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Intervista a Klaus Wallnofer, Country Manager Italia Innovaphone

Ha visto diffondersi il VoIP e cambiare completamente il mercato delle Telecomunicazioni, per questo crede fortemente che in questo settore non appena si possiede una competenza ci siano già nuove cose da assimilare! Si presenta così Klaus Wallnofer, Country Manager Italia di innovaphone. Innovaphone è stato inserito recentemente nell’elenco dei prodotti certificati VoipVoice, soluzioni IP sulle quali abbiamo testato l’interoperabilità delle nostre linee. Conosciamolo!

Klaus, a te la parola! Raccontaci chi sei e il tuo ruolo in innovaphone!

Ciao, piacere mio avviare questa collaborazione con voi. Mi presento velocemente per dare un’idea di chi sono e da dove vengo. Posso definirmi un over 50 molto giovane, con ormai molti anni di esperienza, sviluppata in particolare nel settore delle telecomunicazioni. La mia expertise non riguarda però solo il settore TLC, ma anche altri settori tecnologici, in cui per lunghi periodi mi sono divertito. Ad oggi sono Country Manager di Innovaphone Italia e seguo il mercato italiano dalla nostra filiale di Verona, assieme ad un team di persone specializzate ed esperte.

Che rapporto hai con la tecnologia?

Sono stato sempre interessato alla tecnologia e, in particolare, all’elettronica e alla telecomunicazione. Ma parliamo di altri tempi, un mondo dove non esistevano cellulari come potete immaginare, quindi parliamo del medioevo tecnologico. Non c’era il VoIP, ma nemmeno l’IP: incredibile ma vero, in quegli anni un indirizzo era qualcosa esclusivo del settore edile. Ho toccato con mano il VoIP solamente nel 2003 quando ho iniziato a lavorare per innovaphone. Sono stato subito incuriosito, ma anche perplesso, e mi sono reso conto di dover recuperare e imparare molte cose nuove. Essendo curioso di natura non mi è stato difficile, tuttavia ancora oggi ho spesso l’impressione di trovarmi al punto di partenza, perché non appena si possiede una competenza, sono già maturate nuove cose da assimilare. Anche in questo istante, mentre scrivo queste righe, il nostro reparto tecnico sviluppa qualcosa di nuovo e, come loro, migliaia di ingegneri in tutto il mondo. E’ vero che questo accade in tutti i settori, ma con velocità diverse!

Come si inserisce innovaphone nel settore delle UCC? 

Il portafoglio di prodotti innovaphone copre in pratica tutta la Unified Communication. La particolarità, dal punto di vista tecnico, è che tutti i prodotti sono sviluppati internamente. Non si tratta quindi del “copia e incolla” di un software freeware con un layout attraente: in innovaphone sviluppiamo effettivamente tutti i nostri prodotti da zero, anche il sistema operativo. Questo ci permette di garantire massima affidabilità, flessibilità e performance delle soluzioni innovaphone, doti riconosciute da tutto il mercato. Nonostante innovaphone sia un costruttore di piccole dimensioni, siamo in costante competizione con i grandi player mondiali e riusciamo molto bene in ambienti medio alti, “enterprise” e “mission critical”. Grazie all’architettura e struttura hardware e software, identica su tutti i nostri prodotti, possiamo offriamo gli stessi servizi anche in installazioni piccole, dalla micro impresa in su. Un’ulteriore peculiarità è l’integrazione in ambienti diversi, non solo in termini di tipologia, ma anche in utenti diversi che utilizzano l’innovazione con differenti modalità. Noi offriamo a ciascun utente soluzioni su misura, assolutamente flessibili e personalizzabili che non impongono nulla.

E in questo contesto, che ruolo svolge il VoIP? Qual è il rapporto tra Innovaphone e il VoIP?

Un tempo considerato un concetto innovativo, il VoIP è oggi sinonimo di comunicazione moderna in tutte le sue forme. Lo sviluppo di innovaphone sta già andando oltre a questi concetti: la nostra piattaforma attuale è (anche) una piattaforma app di cui il VoIP PBX costituisce solo una componente. innovaphone è nata nel 1997 sviluppando da zero un gateway e poi PBX VoIP puro. Possiamo considerarci quindi pionieri del VoIP, ma non ci siamo mai seduti sugli allori e la società, nata allora in un garage, conta oggi oltre 100 dipendenti. A differenza di ciò che spesso avviene nei grandi gruppi, la crescita di innovaphone è il risultato esclusivo della forza dei propri prodotti; quindi senza strategie di “Merge&Acquisition”, operazioni tipiche per aziende quotate in borsa e non. Una crescita solida e concreta, sempre a due cifre, in un contesto di fiducia e tranquillità per partner e utenti finali, che non riserva brutte sorprese.

Come pensi che possa strutturarsi la collaborazione tra Innovaphone e VoipVoice?

VoipVoice è un provider certificato, questo significa che vengono testate ciclicamente in modo automatico le connessioni per ogni nuovo build del nostro software. Eventuali problemi dovuti a una nuova release nostra o di VoipVoice, sono rilevati ancora prima che un installatore si scontri sul campo con il problema. Il secondo punto interessante è che nel nostro firmware VoipVoice è inserita come scelta precompilata, selezionandola anche i campi elencati nei menu avranno la stessa nomenclatura utilizzata da VoipVoice. Tutto questo permette all’installatore di essere certo che il servizio funzioni dal punto di vista di interfacciamento logico. 

Il settore delle TLC cambia da Italia a Europa? Che percezione hai?

Ovviamente sì, ma dipende da dove e cosa si guarda. Noi conosciamo molto bene il nostro mercato di riferimento che è l’Europa, mentre sappiamo meno per esempio sui mercati asiatici che non seguiamo attivamente. La questione sicurezza, la cifratura e la privacy è un punto importante dove abbiamo un prodotto praticamente unico. Mentre all’estero queste questioni sono considerate importanti, addirittura vitali, noto che sono argomenti non molto sentiti in Italia. “Tanto non ho niente da nascondere” o “intercettano comunque tutto” sono argomenti tipici che invece lasciano a bocca aperta all’estero; un tale ragionamento viene considerato “superficiale” e molto pericoloso.

Un altro aspetto diverso son le linee. Nei paesi nordici (Svezia, Norvegia ecc.) già da diversi anni esistono solo Provider VoIP e  il “Fiber To The Home” si trova praticamente dovunque. In Germania l’ISDN è stato abbandonato adesso su larga scala: non esistono mezze misure e non si montano Gateway dal cliente, se il PBX è capace si fanno linee VoIP, altrimenti si sostituisce in toto il centralino.

Parlando del VoIP, inteso come linee e operatori, bisogna sapere che all’estero le linee passanti si potevano avere da sempre anche con una solo linea ISDN (in Italia minimo 3 accesi base e quindi 6 linee), l’ADSL funziona anche sulle linee ISDN (in Italia solo su linee analogiche) e pagando si può escludere il “clip no screening” (in modo da vedere il numero del chiamante anche in caso di deviazione del numero di ufficio per esempio su un cellulare), concetto vietato in Italia. E non esistono linee “VoIP” semplicemente perché è tutto VoIP. Quindi le aspettative e implementazioni sono diverse: per esempio all’estero, un centralino senza selezione passante praticamente non esiste.

In Italia, nella comunicazione professionale, viene dato più peso al cellulare e al risparmio sui costi, che all’estero. All’estero il driver di acquisto principale non è il risparmio, ma quello di avere vantaggi sui competitor avendo servizi migliori a disposizione. Si parte dal concetto che per sopravvivere bisogna avere gli attrezzi  migliori, e che un risparmio, soprattutto se piccolo, non dà il vantaggio necessario per potere battere la concorrenza.

Noto anche che all’estero l’impiego di client CTI, UC e UCC è diffuso già da molti anni, in Italia interessa sempre, ma alla fine in tanti casi la soluzione si riduce ad avere un impianto VoIP per telefonare e basta. All’estero fare un investimento tecnologico per avere qualcosa in più e non utilizzarne i vantaggi non esiste come idea imprenditoriale.

Sguardo al futuro: cosa ti aspetti per i prossimi anni per il mercato UCC?

La UCC per il nostro reparto di sviluppo oggi è una cosa vecchia e superata. Il termine lo è di sicuro, ormai inflazionato e utilizzato da tutti, anche da chi in realtà offre solo un dettaglio e non una vera e propria soluzione completa di UCC. La cosa di cui rendersi conto è la velocità che ha preso questo settore, dove prima ci volevano tanti anni ora per un piccolo sviluppo, e oggi invece in un paio di anni si rivoluziona completamente il sistema e non un suo singolo dettaglio. Questi nuovi servizi permettono ad un cliente di utilizzare per l’intera comunicazione innovaphone; la parola chiave è “permettono” e non “costringono”, dicasi che sono possibili anche le coesistenze. Cosa vuol dire “intera comunicazione” per innovaphone? Semplice: tutta nel senso più ampio del termine, dove la voce diventa solo uno dei tanti canali. E si risolvono problemi molto attuali come i troppi canali di comunicazione e informazioni, miscelazione del privato e professionale, l’utilizzo improprio di mezzi aziendali e privati, canali non adatti per il mondo del lavoro , sicurezza molto limitata o dubbiosa ecc. Curiosi?  Un primo assaggio di tutto questo arriverà già nel 2018 e si chiama “Versione 13”.

Curiosi di scoprire l'”intera comunicazione” di innovaphone, ringraziamo Klaus per averci dato la sua percezione del mercato e per aver presentato le peculiarità dei prodotti innovaphone.

A cura di Martina Giacomelli

  • Per maggiori informazioni sui prodotti Innovaphone e sull’interoperabilità con le linee voce VoipVoice, scrivere a marketing@voipvoice.it

 

Abbiamo Liberato il Modem!

ABBIAMO LIBERATO IL MODEM!!!
Ognuno ha le sue battaglie da combattere.
E noi di VoipVoice da anni, insieme a tanti altri operatori di settore, partner e amici, ne stavamo combattendo una sulla possibilità di liberalizzare il diritto di scegliere il proprio Router!

Finalmente l’AGCOM, il garante per le Telecomunicazioni, con la delibera 348/18/CONS, ha confermato in questi giorni il sacrosanto diritto degli utenti di scegliere liberamente i terminali di accesso ad Internet da postazione fissa. Al tempo stesso essa definisce specifici obblighi per gli operatori, finalizzati a garantire scelte consapevoli e informate da parte dei consumatori finali.

Trovate QUA il testo integrale della delibera.

MAI PIÙ PALETTI!! Saranno gli utenti a scegliere.

Per anni siamo andati a giro per l’Italia a combattere questa battaglia.
Il cliente NON deve avere il Router in comodato d’uso dal fornitore dell’Adsl. IL ROUTER DEVE ESSERE DI PROPRIETÀ DEL CLIENTE. Punto! Molti operatori, imponendo invece direttamente loro l’apparato, hanno inibito il traffico VoIP, mandato aggiornamenti non richiesti, chiuso le porte di accesso. Poi, la conseguenza era che la voce non andava, internet era lento e i clienti esposti a rischi di attacchi informatici.

Vinta la battaglia, siamo soddisfatti di questo risultato, ma non paghi!

Infatti è stata vinta UNA battaglia ma non la guerra. Vediamo perchè:

  1. Prima di tutto il numero di router che gestiscono i collegamenti dei clienti dei grandi operatori sono talmente tanti che sarà un’impresa cambiarli tutti o solo una parte in breve tempo. Quindi la situazione non cambierà velocemente. Ci impegneremo.
  2. Per esperienza questi grandi operatori, consigliati da fior fiori di esperti ed avvocati, troveranno qualche trucco per aggirare la delibera. Lo hanno già fatto varie volte in passato. Mi aspetto lo facciano anche stavolta. Vigileremo.
  3. Dovremo fare uno sforzo tutti quanti per diffondere questa notizia e informare installatori e clienti di questo cambiamento epocale per il settore delle TLC (Telecomunicazioni). Educare e informare. Comunicare in maniera efficace questa nuova delibera. Ci proveremo.

Queste sono altre battaglie che combatteremo e che proveremo a vincere facendo con impegno la nostra parte. Per ora siamo contenti di questo risultato, festeggiamo e lanciamo liberi in aria i nostri Modem/Router!!!

W IL MODEM LIBERO! W LA LIBERTÀ DI SCELTA!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A cura di Simone Terreni.

 

L’unico modo di fare un ottimo lavoro è amare quello che fai

L’unico modo di fare un ottimo lavoro è amare quello che fai.” S.J.

Sono Annamaria Pugliano, ho 25 anni e sono entrata a far parte di VoipVoice, Reparto Commerciale, a settembre 2017.

Sono originaria pugliese, precisamente di Molfetta, una bellissima città in provincia di Bari.

Lì sono nata e cresciuta e, all’età di 18 anni, ho iniziato a lavorare nel campo delle TLC. Parliamo di un franchising, quindi, inizialmente, ho lavorato per gestori sia di telefonia mobile che fissa.

Dal 2012 e fino all’agosto del 2017 invece, ho avuto l’opportunità di lavorare nello Store di un Gestore Mobile, e è in questi 5 anni che ho coltivato ancora di più la passione per questo fantastico settore. Contemporaneamente ho conseguito la Laurea Triennale in “Economia e Commercio” presso l’Università di Bari. Non è stato facile all’inizio integrare lavoro e studio ma alla fine ce l’abbiamo fatta!

Nel tempo, grazie alle esperienze lavorative e a ciò che mi hanno insegnato e trasmesso, le Telecomunicazioni sono diventate una vera passione, anzi, un obiettivo da raggiungere! Ho deciso quindi di continuare i miei studi, nel Settembre 2016, con la Laurea Magistrale in “Tecnologie e Gestione dell’Innovazione” presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Sono ancora in fase di conclusione ma non vedo l’ora che finisca!

Il mio ingresso in VoipVoice si può definire una storia ed un cambiamento di vita allo stesso tempo. Giustamente ci si potrebbe chiedere: “che ci fa una pugliese a Montelupo Fiorentino a lavorare in VoipVoice?!”.

Bene, è andata così!

A giugno 2017 ho partecipato al Partner Meeting VoipVoice Puglia, a cui ho chiesto di partecipare spinta proprio da questa voglia di conoscere sempre più il settore e cercare, nel mio piccolo, di prendere parte allo sviluppo digitale del nostro paese. Lì ho conosciuto Simone che in quello stesso momento mi ha fatto una proposta di lavoro. Tempo per scegliere una settimana. “Mi trasferisco? Abbandono la mia vita qui? Con gli studi ce la farò? Sono all’altezza?”. Sono stata inondata in 5 minuti da un milione di domande, dubbi e perché no, anche paure. Poi ho razionalizzato e pensato che questo è il mio obiettivo, è l’inizio di un percorso che spero possa durare tutta la mia vita. È un treno che passa ed io adesso devo salirci.

Sono stata accolta a braccia aperte da tutti i colleghi ed è soprattutto grazie a loro che spesso mi riesco a sentire a casa! L’azienda mi sta permettendo di fare molte esperienze nel settore e di professionalizzarmi sempre più. Il primo Public Speech a Bari credo non lo dimenticherò mai, come anche la partecipazione attiva agli Smau di Padova e Bologna. Ma non è finita qui: in pochi mesi ho partecipato anche ad altri Roadshow e meeting, sempre nelle vesti di Area Manager Sud Italia.

L’azienda spesso mi dà la possibilità di lavorare direttamente da casa (nella mia amata Puglia), rendendo flessibile il lavoro, in quanto adotta la pratica dello Smart Working.

In VoipVoice sto facendo quello che mi sarebbe sempre piaciuto fare, ovvero seguire la forza vendita di una Azienda di TLC, formarla e spronarla a raggiungere dei risultati ed obiettivi, personali e aziendali.

VoipVoice è un’azienda con fortissimi potenziali e con tutta me stessa spero di poter crescere assieme a lei.

Certo, non è stato facile abbandonare tutto, ma quando sono la passione e la voglia di fare a spingerti, sai che non hai fatto un errore e che stai percorrendo la strada giusta.

Quello che spero nel mio ruolo da Commerciale e, nello specifico, di Area Manager Sud Italia, è di essere all’altezza di tale ruolo, di migliorarmi sempre più, di diventare il punto di riferimento per tutti i partner e clienti che seguo, cercando di trasmettere il più possibile la mia passione e, allo stesso tempo, cogliere ed imparare da loro ciò che ancora non so.

Annamaria Pugliano

Stop alle Bollette a 28 Giorni

Uno dei diritti del consumatore è la Trasparenza.

Ogni utente deve conoscere esattamente quanto spende, avere informazioni chiare e trasparenti su prezzi e tariffe applicate alle proprie utenze e le condizioni contrattuali sottoscritte devono essere rispettate. Questo requisito essenziale e previsto dalla legge però sembra non essere rispettato in Italia e in particolare nel mercato delle Telecomunicazioni.

Cosa è successo?

A partire dal 2015, tutti i principali operatori telefonici, Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb, hanno cambiato la modalità di fatturazione dei propri servizi: dalla fatturazione mensile sono passati ai 28 giorni. Questo vuol dire mettere in saccoccia, per gli operatori, una mensilità in più e far aumentare del 8,6% la spesa ai consumatori. Il tutto è avvenuto quasi alla chetichella, non in maniera eclatante, senza un’informazione corretta, ma con una comunicazione ai clienti che spesso è passata del tutto inosservata.


Cosa ha fatto l’Authority?

L’Agcom (https://www.agcom.it), l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha varie volte sollecitato gli operatori telefonici a prendere atto che questa modalità è scorretta. Infatti essa non garantisce la massima trasparenza e confrontabilità dei prezzi vigenti, nonché il controllo dei consumi e della spesa garantendo un’unità standard (il Mese). Già nel Marzo scorso aveva intimato ai quattro colossi delle Telecomunicazioni di mettersi in regola entro 90 giorni. Naturalmente i medesimi hanno ignorato la cosa. Allora l’AGCOM, con un comunicato del 14 settembre scorso (https://www.agcom.it/documents/10179/8430553/Comunicato+stampa+14-09-2017/88a0f930-c08e-463b-a116-3643c0094d8d?version=1.0), ha reso noto che avvierà procedimenti sanzionatori nei confronti degli operatori telefonici Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb per il mancato rispetto delle disposizioni.

Cosa hanno fatto i 4 Operatori?

Gli Operatori hanno fatto tutti ricorso al TAR dopo la delibera del Marzo scorso e la sentenza di tale ricorso è prevista nel Febbraio 2018. Naturalmente le offerte a 28 giorni sono state mantenute. Basta fare un giro per i vari siti per trovarle immutate. Se anche dovessero pagarle, la multa sarà di 2,5 milioni di euro. Peserà dunque ben poco rispetto agli incassi miliardari generati dall’invenzione del tredicesimo mese. Inoltre i ricorsi attuali o quelli futuri (all’Antitrust) potrebbero mitigare o cancellare tale multa.

È una cosa che succede solo nel settore delle Telecomunicazioni?

Purtroppo no. Sky da ottobre passerà alla fatturazione a 28 giorni. A breve si dice che potrebbero farlo anche Mediaset Premium e le utilities come Enel, A2a ed Acea. Quindi anche i settori dell’intrattenimento e dell’energia saranno oggetto di questo aumento ai danni del consumatore.

Perché il principio di Trasparenza è stato violato?

  1. Mancata Comunicazione: L’Agcom ha stabilito che “nei casi di offerte di telefonia mobile che abbiano cadenza diversa da quella mensile” scatta per gli operatori “l’obbligo di informare l’utente, tramite l’invio di un sms, dell’avvenuto rinnovo dell’offerta”. Nel caso di offerte convergenti che coinvolgano la telefonia fissa, prevale la cadenza prevista per quest’ultima, ovvero su base mensile. Gli utenti si sono trovati questo aumento senza la dovuta informazione.
  2. Pubblicità Ingannevole: Le parole sono importanti e se non si capisce il significato delle parole si rimane fregati. 4 SETTIMANE NON SONO UN MESE. Diventa sempre più difficile fare un raffronto corretto, individuare periodi comparativi giusti in un mercato dove c’è chi rispetta la normativa e utilizza il mese come unità di misura e chi no. Cartelloni pubblicitari giganteschi in giro per le città hanno i prezzi grandi grandi e le condizioni piccole piccole.
  3. Trucco per aumentare il fatturato: Come si fa ad aumentare il fatturato della nostra azienda dell’8,6%? Si sviluppano e si vendono nuovi servizi? Si cerca di trovare nuovi clienti? Si cerca di dare un servizio qualitativo migliore? Macché! Perché perdere tempo in tutto questo? Si inventa un bel barbatrucco amministrativo e si tira fuori dal cilindro una mensilità in più dando esattamente gli stessi medesimi servizi di prima. Facile no? E quando mancheranno nuovamente i soldi si fatturerà a 3 settimane o a 2. Semplice vero?

Perché oltre che alla Trasparenza si è persa la Dignità?

Il Patto con il Cliente non è solo quello scritto su di un foglio di carta. I clienti, i consumatori negli ultimi anni non hanno avuto un incremento dei loro stipendi o del loro fatturato del 8,6% automaticamente. Non hanno una mensilità in più. Fare un’azione del genere in un momento in cui l’economia ancora stenta a riprendersi vuol dire non stare mai coi deboli, mettere in atto un’operazione furba, abile. Inoltre non si sentono neppure colpevoli perché i ricorsi al TAR dimostrano che, per loro, questa manipolazione è lecita. A mio modo di vedere si è persa la dignità. E se i professionisti del settore continueranno a lavorare con questi operatori, a proporre i loro servizi e accetteranno qualunque porcheria, ipocritamente sono coinvolti anche loro.

Da che parte state voi?

Ormai è evidente. Il settore delle Telecomunicazioni è diviso in due parti. Da una parte il Cartello dei grandi Operatori Telefonici abili in comunicazione e marketing. Decidono in maniera unilaterale dove va il mercato, fissano tariffe e modalità di tariffazione. Dall’altra ci sono i piccoli provider, i piccoli operatori telefonici locali, quelli che stanno vicino ai clienti, che spesso non si trincerano dietro call center anonimi ma ci mettono la faccia e scelgono come modus operandi la trasparenza e la correttezza verso i loro (ahimè pochi rispetto ai colossi) clienti. L’obiettivo è evidente: spazzare via i piccoli operatori e far sì che gli utenti non possano scegliere più liberamente.

Cosa fare?

  1. Leggere le Scritte piccole: il trucco delle scritte delle 4 settimane è solo uno dei tanti che i grandi operatori telefonici mettono nelle loro offerte. Potrei citare la questione dell’impossibilità di scegliere il Router, di cui ho già parlato in un altro post, o della Tariffazione a scatti anticipati della durata di 60 secondi. Leggete bene le scritte piccole prima di scegliere e sottoscrivere un qualsiasi contratto.
  2. Fatevi aiutare: se non avete tempo di leggere le scritte piccole, perché spesso la giungla delle tariffe e degli operatori ha bisogno di una preparazione adeguata e di una competenza specifica, fatevi aiutare da Consulenti di fiducia che sappiano bene di cosa si parla.
  3. Piccolo è il nuovo grande: essere piccolo avrà i suoi difetti, ma è anche più semplice cambiare ed essere vicini ai propri clienti in base alle loro esigenze. I Piccoli Operatori, come VoipVoice, sono più attenti alle esigenze del clienti, ci tengono a far bella figura, a non fregare nessuno, perché ogni cliente, OGNI CLIENTE, è importante.

Sono fiero di far parte di un’azienda come VoipVoice che oltre a mettere tanta passione nel proprio lavoro, oltre a essere Trasparente nelle sue tariffe e tariffazioni, non usa trucchi e trucchetti per aumentare il fatturato, ma è LEALE con il cliente.

di Simone Terreni
Managing Director VoipVoice

Per approfondire:
Articolo sul Sole 24 di Andrea Biondi;
Editoriale sul Corcom di Gildo Campesato

Technologybiz 2017, VoipVoice c’è!

Si è conclusa l’ottava edizione di Technologybiz, tenutasi il 13 e 14 settembre alla Mostra d’Oltremare di Napoli. Un evento che dal 2009 approfondisce i temi dell’innovazione e della tecnologia sul territorio: quest’anno e per la prima volta abbiamo partecipato anche noi di VoipVoice come sponsor! E’ stata un’importante occasione di incontro e confronto tra gli attori del sistema dell’innovazione campano.

Il racconto della giornata è affidato all’Area Manager Campania Gerardo Guadagno che ha seguito l’evento da vicino facendo gli onori di casa.

“Technologybiz è un appuntamento annuale fondamentale in Campania per avere un confronto con il nostro ecosistema dell’innovazione e della ricerca, con le università, le piccole e grandi imprese, e la PA. Per fare networking e verificare a che punto siamo sull’innovazione.

Abbiamo avuto un desk nel Palacongressi della Mostra d’Oltremare dove erano presenti anche altre aziende del settore provenienti da tutta la regione. Ormai anch’io che non ero abituato a fiere o eventi di settore come espositore mi sto abituando, anche se un po’ d’ansia si sente sempre: cerco di impegnarmi al massimo affinchè tutto riesca alla perfezione!

Alle 9.00 sono già operativo insieme a Simone Terreni Managing Director VoipVoice e alla collega Paola Gareri che in quest’occasione ho avuto modo di conoscere meglio, una persona di cui ho apprezzato subito la professionalità. Al desk abbiamo incontrato, ospitato e parlato con diversi visitatori e aziende interessate alle nostre soluzioni VoIP. In fondo il nostro obiettivo è quello di farci conoscere meglio, rafforzare i legami già esistenti e stringerne di nuovi!

L’evento – con un format totalmente rinnovato – è stato una sorpresa fin dal primo giorno per tutti. Altrettanto sorprendente è stata l’intervista che ho rilasciato ad una Web Tv per presentare la nostra azienda ed i nostri servizi. Non me l’aspettavo ma Simone ha lasciato a me la parola, che onore! La giornata, poi,  è trascorsa piacevolmente tra un colloquio con i visitatori interessati e l’altro. Alle 16:00 ci ha raggiunto Samuel Lo Gioco che ha tenuto uno speech in aula sullo Smart Working.

Il secondo ed ultimo giorno all’interno dell’aula Panarea abbiamo organizzato un workshop di ben 90 minuti tenuto da Simone Terreni sulla Trasformazione Digitale. Era il primo della mattinata ma abbiamo iniziato con un po’ di ritardo. In fondo si sa che a Napoli iniziamo tutto un po’ più tardi: qualcuno dice che ce la prendiamo con calma altri che è colpa del traffico… I partecipanti sono rimasti incollati alle sedie è stato un successo!

In mattinata ci ha raggiunti per un saluto anche il collega e amico Graziano Fracchiolla Area Manager VoipVoice Puglia.

Il tempo è volato e siamo arrivati alla chiusura col cuore pieno di orgoglio.

Sono tornato a casa come al solito pensando a quello che avevo trascorso, alle emozioni e al bagaglio di esperienza che cresce sempre di più. Ripensando al passato, a 10 anni fa non mi sarei mai immaginato così, nel ruolo di Area Manager VoipVoice Campania.

Ringrazio ancora una volta il team per la fiducia, per la carica e per la volontà di esserci, di investire nella mia terra, la Campania.

In ogni cosa che facciamo ci mettiamo sempre tutto l’impegno. Il nostro è un gran gioco di squadra!

Grazie a tutti!

Gerardo Guadagno

Ecco alcune foto dell’evento:

 

Undici anni di VoIP

2006

Febbraio: il 22 Febbraio 2006 nasce VoipVoice da un’idea di due aziende Sysmic e Promos. Il core business della neonata azienda sono i numeri voip e il traffico VoIP. La prima sede è in via Spartaco Lavagnini a Firenze.
Marzo: VoipVoice lancia VoipPbx un centralino su base Asterisk.
Giugno: VoipVoice apre il suo ufficio in via Urbania 12 a Montelupo.
Luglio: VoipVoice lancia il Voipy, un piccolo router/centralino per lo Small Office.

2007

Aprile: la Digitel Italia Spa entra in società.
Maggio: nascono i primi partners VoipVoice.

2008

L’azienda a causa di una grossa crisi è sull’orlo della chiusura. Vengono terminate le produzioni dei prodotti VoipPbx e Voipy. VoipVoice diventa un’azienda prettamente di servizi.

2009

Giugno: Simone Terreni entra in società rilevando le quote della Sysmic e ne assume la guida.
Luglio: VoipVoice diventa il primo provider VoIP Business Oriented.
Settembre: VoipVoice lancia il nuovo sito.
Dicembre: VoipVoice certifica la soluzione IP di 3CX.

2010

Febbraio: nasce la collaborazione con l’Asev di Empoli per l’assunzione dei primi collaboratori tramite Corsi di Formazione mirati.
Marzo: Parte il primo Tour con 3CX.
Maggio: VoipVoice apre i primi canali Social Aziendali.
Ottobre: VoipVoice certifica i router AVM FritzBox!
Novembre: VoipVoice certifica i gateway Patton.

2011

Gennaio: VoipVoice sigla l’accordo con il distributore Allnet.
Giugno: VoipVoice partecipa con il primo speech all’Over Ip di Milano.
Dicembre: VoipVoice certifica la soluzione IP di Voismart.

2012

Marzo: VoipVoice certifica la soluzione ip di Kerio.
Maggio: VoipVoice certifica Voispeed.
Giugno: VoipVoice sigla l’accordo con il distributore CDC.

2013

Gennaio: Gigaset inserisce VoipVoice tra i provider certificati.
Febbraio: VoipVoice sigla l’accordo con il distributore EDSLAN.
Marzo: VoipVoice lancia la Gamification per coinvolgere i propri partner.
Luglio: VoipVoice certifica i gateway Aethra.
Dicembre: VoipVoice inaugura la sua prima sede in via del Piano a Fibbiana, Montelupo.

2014

Marzo: VoipVoice certifica la soluzione IP di Alcatel.
Giugno: VoipVoice diventa fornitore per le Pubbliche Amministrazioni e viene inserito in Acquisti in Rete PA.
Luglio: VoipVoice viene premiata a SMAU Firenze con il premio Costruire Comunità Digitali.
Ottobre: VoipVoice partecipa a SMAU Milano come espositore.
Novembre: VoipVoice certifica le cuffie Plantronics.

2015

Febbraio: VoipVoice certifica le cuffie Sennheiser.
Aprile: VoipVoice certifica la soluzione IP Teldat.
Giugno: VoipVoice lancia il progetto E-Learning, un nuovo modo di fare formazione a distanza.
Luglio: VoipVoice partecipa a EXPO Milano 2015.
Agosto: VoipVoice viene premiata a EXPO Milano 2015 per le Best Practices che mette in atto.
Settembre: VoipVoice certifica la soluzione Nethesis.
Ottobre: VoipVoice lancia il nuovo servizio di connettività Ultrabanda nell’ambito dello SMAU di Milano.
Novembre: VoipVoice partecipa a Sicurezza e al Festival ICT.
Dicembre: VoipVoice vince il premio Best Exibithor 2015 a SMAU Napoli.

2016

Gennaio: VoipVoice certifica i gateway Beronet e Sangoma.
Febbraio: VoipVoice festeggia i 10 anni di attività in una splendida Convention presso la sede del Museo Casa Enzo Ferrari a Modena.
Marzo: VoipVoice sceglie AVM FritzBox! come Router per i propri clienti
Aprile: VoipVoice presente a Dubai verso EXPO2020.
Luglio: Viene lanciata Inside Factory, un nuovo modo di fare eventi e formazione nel settore ICT.
Settembre: VoipVoice certifica la soluzione IP di Panasonic.
Ottobre: VoipVoice vince il premio come miglior Exibithor dell’anno a SMAU per la seconda volta consecutiva.

2017

Gennaio: VoipVoice certifica i telefoni Htek.
Febbraio: VoipVoice festeggia 11 anni insieme!!

Ottobre [forse]: Inaugurazione delle nuova sede!

…to be continued

Noi & il VOIP

10957710_10205827334387596_7102255638437591302_nVoglio cominciare quest’articolo con un ricordo, un ricordo sul quale baso quotidianamente il mio lavoro e la mia mansione di Account Manager in VoipVoice.
Durante una delle prime riunioni mi vennero poste due domande dal mio titolare: “Secondo te, cosa deve rappresentare VoipVoice? Qual’è il messaggio che vogliamo lanciare a chi sceglie di collaborare con noi e agli utenti finali che infine scelgono di usufruire dei nostri servizi? “.
Beh, nella mia testa ho sempre avuto chiaro un pensiero da trasformare successivamente in un obiettivo, sicuramente in comune a chi prima di me è entrato a far parte di quest’azienda: “L’associare quello che è il nome di VoipVoice alla parola stessa “VoIP”, al mercato delle Telecomunicazioni, diventare quell’associazione immediata e spontanea che le persone hanno quando si parla di grandi brand, di leader di mercato, qualche banale esempio?! “Parliamo di smartphone, APPLE, parliamo di auto , FERRARI, parliamo di bibite, COCA COLA e così via… Quell’associazione immediata che nella testa del consumatore spesso e volentieri annulla completamente la concorrenza esistente, rendendo la tua azienda e il tuo brand la scelta unica e indiscutibile verso il quale il cliente e il partner non esitano a dirigersi.”
Credo che questo mio pensiero non accomuni soltanto me, i miei colleghi,ma ogni imprenditore e dipendente di realtà aziendali esistenti sul mercato. Vedere la propria azienda creare quello che è un vero e proprio stato di leadership e Brand Reputation, all’interno del mercato di appartenenza, credo sia il sogno nel cassetto che accomuna tutti i lavoratori.Ho voluto esprimere questo concetto perché parlando del mercato del ICT & TLC nel quale VoipVoice è presente ormai 10 anni (abbiamo festeggiato a Febbraio del 2016 il nostro decimo anniversario presso il museo Casa Enzo Ferrari), posso dire con assoluta certezza e trasparenza che siamo stati dei veri e propri pionieri in questo mercato e ad oggi ,quell’associazione di cui parlavo precedentemente la vediamo e percepiamo sempre più vicina a noi. Abbiamo visto la crescita anno dopo anno di quella che è la tecnologia del Voice Over IP e di tutte i componenti annessi. Affrontando negli anni quelle che erano le opinioni contrastanti dei clienti, dei partner, i problemi dei nostri giorni purtroppo ancora legati alle connettività, la concorrenza dei grandi operatori e molti altri ostacoli. Come consulente commerciale mi imbatto quotidianamente in queste tematiche incanalando quelle che sono le informazioni che mi arrivano da professionisti del settore ICT, i System Integrators con i quali noi collaboriamo sul tutto il territorio nazionale. Posso dirvi con assoluta certezza che il panorama è cambiato e sta tutt’ora cambiando. L’Italia dal 2014 ha iniziato il passaggio di tutte le centrali alle interconnessioni IP, dunque chiunque ad oggi effettua una telefonata da rete fissa, di qualsiasi tipo, anche se non la sa, sta già utilizzando il VoIP. Il mercato, quindi, richiede un supporto estremamente specializzato e consulenziale, ed è qui che entriamo in gioco noi! Da questo punto di vista si può affermare che finalmente il mondo delle telecomunicazioni è entrato in azienda. Infatti, grazie all’introduzione del VoIP, la telefonia non è più soltanto uno strumento per comunicare, ma è un elemento che può essere integrato all’interno dei sistemi informativi aziendali: proprio l’implementazione della telefonia nei processi gestionali dell’azienda comporta la necessità di avere anche un supporto di tipo consulenziale. Questa è esattamente la motivazione del perché VoipVoice ha scelto di collaborare esclusivamente con i System Integrators, coloro che si trovano in prima linea davanti al cliente, che hanno la percezione del mercato, tecnici esperti e competenti che seguiti commercialmente, con i giusti strumenti e la giusta consulenza possono fare davvero la differenza in questo mercato così vasto e articolato, permettendo a realtà come VoipVoice di fare quel salto di qualità e differenziazione in un panorama dove solo il costo ormai sembra essere una priorità per l’utente finale.
Il concetto è molto semplice, chi si rivolge a VoipVoice si rivolge ad un Provider che prima di qualsiasi cosa fa consulenza, sia di tipo commerciale che tecnica sui servizi Voip e Connettività. Collaboriamo con la maggior parte dei leader di mercato per quanto riguarda le soluzione IP-PBX, Telefoni IP, Gateway, Cuffie professionali ecc. La partnership con questi grandi nomi, l’impegno dei nostri partner System Integrators e l’esperienza proveniente dal know how acquisito in questi 10 anni ha reso VoipVoice un punto di riferimento nel mercato delle Telecomunicazioni per tutti coloro che vogliono affacciarsi al mondo della Telefonia IP e Unified Communications.

-Con il talento si vincono le partite, ma è con il lavoro di squadra che si vincono i campionati (Michael Jordan)

A cura di Edoardo Ventrelli
Account Manager VoipVoice
edoardo.ventrelli@voipvoice.it

Intervista ad Andrea Scacchioli, Business Development Manager-Italy beroNet

Eccoci di nuovo qua. Reduci dalla convention dei primi 10 anni di VoipVoice, con l’adrenalina ancora alle stelle torniamo ad occuparci del nostro angolo interviste. La chiacchierata di oggi servirà a conoscere meglio Andrea Scacchioli di beroNet, impresa tedesca fondata nel 2002 da tre intraprendenti ingegneri, con la quale abbiamo di recente stretto una nuova partnership. Una riconosciuta esperienza nelle tecnologie VoIP, passione e determinazione: tutti elementi che ci accomunano.  La casa tedesca ricopre una posizione di leadership nella produzione di Gateways VoIP,Telephony Appliance e schede PCI(e). Voliamo a Berlino e bussiamo alla porta dell’ufficio di Andrea…

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Cominciamo da dove ci siamo lasciati. Modena, convention “Ricomincio da Dieci”: un bilancio della giornata. Il momento che ti ha divertito e interessato di più…
Una giornata davvero piacevole. Conoscere di persona il team VoipVoice e confrontarsi con i vari players del mercato è stato molto interessante e stimolante.
Cosa dire della location . . . perfetta! Il tempio della velocità, un ambiente dove si respira l’eccellenza dell’imprenditoria italiana, rappresenta un esempio che può solo incoraggiare imprese di successo come VoipVoice a fare sempre meglio e non porsi alcun limite.
Il momento più interessante e allo stesso tempo divertente della giornata è stato durante la Convention. Sono fermamente convinto che il capitale umano sia di gran lunga la risorsa più importante all’interno di qualsiasi azienda. Ogni individuo, con le proprie competenze e, soprattutto, carattere, determina il successo dell’impresa. Ascoltare la voce delle persone che hanno costruito questa realtà, capire cosa fanno tutti i giorni e vederle di persona mi ha incuriosito, divertito e, allo stesso tempo, ha risposto alla mia domanda: “Come è possibile in soli 10 anni raggiungere un tale successo?”.

Parlaci di te. Qual è stato il percorso che ti ha portato a beroNet?
Il mio percorso inizia con la laurea in Scienze del Turismo. La mentalità maturata grazie a questa tipologia di studi mi ha spinto a viaggiare, confrontarmi con diverse culture, conoscere nuove persone e maturare un elevato spirito di adattamento e flessibilità.
Prima di approdare in Germania ho vissuto e lavorato in diversi Paesi: Spagna, Australia, USA e, in particolare, UK. Ho ricoperto diversi ruoli e ho continuato ad investire tempo e risorse sulla formazione frequentando corsi, workshops e Master. Negli ultimi due anni mi sono appassionato al commercio estero (import/export); questo mi ha portato a lavorare come Export Consultant per diverse PMI italiane e viaggiare spesso per ricerche di mercato.

Hai sempre sognato di lavorare nel mondo dell’ICT o è una strada che hai imboccato per caso?
Il mio unico e vero sogno è sempre stato quello di diventare un cantante professionista. Studio canto rock da più di dieci anni. Tuttavia, conoscendo le difficoltà di questo mondo, sono sempre rimasto con i piedi per terra e ho coltivato contemporaneamente altre passioni, come quella per il Marketing, International Trade e Sales.
Sentivo il bisogno di fare una nuova esperienza all’estero che mi desse l’opportunità di vivere in un contesto internazionale e sviluppare le mie idee professionali. Per questo ho iniziato a cercare un nuovo lavoro e sostenere colloqui in diversi Paesi.
L’offerta di beroNet è stata senza dubbio la più interessante e stimolante, si tratta di una vera e propria sfida: sviluppare i canali di vendita in Italia, un mercato dove i nostri competitors sono realtà molto strutturate e attive sul mercato da più tempo rispetto a noi.
Mi occupo anche dello sviluppo di altri Paesi come Malesia e Australia ma il mercato italiano resta quello principale, al quale dedico più tempo ed energie.
Se non a Berlino, in che parte del mondo (e in quale veste) ti saresti immaginato?
Nonostante sia un percorso davvero lungo e ostico, avrei provato a tornare negli USA (in città come Atlanta, Nashville, Cleveland) dove ho lavorato come consulente export per due mesi e mi sono trovato benissimo per lo stile di vita, il clima e la mentalità delle persone del posto. In USA vi sono numerose sedi e/o branch di imprese del Made in Italy; probabilmente avrei cercato di ricoprire lo stesso ruolo in una realtà del genere.

Che differenze ci sono tra il mercato italiano e quello tedesco? 
Dopo sei mesi trascorsi in questa realtà, l’impressione che ho maturato è che il mercato tedesco è più dinamico e si adatta più velocemente al cambiamento tecnologico rispetto a quello italiano. I clienti sono sempre alla ricerca di soluzioni di settore innovative e hanno meno paura del cambiamento. Tuttavia, i clienti tedeschi sono molto fedeli alle soluzioni che adottano ed è molto difficile convincerli a provare soluzioni alternative. Per intenderci, conta più la Brand Awareness rispetto al Word of mouth. Di conseguenza, occorre più tempo per essere riconosciuti. Il cliente italiano, al contrario, è leggermente più aperto al cambiamento ed è importantissimo avere una buona reputazione per “rassicurare” i clienti ad utilizzare soluzioni innovative e originali come le nostre. Fortunatamente abbiamo un prodotto unico nel suo genere e delle ottime partnership tecnologiche che ci stanno aiutando molto in tal senso.

Cosa significa lavorare per un’azienda tedesca e che differenza c’è con una italiana?
Lavorare per un’azienda tedesca vuol dire iniziare la giornata e sapere con esattezza come e cosa fare nelle prossime ore, giorni. L’organizzazione tedesca non è un mito ma pura realtà. Nulla viene lasciato al caso e raramente vi sono degli imprevisti. I tedeschi sono molto puntuali e organizzati nella vita personale quanto in quella professionale. Non voglio assolutamente generalizzare, ma spesso in Italia siamo paralizzati e ci sentiamo impotenti perchè non ci viene richiesto e/o consentito di pensare out of the box … per vari e noti motivi. Sono davvero poche le realtà dove avviene il contrario. Le aziende tedesche danno invece molto più spazio alle idee innovative e investono maggiormente sul capitale umano, in particolare sui giovani, credendo fortemente sui principi meritocratici.
Una cosa in cui le aziende italiane sono superiori? Sicuramente l’elevato livello di flessibilità che consente alle nostre imprese di differenziarsi non solo a livello produttivo, ma anche operative, rispondendo alle esigenze del cliente più in fretta e con un approccio al problem solving senza eguali.

Lavori e vivi in Germania. Cosa ti manca di “casa” e cosa invidi allo stile di vita tedesco?
Essere italiani e vivere all’estero non è affatto facile perchè non esiste un paese al mondo più bello dell’Italia: clima, tradizione culinaria, paesaggi, il concetto di famiglia e amicizia sono aspetti e valori che definirei pilastri per un italiano. Vivere a Berlino è bellissimo perchè ogni giorno si scopre qualcosa di nuovo e si è esposti ad un continuo e costruttivo confronto culturale. Adoro Berlino per la sua organizzazione e soprattutto perchè è una metropoli con ritmi provinciali. Il ritmo di vita quotidiano è tranquillo, rilassante. Le persone sono molto gentili e rispettose.
Berlino non può essere paragonata alle altre città della Germania. Anche i tedeschi ammettono che è una realtà completamente diversa rispetto alle altre; un pò come Londra in UK. Berlino è multiculturale, anticonformista, libertaria e molto trasgressiva.
Il fatto che mi sia amibientato mi aiuta a vivere serenamente e intensamente le giornate; resta comunque la nostalgia per l’Italia. Per questo, ogni volta che torno nel Bel Paese – per motivi di lavoro o vacanze – è sempre una gioia immensa.
Raccontaci un aneddoto legato al tuo lavoro in beroNet… 
Spesso dopo il lavoro restiamo nella nostra living room per bere birre in compagnia e giocare a calcio balilla. Mi odiano tutti perchè ancora non riescono a battermi….a calcio balilla!
Quali sono le prossime novità che confermeranno la vostra posizione nel mercato?
Stiamo intensificando le nostre partnership tecnologiche con 3CX e snom. Inoltre abbiamo stretto nuove partnership con VoipVoice e KalliopePBX. Siamo davvero felici di consolidare tali collaborazioni e aver raggiunto nuovi accordi con dei players di rilievo anche a livello internazionale. L’ICT è un settore molto dinamico, in continuo cambiamento, e beroNet raccoglie questa sfida rispondendo con delle soluzioni originali e innovative.
Un esempio è la nostra Nuova Telphony Appliance 2.0: si tratta di una piattaforma di telecomunicazione unica nel suo genere in quanto è dotata di un gateway modulare e di un Hypervisor che consente di installare ed eseguire più applicazioni e sistemi operativi simultaneamente, il tutto gestibile via Cloud. Non a caso, durante il VoIP2day di Madrid, è stata premiata dalla giuria come migliore Appliance dell’evento.
E non finisce qui, stiamo lavorando alla progettazione e sviluppo di nuove soluzioni . . .
Un tuo parere di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT…
Non è facile fare una previsione su cosa accadrà nei prossimi 5 anni nell’ICT. Solo di una cosa sono sicuro, ci sarà una maggiore presenza e utilizzo del Cloud e un graduale affermarsi dell’idea IoT. I segnali sono chiari, infatti il Cloud (+37%) e l’IoT (+13%) sono i segmenti ICT che nel 2015 hanno fatto registrare il maggior livello di crescita.
In un settore così dinamico e technology-driven sarà fondamentale non farsi cogliere impreparati. Vendors, distributori e integratori di sistema dovranno collaborare intensamente per essere pronti a raccogliere le sfide future.
Cos’è il VoIP per te?
Il VoIP è una rivoluzione: basta un collegamento ad internet e, virtualmente, possiamo metterci in comunicazione con chiunque. Grazie al VoIP nasce un modo di comunicare più veloce ed efficace che, nella maggior parte dei casi, consente di risparmiare tempo e denaro.

In una parola, globetrotter. Andrea è instancabile, ha girato il mondo alla ricerca di stimoli e sfide sempre nuove da vincere. E ancora non si è fermato. Lo ringraziamo per averci aperto le porte del suo mondo, e per aver condiviso con noi una parte della sua storia. Che diventi cantante rock o che insegua il sogno americano, un in bocca al lupo di cuore per un futuro ricco di soddisfazioni.

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti-

John Draper un esempio per la formazione fuori dagli schemi

Da 0 a 100 quanto è stata importante nel vostro lavoro la formazione?

Per molti la risposta sono sicuro sfiori il punteggio più alto, ma purtroppo, per mancanza di tempo o per impegni, spesso questo aspetto viene trascurato.

Nel settore ICT la formazione non può essere trascurata, ma è pur vero che oggi dobbiamo cercare di ottimizzare al meglio tutte le attività facendo il possibile per non lasciare nulla al caso.

Quando penso alla formazione mi viene in mente la storia di John Draper, un folle genio che ha dedicato la sua vita alla ricerca e sviluppo solo ed esclusivamente per puro divertimento.John Draper

Lui nel settore TLC è diventato il Primo Hacker telefonico e questo grazie ad un semplice e banale fischietto trovato come regalo in una scatola di cereali. Da quel giorno è conosciuto come “Cap’n Crunch“, come il nome dei cereali.

Ti stai chiedendo come ci è riuscito?

Giusto per precisare, stiamo parlando del 1968, in quegli anni le trasmissioni delle chiamate avvenivano “in banda”, nel senso che avevano le stesse frequenze usate per la comunicazione vocale. Questo comportava un problema per tutte le compagnie telefoniche: se venivano inseriti, utilizzando un apparecchio vicino alla cornetta, dei segnali riconoscibili dal computer centrale, questo li interpretava come segnali provenienti da qualche centralina telefonica e faceva esattamente ciò che il phreaker diceva.

Draper un giorno, per puro caso, scoprì che, come regalo all’interno dei cereali Cap’n Crunch, trovavi un fischietto che, giustappunto, emetteva un suono con la stessa frequenza, quindi 2600Mhz, necessaria per il phreaking. Questo segnale di frequenza emulava lo stesso segnale che emetteva il telefono come se l’utente avesse agganciato la cornetta e la linea fosse libera, ma, in realtà, la conversazione non veniva interrotta e rimaneva sospesa e quindi libera. Di fatto, in bolletta e per il sistema, non era mai avvenuta.

Si narra che Draper e la sua banda di amici Hacker, in una delle loro intercettazioni, riuscirono a scoprire un numero riservato della Casa Bianca e, intercettando le chiamate in entrata e in uscita, un giorno avrebbero ascoltato un agente della C.I.A. parlare con, l’allora in carica presidente Richard Nixon, e sentirono che la password per parlare direttamente con il lui era Olympus. Chiamarono allora il numero riservato, e, con tono serio e convinto, comunicarono la parola segreta. La segreteria, senza far alcuna domanda, girò immediatamente la chiamata al presidente anticipando che era una linea diretta con la parola segreta. Il presidente Nixon, con tono preoccupato, sapendo che solitamente quando gli veniva girata una chiamata con quel codice significava qualcosa di importante, rispose:

<< che succede?>>

<< Signor Presidente, è in atto una crisi qui, a Los Angeles!>> disse Draper con tono preoccupato.

<<che tipo di crisi?>> chiese Nixon.

<<siamo senza carta igienica, Signor Presidente!>> e Draper attaccò la cornetta!

Purtroppo il genio di Draper non fu tanto compreso dalle forze dell’ordine, finendo arrestato per ben 2 volte, ma un lungimirante ed emergente imprenditore nel campo della tecnologia comprese la capacità di John e, una volta uscito di galera, lo assunse nella sua azienda. Sto parlando di Steve Jobs e la sua creatura Apple.

La follia di Draper lo ha portato a fare grandi cose e tutta la sua esperienza e conoscenza, generata soprattutto dalla passione nella tecnologia, ha reso il suo percorso formativo un divertimento.

Pensate, è scientificamente provato che i mezzi didattici, se affrontati in un contesto divertente, offrono un tasso di apprendimento nettamente superiore. E’ proprio con questa idea che abbiamo voluto realizzare la ICT Education, un progetto tutto orientato alla formazione nel settore ICT.

L’obbiettivo principale è creare un puro Network di Professionisti di settore che, in maniera dinamica, possano contribuire alla creazione di un piano editoriale preciso e, soprattutto, utile e pratico.

Come funziona:

La partecipazione è gratuita e rivolta a tutti gli operatori in ambito ICT. La piattaforma permette di partecipare al corso online anche in mobilità con smartphone o tablet grazie alla sua app.

Durante il corso gli utenti possono interagire tramite una chat o, muniti di cuffia e microfono, interagire con il relatore prendendo parola.

Inoltre c’è la possibilità, durante la presentazione, di poter fotografare le slides del relatore con estrema semplicità, così da allegare i propri appunti.

E per le persone iscritte che non hanno potuto partecipare?

Nessun problema, per loro sarà possibile rivedere la registrazione offline comodamente anche nei giorni successivi.

Poi, l’aspetto più importante, viene al termine di ogni edizione, quando, tramite l’apposito modulo feedback online, tutti gli iscritti possono contribuire lasciando le loro opinioni e suggerimenti per le prossime tematiche da affrontare nelle edizioni che seguiranno.

Oggi, più che mai, mi rendo conto di quanto sia importante, in ogni crescita professionale, far
parte di un di network o community da cui prendere esempio e poter condividere le proprie esperienze.

Ora conosciamo la strada giusta da seguire e, grazie a tutti quei progetti che portano lo stesso principio della ICT Education, abbiamo anche i mezzi.

Adesso La ricreazione è finita, è l’ora di tornare tutti in classe.

 – a cura di Samuel Lo Gioco – 

Per informazioni sui prossimi corsi di formazione o per organizzare un corso sul nostro canale potete contattarci allo 0550935400 oppure a marketing@voipvoice.it.

Intervista a Federico Lagni del Festival ICT

Mercoledì scorso, come l’anno precedente, abbiamo confermato la nostra partecipazione al Festival ICT svoltosi a Milano e, anche quest’anno possiamo dire che ne è valsa la pena. Il risultato è stato davvero ottimo: 1.250 visitatori, 57 sponsor, 74 workshop e un focus molto tecnico mirato a professionisti di settore.

Personalmente, dalla mia esperienza di marketing nel settore ICT, posso dire di essere rimasto piacevolmente colpito dal suo format molto “social oriented” così come dallo slogan che già ne anticipava il successo: “il nuovo palcoscenico ICT italiano”. Altro valore che ho potuto constatare è l’accuratezza dei contenuti per un pubblico di operatori di settore e specialisti.

In questa occasione abbiamo anche avuto il piacere di intervistare il fondatore di questa importante iniziativa fieristica, parlo di Federico Lagni:

 federico lagni

Ciao Federico, vorrei subito rompere il ghiaccio chiedendoti di raccontarci le origini ed il percorso che ti hanno portato a essere il Federico Lagni di oggi.

La risposta potrebbe cominciare con il classico “Appassionato di informatica fin da bambino, a scuola sotto il banco avevo le riviste di computer per poi, in quarta e quinta superiore, tenere qualche lezione di Sistemi ai miei compagni, al posto del professore”. Questo a parte, a sedici anni, nel 2003, fondo AreaNetworking.it, un portale dedicato – come suggerisce il nome – al networking ed ai temi strettamente legati (Datacenter, Infrastrutture, sistemistica, etc). Nel 2005 fondo il più grande Cisco Users Group italiano e, nel mentre, mi occupo prima di Infrastrutture Web e poi di Marketing in alcuni system integrator. Nel 2010 fondo il Tesla Club Italy, il club italiano di riferimento per i clienti e gli appassionati di Tesla Motors. Tra la fine del 2012 e l’inizio 2013, invece, penso che in Italia vi sia la necessità di un nuovo evento ICT. Da qui, la nascita del festival.

Oggi ti vediamo come fondatore del Festival ICT, un evento dedicato alle nuove e consolidate tecnologie con un format veramente verticale, ma come è nata questa idea e qual è il suo carattere che lo distingue?

L’idea è nata grazie all’esperienza con AreaNetworking.it. Quest’ultimo mi ha permesso di avere grandissima visibilità nel settore: una quantità enorme di contatti, possibilità di relazionare ogni giorno con nuove aziende: vendor, system integrator, grandi provider. La forte vicinanza al canale ha reso possibile sentire, conoscere ed ascoltare le loro visioni ed opinioni. Tra queste, anche le numerose “malinconie” rispetto agli eventi ICT italiani. Ecco perché spesso definisco il festival ICT come un evento nato letteralmente ascoltando “il mercato”, grazie anche – attività fatta negli ultimi mesi nel 2012 – a tantissimi incontri, chiacchierate più o meno informali e scambi di idee con un numero elevato di persone, in rappresentanza del settore, per cercare di cogliere nel dettaglio le esigenze.

Ogni iniziativa, soprattutto in questo settore, viene costruita per riuscire a portare un messaggio. Qual è il suo?

E’ corretto ed è vero in particolare per il festival ICT. La nostra tesi, che in effetti entrambe le edizioni fatte sostengono, è la grande importanza che ancora hanno gli eventi, se fatti con qualità, cognizione di causa e conoscenza del mercato. Per quanto tutto sia sempre più tecnologico, nulla è ancora sostituibile a una stretta di mano tra persone con interessi reciproci, all’interno di un evento professionale, business e ricco di contenuti.

Quali novità ci ha riservato quest’anno il Festival ICT?

Quest’anno, visto l’esito positivo anche della seconda edizione, abbiamo ricambiato location per spostarci, ancora, in una location più grande. Avremo, quindi, il doppio della superficie dell’edizione 2014, una sala speech ulteriore, più contenuti, l’aumento delle community ICT in Arena e l’area Web Advisor ovvero lo speed dating tra consulenti Web ed il pubblico. Per il resto… basta aver partecipato al festival ICT 😉

Guardando a un futuro prossimo, pensi che il Festival ICT avrà uno sviluppo territoriale che lo vedrà presente anche in altre città italiane o resterà consolidato a Milano?

La domanda riguarda un tema estremamente sensibile per un evento come il nostro. Abbiamo nella lista delle ipotesi vari potenziali sviluppi. Attualmente però è decisamente troppo presto per avere già decretato ciò. Resta certo che Milano è la capitale della tecnologia e dell’ICT quindi sicuramente per alcune altre edizioni non varieremo la città.

Sono anni che osservi da un punto di vista privilegiato la crescita di molte aziende nel settore ICT, che idea Ti sei fatto nell’approccio al mercato di questi protagonisti?

Penso sempre che l’ICT sia enorme e che le logiche che lo regolano siano davvero molte, tanto da rendere l’ICT addirittura – a volte – troppo vario e diverso al suo stesso interno. Ritengo che le aziende presenti nel nostro paese facciano un lavoro grandioso perché, indirettamente,
contribuiscono fortemente all’innovazione tecnologica e all’alfabetizzazione digitale. E non è esagerato, credo sia così realmente. Portare, spesso all’interno di piccole e medie imprese, determinate novità significa trainare il comparto verso l’aumento dell’efficienza in azienda: risparmi economici ma anche di tempo, ottimizzazioni, maggiore agilità e velocità di azione… tutte caratteristiche che rendono più competitive le imprese.

Una Tua considerazione di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT?

Io vedo due particolari sviluppi: il primo sul Cloud, il secondo sull’IoT. Il Cloud sarà sempre più pervasivo e riguarderà un numero crescente di software e applicazioni, da qui il forte sviluppo del SaaS. Tutto sarà sempre più su Cloud, non solo alcune limitate componenti del nostro lavoro quotidiano. Tutto più as a service, tutto più always on. L’IoT, invece, che promette forti sviluppi anche nel consumer, permetterà a molte aziende B2B di poter inizialmente raddoppiare il proprio lavoro, grazie all’enorme trasversalità che quel “things” rappresentata.

Infine, la domanda di rito: Cosa ne pensi del VoIP e cos’è per te il VoIP?

Il VoIP. Tutti dicono sia esploso agli inizi degli anni 2000. “La rivoluzione della voce su IP”. Io invece credo che tutto ciò debba ancora succedere. Dico questo perché il VoIP è una tecnologia che si integra fortemente con le componenti IT e TLC… componenti che 10 anni fa erano ancora assolutamente molto indipendenti. Oggi invece nell’ICT tutto è sempre più convergente (e lo dimostra anche il logo del festival ICT). E’ proprio in questo momento che le tecnologie VoIP, complice anche il miglioramento progressivo della situazione della banda larga, potrà avere il proprio vero esordio.

Bellissimo incontro, un punto di vista veramente interessante che ci aiuta a riflettere su quello che offrirà il futuro. Viene da pensare che lo slogan di questa nuova era tecnologica sarà “convergenza”. Un insieme di sistemi con intelligenza avanzata che vedrà come obiettivo semplificare i processi lavorativi.

Ascoltando le risposte di Federico mi viene in mente una frase storica del buon Steve Jobs dove lo stesso vedeva nella tecnologia “un’estensione naturale dell’individuo”. Questo è realtà, questo è lo splendido futuro che ci aspetta.

– Intervista a cura di Samuel Lo Gioco –

Ecco il nostro Diario Fotografico del Festival ICT:

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