Febbraio: VoipVoice certifica le cuffie Sennheiser.
Aprile: VoipVoice certifica la soluzione IP Teldat.
Giugno: VoipVoice lancia il progetto E-Learning, un nuovo modo di fare formazione a distanza.
Luglio: VoipVoice partecipa a EXPO Milano 2015.
Agosto: VoipVoice viene premiata a EXPO Milano 2015 per le Best Practices che mette in atto.
Settembre: VoipVoice certifica la soluzione Nethesis.
Ottobre: VoipVoice lancia il nuovo servizio di connettività Ultrabanda nell’ambito dello SMAU di Milano.
Novembre: VoipVoice partecipa a Sicurezza e al Festival ICT.
Dicembre: VoipVoice vince il premio Best Exibithor 2015 a SMAU Napoli.

2016

Gennaio: VoipVoice certifica i gateway Beronet e Sangoma.
Febbraio: VoipVoice festeggia i 10 anni di attività in una splendida Convention presso la sede del Museo Casa Enzo Ferrari a Modena.
Marzo: VoipVoice sceglie AVM FritzBox! come Router per i propri clienti
Aprile: VoipVoice presente a Dubai verso EXPO2020.
Luglio: Viene lanciata Inside Factory, un nuovo modo di fare eventi e formazione nel settore ICT.
Settembre: VoipVoice certifica la soluzione IP di Panasonic.
Ottobre: VoipVoice vince il premio come miglior Exibithor dell’anno a SMAU per la seconda volta consecutiva.

2017

Gennaio: VoipVoice certifica i telefoni Htek.
Febbraio: VoipVoice festeggia 11 anni insieme!!

Ottobre [forse]: Inaugurazione delle nuova sede!

…to be continued

Intervista a Massimo Bargiacchi, CEO Meta System

L’espressione di tutta la conoscenza acquisita nel campo delle telecomunicazioni da Massimo Bargiacchi, fino ad oggi, si può riassumere con una parola chiave: Meta Telecomunicazione. Questa, la sua specialità. Esperto in telecomunicazione per vocazione familiare, Massimo si definisce “figlio d’arte“. E’ un destino segnato il suo. Cresciuto tra telefoni da smontare e rimontare come fossero giocattoli, naviga da sempre nel mare dell’ICT. Una curiosità? E’ stata la “delusione” per la mancanza di novità nel settore a fargli conoscere il VoIP.

E noi, ora, conosciamo lui…img_0224

Rompiamo il ghiaccio con qualcosa di personale: come sei approdato al mondo dell’ICT? 

Beh, per la verità non posso dire di esserci approdato… In realtà son figlio d’arte, e anche nipote se vogliamo.Mi spiego meglio. Mio padre aveva un’azienda con la quale fu uno dei protagonisti del settore telecomunicazioni a Roma nella metà degli anni ‘90. Da piccolo invece di giocare con i mattoncini della Lego mio padre mi faceva giocare con i telefoni. Li aprivo, li smontavo e ovviamente li distruggevo. Se prima li rompevo solamente, crescendo ho incominciato anche ad aggiustarli.
Con questa sorta di indottrinamento speciale, il mio destino era segnato. Quale lavoro potevo scegliere se non questo? Quindi non ci sono approdato casualmente, ma navigo da sempre in questo mare.

Quale è stato il percorso che ti ha portato in Yeastar? Da dove sei partito? 

Come si è capito ho vissuto diversi cambiamenti nelle telecomunicazioni: elettromeccaniche, elettroniche analogiche e anche elettroniche digitali. Arrivato a questo punto mi ero stancato. Ero deluso, stufo perché per tantissimo tempo non si vedeva niente di nuovo. E’ spinto da questo desiderio di novità che ho deciso di dedicarmi ad altro, un settore collaterale. Un giorno ricevo una mail dalla Cina (il tempo passa, saranno 7/8 anni fa!) in cui si parlava di un piccolo sistema telefonico denominato VoIP. Il VoIP in Italia stava muovendo i primi timidi passi ed era conosciuto esclusivamente dagli addetti ai lavori e da qualche grande organizzazione. Ma io essendo curioso ho voluto approfondire gli aspetti tecnici e le opportunità che offriva sul mercato delle Small Business e delle PMI. Quindi posso dire di essere partito da una delusione.
  
Quali erano le tue aspirazioni? Se non in questo settore, in che ruolo ti saresti immaginato? 

Mi sarei immaginato come si immaginano tutti gli adolescenti: pilota di Formula Uno se non di aerei, oppure medico. Poi crescendo ho rimesso i piedi per terra e mi sono reso conto che mi sarebbe piaciuto fare il lavoro di mio padre. Quindi ho studiato per questo e ho proseguito, fino ad arrivare qui.

Di cosa ti occupi esattamente? 

Nella mia azienda mi occupo esclusivamente del settore TLC, e lo faccio a 360°. Mi ritengo un consulente dei miei clienti, che sono esclusivamente installatori e operatori del settore. Per interfacciarsi con questo tipo di clientela ritengo sia necessaria una grande competenza tecnica. Solo così si possono soddisfare le varie richieste.

Raccontaci un aneddoto legato al tuo lavoro in Yeastar… 

Yeastar è in Cina… la Cina è molto lontana non solo come distanza fisica ma anche come cultura, quindi ti aspetti che il tuo operato sia valutato solo con i numeri delle vendite.
Invece sono rimasto favorevolmente colpito da quello che mi ha raccontato un Provider VoIP il quale volendo condividere le iniziative Marketing con un Brand di IP-PBX, ha scelto Yeastar. Inoltre Yeastar ha consigliato noi della Meta Telecomunicazioni come partner ideali per queste iniziative. 
Non nascondo la soddisfazione: ciò che facciamo e come lavoriamo ha superato le frontiere Italiane per arrivare addirittura in Cina. E chi si aspettava questo risultato?
  
I punti forti della tua azienda? 

Nel mio passato io sono stato un installatore di sistemi telefonici, è proprio questo background il punto forte della mia azienda. Conoscendo bene le problematiche che quotidianamente vivono gli installatori sul campo riesco a dare un’assistenza all’altezza delle aspettative. Il nostro punto di forza, insomma, è riassumibile in una parola: assistenza.

Quando e dove è nata Yeastar e dove opera? 

Yeastar ha la stessa età di VoipVoice, 10 anni. E come VoipVoice quest’anno ha spento le prime 10 candeline. La Yeastar opera in tutto il mondo con prevalenza sul mercato americano e russo, ma anche in Europa, Asia e ovviamente in Cina.

Quali sono le prossime novità che confermeranno la vostra posizione nel mercato?

Proprio quest’anno sono stati lanciati dei nuovi prodotti denominati S-Serie.
Questa è l’evoluzione degli, ormai famosi, MyPBX. Sono degli IP-PBX hardware che si integrano perfettamente nella realtà Italiana delle telecomunicazioni, specialmente in questo momento di transizione dal tradizionale al VoIP. Abbiamo iniziato a giugno il giro dei workshop per presentare questa gamma di centralini Yeastar.

E i prossimi eventi in programma? A breve partirà il tour con VoipVoice…

Le date sono molto vicine, il prossimo 22 novembre siamo a Bari e a seguire il 29 a Catania. Per il prossimo anno sono previste delle tappe anche nel Nord Italia.
  
Un tuo parere, sincero, di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT

Ritengo che la tecnologia VoIP prenderà il sopravvento sulle tecnologie TDM.
In questo ultimo periodo stiamo vivendo una vera rivoluzione in questo ambito.
Però penso anche che la naturale evoluzione di questa tecnologia sia la mobilità. Naturalmente passeremo attraverso i servizi virtualizzati (Centralini in Cloud) per poi approdare con il nostro smartphone su di una virtualizzazione ancora più spinta.

VoipVoice, come detto si appresta ad affrontare il tour con Yeastar: i due eventi in programma sono corsi tecnici gratuiti per installare e programmare il centralino telefonico Yeastar.

Per iscriversi alle due tappe:

BARI: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-jump-into-the-voip-bari-29253029599?aff=VoipVoice

CATANIA: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-jump-into-the-voip-catania-29266579126?aff=VoipVoice

Info su Yeastar: http://yeastar.it/home_ita/

 

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti-

Il compagno di viaggio, da sempre, di Massimo? Zucchero Fornaciari. “E’ un  po’ che facciamo la strada insieme. Contestatore, trasgressivo, profondo, il tutto nella giusta misura”.

E allora buon cammino e…buon ascolto.

Venti domande a…Roberto Lorenzetti di Siseco

Il nostro angolo delle interviste va avanti senza sosta: obiettivo della missione? Andare alla scoperta delle vite dei protagonisti dell’ “operazione 20 domande” mettendoli alla prova su più fronti. Chiediamo loro, di volta in volta, di parlarci a cuore aperto, raccontarci cosa hanno sognato da bambini, cosa si aspettano oggi che sono a capo di aziende importanti; come trascorrono le giornate tra lavoro, passioni e vita privata. Aneddoti, curiosità e “confessioni” inaspettate che questa volta riguardano…Roberto Lorenzetti. Benvenuti nel suo mondo.

  1. fotoChi era Roberto da piccolo?

Un piccolo matematico già appassionato dell’informatica. Ho iniziato con il Videopac G7400plus e Qbasic a soli 8 anni. 

2. E che uomo è diventato adesso?

‎Un papà che si diverte con le figlie, con l’impresa che ha creato e che è sempre desideroso di imparare. A tempo perso,  persino ingegnere!  

3. Quali erano le tue aspirazioni?

Inizialmente come tanti da piccolo sognavo di fare il pilota ma mi sono fermato ai kart.  Poi però gli studi e la voglia di lavorare si sono concretizzati nel settore in cui opero ancora oggi.

4. Come sei approdato al mondo dell’ICT?

Appassionato fin da piccolo, ho sempre giocato e poi lavorato in questo ambito, prima nell’hardware poi nel software e nei database.

5. Ricordi la prima volta che hai navigato in internet?

Certo. Al Politecnico di Milano, 1993, con Mosaic. Uno dei primissimi browser per il WWW. 

6. E quando per la prima volta hai installato il VoIP?

Si. Qualche problematica tecnica dovuta all’immaturità della tecnologia e delle infrastrutture ma è stata una bella scoperta.

7. Come hai conosciuto VoipVoice? 

Cercando sul web un partner dedicato a fornire servizi Voip specifici in ambito B2B.

8. Chi è stato il primo cliente a cui hai istallato VoipVoice?

Noi ovviamente. Come sempre si prova all’interno prima di offrire al nostro mercato una soluzione di cui si ha piena conoscenza dei vantaggi. 

9. Una tua considerazione di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT?

Il trend è già evidente. La voce su IP è ormai disponibile su pc e in mobilità in vari modi. È solamente la burocrazia, con la normativa e il protezionismo a frenare il fenomeno. WhatsApp, Skype, Webex ed altri strumenti mettono in discussione rapidamente paradigmi consolidati. Mi auguro sarà il servizio al cliente a fare la differenza, altrimenti la globalizzazione delle soluzioni applicative e il cloud vedranno facilmente in vantaggio i consueti colossi made in Usa. 

10. Quando è nata la tua azienda?

Nel 1987. Quasi trent’anni fa. Io sono entrato una decina di anni più tardi. 

11. Cosa fa?

Sviluppo di soluzioni cloud per migliorare i processi di marketing , salesforce, post vendita e Contact Center. All’interno di questa realtà oggi sono l’amministratore delegato. 

12. Dove opera?

Da Milano operiamo in tutta Italia. 

13. Cosa fai nel tempo libero?

Il papà e un po’ di sport per tenersi in forma. 

14. Una cosa indispensabile per te?

La famiglia, oltre alla salute. 

15. Cosa ti rende felice ? 

Veder realizzati i progetti che ho inventato dal nulla. 

16. E cosa invece ti fa arrabbiare?

Chi vuole fare con i soldi degli altri, senza rischiare. 

17. Ti saresti mai immaginato nel ruolo che ricopri oggi?

Lo ammetto, sì.

18. Dove ti vedi fra cinque anni?

Sempre alla guida di un giovane gruppo al servizio del cliente, allineato con le novità di mercato e pronto ad accogliere tutte le novità ICT. 

19. Infine la nostra domanda di rito. Cosa è per te il VoIP? 

È una tecnologia essenziale già vecchia. Ma dato che per il mercato è innovazione la cavalchiamo. Come tutti sappiamo, esistono già soluzioni di comunicazione collaborativa nettamente più avanti del VoIP che sembra un po’ come il digitale terrestre per la televisione: una tecnologia intermedia per la serie “vorrei la tv via cavo ma non posso”. Certo, molto meglio del vetusto doppino telefonico, dato che rende flessibile il numero di linee e agevola la portabilità del servizio…

20. Un obiettivo che ti sei dato per questo 2016?

Investire per crescere, consolidando le nostre soluzione sul mercato. Il gruppo gestisce quasi mille clienti tra medie imprese e Contact Center e la necessità di inseguire le novità di mercato è tale che crescere è l’unica possibilità. Nel percorso di crescita vogliamo coinvolgere anche i nostri clienti attraverso un utilizzo intenso di piani di formazione erogati tramite Web.

Salutiamo Roberto ringraziandolo per il tempo che ci ha regalato e per averci fatto assaporare un po’ delle sue giornate. “Investire per crescere” è l’augurio che anche noi gli facciamo per il futuro. Quello della crescita, dopotutto è un tema ricorrente in questa chiacchierata. Pilota mancato, da piccolo matematico si è trasformato in papà ingegnere e crescendo ha dimostrato che una cosa nata per gioco può diventare un lavoro davvero. Un bell’incoraggiamento a credere nelle proprie potenzialità e a metterle a frutto studiando…e divertendosi.

– Intervista a cura di Ylenia Cecchetti

Siseco, Rivenditore Certificato VoipVoice Doctor, è un’azienda leader nel settore ICT e sviluppa soluzioni rigorosamente “Made in Italy” per i processi di Sales, Support, Contact Management e Analitycs.  Questi i suoi contatti:

SISECO Srl

Corso Sempione, 270
20028 San Vittore Olona (MI)
Tel: 800944599
Fax 0331935151
Email: commerciale@siseco.it
Web: www.siseco.it

 

Venti domande a…Guido Vanni Olivetti

Un cognome che, come ci dice la storia, fa rima con calcolo, elettronica e innovazione, e una passione sfrenata per i fuochi d’artificio. Testardo, determinato e di una simpatia travolgente. L’ha sempre vinta lui, “capperi” – l’intercalare tipico del biellese ha contagiato anche me- E’ un entusiasta della vita, se la vive in piena libertà là sulla “sua” montagna, dalla quale scende come fosse un super eroe se a valle ci fosse bisogno del suo intervento. Eccome se ce n’è.  Sogna ancora, Guido Vanni Olivetti: alla soglia dei 70 anni pensa a quel giro nello spazio che non è ancora riuscito a fare. E’ un personaggio tutto da scoprire: abbiamo provato a farlo ospitandolo nel nostro angolo delle interviste. Il botta e risposta, oggi, è tutto per te Guido.

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  1. Chi era Guido da piccolo?

Il “Guido da molto piccolo” seguiva il nonno, che era architetto e scultore di arte funeraria e abitazioni particolari. Realizzava cappelle cimiteriali, chiese e santuari in giro per l’Italia settentrionale.  Andavo dietro a mio nonno materno, insomma, gli davo una mano come potevo.

 

2. E che uomo è diventato adesso?

Sono sempre stato molto introverso, fino al 2000, l’anno della svolta. Prima non avevo neppure il coraggio di presentarmi in giro, parlare con gli altri. Dopo il mio ingresso in Croce Rossa qualcosa è cambiato. Sono partito come un razzo, parlo con chiunque anche se con l’italiano ogni tanto inciampo un po’. Se oggi sono un buon comunicatore, comunque lo devo anche a Simone Terreni dal quale mi piace prendere spunto…

3. Quali erano le tue aspirazioni?

Ho sempre pensato “Un giorno avanti”, questo potrebbe essere il mio motto. Pensavo una cosa, e poi la vedevo realizzata dai grandi network. Non a caso sono uno dei fondatori della prima tv libera in italia nel biellese, nel ‘72. Il mio cervello vive proiettato al domani; questo è il segreto per mantenersi vivi ed eternamente giovani.

4. Come sei approdato al mondo dell’ICT?

Nel ‘95 mi sono guardato intorno e ho visto che si parlava di internet come un qualcosa di lontano, quasi irraggiungibile. Mi sono buttato e ho iniziato a fornire internet (con niente) a tutto il biellese quando bastava solo una piccola connessione telefonica.

5. Ricordi la prima volta che hai navigato in internet?

Ero a casa mia, allora erano poche le cose che si consultavano sul web, non c’era granchè da seguire: la Nasa, la Casa Bianca, stop.  A proposito di prime volte, ricordo come fosse ora quando mi telefonò la Sede regionale della Regione Autonoma Valle d’Aosta per chiedermi una connessione. Era il ‘95:  posso dire con soddisfazione d’aver centrato l’obiettivo. Camminavo a un metro da terra.

6. E quando per la prima volta hai installato il VoIP? 

E’ un ricordo legato ad un mucchio di problemi (non era VoipVoice): chiedevo una cosa e passavano giorni prima che venisse risolta.

7. Come hai conosciuto VoipVoice?

L’ho scoperto tramite un vecchio rivenditore del Veneto: se hai problemi, parla con loro. Te li risolvono in un batter d’occhio”. E così è stato. Siamo partiti con piccole cose, ma il supporto è stato ottimo fin da subito. Incredibile: il sistema funzionava!

8. Chi è stato il primo cliente a cui hai istallato VoipVoice?

Mia moglie, in casa nostra. Quando devo fare un esperimento, passo sempre da lei. Prima di metterci la faccia coi clienti e di incasinarmi…

9. Una tua considerazione di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT

Se mi guardo intorno penso che non so quanto il VoIP potrà andare avanti. Con whatsApp, i-phone e i-pad, vedo che tutto corre veloce e la telefonia fissa si perderà per strada mentre la rete mobile farà  passi da gigante.

10. Quando è nata la tua azienda?

Nel ’75 ed è rimasta aperta fino al 2000. Sono partito lavorando per altri però.  Il mio grande maestro è stato Siemens, dalla Germania.  Il mio primo ripetitore (nel ’64) doveva portare la Rai in un piccolo comune della Valle Antrona dove non si vedeva nulla, dove il sole va via a novembre per ritornare a marzo. Quello che mi dà soddisfazione a distanza di 50 anni, è l’aver realizzato impianti tv ancora funzionanti e attivi.

11. Cosa fa?

Adesso, pensionato da circa 3 anni collaboro con la Botany srl, un’azienda locale che fa internet e telefonia. Nonostante l’età, io sono il cervello!

12. Dove opera?

In tutto il Piemonte

13. Cosa fai nel tempo libero?

Quando il tempo è bello io son libero, e organizzo lunghe passeggiate in montagna. Lavorando con le funivie giro per i monti, se poi han bisogno di me mi chiamano e torno a valle. Altrimenti mi diletto tra foto,riprese video e il volontariato alla Croce Rossa. Tenermi a freno è difficile, mi è sempre piaciuto il gusto della libertà.

14. Una cosa indispensabile per te?

Avere un po’ di salute e di serenità. Non i soldi, quelli non fanno la felicità e non è un luogo comune.

15. Cosa ti rende felice?

Quando riesco a raggiungere un obiettivo, di qualsiasi tipo. Come quella volta che organizzammo la diretta per la Sede Regionale del Piemonte: era il 25 aprile, non c’ era segnale in quel posto. Ma io mi dissi: “si può fare”.  Il tecnico  mi dette fiducia e facemmo una diretta perfetta dalla cima del Monte Camino (il Voip più alto d’Italia a 2440 metri). Non importa cosa, che sia un montaggio video o una connessione internet non mi sono mai fermato davanti a nulla. Sono tenace e caparbio, lo so.

16. Cosa ti fa arrabbiare?

La falsità delle persone…e te ne accorgi lontano un chilometro quando qualcuno fa buon viso a cattivo gioco. Non sopporto chi tenta di rubare le mie idee: “copiate pure quello che faccio, tanto quello che c’è dentro alla mia testa non l’avrete mai”.  Vinco sempre e comunque io.

17. Ti saresti mai immaginato nel ruolo che ricopri oggi?

No, tribolavo molto all’inizio: non ero furbo. Oggi mi sento arrivato da qualche parte, ma non arrivato del tutto. Ci sono sempre le sfide di domani, quelle di dopodomani…

18. Dove ti vedi fra cinque anni?

Il mio calendario si ferma tra 3, vista l’età (69 portati splendidamente, aggiungiamo noi). Mi vedo sempre qui, indaffarato nell’inventarmi qualcosa di nuovo.

19. Cosa è per te il VoIP?

Significa avere i numeri che voglio, dove voglio e farci quello che voglio. Altro che mamma Telecom: il VoIP è libertà di movimento.

20. Un obiettivo che ti sei dato per questo 2016?

Vedere il campionato mondiale dei fuochi d’artificio che si terrà a fine giugno nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola. Sono un grande appassionato di spettacoli pirotecnici, li ho scoperti per caso nel 2000 e oggi non me ne perdo uno. Me li sono goduti rischiando il vento, la grandine ma ne è sempre valsa la pena. Tra gli obiettivi più concreti? L’intenzione di portare ancora internet ad alta capacità laddove nessuno dei grandi è in grado (solo perché non conviene, ovvio!). 

Un medley, un misto di sensazioni, un miscuglio di emozioni diverse. Vita. Guido ha scelto il meglio degli Abba come colonna sonora alla sua intervista, “perchè al gruppo ci sono affezionato, di loro mi piace tutto” mi ha confessato con un pizzico di nostalgia per gli anni ’70. Anzi no, niente nostalgia. E’ uno che sta sempre un passo avanti lui. Il video è un concentrato di energia che rispecchia perfettamente il Guido che ho conosciuto io giusto il tempo di una chiacchierata. Quella stessa energia che gli auguro di cuore possa fargli compagnia per altri 100 anni ancora.

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti-

Guido Olivetti <http://www.bolisa.net/> è un Rivenditore Certificato VoipVoice Professor. Opera nella provincia di Biella e questi sono i suoi contatti:
Guido Olivetti
Botany (Professor)
voipvoice@gvobox.it
0159555444
3489026670
www.bolisa.net<http://www.bolisa.net/>
Via San Pietro, 25

3878Candelo (Biella)

Venti Domande a… Thomas Cavinato di Computel

Venti domande. Venti curiosità per mettere a nudo i nostri partner e dare loro l’opportunità di raccontarsi…senza peli sulla lingua. L’angolo delle interviste è tornato, questa settimana con la novità di un botta e risposta tutto da scoprire, che cambierà forma e colore di volta in volta. Tra i premiati nel corso della Convention  di Modena per i dieci anni di VoipVoice (nella categoria Superstar) c’è la Computel di Thomas Cavinato. Consulente informatico per diverse aziende venete, è diventato con la sua realtà un punto di riferimento per gli enti pubblici e privati. 

491. Chi era Thomas da piccolo?

Una peste! Un vero Gian Burrasca, sempre pronto a combinarne di cotte e di crude.  Vengo da una famiglia di imprenditori e sono cresciuto a pane, discoteche e sale da ballo. L’esperienza non mi è mancata, ero un tipo vivace, ero quello che apriva la porta per far scappare le galline, per intendersi. Ne ho fatte di marachelle… ma quello che mi salvava sempre era il gran sorriso. Un sorriso e mi veniva perdonato tutto.

2.  E che uomo è diventato adesso?

Di quel Giamburrasca è rimasto tutto. Solo che oggi sono frenato dalla responsabilità di essere padre, marito e di gestire un’azienda con 6 persone. Ho la testa sulle spalle ma appena può, quel Gian Burrasca che è in me, trova il modo di uscire…

3. Quali erano le tue aspirazioni?

Non ne avevo di particolari, provenendo da un ambiente libero non ho mai avuto limiti. Certo, non sognavo di fare l’astronauta. Ma posso dirmi soddisfatto perché tutte le cose che mi andava di fare le facevo. Ed ero appagato. Così ho lavorato in radio come speaker, vocalist, dj  e ho vissuto con intensità tutto quello che mi capitava. Ho potuto contare sulla piena fiducia da parte della famiglia, che mi appoggiava seguendomi da lontano con sguardo severo. Senza risparmiare qualche ceffone, quando non se ne poteva fare a meno…

 4. Come sei approdato al mondo dell’ICT?

Ho studiato come perito informatico e ho cominciato a lavorare subito, arrangiandomi come grafico pubblicitario per la realizzazione dei biglietti da visita delle discoteche che frequentavo. Avevo dimestichezza con i pc e per questo sono stato presto assunto da un trio di ingegneri innovativi per l’epoca. Era il ’97, da ragazzino aprii la mia partita iva e una volta assorbita come una spugna tutta l’esperienza da chi ne aveva più di me, presi il portafoglio clienti e scappai via. Nel giro di due anni, poi, ho aperto la mia azienda.

5. Ricordi la prima volta che hai navigato in internet?

Eccome. Mi trovavo all’università di Padova, mandato dai soliti tre ingegneri a fare assistenza tecnica sui dispositivi dell’ateneo. Ho navigato seduto alla facoltà di psicologia, su un pc che aveva un browser che non esiste più, Netscape (a qualcuno sono sicuro che verrà giù la lacrimuccia, a pensarci). Il logo era una piccola collinetta col cielo azzurro; mette un po’ di nostalgia il ricordo.

6. E quando per la prima volta hai installato il VoIP?

Ero da solo e l’ho fatto per un’ azienda che si occupa di scavi e manutenzione stradale, la Ragazzo srl.

7. Come hai conosciuto VoipVoice? 

Lo zampino ce l’ha messo Andrea Frigo, un giovane imprenditore informatico che ci ha lasciato qualche anno fa, in seguito ad un tragico incidente stradale. Era partner di VoipVoice, un Gian Burrasca come me che credeva fortemente in quel tipo di tecnologia e che ha lasciato un vuoto enorme. Ma lo penso col sorriso.

8. Chi è stato il primo cliente a cui hai istallato VoipVoice?

La Ragazzo srl come già detto. L’impresa si era stancata del solito carrozzone Telecom, ci ha dato fiducia e insieme siamo andati avanti. Tutt’ora sono nostri clienti e partner.

9. Una tua considerazione di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT?

La odio questa parola, dice tutto e non dice niente. E’ difficile fare pronostici, se devo essere ottimista vedo una crescita esponenziale con l’ avvento della banda larga. Non ci sarà da temere, l’IT sarà d’aiuto alle aziende e alla pubblica amministrazione ma la strada è ancora lunga, è tutto in evoluzione.  Dalla nostra, stiamo cercando di sviluppare la fibra ottica che tutti vogliono ma che nessuno finanzia. Gli analisti, comunque, sono pieni di aspettative. Se lo dicono loro…

10. Quando è nata la tua azienda?

La Computel nasce nel ‘99 Si chiamava Net Solution, all’origine. Ho iniziato da solo, poi ho coinvolto mia moglie Valeria tra lacrime e sospiri dei suoceri e nel 2001 abbiamo aperto il negozio. E’ una realtà, oggi a conduzione familiare. Anche i dipendenti sono parte della famiglia ormai.

 11. Cosa fa?

E’ nato come negozio di informatica, telefonia e assistenza tecnica per le aziende e i privati. Nel 2007 abbiamo sperimentato il wifi a lunga distanza e da questa esperienza è nata la divisione telecomunicazioni di Computel che ha il marchio Mywifi. Ci siamo focalizzati su questo trend riscuotendo successo: l’ alta padovana è ricca d’imprese ma non può contare su banda larga e adsl. Così oggi abbiamo 2mila clienti collegati col nostro servizio wifi.

12. Dove opera?

Padova e provincia, le zone dell’alta padovana, nel camposampierese.

13. Cosa fai nel tempo libero?

Non ce l’ho ma me lo ritaglio. E allora corro a piedi in pausa pranzo, faccio lunghi giri in bici (arrivo a fare anche a 150 km sulla mia mountain bike). La due ruote è diventata  la mia grande passione dal 2012, mi diverto ed è un toccasana, combatte i frequenti mal di testa perché scarichi tutto lo stress.

14. Una cosa indispensabile per te?

La mia famiglia, essendo coinvolta totalmente nell’attività lavorativa. Il supporto morale dei miei cari è fondamentale.

15. Cosa ti rende felice ? 

Penso all’ultima volta che ho riso, ed è proprio ora, rilasciando questa intervista. Scherzi a parte, l’approvazione e la gratitudine da parte dei clienti, la classica pacca sulla spalla. Non sei solo fornitore ma anche amico e  il rapporto che si crea è la motivazione che ti fa andare avanti. Mi basta poco; è che i complimenti sono sempre più rari ma servono da stimolo a far meglio.

16. E cosa invece ti fa arrabbiare?

Non ce l’ho su con i giovani, premetto (e non potrei confessarlo proprio a VoipVoice che sulle risorse dei giovanissimi  scommette moltissimo). Ma mi fa arrabbiare il ragazzo arrendevole, che non prende l’iniziativa e non si sforza. Quello pessimista, che non ci crede abbastanza.  

17. Ti saresti mai immaginato nel ruolo che ricopri oggi?

No. Ma allo stesso tempo, se ci pensavo, ero convinto che ce l’avrei fatta, anche a ricoprire questo ruolo.  

18. Dove ti vedi fra cinque anni?

Qua tiriamo in ballo una rete d’imprese appena nata. Una nuova azienda, che unisce imprese che operano nello stesso settore per ridurre i costi, condividere infrastrutture, risorse umane e piano marketing. Corriamo tutti per tagliare lo stesso traguardo, senza farci la guerra. Sto parlando di ConnEtical: il futuro è questo, è già qui.

19. Infine la nostra domanda di rito. Cosa è per te il VoIP? 

Se penso al VoIP penso a … Simone Terreni (ride). Il VoIP è una grande opportunità tecnologica per le aziende, come risparmio economico ma soprattutto a livello di servizi. E’ lo strumento giusto per far breccia nel cuore dell’ azienda e stabilire un contatto.

20. Un obiettivo che ti sei dato per questo 2016?

Cambiare la macchina…E sviluppare una rete in fibra ottica con  ConnEtical. Ma qui forse, meglio guardare al 2017.

Trovare  il momento giusto per intervistarlo è stata un’impresa. Lo abbiamo rincorso telefonicamente, s’intende, mentre era sopra un tetto. Lo abbiamo inseguito in pausa pranzo… e per rispondere alle nostre domande il pranzo, lo ha saltato. Lo abbiamo raggiunto, alla fine, tra i mille imprevisti lavorativi. Con la simpatia e la spontaneità che lo contraddistinguono Thomas Cavinato è stato al gioco raccontandoci molto di sè. Una parola tira l’altra e tra un ricordo d’infanzia e un buon proposito per il futuro, il botta e risposta ha preso una piega inaspettata. Ne è nata una conversazione davvero ricca di spunti; un quadro pieno di colori, tutti vivaci che ritraggono al meglio il suo spirito libero e intraprendente. Mai canzone fu più azzeccata.

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti-

 Thomas Cavinato è un Rivenditore Certificato VoipVoice Superstar. Opera nella provincia di Padova e questi sono i suoi contatti:

Computel sas

Via Caltana 161
35011 (Padova)
Tel: 0495730564
Fax: 0499217470
Email: assistenza@mywifi.it
Web: www.mywifi.it

Intervista a Federico Lagni del Festival ICT

Mercoledì scorso, come l’anno precedente, abbiamo confermato la nostra partecipazione al Festival ICT svoltosi a Milano e, anche quest’anno possiamo dire che ne è valsa la pena. Il risultato è stato davvero ottimo: 1.250 visitatori, 57 sponsor, 74 workshop e un focus molto tecnico mirato a professionisti di settore.

Personalmente, dalla mia esperienza di marketing nel settore ICT, posso dire di essere rimasto piacevolmente colpito dal suo format molto “social oriented” così come dallo slogan che già ne anticipava il successo: “il nuovo palcoscenico ICT italiano”. Altro valore che ho potuto constatare è l’accuratezza dei contenuti per un pubblico di operatori di settore e specialisti.

In questa occasione abbiamo anche avuto il piacere di intervistare il fondatore di questa importante iniziativa fieristica, parlo di Federico Lagni:

 federico lagni

Ciao Federico, vorrei subito rompere il ghiaccio chiedendoti di raccontarci le origini ed il percorso che ti hanno portato a essere il Federico Lagni di oggi.

La risposta potrebbe cominciare con il classico “Appassionato di informatica fin da bambino, a scuola sotto il banco avevo le riviste di computer per poi, in quarta e quinta superiore, tenere qualche lezione di Sistemi ai miei compagni, al posto del professore”. Questo a parte, a sedici anni, nel 2003, fondo AreaNetworking.it, un portale dedicato – come suggerisce il nome – al networking ed ai temi strettamente legati (Datacenter, Infrastrutture, sistemistica, etc). Nel 2005 fondo il più grande Cisco Users Group italiano e, nel mentre, mi occupo prima di Infrastrutture Web e poi di Marketing in alcuni system integrator. Nel 2010 fondo il Tesla Club Italy, il club italiano di riferimento per i clienti e gli appassionati di Tesla Motors. Tra la fine del 2012 e l’inizio 2013, invece, penso che in Italia vi sia la necessità di un nuovo evento ICT. Da qui, la nascita del festival.

Oggi ti vediamo come fondatore del Festival ICT, un evento dedicato alle nuove e consolidate tecnologie con un format veramente verticale, ma come è nata questa idea e qual è il suo carattere che lo distingue?

L’idea è nata grazie all’esperienza con AreaNetworking.it. Quest’ultimo mi ha permesso di avere grandissima visibilità nel settore: una quantità enorme di contatti, possibilità di relazionare ogni giorno con nuove aziende: vendor, system integrator, grandi provider. La forte vicinanza al canale ha reso possibile sentire, conoscere ed ascoltare le loro visioni ed opinioni. Tra queste, anche le numerose “malinconie” rispetto agli eventi ICT italiani. Ecco perché spesso definisco il festival ICT come un evento nato letteralmente ascoltando “il mercato”, grazie anche – attività fatta negli ultimi mesi nel 2012 – a tantissimi incontri, chiacchierate più o meno informali e scambi di idee con un numero elevato di persone, in rappresentanza del settore, per cercare di cogliere nel dettaglio le esigenze.

Ogni iniziativa, soprattutto in questo settore, viene costruita per riuscire a portare un messaggio. Qual è il suo?

E’ corretto ed è vero in particolare per il festival ICT. La nostra tesi, che in effetti entrambe le edizioni fatte sostengono, è la grande importanza che ancora hanno gli eventi, se fatti con qualità, cognizione di causa e conoscenza del mercato. Per quanto tutto sia sempre più tecnologico, nulla è ancora sostituibile a una stretta di mano tra persone con interessi reciproci, all’interno di un evento professionale, business e ricco di contenuti.

Quali novità ci ha riservato quest’anno il Festival ICT?

Quest’anno, visto l’esito positivo anche della seconda edizione, abbiamo ricambiato location per spostarci, ancora, in una location più grande. Avremo, quindi, il doppio della superficie dell’edizione 2014, una sala speech ulteriore, più contenuti, l’aumento delle community ICT in Arena e l’area Web Advisor ovvero lo speed dating tra consulenti Web ed il pubblico. Per il resto… basta aver partecipato al festival ICT 😉

Guardando a un futuro prossimo, pensi che il Festival ICT avrà uno sviluppo territoriale che lo vedrà presente anche in altre città italiane o resterà consolidato a Milano?

La domanda riguarda un tema estremamente sensibile per un evento come il nostro. Abbiamo nella lista delle ipotesi vari potenziali sviluppi. Attualmente però è decisamente troppo presto per avere già decretato ciò. Resta certo che Milano è la capitale della tecnologia e dell’ICT quindi sicuramente per alcune altre edizioni non varieremo la città.

Sono anni che osservi da un punto di vista privilegiato la crescita di molte aziende nel settore ICT, che idea Ti sei fatto nell’approccio al mercato di questi protagonisti?

Penso sempre che l’ICT sia enorme e che le logiche che lo regolano siano davvero molte, tanto da rendere l’ICT addirittura – a volte – troppo vario e diverso al suo stesso interno. Ritengo che le aziende presenti nel nostro paese facciano un lavoro grandioso perché, indirettamente,
contribuiscono fortemente all’innovazione tecnologica e all’alfabetizzazione digitale. E non è esagerato, credo sia così realmente. Portare, spesso all’interno di piccole e medie imprese, determinate novità significa trainare il comparto verso l’aumento dell’efficienza in azienda: risparmi economici ma anche di tempo, ottimizzazioni, maggiore agilità e velocità di azione… tutte caratteristiche che rendono più competitive le imprese.

Una Tua considerazione di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT?

Io vedo due particolari sviluppi: il primo sul Cloud, il secondo sull’IoT. Il Cloud sarà sempre più pervasivo e riguarderà un numero crescente di software e applicazioni, da qui il forte sviluppo del SaaS. Tutto sarà sempre più su Cloud, non solo alcune limitate componenti del nostro lavoro quotidiano. Tutto più as a service, tutto più always on. L’IoT, invece, che promette forti sviluppi anche nel consumer, permetterà a molte aziende B2B di poter inizialmente raddoppiare il proprio lavoro, grazie all’enorme trasversalità che quel “things” rappresentata.

Infine, la domanda di rito: Cosa ne pensi del VoIP e cos’è per te il VoIP?

Il VoIP. Tutti dicono sia esploso agli inizi degli anni 2000. “La rivoluzione della voce su IP”. Io invece credo che tutto ciò debba ancora succedere. Dico questo perché il VoIP è una tecnologia che si integra fortemente con le componenti IT e TLC… componenti che 10 anni fa erano ancora assolutamente molto indipendenti. Oggi invece nell’ICT tutto è sempre più convergente (e lo dimostra anche il logo del festival ICT). E’ proprio in questo momento che le tecnologie VoIP, complice anche il miglioramento progressivo della situazione della banda larga, potrà avere il proprio vero esordio.

Bellissimo incontro, un punto di vista veramente interessante che ci aiuta a riflettere su quello che offrirà il futuro. Viene da pensare che lo slogan di questa nuova era tecnologica sarà “convergenza”. Un insieme di sistemi con intelligenza avanzata che vedrà come obiettivo semplificare i processi lavorativi.

Ascoltando le risposte di Federico mi viene in mente una frase storica del buon Steve Jobs dove lo stesso vedeva nella tecnologia “un’estensione naturale dell’individuo”. Questo è realtà, questo è lo splendido futuro che ci aspetta.

– Intervista a cura di Samuel Lo Gioco –

Ecco il nostro Diario Fotografico del Festival ICT:

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Intervista a Ilaria Santambrogio di Plantronics

ilariaIn un ambiente prettamente maschile, è bello vedere che anche una donna si sia distinta per la sua professionalità nell’ambito delle ICT.
A tal proposito abbiamo intervistato Ilaria Santambrogio, Country Manager di Plantronics , azienda pioniera nell’uso dell’auricolare in ambito office e nelle Unified Communications.
Andiamo a conoscerla.

Ciao Ilaria, vorrei iniziare la nostra intervista con una prima curiosità: come sei entrata a far parte di Plantronics?

Ciao!
Innanzitutto è un grande “onore” per me contribuire al vostro blog che seguo sempre con interesse.
Diversi anni fa lavoravo per una azienda che aveva la sede nello stesso palazzo di Plantronics, avevamo conosciuto l’allora Country Manager ed iniziato ad usare i prodotti Plantronics. Sono stata una vera pioniera nell’uso dell’auricolare in ambito ufficio! Alcuni anni dopo mi contattarono per una posizione sales/marketing che accettai con entusiasmo.

Ognuno di noi ha delle aspirazioni fin da piccolo, quali erano le tue?

Diventare insegnante di letteratura!!!
Ho sempre avuto un debole per questa materia in particolare la letteratura dell’800. Diciamo poi che il destino mi ha offerto delle opportunità diverse che ho voluto cogliere e che mi hanno portato fino qui.
Citando una frase di Victor Hugo: “Il destino, quando apre una porta ne chiude un’altra. Dati certi passi avanti, non è più possibile tornare indietro”… e poi forse non sono sufficientemente paziente per fare l’insegnante. 

Plantronics è un’azienda all’avanguardia nella progettazione e nella realizzazione della filosofia Smarter Working, con sede a Santa Cruz (California). A tuo parere come viene visto il mercato italiano all’estero?

L’Italia è conosciuta come patria della bellezza e Plantronics ha lavorato molto sul design dei prodotti che negli anni hanno riscontrato sempre più apprezzamento anche dai clienti italiani. Inoltre l’Italia è la patria dell’oratoria, abbiamo una storia di grandi personaggi che hanno fatto dell’eloquio la loro miglior arma di successo. Noi vogliamo aiutare gli Italiani alle prese con modalità di collaborazione sempre meno personale e più virtuale a potersi sempre esprimere al massimo del loro potenziale.

Come hai modo di vedere stiamo vivendo un’evoluzione tecnologica. In questo contesto qual è il ruolo delle cuffie?

Oggi le cuffie sono un elemento chiave nella vita lavorativa e nel tempo libero. Tra i trend emergenti oggi nel mondo high tech, Plantronics punta su l’intelligenza acustica, per favorire la produttività delle aziende e il benessere per chi lavora. L’impatto dell’acustica è spesso ignorato nella progettazione degli uffici e questo risulta dannoso in termini di produttività: ovunque si lavori il rumore di sottofondo si infiltra in ogni conversazione e non consente agli interlocutori di intrattenere telefonate professionali. Secondo un recente studio dell’Università della California, i rumori indesiderati nei luoghi di lavoro disturbano la concentrazione, diminuiscono la produttività e aumentano lo stress tra i colleghi. Il 70% degli impiegati pensa che la propria produttività sarebbe più alta, se l’ambiente lavorativo fosse meno rumoroso, mentre l’81% dei manager è indifferente al problema. Plantronics crea e propone soluzioni per migliorare le capacità, le prestazioni e il livello di soddisfazione di chi lavora.

Il prodotto Plantronics è molto conosciuto, tanto da riuscire a trovarlo in tutti i distributori e su Amazon. Che differenza c’è fra questi canali?

Plantronics è un’azienda molto snella per cui anche da un punto di vista operativo l’avvalersi dell’ausilio dei più importanti distributori ICT italiani è il miglior modo per garantire la massima reperibilità dei nostri prodotti ai nostri clienti e potenziali. I distributori, grazie alla loro struttura capillare, alla ampiezza dell’offerta di prodotti ICT, e alla loro forza logistica riforniscono i principali rivenditori, system integrators, dealer e retailer tra cui anche Amazon. In questo modo il prodotto arriva nelle mani degli utenti finali, siano essi aziende o professionisti.

Secondo te cosa succederà nei prossimi 5 anni nell’ICT?

Da un punto di vista business, oggi stiamo già assistendo a un cambiamento della prospettiva delle interazioni con i clienti, che è completamente cambiata. Oggi le telefonate sono più complesse, rendendo le comunicazioni e le interazioni cruciali, tanto da poter rafforzare o indebolire il brand di un’azienda. Le nuove soluzioni Plantronics sono specificamente progettate per offrire al cliente un’esperienza positiva e aiutare a creare e a mantenere l’interazione, le cosiddette Smarter Interactions.
Inoltre da qui ai prossimi 5 anni, ci sarà una maggiore diffusione del concept Smarter Working, che si estende alla filosofia e alla cultura del lavoro all’interno dell’ufficio, che Plantronics promuove da anni. La diffusione del concetto Smarter Working, include un design Smart Office, la più recente tecnologia UC e la consapevolezza dei fattori umani che influenzano il modo in cui lavoriamo. Ad esempio, il design dell’ufficio deve riflettere le esigenze e i desideri dei dipendenti, favorendo, al tempo stesso, una maggiore produttività con uno staff più felice.

Concludiamo la nostra intervista con una domanda di rito: che cosa è per te il VoIP?

In un mondo in cui le interazioni sono sempre più virtuali il VoIP è per me sinonimo di comunicazione. E in un contesto lavorativo dove le Unified Communications diventano sempre più necessarie per permettere alle persone di lavorare in modo Smart e al passo con i tempi, Plantronics si sente un player importante nel segmento VoIP.

Ringrazio Ilaria Santambrogio che ci ha parlato della sua esperienza in Plantronics e dei progetti futuri dell’azienda. Plantronics sta contribuendo in maniera forte non solo alla diffusione dei propri prodotti ma anche alla diffusione della cultura Smart Working, una cultura innovativa che può contribuire a rendere maggiormente produttive le aziende italiane.

-Intervista a cura di Serena Masoni

I prossimi appuntamenti VoipVoice & Plantronics saranno il Roadshow Nethesis, Share2Grow Tour: Prima Tappa a Bari il 28 Ottobre, Seconda Tappa a Napoli il 29 Ottobre e la Terza tappa a Roma il 30 Ottobre.

Climb the step – Get the target – Smile – Repeat

“Il gradino di una scala non è mai stato concepito per riposare, ma solo per tenere il piede di una persona quanto basta a consentirgli di mettere l’altro un po’ più in alto.”
(Thomas Henry Huxley)

A consentirgli di mettere l’altro un po’ più in alto.
Ecco a cosa serve un gradino di una scala.
Se chiudo gli occhi e penso a quello che facciamo quotidianamente noi, mi viene in mente proprio questo.
Una sfilza di gradini da salire. Da salire!! Non per star fermi in uno di questi a riposare.
NO!
E immagino ci siano diverse scale da affrontare, una o più per ogni mansione svolta.

Quella sulla quale voglio concentrarmi in questo post è la mansione fondamentale del mio reparto: risolvere le segnalazioni dei nostri clienti.

Parminder ed io poniamo molta attenzione e massima importanza a come lavorare le segnalazioni che quotidianamente riceviamo.
Abbiamo detto che siamo un’azienda in crescita, sana, giovane e sorridente.
Non potremmo parlare di azienda in crescita se non avessimo delle problematiche da risolvere ma un’azienda non cresce in base alle segnalazioni che riceve, bensì in base a chi e come riceve e risolve le problematiche che si presentano quotidianamente.
Come se tu stessi per alzare il secondo piede verso il gradino un pò più in alto e TAC qualcuno vuole impedirtelo.
Ma la tua ambizione fa da scudo, ti fai carico della problematica e ci provi.

Ci prendiamo cura dei nostri clienti e noi, in primis, vogliamo che le loro problematiche siano risolte nel più breve tempo possibile; per questo ci adoperiamo a fare più domande possibili sugli apparati del cliente, sulla problematica che segnala facendoci fornire tracciati ed esempi al fine di avere subito il quadro più chiaro possibile per proseguire con le nostre verifiche.
Verifiche che spesso eseguiamo congiuntamente al cliente.

Ho accennato prima che ogni mansione ha una o più gradinate da salire.
Infatti non tutte le segnalazioni sono uguali, non tutte le risoluzioni prevedono le stesse verifiche.
A volte si tratta di configurazioni da controllare, riavvii da effettuare a volte sono un po’ più complesse.
Quando si tratta di problematiche più complesse, non dovute agli apparati del cliente, apriamo un ticket al nostro reparto tecnico fornendo tutti i dati in nostro possesso.
Saranno i tecnici ad eseguire le verifiche del caso. Segnalazione dopo segnalazione.

Ticket dopo ticket.

Per poter parlare di azienda sana e potersi definire tale quanti ticket aperti possiamo “accettare” di avere?
Ma più che altro, quanto tempo abbiamo per poter risolvere tutti i casi che ci vengono segnalati per riuscire a risolverli al meglio?
Possiamo parlare di tempistica in questo ambito?
Se io ho un problema di qualsiasi tipo, voglio sapere in quanto riesco o riescono a risolvermelo.
E’ la prima cosa a cui penso.
E’ infatti una delle prime domande fatidiche che ci vengono poste dai nostri clienti.
Purtroppo è una domanda a cui non è possibile dare risposta precisa perché ci sono diversi fattori a cui sottoporre la nostra attenzione e quella dei nostri tecnici.
Ma la gestione del reparto è quella che fa la differenza.
Gli obiettivi che ci poniamo fanno la differenza.
E fa davvero la differenza riuscire a raggiungere questi obiettivi.

Ma di quale obiettivo stiamo parlando?
Torniamo alle gradinate; tante gradinate quanti tipi di segnalazioni.
In ogni gradinata, ad ogni tot scalini c’è un obiettivo, stile bandierina a fine di ogni livello in Super Mario Bros.

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Il nostro obiettivo principale, nonostante le varie segnalazioni che arrivano, è quello di riuscire a risolverle tutte, ovviamente nel miglior modo possibile.
E quale può essere secondo voi uno dei gradini importanti da raggiungere?
Cosa può rappresentare una di queste bandierine che Mario afferra a fine livello?

Per noi ambiziosi, desiderosi di migliorarci sempre è quello di riuscire ad avere ZERO TICKET aperti al reparto tecnico.
Zero Ticket!!
Vuol dire aver raggiunto un importante obiettivo, afferrato una gran bella bandierina.
Zero Ticket vuol dire aver risolto tutte le segnalazioni, vuol dire che almeno una volta ogni bimestre non ci sono segnalazioni aperte, non ci sono clienti che lamentano momentanei disservizi.
Sei riuscito a salire il gradino e a raggiungere l’obiettivo.

Momentaneamente.

Perché il gradino di una scala non è MAI stato concepito per riposare.
E allora proseguiamo verso il prossimo.
Il nostro non è un lavoro meccanico, non è prevedibile, è sempre una scoperta nuova e proprio per questo non è facile riuscire a risolvere tutte le segnalazioni, ad avere zero ticket aperti.
Ma quando ci riesci non solo hai raggiunto il tuo obiettivo (cosa di non poca importanza) ma contribuisci a mantenere sana la tua azienda, contribuisci a farla crescere, sorridi e fai in modo che la tua azienda, per quanto seria e professionale sia in realtà, sorrida.

Parminder, io e tutti gli altri abbiamo anche questo obiettivo nel nostro reparto: risolvere tutte le segnalazioni almeno una volta ogni due mesi.
E ci riusciamo alla grande. Tutti i mesi.
E siamo soddisfatte, perché i nostri clienti sono soddisfatti.
Abbiamo un gradino solido che ci da sicurezza per poter appoggiare un piede e alzare l’altro verso quel gradino un po’ più in alto.
Perché l’obiettivo zero ticket c’è sempre. Tutti i mesi.
E stiamo crescendo.
Non solo l’azienda ma anche noi con lei.
E sorridiamo.

-Roberta Terrasi-

Informazioni: Roberta Terrasi e il servizio di CustomerCare di VoipVoice risponde ogni giorno lavorativo dalle ore 9,00 alle ore 18,00 oppure potete contattarlo tramite mail: customercare@voipvoice.it.