LA NUOVA SQUADRA VOIPVOICE

Tra le molte storie che circondano il mondo del calcio ce n’è una a cui da sempre sono molto legato, forse perché mi riporta ad un periodo della mia vita in cui la principale preoccupazione era quella di trovare le figurine mancanti dell’album della Panini ma soprattutto perché in questa storia è racchiusa un po’ la favola dello sport.
Era l’estate del 1992 e la Svezia si stava preparando ad ospitare il Campionato Europeo di calcio; purtroppo, a migliaia di chilometri di distanza, proprio al centro dell’Europa, era scoppiata una vera e propria guerra che da mesi stava insanguinando la regione dei Balcani.
Nei gironi di qualificazione la Danimarca era arrivata seconda alle spalle della Jugoslavia e per questo motivo sia i calciatori che l’allenatore si stavano preparando ad assistere agli Europei in televisione dai vari luoghi di villeggiatura sparsi un po’ per tutto il mondo; il fischio d’inizio della prima partita era stato fissato per il giorno 10 Giugno.
Il 30 Maggio però il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, in conseguenza ai tremendi avvenimenti che stavano accadendo in Jugoslavia, approvò la Risoluzione 757, che tra le varie sanzioni proibiva alle nazionali jugoslave di partecipare a qualsiasi manifestazione sportiva.
A questo punto la UEFA, per garantire il corretto svolgimento del torneo, decise di ammettere alla fase a gironi la Danimarca che, nelle qualificazioni, si era posizionata proprio alle spalle della Jugoslavia.
La nazionale di calcio danese era sempre stata una buona squadra ma dai mediocri risultati e infatti nel suo palmares non poteva annoverare nessun successo; proprio nel 1992 la federazione danese aveva deciso di sostituire lo storico C.T. Piontek con il suo assistente, lo sconosciuto Richard Møller Nielsen. La spina dorsale della nazionale era formato dai giocatori della squadra del Brøndby, la più forte squadra danese del periodo che come massimo traguardo europeo poteva vantare una semifinale di Coppa UEFA nel 1991, equivalente dell’attuale Europa League.
I giocatori danesi rientrarono frettolosamente in patria e si presentarono alla competizione senza praticamente aver fatto nessuna preparazione fisica; oltre a ciò il sorteggio del girone non fu assolutamente benevolo, infatti l’urna accoppiò alla Danimarca due delle squadre pretendenti alla vittoria finale e la squadra padrona di casa: Francia, Inghilterra e Svezia.

Ma, inaspettatamente, la squadra Danese riuscì a qualificarsi per le semifinali, grazie ad una vittoria proprio contro la super favorita Francia. Anche in semifinale non andò certo bene ai Danesi, infatti trovarono la squadra detentrice del titolo: l’Olanda di Rijkard, Gullit e Van Basten. Dopo una combattutissima partita, finita 2 a 2 ai tempi regolamentari e ai supplementari, le squadre si ritrovarono alla lotteria dei rigori e fu proprio un errore dal dischetto della stella olandese Van Basten, che si fece parare il rigore dal portierone danese Peter Schmeichel, ad aprire alla Danimarca la porta di un’inaspettata finale.

Lo sport è pieno di storie incredibili e allora, quando cominciò la finale del torneo che vedeva contrapposta alla cenerentola Danimarca la corazzata Germania di Brehme, Summer, Möller e Klinsmann, campione del mondo in carica, tutta Europa si schierò dalla parte dei danesi. Con una gara giocata prettamente di difesa e contropiede, i danesi riuscirono ad imporsi con un secco 2 a 0 e consegnarono allo sport un’altra impresa che, a distanza di anni, viene ancora ricordata come una delle maggiori imprese sportive del secolo passato.

 

Il 2017 è cominciato con una grande novità per VoipVoice: la nascita di una nuova squadra di “campioni VoIP”.
VoipVoice ha da sempre avuto tra le sue peculiarità quella di avere una rete di System Integrators capillarmente diffusa su tutto il territorio nazionale; per riuscire a fornire ai nostri Partner un supporto sempre più idoneo e professionale abbiamo deciso di creare una rete di Area Manager nelle Regioni italiane in cui abbiamo concentrati la maggior parte dei nostri Rivenditori. Per trovare queste figure non siamo andati a cercare nuove persone ma siamo andati a selezionare tra i nostri Partner quelli che hanno dimostrato nel corso degli anni di aver capito quale fosse lo spirito e il modus operandi di VoipVoice, che hanno raggiunto risultati eccellenti e che fossero disposti a mettersi in gioco, andando ad affiancare alla loro quotidiana attività lavorativa una nuova esperienza. Il loro compito principale sarà quello di mettere le loro conoscenze tecniche e commerciali, la loro professionalità e gentilezza a disposizione delle centinaia di Partner che, per motivi prettamente logistici, fino ad oggi avevano con VoipVoice un rapporto quasi esclusivamente telefonico.

Ad inizio Febbraio si è svolto il primo Meeting degli Area Manager VoipVoice e, proprio durante questa due giorni di formazione e conoscenza reciproca, mi sono ritrovato a pensare che questa nuova avventura aveva molti punti in comune con la storia della Danimarca vincitrice del Campionato Europeo di calcio del ’92.


Innanzitutto, pur essendo un progetto che all’interno dell’azienda era stato pianificato da tempo, a loro è stato dato un preavviso di un paio di settimane; li abbiamo chiamati a metà Gennaio, abbiamo descritto loro il progetto e tutti hanno accettato subito con entusiasmo, presentandosi al Meeting del 3 Febbraio pronti e carichi di aspettative..
Per trovare le figure idonee non siamo andati a cercare i “fuoriclasse”commerciali proposti dalle associazioni degli agenti di commercio, ma abbiamo orientato la nostra scelta verso quelle figure che si erano già dimostrati campioni in casa (nel loro lavoro quotidiano di System Integrators) ma che per noi avevano le caratteristiche idonee per diventare i potenziali campioni del futuro in un ruolo, quello dell’Area Manager, per loro fin ad oggi sconosciuto.
Infine la cosa più importante: lo spirito di squadra. Durante la cena di Venerdì 3 Febbraio erano riunite in una stanza una trentina di persone che fino ad allora si erano sentite per lo più solo telefonicamente; in una stanza di un ristorante, tra risate, discussioni tecniche e confronti commerciali si potevano sentire una decina di dialetti diversi, ma l’aria che si respirava era un’aria che preannunciava grandi risultati.

Il mondo della telefonia di oggi vede presenti sul mercato autentiche corazzate, create e strutturate per fare piazza pulita della concorrenza soprattutto in una scriteriata corsa al ribasso dei prezzi a scapito molto spesso della professionalità e della qualità del servizio. La nostra squadra invece è stata creata per andare ad assistere tutta la nostra rete Partner nelle loro battaglie quotidiane, basate su sopralluoghi, progetti e preventivi; VoipVoice ha sempre basato il proprio lavoro sul supporto, sull’assistenza e sul gioco di squadra e da oggi, abbiamo 11 campioni in tutta Italia che ci aiuteranno a raggiungere nuovi e importantissimi traguardi.

Sono lieto di presentare ai lettori del Blog la squadra dei nostri Area Manager:

 

– MARCO ANSELMI, Area Manager del Lazio
– ELIO CLARA, Area Manager del Trentino Alto Adige
– DANIELE DE SALVO, Area Manager dell’Emilia Romagna
– GIULIANO DONATO, Area Manager del Friuli Venezia Giulia
– ANTONIO FINOCCHIARO, Area Manager della Sicilia
– GRAZIANO FRACCHIOLLA, Area Manager della Puglia
– GERARDO GUADAGNO, Area Manager della Campania
– FABIO MARCON, Area Manager del Veneto
– LUIGI POLI, Area Manager della Toscana
– ALESSANDRO TREVISAN, Area Manager della Liguria
– EDOARDO VENTRELLI, Area Manager della Lombardia

 

Nei prossimi giorni gli Area Manager contatteranno i nostri Partner per fissare un appuntamento conoscitivo; se ancora non siete Partner VoipVoice e desiderate avere informazioni sui nostri servizi scrivete a commerciale@voipvoice.it, io, i miei colleghi del reparto commerciale e, da oggi, i nostri Area Manager, saremo a vostra disposizione per qualsiasi richiesta o necessità.

– Luigi Poli –

Chi VoIP mangia le Mele

INSPIRATION: Nel 1969 la Piaggio realizzò lo spot che rivoluzionò la pubblicità in Italia. Il pubblicitario fiorentino Gilberto Filippetti, ebbe l’idea di uno slogan guardando i giovani che nel  68 stavano contestando il grigio mondo degli adulti. “Chi Vespa mangia le mele, chi non Vespa NO!” In pratica chi andava in Vespa trasgrediva, cambiava le regole, un modo per far sentire ai giovani di condividere le loro istanze ed essere dalla loro parte, introducendo un linguaggio nuovo. Oliviero Toscani lo ha definito un colpo di genio che i creativi inseguono ancora; il disegnatore di fumetti Guido Crepax fece dire al suo personaggio Valentina: Chi Valentina mangia le mele; Vasco Rossi cita esattamente lo slogan nella canzone Bollicine: coca cola chi/coca cola chi vespa mangia le mele/coca cola chi?!?/coca chi non vespa più e mangia le pere…Qualcuno sostiene che la mela stilizzata con un morso perfettamente rotondo realizzata da Filippetti sia stata essa stessa di ispirazione per il logo della Apple. In fondo l’azienda di Steve Jobs nacque sette anni dopo.

CONCEPT: Il Video vuol essere un omaggio allo spot della Piaggio degli anni 60. Una mela diventa la terra, un fascio luminoso ci porta sulla terra, primo piano di tutti i componenti di VoipVoice che mangiano una mela, un fascio luminoso unisce tutti personaggi, ad ognuna una scritta differente che rappresenta una scelta, un modo di essere, un vantaggio. Chi sceglie il VoIP sceglie queste cose. Il fascio torna nello spazio e la terra diventa una mela mangiata.

CLAIMS: Scegli l’Innovazione. Scegli il Risparmio. Scegli di Trasgredire. Scegli di essere Efficace. Scegli di essere Te Stesso. Scegli la Mobilità. Scegli di superare i tuoi Limiti. Scegli il Futuro. Scegli l’Affidabilità. Scegli il Cambiamento. Scegli la Convergenza. Scegli la Flessibilità. Scegli di essere Smart. Scegli di cambiare le Regole. Scegli il VoIP. Chi VoIP mangia le mele.

CREDITS
Realizzazione video: PROFESSIONAL VIDEO EMPOLI

Attori: Simone Terreni, Parminder Kaur, Alessia Rustichini, Valentina Maionchi, Roberta Terrasi, Serena Masoni, Matteo Martellacci, Edoardo Ventrelli, Luigi Poli, Martina Giacomelli, Samuel Lo Gioco, Ylenia Cecchetti, Gabriele Nannotti, Linda Mezzotero e Alberto degli Alessandri.

Location: VoipVoice Srl

Music from SoundCloud: James Carter x Levi Remix [Shape of You – Ed Sheeran]

Buona Visione, Buon VoIP

Venti domande a…Massimo Fraccon di Conesys

E’ una vita frenetica quella degli informatici, degli esperti di tecnologia, degli addetti ai lavori in ambito ICT, insomma: il telefono squilla all’impazzata e se non squilla ci sono le notifiche delle mail, e le chiamate perse, e un’azienda da gestire, e gli imprevisti da risolvere e…le interviste a cui rispondere 🙂 Le scadenze da rispettare e così via. Ma la cosa bella, un tema ricorrente nelle chiacchierate che mi è capitato di scambiare in questo mio primo anno di blog, è che non si perdono di vista i valori veri. Alla canonica domanda; “la cosa più importante per te”? La risposta che non mi stanco mai di registrare è sempre la stessa. “La famiglia“. E non è banale. “Una risposta da libro cuore”, scherza Massimo Fraccon. Ma anche lui, ospite di oggi nel nostro angolo delle interviste, non smentisce la mia teoria. Questi “strani signori tutti pc, tablet, mobile phone, e un miliardo di parole inglesi che si susseguono nei discorsi a volte difficilmente comprensibili” (è l’impressione che ho avuto le prime volte che mi sono affacciata a questo mondo) in realtà non sono robot. Non sono alieni. Non sono piovuti da Marte; e sì, mi sono detta, scrivendo le loro storie: hanno un cuore. Grande. E tante passioni sane, vere. Se non sono “connessi” cercano il contatto con la natura, trovano la libertà in una corsa all’aria aperta, la felicità in un bagno al mare al tramonto. Non c’è nulla di più autentico, di più umano. E anche oggi, in questa intervista ho avuto la mia conferma. Grazie, Massimo!

1. Chi eri da piccolo?

Un bambino irrequieto che non stava mai fermo.

2. E che uomo sei diventato adesso? 

L’età ed alcuni  by-pass mi hanno reso più tranquillo, anche se sono sempre aperto e disponibile ad affrontare nuove esperienze.

3. Quali erano le tue aspirazioni?  

Come molti bambini desideravo diventare un pompiere… e  poi anche capostazione per il fascino che i treni avevano su di me.

4. Come sei approdato al mondo dell’ICT? 

Per caso tanti anni fa. Un amico realizzò  un software per la gestione delle perizie in campo automobilistico e per me fu naturale cominciare ad occuparmi della commercializzazione di questo software a Roma.

5. Ricordi la prima volta che hai navigato in internet?

Non ricordo esattamente la data della mia prima volta …. Tanti anni fa con una BBS: ricordo però con tenerezza, ma senza rimpianti  lo stridìo dei modem e le lunghe attese davanti ad uno schermo con le pagine che si componevano piano piano.

6. E quando per la prima volta hai installato il VoIP ?

Ormai sono passati diversi anni, ma non ricordo nulla di particolare.

7. Come hai conosciuto VoipVoice? 

Un meeting di 3CX nel quale VoipVoice era lo sponsor.

8. Una tua considerazione su quello che succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT

Il mondo ICT è in continua e rapida evoluzione e non è facile fare una previsione anche a breve termine; ritengo comunque che nel nostro lavoro continuerà a diminuire la percentuale di fatturato per “il ferro” mentre i servizi saranno una voce via via crescente.  Potremo continuare ad avere successo se saremo capaci di trasformarci in fornitori globali per i nostri clienti.

9. Quando è nata la tua azienda?

Mi occupo di informatica dal 1984 , più o meno

10. Cosa fa?

Conesys vende ed installa software pacchettizzati, tra gli altri Easylex gestionale  per avvocati; fornisce consulenza sistemistica a 360 gradi e si sta affermando sempre più come “VoIP integrator”

11. Dove opera?

Principalmente a Roma, ma siamo molto presenti anche in altre città.

12. Cosa fai nel tempo libero?

Lunghe camminate, qualche buona lettura, musica 

13. Una cosa indispensabile per te?

Risposta da libro cuore: la mia famiglia.

14. Cosa ti rende felice ? 

Trovare mia figlia quando a sera rientro a casa. Ma anche un bagno nel mare al tramonto.

15. E cosa invece ti fa arrabbiare? 

L’incapacità e la mala fede della nostra classe politica. E, aggiungerei,  la mancanza di senso civico di molti nostri concittadini.

16. Ti saresti mai immaginati nel ruolo che ricopri oggi?  

Direi di no. Sono approdato al mondo dell’informatica per caso, ma la passione (e la scintilla) è scoccata subito.

17. Dove ti vedi fra cinque anni?  

Su una spiaggia assolata.

18. La nostra domanda di rito. Cosa è per voi il VoIP? 

VoIP è certamente una grossa opportunità di lavoro e di crescita professionale. Nei prossimi anni se ne parlerà molto.

19. Un obiettivo che ti sei dato per questo 2017?

Incrementare il business, cercando di ottimizzare i nostri processi di lavoro  anche prendendo spunti da altre aziende di successo del settore.

20. E la cosa più bella (legata al lavoro si intende) che ti porti dietro dal 2016? 

La prima cosa che mi è venuta in mente è stata la festa per i dieci anni di VoipVoice: calorosa accoglienza e tanta simpatia.

Beh, che bello essere tra i ricordi migliori di qualcuno nel bilancio delle esperienze vissute nel corso di un anno intero. Sognando insieme a te quella spiaggia assolata dove il rumore delle onde del mare prenderà, un giorno, il posto del “driiiiiiiiiin”, ti ringraziamo Massimo per averci regalato un po’ del tuo tempo. E per aver scelto di salutarci, da Conesys,  con una delle dichiarazioni d’amore più  profonde di sempre…

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti

 

CONESYS di M. Fraccon

Via Giovanni Penta, 51

00157  Roma

Telefono: +39 064514855

Informazioni : conesys@conesys.it

www.conesys.it

Intervista a Roberto Beneduci CEO di CoreTech S.r.l

 

La sua storia è iniziata come comincia, da copione, quella delle “grandi menti” americane; un luogo piccolo, intimo e per niente agevole dove sperimentare, fabbricare idee, mettersi alla prova. Scienziato? Magari. Le cose sono andate diversamente, ma la passione per l’elettronica è rimasta. Esperimento dopo esperimento, Roberto Beneduci – sempre in movimento come CoreTech, l’azienda che oggi rappresenta- ha creato il suo “laboratorio tecnologico” mantenendo viva la stessa curiosità che lo ispirava da piccolo. In questa intervista ci parla di sè, dei progetti aziendali e di quella volta che per “una missione impossibile” entrò addirittura negli Studi Mediaset. Ma non vi sveliamo di più.

Buona lettura

Quale è stato il percorso che ti ha portato in CoreTech? Da dove sei partito?

In America si parla spesso di aziende nate in un garage. Fortunati loro! Io non avevo nè una cameretta, nè tantomeno un garage. Nelle case popolari il “mio studio” era in un solaio piccolissimo, una rete metallica chiudeva il pertugio usato dai piccioni per entrare. In quel “garage” ho iniziato le mie prime attività inerenti l’elettronica. Abbandonato il Politecnico di Milano, subito dopo il servizio militare, iniziai a lavorare come sistemista. Ho studiato e mi sono certificato Microsoft. Poi ho lavorato per grandi aziende come Eni, Eds-HP, Infostrada. Ho fatto il sistemista nei data center della Lombardia dove ho imparato cos’è una web farm e come funziona. All’epoca non esisteva il termine Cloud Provider. Al massimo si parlava di Hosting. Lavoravo già come consulente in partita iva e da lì il passo per avviare la CoreTech è stato breve.

Quali erano le tue aspirazioni? In che ruolo ti saresti immaginato se non in quello che ricopri oggi? 

Da piccolo volevo diventare uno scienziato. Ero attratto da tutto, la curiosità e la smania di sapere mi portavano ad interessarmi di tante cose. Smontavo qualsiasi cosa, specialmente le apparecchiature elettroniche. Un giorno però durante un esperimento, in cui cercavo di capire se il vetro di una lampadina potesse sciogliersi, ho riportato ustioni anche gravi sul 30% del corpo. Avevo 14 anni e dopo questa esperienza ho dirottato la mia attenzione sull’elettronica: basta esperimenti!Già a 18 anni collaboravo con una rivista di elettronica che pubblicava i miei progetti (e mi pagavano!). Da lì la passione poi per l’informatica è stata un passo naturale.

Di cosa ti occupi esattamente? 

Mi piace molto informarmi su nuove tecnologie e soluzioni. Leggo tanto, ma generi diversi non solo tecnologia ! Però la cosa che adoro di più è costruire. Esattamente come facevo con l’elettronica, cerco di migliorare soluzioni esistenti ri progettandole di volta in volta. Oggi lavoro a stretto contatto con i nostri programmatori e sistemisti per realizzare soluzioni e prodotti dei quali sono molto orgoglioso. E se non sono immerso nel laboratorio creativo tecnologico, mi occupo del marketing. Mi siedo di fianco ai collaboratori e inizio a rompere le scatole su tutti i dettagli. Lungi da me ricercare la perfezione dato che sono una persona molto pragmatica. Ma non sono mai superficiale.

Qual è il target al quale vi rivolgete? In quale zona geografica operate?

Oggi lavoriamo prevalentemente sul mercato italiano, su tutto il territorio. Abbiamo una piccola parte di business anche con l’estero. Vogliamo scoprire il mondo e il cloud ci permette di portare la nostra offerta ovunque. Il nostro target è il canale. Ci rivolgiamo agli operatori IT, dai system integrator alle software house.

Raccontaci un aneddoto legato al tuo lavoro in CoreTech… 

La missione impossibile! IBM aveva il contratto quadro con Mediaset, ma non voleva fare l’intervento. Un’altra società sub appaltatrice, che non nomino, alle dipendenze di IBM, non voleva intervenire con le sue persone. Come quando la CIA si avvale di agenzie private a cui affidare lavori delicati da cui possono derivare grandi grane…insomma erano tutti alla ricerca di una testa di legno che potesse svolgere un compito il cui esito negativo avrebbe fatto rotolare delle teste. Non ricordo come arrivarono a noi, forse con un giro assurdo di telefonate. Sta di fatto che decido di svolgere personalmente questa attività critica su un cluster IBM, presso gli studi televisivi Mediaset di Cologno Monzese. Erano almeno le 10 di sera. Ricordo che quello era il primo giorno che Maurizio Belpietro metteva piede in Mediaset. Infatti allontanatomi dalla mia auto mentre mi dirigevo verso gli edifici, lui mi ferma e mi chiede indicazioni per gli studi televisivi. Ricordo che gli dissi che era la prima volta che andavo anche io lì…Solo che lui andò ai piani alti, io nei sotterranei dove c’era il temuto cluster. E la coincidenza è che lui probabilmente doveva parlare con Emilio Fede, mentre io dovevo intervenire sul cluster che serviva all’intera programmazione del TG4 che dirigeva il direttore. Venni a sapere proprio quando arrivai lì, che in passato Fede scatenò l’inferno con l’IT perchè quel cluster su cui dovevo operare si era bloccato mandando in tilt il tg. Effettivamente un pò di paura l’avevo, ma ormai era troppo tardi per tirarsi indietro. Lavorai tutta la notte fino alle 7 del mattino. Durante le pause mi aggiravo per gli studi televisivi; in quello di Striscia la notizia, notai che sui copioni dei conduttori c’è scritto proprio tutto, anche quando devono ridere. Nessuna testa dovette cadere, l’intervento ebbe successo.

I punti forti della tua azienda?

Siamo agili, sempre in movimento con nuove idee e iniziative. Abbiamo un’impronta più tecnica e questo ci fa apprezzare molto dal nostro target. Quando realizziamo un prodotto ci mettiamo passione e desideriamo che il cliente possa ottenere il meglio. La qualità che ricerchiamo non ci consente di essere sempre a buon mercato, ma c’è un detto  “dove c’è risparmio, non c’è guadagno”. Ed è vero.

Quando e dove è nata CoreTech?

La CoreTech nasce a Milano nel 2000.

Quali sono le prossime novità che confermeranno la vostra posizione nel mercato?

E’ da qualche anno che stiamo lavorando su una soluzione per noi eccezionale. Non ne esiste al momento una uguale nel mondo. Abbiamo realizzato una piattaforma, chiamata Sygma, che ridefinisce il modo in cui può lavorare chi opera nel mondo dell’ IT. Sygma è uno strumento potente che integra la gestione del work flow di un System Integrator, Software House, MSP e Service Provider con la potenza del Cloud in tutte le sue forme. E quando parliamo di Cloud, non consideriamo solo quello realizzato e gestito da noi, ma anche quello offerto dagli altri vendor. Oggi il Cloud non è uno solo e non si può ignorare che le esigenze dei clienti sono quelle di dover gestire una moltitudine di risorse sparse in giro per il mondo su provider differenti. In pratica chi utilizza Sygma può utilizzarla come piattaforma di gestione dei propri clienti. Utilizzando i servizi Cloud integrati in Sygma, chiunque può diventare Cloud Provider a sua volta. Ecco, questo, riassumendo, è Sygma.

E i prossimi eventi in programma?

Stiamo programmando eventi formativi dedicati ai Managed Service Provider. Oggi siamo arrivati alla 6° edizione. A breve pubblicheremo le prossime date. Dedicato al mondo MSP abbiamo realizzato un portale, mspitalia.com sul quale si possono trovare tutte le informazioni per avvicinarsi a questo modello di lavoro. Abbiamo in cantiere un altro evento formativo, ma fino a che non avremo lanciato l’iniziativa non possiamo parlarne. Quando con VoipVoice abbiamo realizzato il primo evento italiano dedicato a Cryptolocker, nel giro di qualche giorno siamo stai emulati da tutte le parti. Quel webinar fu un vero successo di pubblico! Il 5 maggio ci sarà la seconda edizione del CoreTech Partner Tech Summit.

Un salto nel futuro.  Cosa succederà nei prossimi cinque anni nell’ICT?

Questa domanda ce la siamo posta molto tempo fa. La risposta è stata: “dobbiamo salvaguardare i nostri clienti, gli operatori IT”. Microsoft, Google, Amazon, insomma i grandi player, non fanno sconti a nessuno e passano come carri armati su chiunque si trovi sulla loro strada. Il predominio di questi big, può disintegrare il tessuto formato, appunto, da tutto il canale. E il cliente finale non gode realmente di un vantaggio da questa situazione. Per la legge dei grandi numeri se si conta economicamente poco, si vale poco agli occhi del fornitore. E se si vale poco, che cura ci si può aspettare dal proprio fornitore? E’ per questa ragione che abbiamo deciso di realizzare Sygma. La volontà è quella di mettere a disposizione del canale, uno strumento potente che consenta di affrontare questa nuova sfida. Inglobando i Cloud dei big, in una piattaforma che un Partner può fare sua, ha la possibilità di fornire al cliente finale sempre il servizio migliore “prelevandolo” dal provider più adatto per quel servizio. E può farlo salvaguardando la sua posizione agli occhi del cliente che godrà di due vantaggi. Il primo è che il suo fornitore sarà più vicino alle sue esigenze, non sarà il milionesimo cliente, come accadrebbe se andasse con Amazon o Google. Il secondo vantaggio è che in maniera trasparente potrà essere sicuro che il suo partner ha proposto il servizio migliore al prezzo migliore, perchè ha avuto la possibilità di scegliere tra diverse opzioni. Quindi quello che succederà nell’IT dipende molto da come il canale deciderà di muoversi. 

Infine, la domanda di rito: cos’è per te il VoIP?

Il VoIP è comunicazione. È oggi l’equivalente di quello che è stato il doppino telefonico per tantissimi anni. Penso che per almeno i prossimi 5 anni sarà una componente fondamentale della comunicazione anche se altre tecnologie orientate al web, come webrtc, stanno emergendo. Per quanto è vero che sempre nuove tecnologie emergono e possono prendere il predominio rispetto ad altre, c’è ancora parecchio lavoro da fare e parecchio business da sviluppare sulla strada del VoIP.

Una serie infinita di progetti ed eventi in cantiere, idee chiare e voglia di fare. Questa è CoreTech, questo è lo spirito col quale Roberto porta a termine le sue “missioni” e guarda al futuro. Dai primi passi mossi nel mondo dell’elettronica con la sana incoscienza di quando si è piccoli, alle grandi sfide di oggi e di domani, ecco la storia di un imprenditore di successo, “pragmatico e mai superficiale”, come si definisce lui. Non possiamo che confermare.

 

CORETECH SRL

Viale Ortles 13, 20139 Milano (MI) – Italy
Informazioni commerciali
Tel: +39 02 55 23 08 93
Email: commerciale@coretech.it

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti

 

Venti domande a…Federico Valenti di Hanlong Technology Co., Ltd

Anno nuovo, nuove interviste. Cambiano i protagonisti del nostro angolo del “botta e risposta” ma non lo spirito col quale VoipVoice invita i suoi partner a raccontarsi, mettersi a nudo, svelare aneddoti e curiosità. Il 2017 comincia con uno spazio riservato a Federico Valenti di Htek. Dalla passione per la cucina (e come dargli torto, in Sicilia non si scherza in quanto a cibo e golosità!) a quella per la musica, che lo ha portato a cimentarsi anche nel settore delle web radio, Federico ci parla di sè: del “monello” che era da bambino e del professionista che è diventato oggi. Un’occasione per affrontare tematiche legate al VoIP e non solo…


1. Chi era Federico da piccolo?

Ero un bambino molto vivace. Ti racconto un aneddoto: quando mi rimproveravano, correvo via rispondendo “non sono un bambino monello, ma sono un bambino veloce”.

2. Quali erano le tue aspirazioni?

Da bambino avevo idee fantasiose considerando che sarei voluto diventare babbo natale: essere famoso lavorando un solo giorno l’anno.
In realtà mi ha sempre affascinato la compravendita, molte volte quando ero solo a casa giocavo a fare il commerciante.

3. Come sei approdato al mondo dell’ICT?

Tradizioni di famiglia. Mio padre mi ha dato le basi e mio fratello mi ha fatto da mentore.

4. Ricordi la prima volta che hai navigato in internet?

Ora siamo praticamente sempre connessi ma un tempo non era così semplice, i miei genitori negli anni Novanta hanno creato una tra le prime scuole di informatica in Italia ed il pomeriggio dopo la scuola andavo in ufficio dai miei ed iniziavo a navigare su internet. Avevo creato anche un piccolo sito internet di 4 pagine relativo al noto manga Dragon ball.

5. E quando per la prima volta hai installato il VoIP?

In realtà non sono un installatore. Ho iniziato a lavorare nel settore amministrativo e poi ho scoperto la parte commerciale e marketing, anche se per vendere bene il VoIP devi conoscere anche gli aspetti tecnici. Ad ogni modo già nel 2009 seguivo i miei colleghi del reparto tecnico per capirne di più.

6. Come hai conosciuto VoipVoice?

E’ stato mio fratello Alessio ad instradarmi nel mondo del VoIP. Qualche anno addietro ha avviato una valutazione/ampliamento dei servizi offerti dalla società Info-Service s.r.l., che gestiamo insieme, facendola diventare Partner di VoipVoice. Ora che ricopro il ruolo di referente Htek per l’Italia non potevo non stabilire un rapporto di collaborazione tra Htek e VoipVoice.

7. Una tua considerazione di quello che succederà nei prossimi cinque anni
nell’ICT?

Ne vedremo delle belle sicuramente, si cercherà di spingere sulla maggiore connettività dati in mobilità cercando di abbassare i costi ed aumentare la velocità di navigazione.

8. Quando è nata la tua azienda?

Hanlong Technology Co., Ltd (Htek) è stata fondata a Nanchino in Cina nel 2005. Htek è focalizzata sul mercato dei terminali VoIP e produce telefoni IP, ATA e gateway per SMB da diversi anni, prodotti che sono venduti in più di 50 Paesi. Adesso Htek lavora direttamente con ISP(provider), system integrator e distributori in Europa, America e Asia.

9. Cosa fa?

È un produttore e designer di telefoni Ip. È l’unico produttore dispositivi VoIP in Cina ad utilizzare componenti Texas Instrument. Inoltre ha stretto importanti partnership con i protagonisti del settore come 3CX, Alcatel-Lucent, BroadSoft, Yeastar ed ora con un pizzico di orgoglio con Voip Voice.

10. Dove opera?

In tutto il mondo, la società ha un’ottima rete di distribuzione considerando che i nostri prodotti sono stati distribuiti in circa 80 Paesi. L’anno scorso Htek è stata presente nelle migliori fiere di settore del globo come Elastix World 2016 a Buenos Aires, GITEX TECHNOLOGY WEEK 2016 a Dubai, CeBIT 2016 ad Hannover, IT EXPO 2016 in Florida.

11. Cosa fai nel tempo libero?

Amo la musica. Mi piace ascoltarla e suonarla fin da quando avevo 7 anni. Ho imparato prima il pianoforte e poi il clarinetto ed insieme a degli amici ho creato anche una web radio chiamata “Lumia” (che in dialetto siciliano significa “limone”) dedicata alla nostra Sicilia. Ultimamente mi sono dedicato più al canto (probabilmente chi sta leggendo questa intervista dopo avermi ascoltato starà ridendo). L’altra mia grande passione è la cucina.

12.  Una cosa indispensabile per te?

La famiglia. Con la mia famiglia abbiamo sempre lavorato fianco a fianco ed infatti la società Info-Service s.r.l. di cui sono socio è nata con vocazione familiare.

13. Cosa ti rende felice?

Conoscere nuove persone, ascoltarle, apprezzarle e coglierne gli insegnamenti.

14. E cosa invece ti fa arrabbiare?

Vedere le persone rassegnarsi e non reagire alla difficoltà che si presentano.

15. Ti saresti mai immaginato nel ruolo che ricopri oggi?

No, è stato tutto molto veloce. In fondo da piccolo dicevo di essere veloce!!!

16. Dove ti vedi fra cinque anni?

Lascio la risposta alla prossima intervista, magari prima di 5 anni.

17. Infine la nostra domanda di rito. Cosa è per te il VoIP?

Il VoIP è una opportunità, il presente ed allo stesso tempo il futuro!!

18. Un obiettivo che ti sei dato per questo 2017?

Sicuramente far conoscere il più possibile il brand Htek, fare provare i prodotti, organizzare eventi e webinar in tutta Italia.

Affare fatto! VoipVoice e Htek hanno  appena ufficializzato la loro collaborazione. Per sancire questo “accordo” ci è sembrato interessante regalare a Federico la possibilità di aprirci in modo virtuale le porte della sua azienda. Sulle note di una delle sue canzoni preferite lo salutiamo, lo ringraziamo per la disponibilità e …per il prossimo Natale, sapremo a chi indirizzare la lunga lista dei desideri. Altro che Polo Nord!

Di seguito i contatti Htek

Sede Italiana Via L.Einaudi, 6- 96016 Lentini(SR)

Telefono +39095 8133233

info@htek.com

Support: support@htek.com

 

-Intervista a cura di Ylenia Cecchetti-

Venti Motivi per passare al VoIP

  1. RISPARMIO: Il VoIP permette di risparmiare sulle tariffe telefoniche specialmente verso l’estero.
  2. RIDUZIONE COSTI: Il VoIP permette di ridurre i costi dei canoni telefonici. Un numero VoIP costa molto meno di una linea tradizionale analogica o ISDN.
  3. INVESTIMENTO: Il VoIP permette di riprendere dopo pochi mesi i soldi spesi per acquistare un’infrastruttura che possa permettere di fare chiamate in digitale.
  4. FLESSIBILITÀ: Il materiale Hardware standard SIP come server, gateway, telefoni possono essere riutilizzati anche successivamente.
  5. AFFIDABILITÀ: Col servizio di Backup (quando va giù l’ADSL e il numero non è registrato) le chiamate possono essere deviate su qualsiasi altro numero cellulare o fisso che sia, senza perdere nessuna chiamata.
  6. NON CAMBIA NULLA: Col VoIP possono essere mantenuti tutti i numeri della telefonia tradizionale (Portability) e tutti i servizi quali la Selezione Passante o il GNR (il Gruppo Numerazione Ridotta).
  7. SENZA PENSIERI: Con le offerte flat, che riguardano sia i canoni, sia il traffico, sia eventuali apparati, il cliente sa esattamente cosa spende ogni mese senza brutte sorprese.
  8. DAL PICCOLO AL GRANDE E VICEVERSA: Il numero di canali di un numero VoIP può variare senza cambiare il costo e senza fare nuove installazioni. Se l’azienda è piccola e cresce o se è grande e deve ottimizzare non ci sono né oneri né modifiche.
  9. MOBILITÀ: Un numero VoIP lo porti ovunque, su dispositivi mobili come tablet e smartphone, sul treno, in hotel, all’estero. Il VoIP è la soluzione perfetta per lo Smart Worker.
  10. INTEGRAZIONE: Il VoIP si integra perfettamente, tramite degli apparati come i Gateway, a qualsiasi situazione analogica di un’azienda.
  11. SUPER PARTES: Il VoIP va bene con qualsiasi tipo di Connettività, non importa sostituire tutta l’infrastruttura del cliente se i collegamenti sono adeguati.
  12. NUOVI IMPIANTI: Il VoIP è perfetto per chi cambia sede o crea un nuovo ufficio dal nulla. I Centralini IP costano meno di quelli tradizionali e danno molti più servizi.
  13. MULTISEDE: Il VoIP è perfetto per i clienti che hanno più sedi. Con il VoIP si telefona Gratis per sempre tra le sedi.
  14. INNOVAZIONE: Chi installa il VoIP innova non solo la propria azienda ma decide di passare dall’analogico al digitale innovando tutto il paese.
  15. CONVERGENZA: Il VoIP permette di avere un unico referente per i dati e la fonia.
  16. VERSATILITÀ: Con il VoIP è possibile cambiare impostazioni o da remoto o con dei semplici pannelli, adattando le esigenze molte velocemente senza la necessità di un tecnico.
  17. PRIVACY: Le telefonate VoIP sono sicure e possono essere criptate senza avere il timore di intercettazioni.
  18. FUTURO: Il VoIP è il futuro delle TLC, non solo per i servizi ma per un obbligo di legge che costringe tutti gli operatori a fare l’interconnessione alla rete IP. La rete Telefonica Italiana è già tutta in VoIP.
  19. UNIFIED COMMUNICATION: Tutta la comunicazione di un’Azienda (Comunicazione Unificata) grazie al VoIP può passare da un’unica piattaforma integrata: chiamate, chat, video chiamate, fax, mail, social, sms, etc.
  20. PRODUTTIVITÀ: Grazie ai nuovi servizi, grazie al VoIP tutto diventa più semplice, più efficace, si può monitorare tutto, si può essere più produttivi permettendo alle aziende di rimanere al passo con i tempi e rimanere competivi sul mercato.

Prova il VoIP

 

Diario di Bordo: sesta tappa SMAU | Napoli 2016

Si è concluso con la due giorni di Napoli il Roadshow SMAU 2016, un viaggio partito da Padova e proseguito per 5 città italiane, da Firenze a Bologna, da Torino a Milano, facendo tappa anche a Berlino.

Il 15 e 16 dicembre la Mostra d’Oltremare di Napoli ha ospitato la complessa macchina organizzativa di SMAU che ha portato esperti, professionisti e appassionati dell’Information & Communication Technologies ad incontrarsi.

Durante questi due giorni erano presenti oltre 50 aziende di cui 22 Startup  e PMI innovative. Le Startup partecipanti sono state selezionate attraverso una call lanciata nelle scorse settimane insieme a Sviluppo Campania, la società della Regione Campania che si occupa di promuovere e rafforzare la competitività e lo sviluppo del sistema territoriale regionale.

Sono stati oltre 50 i workshop che si sono tenuti durante SMAU Napoli, e che hanno affrontato tematiche come la domiotica low cost, macchine learning che possono prevedere i guasti dei dispositivi industriali, la realtà aumentata, il Cloud, e l’Internet of Things.

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SMAU 2016 è stato per noi un grande palcoscenico: abbiamo offerto più di 1000 popcorn, incontrato centinaia di partner e presentato la nostra azienda ed i nostri servizi a tutte le
persone che si fermavano al nostro stand.
foto-300x300Abbiamo avuto anche l’onore di essere stati premiati, per il secondo anno consecutivo, come Best Exhibitor dell’anno 2016“per aver utilizzato un approccio creativo e propositivo nell’attività di coinvolgimento del visitatore e per aver rafforzato la propria partecipazione attraverso l’utilizzo di strumenti di comunicazione innovativi”. Il premio ci è stato consegnato da Stefano Ciuoffo, l’Assessore alle Attività Produttive e al Commercio della Regione Toscana e da Pierantonio Macola, Amministratore Delegato di SMAU, durante la tappa di Firenze, del 7 e 8 luglio.

Vogliamo ringraziare coloro che ci hanno dedicato anche solo un minuto del loro tempo e gli organizzatori di SMAU che hanno reso possibile questo evento unico.

Arrivederci, ci vediamo nel 2017 con tante novità!

– Serena Masoni –

Ecco il nostro diario fotografico:

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Le Energie Colore

Rendi cosciente l’inconscio, altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino
C.G. Jung

Il sistema dello studio dello stile personale è solidamente fondato sulla teoria dei “tipi psicologici” di Carl Gustav Jung.
carl-gustav-jungCarl Gustav Jung è stato un celebre psichiatra, psicoanalista e antropologo svizzero.
La sua tecnica e teoria è chiamata “psicologia analitica” e “psicologia del mondo“. In essa egli avanzò delle personalità estroverse ed introverse e del potere dell’inconscio.
Jung sosteneva che la nostra personalità è formata dall’interazione di quattro funzioni psichiche principali: INTROVERSIONE, ESTROVERSIONE, PENSIERO e SENTIMENTO; ciò che rende un individuo unico è il modo in cui in ognuno si sbilanciano tali funzioni ed attitudini.
Combinandosi tra loro, queste funzioni danno vita a quattro dimensioni primarie o “energie colore“, che rappresentano quattro esempi di comportamenti osservabili:

  • BLU MARE: rappresenta una persona imparziale, obiettiva, distaccata.
  • ROSSO FUOCO: rappresenta una persona positiva, pragmatica, audace e sicura di sé.
  • VERDE NATURA: rappresenta una persona calma, tranquilla, rilassata e comprensiva.
  • GIALLO SOLE: rappresenta una persona allegra, incoraggiante, vivace ed ottimista.

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Ognuno di noi appartiene ad una delle aree sopra descritte, o meglio ognuno di noi ha una “energia colore prevalente” che influenza i nostri processi decisionali, il nostro benessere e le nostre relazioni. Proprio per questo ognuno ha una diversa rappresentazione della realtà, perché non vediamo il mondo per come è, ma per come noi siamo. Infatti, il nostro modo di agire trova la sua fonte nel modo in cui vediamo le cose.

Spesso succede che nella vita privata ci corrisponda una certa “energia colore“, mentre nell’ambito lavorativo ce ne corrisponde un’altra.

Perché?

Perché spesso il lavoro che svolgiamo richiede un certo comportamento, una determinata attenzione ed un determinato modo di porsi. Possiamo distinguere le varie energie colori anche all’interno di un’azienda: ogni reparto ha delle caratteristiche che fanno capo ad una specifica energia colore.

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Anche in VoipVoice possiamo associare ogni reparto ad una energia colore:

  • COMMERCIALE: rosso fuoco, in quanto è il reparto in cui si propone e si vende il prodotto/servizio e dobbiamo portare a casa più contratti possibile.
  • CUSTOMER CARE: verde natura, in quanto l’obiettivo è capire e comprendere il cliente, tranquillizzarlo in caso di problematiche e mantenere la calma.
  • MARKETING: giallo sole, in quanto è un reparto in cui non manca la creatività, essenziale nell’organizzazione di eventi e nel trovare le grafiche giuste e i gadget da distribuire.
  • AMMINISTRAZIONE: blu mare, in quanto viene svolto un lavoro di logica, di attenzione e di precisione.

Nel mio reparto, quello amministrativo, si predilige un’energia blu, perché la maggior parte delle mansioni svolte richiedono precisione, accuratezza ed attenzione: specialmente nell’inserimento dei contratti, nel processare le richieste di portabilità, nell’attivazione di nuovi numeri e di nuove linee ADSL e FIBRA e nei riepiloghi delle provvigioni da inviare ai nostri partners e collaboratori.

A volte però si può prediligere un’energia di colore rosso per quanto riguarda la gestione del recupero crediti, in quanto devo essere sì precisa, attenta e distaccata, ma anche decisa e ferma nel comunicare al cliente di coprire il debito, proponendo magari un piano di rientro e controllare poi che venga rispettato dal cliente. Allo stesso tempo però è necessario combinare l’energia verde, trasmettendo tranquillità e pacatezza, e l’energia gialla, trasmettendo talvolta vivacità.

Credo infatti che non ci sia un’unica energia colore che possa rappresentare ogni reparto: può essercene una prevalente, ma è necessario che ci siano anche le altre per poter affrontare ogni tipo di mansione e di attività.

Valentina Maionchi

Le Bandierine

“Ogni anno, 25 piloti prendono parte al campionato mondiale di Formula 1, e ogni anno due di noi perdono la vita. Chi può scegliere un lavoro simile? Non le persone normali, questo è sicuro. Ribelli. Pazzi. Sognatori. Persone che farebbero qualsiasi cosa per lasciare il segno e che sono disposti a morire pur di riuscirci.”

– Niki Lauda –

Correva l’anno 1976 e il mondo del Formula 1 divenne particolarmente interessante. Questo perché in pista c’erano due piloti che, al costo della loro vita, volevano vincere il titolo mondiale.

Loro due erano Niki Lauda, quello determinato, quello con rigore e attento ai dettagli, con il soprannome “il Computer“, e James Hunt, il ribelle, lo spericolato, pieno di vizi e soprannominato “lo Schianto”.

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Niki Lauda e James Hunt

16 gran premi da correre con un unico obiettivo: tagliare il traguardo per primi. Lauda al monoposto della Ferrari contro Hunt sull’abitacolo della Maclaren. Le prime 6 gare vennero vinte da Lauda con estrema facilità fino all’ottava gara dove cominciò a farsi vedere Hunt.

Quest’ultimo vinse le due successive gare posizionandosi davanti a Lauda.

Il pericolo imminente della morte era sempre presente sulle piste di questo sport. Infatti si manifestò con un brutto incidente per Lauda, nel nono gran premio disputato in Germania, dove si salvò per miracolo grazie all’aiuto di Arturo Merziario e altri piloti.

Lauda venne portato d’urgenza in ospedale dove rimase per diverse settimane con gravi ustioni sulla fronte. Lui vedeva vincere Hunt dal letto dell’ospedale e voleva assolutamente ritornare sulla pista per finire il campionato. Con gran fatica e nonostante il parere contrario dei medici dopo solo 6 settimane ritornò a correre sulla pista dell’Italia. Giunse quarto al traguardo.

Hunt nonostante la grande volontà di Lauda non si fermava e continuava a vincere avvicinandosi così all’avversario, all’ultimo gran premio, distaccato di soli 3 punti, .

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Sulla pista

Il gran premio di Giappone iniziò con la pioggia che non era favorevole per la corsa. Venne deciso comunque di far correre i piloti perché l’interesse pubblico per questo premio era altissimo.

La gara iniziò ma al secondo giro Lauda si ritirò perché non voleva rischiare per la seconda volta la sua vita e poteva solo sperare nel quarto posto di Hunt.  Lui però si piazzò al terzo vincendo così il suo primo ed unico titolo mondiale.

La rivalità tra i due ha fatto uscire le loro competenze e capacità per vincere e raggiungere i loro obbiettivi.

Vi racconto questa storia non tanto per le rivalità ma perché l’obbiettivo di questi due piloti era uno solo: vedere la bandiera a scacchi che annunciava la fine della corsa.

Quella bandiera che costava fatica, sudore e dedizione. Quella bandiera che dava importanza a quello che succedeva prima della fine corsa.

Tra i nostri reperti storici in questi giorni trovai delle bandierine che mettevamo sulla cartina italiana, che avevamo nel nostro ufficio, quando facevamo un rivenditore. Ogni bandiera era contrassegnata con il nome del rivenditore.

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Le Bandierine

Vedere riempire i spazi sulla cartina ci mostrava il nostro traguardo cioè quello di avere almeno un rivenditore in ogni regione Italiana, che avevamo in quel momento. Pian piano però non bastava più lo spazio sulla cartina, anzi per la regione Lombardia abbiamo dovuto stampare una cartina a parte 🙂

Vi chiederete cosa c’entra tutto questo con il reparto tecnico di cui faccio parte?

Semplice, noi dobbiamo far rimanere lì queste bandierine.

La nostra bandierina è una specie patto di fiducia che noi abbiamo stipulato con il nostro partner. Quando si presenta una segnalazione non necessariamente ci deve essere una soluzione immediata a questa ma ci deve essere uno scambio di comunicazione continuo che infonda sicurezza e che faccia capire al partner che stiamo prendendo cura della sua situazione.

Ciò che ci porta ogni anno al nostro traguardo finale è la nostra passione per il nostro lavoro dove ogni mese viene visto come un piccolo gran premio che dobbiamo sempre raggiungere per vedere anche noi la nostra bandiera finale portarci, oltre il sorriso, una grandissima soddisfazione.

Siamo i sognatori, i ribelli e i pazzi, di cui parla sopra Niki Lauda, pronti ad affrontare anche il campionato del 2017!

Parminder Kaur

Nota Bene:  Sulla rivalità di questi due grandissimi piloti vi consiglio il film Rush, di Ron Howard, che racconta il campionato del 1976.

Il mio lavoro è dinamico

“Qualunque cosa tu stia facendo, falla nel miglior modo possibile.” (Alejandro Jodorowski)

Per una come me, che detesta la monotonia, avere l’opportunità di andare in giro per l’Italia almeno 2/3 volte all’anno, è fonte di grande soddisfazione.
Quando ho iniziato a lavorare in VoipVoice avevo 22 anni e nessuna esperienza lavorativa, se non quella di Hostess e Promoter, fatta durante gli studi.
Una volta entrata in questo nuovo mondo, totalmente diverso, mi sono ritrovata a svolgere le più disparate mansioni ed è così che ho scoperto di avere una spiccata attitudine per i lavori di “precisione” e, dunque,  per la parte amministrativa.
Adesso vi starete sicuramente chiedendo come sia possibile che una che poco fa ha detto di odiare la monotonia possa fare un lavoro del genere…e io vi rispondo subito.
Innanzitutto voglio sfatare il mito che vuole le mansioni amministrative roba noiosa e ripetitiva: certo, per alcuni versi è così, ma vi assicuro che non ci si annoia mai, vista la vastità delle cose da fare ogni giorno.
In secondo luogo, il fatto di poter andare in fiera come Hostess ha reso il mio lavoro molto più dinamico e, anche se la maggior parte del tempo, certo, la passo in ufficio, quelle volte che vado a giro per l’Italia riesco a godermele veramente a pieno e a sfruttare quei momenti come pausa dalla routine.

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Andare in fiera è un’occasione per conoscere un altro aspetto del mio lavoro, quello più commerciale, e conoscere i Partner, che magari sento ogni giorno a telefono o per email ma che non ho mai incontrato di persona.

E’ un modo per sentirmi ancora più parte della mia azienda, per renderla più umana.

Certo è che stare in fiera 8h è anche abbastanza stancante e me ne rendo conto ogni volta che mi ci trovo; devi essere sempre sul pezzo, sempre sorridente, sveglia, pronta a dare risposte immediate. Dietro al pc è diverso, non hai qualcuno che ti vede e puoi mascherare stati d’animo e occhiaie dovute al poco sonno.

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Come tutte le cose, ha i suoi pro e i suoi contro sia stare in ufficio sia andare a giro per l’Italia. Dunque, poter alternare le due modalità di lavoro mi dà grande soddisfazione e mi permette di mettermi ogni volta alla prova in qualcosa che magari conosco meno.

Ogni fiera è un’esperienza a sè, che ti lascia dentro qualcosa di speciale e diverso: a partire dal viaggio in treno/auto, il dormire fuori, le città che visiti, le persone che incontri.

Può sembrar banale, ma per chi non è abituato a questo genere di lavoro, è sempre eccitante partire e, sicuramente, è un’occasione di crescita sia professionale che personale.

A proposito, scappo a far la valigia, che lunedì riparto.

Sarò al Wpc di Milano dal 29 Novembre al 1 Dicembre.

-Greta Tofani-

Il supporto amministrativo potete contattarlo telefonicamente al numero 0550935400 o tramite email all’indirizzo attivazioni@voipvoice.it, dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00.