Tutto è movimento: il salto!

“Volo! Zorba! So volare!” strideva euforica dal vasto cielo grigio. L’umano accarezzò il dorso del gatto. “Bene, gatto. Ci siamo riusciti!” disse sospirando. “Sì, sull’orlo del baratro ha capito la cosa più importante” miagolò Zorba. “Ah sì? E che cosa ha capito?” chiese l’umano.
“Che vola solo chi osa farlo” miagolò Zorba.

[Luis Sepulveda, Storia di una Gabbianella e del Gatto che le insegnò a volare]

Vi è mai capitato di buttarvi? Di fare un salto nel vuoto, prendere decisioni che agli occhi degli altri sembrano assurde, seguire il proprio istinto, fidarsi di una sensazione.

Per la prima volta nella mia vita, io l’ho fatto. E ho volato.
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Mi chiamo Martina Giacomelli, ho 29 anni e da novembre 2015 sono Account Manager della VoipVoice. Il mio salto nel vuoto è stato quando di punto in bianco, un lunedì mattina, ho lasciato un posto sicuro per entrare in quella che ora è anche la mia azienda, la mia famiglia lavorativa. Questo lavoro l’ho fortemente voluto. Credevo di essere la persona giusta per la VoipVoice e la VoipVoice l’azienda giusta per me.

 

Ma non l’ho saputo fin dall’inizio.

Dopo una laurea in Studi Internazionali, un passato come addetta stampa, giornalista e speaker radiofonica, da un giorno all’altro mi sono ritrovata senza lavoro, ma con una grande passione: la comunicazione. Ho frequentato corsi di formazione, fatto colloqui, inviato CV. Niente. Nessun’azienda del territorio o dell’hinterland fiorentino cercava qualcuno “come me”. Ho più volte valutato la possibilità di trasferirmi ma, orgogliosa e testarda, non volevo gettare la spugna, qui c’erano la mia famiglia e i miei amici. Diventava fondamentale reinventarsi. Spinta da un’amica, decisi di partecipare alla seconda edizione della Bussola del Lavoro organizzata dal Comune di Empoli, avrei fatto colloqui per diverse postazioni di lavoro, anche se non erano esattamente per “il mio ruolo”.

Lì ci fu il mio primo contatto con la VoipVoice, esattamente un anno fa. “Hai firmato il tuo CV per il trattamento dei dati personali?” non mi ero ancora seduta che Samuel già mi aveva ripreso. “No scusi, lo faccio subito.” “Devo andare a spostare la macchina, mi scade il parchimetro.” lo seguì subito dopo Luigi. “Cominciamo bene – pensai dentro di me – guarda questi come sono interessati..”. Dopo una chiacchierata di circa quindici minuti mi rialzai con la convinzione che non mi avrebbero mai richiamata.

Il tempo mi ha smentita.
Dopo circa due mesi ho ricevuto infatti la telefonata che mi invitava ad andare a conoscere Simone, l’amministratore delegato della VoipVoice, lui mi avrebbe presentato le posizioni per le quali potevo candidarmi. Era un colloquio alla cieca ed io avevo da poco iniziato a lavorare per un’altra grande azienda, ma in quel nuovo ruolo non mi sentivo valorizzata, non ero felice. Dentro di me c’era una vocina che continuava a ripetere “vai, non rifiutare un’opportunità, che hai da perdere?!”. Cos’altro avrei potuto fare? Mi sono presentata al colloquio.

Man mano che parlavo con Simone e lui mi descriveva il tipo di persona che stava cercando, io mi interessavo sempre di più: le parole entravano dentro di me e mi colpivano, riflettevano il mio pensiero, riflettevano quello che stavo da tempo cercando. Uno “schiaffo” in pieno volto che mi ha risvegliata. Non dovevo accontentarmi del lavoro che stavo facendo, se io non ero felice dovevo cambiare, non dovevo rimanere lì solo per soddisfare gli altri, per il semplice fatto di dover essere una brava ragazza. Io dovevo diventare una brava professionista!

Volevo far parte della VoipVoice. Ho lasciato il lavoro che avevo e ho fatto il percorso di selezione, test e formazione e poi ancora un test.

Il primo giorno, tanto ero emozionata e contenta, mi sono presentata alla riunione con Simone e Luigi, il mio responsabile di reparto, senza un blocco, senza una matita. “E dove li segni te i tuoi obiettivi?”. “Eh?”.

Reparto CommercialeGià, obiettivi. Alla VoipVoice si lavora per obiettivi, che devono essere S.M.A.R.T. per inciso. Si lavora sapendo di avere obiettivi personali, di reparto e di squadra. Si lavora perché siamo fortemente attaccati all’azienda. C’è cura e premura.

Alla VoipVoice ho trovato persone che si sono messe a mia disposizione, mi hanno dato dei consigli, mi hanno insegnato a rapportarmi con i partner, come impostare una telefonata, come seguire le procedure e le metodologie, a lavorare insomma.

ragazzeOgnuno di loro, con il proprio carattere e professionalità, mi ha permesso non solo di affacciarmi dentro una nuova realtà, ma di sentirmi parte attiva di questa realtà, di sentirmi viva.

smauSono stata inserita fin da subito in un mondo nuovo, quello delle telecomunicazioni e dell’ICT. Dopo circa due settimane dal mio ingresso ho avuto modo infatti di partecipare alla tappa conclusiva del Roadshow SMAU 2015 a Napoli: incontrare professionisti, esperti di settore, vecchi e potenzialmente nuovi partner è stato affascinante e formativo.

teamMa l’evento più importante a cui sono felice di aver contribuito è sicuramente la Convention dei Dieci Anni della VoipVoice che si è svolta a febbraio al Museo Enzo Ferrari di Modena. A quell’evento erano presenti i partner storici, i produttori e i distributori, le persone che hanno contribuito a rendere la VoipVoice l’azienda che è oggi. La sensazione più bella è stata percepire il duro lavoro che è servito ad arrivare fino a quel momento, le emozioni trapelavano negli occhi e nelle parole di tutti e io lì mi sono sentita parte di una squadra, di un gruppo.

“Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita.” recita un aforisma di Confucio.

Non credevo che avrei trovato un lavoro che permettesse di dare voce alla mia persona, di esprimermi, di mettermi in gioco e soprattutto di crescere come professionista. Un lavoro che mi desse energia e che sfruttasse allo stesso tempo la mia, di energia.
Bisogna custodire dentro di sé un sogno, un progetto, un’ambizione: quando sarà il momento, salterà fuori e si presenterà con forza, ma dobbiamo avere il coraggio di scegliere e la follia di buttarci! La vita è a colori.

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