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Stop alle Bollette a 28 Giorni

Uno dei diritti del consumatore è la Trasparenza.

Ogni utente deve conoscere esattamente quanto spende, avere informazioni chiare e trasparenti su prezzi e tariffe applicate alle proprie utenze e le condizioni contrattuali sottoscritte devono essere rispettate. Questo requisito essenziale e previsto dalla legge però sembra non essere rispettato in Italia e in particolare nel mercato delle Telecomunicazioni.

Cosa è successo?

A partire dal 2015, tutti i principali operatori telefonici, Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb, hanno cambiato la modalità di fatturazione dei propri servizi: dalla fatturazione mensile sono passati ai 28 giorni. Questo vuol dire mettere in saccoccia, per gli operatori, una mensilità in più e far aumentare del 8,6% la spesa ai consumatori. Il tutto è avvenuto quasi alla chetichella, non in maniera eclatante, senza un’informazione corretta, ma con una comunicazione ai clienti che spesso è passata del tutto inosservata.


Cosa ha fatto l’Authority?

L’Agcom (https://www.agcom.it), l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha varie volte sollecitato gli operatori telefonici a prendere atto che questa modalità è scorretta. Infatti essa non garantisce la massima trasparenza e confrontabilità dei prezzi vigenti, nonché il controllo dei consumi e della spesa garantendo un’unità standard (il Mese). Già nel Marzo scorso aveva intimato ai quattro colossi delle Telecomunicazioni di mettersi in regola entro 90 giorni. Naturalmente i medesimi hanno ignorato la cosa. Allora l’AGCOM, con un comunicato del 14 settembre scorso (https://www.agcom.it/documents/10179/8430553/Comunicato+stampa+14-09-2017/88a0f930-c08e-463b-a116-3643c0094d8d?version=1.0), ha reso noto che avvierà procedimenti sanzionatori nei confronti degli operatori telefonici Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb per il mancato rispetto delle disposizioni.

Cosa hanno fatto i 4 Operatori?

Gli Operatori hanno fatto tutti ricorso al TAR dopo la delibera del Marzo scorso e la sentenza di tale ricorso è prevista nel Febbraio 2018. Naturalmente le offerte a 28 giorni sono state mantenute. Basta fare un giro per i vari siti per trovarle immutate. Se anche dovessero pagarle, la multa sarà di 2,5 milioni di euro. Peserà dunque ben poco rispetto agli incassi miliardari generati dall’invenzione del tredicesimo mese. Inoltre i ricorsi attuali o quelli futuri (all’Antitrust) potrebbero mitigare o cancellare tale multa.

È una cosa che succede solo nel settore delle Telecomunicazioni?

Purtroppo no. Sky da ottobre passerà alla fatturazione a 28 giorni. A breve si dice che potrebbero farlo anche Mediaset Premium e le utilities come Enel, A2a ed Acea. Quindi anche i settori dell’intrattenimento e dell’energia saranno oggetto di questo aumento ai danni del consumatore.

Perché il principio di Trasparenza è stato violato?

  1. Mancata Comunicazione: L’Agcom ha stabilito che “nei casi di offerte di telefonia mobile che abbiano cadenza diversa da quella mensile” scatta per gli operatori “l’obbligo di informare l’utente, tramite l’invio di un sms, dell’avvenuto rinnovo dell’offerta”. Nel caso di offerte convergenti che coinvolgano la telefonia fissa, prevale la cadenza prevista per quest’ultima, ovvero su base mensile. Gli utenti si sono trovati questo aumento senza la dovuta informazione.
  2. Pubblicità Ingannevole: Le parole sono importanti e se non si capisce il significato delle parole si rimane fregati. 4 SETTIMANE NON SONO UN MESE. Diventa sempre più difficile fare un raffronto corretto, individuare periodi comparativi giusti in un mercato dove c’è chi rispetta la normativa e utilizza il mese come unità di misura e chi no. Cartelloni pubblicitari giganteschi in giro per le città hanno i prezzi grandi grandi e le condizioni piccole piccole.
  3. Trucco per aumentare il fatturato: Come si fa ad aumentare il fatturato della nostra azienda dell’8,6%? Si sviluppano e si vendono nuovi servizi? Si cerca di trovare nuovi clienti? Si cerca di dare un servizio qualitativo migliore? Macché! Perché perdere tempo in tutto questo? Si inventa un bel barbatrucco amministrativo e si tira fuori dal cilindro una mensilità in più dando esattamente gli stessi medesimi servizi di prima. Facile no? E quando mancheranno nuovamente i soldi si fatturerà a 3 settimane o a 2. Semplice vero?

Perché oltre che alla Trasparenza si è persa la Dignità?

Il Patto con il Cliente non è solo quello scritto su di un foglio di carta. I clienti, i consumatori negli ultimi anni non hanno avuto un incremento dei loro stipendi o del loro fatturato del 8,6% automaticamente. Non hanno una mensilità in più. Fare un’azione del genere in un momento in cui l’economia ancora stenta a riprendersi vuol dire non stare mai coi deboli, mettere in atto un’operazione furba, abile. Inoltre non si sentono neppure colpevoli perché i ricorsi al TAR dimostrano che, per loro, questa manipolazione è lecita. A mio modo di vedere si è persa la dignità. E se i professionisti del settore continueranno a lavorare con questi operatori, a proporre i loro servizi e accetteranno qualunque porcheria, ipocritamente sono coinvolti anche loro.

Da che parte state voi?

Ormai è evidente. Il settore delle Telecomunicazioni è diviso in due parti. Da una parte il Cartello dei grandi Operatori Telefonici abili in comunicazione e marketing. Decidono in maniera unilaterale dove va il mercato, fissano tariffe e modalità di tariffazione. Dall’altra ci sono i piccoli provider, i piccoli operatori telefonici locali, quelli che stanno vicino ai clienti, che spesso non si trincerano dietro call center anonimi ma ci mettono la faccia e scelgono come modus operandi la trasparenza e la correttezza verso i loro (ahimè pochi rispetto ai colossi) clienti. L’obiettivo è evidente: spazzare via i piccoli operatori e far sì che gli utenti non possano scegliere più liberamente.

Cosa fare?

  1. Leggere le Scritte piccole: il trucco delle scritte delle 4 settimane è solo uno dei tanti che i grandi operatori telefonici mettono nelle loro offerte. Potrei citare la questione dell’impossibilità di scegliere il Router, di cui ho già parlato in un altro post, o della Tariffazione a scatti anticipati della durata di 60 secondi. Leggete bene le scritte piccole prima di scegliere e sottoscrivere un qualsiasi contratto.
  2. Fatevi aiutare: se non avete tempo di leggere le scritte piccole, perché spesso la giungla delle tariffe e degli operatori ha bisogno di una preparazione adeguata e di una competenza specifica, fatevi aiutare da Consulenti di fiducia che sappiano bene di cosa si parla.
  3. Piccolo è il nuovo grande: essere piccolo avrà i suoi difetti, ma è anche più semplice cambiare ed essere vicini ai propri clienti in base alle loro esigenze. I Piccoli Operatori, come VoipVoice, sono più attenti alle esigenze del clienti, ci tengono a far bella figura, a non fregare nessuno, perché ogni cliente, OGNI CLIENTE, è importante.

Sono fiero di far parte di un’azienda come VoipVoice che oltre a mettere tanta passione nel proprio lavoro, oltre a essere Trasparente nelle sue tariffe e tariffazioni, non usa trucchi e trucchetti per aumentare il fatturato, ma è LEALE con il cliente.

di Simone Terreni
Managing Director VoipVoice

Per approfondire:
Articolo sul Sole 24 di Andrea Biondi;
Editoriale sul Corcom di Gildo Campesato

Technologybiz 2017, VoipVoice c’è!

Si è conclusa l’ottava edizione di Technologybiz, tenutasi il 13 e 14 settembre alla Mostra d’Oltremare di Napoli. Un evento che dal 2009 approfondisce i temi dell’innovazione e della tecnologia sul territorio: quest’anno e per la prima volta abbiamo partecipato anche noi di VoipVoice come sponsor! E’ stata un’importante occasione di incontro e confronto tra gli attori del sistema dell’innovazione campano.

Il racconto della giornata è affidato all’Area Manager Campania Gerardo Guadagno che ha seguito l’evento da vicino facendo gli onori di casa.

“Technologybiz è un appuntamento annuale fondamentale in Campania per avere un confronto con il nostro ecosistema dell’innovazione e della ricerca, con le università, le piccole e grandi imprese, e la PA. Per fare networking e verificare a che punto siamo sull’innovazione.

Abbiamo avuto un desk nel Palacongressi della Mostra d’Oltremare dove erano presenti anche altre aziende del settore provenienti da tutta la regione. Ormai anch’io che non ero abituato a fiere o eventi di settore come espositore mi sto abituando, anche se un po’ d’ansia si sente sempre: cerco di impegnarmi al massimo affinchè tutto riesca alla perfezione!

Alle 9.00 sono già operativo insieme a Simone Terreni Managing Director VoipVoice e alla collega Paola Gareri che in quest’occasione ho avuto modo di conoscere meglio, una persona di cui ho apprezzato subito la professionalità. Al desk abbiamo incontrato, ospitato e parlato con diversi visitatori e aziende interessate alle nostre soluzioni VoIP. In fondo il nostro obiettivo è quello di farci conoscere meglio, rafforzare i legami già esistenti e stringerne di nuovi!

L’evento – con un format totalmente rinnovato – è stato una sorpresa fin dal primo giorno per tutti. Altrettanto sorprendente è stata l’intervista che ho rilasciato ad una Web Tv per presentare la nostra azienda ed i nostri servizi. Non me l’aspettavo ma Simone ha lasciato a me la parola, che onore! La giornata, poi,  è trascorsa piacevolmente tra un colloquio con i visitatori interessati e l’altro. Alle 16:00 ci ha raggiunto Samuel Lo Gioco che ha tenuto uno speech in aula sullo Smart Working.

Il secondo ed ultimo giorno all’interno dell’aula Panarea abbiamo organizzato un workshop di ben 90 minuti tenuto da Simone Terreni sulla Trasformazione Digitale. Era il primo della mattinata ma abbiamo iniziato con un po’ di ritardo. In fondo si sa che a Napoli iniziamo tutto un po’ più tardi: qualcuno dice che ce la prendiamo con calma altri che è colpa del traffico… I partecipanti sono rimasti incollati alle sedie è stato un successo!

In mattinata ci ha raggiunti per un saluto anche il collega e amico Graziano Fracchiolla Area Manager VoipVoice Puglia.

Il tempo è volato e siamo arrivati alla chiusura col cuore pieno di orgoglio.

Sono tornato a casa come al solito pensando a quello che avevo trascorso, alle emozioni e al bagaglio di esperienza che cresce sempre di più. Ripensando al passato, a 10 anni fa non mi sarei mai immaginato così, nel ruolo di Area Manager VoipVoice Campania.

Ringrazio ancora una volta il team per la fiducia, per la carica e per la volontà di esserci, di investire nella mia terra, la Campania.

In ogni cosa che facciamo ci mettiamo sempre tutto l’impegno. Il nostro è un gran gioco di squadra!

Grazie a tutti!

Gerardo Guadagno

Ecco alcune foto dell’evento:

 

Undici anni di VoIP

2006

Febbraio: il 22 Febbraio 2006 nasce VoipVoice da un’idea di due aziende Sysmic e Promos. Il core business della neonata azienda sono i numeri voip e il traffico VoIP. La prima sede è in via Spartaco Lavagnini a Firenze.
Marzo: VoipVoice lancia VoipPbx un centralino su base Asterisk.
Giugno: VoipVoice apre il suo ufficio in via Urbania 12 a Montelupo.
Luglio: VoipVoice lancia il Voipy, un piccolo router/centralino per lo Small Office.

2007

Aprile: la Digitel Italia Spa entra in società.
Maggio: nascono i primi partners VoipVoice.

2008

L’azienda a causa di una grossa crisi è sull’orlo della chiusura. Vengono terminate le produzioni dei prodotti VoipPbx e Voipy. VoipVoice diventa un’azienda prettamente di servizi.

2009

Giugno: Simone Terreni entra in società rilevando le quote della Sysmic e ne assume la guida.
Luglio: VoipVoice diventa il primo provider VoIP Business Oriented.
Settembre: VoipVoice lancia il nuovo sito.
Dicembre: VoipVoice certifica la soluzione IP di 3CX.

2010

Febbraio: nasce la collaborazione con l’Asev di Empoli per l’assunzione dei primi collaboratori tramite Corsi di Formazione mirati.
Marzo: Parte il primo Tour con 3CX.
Maggio: VoipVoice apre i primi canali Social Aziendali.
Ottobre: VoipVoice certifica i router AVM FritzBox!
Novembre: VoipVoice certifica i gateway Patton.

2011

Gennaio: VoipVoice sigla l’accordo con il distributore Allnet.
Giugno: VoipVoice partecipa con il primo speech all’Over Ip di Milano.
Dicembre: VoipVoice certifica la soluzione IP di Voismart.

2012

Marzo: VoipVoice certifica la soluzione ip di Kerio.
Maggio: VoipVoice certifica Voispeed.
Giugno: VoipVoice sigla l’accordo con il distributore CDC.

2013

Gennaio: Gigaset inserisce VoipVoice tra i provider certificati.
Febbraio: VoipVoice sigla l’accordo con il distributore EDSLAN.
Marzo: VoipVoice lancia la Gamification per coinvolgere i propri partner.
Luglio: VoipVoice certifica i gateway Aethra.
Dicembre: VoipVoice inaugura la sua prima sede in via del Piano a Fibbiana, Montelupo.

2014

Marzo: VoipVoice certifica la soluzione IP di Alcatel.
Giugno: VoipVoice diventa fornitore per le Pubbliche Amministrazioni e viene inserito in Acquisti in Rete PA.
Luglio: VoipVoice viene premiata a SMAU Firenze con il premio Costruire Comunità Digitali.
Ottobre: VoipVoice partecipa a SMAU Milano come espositore.
Novembre: VoipVoice certifica le cuffie Plantronics.

2015

Febbraio: VoipVoice certifica le cuffie Sennheiser.
Aprile: VoipVoice certifica la soluzione IP Teldat.
Giugno: VoipVoice lancia il progetto E-Learning, un nuovo modo di fare formazione a distanza.
Luglio: VoipVoice partecipa a EXPO Milano 2015.
Agosto: VoipVoice viene premiata a EXPO Milano 2015 per le Best Practices che mette in atto.
Settembre: VoipVoice certifica la soluzione Nethesis.
Ottobre: VoipVoice lancia il nuovo servizio di connettività Ultrabanda nell’ambito dello SMAU di Milano.
Novembre: VoipVoice partecipa a Sicurezza e al Festival ICT.
Dicembre: VoipVoice vince il premio Best Exibithor 2015 a SMAU Napoli.

2016

Gennaio: VoipVoice certifica i gateway Beronet e Sangoma.
Febbraio: VoipVoice festeggia i 10 anni di attività in una splendida Convention presso la sede del Museo Casa Enzo Ferrari a Modena.
Marzo: VoipVoice sceglie AVM FritzBox! come Router per i propri clienti
Aprile: VoipVoice presente a Dubai verso EXPO2020.
Luglio: Viene lanciata Inside Factory, un nuovo modo di fare eventi e formazione nel settore ICT.
Settembre: VoipVoice certifica la soluzione IP di Panasonic.
Ottobre: VoipVoice vince il premio come miglior Exibithor dell’anno a SMAU per la seconda volta consecutiva.

2017

Gennaio: VoipVoice certifica i telefoni Htek.
Febbraio: VoipVoice festeggia 11 anni insieme!!

Ottobre [forse]: Inaugurazione delle nuova sede!

…to be continued

Noi & il VOIP

10957710_10205827334387596_7102255638437591302_nVoglio cominciare quest’articolo con un ricordo, un ricordo sul quale baso quotidianamente il mio lavoro e la mia mansione di Account Manager in VoipVoice.
Durante una delle prime riunioni mi vennero poste due domande dal mio titolare: “Secondo te, cosa deve rappresentare VoipVoice? Qual’è il messaggio che vogliamo lanciare a chi sceglie di collaborare con noi e agli utenti finali che infine scelgono di usufruire dei nostri servizi? “.
Beh, nella mia testa ho sempre avuto chiaro un pensiero da trasformare successivamente in un obiettivo, sicuramente in comune a chi prima di me è entrato a far parte di quest’azienda: “L’associare quello che è il nome di VoipVoice alla parola stessa “VoIP”, al mercato delle Telecomunicazioni, diventare quell’associazione immediata e spontanea che le persone hanno quando si parla di grandi brand, di leader di mercato, qualche banale esempio?! “Parliamo di smartphone, APPLE, parliamo di auto , FERRARI, parliamo di bibite, COCA COLA e così via… Quell’associazione immediata che nella testa del consumatore spesso e volentieri annulla completamente la concorrenza esistente, rendendo la tua azienda e il tuo brand la scelta unica e indiscutibile verso il quale il cliente e il partner non esitano a dirigersi.”
Credo che questo mio pensiero non accomuni soltanto me, i miei colleghi,ma ogni imprenditore e dipendente di realtà aziendali esistenti sul mercato. Vedere la propria azienda creare quello che è un vero e proprio stato di leadership e Brand Reputation, all’interno del mercato di appartenenza, credo sia il sogno nel cassetto che accomuna tutti i lavoratori.Ho voluto esprimere questo concetto perché parlando del mercato del ICT & TLC nel quale VoipVoice è presente ormai 10 anni (abbiamo festeggiato a Febbraio del 2016 il nostro decimo anniversario presso il museo Casa Enzo Ferrari), posso dire con assoluta certezza e trasparenza che siamo stati dei veri e propri pionieri in questo mercato e ad oggi ,quell’associazione di cui parlavo precedentemente la vediamo e percepiamo sempre più vicina a noi. Abbiamo visto la crescita anno dopo anno di quella che è la tecnologia del Voice Over IP e di tutte i componenti annessi. Affrontando negli anni quelle che erano le opinioni contrastanti dei clienti, dei partner, i problemi dei nostri giorni purtroppo ancora legati alle connettività, la concorrenza dei grandi operatori e molti altri ostacoli. Come consulente commerciale mi imbatto quotidianamente in queste tematiche incanalando quelle che sono le informazioni che mi arrivano da professionisti del settore ICT, i System Integrators con i quali noi collaboriamo sul tutto il territorio nazionale. Posso dirvi con assoluta certezza che il panorama è cambiato e sta tutt’ora cambiando. L’Italia dal 2014 ha iniziato il passaggio di tutte le centrali alle interconnessioni IP, dunque chiunque ad oggi effettua una telefonata da rete fissa, di qualsiasi tipo, anche se non la sa, sta già utilizzando il VoIP. Il mercato, quindi, richiede un supporto estremamente specializzato e consulenziale, ed è qui che entriamo in gioco noi! Da questo punto di vista si può affermare che finalmente il mondo delle telecomunicazioni è entrato in azienda. Infatti, grazie all’introduzione del VoIP, la telefonia non è più soltanto uno strumento per comunicare, ma è un elemento che può essere integrato all’interno dei sistemi informativi aziendali: proprio l’implementazione della telefonia nei processi gestionali dell’azienda comporta la necessità di avere anche un supporto di tipo consulenziale. Questa è esattamente la motivazione del perché VoipVoice ha scelto di collaborare esclusivamente con i System Integrators, coloro che si trovano in prima linea davanti al cliente, che hanno la percezione del mercato, tecnici esperti e competenti che seguiti commercialmente, con i giusti strumenti e la giusta consulenza possono fare davvero la differenza in questo mercato così vasto e articolato, permettendo a realtà come VoipVoice di fare quel salto di qualità e differenziazione in un panorama dove solo il costo ormai sembra essere una priorità per l’utente finale.
Il concetto è molto semplice, chi si rivolge a VoipVoice si rivolge ad un Provider che prima di qualsiasi cosa fa consulenza, sia di tipo commerciale che tecnica sui servizi Voip e Connettività. Collaboriamo con la maggior parte dei leader di mercato per quanto riguarda le soluzione IP-PBX, Telefoni IP, Gateway, Cuffie professionali ecc. La partnership con questi grandi nomi, l’impegno dei nostri partner System Integrators e l’esperienza proveniente dal know how acquisito in questi 10 anni ha reso VoipVoice un punto di riferimento nel mercato delle Telecomunicazioni per tutti coloro che vogliono affacciarsi al mondo della Telefonia IP e Unified Communications.

-Con il talento si vincono le partite, ma è con il lavoro di squadra che si vincono i campionati (Michael Jordan)

A cura di Edoardo Ventrelli
Account Manager VoipVoice
edoardo.ventrelli@voipvoice.it

Intervista ad Andrea Scacchioli, Business Development Manager-Italy beroNet

Eccoci di nuovo qua. Reduci dalla convention dei primi 10 anni di VoipVoice, con l’adrenalina ancora alle stelle torniamo ad occuparci del nostro angolo interviste. La chiacchierata di oggi servirà a conoscere meglio Andrea Scacchioli di beroNet, impresa tedesca fondata nel 2002 da tre intraprendenti ingegneri, con la quale abbiamo di recente stretto una nuova partnership. Una riconosciuta esperienza nelle tecnologie VoIP, passione e determinazione: tutti elementi che ci accomunano.  La casa tedesca ricopre una posizione di leadership nella produzione di Gateways VoIP,Telephony Appliance e schede PCI(e). Voliamo a Berlino e bussiamo alla porta dell’ufficio di Andrea…

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Cominciamo da dove ci siamo lasciati. Modena, convention “Ricomincio da Dieci”: un bilancio della giornata. Il momento che ti ha divertito e interessato di più…
Una giornata davvero piacevole. Conoscere di persona il team VoipVoice e confrontarsi con i vari players del mercato è stato molto interessante e stimolante.
Cosa dire della location . . . perfetta! Il tempio della velocità, un ambiente dove si respira l’eccellenza dell’imprenditoria italiana, rappresenta un esempio che può solo incoraggiare imprese di successo come VoipVoice a fare sempre meglio e non porsi alcun limite.
Il momento più interessante e allo stesso tempo divertente della giornata è stato durante la Convention. Sono fermamente convinto che il capitale umano sia di gran lunga la risorsa più importante all’interno di qualsiasi azienda. Ogni individuo, con le proprie competenze e, soprattutto, carattere, determina il successo dell’impresa. Ascoltare la voce delle persone che hanno costruito questa realtà, capire cosa fanno tutti i giorni e vederle di persona mi ha incuriosito, divertito e, allo stesso tempo, ha risposto alla mia domanda: “Come è possibile in soli 10 anni raggiungere un tale successo?”.

Parlaci di te. Qual è stato il percorso che ti ha portato a beroNet?
Il mio percorso inizia con la laurea in Scienze del Turismo. La mentalità maturata grazie a questa tipologia di studi mi ha spinto a viaggiare, confrontarmi con diverse culture, conoscere nuove persone e maturare un elevato spirito di adattamento e flessibilità.
Prima di approdare in Germania ho vissuto e lavorato in diversi Paesi: Spagna, Australia, USA e, in particolare, UK. Ho ricoperto diversi ruoli e ho continuato ad investire tempo e risorse sulla formazione frequentando corsi, workshops e Master. Negli ultimi due anni mi sono appassionato al commercio estero (import/export); questo mi ha portato a lavorare come Export Consultant per diverse PMI italiane e viaggiare spesso per ricerche di mercato.

Hai sempre sognato di lavorare nel mondo dell’ICT o è una strada che hai imboccato per caso?
Il mio unico e vero sogno è sempre stato quello di diventare un cantante professionista. Studio canto rock da più di dieci anni. Tuttavia, conoscendo le difficoltà di questo mondo, sono sempre rimasto con i piedi per terra e ho coltivato contemporaneamente altre passioni, come quella per il Marketing, International Trade e Sales.
Sentivo il bisogno di fare una nuova esperienza all’estero che mi desse l’opportunità di vivere in un contesto internazionale e sviluppare le mie idee professionali. Per questo ho iniziato a cercare un nuovo lavoro e sostenere colloqui in diversi Paesi.
L’offerta di beroNet è stata senza dubbio la più interessante e stimolante, si tratta di una vera e propria sfida: sviluppare i canali di vendita in Italia, un mercato dove i nostri competitors sono realtà molto strutturate e attive sul mercato da più tempo rispetto a noi.
Mi occupo anche dello sviluppo di altri Paesi come Malesia e Australia ma il mercato italiano resta quello principale, al quale dedico più tempo ed energie.
Se non a Berlino, in che parte del mondo (e in quale veste) ti saresti immaginato?
Nonostante sia un percorso davvero lungo e ostico, avrei provato a tornare negli USA (in città come Atlanta, Nashville, Cleveland) dove ho lavorato come consulente export per due mesi e mi sono trovato benissimo per lo stile di vita, il clima e la mentalità delle persone del posto. In USA vi sono numerose sedi e/o branch di imprese del Made in Italy; probabilmente avrei cercato di ricoprire lo stesso ruolo in una realtà del genere.

Che differenze ci sono tra il mercato italiano e quello tedesco? 
Dopo sei mesi trascorsi in questa realtà, l’impressione che ho maturato è che il mercato tedesco è più dinamico e si adatta più velocemente al cambiamento tecnologico rispetto a quello italiano. I clienti sono sempre alla ricerca di soluzioni di settore innovative e hanno meno paura del cambiamento. Tuttavia, i clienti tedeschi sono molto fedeli alle soluzioni che adottano ed è molto difficile convincerli a provare soluzioni alternative. Per intenderci, conta più la Brand Awareness rispetto al Word of mouth. Di conseguenza, occorre più tempo per essere riconosciuti. Il cliente italiano, al contrario, è leggermente più aperto al cambiamento ed è importantissimo avere una buona reputazione per “rassicurare” i clienti ad utilizzare soluzioni innovative e originali come le nostre. Fortunatamente abbiamo un prodotto unico nel suo genere e delle ottime partnership tecnologiche che ci stanno aiutando molto in tal senso.

Cosa significa lavorare per un’azienda tedesca e che differenza c’è con una italiana?
Lavorare per un’azienda tedesca vuol dire iniziare la giornata e sapere con esattezza come e cosa fare nelle prossime ore, giorni. L’organizzazione tedesca non è un mito ma pura realtà. Nulla viene lasciato al caso e raramente vi sono degli imprevisti. I tedeschi sono molto puntuali e organizzati nella vita personale quanto in quella professionale. Non voglio assolutamente generalizzare, ma spesso in Italia siamo paralizzati e ci sentiamo impotenti perchè non ci viene richiesto e/o consentito di pensare out of the box … per vari e noti motivi. Sono davvero poche le realtà dove avviene il contrario. Le aziende tedesche danno invece molto più spazio alle idee innovative e investono maggiormente sul capitale umano, in particolare sui giovani, credendo fortemente sui principi meritocratici.
Una cosa in cui le aziende italiane sono superiori? Sicuramente l’elevato livello di flessibilità che consente alle nostre imprese di differenziarsi non solo a livello produttivo, ma anche operative, rispondendo alle esigenze del cliente più in fretta e con un approccio al problem solving senza eguali.

Lavori e vivi in Germania. Cosa ti manca di “casa” e cosa invidi allo stile di vita tedesco?
Essere italiani e vivere all’estero non è affatto facile perchè non esiste un paese al mondo più bello dell’Italia: clima, tradizione culinaria, paesaggi, il concetto di famiglia e amicizia sono aspetti e valori che definirei pilastri per un italiano. Vivere a Berlino è bellissimo perchè ogni giorno si scopre qualcosa di nuovo e si è esposti ad un continuo e costruttivo confronto culturale. Adoro Berlino per la sua organizzazione e soprattutto perchè è una metropoli con ritmi provinciali. Il ritmo di vita quotidiano è tranquillo, rilassante. Le persone sono molto gentili e rispettose.
Berlino non può essere paragonata alle altre città della Germania. Anche i tedeschi ammettono che è una realtà completamente diversa rispetto alle altre; un pò come Londra in UK. Berlino è multiculturale, anticonformista, libertaria e molto trasgressiva.
Il fatto che mi sia amibientato mi aiuta a vivere serenamente e intensamente le giornate; resta comunque la nostalgia per l’Italia. Per questo, ogni volta che torno nel Bel Paese – per motivi di lavoro o vacanze – è sempre una gioia immensa.
Raccontaci un aneddoto legato al tuo lavoro in beroNet… 
Spesso dopo il lavoro restiamo nella nostra living room per bere birre in compagnia e giocare a calcio balilla. Mi odiano tutti perchè ancora non riescono a battermi….a calcio balilla!
Quali sono le prossime novità che confermeranno la vostra posizione nel mercato?
Stiamo intensificando le nostre partnership tecnologiche con 3CX e snom. Inoltre abbiamo stretto nuove partnership con VoipVoice e KalliopePBX. Siamo davvero felici di consolidare tali collaborazioni e aver raggiunto nuovi accordi con dei players di rilievo anche a livello internazionale. L’ICT è un settore molto dinamico, in continuo cambiamento, e beroNet raccoglie questa sfida rispondendo con delle soluzioni originali e innovative.
Un esempio è la nostra Nuova Telphony Appliance 2.0: si tratta di una piattaforma di telecomunicazione unica nel suo genere in quanto è dotata di un gateway modulare e di un Hypervisor che consente di installare ed eseguire più applicazioni e sistemi operativi simultaneamente, il tutto gestibile via Cloud. Non a caso, durante il VoIP2day di Madrid, è stata premiata dalla giuria come migliore Appliance dell’evento.
E non finisce qui, stiamo lavorando alla progettazione e sviluppo di nuove soluzioni . . .
Un tuo parere di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT…
Non è facile fare una previsione su cosa accadrà nei prossimi 5 anni nell’ICT. Solo di una cosa sono sicuro, ci sarà una maggiore presenza e utilizzo del Cloud e un graduale affermarsi dell’idea IoT. I segnali sono chiari, infatti il Cloud (+37%) e l’IoT (+13%) sono i segmenti ICT che nel 2015 hanno fatto registrare il maggior livello di crescita.
In un settore così dinamico e technology-driven sarà fondamentale non farsi cogliere impreparati. Vendors, distributori e integratori di sistema dovranno collaborare intensamente per essere pronti a raccogliere le sfide future.
Cos’è il VoIP per te?
Il VoIP è una rivoluzione: basta un collegamento ad internet e, virtualmente, possiamo metterci in comunicazione con chiunque. Grazie al VoIP nasce un modo di comunicare più veloce ed efficace che, nella maggior parte dei casi, consente di risparmiare tempo e denaro.

In una parola, globetrotter. Andrea è instancabile, ha girato il mondo alla ricerca di stimoli e sfide sempre nuove da vincere. E ancora non si è fermato. Lo ringraziamo per averci aperto le porte del suo mondo, e per aver condiviso con noi una parte della sua storia. Che diventi cantante rock o che insegua il sogno americano, un in bocca al lupo di cuore per un futuro ricco di soddisfazioni.

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti-

John Draper un esempio per la formazione fuori dagli schemi

Da 0 a 100 quanto è stata importante nel vostro lavoro la formazione?

Per molti la risposta sono sicuro sfiori il punteggio più alto, ma purtroppo, per mancanza di tempo o per impegni, spesso questo aspetto viene trascurato.

Nel settore ICT la formazione non può essere trascurata, ma è pur vero che oggi dobbiamo cercare di ottimizzare al meglio tutte le attività facendo il possibile per non lasciare nulla al caso.

Quando penso alla formazione mi viene in mente la storia di John Draper, un folle genio che ha dedicato la sua vita alla ricerca e sviluppo solo ed esclusivamente per puro divertimento.John Draper

Lui nel settore TLC è diventato il Primo Hacker telefonico e questo grazie ad un semplice e banale fischietto trovato come regalo in una scatola di cereali. Da quel giorno è conosciuto come “Cap’n Crunch“, come il nome dei cereali.

Ti stai chiedendo come ci è riuscito?

Giusto per precisare, stiamo parlando del 1968, in quegli anni le trasmissioni delle chiamate avvenivano “in banda”, nel senso che avevano le stesse frequenze usate per la comunicazione vocale. Questo comportava un problema per tutte le compagnie telefoniche: se venivano inseriti, utilizzando un apparecchio vicino alla cornetta, dei segnali riconoscibili dal computer centrale, questo li interpretava come segnali provenienti da qualche centralina telefonica e faceva esattamente ciò che il phreaker diceva.

Draper un giorno, per puro caso, scoprì che, come regalo all’interno dei cereali Cap’n Crunch, trovavi un fischietto che, giustappunto, emetteva un suono con la stessa frequenza, quindi 2600Mhz, necessaria per il phreaking. Questo segnale di frequenza emulava lo stesso segnale che emetteva il telefono come se l’utente avesse agganciato la cornetta e la linea fosse libera, ma, in realtà, la conversazione non veniva interrotta e rimaneva sospesa e quindi libera. Di fatto, in bolletta e per il sistema, non era mai avvenuta.

Si narra che Draper e la sua banda di amici Hacker, in una delle loro intercettazioni, riuscirono a scoprire un numero riservato della Casa Bianca e, intercettando le chiamate in entrata e in uscita, un giorno avrebbero ascoltato un agente della C.I.A. parlare con, l’allora in carica presidente Richard Nixon, e sentirono che la password per parlare direttamente con il lui era Olympus. Chiamarono allora il numero riservato, e, con tono serio e convinto, comunicarono la parola segreta. La segreteria, senza far alcuna domanda, girò immediatamente la chiamata al presidente anticipando che era una linea diretta con la parola segreta. Il presidente Nixon, con tono preoccupato, sapendo che solitamente quando gli veniva girata una chiamata con quel codice significava qualcosa di importante, rispose:

<< che succede?>>

<< Signor Presidente, è in atto una crisi qui, a Los Angeles!>> disse Draper con tono preoccupato.

<<che tipo di crisi?>> chiese Nixon.

<<siamo senza carta igienica, Signor Presidente!>> e Draper attaccò la cornetta!

Purtroppo il genio di Draper non fu tanto compreso dalle forze dell’ordine, finendo arrestato per ben 2 volte, ma un lungimirante ed emergente imprenditore nel campo della tecnologia comprese la capacità di John e, una volta uscito di galera, lo assunse nella sua azienda. Sto parlando di Steve Jobs e la sua creatura Apple.

La follia di Draper lo ha portato a fare grandi cose e tutta la sua esperienza e conoscenza, generata soprattutto dalla passione nella tecnologia, ha reso il suo percorso formativo un divertimento.

Pensate, è scientificamente provato che i mezzi didattici, se affrontati in un contesto divertente, offrono un tasso di apprendimento nettamente superiore. E’ proprio con questa idea che abbiamo voluto realizzare la ICT Education, un progetto tutto orientato alla formazione nel settore ICT.

L’obbiettivo principale è creare un puro Network di Professionisti di settore che, in maniera dinamica, possano contribuire alla creazione di un piano editoriale preciso e, soprattutto, utile e pratico.

Come funziona:

La partecipazione è gratuita e rivolta a tutti gli operatori in ambito ICT. La piattaforma permette di partecipare al corso online anche in mobilità con smartphone o tablet grazie alla sua app.

Durante il corso gli utenti possono interagire tramite una chat o, muniti di cuffia e microfono, interagire con il relatore prendendo parola.

Inoltre c’è la possibilità, durante la presentazione, di poter fotografare le slides del relatore con estrema semplicità, così da allegare i propri appunti.

E per le persone iscritte che non hanno potuto partecipare?

Nessun problema, per loro sarà possibile rivedere la registrazione offline comodamente anche nei giorni successivi.

Poi, l’aspetto più importante, viene al termine di ogni edizione, quando, tramite l’apposito modulo feedback online, tutti gli iscritti possono contribuire lasciando le loro opinioni e suggerimenti per le prossime tematiche da affrontare nelle edizioni che seguiranno.

Oggi, più che mai, mi rendo conto di quanto sia importante, in ogni crescita professionale, far
parte di un di network o community da cui prendere esempio e poter condividere le proprie esperienze.

Ora conosciamo la strada giusta da seguire e, grazie a tutti quei progetti che portano lo stesso principio della ICT Education, abbiamo anche i mezzi.

Adesso La ricreazione è finita, è l’ora di tornare tutti in classe.

 – a cura di Samuel Lo Gioco – 

Per informazioni sui prossimi corsi di formazione o per organizzare un corso sul nostro canale potete contattarci allo 0550935400 oppure a marketing@voipvoice.it.

Intervista a Federico Lagni del Festival ICT

Mercoledì scorso, come l’anno precedente, abbiamo confermato la nostra partecipazione al Festival ICT svoltosi a Milano e, anche quest’anno possiamo dire che ne è valsa la pena. Il risultato è stato davvero ottimo: 1.250 visitatori, 57 sponsor, 74 workshop e un focus molto tecnico mirato a professionisti di settore.

Personalmente, dalla mia esperienza di marketing nel settore ICT, posso dire di essere rimasto piacevolmente colpito dal suo format molto “social oriented” così come dallo slogan che già ne anticipava il successo: “il nuovo palcoscenico ICT italiano”. Altro valore che ho potuto constatare è l’accuratezza dei contenuti per un pubblico di operatori di settore e specialisti.

In questa occasione abbiamo anche avuto il piacere di intervistare il fondatore di questa importante iniziativa fieristica, parlo di Federico Lagni:

 federico lagni

Ciao Federico, vorrei subito rompere il ghiaccio chiedendoti di raccontarci le origini ed il percorso che ti hanno portato a essere il Federico Lagni di oggi.

La risposta potrebbe cominciare con il classico “Appassionato di informatica fin da bambino, a scuola sotto il banco avevo le riviste di computer per poi, in quarta e quinta superiore, tenere qualche lezione di Sistemi ai miei compagni, al posto del professore”. Questo a parte, a sedici anni, nel 2003, fondo AreaNetworking.it, un portale dedicato – come suggerisce il nome – al networking ed ai temi strettamente legati (Datacenter, Infrastrutture, sistemistica, etc). Nel 2005 fondo il più grande Cisco Users Group italiano e, nel mentre, mi occupo prima di Infrastrutture Web e poi di Marketing in alcuni system integrator. Nel 2010 fondo il Tesla Club Italy, il club italiano di riferimento per i clienti e gli appassionati di Tesla Motors. Tra la fine del 2012 e l’inizio 2013, invece, penso che in Italia vi sia la necessità di un nuovo evento ICT. Da qui, la nascita del festival.

Oggi ti vediamo come fondatore del Festival ICT, un evento dedicato alle nuove e consolidate tecnologie con un format veramente verticale, ma come è nata questa idea e qual è il suo carattere che lo distingue?

L’idea è nata grazie all’esperienza con AreaNetworking.it. Quest’ultimo mi ha permesso di avere grandissima visibilità nel settore: una quantità enorme di contatti, possibilità di relazionare ogni giorno con nuove aziende: vendor, system integrator, grandi provider. La forte vicinanza al canale ha reso possibile sentire, conoscere ed ascoltare le loro visioni ed opinioni. Tra queste, anche le numerose “malinconie” rispetto agli eventi ICT italiani. Ecco perché spesso definisco il festival ICT come un evento nato letteralmente ascoltando “il mercato”, grazie anche – attività fatta negli ultimi mesi nel 2012 – a tantissimi incontri, chiacchierate più o meno informali e scambi di idee con un numero elevato di persone, in rappresentanza del settore, per cercare di cogliere nel dettaglio le esigenze.

Ogni iniziativa, soprattutto in questo settore, viene costruita per riuscire a portare un messaggio. Qual è il suo?

E’ corretto ed è vero in particolare per il festival ICT. La nostra tesi, che in effetti entrambe le edizioni fatte sostengono, è la grande importanza che ancora hanno gli eventi, se fatti con qualità, cognizione di causa e conoscenza del mercato. Per quanto tutto sia sempre più tecnologico, nulla è ancora sostituibile a una stretta di mano tra persone con interessi reciproci, all’interno di un evento professionale, business e ricco di contenuti.

Quali novità ci ha riservato quest’anno il Festival ICT?

Quest’anno, visto l’esito positivo anche della seconda edizione, abbiamo ricambiato location per spostarci, ancora, in una location più grande. Avremo, quindi, il doppio della superficie dell’edizione 2014, una sala speech ulteriore, più contenuti, l’aumento delle community ICT in Arena e l’area Web Advisor ovvero lo speed dating tra consulenti Web ed il pubblico. Per il resto… basta aver partecipato al festival ICT 😉

Guardando a un futuro prossimo, pensi che il Festival ICT avrà uno sviluppo territoriale che lo vedrà presente anche in altre città italiane o resterà consolidato a Milano?

La domanda riguarda un tema estremamente sensibile per un evento come il nostro. Abbiamo nella lista delle ipotesi vari potenziali sviluppi. Attualmente però è decisamente troppo presto per avere già decretato ciò. Resta certo che Milano è la capitale della tecnologia e dell’ICT quindi sicuramente per alcune altre edizioni non varieremo la città.

Sono anni che osservi da un punto di vista privilegiato la crescita di molte aziende nel settore ICT, che idea Ti sei fatto nell’approccio al mercato di questi protagonisti?

Penso sempre che l’ICT sia enorme e che le logiche che lo regolano siano davvero molte, tanto da rendere l’ICT addirittura – a volte – troppo vario e diverso al suo stesso interno. Ritengo che le aziende presenti nel nostro paese facciano un lavoro grandioso perché, indirettamente,
contribuiscono fortemente all’innovazione tecnologica e all’alfabetizzazione digitale. E non è esagerato, credo sia così realmente. Portare, spesso all’interno di piccole e medie imprese, determinate novità significa trainare il comparto verso l’aumento dell’efficienza in azienda: risparmi economici ma anche di tempo, ottimizzazioni, maggiore agilità e velocità di azione… tutte caratteristiche che rendono più competitive le imprese.

Una Tua considerazione di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT?

Io vedo due particolari sviluppi: il primo sul Cloud, il secondo sull’IoT. Il Cloud sarà sempre più pervasivo e riguarderà un numero crescente di software e applicazioni, da qui il forte sviluppo del SaaS. Tutto sarà sempre più su Cloud, non solo alcune limitate componenti del nostro lavoro quotidiano. Tutto più as a service, tutto più always on. L’IoT, invece, che promette forti sviluppi anche nel consumer, permetterà a molte aziende B2B di poter inizialmente raddoppiare il proprio lavoro, grazie all’enorme trasversalità che quel “things” rappresentata.

Infine, la domanda di rito: Cosa ne pensi del VoIP e cos’è per te il VoIP?

Il VoIP. Tutti dicono sia esploso agli inizi degli anni 2000. “La rivoluzione della voce su IP”. Io invece credo che tutto ciò debba ancora succedere. Dico questo perché il VoIP è una tecnologia che si integra fortemente con le componenti IT e TLC… componenti che 10 anni fa erano ancora assolutamente molto indipendenti. Oggi invece nell’ICT tutto è sempre più convergente (e lo dimostra anche il logo del festival ICT). E’ proprio in questo momento che le tecnologie VoIP, complice anche il miglioramento progressivo della situazione della banda larga, potrà avere il proprio vero esordio.

Bellissimo incontro, un punto di vista veramente interessante che ci aiuta a riflettere su quello che offrirà il futuro. Viene da pensare che lo slogan di questa nuova era tecnologica sarà “convergenza”. Un insieme di sistemi con intelligenza avanzata che vedrà come obiettivo semplificare i processi lavorativi.

Ascoltando le risposte di Federico mi viene in mente una frase storica del buon Steve Jobs dove lo stesso vedeva nella tecnologia “un’estensione naturale dell’individuo”. Questo è realtà, questo è lo splendido futuro che ci aspetta.

– Intervista a cura di Samuel Lo Gioco –

Ecco il nostro Diario Fotografico del Festival ICT:

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Climb the step – Get the target – Smile – Repeat

“Il gradino di una scala non è mai stato concepito per riposare, ma solo per tenere il piede di una persona quanto basta a consentirgli di mettere l’altro un po’ più in alto.”
(Thomas Henry Huxley)

A consentirgli di mettere l’altro un po’ più in alto.
Ecco a cosa serve un gradino di una scala.
Se chiudo gli occhi e penso a quello che facciamo quotidianamente noi, mi viene in mente proprio questo.
Una sfilza di gradini da salire. Da salire!! Non per star fermi in uno di questi a riposare.
NO!
E immagino ci siano diverse scale da affrontare, una o più per ogni mansione svolta.

Quella sulla quale voglio concentrarmi in questo post è la mansione fondamentale del mio reparto: risolvere le segnalazioni dei nostri clienti.

Parminder ed io poniamo molta attenzione e massima importanza a come lavorare le segnalazioni che quotidianamente riceviamo.
Abbiamo detto che siamo un’azienda in crescita, sana, giovane e sorridente.
Non potremmo parlare di azienda in crescita se non avessimo delle problematiche da risolvere ma un’azienda non cresce in base alle segnalazioni che riceve, bensì in base a chi e come riceve e risolve le problematiche che si presentano quotidianamente.
Come se tu stessi per alzare il secondo piede verso il gradino un pò più in alto e TAC qualcuno vuole impedirtelo.
Ma la tua ambizione fa da scudo, ti fai carico della problematica e ci provi.

Ci prendiamo cura dei nostri clienti e noi, in primis, vogliamo che le loro problematiche siano risolte nel più breve tempo possibile; per questo ci adoperiamo a fare più domande possibili sugli apparati del cliente, sulla problematica che segnala facendoci fornire tracciati ed esempi al fine di avere subito il quadro più chiaro possibile per proseguire con le nostre verifiche.
Verifiche che spesso eseguiamo congiuntamente al cliente.

Ho accennato prima che ogni mansione ha una o più gradinate da salire.
Infatti non tutte le segnalazioni sono uguali, non tutte le risoluzioni prevedono le stesse verifiche.
A volte si tratta di configurazioni da controllare, riavvii da effettuare a volte sono un po’ più complesse.
Quando si tratta di problematiche più complesse, non dovute agli apparati del cliente, apriamo un ticket al nostro reparto tecnico fornendo tutti i dati in nostro possesso.
Saranno i tecnici ad eseguire le verifiche del caso. Segnalazione dopo segnalazione.

Ticket dopo ticket.

Per poter parlare di azienda sana e potersi definire tale quanti ticket aperti possiamo “accettare” di avere?
Ma più che altro, quanto tempo abbiamo per poter risolvere tutti i casi che ci vengono segnalati per riuscire a risolverli al meglio?
Possiamo parlare di tempistica in questo ambito?
Se io ho un problema di qualsiasi tipo, voglio sapere in quanto riesco o riescono a risolvermelo.
E’ la prima cosa a cui penso.
E’ infatti una delle prime domande fatidiche che ci vengono poste dai nostri clienti.
Purtroppo è una domanda a cui non è possibile dare risposta precisa perché ci sono diversi fattori a cui sottoporre la nostra attenzione e quella dei nostri tecnici.
Ma la gestione del reparto è quella che fa la differenza.
Gli obiettivi che ci poniamo fanno la differenza.
E fa davvero la differenza riuscire a raggiungere questi obiettivi.

Ma di quale obiettivo stiamo parlando?
Torniamo alle gradinate; tante gradinate quanti tipi di segnalazioni.
In ogni gradinata, ad ogni tot scalini c’è un obiettivo, stile bandierina a fine di ogni livello in Super Mario Bros.

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Il nostro obiettivo principale, nonostante le varie segnalazioni che arrivano, è quello di riuscire a risolverle tutte, ovviamente nel miglior modo possibile.
E quale può essere secondo voi uno dei gradini importanti da raggiungere?
Cosa può rappresentare una di queste bandierine che Mario afferra a fine livello?

Per noi ambiziosi, desiderosi di migliorarci sempre è quello di riuscire ad avere ZERO TICKET aperti al reparto tecnico.
Zero Ticket!!
Vuol dire aver raggiunto un importante obiettivo, afferrato una gran bella bandierina.
Zero Ticket vuol dire aver risolto tutte le segnalazioni, vuol dire che almeno una volta ogni bimestre non ci sono segnalazioni aperte, non ci sono clienti che lamentano momentanei disservizi.
Sei riuscito a salire il gradino e a raggiungere l’obiettivo.

Momentaneamente.

Perché il gradino di una scala non è MAI stato concepito per riposare.
E allora proseguiamo verso il prossimo.
Il nostro non è un lavoro meccanico, non è prevedibile, è sempre una scoperta nuova e proprio per questo non è facile riuscire a risolvere tutte le segnalazioni, ad avere zero ticket aperti.
Ma quando ci riesci non solo hai raggiunto il tuo obiettivo (cosa di non poca importanza) ma contribuisci a mantenere sana la tua azienda, contribuisci a farla crescere, sorridi e fai in modo che la tua azienda, per quanto seria e professionale sia in realtà, sorrida.

Parminder, io e tutti gli altri abbiamo anche questo obiettivo nel nostro reparto: risolvere tutte le segnalazioni almeno una volta ogni due mesi.
E ci riusciamo alla grande. Tutti i mesi.
E siamo soddisfatte, perché i nostri clienti sono soddisfatti.
Abbiamo un gradino solido che ci da sicurezza per poter appoggiare un piede e alzare l’altro verso quel gradino un po’ più in alto.
Perché l’obiettivo zero ticket c’è sempre. Tutti i mesi.
E stiamo crescendo.
Non solo l’azienda ma anche noi con lei.
E sorridiamo.

-Roberta Terrasi-

Informazioni: Roberta Terrasi e il servizio di CustomerCare di VoipVoice risponde ogni giorno lavorativo dalle ore 9,00 alle ore 18,00 oppure potete contattarlo tramite mail: customercare@voipvoice.it.

Intervista a Alessandro Vitali di JABRA

 

Dopo un brevissimo periodo di pausa torna l’angolo dedicato alle interviste, a coloro che nel Alessandro Vitaliproprio lavoro svolgono un ruolo molto importante, sono i portavoce della “new generation technology“. E’ bello considerarli anche come “Pionieri tecnologici”, fieri del proprio lavoro e carichi di energia, girano l’Italia per lungo e per largo a incontrare chi, come loro, vive nel fantastico mondo dell’ICT.

Quest’oggi abbiamo voluto intervistare “Mr. Cuffia”, sto parlando di Alessandro Vitali, Channel Account Manager Italia di JABRA. Andiamo a conoscerlo.

Ciao Alessandro, inizierei subito col rompere il ghiaccio togliendomi la prima curiosità: come ti sei avvicinato al mondo delle TLC per poi entrare a far parte di JABRA?

È stato veramente un caso, lavoravo come venditore per un’azienda Italiana leader nella produzione e vendita di materiali plastici per imballaggio industriale e alimentare, un’azienda storica e molto solida, ma ancora nel 1998 molto “vecchia” e tecnologicamente indietro rispetto a come il mercato in generale stava evolvendo. Se vi ricordate infatti quelli erano più o meno gli anni del boom della rete mobile e dei cellulari, ma anche di internet e di molto altro. A quel punto ho sentito la necessità a 24 anni di esplorare nuovi settori, fare nuove esperienze, cercare di crescere professionalmente in un mondo più tecnologico ed in fase di sviluppo. Così grazie ad un amico (che poi è stato collega ed oggi concorrente…il mondo è piccolo…) ho approcciato in qualità di “sales engineer” una realtà Italiana che produceva e rivendeva strumenti per le telecomunicazioni e diversi altri prodotti particolari o di nicchia in quegli anni, come per esempio le Cuffie Telefoniche. Pensate la coincidenza, il Brand in questione che questa società rivendeva era ACS, una società americana che da li a pochissimo fu acquisita da GN Netcom, l’attuale multinazionale Danese per cui adesso lavoro e riconosciuta sul mercato con il Brand Jabra. Comunque dopo questa esperienza di circa un anno e mezzo il percorso di avvicinamento a Jabra è stato un classico, ho lavorato infatti quasi 5 anni come “area manager” per un Distributore/rivenditore Italiano molto specializzato nella proposizione di prodotti per le telecomunicazioni ed in particolare nella vendita delle Cuffie, da qui il salto direttamente dal Vendor.

Ognuno di noi da ragazzo sognava un futuro lavorativo da star, invece Alessandro Vitali cosa sognava di fare?

Bhè ma io sono la star delle Cuffie…!! Battute a parte, da piccolo sognavo di diventare un famoso tennista, ancora adesso mi piace praticare questo fantastico sport. Però come la maggior parte dei ragazzini mi sono ritrovato a giocare a calcio nella squadra di paese, con alla fine alle spalle un’anonima ma discreta carriera dilettantistica come portiere. Quindi ben presto il modello di star in termini di carriera lavorativa è diventato mio papà, che ha lavorato con molti riconoscimenti e soddisfazione come agente di commercio per 40 anni e che sicuramente mi ha insegnato tanto su come stare in mezzo alla gente, l’approccio commerciale e relazionale con le persone, l’onestà e la serietà con i clienti e molto altro. Nonostante i miei studi di estrazione economica, ho sempre avuto infatti un’indole puramente commerciale, già a scuola compagni e insegnanti mi dicevano che da grande sarei diventato un venditore o un politico, e siccome preferisco la concretezza, ho deciso di buttarmi nel mondo delle vendite seguendo la tradizione di famiglia.

JABRA è una multinazionale con sede in Danimarca. A Tuo parere, come viene visto il mercato italiano dall’estero?

Bella domanda. Dalla mia esperienza, frutto anche di numerosi confronti con altri “colleghi/Vendor” del settore, ho capito che la visione del mercato Italiano dall’estero è differente in base al paese che osserva e confronta, ma anche molto differente in base al tipo di prodotto/offerta di cui si parla. Sicuramente se guardiamo in generale il mondo delle TLC e ICT, il mercato italiano viene visto come un’opportunità ad ampio margine di crescita, credo anche dovuto al fatto che l’Italia è famosa per l’incidenza delle numerosissime piccole/medie Aziende rispetto ad altre Country come Francia, Germania e UK, dove invece si lavora essenzialmente con altre metriche. Anche parlando specificatamente del mondo delle Cuffie l’Italia viene vista come un’opportunità, il mercato dello SMB è infatti un riferimento sempre più importante, così come il Voip e le UC su cui tutti stiamo spingendo per uno sviluppo convergente del Business in progressiva e costante crescita. Non dimentichiamoci poi dei call center, il cui mercato in Italia è sempre stato parecchio florido sin dai tempi in cui si svilupparono i primi casi. Tant’è che negli ultimi due anni la delocalizzazione di questi servizi sta pian piano rientrando, capito infatti che la qualità e la formazione del personale italiano garantiscono un servizio che non può essere coperto dal solo risparmio nell’apertura di call center fuori nazione. Di certo però dall’estero è chiaro un fatto, che danneggia molto il mercato locale anche a in termini di qualità e servizio verso i clienti. Sto parlando delle molte piccole aziende locali che si improvvisano importatori di improbabili cuffie o re-brand, facendo sì di abbassare i prezzi medi dei prodotti Professionali e sminuendo il servizio di qualità alla base di società storiche e specializzate nel settore come Jabra. Ma ancor peggio, facendo sì che i clienti finali si ritrovino inconsapevolmente a paragonare prodotti che non hanno niente a che fare tra di loro, soprattutto in termini di affidabilità, qualità e design.

In questa evoluzione tecnologica che stiamo vivendo qual è il ruolo delle cuffie?

Il ruolo delle Cuffie è assolutamente fondamentale. L’adozione delle device audio come strumento di lavoro è importantissima per lo sviluppo e la convergenza di certe tecnologie, ripetendo di nuovo l’esempio lampante delle UC e del Voip. Ricordiamoci con umiltà che senza tutta l’infrastruttura alle nostre spalle, che sia un telefono o un PC, la Cuffia servirebbe veramente a poco. Da questo presupposto nasce la nostra grande esperienza e competenza che ha permesso a Jabra nel corso degli anni di migliorare costantemente ed ottimizzare a pieno le funzionalità, la qualità dei materiali e l’affidabilità, facendo dell’innovazione tecnologica il proprio motto identificativo. Come spesso diciamo, siamo “l’ultimo metro” dell’infrastruttura e della tecnologia a cui ci interfacciamo, quel pezzo che diventa imprescindibile se si vuole ottimizzare a pieno l’efficienza e la produttività dell’infrastruttura stessa, ma soprattutto di chi lavora. Senza tralasciare poi un altro importante aspetto su cui Jabra sta spingendo fortemente negli ultimi anni e per cui il mercato ci riconosce da sempre come un riferimento assoluto, il design. Infine parlando di questa evoluzione tecnologica oggetto della domanda, devo sottolineare anche la duttilità dei prodotti Jabra, che rende l’oggetto usufruibile da tutti gli utenti anche nei momenti e/o ambienti non lavorativi, dando la percezione di soddisfazione e qualità a 360° per qualsiasi tipo di utilizzo, dalle chiamate di lavoro a quelle personali, dalle conference call su PC all’ascolto della musica in qualità stereo HiFi su tablet & smartphone… insomma chi potrebbe fare a meno dei prodotti Jabra?

JABRA è un brand molto conosciuto, lo troviamo ovunque: in tutti i distributori, nei supermercati e anche su Amazon. Che differenza c’è tra questi canali e come si distingue?

Jabra ormai è un brand di riferimento per ogni tipo di utilizzo, sia nel mondo Business che in quello consumer. Nel nostro settore specifico, le Aziende che producono questo tipo di prodotti non possono non guardare con estrema attenzione all’aspettativa di tutti i tipi di utente, sempre più variegata ed esigente. La giusta pretesa di avere un ottimo rapporto qualità/prezzo con il massimo delle performance e funzionalità è diventata certamente la chiave per lo studio e lo sviluppo dei nuovi prodotti. Tant’è che Jabra ormai da anni ha diviso in due canali differenti la propria offerta, abbiamo quindi la divisione “Business” che si occupa delle produzione e commercializzazione dei prodotti Professionali per UC – Call Center & Office, a cui io faccio riferimento in qualità di Responsabile del Canale in Italia. Poi c’è la divisione “Mobile” che commercializza i prodotti per utilizzo più privato (musica e sport sono i fattori trainanti degli ultimi anni) nel mondo cunsumer e delle grande distribuzione. Il mercato online invece è un discorso molto complicato, oggetto di studio e continua valutazione da parte di aziende come la nostra, ma del tutto inevitabile al giorno d’oggi, dove internet e l’acquisto online sono diventati uno strumento diffusissimo. Quello che consigliamo ai nostri clienti in merito ai prodotti Professionali Jabra, è quello di rivolgersi ai canali autorizzati, che siano tradizionali o online, l’importante non è il risparmio di un euro ma bensì il servizio e l’attenzione che si possono ottenere e pretendere da un Partner Jabra competente e specializzato.

Un tuo parere, sincero, di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT?

Se devo essere sincero non saprei fare una previsione di cosa succederà di preciso nei prossimi anni nell’ICT, la cosa certa è che vedo impegno e volontà da parte di tutte le aziende coinvolte in questa continua evoluzione, fattori che sono certo aiuteranno a fare da traino per la definitiva uscita dal recente periodo di staticità, che nonostante tutto ha visto ugualmente questo settore tra i più attivi e propositivi a livello economico, tecnologico e innovativo. Le stime di settore relative alla crescita in ambito UC, così come le conseguenti stime di crescita a livello di vendite nel nostro settore specifico di accessori e strumenti a corredo delle UC, ci confortano e ci stimolano già da qualche anno, oltre ad essere sempre in costante aumento. Questo presuppone però investimenti ed impegno da parte di tutti (Vendor, Distributori, Rivenditori, End User e utilizzatori privati), sia in tecnologia che in risorse competenti che aiutino e supportino correttamente il processo, oltre ad una forte attenzione e reattività che spesso può fare la differenza quando dobbiamo valutare un’opportunità o affrontare una nuova sfida. Noi di Jabra siamo pronti, il mercato lo ha capito e ce lo riconosce, sia in termini di risultati numerici che di stima, e di questo ne siamo orgogliosi.

Per concludere questa intervista l’ultima domanda è chiedendoti cos’è per te il VoIP?

Il Voip è secondo me un concetto allargato, non può e non deve essere visto come un termine che identifica solo una tecnologia o servizio specifico. Il valore del Voip e l’utilità stessa che ne consegue devono essere percepiti come un fattore da supportare e promuovere, dato che la convergenza di tecnologie e prodotti in questo settore è ormai l’anima vera di uno sviluppo innovativo ed economico a cui tutti dobbiamo far riferimento con interesse ed attenzione. Sempre che si voglia stare al passo e puntare tutti sulla continua evoluzione del mercato delle TLC e dell’ICT. Noi di Jabra lo vogliamo fortemente ed il nostro impegno nella promozione e adozione di nuove tecnologie e strumenti ad esse connessi, ne sono un forte esempio.

Siamo piacevolmente soddisfatti di questa intervista. Alessandro in ogni punto ha dimostrato pienamente la sua professionalità con una preparazione invidiabile. Conosce il mercato e condivide gli obbiettivi ed il management dell’azienda. Sono persone così che ci fanno comprendere quanto sia bello e piacevole far parte, in ogni ruolo, di questa evoluzione tecnologica nel vasto mondo dell’ information communication technology.

intervista a cura di Samuel Lo Gioco

I PROSSIMI EVENTI DI JABRA SONO:

16 SETTEMBRE, PALERMO AL “VOIP EVENT” di ALLNET.ITALIA

8 OTTOBRE, MILANO AL “EVENTO PARTNER JABRA 2015”

Intervista a Michel Balabio di Patton

“Siamo alla vigilia di grandi cambiamenti. Sapremo essere al passo con ciò che la tecnologia può offrirci?”

Una domanda riflessiva sentita dire da una delle persone che, con passione, ha dedicato gran parte della sua vita a questa evoluzione.

In questa intervista abbiamo potuto conoscere la filosofia di una azienda che ha vissuto la più grande evoluzione storica nel settore TLC con una lungimiranza tale da essere nella classifica dei protagonisti per ben 30 anni: Patton Electronics e per loro Michel Balabio, Sales Director South Michele BalabioEurope.

Andiamo a conoscerlo:

Recentemente avete festeggiato 30 anni di attività, ci racconti come è nata Patton e quali sono stati i primi passi in questo mercato?

Patton Electronics nasce nel 1984, dall’idea di due fratelli, Bobby e Burt Patton e finanziata dal padre che la guida come CEO per più di 20 anni.

L’azienda inizialmente tratta articoli di connettività da catalogo, prodotti di accesso alle reti, trasmissione e networking, venduti su tutto il territorio Americano.

Dopo 15 anni di forte crescita, all’inizio del nuovo millennio il VoIP è già un mercato in forte espansione in molti paesi. Patton intuisce le grandi opportunità che si stanno creando, e nel 2002 acquisisce Inalp Networks AG società Svizzera caratterizzata da una forte impronta R&D. É un matrimonio molto interessante: l’energia imprenditoriale americana e la competenza di un team di ingegneri svizzeri dà vita ad un’esperienza multiculturale tesa a perseguire un obbiettivo ambizioso: commercializzare un prodotto innovativo nell’ambito della manipolazione e l’instradamento dei pacchetti voce su reti IP. Tutto questo oggi si riassume in un nome: Smartnode™, sinonimo di eccellenza sul mercato dei VoIP Media Gateway per qualità, affidabilità ed interoperabilità. 

E invece Michel Balabio, Sales Director South Europe per Patton, com’è entrato nel settore delle TLC?

Nel 2003 rientro in Italia dopo un’esperienza lavorativa di diversi anni all’estero. Incontro un’azienda canadese, che da poco ha aperto una sede a Milano per essere presente sul mercato europeo.

Il mercato della telefonia su IP è per me un contesto nuovo, che approccio da subito con entusiasmo. L’azienda commercializza Gateway VoIP in parte prodotti in Canada e in parte rimarchiati in OEM da Patton Electronics.

Dopo due anni e forte dei risultati positivi di fatturato in Italia, ricevo una telefonata da Burt Patton che mi vuole nel suo Team. Sono passati 10 anni ma ricordo ancora bene il nostro primo incontro.

E da giovane cosa sognavi di fare?

Ho iniziato a lavorare con IBM quasi subito dopo aver terminato gli studi. A quel tempo Big Blue era ancora un produttore di tecnologie informatiche con una presenza enorme sul mercato mondiale. Vengo inserito in una divisione giovane ed internazionale, focalizzata in servizi di customer service e key account management. Dopo i primi 2 anni mi viene presentata l’opportunità di trasferirmi in UK, che accetto con entusiasmo e curiosità. Ci resterò per 5 anni, vivendo un’esperienza che mi arricchirà sotto ogni punto di vista e che mi porterà a viaggiare molto non solo per motivi di lavoro ma anche per interesse personale. Da quando sono in Patton mi ritrovo una valigia in mano per il 60% del tempo. E’ faticoso ma fa parte anche questo del desiderio di scoprire il mondo, presente in me da sempre. 

Cosa significa lavorare per un’azienda Svizzera e quali sono le differenze con una Italiana?

Lavorare con un’azienda Svizzera mi ha fatto crescere molto dal punto di vista professionale. Gli Svizzeri sono sicuramente più rigidi ed impostati di noi Italiani, ma hanno anche un approccio manageriale molto diverso da quello Italiano. La meritocrazia, la condivisione degli obiettivi e delle strategie aziendali, sono pratiche comuni e consolidati nell’ambiente lavorativo, e vengono applicati in modo trasversale all’interno dell’organizzazione. Negli ultimi 10 anni, i risultati crescenti conseguiti hanno fatto sì che il management mi affidasse ruoli e responsabilità in continua evoluzione. L’attitudine e la trasparenza ad investire sulle persone, ha favorito enormemente la mia crescita: non so se lavorando per una classica azienda italiana questo sarebbe avvenuto.

 

Come si posiziona l’Italia nel mercato EU con le vostre soluzioni?

L’Italia ha svolto per Patton negli ultimi 10 anni un ruolo primario nei risultati di fatturato e di penetrazione del mercato in Europa. Questo grazie anche all’eccellente lavoro svolto dai nostri partner commerciali, attraverso i quali vendiamo con modello indiretto. E’ proprio grazie al lavoro svolto con loro, che un vendor estero come il nostro è riuscito ad affrontare e gestire alcune dinamiche e peculiarità ben note del nostro Paese. Le scadenze dei pagamenti sono un fattore di rischio maggiore rispetto ad altri paesi europei. Gli ostacoli e le difficoltà che possono derivare dall’interagire con la pubblica amministrazione sono ben noti a tutti. Questi sono solo due esempi, ma le dinamiche che un azienda estera può riscontrare nell’interagire con un mercato come quello Italiano, sarebbero molto complicate nella loro gestione se affrontate in prima persona.      

Il mercato dei gateway non è in contrasto con quello del VoIP? Oggi molti centralini possono uscire direttamente con le chiamate su IP, come giustificheresti l’importanza di utilizzare questa tecnologia nel futuro?

Il dibattito sulla durata dell’utilizzo dei gateway è un tema molto acceso ed interessante. L’evoluzione dei servizi All IP è un trend ben visibile, che continuerà a crescere nell’ambito del mercato Enterprise delle telecomunicazioni.

Personalmente però ritengo che i gateway non scompariranno così rapidamente. Le imprese non disconnettono i loro PBX legacy da un giorno all’altro, e la migrazione di questo tipo di infrastrutture, avviene in modo molto gestito e graduale. Quest’anno abbiamo lanciato una linea di nuovi prodotti ESBR (Enterprise Session Border Router) che svolgono un ruolo importante di demarcazione tra le reti LAN e WAN, dando la possibilità di interfacciare sia i Trunk SIP, che linee ISDN/BRI e PRI. Il tutto in totale sicurezza. Il mercato in cui operiamo sta evolvendo rapidamente, ed è molto importante per un azienda come Patton saper interpretare in modo corretto le reali necessità dei clienti, riflettendole in una road map lungimirante ma anche efficace per soddisfarne le esigenze correnti. 

 

Da anni siete leader di settore, quali saranno le prossime novità di Patton che confermerà questa posizione nel mercato?

Oltre al recente lancio della nuova linea di modelli ESBR, che ci sta già dando risultati apprezzabili, stiamo prestando molta attenzione all’evoluzione dei session border controller che gestiscono solo sessioni SIP. Da più di un anno stiamo lavorando anche ad un primo concetto di media gateway in modalità NFV (Network Functions Virtualization). In un futuro non così lontano, l’abbandono dell’hardware a favore di soluzioni interamente spostate sul Cloud, rappresenterà un cambio epocale per un produttore come Patton. E’ una sfida molto incentivante, verso la quale è importantissimo prepararsi nelle giuste tempistiche, ma anche con molta competenza.     

Per ultimo le domande di rito: cosa succederà nei prossimi 5 anni nell’ICT?

Fare previsioni di questo tipo non è facile nel nostro mercato. La tecnologia sta evolvendo molto rapidamente, e grazie a questo le opportunità sono sempre crescenti. Il nostro paese deve sicuramente considerare l’agenda digitale come una priorità assoluta per lo sviluppo del paese, e la nostra dorsale IP necessita di grandi investimenti in questo senso. La dismissione delle linee ISDN in Italia arriverà, ma con ritardo rispetto ad altri paesi dove l’All IP è già, o sta per essere, una realtà a disposizione di aziende e privati. Oggi gli scenari ibridi dove telefonia legacy e VoIP convivono rappresentano una grossa porzione delle installazioni in cui operiamo nel mercato Enterprise. La possibilità di gestire una migrazione controllata e sicura della propria rete telefonica garantisce alle aziende di abbracciare servizi Cloud sempre più strutturati e competitivi, ma anche di preservare investimenti che non necessitano una dismissione immediata. Siamo alla vigilia di grandi cambiamenti. Sapremo essere al passo con ciò che la tecnologia può offrirci? 

Cos’è per Te il VoIP?

Il VoIP oggi è una realtà consolidata e la sua penetrazione nel tessuto economico delle imprese è inarrestabile, grazie ai benefici che apporta e alla continua convergenza delle reti. Il VoIP è anche un complemento fondamentale della Unified Communication. Gli strumenti che essa offre sono in continua evoluzione, ma l’utilizzo della voce nelle gestione aziendale quotidiana rimane uno strumento insostituibile. La trasversalità dei clienti finali che utilizzano i nostri prodotti è uno degli aspetti per me più interessanti del lavoro che faccio. I prodotti che Patton commercializza sono presenti sulle reti di clienti che vanno dalle piccole e medie imprese alle multinazionali e alla pubblica amministrazione, passando persino dal Vaticano, dove negli ultimi 24 mesi abbiamo contribuito efficacemente alla migrazione di un numero importante di linee della rete telefonica della Santa Sede. Poter interagire con scenari così diversi tra loro, mi stimola e mi incentiva da sempre.    

 

Per essere parte attiva, e non un semplice spettatore, di una evoluzione è indispensabile sentirsene parte. Non è cosa semplice e scontata perché significa dedicare molte energie, ma soprattutto responsabilità. L’entusiasmo e la sicurezza di Michel lo identificano tra questi e la sua determinazione porterà sicuramente nuove sorprese nel mondo delle TLC.

Intervista a cura di Samuel Lo Gioco

Le prossime attività in programma con Patton sono il webinar tecnico che si svolgerà il 16 luglio dalle ore 12:00 alle 13:00 dal titolo: Nuove serie Patton Smartnode™ SN5530 e SN5570 – Applicazioni di utilizzo e approfondimenti tecnici.

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