Dalla Corsa allo Spazio alla nascita di Internet

Dalla Corsa allo Spazio alla nascita di Internet

50 anni dall’allunaggio: sabato 20 luglio abbiamo festeggiato il #MoonDay ospitando all’interno dei nostri locali del Palavoip, Lunatica 1969 – 2019: Destinazione Luna, l’evento organizzato da Inside Factory e dal Gruppo Astrofili di Montelupo Fiorentino in collaborazione con Promocultura, evento da noi sponsorizzato.

All’interno della manifestazione, Simone Terreni, Managing Director VoipVoice ha tenuto un workshop sul collegamento tra la Luna e Internet, basandosi sul suo libro “Dai Segnali di Fumo ai Social“. Come si legano queste due entità? Un satellite fisico e una rete di comunicazione ad oggi indispensabile? Ecco l’estratto del libro che racconta la corsa allo spazio e come questa abbia influito nella nascita di Internet.

«Se vogliamo vincere la battaglia che è in corso nel mondo tra dittatura e libertà, gli spettacolari risultati ottenuti nello spazio nelle ultime settimane dovrebbero averci chiarito, come ha fatto lo Sputnik nel 1957, l’effetto avuto da questa avventura nelle menti degli uomini in tutto il mondo». Con queste parole, pronunciate al Congresso Americano del 1961, il presidente degli Stati Uniti d’America John Fitzgerald Kennedy parlò per la prima volta di “Effetto Sputnik”. Ma che cos’è stato l’Effetto Sputnik? Come ha potuto un piccolo satellite russo contribuire alla creazione della rete delle reti, Internet? Tutto si svolse durante la Guerra fredda, un conflitto silenzioso combattuto dopo la Seconda guerra mondiale tra l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti. Una guerra fatta di spie e focolai in territori lontani. Ma la guerra più costosa e più combattuta tra le due superpotenze fu la conquista dello Spazio.

URSS vs USA: 1-0

Il 4 ottobre 1957, durante il primo anno geofisico internazionale, dalla base spaziale di Bajkonur nell’odierno Kazakistan, i sovietici lanciarono il primo satellite spaziale artificiale: lo Sputnik 1. Sputnik in russo voleva dire “compagno di viaggio”. Gli americani, colti alla sprovvista, però non videro questo piccolo satellite proprio come un compagno di viaggio. Lo shock nelle alte sfere militari ma anche in tutta l’opinione pubblica fu enorme. Davvero i russi erano i padroni dello spazio? Davvero erano così avanti rispetto agli yankees? Gli americani avevano perso la corsa.

Il presidente Eisenhower corse subito ai ripari. C’erano allora due progetti americani che lavoravano per lanciare un satellite nello spazio: uno della Marina militare e uno dell’Esercito.

Quest’ultimo era gestito da un ex scienziato della Germania, un ex nazista capace di creare i primi missili a lunga gittata, i micidiali V2, che, finita la guerra, si era consegnato all’esercito americano con il suo team. Si trattava di Wernher von Braun, detto Mr Rocket Man.

 

 

URSS vs USA: 2-0

Il 3 novembre 1958 venne lanciato lo Sputnik II. Stessa base, sempre da parte dei russi. La novità fu che a bordo stavolta c’era una cagnolina, Laika, che perse la vita dopo poche ore a causa di un guasto al sistema di ossigenazione.

Però i russi avevano strappato un altro primato agli americani: avevano inviato nello spazio il primo essere vivente.

Il morale era sempre più basso e allora il Governo americano decise di velocizzare il lancio di uno dei due progetti. Fu scelto il Vanguard, il razzo della Marina militare. La Marina militare rappresentava l’élite e quindi fu premiata. Il lanciò però fallì: sotto gli occhi attoniti della nazione il razzo che sosteneva il satellite cadde a terra e si incendiò. Von Braun fu convocato d’urgenza dal Governo americano insieme ad alcuni membri del suo staff, tra cui gli scienziati Pickering e Van Allen. Una parte dell’opinione pubblica americana non apprezzava che un ex nazista potesse contribuire ai successi della nazione. Le ferite della Seconda guerra mondiale erano ancora recenti.

Forse per questo il Governo ancora non si decideva ad assegnargli la missione. Allora Von Braun perse la pazienza. «Signor segretario di Stato, ci dia il via libera e in sessanta giorni saremo in orbita!».

 

URSS vs USA: 2-1

Di giorni dal Senato ne ottennero 84. Un lavoro frenetico e febbrile, notti insonni, ma la sfida doveva essere vinta. Il lancio doveva avvenire entro la fine dell’anno geofisico internazionale che scadeva a giugno 1957.

Il 31 gennaio del 1958 il razzo Jupiter C porta in orbita il satellite spaziale Explorer I. Il cielo di Cape Canaveral si illuminò, il satellite si staccò dal razzo e dopo qualche momento di tensione cominciò a trasmettere i dati. Anche se gli Stati Uniti non erano riusciti ad andare in orbita per primi avevano pensato di misurare i raggi cosmici e le radiazioni per proteggere gli astronauti nei lanci futuri. Questo i russi non lo avevano fatto; ecco quindi che la missione assumeva un’importanza scientifica enorme.

Tra gli strumenti che Van Allen mise dentro l’Explorer c’era un contatore geiger per misurare le radiazioni e fu grazie a queste misurazioni che furono scoperte le fasce di Van Allen: particelle subatomiche elettronicamente cariche provenienti da radiazioni solari che creavano un campo magnetico terrestre.

Lo spazio era radioattivo: fu la scoperta scientifica più importante dell’anno geofisico internazionale. 

 

URSS vs USA: 3-1

«La terra è blu! Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini».

Con queste parole il primo cosmonauta Jurij Gagarin, a bordo della navicella spaziale russa Vostok 1, il 12 aprile 1961 raccontava per la prima volta cosa vede un uomo nello spazio.

L’Unione Sovietica aveva di nuovo vinto la sfida nei confronti dei rivali americani. Scelto dopo una marea di selezioni, Gagarin, prima di decollare, pronunciò la storica parola «pojechali!», «andiamo!».

A soli 27 anni, il cosmonauta russo diventava il simbolo dell’umanità nello spazio.

Il volo durò 88 minuti, a una velocità di 27.400 km/h, compiendo un’in- tera orbita ellittica della Terra.

Il dominio sovietico nello spazio era sotto gli occhi di tutto il mondo. 

 

URSS vs USA: 3-2

«È un piccolo passo per l’uomo ma un grande balzo per l’umanità». Con queste parole Neil Armstrong aveva appena abbandonato il LEM dell’Apollo 11 e stava muovendo il primo passo nel Mare della tranquillità sulla Luna.

Era il 20 luglio 1969. Stavolta fu un americano, come aveva predetto il presidente Kennedy, a vincere la sfida contro i sovietici. Lo stesso Kennedy aveva voluto fortemente a capo della base NASA, il Marshall Space Flight Center, in Alabama, Wernher von Braun.

E fu grazie alla grande capacità e visione di questo barone prussiano, ex SS, ex scienziato di Hitler, creatore dei V2, dai quali erano derivati gli stessi Sputnik dei sovietici, a portare il primo uomo sulla Luna. Von Braun se ne andò dalla NASA sbattendo la porta nel 1972, perché era contrario alle armi spaziali.

Lui avrebbe voluto che l’agenzia spaziale americana continuasse l’esplorazione del cosmo coronando il suo sogno: portare l’uomo su Marte.

 

URSS vs USA: 3-3

Nel 1958 l’Effetto Sputnik era ancora forte e il presidente Eisenhower creò un nuovo istituto di ricerca che mettesse in rete le principali università americane. Doveva cercare soluzioni tecnologiche ambiziose, soprattutto in ambito della sicurezza e delle telecomunicazioni per affrontare un’eventuale guerra nucleare.

Nacque l’ARPA (acronimo di Advanced Research Projects Agency). Nel 1969 nacque ARPANET: una rete fatta di soli quattro computer di UCLA (University of California, Los Angeles), UCSB (University of California, Santa Barbara), SRI (Stanford Research Institute) e Università dello Utah a Salt Lake City.

Fu la prima rete di computer al mondo. E fu anche la prima rete a commutazione a pacchetti, la tecnologia dominante tutt’oggi per lo scambio di dati e voce. Da questa rete e con l’avvento del protocollo TCP/IP nel 1983 sarebbe nato Internet.

«La scienza non ha una dimensione morale. È come una lama. Se tu la dai a un chirurgo o a un assassino, ciascuno la userà in modo diverso»Wernher von Braun

 

Risulta quindi chiaro che lo sbarco del primo uomo sulla Luna ha rivestito, per noi che ci occupiamo di tecnologia, un ruolo fondamentale per la nascita di Internet: nella lotta contro l’URSS in quella che era la Corsa allo Spazio, gli USA – per difendersi dal rischio di una guerra nucleare – crearono nel 1958 ARPA infatti per sviluppare soluzioni tecnologiche innovative per la difesa. ARPA aveva, tra le altre cose, il compito di creare e mettere in sicurezza una rete che collegasse i vari computer sparsi sul territorio nazionale, in grado di resistere anche ad un eventuale attacco nucleare: da qui la nascita di ARPANET, una rete embrionale che poi, con l’ideazione del protocollo TCP/IP da parte di Vincent Cerf, portò alla nascita di Internet.

Chissà se senza la Corsa allo Spazio utilizzeremmo adesso Internet! Sicuramente lo sbarco sulla Luna e tutta la ricerca scientifica e tecnologica che ha permesso all’uomo di arrivarci hanno accelerato i tempi per lo sviluppo della Rete delle Reti! 

 

 

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