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Partner Meeting VoipVoice Sicilia 2017

La Sicilia è stata la regione di partenza per i Partner Meeting VoipVoice.  Mi sento veramente soddisfatto e inebriato non solo dall’odore del mosto e dall’atmosfera tipica di uno dei più conosciuti vigneti  siciliani che ci ha ospitato, ma soprattutto dall’entusiasmo dimostrato da tutti i partecipanti all’evento. L’impegno messo per la preparazione dell’evento mio di Simone, Serena, Rachele, Katiuska e tutta la VoipVoice  alla fine è stato ripagato da una giornata riuscita senza intoppi e che spero abbia lasciato qualcosa ad ogni partner che ha partecipato.

Ma cominciamo dal principio…

Venerdì 28 aprile, presso le “Cantine Nicosia” a Trecastagni, sulle pendici dell’Etna, si è tenuto il primo Partner Meeting  VoipVoice Sicilia 2017, che ha visto la partecipazione di 12 Aziende Partner provenienti da tutta la Sicilia.

Alle 10.30, dopo un rapido welcome coffee, ci accomodiamo in sala conferenze e subito prende la parola Simone Terreni, Managing Director VoipVoice, che dopo aver salutato tutti i partecipanti, presenta VoipVoice, la grande crescita avuta negli ultimi anni, i vari Reparti e le persone che ne fanno parte ma, soprattutto, ci spiega perché la Sicilia è stata scelta come prima tappa di questo Tour Regionale.

“La Sicilia è la regione più lontana. Abbiamo deciso di iniziare da qui per dare un segnale a tutti  dell’interesse che nutriamo verso i nostri Partner.  Vogliamo che tutti possano sentirsi  gli uni più vicini agli altri. Inoltre adesso, tramite la figura dell’Area  Manager di zona,  Antonio Finocchiaro, i Partner  potranno avere un collegamento ancora più diretto con l’azienda.

“Ecco…mi ha presentato!”. Adesso tocca a me prendere la parola, ma inizio, con voce bassa e un po’ di timidezza, la mia presentazione, ma presto prendo sicurezza e spiego ai nostri Partner i Listini, le Procedure Aziendali e come proporre i prodotti  VoipVoice.

Sono rimasto molto soddisfatto di come si è svolta la prima parte della giornata, che a mio parere è stata PERFETTA!

Dopo il light lunch, durato più di un ora che di light non aveva niente, con Simone decidiamo di cambiare la scaletta del pomeriggio ed anticipare le Premiazioni ai Partner. Siamo quindi scesi in Bottaia, una cantina bellissima, dove abbiamo premiato i Partner per fatturato, per crescita di badge e consegnato loro gli attestati.

La mattina passa velocemente ed il pomeriggio altrettanto in fretta, o almeno così sembra, dati gli argomenti e gli aneddoti interessanti e coinvolgenti  del Workshop Formativo sulle Tecniche di Vendita per il VoIP che ha tenuto Simone Terreni. Il Meeting volge al termine e verso le 17.00 si passa al tour all’interno delle Cantine Nicosia e, dopo i dovuti saluti io e Simone ci ritroviamo a chiacchierare  con un meritato  bicchiere di vino.

“Simone, cosa ne pensi della giornata appena passata ?”                                                                   “Sono soddisfatto. La giornata è stata perfetta e la location bellissima. I nostri partner mi hanno trasmesso molta energia. Ho notato la loro voglia di fare e di mettersi in gioco per cambiare le realtà imprenditoriali e immettersi nel mondo del Voip con uno spirito più agguerrito e consapevole. Mi sono divertito!”

Queste sue parole e la fiducia datami, mi danno la carica e posso dire che sono pronto per affrontare nuove sfide e nuove opportunità che questo Meeting  porterà al nostro gruppo. Un grazie di cuore a tutti.

Antonio Finocchiaro

Qua sotto trovate i miei contatti:

Antonio Finocchiaro
Area Manager Sicilia
antonio.finocchiaro@voipvoice.it                                                                                                                 +39 3938221109

Ecco alcune fotografie dell’evento:

 

Play With VoipVoice!

Penso che la gamification sia semplicemente il riflesso del nostro innato desiderio, in quanto umani, di venir riconosciuti.

Dave McDermott, Direttore vendite, Kelly Services.


Conoscete il termine Gamification?
Con questo termine si intendono quelle soluzioni o strategie che utilizzano le dinamiche dei giochi o dei videogiochi per creare soluzioni in grado di creare un vantaggio per le aziende e per i brand.

Il termine Gamification è stato introdotto per la prima volta in pubblico nel febbraio 2010 da Jesse Schell, un famoso game-designer americano, alla “Dice Conference” di Las Vegas.

Il principio base che sta alla base di questa strategia di marketing è quello di utilizzare le dinamiche e meccaniche del gioco:

  • Punti
  • Livelli
  • Ricompense
  • Distintivi
  • Doni

per stimolare alcuni istinti primari di un essere umano: competizione, status sociale, compensi e successo.

Gli obiettivi della Gamification sono molti tra i quali:

  • Fedeltà
  • Creare Reclutamento
  • Divertire e Coinvolgere

Sono tantissime le aziende che hanno applicato il principio della Gamification per creare engagement; Heineken, per esempio, è uno dei brand che più si avvale di queste tecniche per il
successo delle sue campagne pubblicitarie. Nel 2014 ha lanciato Crack The US Open,
campagna che assegnava i biglietti gratuiti per il torneo di tennis con una sorta di caccia al tesoro su Instagram. Il gioco consisteva nel trovare gli indizi, da reperire grazie ad appositi indovinelli, in un mosaico in cui apparivano gli spettatori particolari e stravaganti del torneo. Un “Indovina Chi” virtuale che ha portato il 20% di follower in più sulla pagina.

Altro esempio è quello relativo al brand Coca-Cola. Nel 2011 uscì il gioco online The Impossible Man, in cui, chi superava diversi livelli del digital game e portava con sé più amici sul sito web per farli iscrivere e giocare, poteva vincere i premi in palio.

Anche VoipVoice, come tantissime altre aziende, utilizzano la tecnica della Gamification come fonte di engagement e di fidelizzazione del Partner. Il nostro gioco è molto semplice: abbiamo creato 8 Badge o distintivi che corrispondono ad un determinato livello da raggiungere. Ogni volta che un nostro Partner raggiunge un determinato livello passa di badge e questo gli permette di avere una serie di Benefit o premi.

Ma quali sono le regole del gioco?                                                                                                       Ogni nostro Partner ha una scheda che riporta il numero di clienti attivi e le variazioni di Badge fatte durante l’anno. Il calcolo dei Badge lo facciamo in base al numero dei clienti che hanno attivato nuove numerazioni VoIP o nuovi servizi ADSL. In caso di Subentro o di Clienti già presenti nella scheda Partner il numero rimane invariato. Nel caso, invece, di una disdetta totale dei nostri servizi il numero va a calare e il Partner può tornare al precedente Badge.

Le regole le abbiamo capite, adesso andiamo a vedere quali sono i Benefit per ognuno di questi badge.


Primo Livello: NEWBIE                                                                        

Si diventa Newbie quando si stipula il primo contratto con VoipVoice.

BENEFIT:

  • Inserimento nel nostro Database Partner
  • Inserimento nella nostra Mailing List
  • Inserimento della notizia della nuova partnership all’interno dei nostri Social Network
  • Supporto Tecnico e Commerciale
  • Analisi di fattura e documentazioni dei clienti gratuite
  • Test Gratuito per ogni cliente del Partner comprensivo di una settimana di traffico VoIP
    illimitato

Secondo Livello: JUNIOR

Si diventa Junior quando si raggiunge il primo cliente contrattualizzato.

BENEFIT:

  • Listino VoIP Partner, come offerta dedicata
  • Erogazione delle Provvigioni

Terzo Livello: SENIOR

Si diventa Senior quando si raggiungono i tre clienti contrattualizzati

BENEFIT:

  • Accesso all’Area Riservata di VoipVoice,
  • Attivazione della scontistica degli accordi quadro con i Distributori
  • Attivazione dei benefit con Segreterie Telefoniche e Segreteria VoIP.

Quarto Livello: CERTIFIED

Si diventa Certified quando si raggiungono i cinque clienti contrattualizzati.

BENEFIT:

  • Pubblicazione sul nostro sito nella sezione Rivenditori
  • Segnalazione dei clienti in base all’area geografica
  • Omaggio VoipVoice

Quinto Livello: EXPERT

Si diventa Expert quando si raggiungono i dieci clienti contrattualizzati.

BENEFIT:

  • Applicazione del nostro miglior listino
  • Assistenza prioritaria
  • Materiale Marketing VoipVoice

Sesto Livello: DOCTOR

Si diventa Doctor quanto si raggiungono i venti clienti contrattualizzati.

BENEFIT:

  • Aumento delle provvigioni
  • Bonus  spendere in attività Marketing di Inside Factory
  • Gadget VoipVoice
  • Premio

Settimo Livello: PROFESSOR

Si diventa Professor quando si raggiungono i cinquanta clienti contrattualizzati.

BENEFIT:

  • Aumento delle Provvigioni
  • Bonus per le attività Marketing di Inside Factory
  • Viaggio Premio

Ottavo Livello: SUPERSTAR

Si diventa, infine, Superstar quando si raggiungono i 100 clienti contrattualizzati.

BENEFIT:

  • Bonus da spendere nelle attività Marketing di Inside Factory
  • Viaggio Premio all’Estero

Non è semplicemente voler seguire una moda o voler cavalcare l’onda. Per noi questo è uno strumento che permette di far crescere i nostri Partner e allo stesso tempo ci aiuta a crescere.

Che dire?!

PLAY WITH VOIPVOICE!

 – Serena Masoni –

Chi VoIP mangia le Mele

INSPIRATION: Nel 1969 la Piaggio realizzò lo spot che rivoluzionò la pubblicità in Italia. Il pubblicitario fiorentino Gilberto Filippetti, ebbe l’idea di uno slogan guardando i giovani che nel  68 stavano contestando il grigio mondo degli adulti. “Chi Vespa mangia le mele, chi non Vespa NO!” In pratica chi andava in Vespa trasgrediva, cambiava le regole, un modo per far sentire ai giovani di condividere le loro istanze ed essere dalla loro parte, introducendo un linguaggio nuovo. Oliviero Toscani lo ha definito un colpo di genio che i creativi inseguono ancora; il disegnatore di fumetti Guido Crepax fece dire al suo personaggio Valentina: Chi Valentina mangia le mele; Vasco Rossi cita esattamente lo slogan nella canzone Bollicine: coca cola chi/coca cola chi vespa mangia le mele/coca cola chi?!?/coca chi non vespa più e mangia le pere…Qualcuno sostiene che la mela stilizzata con un morso perfettamente rotondo realizzata da Filippetti sia stata essa stessa di ispirazione per il logo della Apple. In fondo l’azienda di Steve Jobs nacque sette anni dopo.

CONCEPT: Il Video vuol essere un omaggio allo spot della Piaggio degli anni 60. Una mela diventa la terra, un fascio luminoso ci porta sulla terra, primo piano di tutti i componenti di VoipVoice che mangiano una mela, un fascio luminoso unisce tutti personaggi, ad ognuna una scritta differente che rappresenta una scelta, un modo di essere, un vantaggio. Chi sceglie il VoIP sceglie queste cose. Il fascio torna nello spazio e la terra diventa una mela mangiata.

CLAIMS: Scegli l’Innovazione. Scegli il Risparmio. Scegli di Trasgredire. Scegli di essere Efficace. Scegli di essere Te Stesso. Scegli la Mobilità. Scegli di superare i tuoi Limiti. Scegli il Futuro. Scegli l’Affidabilità. Scegli il Cambiamento. Scegli la Convergenza. Scegli la Flessibilità. Scegli di essere Smart. Scegli di cambiare le Regole. Scegli il VoIP. Chi VoIP mangia le mele.

CREDITS
Realizzazione video: PROFESSIONAL VIDEO EMPOLI

Attori: Simone Terreni, Parminder Kaur, Alessia Rustichini, Valentina Maionchi, Roberta Terrasi, Serena Masoni, Matteo Martellacci, Edoardo Ventrelli, Luigi Poli, Martina Giacomelli, Samuel Lo Gioco, Ylenia Cecchetti, Gabriele Nannotti, Linda Mezzotero e Alberto degli Alessandri.

Location: VoipVoice Srl

Music from SoundCloud: James Carter x Levi Remix [Shape of You – Ed Sheeran]

Buona Visione, Buon VoIP

Le Fiere sono ciò che non ti aspetti

Le fiere sono un’opportunità o una spesa senza alcun ritorno tangibile?
In anni che partecipo a fiere di settore, insieme all’azienda che rappresento, ne ho sentite di tutti i colori. Ogni anno si gioca sempre al ribasso e sempre più spesso mi capita di sentire frasi come “quest’anno ha perso tanto. Gli anni passati c’era molta più gente!” E poi ci sono espositori che come i visitatori, parlano della Fiera denigrandola con frasi come “i visitatori non hanno niente a che fare con il mio target” e ancora “ogni anno ci sono sempre meno visitatori“.
Ora, dal mio punto di vista, se una parte dei visitatori non rispecchia il tuo target devi tenere conto che sia normale. Quando organizzi iniziative pubbliche ci sono sempre gli “imbucati“. Si tratta di quelle persone che, fingendo di essere un tuo potenziale cliente, si avvicinano al tuo stand con un obiettivo ben chiaro: ottenere i tuoi gadgets! Credimi, non è possibile evitare questo tipo di visitatore. Per quanto si possa fare un buon lavoro di selezione riescono SEMPRE a trovare il modo per imbucarsi.
Per quanto riguarda il numero in calo dei visitatori, anche questo è nella normalità. La colpa non è dell’organizzazione fieristica. Oggi, con l’avvento del Web, il 90% dei contenuti delle aziende sono reperibili ovunque con: video, informazioni dettagliate sui prodotti e nuovi mezzi di comunicazione diretta come la chat in realtime dal sito dell’azienda la quale, senza necessità di richiedere dati personali, puoi fornire qualsiasi informazione.
Ma credi veramente che le organizzazioni fieristiche, che da decenni organizzano Fiere, non se ne siano accorte? Pensi che ancora non abbiano messo a fuoco la strategia da mettere sul campo consapevoli di quanto specificato sopra?
Conosci le attività che un’organizzazione fieristica mette in pratica per organizzare una fiera?Te le dico io!
  • Forte investimento nella comunicazione: cartellonistica stradale, pubblicità su quotidiani cartacei locali, Social Promotion e creazione di contenuti per il Web.
  • Creazione di contenuti strategicamente studiati per suscitare interesse al target di riferimento.
  • Strategie di intrattenimento in Fiera (questo per far sì che il visitatore non scappi dopo il primo giro). Tra i vari intrattenimenti ci sono i workshop formativi e le interviste a specialisti di settore.
  • Forte investimento nella Brand Awareness: fondamentale! (associare il brand dell’organizzazione fieristica a un evento di riferimento in una determinata categoria).
  • Creazione di contenuti e intrattenimenti sul Web che diano seguito alla Fiera. Ad esempio con video interviste, articoli, Podcast, etc…
Ora, se hai mai avuto modo di mettere in pratica anche solo uno dei punti sopra indicati saprai bene quanto tutto questo sia difficile. In fondo è anche per questo che noi espositori ci affidiamo a loro, altrimenti lo avremmo fatto per conto nostro.
Ma purtroppo è più forte di noi, è nella nostra natura, quando qualcosa non porta i risultati aspettati siamo sempre pronti a scaricare la colpa. Purtroppo sono poche le persone che riescono a mettersi in discussione domandandosi “ma sono sicuro di aver dato il meglio di me per attrarre il visitatore che rispecchia le caratteristiche del mio target?
Per noi di VoipVoice le Fiere hanno sempre rappresentato un’opportunità per il Business dell’azienda e questo portando a casa SEMPRE dei risultati tangibili. Non a caso, avendo compreso la strategia migliore del Marketing di Fiera, siamo stati premiati da una di queste organizzazioni (SMAU Fiera) come “Miglior Espositore” per ben 2 anni di seguito.
Ti stai chiedendo come abbiamo fatto? Oggi voglio raccontartelo!
Sarò approssimativo perché riuscire a dettagliare ogni singola attività comprenderebbe scrivere pagine e pagine di contenuti, ma, se l’argomento ti interessa, puoi partecipare al Webinar gratuito che terrò il 7 novembre.
 Marketing di Fiera
LA PROMOZIONE:
Allora, innanzitutto per noi le attività di marketing iniziano prima, durante e dopo la Fiera.
[PRIMA] Circa due settimane prima iniziamo con la Social Promotion sui canali aziendali di Facebook, Twitter, LinkedIn, Google+ e Instagram. Questo invitando i nostri followers a venirci a trovare. Inoltre inviamo una newsletter a tutti i nostri contatti geolocalizzati nella regione dove si svolgerà la Fiera.
[DURANTE] Pubblichiamo in tempo reale foto dei visitatori e Partner che passano a visitarci al nostro stand.
[DOPO] Condividendo l’album delle foto e pubblicando un post sul Blog aziendale chiamato “diario di bordo“, dove raccontiamo dal punto di vista del visitatore e dell’espositore quello che abbiamo visto durante la Fiera.
Altri strumenti di nuova generazione che ritengo siano molto efficaci sono: SMS Marketing, Whatsapp, Telegram e Facebook Messenger. Ma questo te lo spiegherò durante il webinar 😉
Che tipo di vantaggi ci porta questa attività:
  1. La possibilità di invitare clienti e prospect.
  2. Dare ai clienti e prospect un’immagine dell’azienda presente sul territorio.
  3. La fidelizzazione dei clienti e fornitori.
  4. La creazione di contenuti sul Web.
COME STARE IN FIERA:
Questo aspetto è fondamentale. In Fiera ciò che devi fare più di tutto è DIVERTIRTI!
Quando una persona si applica nelle sue mansioni con divertimento trasmette POSITIVITA‘. E devi tener conto che le persone sono attratte da questa positività, poiché la felicità è contagiosa!
Ma per essere maggiormente efficaci è necessario anche applicare delle piccole regole quando si è in Fiera:
  1. Sorridere sempre!
  2. Mai stare seduti, al telefono o al PC.
  3. Mai dare le spalle ai visitatori che passano.
  4. Stare di fianco allo stand: perché il desk può rappresentare un muro tra l’espositore e il visitatore.
  5. Essere sempre gentili.
  6. Fare domande! (questo è utile per comprendere ciò che potrebbe interessare al visitatore)
Devi tenere presente che il visitatore non è lì per sentire il racconto completo della tua azienda e di tutti i servizi che offre, ma vuole sapere SOLTANTO ciò che gli interessa. Ricordati che dal momento in cui arriva il visitatore allo stand hai 15 secondi di tempo per capire l’argomento/servizio chiave, superato questo tempo, senza aver dato l’informazione che cerca, il visitatore entrerà in modalità “risposta automatica” perdendo così la sua attenzione.
IL GADGET:
Questo sarà la tua arma strategica di seduzione. Qui caro amico devi dare massima libertà alla fantasia!
Dietro al gadget ci deve essere però un attento studio per far sì che sia uno strumento per attirare l’attenzione del visitatore stimolandolo a passare al tuo stand. Anche qui ci sono delle regole base da rispettare:
  1. Deve creare curiosità.
  2. Deve saper creare viralità all’interno della fiera (così da divulgare il brand in tutta la Fiera).
  3. Deve essere strategico per conoscere il visitatore, ovvero deve darci il tempo di scambiare due parole mentre glielo offriamo.
  4. Deve essere in grado di creare ridondanza sui Social Network (questo per condividere i momenti durante la Fiera. Come accennato precedentemente).
Qui per farti capire meglio, durante il webinar del 7 novembre, avrò modo di presentarti alcuni esempi.
Bill Gates disse “Content is King“, oggi più che mai abbiamo preso coscienza di quanto sia vero. Solo che lui lo scrisse 20 anni fà con grande lungimiranza.
Ciò che oggi offre fama alle aziende di successo sono i contenuti di valore, ma su questo sono sicuro che non ti sto raccontando niente di nuovo. Però devi tenere presente che come me e te molti altri hanno appreso questo e oggi non basta soltanto creare il contenuto. Devi anche saper posizionarlo in un contesto preciso, e associarlo a quei canali che, come le organizzazioni fieristiche insegnano, siano canalizzati e associati a temi precisi. Inoltre, da buoni italiani, abbiamo bisogno di creare relazioni.
Per esperienza caro amico posso dimostrarti che partecipare alle Fiere di settore permette tutto questo. Grazie ad esse hai la possibilità di sviluppare contenuti e relazionarti con le persone, ottenendo così una Brand Awareness da Star!
Non ci credi? Bene, allora cerca VoipVoice e guarda quanti contenuti trovi 😉
Ah, dimenticavo! Se non ci credi posso sempre dimostrartelo il 7 novembre durante il webinar! Ma questo te lo avevo già detto…!? 😉
Per informazioni sui prossimi corsi di formazione o per organizzare un corso sul nostro canale potete contattarci allo 0550935400 oppure a marketing@voipvoice.it.

Il sorriso di Fahlman, l’inventore delle Emoticons

“Suggerisco di utilizzare la seguente sequenza di caratteri come indicatore di uno scherzo : – ) . Leggetelo di lato. In realtà, faremmo prima a contrassegnare le cose che non sono uno scherzo, date le tendenze attuali. Per queste, possiamo usare : – ( .”

Attraverso questo semplice messaggio lasciato in una delle prime BBS (Bullettin Board System – le antesignane dei forum group) della Carnegie Mellon University di Pittsburgh nel 1982, Scott Fahlman, all’epoca giovane ricercatore di AI (Artificial Intelligence – la scienza che cerca di far compiere ai computer scelte/azioni come se fossero dettate dalla mente umana), aveva codificato lo Smiley, dando origine a tutti quei simboli che sono stati poi identificati nelle Emoticons prima e nelle Emojii dopo.

primo-messaggioLa sequenza grafica proposta da Fahlman era costituita da tre caratteri: i due punti, il segno del meno e la parentesi ) per “marcatore dello scherzo”, la parentesi ( per indicare le cose serie.

Ma perché c’era bisogno di un Joke-Marker, di un indicatore dello scherzo?

arpanet-1974

ARPANET – 1974

Alla fine degli anni ’70, la Carnegie Mellow University era inserita tra le università statunitensi collegate da ARPANET, la prima rete di computer basata sulla Commutazione a Pacchetti, e i computer a disposizione erano dei grandi terminali, molto lenti, dove si poteva solo scrivere un testo, senza la possibilità di inserire né foto, né immagini né tantomeno video. Una tecnologia completamente diversa rispetto quella a cui siamo abituati oggi.

Per scambiarsi informazioni venivano utilizzate le mail e le BBS, due sistemi di comunicazione che possono essere considerati gli antenati dei Social Network odierni poiché lì vi si affrontavano non solo argomenti seri ed importanti, ma anche questioni private e venivano spesso fatte battute o scherzi, generando il più delle volte incomprensioni.

Fahlman ha ricordato, durante il suo recente intervento al Wired Next Fest 2016 a Firenze, che qualche giorno prima che proponesse lo Smiley come Joke-Marker, c’erano stati non pochi problemi tra docenti e rettore universitario dovuti ad uno scambio di mail sulla possibile perdita di mercurio qualora uno degli ascensori dell’università fosse dovuto andare in caduta libera schiantandosi al suolo: lo scherzo paragonava la discesa/salita dell’ascensore ad un termometro che misurava la febbre. Chiaramente stiamo parlando di un puro umorismo tech-nerd, proprio degli utilizzatori dei computer dell’epoca.

Prima della proposta di Fahlman, c’era stato chi aveva suggerito di inserire l’asterisco * accanto alle frasi scherzose, tuttavia il simbolo * poteva essere utilizzato anche come marcatore di qualcosa che doveva essere approfondito, che aveva bisogno di una specifica ulteriore e questo avrebbe creato inevitabilmente confusione. Oppure chi come Kevin MacKenzie aveva ipotizzato di utilizzare questa punteggiatura )- come simbolo di una linguaccia, dello scherzo appunto, ma la sua idea non trovò seguito e venne presto abbandonata.

La sequenza : – ) ribattezzata fin da subito come Smiley, sorriso, è nata quindi per indicare ciò che non doveva essere preso sul serio, come una frase divertente, e, analogamente, la sequenza : – ( creata per indicare “guarda, non sto scherzando, sono serio” è diventata ben presto il simbolo di qualcosa di triste o di negativo.

Scott Fahlman

Scott Fahlman

Attraverso il suo messaggio, Fahlman ha proposto una codifica del linguaggio testuale grazie ad un simbolo di chiara ed immediata comprensione, il volto umano.

Quello di cui non si era reso conto era l’assoluta viralità della sua idea: Fahlman pensava che il clamore iniziale si sarebbe esaurito nel giro di un paio di mesi, ma così non è stato. Con l’avvento di Internet e la diffusione del WWW grazie a Tim Berners-Lee, i computer iniziarono a circolare non solo nelle università e nelle aziende ma anche nelle case private: chiunque entrasse in contatto con le mail, i forum o i vari messaggi molto spesso includeva il simbolo 🙂 oppure 🙁 per accompagnare le sue parole.

emoticons

Elenco di Emoticons

: – ) è stato identificato fin da subito non solo come marcatore dello scherzo ma proprio come espressione dell’emozione umana della gioia, della felicità e della positività. Lo Smiley era diventato Emoticon Emotion Icon, un modo facile e intuitivo di esprimere le emozioni umane attraverso una sequenza grafica, l’icona appunto. Il termine Emoticon viene tradotto in italiano con la parola “faccina”, proprio a voler rimarcare quello che è il forte collegamento tra il volto umano e quelle sequenze grafiche che di lui vogliono esprimere le emozioni.

Faccina arrabbiata, piangente, stupore, bacio, sorriso a 24 denti, dispiacere: per moltissime emozioni umane è stato creato un simbolo preciso. Tante anche le varianti che si sono sviluppate: dall’abbreviazione dei caratteri togliendo il trattino del meno centrale : ) e : ( (Fahlman è solito definire questi simboli con disprezzo perché gli ricordano il volto di una rana), passando poi per le Kamoji, le Emoticons giapponesi così rappresentabili (*_*).

Emojii

Emojii

Partendo dall’analisi delle Emoticons e del ruolo che avevano nella comunicazione web, Shigetaka Kurita ha dato vita alle Emoji, dei simboli pittografici che hanno iniziato a diffondersi prima in Giappone alla fine degli anni ’90 e poi nel resto del mondo: il suo scopo era creare nuove icone che permettessero ai giovani di esprimersi utilizzando meno caratteri possibili di quelli permessi per l’invio di un messaggio.  Dalle faccine tonde e colorate, arricchite da espressioni sempre più bizzarre, siamo poi passati a simboli rappresentativi di persone, città, cibi, animali, stagioni, bandiere etc.

Facebook Reactions

Facebook Reactions

Facebook Reactions, introdotte ad inizio 2016, sono un’altra testimonianza di quanto sia importante per ogni individuo esprimere la propria emozione nel mondo Web e dei Social Network. Dal classico “Mi Piace” adesso è possibile dire se quel post/foto/video/link mi piace, ne sono innamorata, mi fa ridere, mi rende triste oppure arrabbiata.

Io insieme a Scott Fahlman al Wired Next Fest 2016

Io insieme a Scott Fahlman al Wired Next Fest 2016

 

Il 19 settembre 2016 è ricorso il 34 compleanno dello Smiley e, anche se il suo significato è cambiato rispetto all’inizio, il sorriso di Fahlman ha aperto le porte alla diffusione delle emozioni sul Web e sui Social Network.

 

Anche noi vogliamo fare la nostra parte! Con Inside Factory, il Brand powered by VoipVoice che si occupa di Formazione, E-Learning, Marketing e Organizzazione di Eventi, lavoriamo proprio sulle emozioni umane cercando di rappresentare un valore aggiunto per chi ci sceglie. Vogliamo emozionarci prima noi, guardandoci dentro, e attraverso la scelta di immagini e parole giuste, location fuori dagli schemi, la costruzione di una storia e lo StoryTelling, provare a regalare un’emozione anche agli altri, un sorriso extra-ordinario, perché “un sorriso è immediatamente riconoscibile da qualsiasi persona nel mondo, a prescindere dalla cultura”.

a cura di Martina Giacomelli 

Mi piace organizzare eventi… ma odio organizzarli!

Lo so, è un controsenso e tanti di voi adesso si staranno chiedendo “Ma come puoi odiare qualcosa che ti piace fare?”. Non è affatto semplice spiegarlo e proverò in questo articolo a presentarvi quello che odio del lavoro che faccio, ma che amo profondamente.

Quando si parlmarketing-trends4a di marketing spesso ci si
orienta all’idea di pubblicità, di grafici, di analisi di mercato e numeri. Qua alla VoipVoice non si tratta solo di questo, per noi il Marketing è Creatività, Innovazione, Coinvolgimento, Emozione. Quello che facciamo è cercare di coinvolgere i nostri partner a 360°.

Mi trovo qui adesso a fare un riepilogo di quanto fatto in questi 6 mesi, ma io non voglio parlare di analisi di mercato, né voglio annoiarvi con numeri e formule. Io voglio raccontarvi la parte organizzativa del reparto Marketing, voglio raccontarvi cosa sta dietro agli eventi a cui tanti di voi hanno partecipato. Come ben sapete VoipVoice non si ferma mai, viaggiamo per tutta Italia, presentando i nostri servizi, facendoci conoscere. La nostra agenda è sempre piena di impegni: Workshop, Training, Convention, Fiere e quando sembra che siamo fermi, anche in quel caso siamo attivi al 100% con i nostri Webinar e sui Social Network.

Questo anno siamo partiti con il Botto!

Il primo grande evento che abbiamo realizzato è stata la ConventionRicomincio da Die12804653_1089506521100119_4052201545602988496_nci” per festeggiare i 10 anni di VoipVoice che si è tenuta il 28 febbraio a Modena all’interno di una location di tutto rispetto: il Museo Casa Enzo Ferrari. Quando Simone ci ha comunicato il suo desiderio di realizzare questo tipo di evento, la prima domanda che mi è passata per la testa è stata: “Una Convention? E chi la sa realizzare una cosa del genere? Da dove si parte?”.  Avete idea di quante cose si deve pensare per realizzare una Convention? Era il momento di rimboccarsi le maniche, armarsi di tanta pazienza e voglia di fare e partire.

Primo Step: trovare la Location. Non devi cercare una location, devi cercare LA location. Deve essere inerente al messaggio che vuoi esprimere durante l’evento, deve essere bella, tanto da dare l’effetto WOW! La nostra scelta in questo caso ricadde sul Museo Casa Enzo Ferrari perché volevamo diffondere questo messaggio: come la Ferrari anche la VoipVoice sta crescendo e diventando una grande realtà italiana.

Secondo Step: una volta trovata la location era necessario organizzare TUTTO il resto: badge, cartelline, gadget, flyer, grafica dell’evento, inviti, convenzioni con gli hotel, liste dei partecipanti, sfondi per le foto, roll-up. Io e Martina stavamo affondando fra preventivi e scartoffie da compilare.

Terzo Step: la domanda qua è stata “come vuoi che l’evento si sviluppi?”. Dovevamo decidere l’agenda della giornata e metterci in contatto con il catering, decidere cosa offrire per il pranzo e cosa offrire per il welcome coffee.

Noi abbiamo voluto premiare i nostri Top Partner, per renderli ancora più partecipi, per coinvolgerli emozionalmente in prima persona. La cosa da fare è stata pensare con cosa premiarli e poi far realizzare i premi. Dovevamo lavorare affinché tutto fosse Perfetto! È questo che ci contraddistingue, la ricerca della perfezione. Cerchiamo di essere attenti e precisi in ogni dettaglio in modo tale da far vivere ai nostri partner delle esperienze positive.

Non è stato affatto semplice, ma visti i risultati ne è valsa la pena. La Convention è stata la conferma delle competenze che abbiamo sviluppato in questi anni organizzando eventi.

woman-hand-smartphone-desk-largeDopo questo grande evento abbiamo davvero iniziato a girare tutta Italia organizzando 20
eventi
che hanno visto la partecipazione di un totale di 450 partecipanti. Non crediate che gli eventi realizzati siano stati semplici da organizzare. Per questi tipi di eventi l’organizzazione è del tutto diversa: alcuni di essi sono eventi singoli, ma altri sono tour che toccano fino a 5 città in 5 date diverse.

Cosa fare in questo caso? Rimboccarsi le maniche ed armarsi di tanta pazienza. Anche qua devi seguire degli step.

Primo Step: mettersi d’accordo con il partner o con il cliente con cui o per cui devi organizzare l’evento, definire il format dell’evento e cosa importantissima, definire la o le date, che possano andare bene a tutti, perché alcuni di questi eventi vedono la partecipazione di più brand e trovare un accordo non è sempre facile.

Secondo Step: una volta decise le date parte la ricerca della location. A volte mi sono trovata ad inviare più di 30 richieste di preventivo ad hotel o sale meeting, trovandomi anche a dover parlare con delle persone non troppo socievoli o ad arrivare ad avere richieste impensabili!

Una volta ho richiesto un preventivo per una location su Milano, per un evento che aveva come format la mezza giornata, e mi hanno chiesto un prezzo di 8.000 euro per la sola sala meeting. Vabbé, ho premuto cancella e mi sono fatta una sana risata! Altre volte invece devi chiamare e richiamare più volte, perché alcuni non hanno nemmeno la decenza di risponderti. Devi essere pronta a contrattare, cercando di spillare il prezzo migliore!

Terzo Step: definire l’agenda dell’evento e il titolo. Definire l’agenda dell’evento non è semplicemente informare quando comincia e quando si conclude l’evento. È incastrare alla perfezione tutti i brand partecipanti, in modo tale che ognuno di loro abbia lo stesso tempo di intervento degli altri. Una volta pensato anche a questo puoi pensare all’invito.

Quarto Step: qua di solito siamo nei due giorni precedenti l’evento, il momento del Recall.
Il Recall è l’attività che ti permette di definire in modo preciso il numero di persone che parteciperanno all’evento, è il numero che comunicherai alla location per il servizio di catering. Quando vai a dare il numero definitivo di partecipanti, questo è un consiglio che il pexels-photo-mediummio collega Samuel Lo Gioco mi ha dato quando iniziai a lavorare alla VoipVoice, devi indicare almeno un 15-20% in meno di persone rispetto a quelli che ti daranno conferma. Devi tenere di conto delle persone che all’ultimo non si presenteranno per impegni lavorativi o personali. Quando vai a chiamare i singoli iscritti devi cercare di essere gentile, sorridente e disponibile alle domande che potrebbero fare. Alcuni magari non si ricordano dell’orario di inizio, altri non si ricordano la location. Io quando faccio il recall mi tengo sempre aperta la pagina di invito all’evento, in modo tale da essere pronta e veloce nel rispondere.

Non è detto che gli eventi riescano al 100%. È possibile che il giorno stesso dell’evento le persone che si presentano sono solo la metà di quelle che ti avevano confermato, o anche meno della metà. In questo caso devi fare un veloce Recall, capire chi verrà o no. Non tutti hanno l’accortezza di inviarti una mail per comunicarti che non si presenteranno. Quella è la volta che ti abbatti e pensi di aver sbagliato qualcosa. Cerchi di ragionare sul fatto che molto probabilmente poteva essere sbagliato il giorno e l’orario o che la città scelta fosse meno attraente rispetto ad altre. Sono cose che devi valutare bene, se non vuoi commettere altri errori. Questo è il momento in cui penso: “Eppure ci sono tante cose più semplici e meno stressanti da poter fare, perché continuo a cascarci?”. Io continuo a cascarci perché i risultati positivi sono stati tantissimi di più rispetto a quelli negativi. Vedere il partner o il cliente soddisfatto ti fa dire: “ok, sto facendo la cosa giusta. È quello che voglio fare”.

Poi ci sono le fiere. In questi sei mesi abbiamo partecipato a 7 Fiere. La Fiera è uno di quegli eventi che ti impegna a 360°. Io la vedo come un’arena in cui devi vestire i panni del leone. Non puoi essere passivo ed aspettare che la gente si fermi al tuo stand, devi essere attivo e fare in modo di fermare più persone possibili, perché è così che si creano contatti ed è così che ci si fa conoscere da quante più persone possibili.

voipvoice_premiazione_smauQuello che ci contraddistingue da altri espositori è il sorriso! Ed è per questo motivo e per aver utilizzato un approccio creativo e propositivo nell’attività di coinvolgimento del visitatore e per aver rafforzato la propria partecipazione attraverso l’utilizzo di strumenti di comunicazione innovativi, che siamo stati premiati, per il secondo anno consecutivo, come Best Exhibitor SMAU 2016! Anche per questo tipo di eventi la parte organizzativa è fondamentale e per niente rilassante. Lo stand ha un’importanza fondamentale. Quale posizione occuperai all’interno della Fiera? Quanto il tuo stand sa essere attrattivo? Devi pensare a come poter personalizzare lo stand (nel caso in cui te lo permettono), i roll-up da portare, i gadget da usare. Questo anno, al posto del caffè, serviamo del pop-corn. Abbiamo comprato una macchina professionale per pop-corn e ogni volta che partecipiamo ad una fiera ce la portiamo dietro, in modo da attirare ancora di più l’attenzione nella persona che passerà dal nostro stand. La nostra idea è farci ricordare.

LoGo Orizzontale INSIDE FACTORYAlla quarta tappa del Roadshow SMAU, che si è tenuta a Firenze il 7 e 8 luglio, abbiamo inaugurato Inside Factory, il nuovo Brand powered by VoipVoice.  Inside Factory è frutto di un’esperienza decennale nel campo degli eventi e si propone di essere il nuovo punto di riferimento per le aziende del settore ICT (e non solo) per l’organizzazione di Eventi, Corsi di Formazione, E-Learning e servizi Marketing. Quello che vogliamo fare è unire le competenze acquisite nel corso di questi anni con nuove idee in modo da coinvolgere emozionalmente coloro che si rivolgeranno a noi. Location fuori dagli schemi, Gadget personalizzati, Webinar su misura, Formazione innovativa: queste sono solo alcune delle caratteristiche che contraddistinguono i nostri servizi. Anche qua le energie spese per la realizzazione di questo progetto sono state tante, ma vederne la sua nascita è stata un’emozione grandissima e sono orgogliosa di fare parte di questo nuovo progetto.

Durante questi sei mesi abbiamo poi realizzato 21 sessioni di Webinar, ormai diventati un appuntamento importante e fisso,  che hanno avuto un totale di 2.341 iscritti. Abbiamo avuto la partecipazione di 17 importanti Brand e 12.382 visualizzazioni. Di volta in volta abbiamo trattato sempre nuovi argomenti Open Source, Landing Page e SMS, VoIP e Unified Communications, analisi tecnica su IP-PBX  e FreePBX, approfondimenti tecnici sui vari modem, router e gateway, utilizzo corretto di Linkedin, arte della vendita, essere efficaci sui Social Network, principi base per una corretta Leadership aziendale. Crediamo che formarsi, accrescere le proprie competenze e perseguire le proprie predisposizioni sia di fondamentale importanza, specialmente in un settore, quello ICT, dove i cambiamenti sono veloci e repentini. Per questo motivo abbiamo in programma ancora nuove sessioni di Webinar con temi interessanti.

E, a proposito di futuro, quali saranno i programmi di VoipVoice?

Intanto ci prediamo una meritata pausa estiva, perché è necessario ricaricare le energie per poter dare il massimo!

Ecco alcuni importanti appuntamenti che ci aspettano prossimamente:

Il 25-26-27 ottobre saremo a Milano per la quinta tappa del Roadshow SMAU 2016.

Il 29-30 novembre e l’1 dicembre parteciperemo a WPC 2016, la più grande conferenza italiana sulle tecnologie Microsoft, che si terrà sempre a Milano all’interno dell’NH Centro Congressi Milanofiori.

E poi ancora SMAU nei giorni 15 e 16 dicembre, per la sesta ed ultima tappa del Roadshow che si terrà nella splendida e calorosa Napoli!

TerminplanerInsomma, ancora tantissime cose da organizzare, ancora tanti capelli da perdere! Vedere il cliente soddisfatto cancella però tutto lo stress che può nascondersi dietro l’organizzazione di un evento, lasciando il posto alla felicità, all’orgoglio. E è questo che mi fa amare organizzare gli eventi, il fatto che alla fine, anche con tutta questa fatica e con tutto questo stress, puoi dire di aver realizzato una cosa bella e positiva.

Lo ripeto ancora: io odio organizzare eventi ma amo follemente organizzarli!

A cura di Serena Masoni.

Ti presento Inside Factory, il nuovo Brand powered by VoipVoice

Ecco quindi che quando Andy Warhol si trovava in ospedale nel 1968 dopo che la femminista radicale Valerie Solanas gli aveva sparato, si accorse di una cosa fantastica. Il suo staff dentro la sua Factory posta al 33 di Union Square a New York stava continuando a produrre le sue opere d’arte, le serigrafie per le quali era diventato famoso. I volti di Mao, Marylin Monroe, Che Guevara, la Coca Cola, la zuppa Campbell’s. E queste opere venivano vendute senza che lui facesse niente intascando un mucchio di soldi. Insomma capì di essere un’imprenditore e che al posto di uno studio d’arte aveva un’azienda.

Ecco quindi che la Factory divenne il primo laboratorio di industrializzazione dell’arte. L’arte usciva dai tristi musei e veniva messa in mezzo alla gente, diventava popolare (Pop Art), si mescolava con la pubblicità e diventava consumo, traendo ispirazione dalla quotidianità. Ma Warhol sapeva benissimo che il consumo, l’acquisto, la vendita è un’attività emozionale prima che fisica. Si compra per diventare migliore, per colmare il divario da dove siamo a dove vorremmo essere e quindi, se si doveva comprare un’arte, massificata certo, doveva comunque emozionare e permettere di socializzare. E quale grammatica più appropriata da utilizzare se non i colori che da sempre comunicano emozioni? Se ci pensate il nostro immaginario collettivo è fatto di colori e lo stesso soggetto se lo riproduci con i vari colori provocherà emozioni diverse. Dentro ognuno di noi.

Inside Factory Start

Inside Factory Start

Ecco quindi che quando dovevamo scegliere il nome del nuovo brand che VoipVoice ha lanciato in questi giorni mi capitò di vedere un documentario sulla Factory di Andy Warhol. Un luogo pazzesco, che ha avuto varie sedi, ma la prima e più famosa era ubicata al quinto piano in 231 East 47th street di New York: un edificio che precedentemente aveva ospitato una vecchia fabbrica di cappelli con scritto sopra Factory, per l’appunto. Nel corso degli anni nella Factory di Warhol passarono artisti come Lou Reed, Bob Dylan, Truman Capote, Mick Jagger, Jim Morrison, Salvador Dalì, Allen Ginsberg, Basquiat. Ditemi che li conoscete. Immensa fu l’influenza che questo luogo esercitò nella cultura americana e mondiale. Ancora oggi molti modi di pensare, di concepire l’arte di produrre emozioni e messaggi sono figli di quel concentrato di provocazioni e idee innovative. Factory: quale miglior nome per cercare di spiegare quello che avevamo intenzione di fare? Un laboratorio innovativo per realizzare eventi e formazione. Ma non bastava. Factory da solo non bastava, non rendeva abbastanza l’idea.

Ecco quindi che immediatamente parlando di emozioni e di colori mi venne in mente il bellissimo film della Disney/Pixar Inside Out. Nel film si racconta quello che avviene nella mente di Riley, una bambina di undici anni, dove vivono cinque emozioni: Gioia, Disgusto, Paura, Rabbia e Tristezza. Emozioni che ognuno di noi ha dentro di se. E ognuna di esse è connotata da un colore ben preciso. Industrializzazione degli eventi e della formazione certo, creare dei formati collaudati e funzionali come no, ma che possano, come i colori delle emozioni, arrivare dentro, dritti alla parte emotiva dei partecipanti.
Inside Factory!!!!!! 
Bingo!

Ecco quindi che la domanda successiva diventa: come è possibile allora realizzare una cosa del genere? Come si può riuscire a fare marketing, formazione, eventi in maniera standardizzata e professionale ma allo stesso tempo riuscendo a provocare delle emozioni? Ecco la risposta è molto semplice. Raccontando storie!!
Fin dalla preistoria l’uomo intorno al falò riviveva le emozioni della giornata e raccontava la storia delle cose che aveva fatto e in questo modo trasmetteva conoscenza ed esperienze senza averle vissute direttamente. Poi è arrivata la parola scritta, il teatro, la poesia, il canto e la musica, la pittura, la scultura, l’architettura, il cinema. E in ogni opera d’arte l’uomo ha raccontato storie, provocato l’immedesimazione in chi fruisce l’opera e trasmessa ad altri. Creando emozioni. Solo le emozioni possono far ricordare quello che si legge, solo le emozioni possono far cambiare le persone, solo le emozioni sono il motore con cui una persona cresce e si evolve. Le emozioni sono il motore stesso della vita.

Ecco quindi che io amo le storie. Ascoltarle, scoprirle, raccontarle. A volte quando trovo una storia che mi emoziona sono in grado di passarci ore, giornate, settimane, mesi e approfondirla, capirla, farla mia. E mi piacciono le storie che parlano di racconti di vita di persone reali. Spesso nella realtà, nel passato dell’uomo, negli avvenimenti di tutti i giorni si celano delle storie fantastiche e io per primo rimango sorpreso, spiazzato. Anche nel mio libro Dai Segnali di Fumo ai Social racconto storie. Anche quando vado in giro per l’Italia racconto storie. Anche quando faccio corsi di formazione racconto storie. Lo Storytelling è uno strumento potentissimo. Parte dal Contenuto (Content Marketing) ma lo sfrutta al massimo per influire sulle Emozioni del Cervello (Neuromarketing). Questo metodo mi ha portato nel tempo a raggiungere alcuni ottimi risultati sia nel lavoro che nella vita personale. Ed è questo quello che faremo noi. È questa la nostra Mucca Viola, dove ci differenzieremo da tutti gli altri. Abbiamo creato inizialmente una Business Unit di VoipVoice col nome di Inside Factory, un nuovo brand, per creare un nuovo modo di fare eventi e formazione, utilizzando soprattutto la nostra grande capacità Social. Perché la condivisione delle emozioni è il nostro principale scopo, come Andy Warhol. Obiettivo per il 2017, dopo un periodo di incubazione, creare una nuova azienda che possa camminare con le proprie gambe e che diventi un punto di riferimento per il settore ICT e non solo.

Ecco quindi sono lieto di presentarvi i membri della nostra Business Unit Inside Factory (sotto trovate anche le foto):

Simone Terreni: Founder, Storyteller, Formatore
Samuel Lo Gioco: Managing Director, Marketing Strategist, Formatore.
Martina Giacomelli: Marketing Junior, Organizzatrice di Eventi.
Serena Masoni: Social Media Manager.
Ylenia Cecchetti: Giornalista, Moderatrice, Traduttrice.
Greta Tofani: Responsabile Amministrativa.

Ecco quindi che all’occorrenza abbiamo anche un Servizio Hostess fatto da ragazze in gamba e professionali abituate a realizzare eventi e a stare in fiera nel modo giusto: Parminder Kaur, Roberta Terrasi, Alessia Rustichini, Valentina Maionchi.

Ecco quindi i Servizi Classici in ambito di Organizzazione Eventi che siamo in grado di fare:

Workshop – Presenta i Prodotti/Servizi del tuo Brand
Training – Conosci, Insegni, Certifichi
Corso Live – La Formazione Specifica per il Mondo Business
Keynote – Lo Speech su Misura per Te
Fiera – Esponi il tuo Brand nelle Manifestazioni di Settore
Convention – Il Convegno Collettivo che Mostra l’Azienda al Meglio

Ecco quindi i Servizi Innovativi che siamo in grado di erogare:

Webinar Identity – Il tuo Webinar Chiavi in Mano
Inside E-Learning – La Formazione per il Settore ICT
DEM (Direct E-Mail Marketing) – La tua DEM pronta all’Uso
Press & Communication – L’Ufficio Stampa professionale per il Settore ICT
Blog Aziendale – La Gestione del tuo Blog Aziendale tramite Articoli e Interviste
Servizio Hostess – Supporto e Affiancamento di Hostess per il tuo Evento
Social Promotion – Come fare Promozione del Brand sui Social
Social Management – La Gestione Strategica dei Social Media Aziendali
Advertising Web – Promozione, Visibilità, Pubblicità Online

Ecco quindi i Corsi di Formazione che siamo in grado di tenere:

CLASSIC
La Customer Care – Prendersi Cura dei Propri Clienti
Arte della Vendita – Tecniche di Vendita di 1° Livello
Arte della Vendita: Corso Avanzato – Tecniche di Vendita di 2°Livello
Gestire una Riunione in Azienda – Organizzare e Condurre un Incontro di Lavoro
Il Comportamento Telefonico Professionale – Tecniche di Gestione del Cliente col Telefono
Come Delegare, Cosa Delegare – Principi e Basi della Leadership Aziendale
Motivare i Propri Collaboratori – Leadership Aziendale 2° Livello
Time Management – Tecniche Efficaci per Imparare a Gestire il Proprio Tempo in Azienda
Public Speaking – Conquistare la Platea e Portarla al Cambiamento
Comunicare Efficacemente – Cosa Dire, Quando Dirlo, Come Dirlo
Personal Branding – La Tua Immagine Conta
Team Building – Credere nel Gruppo

DIGITAL
Le Relazioni Sono Importanti – Utilizzare Correttamente LinkedIn ai Fini Aziendali
Facebook: non solo Amici – Utilizzare Correttamente Facebook ai Fini Aziendali
Con un Cinguettio – Utilizzare Correttamente Twitter ai Fini Aziendali
Insta Business: il Potere delle Immagini – Utilizzare Correttamente Instagram ai Fini Aziendali
WhatsApp: Direct Marketing – Utilizzare Correttamente WhatsApp ai Fini Aziendali
Business Blog – Realizzare un Blog Aziendale di Successo
La Customer Care nell’Era dei Social Network – Prendersi Cura dei Propri Clienti sul Web
Personal Branding sul Web – La Tua Immagine Conta, soprattutto sul Web!
Content Marketing – Come i Contenuti Creano Valore nel Marketing

NEW
BeSocial – Le Sette Abitudini per Essere Altamente Efficaci sui Social Network
Aristotele e i Social Network – Cinque Caratteristiche di un Social Leader
StoryTelling – Il Marketing Attraverso le Storie
Web Writing – La Scrittura Creativa per il Web

Ecco quindi che faremo tutto questo in Location particolari, suggestive, fuori dagli schemi come Musei, Teatri, Cantine, Enoteche, Caffè Storici, Locali di Tendenza, Spazi Espositivi.

Ecco quindi che vi aspettiamo a Inside Factory. Con la concretezza di Format collaudati (Factory) e la passione delle Emozioni (Inside). Sono convinto che vi divertirete con noi.

“Non pensare di fare arte, falla e basta. Lascia che siano gli altri a decidere se è buona o cattiva, se gli piace o gli fa schifo. Intanto mentre gli altri sono lì a decidere tu fai ancora più arte.”
– Andy Warhol

post a cura di
Simone Terreni

Simone Terreni: Founder, Storyteller, Formatore.

Simone Terreni: Founder, Storyteller, Formatore.

Samuel Lo Gioco: Managing Director, Marketing Strategist, Formatore.

Samuel Lo Gioco: Managing Director, Marketing Strategist, Formatore.

Martina Giacomelli: Marketing Junior, Organizzatrice di Eventi.

Martina Giacomelli: Marketing Junior, Organizzatrice di Eventi.

Serena Masoni: Social Media Manager.

Serena Masoni: Social Media Manager.

Ylenia Cecchetti: Giornalista, Moderatrice, Traduttrice.

Ylenia Cecchetti: Giornalista, Moderatrice, Traduttrice.

Greta Tofani: Responsabile Amministrativa.

Greta Tofani: Responsabile Amministrativa.

Inside Factory è il nuovo brand powered by VoipVoice
Info at info@insidefactory.it or 0550763100
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Venti domande a… Alessandro Bertoldi di Elite Academy

La formazione è il suo mestiere: Alessandro Bertoldi lo ha capito subito che, lavorando su se stesso, avrebbe potuto migliorare il suo approccio nel modo di vivere, fare business, relazionarsi con la gente. E così, ha scelto di investire sulle best practices in ambito comportamentale e manageriale. Ne è nata Elite Academy, una scuola di formazione che punta all’eccellenza e che ha appena stretto un’importante collaborazione con Inside Factory, il nuovo brand powered by VoipVoice, fabbrica di idee al servizio del marketing, dell’organizzazione di eventi, workshop, training, convention, fiere, e-learning, corsi di formazione live, webinar e molto altro ancora. Sale in cattedra come docente di Elite Academy anche Simone Terreni, Managing Director VoipVoice e storyteller  che il 13 settembre a Firenze terrà il corso “BeSocial- Le 7 abitudini per essere altamente efficaci sui social network”. Ma torniamo all’ospite di oggi nel nostro angolo del “botta e risposta”. Eterno sognatore, appassionato di regate e SPA, Bertoldi ci parla dell’importanza della formazione portandoci nell’universo di Elite Academy.

foto alex bertoldi1. Chi era Alessandro da piccolo?

Un sognatore.

2. Quali erano le tue aspirazioni, i tuoi sogni?

Avrei voluto fare il politico, poi lavorare nell’azienda di famiglia.

3. Come è nata la passione per la formazione?

A 20 anni ero molto timido e impacciato, mi resi conto che per me era vitale cambiare e migliorare, specialmente nei rapporti interpersonali, così acquistai il primo corso di formazione e iniziai a leggere i primi libri legati all’auto-miglioramento. Era la fine anni ’80.

4. Che cos’è Elite Academy?

L’espressione di una idea imprenditoriale che ha, come obiettivo, quello di diffondere le best practices in ambito comportamentale e manageriale ed è rivolta ai professionisti, commercianti, artigiani e imprenditori che desiderano evolversi e migliorare.

5. Come è nata l’idea dell’azienda?

E’  nata dal cliente che mi ha elevato, negli ultimi 4 anni, come consulente di direzione: si tratta di Andrea Guarducci, Presidente di Enegan Spa che, ottenuti buoni risultati utilizzando alcuni dei nostri suggerimenti, ha deciso di spingermi a realizzare qualcosa di grande, che potesse incidere a livello nazionale sui tanti professionisti e imprenditori che oggi si trovano a operare in un mondo diverso rispetto a quello che hanno conosciuto, qualche anno fa. Un modo che necessita di nuovi ingredienti, per potere continuare a essere vincenti.

6. Dove opera?

Siamo partiti dalla Toscana, a settembre anche sul Lazio e Puglia e, da ottobre, sulla Lombardia. Da gennaio vediamo.

7. C’è stato un momento di svolta nel tuo percorso di vita o professionale?

Vari, ho avuto la fortuna o la necessità di lavorare, come consulente di direzione e formatore, in oltre 400 imprese dal 2002 a oggi. Di certo il cliente Enegan Spa è stato il maggiore punto di svolta, visto lo straordinario sviluppo che hanno conosciuto in un arco di tempo molto breve.

8. Perché fare corsi rivolti alla parte web e social delle aziende?

Per Micro e PMI il Social ed il Web sono l’ occasione per diventare grandi anche se partono da una dimensione locale.

9. Che cos’è la formazione per te?

Una grande opportunità di crescita e PR, non è da sottovalutare infatti, il valore di potere frequentare altre persone che desiderano crescere e migliorarsi.

10. E perché è importante come fattore di crescita e di miglioramento personale e del fatturato?

Aumentate competenze manageriali e comportamentali oggi sono i fattori che differenziano le imprese desiderose di produrre maggiori utili.

11. Cosa fai nel tempo libero?

Amo la mia famiglia, correre, le SPA e partecipare a qualche regata.

12. Una cosa indispensabile per te?

Sentirmi libero di scegliere chi frequentare, come vivere e di garantire il tenore di vita che ritengo opportuno a me e alla mia famiglia ed ai miei collaboratori.

13. Cosa ti rende felice ?

Aiutare le persone a crescere, decidere come vivere.

14. E cosa invece ti fa arrabbiare?

Me stesso quando non sono efficace nel portare a termine quanto ho previsto.

15. Ti saresti mai immaginato nel ruolo che ricopri oggi?

Da bambino si, immaginavo di avere un ruolo che prevedesse la gestione di persone e aree di business.

16. Dove ti vedi fra cinque anni?

Immagino di sentirmi ancora più libero di scegliere la mia vita, con un business che produce risultati anche in mia assenza, grazie all’efficace lavoro del mio staff e dei miei soci.

17. Torniamo al lavoro; aneddoti o casi di successo nei quali la formazione ha giocato un ruolo centrale nel risultato di un’azienda?

Enegan Spa è il caso più evidente, da 0 a 180ML/€ di fatturato in sei anni.

18. A cosa si deve la collaborazione con Inside Factory e con Simone Terreni?

Alla capacità di Simone di saper fare efficaci PR, utilizzando le nostre conoscenze comuni.

19. Quali sono le prossime attività di Elite Academy?

Apertura delle sedi formative di Roma, Bari e Milano, ma anche avviare l’attività di consulenza aziendale presso i clienti che richiedono il nostro intervento, creare la nostra rete di “Sviluppatori d’Impresa”, consulenti dedicati all’imprenditore, al supportarlo nelle corrette scelte legate alla formazione e consulenza d’impresa, mirate alla organizzazione, alla valorizzazione delle RU, alla gestione del Business.

20. Un obiettivo che ti sei dato per questo 2016?

Chiudere il primo anno fiscale senza debiti e con utile pre tasse di almeno il 10%, essere riconosciuti sul mercato come una delle aziende di riferimento in ambito formazione. E poi mettere in aula almeno 2.000 persone negli otto mesi di lavoro che abbiamo avuto a disposizione, creare le basi per realizzare  un grande evento formativo da svolgersi a marzo 2017: un evento mai svolto in Italia, del quale per il momento non parlo. Ma che sarà di certo ricordato come “differente e unico!”

Basta poco, a volte, per farsi capire un po’ meglio. Per scacciare via la timidezza, o al contrario sciogliere la freddezza che ci impedisce di trovare la formula giusta di comunicazione. Per riuscire ad essere chiari, efficaci e d’impatto quando ci si presenta, ci si racconta o si vende il proprio brand. Nulla però è scontato, e Bertoldi ce lo ha spiegato bene. Nella vita non si finisce mai di imparare, no? Seguire un corso di life management o, ad esempio, uno di comunicazione strategica non è altro che farsi un regalo. Cercare una guida, una regola utile da seguire nella vita così come nel lavoro; quel trucco, quel segreto che ci permette di migliorarci, sentirci a nostro agio nei confronti del mondo…e di noi stessi. Che è la cosa che conta di più.

Intervista a cura di Ylenia Cecchetti

CONTATTI

Elite Academy Srl
Via Spartaco Lavagnini, 20
50129 Firenze

Telephone:+39 342 5906461
E-mail: [eventi@elite-Academy.it]

Diario di Bordo: Terza Tappa SMAU | Torino 2016

Innovazione che Passione!

Potremmo definirla così la terza tappa del Roadshow SMAU 2016 che, dopo Padova e Bologna, approda a Torino.

FullSizeRenderSede dell’evento, il Padiglione Fiere del Lingotto, un enorme complesso di vetro, cemento e metallo cromato oro, ex sede storica della Fiat dal 1922 al 1982, al cui piano superiore si trova la celebre pista di collaudo delle automobili dell’omonima industria, scenario dell’inseguimento automobilistico del film “The Italian Job” di Peter Collinson.

Ad accogliere professionisti ed appassionati del settore ICT, che nella due giorni torinese hanno visitato i vari stand, tante Start Up e Aziende che presentavano i loro progetti, prodotti e servizi.

SMAU si riconferma ancora una volta un grande palcoscenico di Networking che favorisce l’incontro tra tutte quelle realtà che credono dell’Innovazione Tecnologica e nel suo sviluppo.

standVoipVoice, che vanta in Piemonte circa 60 partners, non poteva certo mancare questo appuntamento!

“Armati” del nostro #POPVOIP, abbiamo distribuito più di 160 Popcorn, accogliendo tutti coloro che si presentavano al nostro stand con la gentilezza e il sorriso che da sempre ci contraddistinguono.

In questa occasione vogliamo ringraziare tutti i partner che sono passati a trovarci: incontrare le persone con le quali ci confrontiamo quotidianamente per telefono è stato bello e gratificante.

SMAU Torino ci ha portato a conoscere però nuovi professionisti dell’Information and Communication Technology che si sono fermati a parlare con noi perché interessati ai nostri servizi e pronti ad intraprendere un percorso lavorativo insieme.

workshopTante anche le persone che hanno partecipato al Workshop di Simone Terreni “Dai Segnali di Fumo a WhatsApp: Sette Storie e Cinque Consigli per Comunicare Efficacemente nell’Era dei Social Networks” che ha registrato il tutto esaurito.

 

pitch

Sia durante gli Speed Pitch, sia allo stand, SMAU Torino è stata l’occasione giusta per portare all’attenzione del pubblico due grandi progetti targati VoipVoice, a partire dall’Opzione Router – la possibilità per l’utente finale di avere in fattura non solo una nostra connettività ma anche un router  in comodato d’uso che arriverà direttamente presso la sua azienda.

Una vera e propria rivoluzione per VoipVoice che, per la prima volta, da azienda di Servizi, inizia a fornire anche Hardware e, precisamente, i Router AVM FRITZ!Box 7430 e 7490.

La grande novità di Torino è stata però il lancio di INSIDE FACTORY, il nuovo brand di VoipVoice.

Inside

INSIDE FACTORY è Events, E-Learning & Emotions, una fabbrica di idee al servizio del Marketing, dell’Organizzazione di Eventi e della Formazione, che si sviluppa grazie ad un nuovo metodo di lavoro: appassionante, coinvolgente e social.

Cosa Facciamo: Eventi, Workshop, Training, Convention, Fiere, E-Learning, Corsi di Formazione Live, Webinar.

Inoltre Facciamo: Press & Communication, Social Management, Advertising Web, Blog Aziendale, Social Promotion, Servizio Hostess, E-Mail Marketing.

velaIl nome stesso, INSIDE FACTORY, trae ispirazione da due concetti molto diversi: la Factory di Andy Warhol, punto di ritrovo di artisti, musicisti e attori (tra cui Lou Reed e i Velvet Underground, Bob Dylan, Mick Jagger, Salvador Dalì e il fotografo Billy Name) che vuole rappresentare la “fabbrica di idee“, la “nascita di nuovi progetti“, e il film della Disney/Pixar “Inside Out” dove vengono descritte le emozioni base dell’uomo (Gioia, Disgusto, Rabbia, Paura e Tristezza).

Se da un lato vogliamo poggiare la nostra professionalità su format specifici forti delle nostre idee (Factory), dall’altro siamo pronti ad innovare ulteriormente aprendo le porte alle emozioni (Inside).

Ciò che ci proponiamo di ottenere è la rottura degli schemi convenzionali di Marketing, Organizzazione di Eventi e Formazione in favore di un adattamento “personale”, “emozionale” e “su misura” per ogni Brand che vorrà avvalersi dei nostri servizi.

Torino mi ha regalato tante emozioni: riporto a lavoro i complimenti dei partner a tutti i colleghi, i sorrisi delle persone, l’adrenalina dei miei primi Speed Pitch e la soddisfazione di aver contribuito alla nascita di un nuovo progetto.

Appuntamento alla prossima settimana con SMAU Firenze dove “giocheremo in casa” e, state sicuri, non mancheranno sorprese!

Martina Giacomelli

 

Come di consueto, ecco il nostro Album Fotografico #POPVOIP.

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Diario di bordo | CeBIT 2016

CeBIT 2016 di Hannover, una Fiera dal sapore internazionale.
Il CeBIT (dal suo acronimo tedesco “Centrum für Büroautomation, Informationstechnologie und Telekommunikation”) viene definita il ” barometro” delle new technologies.
Nasce anagraficamente nel 1961, ma ancora non aveva ben chiara la sua vera identità, infatti presidiava solo una piccola parte di un’altra Fiera, che si teneva sempre ad Hannover, chiamata Hannover Messe (Fiera a indirizzo Industriale). Ma già dai primi anni le fu riconosciuto il suo forte potenziale che la portò, nel 1986, a una totale indipendenza.
Giusto per darvi una misura di grandezza il CeBIT, alla sua massima espansione, copre ben 450.000 mq di esposizione divisa in più padiglioni, con un massimo di visitatori raccolti (questo con il record raggiunto nel 1995) di 755mila. Sono numeri impressionanti, non trovate? Ma in quest’ultimi anni, nonostante l’avvento di Internet e del mercato in completo mutamento, è sempre riuscita a ottenere ottimi risultati che variano dai 400mila visitatori in su.
 CeBIT 2016
Ma perché proprio ad Hannover e non in altre città come Berlino (dove si tiene l’IFA) o Monaco?
Il motivo non é casuale, pare infatti che proprio ad Hannover sia cresciuto colui che sulla carte risulta il primo “genio universale tecnologico”, il filosofo è matematico Gottfried Wilhelm Leibniz che inventò il primo calcolatore binario della storia nel 1679.
Per me é stata la prima volta in cui ho potuto prender parte a una fiera di settore di tale calibro e quello che più di tutto mi ha colpito é stata la forte imponenza del marketing fieristico da parte dei maggiori colossi internazionali come IBM, Intel, ZTE, Microsoft, SAP, Huawei, T-mobile, Salesforce e etc . Tutte con lo stesso obiettivo: stupire ogni singolo visitatore! Beh, devo ammettere che ci sono riusciti, io sono stato il più veloce 🙂
In perfetto stile tedesco, ogni padiglione, nella propria mappa inseriva una didascalia matematicamente divisa per categoria e settore di appartenenza. Il nostro padiglione é stato il N 13, classificato come Telecommunication, UCC, IoT e Cloud.
Per noi di VoipVoice, dopo 10 anni di impegno, ritrovare in questa fiera gran parte dei nostri partner tecnologici come 3CX, snom, Plantronics, AudioCodes, BeroNet, AVMFRITZ!Box, Yeastar, Wildix e tanti altri é stata una vera emozione, mi sono sentito anche io parte di questo evento.
Una nota che ha risaltato fortemente, ed era impossibile non notare, é stata la presenza capillare di aziende cinesi. Ok, é risaputo che il mercato tecnologico mondiale é prodotto e commercializzato dalla Cina, quindi non ne resto molto stupito, ma c’é un dato significativamente importante in questo cambiamento. La Cina ha la piena gestione e controllo nella produzione di massa di prodotti tecnologici, ma il resto del mondo, dalla stessa Germania, passando alla Francia, Cipro e tante altre prevale la produzione e sviluppo di “SOLUZIONI” informaticamente avanzate al 100% Made in EU.
Il mercato EU afferma e continuerà a mantenere la nomea di una sorgente capace di sviluppare idee innovative volte alla crescita tecnologica mondiale.
In noi europei scorre il sangue dei più grandi geni e inventori al mondo, questa é la nostra forza, niente e nessuno potrà privarci di questo riconoscimento 😉
Grazie CeBIT di questa splendida esperienza, se non ci fossi bisognerebbe inventarti 😉

A cura di Samuel Lo Gioco

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