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La Parola al Tecnico. Intervista a Mattia Sodi

Una parola tira l’altra e raccontarsi diventa un gioco. Quella che torniamo a proporre questa settimana è un’intervista insolita: pragmatica, diretta, d’impatto. Ospite di oggi della rubrica “La Parola al Tecnico” è Mattia Sodi di IBS Service. Sul piatto dieci parole che abbiamo scelto per conoscerlo meglio; a lui il compito di afferrarle al volo e… giocare la sua partita.

Fischio di inizio, avanti. La palla, anzi, la parola al tecnico.

Con un tecnico non possiamo che partire da INFORMATICA. Quanto è stata importante per te, nel tuo percorso lavorativo?

Su una scala da 1 a 10 sicuramente 10. Finiti gli studi iniziai a lavorare in un’azienda come assemblatore di pc e server aspettando il servizio militare, ed è lì che è cominciato tutto. In testa avevo l’idea di diventare promotore finanziario poi invece è scoccata la scintilla per l’informatica. La voglia di imparare e studiare cose sempre nuove hanno fatto il resto. Adesso dopo tanti anni sono sempre qui, a studiare e costruire!

Da INFORMATICA passiamo a TECNOLOGIA

La tecnologia mi porta alla parola cambiamento. Se penso a come ascoltavo la musica da bambino con cassette e dischi, oppure ai primi videogiochi, e mi guardo intorno adesso mi vengono i brividi. Se confronto il mio primo cellulare e lo smartphone che ho adesso tra le mani sembrano passate due vite intere. Qualche anno fa se non avevi gli sms illimitati era un problema. Oggi abbiamo a disposizione strumenti molto più veloci e ricchi di contenuti. Mi piace vedere l’espressione dei miei figli quando tiro fuori la tecnologia del passato. Provateci!

Se ti dico VoIP? Parola familiare…

Non sono un “giocatore” ma questa scommessa credo di averla vinta. Quando mi sono dedicato allo studio della tecnologia VoIP all’inizio era tutto difficile. I primi apparati erano molto indietro e nemmeno lontanamente paragonabili all’analogico…ma vidi subito che la direzione sarebbe stata quella. Sono serviti diversi anni ma adesso finalmente possiamo toccare con mano soluzioni affidabili, sicure e con molte possibilità in più. Oggi la mia attività professionale è in gran parte dedicata al VoIP. La prossima sfida quale sarà?

IBS SERVICE

Dico IBS Service e mi viene in mente la parola sogno. Penso ad un ragazzo di soli 22 anni che apre la partita iva e che pian piano costruisce qualcosa che poi è cresciuto nel tempo. Una realtà che oggi riesce a mantenere la famiglia, i collaboratori e che ogni giorno cerca soluzioni nuove per i propri clienti. Se mi guardo indietro in IBS Service penso alla gioia del primo cliente, penso alle difficoltà superate quando non mi conosceva nessuno, agli errori che fanno crescere. Inoltre penso a come è cambiata l’azienda negli anni. Inizialmente avevo l’idea di azienda di informatica a 360 gradi che potesse fornire ogni tipo di servizio, dal sito web al gestionale, dalla consulenza sistemistica allo sviluppo software. Poi mi sono reso conto che era necessario specializzarsi, stringere collaborazioni con aziende che rappresentavano il meglio nei vari settori. Ed è stato il salto.

OBIETTIVI

Un concetto che va di pari passo con organizzazione. Credo che per mandare avanti un’azienda al giorno d’oggi non siano sufficienti solo gli obiettivi e la capacità di rispettarli nei tempi. Bisogna avere competenza nei vari settori strategici quindi: una buona dose di competenze tecniche, capacità relazionali e marketing. Una buona dose di competenze legali e fiscali/amministrative…e molto altro! Serve un mix di ingredienti che fortunatamente si possono apprendere con lo studio.

Sulla scia dei ricordi, ti dico IERI

In realtà molto di ieri ho già detto. Credo che il passato di ogni persona sia importante per scegliere chi si vuol diventare domani. Se qualcosa non ci piace per migliorarla dobbiamo cambiarla, agire diversamente altrimenti il risultato sarà sempre lo stesso. Quindi “IERI” è il nostro miglior alleato per il “DOMANI”.

Da IERI passiamo ad OGGI

Penso ad oggi e la mente corre alla mia famiglia. Penso alla pazienza di mia moglie che mi sopporta anche durante le sere di lavoro o studio. Che mi ascolta e supporta in ogni mia nuova idea o voglia di creare qualcosa di diverso. E poi ci sono loro. Duccio e Sofia, i miei figli, che crescono, che mi sorridono, che imparano cose nuove ogni giorno e mi insegnano moltissimo! E’ uno scambio continuo!

INNOVAZIONE a cosa associ questa parola?

La associo alla parola visione e a tutti gli strumenti necessari per raggiungere un obiettivo, un cambiamento. In meglio ovviamente.

Futuro fa rima con CLOUD. Sei d’accordo?

Forse è questa la prossima scommessa da vincere. I servizi cloud sono già una realtà di mercato. Li proponiamo da qualche anno. Tutto si sta spostando sulla nuvola. Sicuramente l’aumento di banda a disposizione di ognuno di noi favorisce e favorirà sempre più il cloud. Credo però che a questa tecnologia si dovrà affiancare sempre di più la parola SICUREZZA che viene continuamente messa in secondo piano dai clienti e spesso anche dagli addetti del settore. Solitamente con le nuvole arriva la pioggia quindi se non vogliamo un futuro di alluvioni dobbiamo investire in cyber security.

Se dovessi scegliere tu una parola chiave che ti rappresenta?

Direi CURIOSITA’. Questo è sempre stato il filo conduttore che mi ha portato dove sono oggi e che traccia la strada per il mio domani. La curiosità mi spinge a cercare risposte alle domande, ad inventarmi il lavoro, a cercare di capire come migliorare sia professionalmente sia nei rapporti con le persone che ogni giorno ho la fortuna di incontrare.

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti

 

Mattia Sodi ci offre assistenza sui seguenti prodotti: 3CX, Patton, SPA 112 e 122, FRITZ!Box e Zyxell.

Per contatti e informazioni:

m.sodi@ibsservice.it,

www.ibsservice.it,

tel. 055661774.

 

Venti Domande a…Maurizio Dozio di Dozio System

La sua storia nel mondo delle telecomunicazione parte da lontano, è una questione di dna. Tra telefoni e macchine per ufficio, Maurizio Dozio ci è cresciuto e crescendo, con determinazione, ha portato avanti l’azienda di famiglia. Arrivando ad oggi e facendo sua la Dozio System (di cui è direttore commerciale), raccogliendo il testimone e i buoni frutti di un lavoro iniziato a fine anni ’50. Diviso tra impegni lavorativi e familiari, Maurizio non rinuncia alle sue passioni più grandi. Da esperto di ICT , riposto il pc, l’informatico veste i panni di addestratore… di pastori tedeschi. Difesa e obbedienza al posto di VoIP e connettività. Torna il nostro angolo delle interviste e con lui tutte le curiosità sui partner VoipVoice. Oggi voliamo a Lecco.

1. Chi era Maurizio da piccolo?

  Un bambino curioso e intraprendente

2. E che uomo è diventato adesso?

Un felice padre di famiglia, marito premuroso, un piccolo -ma orgoglioso- imprenditore con diverse responsabilità. Peccherò di presunzione ma penso di essere stato in grado di risolvere sino ad ora un bel po’ di situazioni. Ho diverse persone che dipendono da me.

3. Quali erano le tue aspirazioni?

Volevo creare un’azienda che producesse componenti elettronici. Poi metter su famiglia ed essere in grado di fa vivere decorosamente me ed i miei cari.

4. Come sei approdato al mondo dell’ICT?

Questione di dna, ci sono nato. L’azienda è stata fondata da mio padre Giuseppe.

5. Ricordi la prima volta che hai navigato in internet?

Sì, certo.  Con modem a 14.4kBps PC386SX, con Win3.11. Eravamo a metà degli anni ’90.

6. E quando per la prima volta hai avuto a che fare col VoIP?

Nel 2006 con Messagenet e con vari provider gratuiti.

7. Come hai conosciuto VoipVoice?

Tramite 3CX. Ho conosciuto Simone Terreni e conservo ancora gelosamente la prima mail che ci siamo scambiati.

8. Chi è stato il primo cliente a cui hai istallato VoipVoice?

La Dozio System! Abbiamo giocato in casa. Tutto ciò che vendiamo, prima di proporlo ai clienti lo testiamo su di noi.

9. Quando è nata la tua azienda?

Dobbiamo guardare indietro, nel lontano 1959.

10. Cosa fa?

Sistemi, macchine e arredi per ufficio, noleggio e vendita di computer, server, software, fotocopiatrici, impianti telefonici VoIP, ma anche videosorveglianza IP, hardware e software per bar, ristoranti, hotel. E molto altro ancora.

11. Dove opera?

Lecco e provincia principalmente. Ma negli ultimi anni ci siamo allargati anche in altre Regioni come Piemonte, Veneto e anche la Svizzera.

12. Cosa fai nel tempo libero?

Mi diverto ad addestrare cani: obbedienza e difesa, in particolare sui pastori tedeschi. Non a caso sono Vicepresidente della Società Amatori Shaferhunde Longobarda. Oltre a questo, mi impegno nel sociale in qualità di organizzatore di eventi e feste popolari nel mio paese di residenza, Santa Maria Hoe’ sulle colline brianzole, 2200 anime. Mi diletto a coltivare l’orto e curare il giardino. Dopo un decennio, deluso, ho abbandonato la politica, altra mia passione.

13. Una cosa indispensabile per te?

La Famiglia.

14. Cosa ti rende felice ?

Sarò ripetitivo, lo so. Ma tornare a casa la sera e vedere i miei 3 figli, parlare con loro di quello che è successo durante la giornata, che sia bello o brutto e riuscire a dar loro consigli per affrontare la vita, mi appaga parecchio.

15. E cosa invece ti fa arrabbiare?

L’ipocrisia, l’opportunismo mascherato da amicizia, la demagogia.

16. Ti saresti mai immaginato nel ruolo che ricopri oggi?

Francamente sì.

17. Dove ti vedi fra cinque anni?

Nella stessa veste di oggi. Alla mia età è troppo tardi per cambiar mestiere. Sono comunque soddisfatto di quello che ho fatto fino ad ora.

18. Una tua considerazione di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT…

Diventerà un mercato sempre più competitivo, che ahimè, come già sta succedendo, sarà preda di tanti, troppi “millantatori”. Questo però non può far altro che spronarmi ancora di più, per offrire ai clienti soluzioni sempre più affidabili ed efficienti. Continuerò a farlo con la professionalità che ha distinto la mia azienda, i miei collaboratori e i miei fornitori, in oltre 50 anni di attività.

19. Infine la nostra domanda di rito. Cosa è per te il VoIP?

Oltre che un’opportunità di business è uno stimolo ad imparare, e mi ha permesso di conoscere delle belle persone!

20. Un obiettivo che ti sei dato per questo 2017?

Crescere e apprendere ancora, consolidare la mia azienda e renderla sempre più attenta e vicina al cliente.

Mai dimenticare da dove si viene… se si vuol capire meglio dove andare. La storia della famiglia Dozio merita un focus a parte. Se ci fosse un marchio distintivo, il loro sarebbe composto dalle iniziali MD. I fratelli Dozio sono Maurizio, Massimo e Monica. A separarli ci sono 7 anni di differenza. “I miei genitori – scherza Maurizio- erano dei calcolatori già ai tempi. Appena si avvicinava la crisi del settimo anno sistemavano le cose…a modo loro“.

La prima apparecchiatura per ufficio ad essere venduta (una macchina da scrivere) è ancora custodita come fosse un pezzo da museo. Forte delle sue origini la Dozio System è oggi attenta alle innovazioni tecnologiche di settore. L’elisir di lunga vita però è top secret.

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti

 

Dozio System è un Rivenditore Certificato VoipVoice Doctor.

Questi sono i suoi contatti:

C.so E. Filiberto, 8
23900 Lecco LC

Tel e fax: +39 0341 421836
Email: info@doziosystem.it
Web: www.doziosystem.it

 

Chi VoIP mangia le Mele

INSPIRATION: Nel 1969 la Piaggio realizzò lo spot che rivoluzionò la pubblicità in Italia. Il pubblicitario fiorentino Gilberto Filippetti, ebbe l’idea di uno slogan guardando i giovani che nel  68 stavano contestando il grigio mondo degli adulti. “Chi Vespa mangia le mele, chi non Vespa NO!” In pratica chi andava in Vespa trasgrediva, cambiava le regole, un modo per far sentire ai giovani di condividere le loro istanze ed essere dalla loro parte, introducendo un linguaggio nuovo. Oliviero Toscani lo ha definito un colpo di genio che i creativi inseguono ancora; il disegnatore di fumetti Guido Crepax fece dire al suo personaggio Valentina: Chi Valentina mangia le mele; Vasco Rossi cita esattamente lo slogan nella canzone Bollicine: coca cola chi/coca cola chi vespa mangia le mele/coca cola chi?!?/coca chi non vespa più e mangia le pere…Qualcuno sostiene che la mela stilizzata con un morso perfettamente rotondo realizzata da Filippetti sia stata essa stessa di ispirazione per il logo della Apple. In fondo l’azienda di Steve Jobs nacque sette anni dopo.

CONCEPT: Il Video vuol essere un omaggio allo spot della Piaggio degli anni 60. Una mela diventa la terra, un fascio luminoso ci porta sulla terra, primo piano di tutti i componenti di VoipVoice che mangiano una mela, un fascio luminoso unisce tutti personaggi, ad ognuna una scritta differente che rappresenta una scelta, un modo di essere, un vantaggio. Chi sceglie il VoIP sceglie queste cose. Il fascio torna nello spazio e la terra diventa una mela mangiata.

CLAIMS: Scegli l’Innovazione. Scegli il Risparmio. Scegli di Trasgredire. Scegli di essere Efficace. Scegli di essere Te Stesso. Scegli la Mobilità. Scegli di superare i tuoi Limiti. Scegli il Futuro. Scegli l’Affidabilità. Scegli il Cambiamento. Scegli la Convergenza. Scegli la Flessibilità. Scegli di essere Smart. Scegli di cambiare le Regole. Scegli il VoIP. Chi VoIP mangia le mele.

CREDITS
Realizzazione video: PROFESSIONAL VIDEO EMPOLI

Attori: Simone Terreni, Parminder Kaur, Alessia Rustichini, Valentina Maionchi, Roberta Terrasi, Serena Masoni, Matteo Martellacci, Edoardo Ventrelli, Luigi Poli, Martina Giacomelli, Samuel Lo Gioco, Ylenia Cecchetti, Gabriele Nannotti, Linda Mezzotero e Alberto degli Alessandri.

Location: VoipVoice Srl

Music from SoundCloud: James Carter x Levi Remix [Shape of You – Ed Sheeran]

Buona Visione, Buon VoIP

Venti Motivi per passare al VoIP

  1. RISPARMIO: Il VoIP permette di risparmiare sulle tariffe telefoniche specialmente verso l’estero.
  2. RIDUZIONE COSTI: Il VoIP permette di ridurre i costi dei canoni telefonici. Un numero VoIP costa molto meno di una linea tradizionale analogica o ISDN.
  3. INVESTIMENTO: Il VoIP permette di riprendere dopo pochi mesi i soldi spesi per acquistare un’infrastruttura che possa permettere di fare chiamate in digitale.
  4. FLESSIBILITÀ: Il materiale Hardware standard SIP come server, gateway, telefoni possono essere riutilizzati anche successivamente.
  5. AFFIDABILITÀ: Col servizio di Backup (quando va giù l’ADSL e il numero non è registrato) le chiamate possono essere deviate su qualsiasi altro numero cellulare o fisso che sia, senza perdere nessuna chiamata.
  6. NON CAMBIA NULLA: Col VoIP possono essere mantenuti tutti i numeri della telefonia tradizionale (Portability) e tutti i servizi quali la Selezione Passante o il GNR (il Gruppo Numerazione Ridotta).
  7. SENZA PENSIERI: Con le offerte flat, che riguardano sia i canoni, sia il traffico, sia eventuali apparati, il cliente sa esattamente cosa spende ogni mese senza brutte sorprese.
  8. DAL PICCOLO AL GRANDE E VICEVERSA: Il numero di canali di un numero VoIP può variare senza cambiare il costo e senza fare nuove installazioni. Se l’azienda è piccola e cresce o se è grande e deve ottimizzare non ci sono né oneri né modifiche.
  9. MOBILITÀ: Un numero VoIP lo porti ovunque, su dispositivi mobili come tablet e smartphone, sul treno, in hotel, all’estero. Il VoIP è la soluzione perfetta per lo Smart Worker.
  10. INTEGRAZIONE: Il VoIP si integra perfettamente, tramite degli apparati come i Gateway, a qualsiasi situazione analogica di un’azienda.
  11. SUPER PARTES: Il VoIP va bene con qualsiasi tipo di Connettività, non importa sostituire tutta l’infrastruttura del cliente se i collegamenti sono adeguati.
  12. NUOVI IMPIANTI: Il VoIP è perfetto per chi cambia sede o crea un nuovo ufficio dal nulla. I Centralini IP costano meno di quelli tradizionali e danno molti più servizi.
  13. MULTISEDE: Il VoIP è perfetto per i clienti che hanno più sedi. Con il VoIP si telefona Gratis per sempre tra le sedi.
  14. INNOVAZIONE: Chi installa il VoIP innova non solo la propria azienda ma decide di passare dall’analogico al digitale innovando tutto il paese.
  15. CONVERGENZA: Il VoIP permette di avere un unico referente per i dati e la fonia.
  16. VERSATILITÀ: Con il VoIP è possibile cambiare impostazioni o da remoto o con dei semplici pannelli, adattando le esigenze molte velocemente senza la necessità di un tecnico.
  17. PRIVACY: Le telefonate VoIP sono sicure e possono essere criptate senza avere il timore di intercettazioni.
  18. FUTURO: Il VoIP è il futuro delle TLC, non solo per i servizi ma per un obbligo di legge che costringe tutti gli operatori a fare l’interconnessione alla rete IP. La rete Telefonica Italiana è già tutta in VoIP.
  19. UNIFIED COMMUNICATION: Tutta la comunicazione di un’Azienda (Comunicazione Unificata) grazie al VoIP può passare da un’unica piattaforma integrata: chiamate, chat, video chiamate, fax, mail, social, sms, etc.
  20. PRODUTTIVITÀ: Grazie ai nuovi servizi, grazie al VoIP tutto diventa più semplice, più efficace, si può monitorare tutto, si può essere più produttivi permettendo alle aziende di rimanere al passo con i tempi e rimanere competivi sul mercato.

Prova il VoIP

 

Ho preso appunti, vi racconto una storia. Ma stavolta è la mia.

“Scrivere un articolo di presentazione? Cioè, io che parlo di me? No. Non posso proprio farcela”. E invece eccomi qui. Alle prese con uno dei miei limiti più grandi, mettermi a nudo. Forse è anche per questo, inconsapevolmente, che ho scelto di seguire la strada del giornalismo e della scrittura in generale. Per arrivare, pagina dopo pagina a raccontare quello che a voce non esce. Si chiama comunicazione e io, 29 anni, in tasca una laurea in lingue e letterature straniere e all’attivo 4 anni (sudati ma appassionati) da giornalista pubblicista, manco a farlo apposta ho deciso di giocarmi proprio questa carta. Paradossale, no?img-20160219-wa0004

Mi chiamo Ylenia Cecchetti, fiutare nell’aria l’odore di una notizia e cercare di raccontarla al meglio è quello che faccio più o meno tutti i giorni. L’ho voluto o è capitato? A volte è la vita che sceglie per te, ma tutto, alla fine ritorna ad esser perfetto. E credo che il percorso intrapreso – con una buona dose di scetticismo iniziale, che poi ha lasciato spazio ad un entusiasmo travolgente – sia quello fatto per me. “Il bello di questo mestiere è che si affronta un esame ogni giorno” , parola di Montanelli. Ci sono prima l’adrenalina, poi un bel carico di responsabilità, e infine una valanga di limiti da superare,  a livello personale e professionale.

Parlare di giornalismo oggi significa pensare a nuove forme di racconto, di linguaggi e tecnologie diverse. E significa parlare di storytelling, una delle più antiche arti di comunicazione, ma anche il marchio di fabbrica di VoipVoice, il suo punto di forza; ecco cosa mi ha portato qui. Come da copione,  ho raccontato per lavoro la storia di un “menestrello 2.0” alla guida di un’azienda leader nel settore delle telecomunicazioni. Un ambiente giovane, dinamico dove si  fa  VoIP, si trattano le Unified Communications. Un mondo così lontano dal mio. Se la passione per le storie ha accomunato fin dal primo istante me e Simone Terreni, a dividerci un secondo dopo è stato il mio gap sul piano delle tecnologie.

VoIP, questo sconosciuto. Parliamo due lingue diverse, io carta e penna, Simone tutto smartphone e hi-tech. Io sono abituata a metterci la firma, lui la faccia. Io silenziosa, lui un fiume in piena. Io non ho orari, non ho schemi, rispetto le scadenze ma ci arrivo all’ultimo tuffo. Lui meticoloso, calcolatore, maestro della pianificazione e del time management. Un concetto astratto per una che si trova, spesso, a scrivere la notte. Ma l’affare è fatto e il mio (fresco) ingresso in VoipVoice è stato l’ennesimo limite da superare. Un atto di coraggio sul piano personale che tradotto significa “Convertiti al mondo degli hashtag, dei social che non sai nemmeno che esistono, mastica parole incomprensibili e impara una volta per tutte a capire questa benedetta tecnologia. Ah. Molla l’agenda, prenditi un pc di ultima generazione e vedi di farci amicizia”. E’ ancora tutto work in progress, ci stiamo lavorando ma… Sfida accettata.

me

Da qualche mese mi occupo di Press & Communication per VoipVoice. Un impegno preso con l’affanno, l’ansia di chi si siede al banco il primo giorno di scuola e deve imparare l’abc.

Aforismi e massime non mi convincono, lo ammetto. Ma  sulla filosofia di Goethe del “Senza fretta ma senza sosta” mi sono dovuta ricredere. Io mi sento così. E’ così che si tagliano i traguardi più importanti. Poco incline ai cambiamenti drastici, non mi sono mai risparmiata sugli impegni presi, portati avanti con serietà, coscienza, costanza e determinazione.  Siccome non ci si conosce mai abbastanza (e di noi stessi ci si può sempre stupire) di recente ho maturato una consapevolezza: se sono troppo libera mi perdo. Se sono sotto pressione do il meglio di me. Per questo il patto stretto con VoipVoice va alla grande, una pioggia di stimoli nuovi. Circondata da un team eccellente e pronto a lanciare il salvagente ogni volta che annaspo in mare aperto, ho cominciato a seguire la comunicazione dei progetti per VoipVoice, uno dietro l’altro.  Realizzo comunicati stampa, reportage degli eventi, mi occupo delle interviste ai professionisti che ruotano attorno al settore Ict, curo la rassegna stampa e la creazione dei contenuti. E mi sembra un universo un po’ meno ostile, oggi.

Contraddizioni? Infinite.  Scrivo tanto e parlo poco, perché ad ogni singola parola do un grande peso. Sono viaggio-dipendente ma ancora (e da sempre) vado in crisi se si tratta di ripiegare in 4 le city map. Un futuro in questo ambito? Mai dire mai. Ci sono tanti limiti che non pensavo di superare, eppure è successo.  VoipVoice è un ottimo punto di partenza e il VoIP, come mi hanno confessato diversi manager intervistati in questi mesi, è una grande opportunità. Anche e perché no, La Mia.

-Ylenia Cecchetti-

Informazioni: Potete contattare Ylenia Cecchetti a ufficiostampa@voipvoice.it

Don’t let me down

Buongiorno a tutti!

Oggi mi faccio rappresentante del mio reparto, Customercare e Assistenza Tecnica di Primo Livello, per parlarvi di una modifica che abbiamo voluto implementare al nostro orario lavorativo.

Come tutti sapete gli uffici VoipVoice sono aperti dal Lunedì al Venerdì dalle 09:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00 e come abbiamo sempre detto siamo un’azienda in crescita; questo vuol dire che aumentano i contatti, le attivazioni e per forza di cose le segnalazioni che riceviamo quotidianamente.

Negli ultimi tempi ci siamo imbattuti in contatti da parte dei nostri partner e clienti oltre l’orario “standard” di lavoro e allora ci siamo trovati felici di poterci migliorare anche in questo: l’orario di lavoro attuando un piano di reperibilità che vi permetta di avere un tempestivo feedback da parte nostra anche oltre quello che abbiamo indicato come “orario standard”.

Ma prima di spiegarvi maggiori dettagli voglio fare un esempio per evidenziare questa buona nuova, all’apparenza banale, ma che fa molta differenza ed è per noi fonte di grande soddisfazione.

Nel nostro settore, nel mio reparto, riceviamo principalmente segnalazioni di guasti e richieste di verifica del servizio da noi fornito ai nostri 6000 clienti e ovviamente siamo sempre pronti Parminder, io e i nostri tecnici a dare un feedback nel minor tempo possibile.

Ma mettere il caso che qualcuno abbia necessità di contattarci un venerdì sera alle 18:34?

Ecco cosa succedeva PRIMA:

0001

  • Il cliente chiama
  • Nessuno risponde
  • Il cliente non è contento e non è soddisfatto del servizio che ha scelto

Succede quindi che se il cliente ha bisogno di chiamarci, deve aspettare Lunedì alle 09:00 per poterlo fare.

La segnalazione, Lunedì alle 09:00, sarebbe stata gestita con più nervosismo da parte del cliente, se non peggio, con poca soddisfazione da parte sua per la scelta del suo operatore.

Noi avremmo gestito tutto al meglio ma si sa che per acquisire fiducia ci vogliono mesi, per perderla basta pochissimo.

E questo esempio può rappresentare questo intacco nel rapporto di fiducia tra il cliente e noi.

Noi amiamo il nostro lavoro, cerchiamo sempre di migliorarci: dal modo di porci, alle tempistiche, ai servizi sempre aggiornati e studiati su misura del singolo cliente.

Abbiamo immaginato la stessa situazione di prima pensandoci invece prontamente rintracciabili:

0002

Quindi:

  • Il cliente ha una segnalazione da farci
  • Noi siamo rintracciabili e procediamo subito con le verifiche
  • Il cliente è contento e soprattutto è soddisfatto del servizio che ha scelto

E allora ecco che abbiamo deciso di prolungare il nostro servizio operativo; siamo infatti reperibili all’indirizzo support@voipvoice.it:

  • dal Lunedì al Venerdì dalle ore 18:00 alle ore 22:00
  • Sabato dalle ore 09:30 alle ore 11:30 e dalle ore 14:30 alle ore 16:30
  • Domenica dalle ore 09:30 alle ore 11:30

Grazie per l’attenzione,

Roberta Terrasi.

Venti domande a…Roberto Lorenzetti di Siseco

Il nostro angolo delle interviste va avanti senza sosta: obiettivo della missione? Andare alla scoperta delle vite dei protagonisti dell’ “operazione 20 domande” mettendoli alla prova su più fronti. Chiediamo loro, di volta in volta, di parlarci a cuore aperto, raccontarci cosa hanno sognato da bambini, cosa si aspettano oggi che sono a capo di aziende importanti; come trascorrono le giornate tra lavoro, passioni e vita privata. Aneddoti, curiosità e “confessioni” inaspettate che questa volta riguardano…Roberto Lorenzetti. Benvenuti nel suo mondo.

  1. fotoChi era Roberto da piccolo?

Un piccolo matematico già appassionato dell’informatica. Ho iniziato con il Videopac G7400plus e Qbasic a soli 8 anni. 

2. E che uomo è diventato adesso?

‎Un papà che si diverte con le figlie, con l’impresa che ha creato e che è sempre desideroso di imparare. A tempo perso,  persino ingegnere!  

3. Quali erano le tue aspirazioni?

Inizialmente come tanti da piccolo sognavo di fare il pilota ma mi sono fermato ai kart.  Poi però gli studi e la voglia di lavorare si sono concretizzati nel settore in cui opero ancora oggi.

4. Come sei approdato al mondo dell’ICT?

Appassionato fin da piccolo, ho sempre giocato e poi lavorato in questo ambito, prima nell’hardware poi nel software e nei database.

5. Ricordi la prima volta che hai navigato in internet?

Certo. Al Politecnico di Milano, 1993, con Mosaic. Uno dei primissimi browser per il WWW. 

6. E quando per la prima volta hai installato il VoIP?

Si. Qualche problematica tecnica dovuta all’immaturità della tecnologia e delle infrastrutture ma è stata una bella scoperta.

7. Come hai conosciuto VoipVoice? 

Cercando sul web un partner dedicato a fornire servizi Voip specifici in ambito B2B.

8. Chi è stato il primo cliente a cui hai istallato VoipVoice?

Noi ovviamente. Come sempre si prova all’interno prima di offrire al nostro mercato una soluzione di cui si ha piena conoscenza dei vantaggi. 

9. Una tua considerazione di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT?

Il trend è già evidente. La voce su IP è ormai disponibile su pc e in mobilità in vari modi. È solamente la burocrazia, con la normativa e il protezionismo a frenare il fenomeno. WhatsApp, Skype, Webex ed altri strumenti mettono in discussione rapidamente paradigmi consolidati. Mi auguro sarà il servizio al cliente a fare la differenza, altrimenti la globalizzazione delle soluzioni applicative e il cloud vedranno facilmente in vantaggio i consueti colossi made in Usa. 

10. Quando è nata la tua azienda?

Nel 1987. Quasi trent’anni fa. Io sono entrato una decina di anni più tardi. 

11. Cosa fa?

Sviluppo di soluzioni cloud per migliorare i processi di marketing , salesforce, post vendita e Contact Center. All’interno di questa realtà oggi sono l’amministratore delegato. 

12. Dove opera?

Da Milano operiamo in tutta Italia. 

13. Cosa fai nel tempo libero?

Il papà e un po’ di sport per tenersi in forma. 

14. Una cosa indispensabile per te?

La famiglia, oltre alla salute. 

15. Cosa ti rende felice ? 

Veder realizzati i progetti che ho inventato dal nulla. 

16. E cosa invece ti fa arrabbiare?

Chi vuole fare con i soldi degli altri, senza rischiare. 

17. Ti saresti mai immaginato nel ruolo che ricopri oggi?

Lo ammetto, sì.

18. Dove ti vedi fra cinque anni?

Sempre alla guida di un giovane gruppo al servizio del cliente, allineato con le novità di mercato e pronto ad accogliere tutte le novità ICT. 

19. Infine la nostra domanda di rito. Cosa è per te il VoIP? 

È una tecnologia essenziale già vecchia. Ma dato che per il mercato è innovazione la cavalchiamo. Come tutti sappiamo, esistono già soluzioni di comunicazione collaborativa nettamente più avanti del VoIP che sembra un po’ come il digitale terrestre per la televisione: una tecnologia intermedia per la serie “vorrei la tv via cavo ma non posso”. Certo, molto meglio del vetusto doppino telefonico, dato che rende flessibile il numero di linee e agevola la portabilità del servizio…

20. Un obiettivo che ti sei dato per questo 2016?

Investire per crescere, consolidando le nostre soluzione sul mercato. Il gruppo gestisce quasi mille clienti tra medie imprese e Contact Center e la necessità di inseguire le novità di mercato è tale che crescere è l’unica possibilità. Nel percorso di crescita vogliamo coinvolgere anche i nostri clienti attraverso un utilizzo intenso di piani di formazione erogati tramite Web.

Salutiamo Roberto ringraziandolo per il tempo che ci ha regalato e per averci fatto assaporare un po’ delle sue giornate. “Investire per crescere” è l’augurio che anche noi gli facciamo per il futuro. Quello della crescita, dopotutto è un tema ricorrente in questa chiacchierata. Pilota mancato, da piccolo matematico si è trasformato in papà ingegnere e crescendo ha dimostrato che una cosa nata per gioco può diventare un lavoro davvero. Un bell’incoraggiamento a credere nelle proprie potenzialità e a metterle a frutto studiando…e divertendosi.

– Intervista a cura di Ylenia Cecchetti

Siseco, Rivenditore Certificato VoipVoice Doctor, è un’azienda leader nel settore ICT e sviluppa soluzioni rigorosamente “Made in Italy” per i processi di Sales, Support, Contact Management e Analitycs.  Questi i suoi contatti:

SISECO Srl

Corso Sempione, 270
20028 San Vittore Olona (MI)
Tel: 800944599
Fax 0331935151
Email: commerciale@siseco.it
Web: www.siseco.it

 

Venti domande a…Guido Vanni Olivetti

Un cognome che, come ci dice la storia, fa rima con calcolo, elettronica e innovazione, e una passione sfrenata per i fuochi d’artificio. Testardo, determinato e di una simpatia travolgente. L’ha sempre vinta lui, “capperi” – l’intercalare tipico del biellese ha contagiato anche me- E’ un entusiasta della vita, se la vive in piena libertà là sulla “sua” montagna, dalla quale scende come fosse un super eroe se a valle ci fosse bisogno del suo intervento. Eccome se ce n’è.  Sogna ancora, Guido Vanni Olivetti: alla soglia dei 70 anni pensa a quel giro nello spazio che non è ancora riuscito a fare. E’ un personaggio tutto da scoprire: abbiamo provato a farlo ospitandolo nel nostro angolo delle interviste. Il botta e risposta, oggi, è tutto per te Guido.

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  1. Chi era Guido da piccolo?

Il “Guido da molto piccolo” seguiva il nonno, che era architetto e scultore di arte funeraria e abitazioni particolari. Realizzava cappelle cimiteriali, chiese e santuari in giro per l’Italia settentrionale.  Andavo dietro a mio nonno materno, insomma, gli davo una mano come potevo.

 

2. E che uomo è diventato adesso?

Sono sempre stato molto introverso, fino al 2000, l’anno della svolta. Prima non avevo neppure il coraggio di presentarmi in giro, parlare con gli altri. Dopo il mio ingresso in Croce Rossa qualcosa è cambiato. Sono partito come un razzo, parlo con chiunque anche se con l’italiano ogni tanto inciampo un po’. Se oggi sono un buon comunicatore, comunque lo devo anche a Simone Terreni dal quale mi piace prendere spunto…

3. Quali erano le tue aspirazioni?

Ho sempre pensato “Un giorno avanti”, questo potrebbe essere il mio motto. Pensavo una cosa, e poi la vedevo realizzata dai grandi network. Non a caso sono uno dei fondatori della prima tv libera in italia nel biellese, nel ‘72. Il mio cervello vive proiettato al domani; questo è il segreto per mantenersi vivi ed eternamente giovani.

4. Come sei approdato al mondo dell’ICT?

Nel ‘95 mi sono guardato intorno e ho visto che si parlava di internet come un qualcosa di lontano, quasi irraggiungibile. Mi sono buttato e ho iniziato a fornire internet (con niente) a tutto il biellese quando bastava solo una piccola connessione telefonica.

5. Ricordi la prima volta che hai navigato in internet?

Ero a casa mia, allora erano poche le cose che si consultavano sul web, non c’era granchè da seguire: la Nasa, la Casa Bianca, stop.  A proposito di prime volte, ricordo come fosse ora quando mi telefonò la Sede regionale della Regione Autonoma Valle d’Aosta per chiedermi una connessione. Era il ‘95:  posso dire con soddisfazione d’aver centrato l’obiettivo. Camminavo a un metro da terra.

6. E quando per la prima volta hai installato il VoIP? 

E’ un ricordo legato ad un mucchio di problemi (non era VoipVoice): chiedevo una cosa e passavano giorni prima che venisse risolta.

7. Come hai conosciuto VoipVoice?

L’ho scoperto tramite un vecchio rivenditore del Veneto: se hai problemi, parla con loro. Te li risolvono in un batter d’occhio”. E così è stato. Siamo partiti con piccole cose, ma il supporto è stato ottimo fin da subito. Incredibile: il sistema funzionava!

8. Chi è stato il primo cliente a cui hai istallato VoipVoice?

Mia moglie, in casa nostra. Quando devo fare un esperimento, passo sempre da lei. Prima di metterci la faccia coi clienti e di incasinarmi…

9. Una tua considerazione di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT

Se mi guardo intorno penso che non so quanto il VoIP potrà andare avanti. Con whatsApp, i-phone e i-pad, vedo che tutto corre veloce e la telefonia fissa si perderà per strada mentre la rete mobile farà  passi da gigante.

10. Quando è nata la tua azienda?

Nel ’75 ed è rimasta aperta fino al 2000. Sono partito lavorando per altri però.  Il mio grande maestro è stato Siemens, dalla Germania.  Il mio primo ripetitore (nel ’64) doveva portare la Rai in un piccolo comune della Valle Antrona dove non si vedeva nulla, dove il sole va via a novembre per ritornare a marzo. Quello che mi dà soddisfazione a distanza di 50 anni, è l’aver realizzato impianti tv ancora funzionanti e attivi.

11. Cosa fa?

Adesso, pensionato da circa 3 anni collaboro con la Botany srl, un’azienda locale che fa internet e telefonia. Nonostante l’età, io sono il cervello!

12. Dove opera?

In tutto il Piemonte

13. Cosa fai nel tempo libero?

Quando il tempo è bello io son libero, e organizzo lunghe passeggiate in montagna. Lavorando con le funivie giro per i monti, se poi han bisogno di me mi chiamano e torno a valle. Altrimenti mi diletto tra foto,riprese video e il volontariato alla Croce Rossa. Tenermi a freno è difficile, mi è sempre piaciuto il gusto della libertà.

14. Una cosa indispensabile per te?

Avere un po’ di salute e di serenità. Non i soldi, quelli non fanno la felicità e non è un luogo comune.

15. Cosa ti rende felice?

Quando riesco a raggiungere un obiettivo, di qualsiasi tipo. Come quella volta che organizzammo la diretta per la Sede Regionale del Piemonte: era il 25 aprile, non c’ era segnale in quel posto. Ma io mi dissi: “si può fare”.  Il tecnico  mi dette fiducia e facemmo una diretta perfetta dalla cima del Monte Camino (il Voip più alto d’Italia a 2440 metri). Non importa cosa, che sia un montaggio video o una connessione internet non mi sono mai fermato davanti a nulla. Sono tenace e caparbio, lo so.

16. Cosa ti fa arrabbiare?

La falsità delle persone…e te ne accorgi lontano un chilometro quando qualcuno fa buon viso a cattivo gioco. Non sopporto chi tenta di rubare le mie idee: “copiate pure quello che faccio, tanto quello che c’è dentro alla mia testa non l’avrete mai”.  Vinco sempre e comunque io.

17. Ti saresti mai immaginato nel ruolo che ricopri oggi?

No, tribolavo molto all’inizio: non ero furbo. Oggi mi sento arrivato da qualche parte, ma non arrivato del tutto. Ci sono sempre le sfide di domani, quelle di dopodomani…

18. Dove ti vedi fra cinque anni?

Il mio calendario si ferma tra 3, vista l’età (69 portati splendidamente, aggiungiamo noi). Mi vedo sempre qui, indaffarato nell’inventarmi qualcosa di nuovo.

19. Cosa è per te il VoIP?

Significa avere i numeri che voglio, dove voglio e farci quello che voglio. Altro che mamma Telecom: il VoIP è libertà di movimento.

20. Un obiettivo che ti sei dato per questo 2016?

Vedere il campionato mondiale dei fuochi d’artificio che si terrà a fine giugno nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola. Sono un grande appassionato di spettacoli pirotecnici, li ho scoperti per caso nel 2000 e oggi non me ne perdo uno. Me li sono goduti rischiando il vento, la grandine ma ne è sempre valsa la pena. Tra gli obiettivi più concreti? L’intenzione di portare ancora internet ad alta capacità laddove nessuno dei grandi è in grado (solo perché non conviene, ovvio!). 

Un medley, un misto di sensazioni, un miscuglio di emozioni diverse. Vita. Guido ha scelto il meglio degli Abba come colonna sonora alla sua intervista, “perchè al gruppo ci sono affezionato, di loro mi piace tutto” mi ha confessato con un pizzico di nostalgia per gli anni ’70. Anzi no, niente nostalgia. E’ uno che sta sempre un passo avanti lui. Il video è un concentrato di energia che rispecchia perfettamente il Guido che ho conosciuto io giusto il tempo di una chiacchierata. Quella stessa energia che gli auguro di cuore possa fargli compagnia per altri 100 anni ancora.

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti-

Guido Olivetti <http://www.bolisa.net/> è un Rivenditore Certificato VoipVoice Professor. Opera nella provincia di Biella e questi sono i suoi contatti:
Guido Olivetti
Botany (Professor)
voipvoice@gvobox.it
0159555444
3489026670
www.bolisa.net<http://www.bolisa.net/>
Via San Pietro, 25

3878Candelo (Biella)

Intervista a Cristian Manoni, CEO di Nethesis

Primo maggio, festa del lavoro e dei lavoratori. Ma l’angolo delle interviste-  uno spazio speciale che a breve tornerà ricco di novità, ma per adesso non sveliamo di più- non riposa. E approfitta, anzi, proprio di questa giornata per celebrare chi della passione e della determinazione…ne ha fatto un mestiere. Come? Lo abbiamo chiesto al protagonista di oggi, Cristian Manoni, Ceo di Nethesis che nata 2003 rappresenta oggi uno dei principali attori della scena Open Source italiana.

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Qualche domanda per conoscerti meglio. Quale è stato il percorso che ti ha portato in Nethesis? Da dove sei partito?

Mi sono laureato in ingegneria informatica a Bologna nel ‘97, con l’idea di partire subito assieme ad alcuni amici nel tentativo di trasformare la nostra passione per l’informatica in un mestiere. L’idea ha seguito percorsi diversi da come me li ero immaginati, ma assolutamente utili e importanti per la mia crescita. Dopo alcuni anni passati in TeamSystem, improvvisamente e inaspettatamente l’idea originale ha preso corpo con 2 nuovi amici e una sfida esaltante: semplificare e standardizzare progetti Open Source complessi, per creare prodotti alla portata di tutti, in un modello di business orientato al canale. Così nel 2003 con Filippo e Luca abbiamo creato Nethesis.

Quali erano le tue aspirazioni? Se non in questo settore, in che ruolo ti saresti immaginato?

Mi sarebbe piaciuto insegnare. L’insegnamento è un lavoro difficile ma bellissimo. Hai di fronte persone con cui metterti costantemente in gioco. L’insegnamento non è mai unidirezionale, non è passare una serie di nozioni, per quello basta leggere un libro. E’ un percorso, che porta sia il professore che l’alunno dove non immaginavano prima. Anche nel mio lavoro, incontrando tante persone a cui raccontiamo quello che facciamo, facendo presentazioni in università e scuole, corsi tecnici e commerciali… questo aspetto è assolutamente presente e la cosa mi diverte molto.

Tre qualità indispensabili nel tuo lavoro

Predisposizione a collaborare, apertura mentale, intraprendenza. Tutto ovviamente con tanta tanta passione per quello che si fa.

Se non sbaglio Nethesis è proprietaria della Community Open Source Netserver. Com’è nata l’idea di aprire una Community?

Nella domanda c’è un grave errore! Una Community per definizione non ha proprietari. Nethesis l’ha pensata e avviata, oggi è probabilmente il principale sviluppatore e sponsor, ma tutto è aperto e disponibile a chiunque. La Community è di chi la usa e contribuisce a farla crescere. L’Open Source stravolge le leggi della fisica. Ad esempio, III legge della dinamica “Ad ogni azione corrisponde una reazione pari e contraria”, con l’Open Source non è vero!  Condivisione idee, confronto, contributi, sviluppo, documentazione, test, visibilità, diffusione mondiale… quello che otteniamo dalla Community è enormemente di più rispetto a quello che diamo! Tornando alla domanda, i primi anni Nethesis ha usato, integrato e contribuito a distribuzioni linux e progetti Open Source esistenti, fino ad accorgersi nel 2010 che i tempi erano maturi per avviare una distribuzione unica come base open di tutti i nostri prodotti. Da qui NethServer. Come molte delle cose che facciamo la decisione è stata presa a tavola, durante un Camp aziendale sull’Appennino marchigiano.

Qual è il vantaggio che l’Open Source può offrire al mercato enterprise?

In parte ho risposto nella domanda precedente, non siamo noi a dirlo, ma tantissime ricerche internazionali (la più famosa North Bridge e Black Duck http://www.slideshare.net/blackducksoftware) che riporta i 3 motivi per cui si usa l’Open Source: 1 qualità, 2 completezza funzionale, 3 apertura e flessibilità. Ancora più interessanti sono i 3 vantaggi principali, nell’ordine: Assenza di vincoli del vendor, qualità, facilità di customizzazioni e fix. Abbiamo detto tutto. Dire che è free è probabilmente la cosa più sbagliata e soprattutto meno interessante.

Una caratteristica che risalta nella realtà di Nethesis è il suo modello di business, con un focus prevalentemente orientato, dalla parte commerciale a quella operativa, al “servizio”. Naturalmente oggi è stata una carta vincente, ma da dove nasce questa scelta?

Questo è il modello di business tipico dell’Open Source. Il valore non è l’oggetto ma l’uso che il cliente ne fa, il problema che risolve o il modo in cui migliora il modo di lavorare. Faccio mio un esempio di RedHat che paragona l’Open Source all’acqua. Ovviamente questa è gratis ed è un bene comune. Nonostante ciò la signora Maria continua ad acquistare una bottiglia d’acqua che venga consegnata a casa, che riporti sull’etichetta la provenienza e la composizione chimica, che sia addizionata con anidride carbonica, certificata come potabile….

Perché un System Integrator o Installatore deve cambiare il suo modello di business dove compra e rivende l’HW per sposare, come nel vostro caso, quello dei servizi?

La logica con cui ci muoviamo nel canale è win-win. Vinciamo se il partner vince. Mi spiego meglio: il nostro obiettivo non è vendere qualcosa al partner, Nethesis è un abilitatore di mercato, che fornisce strumenti affinchè il partner possa vendere servizi ai propri clienti. Se lui vince noi vinciamo. Spesso incontriamo partner che hanno smesso di fare gli imprenditori e si sono trasformati in responsabili acquisti, il cui unico obiettivo è quello di ottenere un punto percentuale in più di sconto nell’acquisto… Noi vogliamo lavorare con imprenditori, ai quali dare strumenti per ampliare il proprio mercato e soprattutto ricevere feedback per crescere insieme. Questa è la nostra idea di partnership bidirezionale.

Modena: Convention Ricomincio Da Dieci. Cosa ti sei portato dietro da quella giornata?

Una bella emozione, contagiosa. Bello vedere che ci sono tanti compagni di viaggio e sognatori come noi, che credono in quello che fanno e lo fanno con una sana passione.

Domanda di rito: cos’è per te il VoIP?

Il VoIP è uno degli esempi più belli ed efficaci di tecnologia disruptive. Si continua a “telefonare”, ma la comunicazione diventa unificata e, come ci piace raccontare ultimamente, smart.
Il VoIP in quanto tecnologia non ha valore in sé, ma è stato l’enabler di tanti servizi impensabili prima. Il VoIP ha liberato la fantasia di chi aveva qualcosa da dire. E siamo solo all’inizio….

E anche per questa volta, possiamo dirlo: missione compiuta. Cristian ci ha presi per mano e guidato nel suo mondo, condividendo con noi un po’ del suo trascorso, la sua visione e la sua esperienza nel settore dell’ICT. Professore mancato? Sognatore attento? Lavoratore appassionato! Di quelli che, oggi più che mai, hanno davvero molto da dire, e da insegnare.

ECCO I PROSSIMI EVENTI CON NETHESIS:

SHARE2GROW PALERMO 12 MAGGIO

SHARE2GROW CATANIA 13 MAGGIO

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti-

 

Intervista a Alberto Orsenigo, Sales Manager divisione Pro di Gigaset Italia

Pragmatico e schietto, come ama definirsi lui stesso. E’ un veterano nel mondo della telefonia, ma nonostante vanti 20 anni di esperienza nel settore nutre ancora la forte ambizione di crescere. Perchè di imparare, non si smette mai. E non è retorica. Non ha peli sulla lingua, Alberto Orsenigo; anche lui è caduto nella rete delle nostre interviste. Pillole di vita, lavoro e curiosità  del Sales Manager divisione Pro di Gigaset Italia,  società tedesca leader di mercato in Europa per la vendita e la produzione di cordless.

VDC_6486Facciamo un salto indietro nel tempo. Quali erano le tue aspirazioni da piccolo?Quale è stato il percorso che ti ha portato in Gigaset? E come ti sei affacciato al mondo dell’ICT?

Come spesso accade sono approdato nel mondo delle telecomunicazioni quasi per caso. Dopo il diploma in elettronica, decisi di proseguire gli studi e mi iscrissi alla facoltà di ingegneria aeronautica… ho sempre amato gli aerei e il volo in generale… ma la voglia di studiare a vent’anni era sicuramente meno di quella che ho oggi. Quindi mollai subito. Finito l’anno di leva iniziai a lavorare per una società con un portafoglio prodotti abbastanza variegato ma orientato al mondo degli installatori telefonici. E da lì, ormai vent’anni fa, è iniziato tutto.

Ti saresti mai immaginato nel ruolo che ricopri oggi?

Si e no. Nel senso che non ho mai dato troppa importanza al “ruolo” quanto alla possibilità di fare quello che mi piace, ovvero lavorare con gli installatori. Anche se oggi si chiamano Var o System Integrators , a me piace ancora chiamarli così.  La mia vera ambizione è imparare da loro ogni giorno. Il rapporto con gli installatori è continuo e continuare a crescere è il mio vero obiettivo.

Tre aggettivi che ti contraddistinguono

Sicuramente testardo, molto pragmatico e a volte troppo schietto.

Tre qualità indispensabili nel tuo lavoro

Massima disponibilità, totale trasparenza e imparare a dover di dire di no. Sembrano scontate, ma il mio lavoro non è vendere, piuttosto creare un rapporto con il cliente. Convincerlo a fidarsi di te e delle soluzioni che potrebbero migliorare il suo business. E se non c’è fiducia dal subito, non si va lontano. Ecco perché a volte è necessario dover dire di no. È più costruttiva una sana discussione che un falso servilismo.

La Germania, tra carriera e amore, era proprio scritta nel tuo destino…

Direi proprio di si, e ne sono felice. Ma guai a chi mi tocca il tricolore!

I punti forti della tua azienda?

Il primo, di sicuro è l’essere “made in Germany”. Sinonimo di qualità e affidabilità. Siamo rimasti uno dei pochissimi produttori che costruiscono le proprie soluzioni in Europa. E poi, la continua ricerca di innovazione. Prendi per esempio il nostro telefono IP Maxwell 10”. Siamo stati i primi a lanciare sul mercato un telefono IP con protocollo SIP basato su Android e con un display touch da 10 pollici.

Raccontaci un aneddoto o un ricordo particolare legato alle tue giornate in Gigaset

Ovviamente i ricordi più divertenti non si possono raccontare… scherzi a parte, nonostante l’età media sia un po’ più alta di quella di VoipVoice, uno degli aspetti che mi piacciono di Gigaset è il poter lavorare in un ambiente molto giovanile e informale.

Quali sono le differenze fra il mercato internazionale e quello italiano in questo campo?

Come Gigaset, in ambito business, stiamo cercando di avere un approccio europeo e non legato alla singola country. Le esigenze delle aziende sono più o meno simili in Francia in Germania o in Italia. Così come lo sono i problemi del mercato, anche se in altri paesi c’è forse un minor numero di competitors. Una delle maggiori differenze che si è evidenziata l’anno scorso è stato il tasso di crescita. I paesi del sud Europa come ad esempio Italia e Spagna,  sono cresciuti tanto rispetto ad altri paesi. E questo vuol dire che siamo sulla strada giusta per recuperare terreno. A volte basterebbe un pochino meno di pessimismo…

Quali sono le prossime novità che confermeranno la vostra posizione sul mercato?

Per quanto riguarda i cordless, abbiamo recentemente presentato il nostro modello di punta SL750H pro e altri nuovi modelli arriveranno sia in ambito pro che in ambito retail.   Stiamo lanciando invece proprio in questi giorni la nuova linea di telefoni IP SIP della famiglia Maxwell. I primi ad affiancare Maxwell 10” saranno Maxwell Basic, il nostro modello entry level ma già equipaggiato di doppia porta in Gbit, e Maxwell 3” con display a colori da 3,5” e bluetooth. A seguire arriveranno altri modelli che completeranno la gamma e che permetteranno di sfruttare tutte le funzionalità delle nostre centrali telefoniche T440 e T640 basate su Asterisk. La nostra soluzione di UC e altre novità arriveranno nella seconda metà dell’anno. Il 2016 sarà un anno intenso ma ci permetterà di consolidare il brand Gigaset nel mercato professionale e di raggiungere altri importanti traguardi.

Una tua considerazione di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT.

Qualche anno fa era molto più semplice fare previsioni a medio lungo termine in ambito “telefonia”. Oggi 5 anni sono tanti. Sicuramente si assisterà ad un consolidamento del VoIP non solo al livello di connettività ma, soprattutto, a livello del parco tecnologico installato. Ormai il SIP la sta facendo da padrone e questa tendenza continuerà nei prossimi anni. Anche tutte le soluzioni che possono essere accorpate sotto al titolo “Unified Communication” sono ormai una realtà e sempre più diffuse in ambito aziendale. Il difficile è quantificare il tasso di adozione di soluzioni IoT all’interno dell’ambito aziendale. Ci sono e ci saranno sicuramente soluzioni che verranno mutuate dall’ambito consumer. E qui troviamo un altro punto di forza di Gigaset, ovvero l’essere sempre al passo con i trend del mercato.

Prima della domanda di rito torniamo a Modena: Convention VoipVoice Ricomincio Da Dieci. Cosa ti sei portato dietro da quella giornata?

La conferma che una squadra di giovani non avrà tanta esperienza ma ha sicuramente tanta tanta voglia di fare. E questo si traduce in risultati importanti e tangibili. E poi devo ammettere che ho provato anche una punta di orgoglio. Essere stato invitato e premiato insieme a tanti altri amici del settore, poter “respirare” tutta l’azienda, mi ha fatto sentire in qualche modo parte del vostro successo.

Ecco la domanda di rito: cosa è per te il VoIP?

Il presente e il futuro delle telecomunicazioni

Intervistiamo Alberto in pieno clima “Be PRO- Partner Reaching Opportunities”.  Un evento dove Gigaset  e VoipVoice oltre a rinsaldare una partnership storica hanno affrontato insieme temi e argomenti attuali del mondo IP… con uno sguardo attento alle esigenze del mercato italiano.

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti-