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La Parola al Tecnico. Intervista a Kevin Attard Compagno

Non c’è sfida più divertente: io ti lancio una parola, tu la fai tua e la utilizzi come strumento per raccontarti. E’ questo lo spirito col quale abbiamo inaugurato nelle settimane scorse la rubrica “La parola al Tecnico“. Sottoponiamo ai nostri tecnici, protagonisti di un’intervista un po’ fuori dagli schemi, una serie di parole. Spetta a loro giocarci e farci scoprire aspetti del passato, del presente e perchè no, del loro futuro lavorativo: parola dopo parola.

Via con la prima!

Cominciamo con TECNOLOGIA

La tecnologia mi affascina, principalmente perchè e l’unico elemento che ci separa e ci differenzia dagli animali. E’ uno strumento che permette di equipaggiarci per ogni nuovo passo in avanti che facciamo in questo viaggio chiamato vita. Un viaggio che abbiamo cominciato diverse decine di migliaia di anni fa, partendo dalla caverna, e che spero non avrà fine… E’ per questo che continuo ad abbracciarla, come una compagna fedele. Tecnologia è opportunità, per approfondire concetti nuovi, un’ occasione che prendo volentieri, anche se poi ci perdo le notti a fare ricerche (sempre per colpa della tecnologia!).

Il VoIP; parola familiare…

I primi passi li ho mossi con piccoli software sul mio PC tanti anni fa – e anche se l’acronimo VoIP non si era ancora fatto vedere, il concetto comunque c’era. Il VoIP vero l’ho incontrato nel 2005, implementando il mio primo Asterisk, un grattacapo non indifferente in quei tempi. Partivo da una conoscenza tecnica limitatissima. Mi sono sforzato di imparare il mestiere passando mesi a dormire poco, a mangiare male e a riempirmi di caffè. Per fortuna il mio “piccolo orto” non era solo l’Italia, ma il mondo intero. Così ho conosciuto le diverse sfaccettature dell’utilizzo del VoIP: ogni Paese lo sfrutta con differenze sottili ma importanti. Premetto però che, in realtà, le soddisfazioni più grandi e le amicizie più importanti le ho strette in Italia. Fondamentale mi è stato l’aiuto di Simone con le sue presentazioni Powerpoint piene di libellule ed elefanti.

Con un tecnico, parola viene da sè.  Parliamo di INFORMATICA

L’informatica non è più un apparato da usare o un utensile da prendere in mano. L’informatica ci sta lentamente inghiottendo. Diventeremo (se già non lo siamo) un tutt’uno, la simbiosi uomo-macchina  dominerà le nostre vite.  Il mondo e tutto “smart”, cominciando dal cellulare (ma chi vuole ancora tenerlo il fisso a casa?), il portatile (ormai c’e l’abbiamo tutti), il tablet (idem), l’orologio (Android o Apple anche quello), la macchina (mi parla!), le luci in casa (controllati da un piccolo server), il termosifone (con monitoraggio telematico)… insomma tra un po’ senza l’informatica non sapremo piu’ come tirare avanti. 

OBIETTIVI, le priorità per il tuo futuro?

Bisognerà reinventarsi. Chi ha lavorato in informatica si sta sentendo tremare il mondo sotto i piedi: vanno scomparendo gli apparati in sede. Il modello cambia, spazio al Cloud. In realtà, pero, l’unica cosa che cambia secondo me sarà il fatto che i sistemisti aiuteranno gli utenti ad usare sistemi gestiti da altri, sistemi con dietro strutture e personale di rilievo. Rimarrà in sede solo la rete, tutto il resto sarà dato in gestione ad altri. Il futuro ci vedrà interagire con questi nuovi sistemi.

247 SUPPORTED, la tua azienda. Come sei partito?

Dal 2008 fino alla fine del 2013 gestivo il reparto supporto della 3CX, un’azienda leader nel settore centralini VoIP. Quando l’azienda ha deciso di spostare il reparto a Cipro (la 3CX integrava tutti i componenti in una singola sede), ho colto al volo l’opportunità di volare verso il  supporto VoIP, con clienti un po’ in tutto il mondo. La maggior parte del mio impegno comunque rimane per 3CX, visto che lo conosco davvero bene.

MALTA-ITALIA

Legame, in realtà, quasi forzato. Ho tanti amici in Italia, che in qualche caso sono diventati anche clienti fedeli. Ho cominciato a parlare in Italiano prima di parlare in maltese; da qualche parte ho anche un antenato Italiano (figurati, col cognome che mi ritrovo). Mi chiedono: di dove sei? E dico sempre che sono piu terun’ dei terun’. E visto dov’è Malta è anche vero!

 

UNA PAROLA A SCELTA che ti rappresenta

RABBIA. Ma con un buon intento – mi dà la motivazione per trovare cause e soluzioni adeguate allo scopo!

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti

Kevin Attard Compagno
Azienda: 247 Supported
Indirizzo mail: kampagnol@gmail.com
Telefono: +39 0123246247
Cellulare: 35699494022
Città: Malta
Prodotti principali su cui dà supporto a VoipVoice: Asterisk e 3CX

Venti domande a… Gianluca Dambrosio di Cicorella S.R.L

Prosegue con l’intervista a Gianluca Dambrosio la nostra “operazione 20 domande”. L’angolo del botta e risposta inaugura oggi un nuovo capitolo; altro giro, altra storia. Largo a Gianluca che ci racconta in pillole sogni, aspirazioni e obiettivi. Tutto ha inizio da bambino, da quella sana curiosità che lo portava a interagire con gli “aggeggi strani” che gli capitavano tra le mani. Da lì è nata e sbocciata la passione per la tecnologia.

1 Chi era Gianluca da piccolo?

Un ragazzo desideroso di imparare e di giocare con gli strumenti che nei primi anni novanta iniziavano a entrare nelle case di tutte le famiglie. Penso ai PC, i giochi Arcade e le prime tecnologie elettroniche multimediali.

2 E che uomo è diventato adesso?

Un uomo consapevole che quelle tecnologie erano, in realtà, solo il punto il punto di partenza di un universo ancora più vasto quale è diventato oggi l’IT in tutti i suoi aspetti.

3 Quali erano le tue aspirazioni?

Saper controllare e interagire con i dispositivi che si presentavano di volta in volta tra le mie mani.

4 Come sei approdato al mondo dell’ICT?

Ho iniziato a lavorare con l’ICT a seguito della mia esperienza informatica. Dopo aver capito che le telecomunicazioni influiscono significativamente sulla nostra vita quotidiana, ho iniziato ad esplorare le apparecchiature presenti in alcune aziende e a studiarne le funzionalità.

5 Ricordi la prima volta che hai navigato in internet?

La prima volta che ho utilizzato una connessione modem a 33,6Kbps per la navigazione internet avevo 9 anni, e ricordo con nostalgia i toni di composizione e l’attesa, che ora sembrerebbe infinita, fino alla comparsa del messaggio “Connessione stabilita”. Significava per me “Ora sei connesso con il mondo”, ed era un rituale a cui si partecipava almeno in 2 persone in casa. Un evento che richiedeva il supporto morale di un altro individuo; si centellinavano il tempo di utilizzo della connessione ed i relativi costi.

6 E quando per la prima volta hai installato il VoIP?

Ho utilizzato il VoIP per la prima volta su un PC per testarne le capacità e, come sempre per gioco e curiosità. Ricordo di essere rimasto positivamente colpito dalle potenzialità che ne potevano derivare.

7 Come hai conosciuto VoipVoice?

Ho conosciuto VoipVoice ad un corso presso un fornitore dell’azienda per cui lavoro, che riguardava alcuni prodotti VoIP della SNOM.

8 Chi è stato il primo cliente a cui hai istallato VoipVoice?

Il primo cliente a cui ho consigliato e installato VoipVoice è uno studio di consulenza fiscale, ed è tutt’ora nostro cliente.

9 Una tua considerazione di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT?

La strada che ha portato il settore ICT al livello di espansione attuale è stata dettata dalle tecnologie hardware e software soprattutto dei dispositivi mobile. Credo che si fortificherà l’integrazione di tali dispositivi con le apparecchiature convenzionali (centrali PBX e telefoni analogici e digitali) già presenti nelle aziende, e immagino che apriranno nuovi scenari nella comunicazione video su IP.

10 Quando è nata la tua azienda?

L’azienda in cui lavoro, Cicorella Srl  è nata nel 1983.

11 Cosa fa?

Si occupa da più di trent’anni di sicurezza e telecomunicazioni.

12 Dove opera?

Opera a livello nazionale, soprattutto in Puglia e Basilicata.

13 Cosa fai nel tempo libero?

Impegno il tempo libero con la musica: sono musicista e mi piace suonare con un gruppo di amici.

14 Una cosa indispensabile per te?

La mia famiglia e l’amicizia di pochi amici reali.

15 Cosa ti rende felice? 

Vedere mia figlia giocare e sorridere, prima di ogni altra cosa.

16 E cosa invece ti fa arrabbiare?

La presunzione e la mancanza di rispetto.

17 Ti saresti mai immaginato nel ruolo che ricopri oggi?

Ho sempre desiderato lavorare nel settore informatico che rimane nella mia vita la mia prima passione, Quindi sì, avrei sempre comunque seguito la mia aspirazione.

18 Dove ti vedi fra cinque anni?

Spero di continuare la mia esperienza nella mia azienda.

19 Infine la nostra domanda di rito. Cosa è per te il VoIP?

Il VoIP è un aspetto integrante delle telecomunicazioni, ed è destinato ad esserne il veicolo principale. Pertanto è dovere di ogni consulente IT prendere in considerazione proprio il VoIP per fornire soluzioni di telecomunicazioni valide e orientate al futuro per i propri clienti. Il VoIP, inoltre, può diventare un valore aggiunto ai propri servizi se lo si conosce e se lo si propone nel modo giusto.

20 Un obiettivo che ti sei dato per questo 2017?

Fortificare i rapporti commerciali con i nostri clienti e scoprire nuove tecnologie da testare e proporre.

Ancora una volta il VoIP e le sue mille opportunità raccontate dal punto di vista di un addetto ai lavori. Dalla prospettiva del bambino diventato esperto del settore ICT e che è stato testimone di un processo innovativo tutt’oggi in evoluzione. Dai ricordi più teneri agli scenari futuri, anche questo viaggio nel mondo del VoIP passando per le nostre 20 domande è terminato. Ringraziamo Gianluca per averci concesso questa intervista nonostante i tanti impegni.

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti

Cicorella è un Rivenditore Certificato VoipVoice Doctor e questi sono i suoi contatti:

Via Gravina, 28 – 70022 Altamura (Bari)
Tel. 080.3118800 r.a. – Fax 080.3118900

e-mail: info@cicorella.it

La Parola al Tecnico. Intervista a Mattia Sodi

Una parola tira l’altra e raccontarsi diventa un gioco. Quella che torniamo a proporre questa settimana è un’intervista insolita: pragmatica, diretta, d’impatto. Ospite di oggi della rubrica “La Parola al Tecnico” è Mattia Sodi di IBS Service. Sul piatto dieci parole che abbiamo scelto per conoscerlo meglio; a lui il compito di afferrarle al volo e… giocare la sua partita.

Fischio di inizio, avanti. La palla, anzi, la parola al tecnico.

Con un tecnico non possiamo che partire da INFORMATICA. Quanto è stata importante per te, nel tuo percorso lavorativo?

Su una scala da 1 a 10 sicuramente 10. Finiti gli studi iniziai a lavorare in un’azienda come assemblatore di pc e server aspettando il servizio militare, ed è lì che è cominciato tutto. In testa avevo l’idea di diventare promotore finanziario poi invece è scoccata la scintilla per l’informatica. La voglia di imparare e studiare cose sempre nuove hanno fatto il resto. Adesso dopo tanti anni sono sempre qui, a studiare e costruire!

Da INFORMATICA passiamo a TECNOLOGIA

La tecnologia mi porta alla parola cambiamento. Se penso a come ascoltavo la musica da bambino con cassette e dischi, oppure ai primi videogiochi, e mi guardo intorno adesso mi vengono i brividi. Se confronto il mio primo cellulare e lo smartphone che ho adesso tra le mani sembrano passate due vite intere. Qualche anno fa se non avevi gli sms illimitati era un problema. Oggi abbiamo a disposizione strumenti molto più veloci e ricchi di contenuti. Mi piace vedere l’espressione dei miei figli quando tiro fuori la tecnologia del passato. Provateci!

Se ti dico VoIP? Parola familiare…

Non sono un “giocatore” ma questa scommessa credo di averla vinta. Quando mi sono dedicato allo studio della tecnologia VoIP all’inizio era tutto difficile. I primi apparati erano molto indietro e nemmeno lontanamente paragonabili all’analogico…ma vidi subito che la direzione sarebbe stata quella. Sono serviti diversi anni ma adesso finalmente possiamo toccare con mano soluzioni affidabili, sicure e con molte possibilità in più. Oggi la mia attività professionale è in gran parte dedicata al VoIP. La prossima sfida quale sarà?

IBS SERVICE

Dico IBS Service e mi viene in mente la parola sogno. Penso ad un ragazzo di soli 22 anni che apre la partita iva e che pian piano costruisce qualcosa che poi è cresciuto nel tempo. Una realtà che oggi riesce a mantenere la famiglia, i collaboratori e che ogni giorno cerca soluzioni nuove per i propri clienti. Se mi guardo indietro in IBS Service penso alla gioia del primo cliente, penso alle difficoltà superate quando non mi conosceva nessuno, agli errori che fanno crescere. Inoltre penso a come è cambiata l’azienda negli anni. Inizialmente avevo l’idea di azienda di informatica a 360 gradi che potesse fornire ogni tipo di servizio, dal sito web al gestionale, dalla consulenza sistemistica allo sviluppo software. Poi mi sono reso conto che era necessario specializzarsi, stringere collaborazioni con aziende che rappresentavano il meglio nei vari settori. Ed è stato il salto.

OBIETTIVI

Un concetto che va di pari passo con organizzazione. Credo che per mandare avanti un’azienda al giorno d’oggi non siano sufficienti solo gli obiettivi e la capacità di rispettarli nei tempi. Bisogna avere competenza nei vari settori strategici quindi: una buona dose di competenze tecniche, capacità relazionali e marketing. Una buona dose di competenze legali e fiscali/amministrative…e molto altro! Serve un mix di ingredienti che fortunatamente si possono apprendere con lo studio.

Sulla scia dei ricordi, ti dico IERI

In realtà molto di ieri ho già detto. Credo che il passato di ogni persona sia importante per scegliere chi si vuol diventare domani. Se qualcosa non ci piace per migliorarla dobbiamo cambiarla, agire diversamente altrimenti il risultato sarà sempre lo stesso. Quindi “IERI” è il nostro miglior alleato per il “DOMANI”.

Da IERI passiamo ad OGGI

Penso ad oggi e la mente corre alla mia famiglia. Penso alla pazienza di mia moglie che mi sopporta anche durante le sere di lavoro o studio. Che mi ascolta e supporta in ogni mia nuova idea o voglia di creare qualcosa di diverso. E poi ci sono loro. Duccio e Sofia, i miei figli, che crescono, che mi sorridono, che imparano cose nuove ogni giorno e mi insegnano moltissimo! E’ uno scambio continuo!

INNOVAZIONE a cosa associ questa parola?

La associo alla parola visione e a tutti gli strumenti necessari per raggiungere un obiettivo, un cambiamento. In meglio ovviamente.

Futuro fa rima con CLOUD. Sei d’accordo?

Forse è questa la prossima scommessa da vincere. I servizi cloud sono già una realtà di mercato. Li proponiamo da qualche anno. Tutto si sta spostando sulla nuvola. Sicuramente l’aumento di banda a disposizione di ognuno di noi favorisce e favorirà sempre più il cloud. Credo però che a questa tecnologia si dovrà affiancare sempre di più la parola SICUREZZA che viene continuamente messa in secondo piano dai clienti e spesso anche dagli addetti del settore. Solitamente con le nuvole arriva la pioggia quindi se non vogliamo un futuro di alluvioni dobbiamo investire in cyber security.

Se dovessi scegliere tu una parola chiave che ti rappresenta?

Direi CURIOSITA’. Questo è sempre stato il filo conduttore che mi ha portato dove sono oggi e che traccia la strada per il mio domani. La curiosità mi spinge a cercare risposte alle domande, ad inventarmi il lavoro, a cercare di capire come migliorare sia professionalmente sia nei rapporti con le persone che ogni giorno ho la fortuna di incontrare.

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti

 

Mattia Sodi ci offre assistenza sui seguenti prodotti: 3CX, Patton, SPA 112 e 122, FRITZ!Box e Zyxell.

Per contatti e informazioni:

m.sodi@ibsservice.it,

www.ibsservice.it,

tel. 055661774.

 

La Parola al Tecnico. Intervista a Matteo Sala

L’angolo delle interviste cambia forma, formula, colore e… si rinnova ancora una volta.

Oggi giochiamo con le parole. Per conoscere meglio Matteo Sala (amministratore e responsabile tecnico di Eurylink) abbiamo deciso di sottoporlo ad un’intervista diversa dalle solite. Niente domande classiche: basta una parola e la conversazione prende vita. A parola “suggerita”, insomma, corrisponde una risposta. L’associazione di idee immediata e spontanea, guiderà un botta e risposta totalmente imprevedibile.

Grazie a Matteo per essersi prestato al gioco.

 

E ora, La Paola al Tecnico.

 Partiamo con TECNOLOGIA

E’ una costante che ha contraddistinto tutto il mio percorso. Tecnologia e lavoro sono sulla stessa strada, è un binomio giusto ma non quello che mi piace di più. Tecnologia uguale passione: questo funziona! E’ per passione che a 16 anni ho iniziato ad approcciarmi alle tecnologie. Oggi che ne ho 42 faccio ancora le notti sveglio a cercare, studiare, approfondire in ambito tecnologico. Non esiste una scuola di formazione nel settore del VoIP e della tecnologia, più in generale. Cambia tutto così velocemente che quello che studi oggi domani sarà già superato. E’ la passione che ti guida nelle scelte. E anche parlando di tecnologia, solo se ci metti la passione potrai combinare qualcosa di concreto. 

 

Se ti dico VoIP? Parola familiare…

Eh sì. E’ una parola che ho conosciuto intorno al 2000. Il VoIP mi ricorda tante cose. La nascita di Asterisk,  dei primi provider. Per loro ho lavorato  prima come blogger (scrivevo articoli tecnici), poi come collaboratore. Proseguendo sul filo del VoiP, fui contattato per gestire le centrali, quelle “fatte in casa”. Queste aziende poi sono fallite a causa della liberalizzazione di Telecom, la peggiore mai fatta in Italia. Ho vissuto il VoIP dell’anno zero, oggi il terreno è decisamente più fertile. E sempre il VoIP mi ricorda il primo incontro con Simone Terreni, qui in Lombardia, quando era ancora solo e non aveva un team. Ricordo la prima telefonata che gli feci…Tutta colpa -anzi merito- del VoIP. 

Sulla scia dei ricordi, ti dico IERI

Guardo ieri e mi vedo piccolo, ma comunque sempre interessato alle telecomunicazioni. A 15 anni si parlava di comunicazioni radio; amici più grandi di me mi coinvolsero in progetti che all’epoca erano per pochi. Pochi ma appassionati. Cominciarono i primi esperimenti, nel contesto liceale si parlava molto di questo.  La voce che passava tramite internet sembrava un’utopia. 

Da IERI passiamo ad OGGI

Oggi mi porto dietro tutta la storia delle telecomunicazioni che ho visto crescere, evolversi. Per capirne i problemi è fondamentale aver assistito alle fasi di transizione, cosa che non è permessa per ovvi motivi ai nativi digitali. A loro forse manca un pezzo. Chi come me usava il vinile per ascoltare la musica e oggi maneggia gli mp3, comprende facilmente cosa stia succedendo in ambito tecnologico. Non siamo ancora arrivati, questa è una fase confusionale dove i nostalgici tendono a riproporre un modello che ormai appartiene al passato mentre c’è chi cerca di guardare avanti, al futuro. Sarà il digitale a dominare ovviamente. L’analogico non potrà resistere ancora per molto. 

A proposito di futuro. CLOUD.

Il Cloud in realtà è il presente. Siamo solo agli inizi, in ritardo rispetto alla Germania o agli Stati Uniti. Questo ritardo è legato all’evoluzione dei canali di telecomunicazione in Italia. Nonostante negli ultimi due anni tante aziende siano migrate al Cloud, c’è ancora paura, diffidenza. Dagli ultimi mesi del 2016 come tecnologia sta comunque prendendo piede: si concretizzerà a pieno nel biennio  2017-2018 come modello che prevarrà su hardware, ferro e apparecchiature. Cloud è una parola chiave.  

SMART WORKING fa rima con?

Rivoluzione. E’ quello che vivo tutti i giorni, un concetto nuovo che dovrebbe appartenere soprattutto alle nuove generazioni. Significa non avere orari, gestirsi in maniera flessibile il proprio tempo, essere reperibile ovunque, il che può tradursi in vantaggio o svantaggio. Lo smart working non lo vedo lesivo della privacy. Il mercato del lavoro cambia, ci sono periodi di alta concentrazione di impegni e periodi morti. Devi saperti adeguare. Il classico modello delle 8 ore di impiego col timbro del cartellino sta per tramontare. Il lavoro oggi è dinamico, senza vincoli, in mobilità. Stimolante! 

COMUNICAZIONE, cosa ti suggerisce questa parola?

La comunicazione è la mia vita. Sono partito facendo il blogger, cercando di diffondere le mie conoscenze, quello che avevo appreso. Un buon metodo per comunicare efficacemente? Pensare prima di aprire la bocca. E non sempre dire quello che si pensa, ho imparato sulla mia pelle che è sempre meglio mediare, evitare di essere troppo schietti. Si rischia di venir fraintesi. 

Passiamo alle PRIORITA’

La famiglia è al primo posto, la passione personale al secondo e al terzo ci metto l’interesse pubblico. Nel senso che le scelte che faccio sono sempre disinteressate, non legate ad un ritorno economico ma necessariamente ad un ritorno sociale. Questo mi sta a cuore. 

Peschiamo dal cilindro la parola OBIETTIVO

Non li guardo ad oggi gli obiettivi, ma li proietto al domani, li fisso lì. Domani si parlerà tanto di fibra ottica, il mondo da tener d’occhio è quello: il 2017 e il 2018 saranno due anni legati tra loro dal punto di vista della transizione verso la fibra e il digitale. Saranno gli anni anche per noi del cambiamento, non dobbiamo farci trovare impreparati. Ma studiare, approfondire, anticipare i tempi.

Se dovessi scegliere tu una parola chiave che ti rappresenta e ti suscita emozioni?

Senza dubbio PASSIONE. E se avete letto con attenzione le risposte, capirete il perchè.

Esperimento riuscito.  E voi, che dite?

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti

Matteo Sala è amministratore e Responsabile Tecnico di Eurylink, azienda 3CX Gold Partner e 3CX Advanced Certified Professional con sede in Lombardia. E’ specialista tecnico di sistemi Voice over IP con oltre 20 anni di esperienza applicata nel settore specifico. E’ analista senior, progettista e technical trainer per sistemi VoIP 3CX e periferiche certificate, infrastrutture di networking e telecomunicazioni IP. Collabora con aziende installatrici e produttrici, VoIP provider e Pubbliche Amministrazioni per le quali segue personalmente la fase di analisi, sviluppo, implementazione.

Per contatti e informazioni:

Tel. 0399217423 – mail info@eurylink.com

Venti domande a…André Claude Benin CEO di ZucchinaTech

Dreams, Innovation, Passion“. Tre parole accostate al logo  ZucchinaTech ne riassumono lo spirito. Sotto alla “Tartaruga Marina”, mascotte aziendale, ci sono idee, innovazione e cuore. Una filosofia che André Claude ha fatto sua nel lavoro e nella vita. Abituato a osservare le cose da un’altra prospettiva (spesso dall’alto!), sogna in grande. Tra un volo in aliante e un’immersione subacquea dimostra ogni giorno a sé stesso e agli altri che se ci metti la passione nulla è impossibile. Perfino attraversare la galassia e ritrovarsi su Marte, sulla Luna…portando ovviamente innovazione e tecnologia! E allora buon viaggio. Allacciate le cinture, si vola alti in questa intervista: 20 domande per riuscire ad “afferrare” la storia di Zucchina Tech e del suo team.

 1.Chi era André Claude da piccolo?

Ho avuto un’infanzia molto felice e devo ringraziare la mia famiglia per questo. Sono stato sempre molto curioso, appassionato ad ogni nuovo oggetto che mi capitava tra le mani. Più che giocarci, dovevo capire come funzionava e come era costruito, quindi prima smontavo e poi rimontavo tutto. Adoravo infatti i Lego, i Meccano e i robot dei miei tempi. Un aneddoto? Il mio primo computer (un IBM 286) l’ho ricevuto a 4 anni, non sapevo ancora scrivere ma avevo imparato dal primo MS-Dos a digitare “cd pacman” e poi “pacman.exe”

2.E che uomo è diventato adesso?

La stessa persona curiosa e appassionata di anni e anni fa. Infatti oltre ad aver aperto Zucchina Technologies negli ultimi 15 anni ho corso in ambito automobilistico con monoposto guadagnando la licenza internazionale per guida su circuito. Ho anche acquisito il brevetto di sub, di pilota di parapendio e in questi mesi sto preparando l’esame per il brevetto come pilota di aliante. Oltre al mio lavoro nell’ambito ICT, mi piace spaziare in altri settori. Per acquisire conoscenze e competenze sempre nuove.

3.Quali erano le tue aspirazioni?

Il mio sogno era diventare pilota o collaudatore di aerei militari. Poi, magari, astronauta. Ma l’informatica ha avuto la meglio! Sono comunque molto felice di come sia andata.

4.Come sei approdato al mondo dell’ICT?

Concluse le scuole superiori ho iniziato l’università di Ingegneria Informatica, ma la voglia di andare sul campo è stata troppa e quindi dopo poco ho mollato e iniziato corsi di Cisco System (CCNA e CCNP), Sun Microsystems, Linux Red Hat Engineer e Microsoft. Dopo questo percorso di formazione ho iniziato a lavorare come tecnico e successivamente come responsabile di un’azienda con più sedi nel mondo.

5. Ricordi la prima volta che hai navigato in internet?

Certo! Modem da 1.200 baud con Floppy Disk di Italia OnLine acquistato dal giornalaio con qualche ora di internet. Primo sito visualizzato: Yahoo.com.

6. E quando per la prima volta hai installato il VoIP?

L’ho fatto per portare risparmi telefonici per l’azienda in cui lavoravo come responsabile. Era il 2005 e riuscii (con non poche difficoltà e ostruzionismo da parte di altri tecnici) a far accettare dalla direzione un nuovo progetto per sostituire  tutti i centralini telefonici tradizionali installati e montare nelle sedi di Roma e Milano due Call Manager Cisco Systems distribuendo in tutte le sedi (anche fuori dall’Italia) i primi telefoni IP Cisco Systems. Il progetto fu un successo e l’azienda risparmiò negli anni parecchie decine di migliaia di euro di chiamate internazionali.

7.Come hai conosciuto VoipVoice?

Ero ad uno dei primi corsi di 3CX in Italia con Loris Saretta, e si presentò Simone Terreni per proporre i numeri VoipVoice. La soluzione mi piacque così tanto fin da subito che durante le slides stavo già mandando la mail per la richiesta di iscrizione come partner.

8. Chi è stato il primo cliente a cui hai istallato VoipVoice?

Una struttura alberghiera in Valle d’Aosta nella quale stavamo realizzando tutta l’impiantistica nuova di rete e telefonica.

9. Una tua considerazione di quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT…

Arriveremo alla dematerializzazione quasi totale degli apparati presso il cliente, si poseranno solo linee dati e antenne wifi. Tutto il resto sarà fornito sotto forma di servizi dai datacenter, come in parte accade già adesso.

10. Quando è nata la tua azienda?

Nel 2009 ho voluto dare una svolta. Ho terminato la collaborazione con l’azienda per la quale lavoravo e ho aperto pochi mesi dopo Zucchina Technologies con l’intento di sviluppare l’esperienza che avevo portato nell’altra realtà. Volevo farlo in maniera innovativa e differente da quello che offriva il mercato in quel momento.

11. Cosa fa?

Rispetto a quando abbiamo aperto siamo cresciuti molto e abbiamo introdotto i macchinari migliori, nuovi strumenti di lavoro a disposizione per il cliente in diversi ambiti. In Valle d’Aosta abbiamo una rete wireless dove distribuiamo internet nelle zone in cui manca il collegamento tradizionale via cavo. Stiamo ultimamente attrezzando e facendo accreditare delle abilitazioni per una nuova divisione “Droni” con la quale forniremo dei servizi innovativi in futuro.

12. Dove opera?

Non abbiamo un limite di area, alcuni impianti VoIP che gestiamo sono utilizzati in Cina, Stati Uniti e in tutta Europa.

13. Cosa fai nel tempo libero?

Negli ultimi 6 mesi mi sto dedicando al volo in aliante. La libertà e le possibilità del mezzo mi consentono di resettare la “cache” cerebrale e iniziare la settimana con la carica giusta.

14. Una cosa indispensabile per te?

Mia moglie e la mia famiglia. Sono la mia forza, la mia motivazione.

15. Cosa ti rende felice?

Viaggiare e non stare mai fermo.

16. E cosa invece ti fa arrabbiare?

Sentire persone o collaboratori che pongono dei limiti o portano problemi. Ci sono solo soluzioni.

17. Ti saresti mai immaginato nel ruolo che ricopri oggi?

Viaggio molto con l’immaginazione e mi piace a volte esagerare con i sogni. Quando ho deciso di aprire Zucchina Technologies il mio sogno era arrivare dove sono oggi, quindi la risposta è sì!

18. Dove ti vedi fra cinque anni?

A progettare il primo datacenter su Marte oppure sulla Luna. I dati di alcune aziende per motivi di sicurezza dovranno essere ricoverati anche su un altro pianeta in futuro.

19. Infine la nostra domanda di rito. Cosa è per te il VoIP?

Per me il Voip è VoipVoice! Un’azienda giovane come la nostra, un partner e degli amici con cui sviluppare opportunità e fornire servizi innovativi.

20. Un obiettivo che ti sei dato per questo 2017?

Riuscire a ritagliarmi un weekend per venire a trovarvi in sede a Montelupo Fiorentino. Simone dopo l’insistenza dei primi anni ci ha rinunciato ad invitarmi. Voglio dimostrargli che ce la posso fare!

E noi ti aspettiamo.

Non esistono problemi, solo soluzioni“. Una visione decisamente ottimista e costruttiva, quella che André Claude ha condiviso con noi. Viaggiare, non fermarsi mai, vivere di adrenalina e sogni e cercare “via terra o via mare” di realizzarli.  Il primo datacenter sulla Luna: un’utopia o semplicemente un progetto ambizioso. Tutto è relativo, è solo una questione di punti di vista. Giusto ricordare che i sogni, da sempre, hanno mosso il mondo.

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti

Di seguito, i riferimenti di ZucchinaTech:

Via Enrico Cosenz, 54
20158 Milano – MI
+39 02 87166508

info@zucchinatech.it

 

Undici anni di VoIP

2006

Febbraio: il 22 Febbraio 2006 nasce VoipVoice da un’idea di due aziende Sysmic e Promos. Il core business della neonata azienda sono i numeri voip e il traffico VoIP. La prima sede è in via Spartaco Lavagnini a Firenze.
Marzo: VoipVoice lancia VoipPbx un centralino su base Asterisk.
Giugno: VoipVoice apre il suo ufficio in via Urbania 12 a Montelupo.
Luglio: VoipVoice lancia il Voipy, un piccolo router/centralino per lo Small Office.

2007

Aprile: la Digitel Italia Spa entra in società.
Maggio: nascono i primi partners VoipVoice.

2008

L’azienda a causa di una grossa crisi è sull’orlo della chiusura. Vengono terminate le produzioni dei prodotti VoipPbx e Voipy. VoipVoice diventa un’azienda prettamente di servizi.

2009

Giugno: Simone Terreni entra in società rilevando le quote della Sysmic e ne assume la guida.
Luglio: VoipVoice diventa il primo provider VoIP Business Oriented.
Settembre: VoipVoice lancia il nuovo sito.
Dicembre: VoipVoice certifica la soluzione IP di 3CX.

2010

Febbraio: nasce la collaborazione con l’Asev di Empoli per l’assunzione dei primi collaboratori tramite Corsi di Formazione mirati.
Marzo: Parte il primo Tour con 3CX.
Maggio: VoipVoice apre i primi canali Social Aziendali.
Ottobre: VoipVoice certifica i router AVM FritzBox!
Novembre: VoipVoice certifica i gateway Patton.

2011

Gennaio: VoipVoice sigla l’accordo con il distributore Allnet.
Giugno: VoipVoice partecipa con il primo speech all’Over Ip di Milano.
Dicembre: VoipVoice certifica la soluzione IP di Voismart.

2012

Marzo: VoipVoice certifica la soluzione ip di Kerio.
Maggio: VoipVoice certifica Voispeed.
Giugno: VoipVoice sigla l’accordo con il distributore CDC.

2013

Gennaio: Gigaset inserisce VoipVoice tra i provider certificati.
Febbraio: VoipVoice sigla l’accordo con il distributore EDSLAN.
Marzo: VoipVoice lancia la Gamification per coinvolgere i propri partner.
Luglio: VoipVoice certifica i gateway Aethra.
Dicembre: VoipVoice inaugura la sua prima sede in via del Piano a Fibbiana, Montelupo.

2014

Marzo: VoipVoice certifica la soluzione IP di Alcatel.
Giugno: VoipVoice diventa fornitore per le Pubbliche Amministrazioni e viene inserito in Acquisti in Rete PA.
Luglio: VoipVoice viene premiata a SMAU Firenze con il premio Costruire Comunità Digitali.
Ottobre: VoipVoice partecipa a SMAU Milano come espositore.
Novembre: VoipVoice certifica le cuffie Plantronics.

2015

Febbraio: VoipVoice certifica le cuffie Sennheiser.
Aprile: VoipVoice certifica la soluzione IP Teldat.
Giugno: VoipVoice lancia il progetto E-Learning, un nuovo modo di fare formazione a distanza.
Luglio: VoipVoice partecipa a EXPO Milano 2015.
Agosto: VoipVoice viene premiata a EXPO Milano 2015 per le Best Practices che mette in atto.
Settembre: VoipVoice certifica la soluzione Nethesis.
Ottobre: VoipVoice lancia il nuovo servizio di connettività Ultrabanda nell’ambito dello SMAU di Milano.
Novembre: VoipVoice partecipa a Sicurezza e al Festival ICT.
Dicembre: VoipVoice vince il premio Best Exibithor 2015 a SMAU Napoli.

2016

Gennaio: VoipVoice certifica i gateway Beronet e Sangoma.
Febbraio: VoipVoice festeggia i 10 anni di attività in una splendida Convention presso la sede del Museo Casa Enzo Ferrari a Modena.
Marzo: VoipVoice sceglie AVM FritzBox! come Router per i propri clienti
Aprile: VoipVoice presente a Dubai verso EXPO2020.
Luglio: Viene lanciata Inside Factory, un nuovo modo di fare eventi e formazione nel settore ICT.
Settembre: VoipVoice certifica la soluzione IP di Panasonic.
Ottobre: VoipVoice vince il premio come miglior Exibithor dell’anno a SMAU per la seconda volta consecutiva.

2017

Gennaio: VoipVoice certifica i telefoni Htek.
Febbraio: VoipVoice festeggia 11 anni insieme!!

Ottobre [forse]: Inaugurazione delle nuova sede!

…to be continued

LA NUOVA SQUADRA VOIPVOICE

Tra le molte storie che circondano il mondo del calcio ce n’è una a cui da sempre sono molto legato, forse perché mi riporta ad un periodo della mia vita in cui la principale preoccupazione era quella di trovare le figurine mancanti dell’album della Panini ma soprattutto perché in questa storia è racchiusa un po’ la favola dello sport.
Era l’estate del 1992 e la Svezia si stava preparando ad ospitare il Campionato Europeo di calcio; purtroppo, a migliaia di chilometri di distanza, proprio al centro dell’Europa, era scoppiata una vera e propria guerra che da mesi stava insanguinando la regione dei Balcani.
Nei gironi di qualificazione la Danimarca era arrivata seconda alle spalle della Jugoslavia e per questo motivo sia i calciatori che l’allenatore si stavano preparando ad assistere agli Europei in televisione dai vari luoghi di villeggiatura sparsi un po’ per tutto il mondo; il fischio d’inizio della prima partita era stato fissato per il giorno 10 Giugno.
Il 30 Maggio però il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, in conseguenza ai tremendi avvenimenti che stavano accadendo in Jugoslavia, approvò la Risoluzione 757, che tra le varie sanzioni proibiva alle nazionali jugoslave di partecipare a qualsiasi manifestazione sportiva.
A questo punto la UEFA, per garantire il corretto svolgimento del torneo, decise di ammettere alla fase a gironi la Danimarca che, nelle qualificazioni, si era posizionata proprio alle spalle della Jugoslavia.
La nazionale di calcio danese era sempre stata una buona squadra ma dai mediocri risultati e infatti nel suo palmares non poteva annoverare nessun successo; proprio nel 1992 la federazione danese aveva deciso di sostituire lo storico C.T. Piontek con il suo assistente, lo sconosciuto Richard Møller Nielsen. La spina dorsale della nazionale era formato dai giocatori della squadra del Brøndby, la più forte squadra danese del periodo che come massimo traguardo europeo poteva vantare una semifinale di Coppa UEFA nel 1991, equivalente dell’attuale Europa League.
I giocatori danesi rientrarono frettolosamente in patria e si presentarono alla competizione senza praticamente aver fatto nessuna preparazione fisica; oltre a ciò il sorteggio del girone non fu assolutamente benevolo, infatti l’urna accoppiò alla Danimarca due delle squadre pretendenti alla vittoria finale e la squadra padrona di casa: Francia, Inghilterra e Svezia.

Ma, inaspettatamente, la squadra Danese riuscì a qualificarsi per le semifinali, grazie ad una vittoria proprio contro la super favorita Francia. Anche in semifinale non andò certo bene ai Danesi, infatti trovarono la squadra detentrice del titolo: l’Olanda di Rijkard, Gullit e Van Basten. Dopo una combattutissima partita, finita 2 a 2 ai tempi regolamentari e ai supplementari, le squadre si ritrovarono alla lotteria dei rigori e fu proprio un errore dal dischetto della stella olandese Van Basten, che si fece parare il rigore dal portierone danese Peter Schmeichel, ad aprire alla Danimarca la porta di un’inaspettata finale.

Lo sport è pieno di storie incredibili e allora, quando cominciò la finale del torneo che vedeva contrapposta alla cenerentola Danimarca la corazzata Germania di Brehme, Summer, Möller e Klinsmann, campione del mondo in carica, tutta Europa si schierò dalla parte dei danesi. Con una gara giocata prettamente di difesa e contropiede, i danesi riuscirono ad imporsi con un secco 2 a 0 e consegnarono allo sport un’altra impresa che, a distanza di anni, viene ancora ricordata come una delle maggiori imprese sportive del secolo passato.

 

Il 2017 è cominciato con una grande novità per VoipVoice: la nascita di una nuova squadra di “campioni VoIP”.
VoipVoice ha da sempre avuto tra le sue peculiarità quella di avere una rete di System Integrators capillarmente diffusa su tutto il territorio nazionale; per riuscire a fornire ai nostri Partner un supporto sempre più idoneo e professionale abbiamo deciso di creare una rete di Area Manager nelle Regioni italiane in cui abbiamo concentrati la maggior parte dei nostri Rivenditori. Per trovare queste figure non siamo andati a cercare nuove persone ma siamo andati a selezionare tra i nostri Partner quelli che hanno dimostrato nel corso degli anni di aver capito quale fosse lo spirito e il modus operandi di VoipVoice, che hanno raggiunto risultati eccellenti e che fossero disposti a mettersi in gioco, andando ad affiancare alla loro quotidiana attività lavorativa una nuova esperienza. Il loro compito principale sarà quello di mettere le loro conoscenze tecniche e commerciali, la loro professionalità e gentilezza a disposizione delle centinaia di Partner che, per motivi prettamente logistici, fino ad oggi avevano con VoipVoice un rapporto quasi esclusivamente telefonico.

Ad inizio Febbraio si è svolto il primo Meeting degli Area Manager VoipVoice e, proprio durante questa due giorni di formazione e conoscenza reciproca, mi sono ritrovato a pensare che questa nuova avventura aveva molti punti in comune con la storia della Danimarca vincitrice del Campionato Europeo di calcio del ’92.


Innanzitutto, pur essendo un progetto che all’interno dell’azienda era stato pianificato da tempo, a loro è stato dato un preavviso di un paio di settimane; li abbiamo chiamati a metà Gennaio, abbiamo descritto loro il progetto e tutti hanno accettato subito con entusiasmo, presentandosi al Meeting del 3 Febbraio pronti e carichi di aspettative..
Per trovare le figure idonee non siamo andati a cercare i “fuoriclasse”commerciali proposti dalle associazioni degli agenti di commercio, ma abbiamo orientato la nostra scelta verso quelle figure che si erano già dimostrati campioni in casa (nel loro lavoro quotidiano di System Integrators) ma che per noi avevano le caratteristiche idonee per diventare i potenziali campioni del futuro in un ruolo, quello dell’Area Manager, per loro fin ad oggi sconosciuto.
Infine la cosa più importante: lo spirito di squadra. Durante la cena di Venerdì 3 Febbraio erano riunite in una stanza una trentina di persone che fino ad allora si erano sentite per lo più solo telefonicamente; in una stanza di un ristorante, tra risate, discussioni tecniche e confronti commerciali si potevano sentire una decina di dialetti diversi, ma l’aria che si respirava era un’aria che preannunciava grandi risultati.

Il mondo della telefonia di oggi vede presenti sul mercato autentiche corazzate, create e strutturate per fare piazza pulita della concorrenza soprattutto in una scriteriata corsa al ribasso dei prezzi a scapito molto spesso della professionalità e della qualità del servizio. La nostra squadra invece è stata creata per andare ad assistere tutta la nostra rete Partner nelle loro battaglie quotidiane, basate su sopralluoghi, progetti e preventivi; VoipVoice ha sempre basato il proprio lavoro sul supporto, sull’assistenza e sul gioco di squadra e da oggi, abbiamo 11 campioni in tutta Italia che ci aiuteranno a raggiungere nuovi e importantissimi traguardi.

Sono lieto di presentare ai lettori del Blog la squadra dei nostri Area Manager:

 

– MARCO ANSELMI, Area Manager del Lazio
– ELIO CLARA, Area Manager del Trentino Alto Adige
– DANIELE DE SALVO, Area Manager dell’Emilia Romagna
– GIULIANO DONATO, Area Manager del Friuli Venezia Giulia
– ANTONIO FINOCCHIARO, Area Manager della Sicilia
– GRAZIANO FRACCHIOLLA, Area Manager della Puglia
– GERARDO GUADAGNO, Area Manager della Campania
– FABIO MARCON, Area Manager del Veneto
– LUIGI POLI, Area Manager della Toscana
– ALESSANDRO TREVISAN, Area Manager della Liguria
– EDOARDO VENTRELLI, Area Manager della Lombardia

 

Nei prossimi giorni gli Area Manager contatteranno i nostri Partner per fissare un appuntamento conoscitivo; se ancora non siete Partner VoipVoice e desiderate avere informazioni sui nostri servizi scrivete a commerciale@voipvoice.it, io, i miei colleghi del reparto commerciale e, da oggi, i nostri Area Manager, saremo a vostra disposizione per qualsiasi richiesta o necessità.

– Luigi Poli –

Chi VoIP mangia le Mele

INSPIRATION: Nel 1969 la Piaggio realizzò lo spot che rivoluzionò la pubblicità in Italia. Il pubblicitario fiorentino Gilberto Filippetti, ebbe l’idea di uno slogan guardando i giovani che nel  68 stavano contestando il grigio mondo degli adulti. “Chi Vespa mangia le mele, chi non Vespa NO!” In pratica chi andava in Vespa trasgrediva, cambiava le regole, un modo per far sentire ai giovani di condividere le loro istanze ed essere dalla loro parte, introducendo un linguaggio nuovo. Oliviero Toscani lo ha definito un colpo di genio che i creativi inseguono ancora; il disegnatore di fumetti Guido Crepax fece dire al suo personaggio Valentina: Chi Valentina mangia le mele; Vasco Rossi cita esattamente lo slogan nella canzone Bollicine: coca cola chi/coca cola chi vespa mangia le mele/coca cola chi?!?/coca chi non vespa più e mangia le pere…Qualcuno sostiene che la mela stilizzata con un morso perfettamente rotondo realizzata da Filippetti sia stata essa stessa di ispirazione per il logo della Apple. In fondo l’azienda di Steve Jobs nacque sette anni dopo.

CONCEPT: Il Video vuol essere un omaggio allo spot della Piaggio degli anni 60. Una mela diventa la terra, un fascio luminoso ci porta sulla terra, primo piano di tutti i componenti di VoipVoice che mangiano una mela, un fascio luminoso unisce tutti personaggi, ad ognuna una scritta differente che rappresenta una scelta, un modo di essere, un vantaggio. Chi sceglie il VoIP sceglie queste cose. Il fascio torna nello spazio e la terra diventa una mela mangiata.

CLAIMS: Scegli l’Innovazione. Scegli il Risparmio. Scegli di Trasgredire. Scegli di essere Efficace. Scegli di essere Te Stesso. Scegli la Mobilità. Scegli di superare i tuoi Limiti. Scegli il Futuro. Scegli l’Affidabilità. Scegli il Cambiamento. Scegli la Convergenza. Scegli la Flessibilità. Scegli di essere Smart. Scegli di cambiare le Regole. Scegli il VoIP. Chi VoIP mangia le mele.

CREDITS
Realizzazione video: PROFESSIONAL VIDEO EMPOLI

Attori: Simone Terreni, Parminder Kaur, Alessia Rustichini, Valentina Maionchi, Roberta Terrasi, Serena Masoni, Matteo Martellacci, Edoardo Ventrelli, Luigi Poli, Martina Giacomelli, Samuel Lo Gioco, Ylenia Cecchetti, Gabriele Nannotti, Linda Mezzotero e Alberto degli Alessandri.

Location: VoipVoice Srl

Music from SoundCloud: James Carter x Levi Remix [Shape of You – Ed Sheeran]

Buona Visione, Buon VoIP

Le Bandierine

“Ogni anno, 25 piloti prendono parte al campionato mondiale di Formula 1, e ogni anno due di noi perdono la vita. Chi può scegliere un lavoro simile? Non le persone normali, questo è sicuro. Ribelli. Pazzi. Sognatori. Persone che farebbero qualsiasi cosa per lasciare il segno e che sono disposti a morire pur di riuscirci.”

– Niki Lauda –

Correva l’anno 1976 e il mondo del Formula 1 divenne particolarmente interessante. Questo perché in pista c’erano due piloti che, al costo della loro vita, volevano vincere il titolo mondiale.

Loro due erano Niki Lauda, quello determinato, quello con rigore e attento ai dettagli, con il soprannome “il Computer“, e James Hunt, il ribelle, lo spericolato, pieno di vizi e soprannominato “lo Schianto”.

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Niki Lauda e James Hunt

16 gran premi da correre con un unico obiettivo: tagliare il traguardo per primi. Lauda al monoposto della Ferrari contro Hunt sull’abitacolo della Maclaren. Le prime 6 gare vennero vinte da Lauda con estrema facilità fino all’ottava gara dove cominciò a farsi vedere Hunt.

Quest’ultimo vinse le due successive gare posizionandosi davanti a Lauda.

Il pericolo imminente della morte era sempre presente sulle piste di questo sport. Infatti si manifestò con un brutto incidente per Lauda, nel nono gran premio disputato in Germania, dove si salvò per miracolo grazie all’aiuto di Arturo Merziario e altri piloti.

Lauda venne portato d’urgenza in ospedale dove rimase per diverse settimane con gravi ustioni sulla fronte. Lui vedeva vincere Hunt dal letto dell’ospedale e voleva assolutamente ritornare sulla pista per finire il campionato. Con gran fatica e nonostante il parere contrario dei medici dopo solo 6 settimane ritornò a correre sulla pista dell’Italia. Giunse quarto al traguardo.

Hunt nonostante la grande volontà di Lauda non si fermava e continuava a vincere avvicinandosi così all’avversario, all’ultimo gran premio, distaccato di soli 3 punti, .

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Sulla pista

Il gran premio di Giappone iniziò con la pioggia che non era favorevole per la corsa. Venne deciso comunque di far correre i piloti perché l’interesse pubblico per questo premio era altissimo.

La gara iniziò ma al secondo giro Lauda si ritirò perché non voleva rischiare per la seconda volta la sua vita e poteva solo sperare nel quarto posto di Hunt.  Lui però si piazzò al terzo vincendo così il suo primo ed unico titolo mondiale.

La rivalità tra i due ha fatto uscire le loro competenze e capacità per vincere e raggiungere i loro obbiettivi.

Vi racconto questa storia non tanto per le rivalità ma perché l’obbiettivo di questi due piloti era uno solo: vedere la bandiera a scacchi che annunciava la fine della corsa.

Quella bandiera che costava fatica, sudore e dedizione. Quella bandiera che dava importanza a quello che succedeva prima della fine corsa.

Tra i nostri reperti storici in questi giorni trovai delle bandierine che mettevamo sulla cartina italiana, che avevamo nel nostro ufficio, quando facevamo un rivenditore. Ogni bandiera era contrassegnata con il nome del rivenditore.

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Le Bandierine

Vedere riempire i spazi sulla cartina ci mostrava il nostro traguardo cioè quello di avere almeno un rivenditore in ogni regione Italiana, che avevamo in quel momento. Pian piano però non bastava più lo spazio sulla cartina, anzi per la regione Lombardia abbiamo dovuto stampare una cartina a parte 🙂

Vi chiederete cosa c’entra tutto questo con il reparto tecnico di cui faccio parte?

Semplice, noi dobbiamo far rimanere lì queste bandierine.

La nostra bandierina è una specie patto di fiducia che noi abbiamo stipulato con il nostro partner. Quando si presenta una segnalazione non necessariamente ci deve essere una soluzione immediata a questa ma ci deve essere uno scambio di comunicazione continuo che infonda sicurezza e che faccia capire al partner che stiamo prendendo cura della sua situazione.

Ciò che ci porta ogni anno al nostro traguardo finale è la nostra passione per il nostro lavoro dove ogni mese viene visto come un piccolo gran premio che dobbiamo sempre raggiungere per vedere anche noi la nostra bandiera finale portarci, oltre il sorriso, una grandissima soddisfazione.

Siamo i sognatori, i ribelli e i pazzi, di cui parla sopra Niki Lauda, pronti ad affrontare anche il campionato del 2017!

Parminder Kaur

Nota Bene:  Sulla rivalità di questi due grandissimi piloti vi consiglio il film Rush, di Ron Howard, che racconta il campionato del 1976.

“Posso farvi una domanda?”

Se vi dico “squadra” qual è la prima cosa che vi viene in mente?

Mi è venuto spontaneo chiederlo a chi, con me, ne forma una.

Mi hanno risposto così: coraggio, sacrificio, unione, condivisione, stimoli, sincronia. Qualcuno penserà alla propria squadra del cuore, allo sport in generale, qualcun’altro al suo team di lavoro o in maniera bizzarra al “righello” che si usava alle scuole medie per fare i disegni tecnici; altri invece mi hanno detto: supporto, fiducia, collaborazione, forza, legame, famiglia.

Penso che la parola “squadra” le racchiuda tutte, ma se la domanda fosse stata posta a me, avrei risposto: unione, impegno, adattamento ed armonia, soprattutto armonia.

Si. Perché quando si fa parte di una squadra siamo uniti dalla gioia di una vittoria al dolore di una sconfitta, dalla passione agli obbiettivi che ci siamo posti; dall’impegno per raggiungerli, per migliorarsi, per supportare chi è con noi. Ed infine, ciò che distingue e rende più forte una squadra, l’armonia .

Gioco a pallavolo dell’età di 8 anni e in questo strano sport, sono strettamente unita alle mie compagne. Non posso toccare la palla due volte di seguito, sennò è punto per l’avversario. Per fare punto dobbiamo mettere nelle migliori condizioni le attaccanti e per evitare di farcelo fare le nostre posizioni di difesa sono strettamente coordinate.

Sicuramente, Mauro Berruto, ex CT della Nazionale Maschile, nel suo articolo “Cari Genitori” vi spiega meglio cosa intendo.

La domanda che sorge spontanea è: cosa c’entra tutto questo con il mio lavoro?

Semplice. Io, insieme ai miei colleghi siamo una squadra, la VoipVoice.

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Greta Tofani, Valentina Maionchi ed io facciamo parte del reparto amministravo, e come ben sapete: ci occupiamo di processare le richieste, nuove o portate, delle numerazioni VoIP e ADSL. Di inserire i nuovi rivenditori e i contratti, gestiamo gli insoluti e le provvigioni, attiviamo e disattiviamo le deviazioni e rispondiamo ad ogni vostra richiesta amministrativa.

Ma come quando un giocatore entra in campo dalla panchina, io, quando ce n’è la necessità aiuto il nostro reparto tecnico. Naturalmente, non sono competente come chi lo forma, ma mi stanno allenando.

La mia formazione è iniziata circa un anno fa, le mie colleghe mi hanno introdotto al loro reparto spiegandomi le “basi” e come risolvere le segnalazioni più frequenti.

La nostra priorità è riuscire a risolvere nel più breve tempo possibile e nel miglior dei modi la problematica riscontrata. Ed è per questo motivo che quando una delle mie colleghe è fuori per eventi, ad esempio, che io mi dedico completamente a prendere le segnalazioni e a gestire quelle di mia competenza. In questo modo, chi affianco è agevolato a risolvere le situazioni più complicate.

Un giocatore che si rispetti, si allena costantemente. Ed è perciò che, periodicamente, tengo dei corsi di aggiornamento con Parminder Kaur o Roberta Terrasi ed insieme ne seguiamo degli altri, per migliorare le nostre competenze.

Un perfetto gioco di squadra, dove chi ha bisogno di supporto viene aiutato e chi si ritrova con un giocatore in meno, riadatta il suo assetto.

Mi presento per chi, ancora, non mi conosce. Mi chiamo Alessia Rustichini, ho 20 anni e faccio parte del reparto amministrativo, all’occorrenza, del supporto tecnico.14593749_10153985812432218_2082478138_n

Sono sempre più convinta di quello che ho scritto nel mio primo articolo:

Mi viene in mente quel proverbio che dice “tutti sono utili, ma nessuno è indispensabile “. Sono arrivata alla conclusione che si, in alcuni casi può rivelarsi vero, ma nella nostra squadra è assolutamente inappropriato, sbagliato.

Siamo tutti indispensabili, dei miei colleghi del reparto commerciale a quello del marketing, dal reparto tecnico a quello amministrativo, a chi collabora con noi.

Che armonia quando giochiamo!

“Non c’è nessuno che può schiacciare se non c’è un altro che alza, nessuno che può alzare se non c’è un altro che ha ricevuto la battuta avversaria.”     Mauro Berruto

– Alessia Rustichini-

 

Il servizio di Provisioning e il Reparto Tecnico di VoipVoice rispondono ogni giorno lavorativo dalle ore 9,00 alle ore 18,00 o tramite mail agli indirizzi provisioning@voipvoice.it – customercare@voipvoice.it.