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Stop alle Bollette a 28 Giorni

Uno dei diritti del consumatore è la Trasparenza.

Ogni utente deve conoscere esattamente quanto spende, avere informazioni chiare e trasparenti su prezzi e tariffe applicate alle proprie utenze e le condizioni contrattuali sottoscritte devono essere rispettate. Questo requisito essenziale e previsto dalla legge però sembra non essere rispettato in Italia e in particolare nel mercato delle Telecomunicazioni.

Cosa è successo?

A partire dal 2015, tutti i principali operatori telefonici, Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb, hanno cambiato la modalità di fatturazione dei propri servizi: dalla fatturazione mensile sono passati ai 28 giorni. Questo vuol dire mettere in saccoccia, per gli operatori, una mensilità in più e far aumentare del 8,6% la spesa ai consumatori. Il tutto è avvenuto quasi alla chetichella, non in maniera eclatante, senza un’informazione corretta, ma con una comunicazione ai clienti che spesso è passata del tutto inosservata.


Cosa ha fatto l’Authority?

L’Agcom (https://www.agcom.it), l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha varie volte sollecitato gli operatori telefonici a prendere atto che questa modalità è scorretta. Infatti essa non garantisce la massima trasparenza e confrontabilità dei prezzi vigenti, nonché il controllo dei consumi e della spesa garantendo un’unità standard (il Mese). Già nel Marzo scorso aveva intimato ai quattro colossi delle Telecomunicazioni di mettersi in regola entro 90 giorni. Naturalmente i medesimi hanno ignorato la cosa. Allora l’AGCOM, con un comunicato del 14 settembre scorso (https://www.agcom.it/documents/10179/8430553/Comunicato+stampa+14-09-2017/88a0f930-c08e-463b-a116-3643c0094d8d?version=1.0), ha reso noto che avvierà procedimenti sanzionatori nei confronti degli operatori telefonici Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb per il mancato rispetto delle disposizioni.

Cosa hanno fatto i 4 Operatori?

Gli Operatori hanno fatto tutti ricorso al TAR dopo la delibera del Marzo scorso e la sentenza di tale ricorso è prevista nel Febbraio 2018. Naturalmente le offerte a 28 giorni sono state mantenute. Basta fare un giro per i vari siti per trovarle immutate. Se anche dovessero pagarle, la multa sarà di 2,5 milioni di euro. Peserà dunque ben poco rispetto agli incassi miliardari generati dall’invenzione del tredicesimo mese. Inoltre i ricorsi attuali o quelli futuri (all’Antitrust) potrebbero mitigare o cancellare tale multa.

È una cosa che succede solo nel settore delle Telecomunicazioni?

Purtroppo no. Sky da ottobre passerà alla fatturazione a 28 giorni. A breve si dice che potrebbero farlo anche Mediaset Premium e le utilities come Enel, A2a ed Acea. Quindi anche i settori dell’intrattenimento e dell’energia saranno oggetto di questo aumento ai danni del consumatore.

Perché il principio di Trasparenza è stato violato?

  1. Mancata Comunicazione: L’Agcom ha stabilito che “nei casi di offerte di telefonia mobile che abbiano cadenza diversa da quella mensile” scatta per gli operatori “l’obbligo di informare l’utente, tramite l’invio di un sms, dell’avvenuto rinnovo dell’offerta”. Nel caso di offerte convergenti che coinvolgano la telefonia fissa, prevale la cadenza prevista per quest’ultima, ovvero su base mensile. Gli utenti si sono trovati questo aumento senza la dovuta informazione.
  2. Pubblicità Ingannevole: Le parole sono importanti e se non si capisce il significato delle parole si rimane fregati. 4 SETTIMANE NON SONO UN MESE. Diventa sempre più difficile fare un raffronto corretto, individuare periodi comparativi giusti in un mercato dove c’è chi rispetta la normativa e utilizza il mese come unità di misura e chi no. Cartelloni pubblicitari giganteschi in giro per le città hanno i prezzi grandi grandi e le condizioni piccole piccole.
  3. Trucco per aumentare il fatturato: Come si fa ad aumentare il fatturato della nostra azienda dell’8,6%? Si sviluppano e si vendono nuovi servizi? Si cerca di trovare nuovi clienti? Si cerca di dare un servizio qualitativo migliore? Macché! Perché perdere tempo in tutto questo? Si inventa un bel barbatrucco amministrativo e si tira fuori dal cilindro una mensilità in più dando esattamente gli stessi medesimi servizi di prima. Facile no? E quando mancheranno nuovamente i soldi si fatturerà a 3 settimane o a 2. Semplice vero?

Perché oltre che alla Trasparenza si è persa la Dignità?

Il Patto con il Cliente non è solo quello scritto su di un foglio di carta. I clienti, i consumatori negli ultimi anni non hanno avuto un incremento dei loro stipendi o del loro fatturato del 8,6% automaticamente. Non hanno una mensilità in più. Fare un’azione del genere in un momento in cui l’economia ancora stenta a riprendersi vuol dire non stare mai coi deboli, mettere in atto un’operazione furba, abile. Inoltre non si sentono neppure colpevoli perché i ricorsi al TAR dimostrano che, per loro, questa manipolazione è lecita. A mio modo di vedere si è persa la dignità. E se i professionisti del settore continueranno a lavorare con questi operatori, a proporre i loro servizi e accetteranno qualunque porcheria, ipocritamente sono coinvolti anche loro.

Da che parte state voi?

Ormai è evidente. Il settore delle Telecomunicazioni è diviso in due parti. Da una parte il Cartello dei grandi Operatori Telefonici abili in comunicazione e marketing. Decidono in maniera unilaterale dove va il mercato, fissano tariffe e modalità di tariffazione. Dall’altra ci sono i piccoli provider, i piccoli operatori telefonici locali, quelli che stanno vicino ai clienti, che spesso non si trincerano dietro call center anonimi ma ci mettono la faccia e scelgono come modus operandi la trasparenza e la correttezza verso i loro (ahimè pochi rispetto ai colossi) clienti. L’obiettivo è evidente: spazzare via i piccoli operatori e far sì che gli utenti non possano scegliere più liberamente.

Cosa fare?

  1. Leggere le Scritte piccole: il trucco delle scritte delle 4 settimane è solo uno dei tanti che i grandi operatori telefonici mettono nelle loro offerte. Potrei citare la questione dell’impossibilità di scegliere il Router, di cui ho già parlato in un altro post, o della Tariffazione a scatti anticipati della durata di 60 secondi. Leggete bene le scritte piccole prima di scegliere e sottoscrivere un qualsiasi contratto.
  2. Fatevi aiutare: se non avete tempo di leggere le scritte piccole, perché spesso la giungla delle tariffe e degli operatori ha bisogno di una preparazione adeguata e di una competenza specifica, fatevi aiutare da Consulenti di fiducia che sappiano bene di cosa si parla.
  3. Piccolo è il nuovo grande: essere piccolo avrà i suoi difetti, ma è anche più semplice cambiare ed essere vicini ai propri clienti in base alle loro esigenze. I Piccoli Operatori, come VoipVoice, sono più attenti alle esigenze del clienti, ci tengono a far bella figura, a non fregare nessuno, perché ogni cliente, OGNI CLIENTE, è importante.

Sono fiero di far parte di un’azienda come VoipVoice che oltre a mettere tanta passione nel proprio lavoro, oltre a essere Trasparente nelle sue tariffe e tariffazioni, non usa trucchi e trucchetti per aumentare il fatturato, ma è LEALE con il cliente.

di Simone Terreni
Managing Director VoipVoice

Per approfondire:
Articolo sul Sole 24 di Andrea Biondi;
Editoriale sul Corcom di Gildo Campesato

Telecom va in pensione. E voi cosa fate?

Chi legge questo blog sarà molto probabilmente al corrente che da qualche giorno a questa parte il marchio Telecom, il principale operatore di telefonia in Italia, ha chiuso la sua decennale storia ed è confluito in TIM, la nuova società che unificherà sotto questo marchio sia la telefonia mobile che fissa.

In rete si possono trovare centinaia di notizie su questo passaggio perché effettivamente riguarda direttamente milioni e milioni di utenti che da un giorno ad un altro si sono trovati con nuovi canoni e a dover pagare le loro bollette ad una nuova società. Sono convinto che questa cosa non abbia tolto il sonno a nessuno (se non forse agli azionisti…) ma allo stesso tempo mi immagino anche che per molti italiani, tartassati fin dall’infanzia dagli spot pubblicitari Telecom e dai suoi famosissimi testimonial (solo per citarne alcuni: dai miti Gandhi, Marlon Brando e Woody Allen, passando per Michelle Hunziker e John Travolta. Dal comico “radiato” Daniele Luttazzi, alla meteora, vincitrice di X Factor, Chiara Galiazzo. Dal presentatore Nicola Savino, fino all’ultimo Pif che proprio in questi giorni sta girando tutti i campetti di calcio delle periferie italiane), possa aver fatto un certo effetto.

Questo passaggio va dietro a quello che è anche un cambiamento della società; con l’avvento dei cellulari prima e degli smartphone dopo, la telefonia tradizionale è passata in secondo piano e quindi la scelta di unificare i due rami di azienda sotto il marchio che da molti anni rappresenta la parte “mobile” dell’azienda è stata semplice e penso immediata.

Ma questa non è la prima volta…

Se io scrivo SIP, trovandoci nel blog di un Provider VoIP, la gran parte dei lettori assocerà SIP alla sua definizione più immediata, cioè “Session Internet Protocol”, in parole semplici la parte iniziale della chiamata che serve per instaurare la segnalazione dal chiamante al chiamato. Ma per alcuni di voi SIP riporta alla mente un’altra cosa: Società Italiana Per l’esercizio delle telecomunicazioni.

SIP

Chi ha letto il mio primo post su questo blog sa che, pur lavorando in un’azienda profondamente orientata verso il futuro e le nuove tecnologie, mi piace avere uno spazio dove poter raccontare con calma e un po’ di nostalgia quello che ci siamo lasciati dietro le spalle, che molti hanno vissuto ma a cui molti raramente dedicano un ricordo, e che forse in molti neanche conoscono.

Vi voglio raccontare di un tempo in cui se non eri in casa non potevi essere rintracciato, di un tempo in cui se in casa c’era un ragazzo adolescente, i genitori dovevano comprare una lunghissima prolunga che dalla presa tripolare della cucina attraverso il corridoio e il soggiorno arrivava fino alla cameretta del figlio e, a meno che nessuno ci inciampasse sopra staccandola, permetteva al giovane di parlare in intimità per ore con la fidanzatina conosciuta l’estate prima al mare.

Se in quegli anni ti trovavi fuori casa e volevi telefonare a qualcuno l’unica soluzione possibile era quella di recarsi in un bar riempendoti le tasche di pesantissimi gettoni telefonici o chiedendo al barista di azzerarti il contascatti. Se la telefonata richiedeva privacy, potevi optare per una delle numerosissime cabine telefoniche, perennemente impregnate dal fumo di centinaia e centinaia di sigarette, che si potevano trovare un po’ ovunque; dovevi solo sperare che prima di te qualcuno non avesse scambiato la cabina per un bagno pubblico perché altrimenti l’atmosfera romantica che la situazione richiedeva andava a farsi benedire e, con una scusa, dovevi tagliare il discorso il più in fretta possibile.

Immagine 2

Un enorme passo avanti fu fatto con l’avvento delle schede telefoniche prepagate. Potevi tenerle comodamente riposte nel portafoglio e, soprattutto d’estate, non ti obbligavano ad andare in giro con pesantissimi portamonete che non sapevi mai dove mettere. L’introduzione di questa comodissima innovazione non fu fatta per alleviare gli utenti dal fardello dei gettoni telefonici ma fu fatta soprattutto perché lo scasso dei portamonete delle cabine, per rubarne il contenuto, era diventato un malcostume molto diffuso. Queste schede furono anche la fortuna dei collezionisti perché avevano stampate sul retro immagini pubblicitarie di ogni tipo e le più rare ancora oggi possono arrivare ad un valore superiore ai 3000€!

Carta

Anche le pubblicità di allora erano molto diverse e riflettevano quell’Italia un po’ spensierata e “caciarona” che oggi, purtroppo, sembra così lontana. Non serviva scomodare grandi guru spirituali o attori da Premio Oscar, ma bastava un grande comico come Massimo Lopez per dire che “Una telefonata allunga la vita”. I messaggi potevano benissimo essere lanciati dalla ragazzina della porta accanto, che col suo “Mi ami? Ma quanto mi ami?” poteva influenzare gli usi e i costumi di un’intera Nazione, ma anche dalla tipica famiglia italiana che cominciava a creare nei clienti la necessità di attivare in casa una seconda linea.

Ma torniamo ai nostri giorni. Ha fatto molto scalpore la notizia che con il cambio di Ragione Sociale ci sarebbe stato anche un adeguamento dei listini dei clienti Telecom Italia. Questa non è poi quell’enorme novità e chi lavora nel mercato delle Telecomunicazioni sa che molto spesso sia SIP che Telecom sono andate a pescare inaspettatamente nelle tasche dei propri clienti per finanziare operazioni di marketing o nuovi investimenti. Nel 1986, sebbene la SIP avesse messo a bilancio un utile del 25% in più rispetto all’anno precedente ci fu un doppio aumento delle tariffe, uno a gennaio e uno a marzo, per venire incontro all’aumento del canone di concessione che lo Stato le richiedeva; tale aumento portò le bollette ad un incremento che, secondo la UIL, andò da un minimo del 12% fino ad un massimo del 20%!

Guardiamo attentamente cosa TIM ha comunicato ai propri clienti e come questo potrebbe creare un’opportunità per tutti quei System Integrator che riescono ad offrire ai propri clienti un’alternativa moderna e professionale come la telefonia VoIP. TIM ha comunicato, sia sulle bollette che sul loro sito internet, che, a partire dal 1° Maggio 2015, le bollette da bimestrali diverranno mensili e che le tariffe domestiche sarebbero tutte state modificate su due nuovi tagli: “Tutto Voce” e “Tutto”. “Tutto Voce” prevede la possibilità di avere la sola linea telefonica, senza Adsl, con chiamate illimitate verso tutti i numeri, sia fissi che mobili, al prezzo di 29 Euro al mese; “Tutto”, oltre alle chiamate illimitate prevede anche il servizio di connettività Adsl al prezzo di 44,90 Euro al mese. Questa “manovra” di TIM non è piaciuta al Garante che ha immediatamente inviato una diffida; tale diffida riguarda soprattutto il fatto che, i clienti del cosiddetto “Servizio Universale”, cioè quei clienti che non avevano servizi supplementari oltre al normale canone a consumo, vedranno in automatico attivata l’offerta “Tutto Voce” con un rincaro mensile di circa 10 Euro.

TIM è corsa al riparo, dando la possibilità a chi lo volesse di poter cambiare operatore senza nessun costo fino al 30 Giugno 2015, o altresì di poter aderire entro il 31 Ottobre 2015 all’offerta “Voce” che prevede un costo mensile di 19 Euro ma con chiamate a consumo al costo di 10 Centesimi al minuto con scatti anticipati di 60 secondi.

Il punto della situazione è questo: in quanti oggi fanno un uso costante e giornaliero della linea telefonica di casa? Se analizziamo la tariffa standard “Tutto Voce” possiamo facilmente capire che, a meno che non si effettuino due telefonate per almeno 5 minuti al giorno, con la nuova tariffa i clienti andranno a spendere molto più di prima; infatti se il costo fisso fino al 1° Maggio era di 18,54 Euro, oggi tale costo è schizzato a 29 Euro!

Chi lavora con noi sa che VoipVoice è un Provider Business e quindi questo argomento potrebbe sembrare un po’ fuori luogo ma in realtà non lo è; anche se il nostro core business riguarda le aziende e lavoriamo soltanto attraverso i nostri Partners, niente ci vieta, in quanto Provider, di attivare numerazioni VoIP anche ai privati. Questo passaggio può creare un’opportunità per tutti quei System Integrator che sono in grado di offrire una connettività concorrenziale ed alternativa a quella proposta da TIM; un numero VoipVoice ha un costo di soli 3 Euro al mese e le chiamate verso i numeri fissi hanno un costo di 1 centesimo al minuto, non 10 centesimi! In quanti che sul telefono di casa ricevono solo le telefonate dai call center che provano a vendergli nuovi contratti di energia, gas, telefonia o bottiglie di vino e libri direbbero di no? Che ne dite? Proviamo a cercare nuovi mercati? Basta un’Adsl, un normalissimo cordless IP e il gioco è fatto.

Se qualcuno fosse interessato ad approfondire questo argomento può inviare una mail con i suoi recapiti al nostro reparto commerciale all’indirizzo commerciale@voipvoice.it; sarà nostra cura contattarvi nel minor tempo possibile.

“L’occasione arriva solo a colui che è ben preparato.” Baruch Spinoza

– Luigi Poli –